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	<title>zanzare &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Zanzare Debug: Google e le 32 milioni di zanzare (e perché è servito il permesso)</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/google-zanzare-debug/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:18:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Autore: Redazione Ecoseven – Pubblicato il 23/06/2026 Zanzare debug? Google ha chiesto il permesso di rilasciare fino a 32 milioni di zanzare in California e Florida. Detta così suona inquietante, ma il quadro reale è diverso: si tratta di zanzare maschio — che non pungono e non trasmettono malattie — portatrici di un batterio naturale, il Wolbachia, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecoseven</a> – Pubblicato il 23/06/2026</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-320175 size-full" title="Zanzara Aedes aegypti, specie bersaglio del progetto Debug di Google con il batterio Wolbachia" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Google-Zanzare-rilasciate.webp" alt="Zanzare Debug - Il progetto di Google che spaventa il mondo" width="1272" height="716" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Google-Zanzare-rilasciate.webp 1272w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Google-Zanzare-rilasciate-300x169.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Google-Zanzare-rilasciate-1024x576.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Google-Zanzare-rilasciate-768x432.webp 768w" sizes="(max-width: 1272px) 100vw, 1272px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="7:1-7:607;188-794"><strong>Zanzare debug? Google ha chiesto il permesso di rilasciare fino a 32 milioni di zanzare in California e Florida. Detta così suona inquietante, ma il quadro reale è diverso: si tratta di zanzare maschio — che non pungono e non trasmettono malattie — portatrici di un batterio naturale, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Wolbachia" target="_blank" rel="noopener">Wolbachia</a>, che le rende di fatto sterili. L&#8217;obiettivo è ridurre la popolazione della zanzara Aedes aegypti, vettore di dengue, Zika e febbre gialla, senza pesticidi. Il &#8220;permesso&#8221; è l&#8217;autorizzazione richiesta all&#8217;ente ambientale USA, con tanto di consultazione pubblica.</strong> Ecco come funziona davvero e perché il metodo non è nuovo.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="9:1-9:36;796-831">Zanzare Debug: cosa ha chiesto Google (e a chi)</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="11:1-11:355;833-1187">A inizio giugno 2026 ha fatto notizia la richiesta di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alphabet_(azienda)" target="_blank" rel="noopener">Alphabet</a>, casa madre di Google, di <strong>rilasciare fino a 32 milioni di zanzare negli Stati Uniti</strong> nell&#8217;arco di due anni. La richiesta è stata presentata, attraverso la divisione di scienze della vita <a href="https://verily.com/" target="_blank" rel="noopener">Verily</a>, all&#8217;EPA (l&#8217;Agenzia per la protezione ambientale statunitense), che deve autorizzare l&#8217;operazione.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="13:1-13:340;1189-1528">Il &#8220;permesso&#8221; di cui si parla è proprio questo: un iter autorizzativo che ha previsto anche una finestra di consultazione pubblica, chiusa il 5 giugno 2026, durante la quale i cittadini potevano presentare osservazioni. Non si tratta quindi di un rilascio improvviso, ma di una procedura regolata e sottoposta a valutazione delle autorità.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="15:1-15:186;1530-1715">Il <a href="https://it.euronews.com/salute/2026/06/02/zanzare-buone-contro-zanzare-cattive-il-piano-di-google-contro-le-malattie-mortali" target="_blank" rel="noopener">programma si chiama <strong>Debug</strong></a>, ed è un gioco di parole voluto: in informatica &#8220;debug&#8221; significa eliminare i bug, che in inglese sono anche gli insetti. Qui di insetti veri si tratta.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="17:1-17:65;1717-1781">Il punto da chiarire: non sono zanzare &#8220;infette&#8221; e pericolose</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="19:1-19:170;1783-1952">Qui sta l&#8217;equivoco che riguarda &#8220;zanzare Debug&#8221; che molti titoli alimentano. <strong>Il termine &#8220;zanzare infette&#8221;</strong> fa pensare a insetti portatori di malattie liberati tra la popolazione. La realtà è opposta.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="21:1-21:435;1954-2388">Le zanzare rilasciate sono <strong>esemplari maschi</strong>, e i maschi delle zanzare non pungono e non trasmettono malattie: si nutrono di nettare, non di sangue. Vengono allevati in laboratorio e portano il batterio <strong>Wolbachia</strong>, un microrganismo che si trova già naturalmente in circa il 60% delle specie di insetti del pianeta. Non è un agente patogeno introdotto per nuocere: è un batterio comune in natura, <a href="https://www.epicentro.iss.it/zika/AedesBornVirusesEurosurv2016" target="_blank" rel="noopener">usato qui per uno scopo preciso.</a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="23:1-23:167;2390-2556">In altre parole, l&#8217;operazione non immette malattie nell&#8217;ambiente.<strong> Punta, al contrario, a ridurre le malattie</strong> diminuendo il numero di zanzare in grado di trasmetterle.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="25:1-25:59;2558-2616">Come funziona il metodo: l&#8217;incompatibilità riproduttiva</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="27:1-27:250;2618-2867">Il meccanismo si basa su un fenomeno biologico noto. Quando un maschio portatore di Wolbachia si accoppia con una femmina selvatica che non possiede lo stesso batterio, si verifica un&#8217;incompatibilità riproduttiva: le uova fecondate non si schiudono.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="29:1-29:292;2869-3160">Il risultato è che quegli accoppiamenti non producono nuove zanzare. Ripetendo i rilasci per più generazioni, la popolazione di zanzare selvatiche si riduce progressivamente. È un po&#8217; come &#8220;spegnere&#8221; la riproduzione della specie bersaglio dall&#8217;interno, senza ricorrere a insetticidi chimici.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="31:1-31:378;3162-3539">La specie nel mirino è <a href="https://www.focus.it/temi/aedes-aegypti" target="_blank" rel="noopener"><strong>Aedes aegypti</strong></a>, una zanzara invasiva considerata tra i principali vettori di dengue, febbre gialla, chikungunya e virus Zika. Un dettaglio ecologico importante: Aedes aegypti non è una specie nativa di California o Florida, quindi nessun animale locale dipende da essa come fonte di cibo. Questo riduce il rischio di squilibri nella catena alimentare.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="33:1-33:50;3541-3590">Quella di &#8220;zanzare debug&#8221; Non è una tecnica nuova: i precedenti e i dati</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="35:1-35:225;3592-3816">Contrariamente a quanto l&#8217;annuncio possa suggerire, questo approccio non è un esperimento inedito. È una variante della cosiddetta &#8220;tecnica dell&#8217;insetto sterile&#8221;, utilizzata negli Stati Uniti da oltre 60 anni in agricoltura.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="37:1-37:297;3818-4114">I dati a sostegno esistono e sono solidi. Lo stesso progetto Debug aveva già condotto <a href="https://www.scienzenotizie.it/2026/06/05/google-sta-rilasciando-32-milioni-di-zanzare-modificate-in-california-e-florida-ecco-perche-28125907" target="_blank" rel="noopener">un test nella Central Valley</a> californiana a partire dal 2017, riuscendo a ridurre drasticamente le popolazioni di zanzare in alcuni siti della contea di Fresno, con risultati pubblicati su Nature Biotechnology.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="39:1-39:421;4116-4536">La prova più robusta arriva però da Singapore, dove il metodo è applicato dal 2018. Un ampio studio pubblicato sul New England Journal of Medicine nel febbraio 2026, condotto su oltre 700.000 residenti, ha mostrato che il rilascio di zanzare con Wolbachia ha ridotto il rischio di dengue sintomatica di oltre il 70%. Secondo i dati del programma, nelle aree trattate la popolazione di Aedes aegypti è calata dell&#8217;80-90%.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="41:1-41:56;4538-4593">Cosa significa concretamente (e quali dubbi restano)</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="43:1-43:77;4595-4671">Da dalla vicenda &#8220;zanzare debug&#8221; di <a href="https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/google-health/" target="_blank" rel="noopener">Google</a> derivano alcune considerazioni, da leggere con equilibrio.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="45:1-45:308;4673-4980">Il primo punto è la <strong>lettura critica degli annunci</strong>. &#8220;Google libera 32 milioni di zanzare infette&#8221; è un titolo a effetto che distorce un&#8217;operazione di sanità pubblica fondata su un metodo collaudato. Capire la differenza tra maschi sterili e zanzare pericolose cambia completamente il senso della notizia.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="47:1-47:292;4982-5273">Il secondo riguarda i <strong>benefici potenziali</strong>. Se efficace su larga scala, <strong>la tecnica offre un&#8217;alternativa ai pesticidi chimici</strong> — verso cui Aedes aegypti ha sviluppato resistenza — per contenere malattie che, complice il cambiamento climatico, stanno ampliando la loro diffusione geografica.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="49:1-49:706;5275-5980">Il terzo è la <strong>prudenza scientifica</strong>, perché i dubbi degli esperti esistono e sono legittimi. Non riguardano tanto la sicurezza immediata per l&#8217;uomo, su cui finora non sono emerse evidenze di rischi diretti, quanto l&#8217;efficacia nel lungo periodo: il metodo richiede rilasci continui e ripetuti, e zanzare provenienti da aree non trattate possono vanificare parte dei risultati. Una sfida tecnica centrale è poi la separazione tra maschi e femmine in fase di allevamento, gestita con intelligenza artificiale e sistemi di visione automatica, ma che deve essere estremamente precisa. Alcuni ricercatori segnalano infine la necessità di valutare la diffusione indesiderata di tratti biologici nell&#8217;ambiente.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="51:1-51:27;5982-6008">FAQ – Domande frequenti su &#8220;Zanzare Debug&#8221;</h2>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="53:1-53:48;6010-6057">Google libera zanzare infette e pericolose?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="55:1-55:274;6059-6332">No. Si tratta di zanzare maschio che non pungono e non trasmettono malattie, portatrici del batterio Wolbachia, presente naturalmente nella maggior parte degli insetti. Non vengono immesse malattie nell&#8217;ambiente: l&#8217;obiettivo è ridurre le zanzare pericolose, non aumentarle.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="57:1-57:63;6334-6396">Come fanno le zanzare a ridurre la popolazione di zanzare?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="59:1-59:273;6398-6670">Zanzare Debug riguarda i maschi di zanzara con Wolbachia, che accoppiandosi con le femmine selvatiche prive del batterio, generano uova che non si schiudono (incompatibilità riproduttiva). Ripetendo i rilasci, le nuove generazioni di zanzare diminuiscono progressivamente, riducendo la popolazione complessiva.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="61:1-61:47;6672-6718">Perché serve un permesso e chi lo concede?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="63:1-63:289;6720-7008">Perché il rilascio di organismi nell&#8217;ambiente è regolato. Negli Stati Uniti l&#8217;autorizzazione spetta all&#8217;EPA, l&#8217;agenzia per la protezione ambientale, che ha previsto anche una consultazione pubblica (chiusa il 5 giugno 2026) per raccogliere le osservazioni dei cittadini prima di decidere.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="65:1-65:43;7010-7052">Quali malattie si vogliono combattere?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="67:1-67:231;7054-7284"><a href="https://www.epicentro.iss.it/zika/AedesBornVirusesEurosurv2016" target="_blank" rel="noopener"><strong>Quelle trasmesse dalla zanzara Aedes aegypti</strong></a>: dengue, febbre gialla, chikungunya e virus Zika. È una specie invasiva e tra i principali vettori di queste patologie, sempre più rilevanti anche per effetto del cambiamento climatico.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="69:1-69:53;7286-7338">Il metodo con il Wolbachia è sicuro ed efficace?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="71:1-71:304;7340-7643">I dati finora sono incoraggianti: a Singapore ha ridotto la dengue sintomatica di oltre il 70% e non sono emerse evidenze di rischi diretti per la salute umana. Restano dubbi sull&#8217;efficacia a lungo termine e su larga scala, perché servono rilasci continui e una separazione precisa tra maschi e femmine.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="73:1-73:12;7645-7656">In breve</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="75:1-75:869;7658-8526">La notizia delle &#8220;<strong>32 milioni di zanzare infette liberate da Google</strong>&#8221; è meno inquietante di quanto sembri. Il progetto Debug di Alphabet/Verily prevede il rilascio di zanzare maschio — che non pungono né trasmettono malattie — portatrici del batterio naturale Wolbachia, che rende sterili gli accoppiamenti con le femmine selvatiche e fa così diminuire la popolazione della zanzara Aedes aegypti, vettore di dengue, Zika e altre malattie. Il &#8220;permesso&#8221; è l&#8217;autorizzazione richiesta all&#8217;EPA, con consultazione pubblica annessa. Il metodo non è nuovo e ha dati solidi alle spalle, dalla California a Singapore, dove ha ridotto la dengue di oltre il 70%. Restano dubbi legittimi sull&#8217;efficacia a lungo termine e su larga scala, ma non sulla sicurezza immediata. Un caso esemplare di come un titolo a effetto possa trasformare un&#8217;operazione di sanità pubblica in un allarme.</p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="79:1-79:535;8533-9067"><em>Questo articolo ha finalità informative e divulgative. I dati su specie, numeri e iter autorizzativo si basano su fonti giornalistiche e scientifiche aggiornate; alcune fonti riportano dettagli leggermente diversi sull&#8217;avanzamento dell&#8217;autorizzazione. Fonti principali: comunicati del progetto Debug/Verily; Il Sole 24 Ore, <a href="https://www.smithsonianmag.com/" target="_blank" rel="noopener">Smithsonian Magazine</a> e <a href="https://www.hwupgrade.it/" target="_blank" rel="nofollow noopener">Hardware Upgrade</a> per la ricostruzione della vicenda; <a href="https://www.nea.gov.sg/docs/default-source/project-wolbachia/nejm_project-wolbachia.pdf" target="_blank" rel="noopener">studio sul New England Journal of Medicine (febbraio 2026)</a> per i dati di Singapore; Nature Biotechnology per il trial in California.</em></p>
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		<title>Punture di insetti in estate: rischi reali e rimedi efficaci</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/rimedi-naturali/punture-di-insetti-in-estate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 10:08:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con l&#8217;arrivo del caldo tornano anche zanzare, api, vespe, tafani e zecche: le punture di insetti in estate sono una delle seccature più comuni della bella stagione, e spesso generano dubbi su quanto siano davvero pericolose e su come intervenire. Nella maggior parte dei casi si tratta di fastidi passeggeri che si risolvono da soli, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-319687 size-large" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Punture-di-insetti-1024x683.webp" alt="punture di insetti" width="1024" height="683" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Punture-di-insetti-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Punture-di-insetti-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Punture-di-insetti-768x512.webp 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Punture-di-insetti.webp 1535w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Con l&#8217;arrivo del caldo <a href="https://www.ecoseven.net/canali/speciali/difendersi-zanzare-naturale/" target="_blank" rel="noopener">tornano anche zanzare</a>, api, vespe, tafani e zecche: le punture di insetti in estate sono una delle seccature più comuni della bella stagione, e spesso generano dubbi su quanto siano davvero pericolose e su come intervenire. Nella maggior parte dei casi si tratta di fastidi passeggeri che si risolvono da soli, ma riconoscere il tipo di puntura e sapere cosa fare aiuta a gestirla con serenità e a capire quando, invece, è il momento di rivolgersi a un medico.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Come riconoscere le punture di insetti più comuni</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Imparare a distinguere chi ci ha punto è il primo passo per reagire nel modo giusto.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La <strong>zanzara</strong> lascia il segno più familiare: un piccolo pomfo rilevato, rosato, molto pruriginoso, che compare in genere all&#8217;aperto nelle ore serali. È il fastidio più frequente e, salvo allergie particolari, il meno problematico.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Ape, vespa e calabrone</strong> provocano invece un dolore acuto e immediato, seguito da gonfiore e arrossamento attorno al punto colpito. L&#8217;ape lascia il pungiglione conficcato nella pelle, mentre vespe e calabroni no e possono pungere più volte. Il dolore intenso sul momento è normale; ciò che va osservato è la reazione nelle ore successive.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La <strong>zecca</strong> non provoca dolore e spesso passa inosservata: resta attaccata alla pelle e va rimossa con attenzione. È tipica di chi frequenta prati, boschi e aree con erba alta.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Tafani</strong> e altri ditteri danno punture dolorose e gonfiori più estesi della zanzara, mentre il contatto con alcuni <strong>ragni</strong> comuni nelle case può lasciare un piccolo segno arrossato, in genere innocuo.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Cosa fare subito in caso di punture di insetti</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Per la maggior parte delle punture di insetti, pochi gesti semplici bastano a ridurre fastidio e gonfiore.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La prima cosa è <strong>lavare la zona con acqua fresca e sapone</strong>, evitando di grattare: il prurito è fastidioso, ma grattarsi peggiora l&#8217;infiammazione e favorisce le infezioni. Applicare <strong>freddo</strong> — un impacco o del ghiaccio avvolto in un panno — aiuta a contenere gonfiore e prurito.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">In caso di puntura d&#8217;<strong>ape</strong>, se il pungiglione è ancora visibile va rimosso delicatamente raschiando la pelle di lato (con l&#8217;unghia o una tessera rigida), senza schiacciarlo per non spremere altra sostanza irritante. Per le punture dolorose di vespe e calabroni, oltre al freddo si può tenere la zona sollevata se è un arto, per limitare il gonfiore.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Per la <strong>zecca</strong>, la rimozione va fatta con una pinzetta a punte sottili, afferrandola il più vicino possibile alla pelle e tirando con delicatezza verso l&#8217;esterno, senza torcere e senza schiacciare il corpo. Dopo la rimozione si disinfetta la zona e si tiene d&#8217;occhio il punto nei giorni successivi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">In tutti i casi, qualche rimedio della tradizione può dare sollievo al prurito — come un impacco freddo o l&#8217;applicazione di gel lenitivi a base di aloe — mentre per i pomfi più fastidiosi esistono prodotti specifici da banco, sui quali è bene farsi consigliare dal farmacista.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Quando preoccuparsi e rivolgersi al medico</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Qui sta la parte più importante. La grande maggioranza delle punture di insetti è innocua, ma alcuni segnali richiedono attenzione immediata. È bene rivolgersi a un medico, o contattare i servizi di emergenza, quando dopo una puntura compaiono difficoltà a respirare, gonfiore del viso, delle labbra o della gola, capogiri, orticaria diffusa su tutto il corpo o malessere generale che peggiora rapidamente: sono possibili segni di una reazione allergica grave, che va trattata senza attendere.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Vanno mostrate al medico anche le punture di insetti che, a distanza di ore o giorni, diventano molto gonfie, calde, dolenti o che presentano segni di infezione, così come il caso della zecca se non si riesce a rimuoverla del tutto o se nelle settimane seguenti compare un arrossamento che si allarga a cerchio intorno al punto. Particolare prudenza, infine, per i bambini piccoli e per chi ha già avuto in passato reazioni importanti alle punture: in questi casi il consulto è sempre consigliabile.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Come prevenire le punture di insetti?</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Ridurre le occasioni di puntura è il modo migliore per godersi l&#8217;estate. All&#8217;aperto, soprattutto la sera, aiutano gli abiti chiari e coprenti e i repellenti adatti alla situazione e all&#8217;età. In casa, zanzariere alle finestre e attenzione ai ristagni d&#8217;acqua — sottovasi, secchi, ciotole degli animali — limitano la proliferazione delle zanzare, che depongono le uova proprio nell&#8217;acqua stagnante.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Per passeggiate in campagna, boschi o aree con erba alta, dove il rischio zecche è maggiore, sono utili scarpe chiuse, pantaloni lunghi e un controllo della pelle al rientro. Vespe e api, infine, vanno semplicemente lasciate stare: non si infastidiscono se non disturbate, ed evitare movimenti bruschi è il modo più efficace per non essere punti.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">In conclusione</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><a href="https://www.1000farmacie.it/blog/come-calmare-il-prurito-da-puntura-di-zanzara/" target="_blank" rel="noopener">Le punture di insetti in estate</a> sono quasi sempre un fastidio passeggero che si gestisce con pochi gesti: non grattare, applicare freddo, rimuovere correttamente pungiglione o zecca e dare sollievo al prurito. I rischi reali esistono ma riguardano una minoranza di casi — le reazioni allergiche e le infezioni — ed è proprio per questo che conoscere i segnali d&#8217;allarme fa la differenza. Con un po&#8217; di prevenzione e la giusta attenzione, la bella stagione resta un piacere anche all&#8217;aperto.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><em>ATTENZIONE!!! Questo articolo ha finalità puramente informative e non sostituisce il parere di un medico. In caso di reazioni gravi, difficoltà respiratorie o dubbi sulla propria salute, contattare immediatamente un medico o i servizi di emergenza.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>11 piante che allontanano le zanzare</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/rimedi-naturali/11-piante-che-allontanano-le-zanzare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Aug 2022 11:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rimedi naturali ed Erboristeria]]></category>
		<category><![CDATA[piante allontanano zanzare]]></category>
		<category><![CDATA[piante repellenti]]></category>
		<category><![CDATA[rimedi naturali contro zanzare]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono naturali, allontanano le zanzare e profumano l’ambiente Le zanzare, come tutti gli animali, sono attratte dagli ambienti in cui ci sono elementi che gli permettono di continuare a vivere. Incluse le piante! Le zanzare non si nutrono solamente del sangue degli umani e degli animali ma anche del nettare di alcune piante, che quindi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-160146" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/08/piante-allontanano-zanzare-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1333" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/08/piante-allontanano-zanzare-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/08/piante-allontanano-zanzare-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/08/piante-allontanano-zanzare-1024x683.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/08/piante-allontanano-zanzare-768x512.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/08/piante-allontanano-zanzare-1536x1024.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/08/piante-allontanano-zanzare-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></h3>
<h3 class="Textbody" style="text-align: justify;">Sono naturali, allontanano le zanzare e profumano l’ambiente</h3>
<p><span id="more-160145"></span></p>
<p class="Textbody" style="text-align: justify;">Le zanzare, come tutti gli animali, sono attratte dagli ambienti in cui ci sono elementi che gli permettono di continuare a vivere. Incluse le piante!</p>
<p class="Textbody" style="text-align: justify;"><strong>Le zanzare non si nutrono solamente del sangue degli umani e degli animali</strong> ma anche del nettare di alcune piante, che quindi è bene eliminare dal proprio giardino o balcone per non attirarle.</p>
<p class="Textbody" style="text-align: justify;">Queste piante possono anche essere usate come <strong>rimedio naturale direttamente sulla pelle da chi non ha particolari allergie</strong>, dato che gli anti-zanzare in commercio alcune volte possono avere alti livelli di dietiltoluamide, che possono essere nocivi per i bambini.</p>
<h4>Pelargonio</h4>
<p class="Textbody" style="text-align: justify;">Appartiene alle Geraniaceae. Non tutti i gerani respingono le zanzare, ma questa in particolare, che produce e odora di olio di citronella, riesce a farlo.</p>
<h4>Agerato Celestino</h4>
<p class="Textbody" style="text-align: justify;">Anche se non sono i repellenti più potenti, queste bellezze viola producono un aroma che le zanzare non amano. Farfalle e colibrì, tuttavia, adorano le loro fioriture profumate.</p>
<h4>Citronella</h4>
<p class="Textbody" style="text-align: justify;">Originariamente usati come profumo, gli oli essenziali e gli estratti delle piante di cintronella sono così efficaci nel tenere lontane le zanzare che sono diventati un ingrediente indispensabile per molti repellenti commerciali.</p>
<h4>Menta Piperita</h4>
<p class="Textbody" style="text-align: justify;">I suoi oli possono eliminare eventuali parassiti in agguato, è anche un toccasana per la salute e ha un odore delizioso.</p>
<h4>Melissa Officinale</h4>
<p class="Textbody" style="text-align: justify;">Il forte profumo di limone di questa pianta contiene alti livelli del composto che riesce a repellere per insetti. Essendo una specie invasiva, è meglio coltivarla in contenitori e tenerla sotto controllo.</p>
<h4>Lavanda</h4>
<p class="Textbody" style="text-align: justify;">Potrebbe sembrare difficile da credere perché l’odore per noi esseri umani è paradisiaco. Ma le zanzare non tollerano proprio questa pianta: oltre ai parassiti tiene lontane anche tarme e mosche.</p>
<h4>Erba gatta</h4>
<p class="Textbody" style="text-align: justify;">Imparentata con la menta contiene una sostanza chimica chiamata nepetalactone, che è sia un attrattivo felino che un repellente per insetti.</p>
<h4>Basilico</h4>
<p class="Textbody" style="text-align: justify;">Disporre un vaso di basilico sul davanzale vi aiuterà a creare piatti dal sapore squisito e manterrà lontani gli insetti, poiché è una delle poche piante che offrono un odore molto forte che non sarà nemmeno necessario schiacciare le foglie per metterli in allarme! Uno studio del 2009 ha dimostrato che l&#8217;olio essenziale di basilico è tossico per le larve di zanzara.</p>
<h4>Menta</h4>
<p class="Textbody" style="text-align: justify;">Le foglie di menta possono aiutare a tenere lontane le zanzare. Bonus: gli oli essenziali di menta possono anche aiutare a lenire le punture di insetti.</p>
<h4>Salvia</h4>
<p class="Textbody" style="text-align: justify;">Getta un po&#8217; di salvia nel fuoco quando accendi un falò o un barbecue: il fumo profumato terrà lontane quelle fastidiose creature. Anche il rosmarino funziona!</p>
<h4>Calendula</h4>
<p class="Textbody" style="text-align: justify;">Non sono solo belli, questi fiori colorati e inebrianti respingeranno le zanzare. Respingono anche altri insetti, poiché contengono piretro, un ingrediente che si trova in molti repellenti per insetti.</p>
<p class="Textbody" style="text-align: justify;"><b><i>Luna Riillo</i></b></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Liberi dalle zanzare: un esperimento svela cosa le spinge a pungerci</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/liberi-dalle-zanzare-un-esperimento-svela-cosa-le-spinge-a-pungerci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jun 2022 09:54:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[cosa le spinge a pungerci]]></category>
		<category><![CDATA[malaria]]></category>
		<category><![CDATA[repellente per zanzare]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo studio permetterà di ridurre le vittime di “insonnia”, febbre gialla e malaria Un esperimento portato avanti dall’Università di Princeton, condotto da Zhilei Zhao ha svelato in che modo le zanzare riescano ad individuare gli esseri umani da pungere. L’esperimento consisteva nel testare alcune Aedes aegypti (le zanzare della febbre gialla per intenderci), osservando i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="justify"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-152959" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/06/zanzare-cosa-spinge-pungerci.jpg" alt="" width="1200" height="675" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/06/zanzare-cosa-spinge-pungerci.jpg 1200w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/06/zanzare-cosa-spinge-pungerci-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/06/zanzare-cosa-spinge-pungerci-1024x576.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/06/zanzare-cosa-spinge-pungerci-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></h3>
<h3 align="justify">Lo studio permetterà di ridurre le vittime di “insonnia”, febbre gialla e malaria</h3>
<p><span id="more-152958"></span></p>
<p align="justify">Un <a href="https://www.nature.com/articles/s41586-022-04675-4" target="_blank" rel="noopener">esperimento</a> portato avanti dall’<b>Università di Princeton</b>, condotto da Zhilei Zhao ha svelato i<b>n </b><b>che</b><b> modo le zanzare riescano ad individuare gli esseri umani da pungere</b>.</p>
<p align="justify">L’esperimento consisteva nel testare alcune<i> Aedes aegypti</i> (le zanzare della febbre gialla per intenderci), osservando i loro neuroni nel momento in cui partivano “all’attacco” di persone e animali come cani, ratti e quaglie per capire in che modo le zanzare scelgono chi pungere.</p>
<p align="justify">Per realizzare ciò, sono state coinvolte alcune persone alle quali è stato chiesto di non farsi la doccia per qualche giorno, per poi farle sdraiare nude in dei sacchi di teflon, per evitare che i tessuti dei vestiti alterassero gli odori. In questo modo <b>l’odore e le sostanze naturalmente prodotte dal corpo umano sarebbero state più individuabili dalle zanzare</b> oggetto del test.</p>
<h4 class="western" align="justify">Queste però non erano zanzare normali, bensì erano state in precedenza alterate, per fare in modo che il loro cervello si accendesse nel momento in cui avessero rilevato una “preda”.</h4>
<p align="justify">In questo modo gli scienziati hanno potuto osservare, durante l’esperimento, non solo che le zanzare avevano una particolare preferenza per gli esseri umani, ma anche il motivo di questa scelta.</p>
<p align="justify">Infatti osservando il comportamento dei loro neuroni, gli esperti hanno individuato le <b>due</b><b> zone</b> ( tra le circa 60) <b>specifiche del cervello delle zanzare</b> in cui si attiva il meccanismo che gli permette di trovarci con tanta precisione. Queste due zone, dette “glomeruli”, sono dedicate all’individuazione di due particolari sostanze chimiche a base di carbonio: il decanale e l’undecanale.</p>
<p align="justify">Le due sostanze non provengono dal nostro sudore, sono bensì dei <b>lipidi prodotti naturalmente dalla pelle degli esseri umani</b>, ed è proprio questo che permette alle zanzare di beccarci con tanta cura.</p>
<p align="justify">Questa scoperta permetterà finalmente di formulare <b>nuovi repellenti antizanzare ancora più efficaci</b>, e non solo servirà a renderci più liberi dal fastidio del loro ronzio durante la notte o dalle loro punture mentre siamo al parco, ma permetterà anche di <b>salvare migliaia di vite in quei paesi dove una puntura di zanzara portatrice di gravi malattie può essere fatale</b>.</p>
<p align="justify"><strong><i>Luna Riillo</i></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Zanzare geneticamente modificate: una tecnica per prevenire le pandemie?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/zanzare-geneticamente-modificate-una-tecnica-per-prevenire-le-pandemie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2020 07:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[biotecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione veronesi]]></category>
		<category><![CDATA[malaria]]></category>
		<category><![CDATA[malattie zoonotiche]]></category>
		<category><![CDATA[microbiologia]]></category>
		<category><![CDATA[università di padova]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare geneticamente modificate]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio sperimentale propone di inserire zanzare geneticamente modificate nell&#8217;ecosistema per aiutare a combattere le malattie La malaria è una malattia assai nota che, secondo i dati OMS del 2018, nelle zone in cui uccide è responsabile della morte di oltre 400.000 persone, di cui 250.000 sono bambini sotto i 5 anni. Per questo, tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70099" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/nature-5648450_1280-e1603549865799.jpg" alt="zanzare geneticamente modificati" width="800" height="542" /></h3>
<h3>Uno studio sperimentale propone di inserire zanzare geneticamente modificate nell&#8217;ecosistema per aiutare a combattere le malattie</h3>
<p><span id="more-70098"></span></p>
<p>La malaria è una malattia assai nota che, secondo i dati OMS del 2018, nelle zone in cui uccide <strong>è responsabile della morte di oltre 400.000 persone, di cui 250.000 sono bambini sotto i 5 anni</strong>.</p>
<p>Per questo, tra le sperimentazioni e gli studi attualmente in corso per capire come sradicare questa malattia c&#8217;è anche la cosiddetta <strong>tecnica del Gene-Drive</strong>, nonostante i quesiti etici che pone.</p>
<p>Come <a href="https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/tools-della-salute/download/comitato-etico-i-pareri/comitato-etico-fondazione-veronesi-2020-parere-gene-drive" target="_blank" rel="noopener noreferrer">spiega </a>la <strong>Fondazione Umberto Veronesi</strong>,</p>
<blockquote><p>&#8220;I gene-drive, (o driver genetici), sono sistemi a eredità sbilanciata nei quali viene <strong>aumentata l’abilità di un elemento genetico di passare da un genitore alla prole</strong>. Grazie a queste biotecnologie è possibile creare in laboratorio delle <strong>zanzare geneticamente modificate</strong> le quali, liberate nell&#8217;ambiente, <strong>hanno la capacità di modificare in breve tempo il genoma dell’intera popolazione delle zanzare-vettore</strong>, rendendole sterili o incapaci di trasmettere la malaria&#8221;.</p></blockquote>
<p>La questione è molto spinosa e anche molto discussa, in questo periodo: ne ha parlato <strong>Bill Gates</strong> in un post sul suo LinkedIn e le due scienziate che hanno individuato la tecnica del cripsr/cas9, <strong>Emmanuelle Charpentier</strong> e <strong>Jennifer Doudna</strong>, hanno appena vinto il Nobel per la Chimica.</p>
<h4>Il punto in discussione è quali sono i limiti etici di un tale agire.</h4>
<p>Da una parte si potrebbe pensare di riuscire a prevenire l&#8217;esplosione di malattie zoonotiche, che vengono trasmesse dagli animali agli uomini – come il Covid-19 – dall&#8217;altra &#8220;una volta rilasciate nell’ambiente <strong>le mutazioni propagate attraverso gene-drive sono difficili da controllare e di fatto irreversibili</strong>&#8220;. Che fare?</p>
<h4>Proprio di questo si occupa il paper della Fondazione Umberto Veronesi che, ragionando sugli studi attualmente in corso si chiede a cosa possa portare l&#8217;uso della genetica in ottica preventiva.</h4>
<p>Ricordando che, tra le eccellenze del campo ci sono l’<strong>Istituto di microbiologia dell’Università di Padova</strong> diretto dal professor Andrea Crisanti, e il <strong>laboratorio del polo GGB di Terni</strong>, il Comitato Etico si esprime positivamente nei riguardi di questa tecnologia, non mancando però di sottolineare di quali attenzioni bisogna tener conto, sul piano dell’ecologia e della biodiversità.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Se stai cercano il motivo per cui le zanzare si accaniscono proprio su di te, sei nel posto giusto</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/se-stai-cercano-il-motivo-per-cui-le-zanzare-si-accaniscono-proprio-su-di-te-sei-nel-posto-giusto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2020 18:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[prurito]]></category>
		<category><![CDATA[puntura]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=65129</guid>

					<description><![CDATA[Leggi cosa dice la scienza sul perché le zanzare pungono proprio te Le zanzare, così piccole e così moleste. Ne basta una sola in camera da letto per farci passare una nottataccia. Quel ronzio che non prelude a nulla di buono e che tanto disturba non solo il nostro sonno ma anche romantiche serate estive [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65131" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/insects-820484_1280-e1597783378734.jpg" alt="zanzare" width="800" height="617" /></h3>
<h3>Leggi cosa dice la scienza sul perché le zanzare pungono proprio te</h3>
<p><span id="more-65129"></span></p>
<p>Le zanzare, così piccole e così moleste. Ne basta una sola in camera da letto per farci passare una nottataccia. Quel ronzio che non prelude a nulla di buono e che tanto disturba non solo il nostro sonno ma anche romantiche serate estive all’aria aperta.</p>
<p>Quante volte vi è capitato di avere qualcuno accanto che, con fare sereno e rilassato, a differenza vostra, vi dice: “a me le zanzare non pungono”.</p>
<p>In questi casi, con mesta rassegnazione, non vi resta che prendere atto che per quella sera tutte le attenzioni del fastidioso insetto saranno riversate su di voi.</p>
<h4>Un “ronzio” si impossessa dei vostri pensieri: <em>ma perché pungono solo me?!</em></h4>
<p>Oggi finalmente la scienza è riuscita a dare una risposta alla vostra domanda, anche se non so quanto questo possa poi cambiare il vostro destino.</p>
<p>In realtà di ragioni ce ne sono più di una. Ma vediamo insieme cosa di voi potrebbe attrarre le zanzare:</p>
<ul>
<li><strong>l’anidride carbonica</strong> del tuo respiro. Riescono a percepirla addirittura da oltre 160 metri. Chi è in sovrappeso o è incinta ha uno scambio anidride carbonica/ossigeno più intenso e per questa ragione risultano più interessanti per le zanzare</li>
<li><strong>il sangue del gruppo “0”</strong> più che quello del gruppo “B”. Il gruppo “A” sembra riscuotere poco interesse</li>
<li><strong>l’acido lattico</strong>. Sì proprio quello che si forma se fai intensa attività fisica. Ma anche ammoniaca e acido urico, due elementi che espelli in maggior quantità con il sudore se fai sport e usi alcuni integratori. Per non parlare dell’aumento della temperatura corporea…</li>
<li><strong>i batteri</strong> presenti sui piedi o sulle caviglie</li>
<li><strong>colori scuri e il rosso</strong>. È preferibile indossare qualcosa di bianco.</li>
<li><strong>la birra</strong></li>
<li><strong>i tuoi geni</strong>. Questi infatti influiscono sul tuo metabolismo e ti rendono attraente per le zanzare. Sappi che hai una possibilità su 10 di rientrare in questa categoria</li>
<li><strong>colesterolo e steroidi</strong><strong>
<p></strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Perché i passeri stanno sparendo da Londra?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/perche-i-passeri-stanno-sparendo-da-londra/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2019 11:41:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[malaria aviaria]]></category>
		<category><![CDATA[passeri]]></category>
		<category><![CDATA[riuso pneumatici]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38064</guid>

					<description><![CDATA[Secondo uno studio, il declino della popolazione dei passeri nella capitale inglese è colpa delle zanzare A Londra, il passero domestico (Passer domesticus)&#160;ha subito un forte declino: secondo i ricercatori della Zoological Society of London (ZSL), è diminuito del 71% dal 1995. Una volta questi graziosi uccellini erano onnipresenti nella capitale inglese, per questo la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38063" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_Passeri.jpg" alt="" width="800" height="489" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_Passeri.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_Passeri-300x183.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_Passeri-768x469.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Secondo uno studio, il declino della popolazione dei passeri nella capitale inglese è colpa delle zanzare</p>
<p>  <span id="more-38064"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">A Londra, il passero domestico (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Passer_domesticus" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Passer domesticus</a>)&nbsp;ha subito un forte declino: secondo i ricercatori della <a href="https://www.zsl.org/science/news/avian-malaria-behind-drastic-decline-of-london%E2%80%99s-iconic-sparrow" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Zoological Society of London</em> (ZSL)</a>, è diminuito del 71% dal 1995.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta questi graziosi uccellini erano onnipresenti nella capitale inglese, per questo la loro assenza è stata notata e studiata da un team composto da ricercatori provenienti dalla ZSL, dalla <em>Royal Society for the Protection of Birds</em> (RSPB), dal <em>British Trust for Ornithology</em> (BTO) e dalla <em>University of Liverpool</em>, che ha indagato su cosa stesse succedendo. <br />Grazie alla loro <a href="https://royalsocietypublishing.org/doi/10.1098/rsos.182197" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca</a>, pubblicata sulla rivista <em>Royal Society Open Science</em>, hanno scoperto che il 74% dei passeri domestici della città era affetto da malaria aviaria – una percentuale più alta di qualsiasi altra popolazione di uccelli nel Nord Europa. E, sebbene questa sia una malattia che colpisce solo gli uccelli, è comunque motivo di allarme.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <em>Plasmodium relictum</em>, ovvero il parassita che provoca la malaria aviaria, proprio come il parassita della malaria che colpisce l&#8217;uomo, è diffuso dalle zanzare che lo trasferiscono alle «prede» che mordono per nutrirsi. Il problema è che con i cambiamenti climatici, secondo i ricercatori, la malaria aviaria diventerà più diffusa in tutto il Nord Europa – a causa alle temperature più elevate e al clima più umido, la riproduzione delle zanzare sarà infatti favorita.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo lo studio, potrebbe essere che ci sia proprio questa problematica dietro il declino dei passeri: una notizia che dovrebbe farci riflettere perché, anche se con i tempi che corrono potrebbe non sembrare il più grande problema del mondo, è di certo un indicatore negativo per la città e per il pianeta in generale.<br />Per catturare le terribili zanzare Aedes, un gruppo di ricercatori ha anche ideato un sistema eco-friendly con un metodo a basso costo e 7 volte più efficace delle normali trappole: i vecchi copertoni delle auto. Chissà che dal <a href="https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/una-trappola-per-zanzare-fatta-di-pneumatici.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riuso dei pneumatici</a> non possa spiccare il volo una soluzione per gli uccellini londinesi.</p>
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		<title>Crisantemi vs insetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2019 19:17:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro terapia]]></category>
		<category><![CDATA[crisantemi]]></category>
		<category><![CDATA[insetti]]></category>
		<category><![CDATA[insetticidi]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
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					<description><![CDATA[I crisantemi potrebbero essere usati come pesticida naturale contro le zanzare infette I crisantemi sono splendidi fiori, dalle grandi proprietà.&#160;Uno studio condotto dai ricercatori dell&#8217;Università Federale di Rio de Janeiro, dell&#8217;Università di Vila Velha e dell&#8217;Università Federale di Espírito Santo ha rivelato che questa pianta, soprattutto la varietà &#8220;sheena gialla&#8221;, potrebbe essere un pesticida naturale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37566" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/01/images_chrysanthemums-526700_1920.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/01/images_chrysanthemums-526700_1920.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/01/images_chrysanthemums-526700_1920-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/01/images_chrysanthemums-526700_1920-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>I crisantemi potrebbero essere usati come pesticida naturale contro le zanzare infette</p>
<p>  <span id="more-37567"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">I crisantemi sono splendidi fiori, <a href="scienze/scienze-della-salute/dimostrato-l-effetto-anti-tumorale-dei-crisantemi.html?highlight=WyJjcmlzYW50ZW1pIl0=" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dalle grandi proprietà</a>.&nbsp;Uno studio condotto dai ricercatori dell&#8217;Università Federale di Rio de Janeiro, dell&#8217;Università di Vila Velha e dell&#8217;Università Federale di Espírito Santo ha rivelato che questa pianta, soprattutto la varietà &#8220;sheena gialla&#8221;, potrebbe essere un pesticida naturale contro la zanzara portatrice della febbre gialla (Aedes aegypti).</p>
<p style="text-align: justify;">La zanzara della febbre gialla trasmette diversi virus, causando epidemie. Si tratta di malattie che possono ridurre significativamente la qualità della vita di una persona e, in alcuni casi, condurre alla morte.<br />Sfortunatamente, le zanzare possono sviluppare una resistenza ai pesticidi convenzionali: proprio per questo è necessario trovare valide alternative, specialmente di origine naturale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://science.news/2018-12-21-chrysanthemums-natural-deterrent-yellow-fever-mosquito.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">In questo studio</a>, pubblicato su The Brazilian Journal of Pharmacognosy, i ricercatori hanno raccolto da crisantemi estratti di metanolo e diclorometano. Hanno identificato i composti attivi e hanno verificato se qualcuno di loro avesse precedentemente riportato attività larvicida.<br />Hanno scoperto che l&#8217;estratto di metanolo contiene flavonoidi e acidi caffeoilquinici. Non solo, i composti dell&#8217;estratto di diclorometano includono triterpenoidi e acidi grassi, che hanno una attività insetticida.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno quindi esposto larve di zanzara agli estratti di metanolo e diclorometano e hanno esaminato l’LC50, ossia la concentrazione necessaria per uccidere il 50 percento della popolazione larvale. I risultati hanno mostrato che gli estratti di metanolo e diclorometano avevano rispettivamente valori di LC50 di 5,02 e 5,93 parti per milione (ppm).</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Le piante ornamentali sono abbondantemente coltivate negli altopiani brasiliani; tuttavia, dopo l&#8217;invecchiamento, vengono scartate. I risultati del presente studio dimostrano che queste piante potrebbero essere riciclate per i loro estratti metanolici e utilizzate nella realizzare prodotti innovativi, come larvicidi di origine naturale&#8221;, hanno concluso gli autori dello studio.</p>
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		<title>Combattere la malaria con le zanzare sterili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2018 06:18:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Mal'aria]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
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					<description><![CDATA[I ricercatori prevedono di rilasciare in Burkina Faso delle zanzare geneticamente modificate per iniziare una lotta contro la trasmissione della malaria La scommessa biotech del Burkina Faso è molto interessante ed è la prima volta che una nazione africana accetta di lanciarla a se stessa, la prima volta in generale che esiste la possibilità che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37207" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/09/images_elves-dance-2874211_1920.jpg" alt="" width="797" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/09/images_elves-dance-2874211_1920.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/09/images_elves-dance-2874211_1920-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/09/images_elves-dance-2874211_1920-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<p>I ricercatori prevedono di rilasciare in Burkina Faso delle zanzare geneticamente modificate per iniziare una lotta contro la trasmissione della malaria</p>
<p>  <span id="more-37208"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La scommessa biotech del Burkina Faso è molto interessante ed è la prima volta che una nazione africana accetta di lanciarla a se stessa, la prima volta in generale che esiste la possibilità che un qualsiasi animale geneticamente modificato venga rilasciato nella natura del continente. La mossa è parte di un piano a lungo termine per sradicare la specie di zanzare che trasmette la malaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Come sappiamo, la malaria si diffonde quando i parassiti infettano le zanzare e le zanzare poi la trasmettono agli esseri umani. Secondo il CDC (Centers for Disease Control and Prevention) , <a href="https://www.cdc.gov/parasites/malaria/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nel 2016 sono morte 445.000</a>&nbsp;persone di malaria nel mondo e la maggior parte di loro erano bambini provenienti dall&#8217;Africa. Se potessimo sbarazzarci – o almeno diminuire la portata – di quel particolare tipo di zanzara che genera questi terribili dati potremmo essere in grado di ridurre il numero di casi di malattia e di decessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Le zanzare che i ricercatori prevedono di rilasciare nel villaggio di Bana questo mese sono maschi geneticamente modificati per essere sterili. Queste zanzare non hanno lo scopo di sradicare la malaria, saranno lì per aiutare la popolazione locale a fidarsi della comunità scientifica.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta raggiunto questo obiettivo, i ricercatori sperano di poter rilasciare zanzare «gene drive», ovvero zanzare che saranno state geneticamente modificate per trasportare mutazioni destinate a ridurre la popolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Finora nessuno ha mai rilasciato un animale modificato geneticamente in natura perché è molto rischioso: se il rilascio di queste zanzare sterilizzate produce conseguenze impreviste, ci si può anche aspettare che tutti gli insetti muoiano. Quindi la domanda che dobbiamo farci è: dato l&#8217;elevato numero di morti causate dalla malaria, il rischio di causare una specie genocidio potrebbe valere la candela?</p>
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		<title>L&#8217;olio di eucalipto citrato è un repellente per insetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2018 11:19:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eco-soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[eucalipto]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[olio di eucalipto]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche il Center for Disease Control and Prevention (CDC) dice che l&#8217;olio di eucalipto citrato è paragonabile alla dietiltoluamide nel respingere le zanzare La dietiltoluamide, o DEET, è una sostanza chimica sintetica presente in tutti gli anti-zanzare, un must nei repellenti per insetti, eppure è storicamente un prodotto molto discusso, in quanto collegato a casi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36789" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_olioeucaliptozanzare.jpg" alt="" width="799" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_olioeucaliptozanzare.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_olioeucaliptozanzare-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_olioeucaliptozanzare-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Anche il Center for Disease Control and Prevention (CDC) dice che l&#8217;olio di eucalipto citrato è paragonabile alla dietiltoluamide nel respingere le zanzare</p>
<p>  <span id="more-36790"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dietiltoluamide" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La dietiltoluamide</a>, o DEET, è una sostanza chimica sintetica presente in tutti gli anti-zanzare, un must nei repellenti per insetti, eppure è storicamente un prodotto molto discusso, in quanto collegato a casi di danni cerebrali e altri effetti negativi che hanno creato fin dagli anni &#8217;80 molta paura tra i consumatori – che non è passata nonostante il fatto che, nel 2014, l&#8217;<a href="https://www.epa.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">EPA</a>&nbsp;ha riferito che dall&#8217;analisi del prodotto non era possibile ravvisare alcun rischio per la salute umana, per gli animali e l&#8217;ambiente.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, quale che sia il nostro punto di vista sulla questione, da ora, secondo il Center for Disease Control and Prevention (<a href="https://www.cdc.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CDC</a>), c&#8217;è un alternativa naturale al DEET: l&#8217;olio di eucalipto citrato, un principio attivo vegetale derivato dalle foglie di eucalipto citrato, appunto. Dopo aver valutato studi, dati e informazioni, il CDC ha approvato l&#8217;efficacia di questo olio, o meglio del PMD (nome chimico: p-mentano-3,8-diolo) che sarebbe la sua versione sintetizzata.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;olio di puro eucalipto citrato, infatti (per intendersi, l&#8217;olio essenziale non formulato come repellente) non è raccomandato dal CDC, visto che non ha subito test convalidanti per la sicurezza o per l&#8217;efficacia e non è registrato da EPA come repellente per insetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono millenni che le piante vengono utilizzate per respingere gli insetti, ma la cultura botanica non è conoscenza di tutti, quindi è molto importante che il CDC abbia inserito questo olio naturale tra i cinque ingredienti raccomandati per un uso contro i parassiti che portano malattie perché questo permetterà alle persone di conoscerlo e di poter scegliere di usarlo.</p>
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