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	<title>wwf &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Cambiamenti climatici e salute umana sono collegati?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2020 06:30:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[malattie animali selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[malattie trasmissibili]]></category>
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					<description><![CDATA[Un report del WWF ci spiega quali sono i fattori che legano i cambiamenti climatici alle malattie trasmissibili di origine animale In questo clima quasi surreale, in cui la pandemia di Covid19 ci sta mettendo di fronte alla potenza ed alla pericolosità dei virus, il WWF ha redatto un report,  in cui ci spiega quali [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-52004" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/mosquito-1332382_1280.jpg" alt="cambiamenti climatici e malattie trasmissibili" width="798" height="439" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/mosquito-1332382_1280.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/mosquito-1332382_1280-300x165.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/mosquito-1332382_1280-768x422.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></h3>
<h3>Un report del WWF ci spiega quali sono i fattori che legano i cambiamenti climatici alle malattie trasmissibili di origine animale</h3>
<p><span id="more-52003"></span></p>
<p>In questo clima quasi surreale, in cui la pandemia di Covid19 ci sta mettendo di fronte alla potenza ed alla pericolosità dei virus, il WWF ha redatto un <a href="https://www.dropbox.com/s/dvv2ez6ncwf0wfq/Cambiamento%20climatico%20e%20salute_03_%20aprile_2020.pdf?dl=0">report</a>,  in cui ci spiega quali sono i fattori diretti e indiretti che collegano la crisi climatica alle malattie trasmissibili di origine animale.</p>
<p>È sempre più chiaro che la permanenza della specie umana sulla terra, dipenderà dal trattamento che l’uomo le riserverà. I cambiamenti climatici, stanno portando inevitabilmente a delle alterazioni degli equilibri degli ecosistemi, che stanno incidendo sullo sviluppo di nuove <strong>zoonosi</strong> (ovvero le malattie che si trasmettono dagli animali all’uomo).</p>
<p>Secondo il report, <strong>sono tre i meccanismi</strong> che possono aumentare l’insorgenza di zoonosi:</p>
<p>1) espansione degli areali delle specie serbatoio o vettori, come nel caso di <strong>Morbo di Lyme</strong> e <strong>West Nile Virus</strong>;<br />
2) alterazioni nelle temperature e nel regime delle precipitazioni, che favoriscono ad esempio <strong>malaria</strong> e <strong>Chikungunya</strong>;<br />
3) rilascio di patogeni in aree precedentemente ghiacciate, come nel caso dell’<strong>antrace</strong>.</p>
<p><strong>Le zoonosi</strong> ad oggi <strong>conosciute</strong> <strong>sono</strong> <strong>più di 200</strong> secondo l’<a href="http://www.salute.gov.it/portale/rapportiInternazionali/menuContenutoRapportiInternazionali.jsp?area=rapporti&amp;menu=mondiale">OMS</a> e <strong>ogni anno causano circa 1 miliardo di casi e milioni di morti</strong>. Sono zoonosi la rabbia, l’antrace, la SARS, la febbre gialla, l’HIV, l’Ebola, la Chikungunya ed il Covid19, ma anche l’influenza.</p>
<p><strong>Il riscaldamento climatico è uno dei fattori chiave per la proliferazione di questo tipo di malattie. </strong></p>
<p>L’inverno appena trascorso è stato il più caldo di sempre e questo porterà condizioni più favorevoli per lo sviluppo in aree fino ad ora non interessate, come America, Europa e Cina, di malattie veicolate da zecche e zanzare, come per esempio la TBE, la Dengue e la febbre gialla.</p>
<h4><strong>In Italia, negli ultimi 40 anni, la capacità di acquisire virus e trasmetterli ad un ospite è aumentata del 50%. </strong></h4>
<p>Questo vuol dire che il virus ha trovato un clima idoneo ed un ambiente adatto. Negli ultimi anni sono infatti stati registrati casi di encefalite virale da zecche (TBE) mai riscontrati prima nel nostro paese. Ma anche nuovi focolai di Dengue, West Nile Disease, Zika.</p>
<p>Il riscaldamento climatico in Italia, oltre al rischio di un aumento delle zoonosi, ha portato con se anche un <strong>peggioramento della qualità dell’aria</strong>, che solo nel 2016 ha portato alla morte di 45.600 persone e alla crescita di malattie psicologiche come depressione, insonnia e ansia.</p>
<p>L’attenzione e il rispetto per il delicato ecosistema nel quale viviamo non è più solo una opzione, tutto ci dice che d’ora in poi deve essere parte integrante di ogni aspetto della nostra vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Che cosa? Il WWF vende avorio illegale?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/che-cosa-il-wwf-vende-avorio-illegale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Aug 2018 06:19:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[avorio]]></category>
		<category><![CDATA[ivory lane]]></category>
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		<category><![CDATA[prodotti fuorilegge]]></category>
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					<description><![CDATA[Per sensibilizzare sulla problematica del commercio di avorio, il WWF ha crea un finto negozio online che vende prodotti fuorilegge Il WWF ha rivelato che era la loro organizzazione a nascondersi dietro Ivory Lane, un finto rivenditore online che è stato ha lanciato per attirare l&#8217;attenzione sulle legislatura riguardante l&#8217;avorio di Singapore. Infatti, anche se [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-37082" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/08/images_sitovenditaavorios.jpg" alt="" width="798" height="398" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_sitovenditaavorios.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_sitovenditaavorios-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_sitovenditaavorios-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p>Per sensibilizzare sulla problematica del commercio di avorio, il WWF ha crea un finto negozio online che vende prodotti fuorilegge</p>
<p>  <span id="more-37083"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il WWF ha rivelato che era la loro organizzazione a nascondersi dietro <a href="http://www.ivorylane.shop/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ivory Lane</a>, un finto rivenditore online che è stato ha lanciato per attirare l&#8217;attenzione sulle legislatura riguardante l&#8217;avorio di Singapore. Infatti, anche se Singapore ha vietato l&#8217;avorio commerciale nel 1990, il WWF afferma che la legge non è abbastanza restrittiva e che sono molte le scappatoie che facilitano il commercio fuorilegge. Con la creazione di Ivory Lane, il WWF sperava di sensibilizzare le persone su questa problematica.</p>
<p style="text-align: justify;">In pratica l&#8217;organizzazione ambientalista ha utilizzato <a href="https://www.facebook.com/ivorylanesingapore/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un sito e degli account</a>&nbsp;sui social media per simulare la vendita di gioielli vintage, o pre-1990, in avorio. Secondo l&#8217;attuale legge di Singapore, infatti, sarebbe possibile vendere l&#8217;avorio che è entrato nel paese prima del 1990.</p>
<p style="text-align: justify;">La reazione a Ivory Lane è stata immediata, con oltre 65.000 risposte critiche e manifestazioni contrarie, creando un dibattito molto acceso sul commercio delle specie selvatiche, sulla legislazione nazionale e sull&#8217;applicazione della legge a Singapore.</p>
<p style="text-align: justify;">Come è stato più volte raccontato e dimostrato, non è raro che l&#8217;avorio recente entri nel mercato con certificazioni che lo marcano come se fosse vintage – anteriore al 1990, appunto – per aggirare le leggi. Le indagini del WWF hanno rilevato che oltre 40 negozi fisici di Singapore vendono prodotti di avorio e hanno anche trovato pezzi su popolari piattaforme di e-commerce.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo di Singapore ha dichiarato che sta cercando nuove strade per vietare la vendita nazionale, ma i dettagli definitivi del piano devono ancora essere elaborati: intanto, mentre il paese effettua sequestri di avorio illegale su larga scala, alcuni gruppi per la conservazione delle specie affermano che non si è ancora sulla strada giusta per fermare il commercio globale di avorio.<br />Una cosa, però, è vera: grazie a questa mossa del WWF il dibattito si è davvero (ri)aperto e la gente ne ha (ri)parlato. E ne continua a parlare.</p>
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		<title>Le tigri selvagge stanno per tornare in Kazakistan dopo 70 anni di assenza</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/le-tigri-selvagge-stanno-per-tornare-in-kazakistan-dopo-70-anni-di-assenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Nov 2017 11:29:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Kazakistan]]></category>
		<category><![CDATA[tigre]]></category>
		<category><![CDATA[Tigre Kazakistan]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo quasi un secolo di estinzione, un progetto sulle tigri potrebbe essere un grande esempio di reintegro di specie animali scomparse Erano gli animali iconici del paese le tigri selvatiche in Kazakistan, eppure 70 anni fa si sono totalmente estinte. Nel corso del tempo, ci sono stati vari progetti di reintroduzione delle tigri in altri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-34964" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_Tigre_Kazakistan.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Tigre_Kazakistan.jpg 1000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Tigre_Kazakistan-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Tigre_Kazakistan-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Dopo quasi un secolo di estinzione, un progetto sulle tigri potrebbe essere un grande esempio di reintegro di specie animali scomparse</p>
<p>  <span id="more-34965"></span>  </p>
<p>Erano gli animali iconici del paese le tigri selvatiche in Kazakistan, eppure 70 anni fa si sono totalmente estinte. Nel corso del tempo, ci sono stati vari progetti di reintroduzione delle tigri in altri luoghi, come nelle riserve naturali in India che, però, non avevano subito l&#8217;estinzione dell&#8217;animale, quindi sono stati casi di implementazioni, più che altro.</p>
<p>Questo progetto, invece, è diverso: qui si tratta di partire da zero.</p>
<p>In questo caso ci vorranno molti anni prima che il progetto sostenuto dal <a href="http://www.wwf.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">WWF</a>&nbsp;possa reintrodurre le tigri, in quanto prima deve essere modificato il paesaggio e devono essere reintrodotte anche le prede. Le prime tigri selvatiche dovrebbero arrivare nel 2025: se questo progetto si dimostrerà efficace, sarebbe il primo esempio al mondo di ritorno delle tigri selvatiche in una regione in cui si sono estinte da quasi un secolo.</p>
<p>Una volta, le tigri occupavano una vasta area che comprendeva la maggior parte dell&#8217;Asia, ma ormai hanno perso il 90% del loro range storico e si sono isolate in popolazioni sparse in tutto il continente. Tra il 1900 e il 2017, la popolazione selvaggia delle tigri è scesa da 100.000 esemplari a 3.900. In Kazakistan, il bracconaggio e l&#8217;invasione dello sviluppo umano hanno influenzato sia le tigri che la loro prede naturali, come l&#8217;asino selvatico e il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cervus_elaphus_bactrianus" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cervo della Battriana</a>.</p>
<p>Il ripristino di questi animali è solo una parte del processo, si dovranno anche combattere tutte le attività illegali che hanno portato a questa estinzione. <br />Il progetto di reintroduzione della tigre, destinato ad operare nella regione di Ili-Balkash, è anche un esercizio di cooperazione internazionale tra Kazakistan ed esperti di conservazione russi: è grazie a questa collaborazione che è stato possibile individuare il miglior territorio possibile per creare una nuova riserva e rendere fattiva la speranza di restaurare la fauna del luogo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nasce alla Cop-23 l’alleanza globale per chiudere l&#8217;era del carbone. Soddisfatto il WWF</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2017 13:25:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[carbone]]></category>
		<category><![CDATA[Coal]]></category>
		<category><![CDATA[Cop-23]]></category>
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					<description><![CDATA[Un passo importante per costruire un futuro senza carbone, il combustibile fossile più nocivo per clima e salute L’era del carbone deve finire, questo è l’obiettivo della &#8220;Global Alliance to Power Past Coal&#8221;, una Alleanza globale per l&#8217;elettricità oltre il carbone lanciata ieri a Bonn, dove è in corso la COP23 sui cambiamenti climatici. Nella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34913" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_Carbone_WWF_Cop_23.jpg" alt="" width="960" height="540" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Carbone_WWF_Cop_23.jpg 960w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Carbone_WWF_Cop_23-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Carbone_WWF_Cop_23-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Un passo importante per costruire un futuro senza carbone, il combustibile fossile più nocivo per clima e salute</p>
<p>  <span id="more-34914"></span>  </p>
<p>L’era del carbone deve finire, questo è l’obiettivo della &#8220;Global Alliance to Power Past Coal&#8221;, una Alleanza globale per l&#8217;elettricità oltre il carbone lanciata ieri a Bonn, dove è in corso la COP23 sui cambiamenti climatici. Nella ex-capitale tedesca si sono riuniti governi, imprese e organizzazioni intenzionate ad accelerare la crescita pulita e la protezione del clima attraverso la rapida eliminazione del carbone.</p>
<p>Per il <a href="https://www.wwf.it/?35560/notizie--cop23-bonn" target="_blank" rel="noopener noreferrer">WWF</a>, la nascita della &#8220;Global Alliance to Power Past Coal&#8221; è “un passo importante per costruire un futuro senza carbone, il combustibile fossile più nocivo per clima e salute e responsabile dell&#8217;aumento delle emissioni di CO2 quest&#8217;anno (primo aumento registrato negli ultimi 4 anni) previsto dagli scienziati”. Grazie all&#8217;adesione di oltre 20 tra Paesi e regioni, prosegue l’associazione ambientalista, &#8220;l&#8217;alleanza dimostra il tipo di ambizione collettiva che il mondo dovrebbe attivare per porre fine alla sua dipendenza dal carbone&#8221;.</p>
<p>Spiega Manuel Pulgar Vidal, leader del programma globale su clima ed energia del WWF: “La scienza è chiara: non c&#8217;è posto per il carbone in un mondo in cui è necessario contenere l&#8217;aumento delle temperature entro 1,5 gradi centigradi. Le nostre società e le nostre economie devono essere alimentate da fonti di energia pulita e rinnovabile”.</p>
<p>Anche <a href="https://www.ecoseven.net//?p=34906" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Papa Francesco ha fatto sentire la sua voce in occasione della Cop-23</a>: &#8220;Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Possiamo uscire dal carbone entro il 2025, lo spiega il WWF</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/news-energia/possiamo-uscire-dal-carbone-entro-il-2025-lo-spiega-il-wwf/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2017 13:36:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[carbone]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[Addio al carbone? Sì può fare, e non sarà uno shock Dire addio al carbone entro il 2025 è possibile, lo spiega il WWF che ha rivolto la fatidica domanda agli analisti del REF-E (istituto di ricerche di economia e regolazione dell&#8217;energia con sede a Milano). In sostanza, secondo i ricercatori, si può uscire dal [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34765" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/10/images_Stop_carbone_2025.jpg" alt="" width="638" height="382" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_Stop_carbone_2025.jpg 638w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_Stop_carbone_2025-300x180.jpg 300w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></p>
<p>Addio al carbone? Sì può fare, e non sarà uno shock</p>
<p>  <span id="more-34766"></span>  </p>
<p>Dire addio al carbone entro il 2025 è possibile, lo spiega il WWF che ha rivolto la fatidica domanda agli analisti del REF-E (istituto di ricerche di economia e regolazione dell&#8217;energia con sede a Milano).</p>
<p>In sostanza, secondo i ricercatori, si può uscire dal carbone senza incrementare la capacità a gas e considerando lo sviluppo di accumuli, la partecipazione attiva della domanda ai mercati ed il potenziamento dell’infrastruttura di rete.</p>
<p>Molti Paesi europei, dalla Francia (2022) alla Gran Bretagna (2025) hanno deciso di uscire dal carbone. Il Belgio lo ha già fatto dal 2016. L’Olanda lo ha previsto dal 2030 nell’accordo della coalizione di governo. Finlandia, Portogallo, Irlanda, Austria, Svezia e Danimarca stanno decidendo di uscire dal carbone entro il 2025.<br />L’Italia, la cui quota di carbone pesa relativamente poco in termini di elettricità prodotta (12-16%), ma pesa molto per l’inquinamento e le emissioni climalteranti (40% circa delle emissioni del settore elettrico) può quindi assumere una decisione netta e concreta, degna di uno dei Paesi fondatori della UE. Questo influirà positivamente anche sui Paesi maggiormente dipendenti dal carbone, dalla Germania alla Polonia.</p>
<p>Dallo studio proposto si apprende anche che:</p>
<ul>
<li>L’impatto sui prezzi finali dell’energia elettrica sarebbe limitato al 2025. Negli anni successivi, l’effetto combinato delle previsioni di prezzo dei permessi di emissione ai sensi della direttiva sull’Emission Trading e la maggiore penetrazione delle fonti rinnovabili annullano il differenziale sul costo di generazione termoelettrico tra gli scenari.</li>
<li>A fronte dell’impatto sui prezzi nel breve periodo, lo scenario di stop al carbone entro il 2025 determina una riduzione del costo complessivo degli approvvigionamenti fossili e di copertura dei diritti di emissione per circa 0.6 miliardi di euro per anno al 2025 e 1 miliardo di euro l’anno al 2030. Lo scenario inoltre prevede, tra l’altro, minori costi di sviluppo di capacità a gas pari a 2 miliardi di euro comprensivi di 3,000 MW di ciclo combinato e infrastruttura gas in Sardegna.</li>
<li>La riduzione delle emissioni climalteranti nell’ipotesi di phase-out al 2025 è stimata nell’ordine di 20 MtCO2 anno per il 2025. Al 2030 la riduzione è stimata in 17 MtCO2. Il risparmio complessivo dell’operazione di phase-out è stimato in circa 100 MtCO2 nel periodo 2025-2030. Il risparmio in termini economici del mancato acquisto di permessi di emissione, assumendo un costo medio nel periodo di 25 €/tCO2 è stimabile quindi in circa 2.5 miliardi di euro.</li>
<li>Lo scenario WWF 2025 non pone problematiche significative in termini di adeguatezza del sistema elettrico. La copertura del fabbisogno potrebbe essere garantita con standard accettabili includendo lo sviluppo di 1000 MW di accumuli e la partecipazione attiva della domanda alla fornitura di servizi di flessibilità al sistema ed assumendo oltre al potenziamento della rete di trasmissione come previsto dal Piano di Sviluppo di Terna al 2025 il raddoppio del cavo Sardegna – Italia. Per quanto riguarda la garanzia della sicurezza del sistema a livello locale, questa andrà gestita con degli studi per l’identificazione delle diverse opzioni.</li>
<li>Nello specifico degli approvvigionamenti della Sardegna, lo scenario prevede la copertura del fabbisogno dell’isola con un incremento dei contributi da fonti rinnovabili, il potenziamento dei collegamenti con il continente per ulteriori 1000 MW e l’installazione di almeno 250 MW degli accumuli previsti a livello nazionale (1 GW). Lo scenario non contempla il ricorso a centrali a gas naturale e lo sviluppo della relativa infrastruttura.</li>
</ul>
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		<title>Una centrale a carbone inquina come 130mila auto: firmiamo la petizione per lo stop al carbone del WWF</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2017 07:28:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[carbone]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
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					<description><![CDATA[Il WWF in piazza contro il carbone: 1000 palloncini neri come simbolo dell&#8217;inquinamento causato da una sola centrale in una frazione di secondo Una grande nuvola simbolica di CO2 ha attraversato il centro di Roma mercoledì 27 settembre, facendo sosta davanti al ministero dello Sviluppo Economico e a Montecitorio. Il WWF ha chiesto lo stop [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34591" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_WWF_Stop_carbone.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_WWF_Stop_carbone.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_WWF_Stop_carbone-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_WWF_Stop_carbone-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_WWF_Stop_carbone-768x512.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_WWF_Stop_carbone-1200x800.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il WWF in piazza contro il carbone: 1000 palloncini neri come simbolo dell&#8217;inquinamento causato da una sola centrale in una frazione di secondo</p>
<p>  <span id="more-34592"></span>  </p>
<p>Una grande nuvola simbolica di CO2 ha attraversato il centro di Roma mercoledì 27 settembre, facendo sosta davanti al ministero dello Sviluppo Economico e a Montecitorio. Il WWF ha chiesto lo stop delle centrali a carbone italiane entro il 2025.</p>
<p>I <strong>1000 palloncini utilizzati durante la manifestazione</strong> erano il simbolo della quantità di CO2 emessa in una sola frazione di secondo da una centrale a carbone come quella di Brindisi o di Civitavecchia, vale a dire circa 400kg di CO2. In un secondo, centrali come quelle di Brindisi e Civitavecchia emettono una quantità di CO2 pari a quella prodotta, sempre in un secondo, da circa 130.000 auto in movimento.</p>
<p><strong>Il Governo nelle prossime settimane pubblicherà la Strategia energetica nazionale</strong>, indicando la rotta da seguire per il Paese nei prossimi 20 anni. Per la prima volta si sta prendendo in esame la possibilità di una chiusura delle centrali a carbone, ma nella proposta del Governo si delineano gli scenari senza operare una scelta chiara e, quindi, la data effettiva dello stop. Per il WWF Italia, la chiusura deve avvenire entro il 2025, in linea con altri Paesi europei, dicendo addio ad una fonte fossile causa in Italia di circa 8 morti a settimana e di una spesa sanitaria annua calcolata di 1,4 miliardi di euro.</p>
<p>Il WWF ha voluto far arrivare la voce dei cittadini inquinati e colpiti dagli effetti del cambiamento climatico a chi sta oggi discutendo del nostro futuro. L’accelerazione del cambiamento climatico e le sue preoccupanti conseguenze devono spingere la classe politica a mettere in atto politiche energetiche ambiziose, con obiettivi chiari e con l’individuazione puntuale degli strumenti necessari a conseguirli”. Ha dichiarato Responsabile Energia e Clima del WWF Italia Maria Grazia Midulla che aggiunge: “Sarebbe una vera iattura se, in nome degli interessi confliggenti, si decidesse di lasciare tutto al business as usual. Il primo passo concreto è dire addio al carbone, il combustibile che emette il più alto tasso di CO2, e che quindi avvelena il clima, le persone e l’ambiente. Ne possiamo fare a meno da subito. La Gran Bretagna, la patria dell’uso del carbone, ha deciso di chiudere tutte le centrali a carbone entro il 2025: noi cosa aspettiamo?”.</p>
<p>È online anche la petizione <a href="http://www.stopcarbone2025.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">MIGLIAIADIVITE</a>, promossa dal WWF Italia insieme a numerose associazioni, tra cui Greenpeace e Legambiente, che chiede ai Ministri Calenda (Sviluppo Economico) e Galletti (Ambiente) un impegno concreto per la chiusura di tutte le centrali a carbone ancora presenti in Italia entro il 2025.</p>
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		<title>“Urban Nature”, la nuova iniziativa del WWF per far aumentare la biodiversità in città</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/fiere-ed-eventi/urban-nature-la-nuova-iniziativa-del-wwf-per-far-aumentare-la-biodiversita-in-citta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2017 08:49:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiere ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[Nature]]></category>
		<category><![CDATA[Urban]]></category>
		<category><![CDATA[Urban Nature]]></category>
		<category><![CDATA[verde]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>
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					<description><![CDATA[Parte il conto alla rovescia per la prima edizione del nuovo evento del WWF per il verde urbano La nuova iniziativa del WWF per rendere le nostre città più verdi è “Urban Nature”: una domenica in cui famiglie, bambini, giovani, universitari, appassionati di natura, chi frequenta i parchi e anche i turisti possono esplorare, conoscere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34545" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_Urban_Nature_WWF.jpg" alt="" width="620" height="438" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_Urban_Nature_WWF.jpg 620w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_Urban_Nature_WWF-300x212.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p>Parte il conto alla rovescia per la prima edizione del nuovo evento del WWF per il verde urbano</p>
<p>  <span id="more-34546"></span>  </p>
<p>La nuova iniziativa del WWF per rendere le nostre città più verdi è “<a href="http://www.wwf.it/news/notizie/?33960%2F15-ottobre-appuntamento-con-Urban-Nature" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Urban Nature</a>”: una domenica in cui famiglie, bambini, giovani, universitari, appassionati di natura, chi frequenta i parchi e anche i turisti possono esplorare, conoscere e &#8220;ri-costruire&#8221; (laddove sia assente o poco curata) la biodiversità.</p>
<p>Urban Nature, organizzata in collaborazione con l&#8217;Associazione Nazionale Musei Scientifici (Anms) e il progetto Csmon-Life cofinanziato dall&#8217;Ue si svolgerà con vari eventi in 30 città il 15 ottobre prossimo.</p>
<p>L’evento centrale si terrà a Villa Borghese, il cuore ‘verde’ di Roma, con visite guidate, “caccia al tesoro” e laboratori verdi. Grazie alla collaborazione dell’Arma dei Carabinieri, l’evento si concluderà sulla terrazza del Pincio con un concerto della Fanfara dei Carabinieri. Saranno decine le iniziative in tutta Italia, tra queste ricordiamo Trieste, Bologna, Milano, Genova, Firenze, Perugia, Chieti, Rovigo, Napoli, Potenza, Catania, Palermo.</p>
<p>La manifestazione ha l’obiettivo di generare un modo di pensare gli spazi urbani dando più valore alla natura e promuovere azioni virtuose da parte di amministratori, comunità, cittadini, imprese, università e scuole per proteggere e incrementare la biodiversità.</p>
<p>Il numero di persone che vive in città è in continuo aumento nel mondo, ricorda il Wwf, come la maggior parte degli oltre 60,5 milioni di cittadini italiani. Secondo i più recenti dati Istat (2016), il verde urbano rappresentava nel 2014 il 2,7% del territorio dei capoluoghi di provincia. Ogni abitante ha a disposizione, in media, 31 metri quadrati di verde urbano, ma nella metà delle città italiane (per quasi 11 milioni di persone, il 60% della popolazione urbana) tale estensione è molto più contenuta (inferiore a 20 mq) e in 19 città (per 2,2 milioni di cittadini) non raggiunge la soglia dei 9 metri quadrati obbligatori per legge.</p>
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		<title>Il leone è in pericolo: 6 cose che forse non sai di lui</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/il-leone-e-in-pericolo-6-cose-che-forse-non-sai-di-lui/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Aug 2017 08:40:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[leone]]></category>
		<category><![CDATA[Word Lion Day]]></category>
		<category><![CDATA[World Lion Day]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Leone è ormai estinto in 12 paesi e rischia un inesorabile declino Oggi è il giorno del leone, e non parliamo del segno zodiacale, ma del re della foresta, l’animale che più di ogni altro incarna il coraggio e la forza. È uno degli animali più amati, ma allo stesso tempo temuti dall’uomo, protagoniosta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34440" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/08/images_World_Lion_Day.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/08/images_World_Lion_Day.jpg 700w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/08/images_World_Lion_Day-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Il Leone è ormai estinto in 12 paesi e rischia un inesorabile declino</p>
<p>  <span id="more-34441"></span>  </p>
<p>Oggi è il giorno del leone, e non parliamo del segno zodiacale, ma del re della foresta, l’animale che più di ogni altro incarna il coraggio e la forza.</p>
<p>È uno degli animali più amati, ma allo stesso tempo temuti dall’uomo, protagoniosta di mille storie e mille film e ritratto in tantissimi dipinti. Purtroppo ora la sua sopravvivenza nn molte zone è a rischio e per questo oggi si celebra il World Lion Day, promosso dalle organizzazioni che si battono per la conservazione di questa specie.</p>
<p>Come spiega lo Iucn, l&#8217;Unione Mondiale per la Conservazione della Natura, nel corso di tre generazioni le popolazioni selvatiche di leoni si sono quasi dimezzate</p>
<p>Nel corso di tre generazioni le popolazioni selvatiche di leoni si sono quasi dimezzate, secondo dati dello Iucn, l&#8217;Unione Mondiale per la Conservazione della Natura.</p>
<p>Il futuro di questo felino, ricorda il Wwf, sta assumendo tinte fosche in tutto il continente africano: solo negli ultimi decenni i leoni si sono estinti in ben 12 paesi dell&#8217;Africa subsariana.</p>
<p>Il <a href="http://www.wwf.it/news/notizie/?33140/Il-triste-declino-del-re-della-savana" target="_blank" rel="noopener noreferrer">WWF</a> ci svela 6 &#8220;segreti&#8221; dei leoni che non tutti conosciamo.</p>
<ul>
<li>Il leone non è solo il re del continente africano. Esiste anche il leone asiatico, una sottospecie, ancora più vicino all&#8217;estinzione. È più piccolo e chiaro di quello africano e sopravvive solo in India, in poco più di 500 esemplari, nel Parco Nazionale di Gir.</li>
<li>I leoni sono a tutti gli effetti grandi carnivori, eppure in caso di necessità possono integrare la loro dieta con con alcune verdure. I ricercatori hanno constatato che leoni del deserto del Kalahari possono mangiano una buona dose di zucche selvatiche, anche per dissetarsi.</li>
<li>Il leone maschio non è solo un pessimo cacciatore (gran parte delle attività di caccia viene infatti svolta dalle femmine) ma è anche un pessimo &#8220;latin lover&#8221;. I suoi accoppiamenti, per quanto frequenti, durano una manciata di secondi.</li>
<li>I leoni sono minacciati dalla distruzione del loro habitat, dal conflitto con le comunità locali e dal bracconaggio. Le ossa di questi animali, al pari delle tigri, vengono utilizzate per presunti rimedi della medicina tradizionale. Pesa moltissimo anche la persecuzione dei cacciatori di trofei, che due anni fa ha fatto anche una vittima &#8220;illustre&#8221;: Cecil, icona dello Zimbabwe.</li>
<li>Il ruggito del leone è un importantissimo sistema di comunicazione: può essere udito fino a 8 chilometri di distanza e permette di mantenere le relazioni tra gli individui del branco.</li>
<li>In Africa i leoni sono praticamente assenti al di fuori delle aree protette. Solo in Sudafrica questo felino sta espandendo il suo territorio grazie a progetti di ripopolamento funzionali anche all&#8217;ecoturismo.</li>
</ul>
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		<title>Paolo Villaggio fu anche testimonial della campagna contro il commercio di avorio. Il ricordo del WWF</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jul 2017 07:38:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Villaggio]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>
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					<description><![CDATA[Il WWF ricorda l&#8217;impegno per la natura del grande attore recentemente scomparso Anche il WWF si unisce al ricordo di Paolo Villaggio, uno dei grandi personaggi del nostro cinema e della nosta cultura. E lo fa ricordando il suo impegno in una campagna contro il commercio di avorio. Era il 1990 e Villaggio, insieme a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34116" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/images_Paolo_Villaggio_WWF.jpg" alt="" width="620" height="438" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Paolo_Villaggio_WWF.jpg 620w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Paolo_Villaggio_WWF-300x212.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p>Il WWF ricorda l&#8217;impegno per la natura del grande attore recentemente scomparso</p>
<p>  <span id="more-34117"></span>  </p>
<p>Anche il WWF si unisce al ricordo di Paolo Villaggio, uno dei grandi personaggi del nostro cinema e della nosta cultura. E lo fa ricordando il suo impegno in una campagna contro il commercio di avorio. Era il 1990 e Villaggio, insieme a Renato Pozzetto, compariva come testimonial della campagna &#8216;Io sto con la natura&#8217; in Africa, in divisa da ranger tra elefanti e zebre.</p>
<p>&#8220;Difficilmente lo dimenticheremo sia come attore sia come uomo&#8221;, spiega l&#8217;associazione. &#8220;Non comprate avorio, ricordate: dentro e dietro ogni stupidaggine d&#8217;avorio c&#8217;è un elefante ucciso barbaramente a colpi di fucile mitragliatore&#8221;, era l&#8217;appello di Villaggio e Pozzetto, che presero parte anche ad uno speciale televisivo dedicato al WWF. I due attori andarono in Africa col WWF in visita ad un &#8220;orfanotrofio&#8221; dove piccoli elefanti e rinoceronti a cui i bracconieri avevano ucciso i genitori venivano accuditi con l&#8217;obiettivo di essere reintrodotti in natura.</p>
<p>“Conservare la natura &#8211; disse allora Paolo Villaggio &#8211; non è un&#8217;azione fine a sé stessa, ma vuol dire anche conservare una parte di noi, della nostra storia, della nostra vita”.</p>
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		<title>Il WWF celebra la giornata del Lupo: “Basta disinformazione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 May 2017 09:14:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[lupo]]></category>
		<category><![CDATA[SOS]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>
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					<description><![CDATA[“Convivere pacificamente con il lupo è possibile e ci riusciremo grazie al tuo sostegno!”, spiega il WWF Oggi, mercoledì 17 maggio, è il “Wolf Day”: il WWF ha deciso di ribattezzare così la giornata contro la disinformazione sul lupo, che si inserisce nella campagna #SOSLUPO attraverso la quale si stanno raccogliendo fondi per la salvaguardia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33812" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/05/images_WWF-SMS-Solidale-2017-CARTELLO-TV-streched.jpg" alt="" width="2100" height="1000" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_WWF-SMS-Solidale-2017-CARTELLO-TV-streched.jpg 2100w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_WWF-SMS-Solidale-2017-CARTELLO-TV-streched-300x143.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_WWF-SMS-Solidale-2017-CARTELLO-TV-streched-1024x488.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_WWF-SMS-Solidale-2017-CARTELLO-TV-streched-768x366.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_WWF-SMS-Solidale-2017-CARTELLO-TV-streched-1536x731.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_WWF-SMS-Solidale-2017-CARTELLO-TV-streched-2048x975.jpg 2048w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_WWF-SMS-Solidale-2017-CARTELLO-TV-streched-1200x571.jpg 1200w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_WWF-SMS-Solidale-2017-CARTELLO-TV-streched-1980x943.jpg 1980w" sizes="(max-width: 2100px) 100vw, 2100px" /></p>
<p>“Convivere pacificamente con il lupo è possibile e ci riusciremo grazie al tuo sostegno!”, spiega il WWF</p>
<p>  <span id="more-33813"></span>  </p>
<p>Oggi, mercoledì 17 maggio, è il “<a href="http://www.wwf.it/lupo/progetto_lupo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Wolf Day</a>”: il WWF ha deciso di ribattezzare così la giornata contro la disinformazione sul lupo, che si inserisce nella campagna #SOSLUPO attraverso la quale si stanno raccogliendo fondi per la salvaguardia di questo animale, attraverso l&#8217;SMS solidale 45524.</p>
<p>Ci sono troppi luoghi comuni e “fake news” che riguardano questo animale e che hanno contribuito a creare un’atmosfera ostile nei suoi confronti. Ma il lupo continua ad essere un grande patrimonio da tutelare.</p>
<p>La popolazione italiana di lupo, ricorda il WWF, è una sottospecie unica al mondo, Canis lupus italicus, come aveva già proposto il grande naturalista italiano Altobello nel 1921. In un nuovo studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista PLOS ONE, ricercatori di 9 Paesi europei hanno cercato di risalire alle origini dell&#8217;unicità del lupo italiano, scoprendo qualcosa di inatteso.</p>
<p>“Abbiamo studiato la variabilità genetica di centinaia di lupi provenienti da 5 diverse popolazioni europee &#8211; spiega Romolo Caniglia, genetista e coordinatore dello studio &#8211; e quello che è emerso è chiaro: il lupo italiano è nettamente distinto da tutti gli altri lupi d&#8217;Europa e del mondo, sia a livello di cromosomi autosomici, la maggior parte del DNA di un individuo, che a livello mitocondriale, ovvero il DNA ereditato per via materna”.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=24766" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Attenti al lupo&#8217;? È una bufala. Guardiamo al lupo esaminando i fatti e senza lasciarci coinvolgere dalle leggende su questo animale.</a></p>
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