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	<title>welfare &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Con Celocelo sarà più semplice donare ciò che vogliamo a chi ne ha bisogno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2017 08:19:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Celocelo]]></category>
		<category><![CDATA[donazioni]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[Tutti i cittadini potranno donare beni materiali, i commercianti potranno donare fondi di magazzino le associazioni culturali potranno offrire corsi, spettacoli e laboratori Sta per prendere il via Celocelo, il progetto che prevede la realizzazione e sperimentazione di un sistema di reperimento e distribuzione di beni di prossimità di varia natura, basato su una rete [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-34046" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/06/images_celocelo.png" alt="" width="642" height="366" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_celocelo.png 642w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_celocelo-300x171.png 300w" sizes="(max-width: 642px) 100vw, 642px" /></p>
<p>Tutti i cittadini potranno donare beni materiali, i commercianti potranno donare fondi di magazzino le associazioni culturali potranno offrire corsi, spettacoli e laboratori</p>
<p>  <span id="more-34047"></span>  </p>
<p>Sta per prendere il via <a href="http://celocelo.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Celocelo</a>, il progetto che prevede la realizzazione e sperimentazione di un sistema di reperimento e distribuzione di beni di prossimità di varia natura, basato su una rete locale di enti no profit e servizi di prossimità e su una piattaforma informatica. Si vuole così facilitare l’incrocio della domanda con l’offerta di beni e servizi di prima necessità, riducendo al minimo l’impegno e i costi di natura logistica, in particolare per quanto concerne lo stoccaggio, l’immagazzinamento e la distribuzione centralizzata.</p>
<p>I beneficiari diretti delle donazioni sono persone e famiglie svantaggiate, sia in condizione di marginalità cronica, sia in condizione di povertà grigia derivante da eventi traumatici anche recenti, come la perdita di lavoro, la separazione, la malattia.</p>
<p>Sulla piattaforma, che verràpresentata mercoledì 28 giugno a Torino, tutti i cittadini potranno donare beni materiali, i commercianti potranno donare fondi di magazzino o altri beni in eccesso, le associazioni culturali potranno offrire accessi gratuiti a corsi, spettacoli e laboratori.</p>
<p>Su celocelo si possono donare anche le proprie competenze, offrendo del tempo prezioso a chi ne ha bisogno e mettendosi a disposizione per attività come ripetizioni, assistenza informatica,piccoli lavoretti o riparazioni.</p>
<p>Gli operatori accreditati ad accedere alla piattaforma fanno parte di una rete di organizzazioni che operano a contatto con persone e famiglie in difficoltà.</p>
<p>Si tratta sia di organizzazioni che gestiscono servizi e progetti in ambito socio assistenziale, sia organizzazioni che, pur non avendo una mission esplicitamente sociale, entrano spesso in contatto con persone e famiglie in difficoltà. Saranno accreditati all’uso della piattaforma anche operatori dei servizi sociali pubblici.</p>
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		<title>Giornata Mondiale sulla sindrome di Down, “per noi bisogni normali”</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/giornata-mondiale-sulla-sindrome-di-down-per-noi-bisogno-normali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2017 11:09:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Down]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sindrome di Down]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[Le persone con sindrome di Down hanno le stesse esigenze di chiunque altro, non sono &#8220;bisogni speciali&#8221; Oggi, 21 marzo, è la giornata mondiale sulla sindrome di Down e l’hashtag scelto dalle organizzazioni internazionali è #notspecialneeds; questo perché i bisogni di queste persone sono “normali”, cose che nessuno definirebbe “speciali” al giorno d’oggi: parliamo di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-33529" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/03/images_sindorme-di-down.jpg" alt="" width="500" height="368" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_sindorme-di-down.jpg 500w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_sindorme-di-down-300x221.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Le persone con sindrome di Down hanno le stesse esigenze di chiunque altro, non sono &#8220;bisogni speciali&#8221;</p>
<p>  <span id="more-33530"></span>  </p>
<p>Oggi, 21 marzo, è la giornata mondiale sulla <a href="https://www.ecoseven.net//?p=30309" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sindrome di Down</a> e l’hashtag scelto dalle organizzazioni internazionali è #notspecialneeds; questo perché i bisogni di queste persone sono “normali”, cose che nessuno definirebbe “speciali” al giorno d’oggi: parliamo di ricevere un&#8217;istruzione adeguata, trovare un lavoro, andare a vivere da soli.</p>
<p>In Italia sono circa 40mila le persone affette dalla sindrome; l’ero media è 25 anni. La condizione colpisce circa un nuovo nato su mille, ricorda l&#8217;Oms, e se all&#8217;inizio del &#8216;900 la sopravvivenza media era 10 anni ora circa l&#8217;80% dei malati supera i 50.</p>
<p>Nel nostro paese l’età media arriva ai 62 anni, infatti la medicina ormai è riuscita a correggere buona parte dei difetti cardiaci che spesso si manifestano in chi è affetto dalla sindrome.</p>
<p>&#8220;L&#8217;espressione &#8220;bisogni speciali&#8221; è un eufemismo molto diffuso per parlare delle persone con disabilità e delle loro necessità &#8211; ricorda Coordown, che riunisce le associazioni del settore -. Ma a guardare bene, le persone con sindrome di Down hanno le stesse esigenze di chiunque altro: studiare, lavorare, avere delle opportunità, far sentire la propria voce ed essere ascoltati. Certo, possono aver bisogno di un sostegno &#8211; che qualche volta significa assistenza vera e propria &#8211; ma questo non cambia la natura di quelle esigenze, cioè non rende &#8220;speciali&#8221; dei bisogni semplicemente umani. Una persona, per esempio, che necessita di aiuto nel parlare, nello scrivere o nell&#8217;essere capita ha la stessa esigenza di tutti noi, cioè quella di comunicare. La sola cosa differente è il grado di assistenza o il modo per soddisfare quel bisogno, non il bisogno stesso&#8221;.</p>
<p>Alle Nazioni Unite, per questa occasione, verrà proiettato un film, intitolato proprio “Not Special Needs”. In oltre 30 città d&#8217;Italia, ad esempio, dal nord al sud l&#8217;Associazione Italiana Persone Down distribuirà delle piccole lattine con terra e semi di &#8220;Nontiscordardimè&#8221;, che saranno offerti per aiutare a ricordare che le persone con sindrome Down ci sono e possono avere un ruolo attivo nella comunità.</p>
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		<title>La babysitter ora si cerca online</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/la-babysitter-ora-si-cerca-online/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 10:43:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[baby sitter]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[start up]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[Sempre più servizi online per trovare la babysitter di fiducia&#160; Nel nostro paese i bimbi che frequentano un asilo nido prima di compiere i tre anni di età sono soltanto il 13% del totale. Sicuramente la difficoltà di conciliare maternità e carriera è uno dei fattori che influisce nella bassa partecipazione delle donne italiane nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-33258" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/02/images_Baby-sitter.jpg" alt="" width="800" height="532" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_Baby-sitter.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_Baby-sitter-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_Baby-sitter-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Sempre più servizi online per trovare la babysitter di fiducia&nbsp;</p>
<p>  <span id="more-33259"></span>  </p>
<p>Nel nostro paese i bimbi che frequentano un asilo nido prima di compiere i tre anni di età sono soltanto il 13% del totale. Sicuramente la difficoltà di conciliare maternità e carriera è uno dei fattori che influisce nella bassa partecipazione delle donne italiane nel mercato del lavoro. Infatti il tasso di occupazione delle madri nel nostro paese è del 54%, mentre in paese come Regno Unito, Francia e Germania i valori si attestano attorno al 70%, anche grazie a un welfare famigliare più sviluppato.</p>
<p>Tuttavia, negli ultimi 5 anni, secondo dati analizzati da Unioncamere, i servizi dedicati alle fasce di bambini 0-3 anni sono cresciute in Italia del 16%.</p>
<p>Naturale che in assenza di aiuto da parte delle istituzioni ci si affidi sempre di più ad agenzie e siti web per trovare soluzioni alla carenza di welfare famigliare. Sono nate infatti molte piattaforme web per cercare la baby sitter ideale: <a href="http://fata24.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fata24</a>, <a href="http://www.lecicogne.net/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Le Cicogne</a>, <a href="http://www.i-stella.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Stella Cadente</a> e <a href="https://www.nannuka.com/it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nannuka</a>.</p>
<p>Nannuka ad esempio è un sito web nel quale babysitter esperte possono trovare un impiego e le famiglie cercare personale qualificato e verificato con attenzione. Un progetto nato dal bisogno di tre mamme lavoratrici greche.</p>
<p>&#8220;L&#8217;idea di creare questo servizio online &#8211; racconta all’Adnkronos Lela Dritsa-Psarros, che con Natalie Levi e Catherine Lambrou ha creato il servizio online nel 2012 ad Atene &#8211; ci è venuta per una nostra esigenza personale e, anche se eravamo e siamo tuttora in un momento di profonda crisi economica per il nostro Paese, da mamme-lavoratrici ci abbiamo voluto scommettere. E oggi, a distanza di due anni, Nannuka sta avendo grande successo in Grecia. Infatti &#8211; continua &#8211; è l&#8217;unica realtà che, partendo dal Paese che più ha sofferto la crisi economica, sta per arrivare anche a Londra, Dublino e Nicosia, oltre che aver appena aperto a Roma e Milano qui in Italia&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il nostro punto di forza &#8211; continua Dritsa-Psarros &#8211; è la fiducia che i genitori hanno nel nostro lavoro. Del resto la grande diffusione di Nannuka è stata possibile grazie al passaparola di mamme e papà soddisfatti. Noi prestiamo la massima attenzione alla sicurezza dei bambini. Inoltre &#8211; spiega ancora &#8211; crediamo che dei genitori sereni crescano figli sereni. E il modo più sicuro è avere la sicurezza di lasciarli in mani fidate. Per questo selezioniamo le nostre &#8216;esperte&#8217; con grande attenzione. Verifichiamo documenti ed attestati, come i titoli di studio. Facciamo colloqui ad ogni babysitter. Oltre alle tate spiega vagliamo anche i curricula di insegnanti per le ripetizioni, educatrici, personale esperto per bambini con delle necessità specifiche&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>“Coltiviamo agricoltura sociale”: in palio 50mila euro al primo classificato</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/coltiviamo-agricoltura-sociale-in-palio-50mila-euro-al-primo-classificato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 09:27:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Coltiviamo agricoltura sociale]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[L’agricoltura e welfare si fondono in un nuovo modello: l’agricoltura sociale Confagricoltura e l’Onlus Senior &#8211; L’Età della Saggezza hanno presentato un concorso che premierà con 50.000 euro il miglior progetto di agricoltura sociale. L’obiettivo del concorso Coltiviamo agricoltura sociale è incentivare i progetti di agricoltura sociale perché questo significa sviluppare un nuovo modo di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32286" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/09/images_godan-seedlingOT.jpg" alt="" width="1346" height="705" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_godan-seedlingOT.jpg 1346w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_godan-seedlingOT-300x157.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_godan-seedlingOT-1024x536.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_godan-seedlingOT-768x402.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_godan-seedlingOT-1200x629.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1346px) 100vw, 1346px" /></p>
<p>L’agricoltura e welfare si fondono in un nuovo modello: l’agricoltura sociale</p>
<p>  <span id="more-32287"></span>  </p>
<p>Confagricoltura e l’Onlus Senior &#8211; L’Età della Saggezza hanno presentato un concorso che premierà con 50.000 euro il miglior progetto di agricoltura sociale.</p>
<p>L’obiettivo del concorso <a href="http://www.coltiviamoagricolturasociale.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Coltiviamo agricoltura sociale</a> è incentivare i progetti di agricoltura sociale perché questo significa sviluppare un nuovo modo di fare impresa. Tra i partner del progetto, oltre ai promotori, ci sono anche Rete delle Fattorie Sociali e Intesa Sanpaolo.</p>
<p>Il concorso è riservato a imprenditori agricoli singoli o associati, cooperative sociali che esercitano attività agricola e altre forme di associazione di promozione sociale.</p>
<p>“Un’ iniziativa &#8211; ha spiegato il presidente della Onlus Senior &#8211; L’età della Saggezza Rodolfo Garbellini &#8211; che conferma il nostro impegno nel valorizzare le iniziative di agricoltura riconducibili alla solidarietà tra le generazioni, all’occupazione e all’assistenza socio sanitaria dei soggetti più deboli, alla tutela dei diritti civili e all’inclusione sociale nelle zone rurali.”</p>
<p>Si dà spazio così un nuovo modo di intendere l’agricoltura, che aumenta il ventaglio di possibilità offerte dal settore verde, in un paese come il nostro nel quale l’agricoltura rappresenta uno dei simboli del Made In Italy, come testimonia anche la <a href="https://www.ecoseven.net//?p=12696" target="_blank" rel="noopener noreferrer">crescita costante dei prodotti biologici.</a></p>
<p>Le proposte devono avere le seguente caratteristiche per distinguersi:</p>
<ul>
<li>carattere innovativo</li>
<li>capacità di rispondere a una criticità ben identificata del territorio</li>
<li>metodi di valutazione e di comunicazione appropriati</li>
<li>aiutare minori e giovani in situazione di disagio sociale, anziani, disabili e immigrati che godono dello stato di rifugiato e richiedenti asilo.
<p>Ci sono tre aree in cui si possono sviluppare i progetti che concorrono al premio “Coltiviamo Agricoltura Sociale”:</li>
</ul>
<ul>
<li>potenziamento e sviluppo di servizi socio educativi e/o socio assistenziali già esistenti e sperimentazione di nuovi</li>
<li>costruzione di reti e partenariati tra i diversi attori territoriali</li>
<li>inserimento di persone con disabilità all’educazione ambientale e alimentare e salvaguardia della biodiversità attraverso le fattorie sociali.</li>
</ul>
<p>È attiva una piattaforma web in cui chi vuole partecipare al bando può inserire i propri progetti. Entro trenta giorni dalla pubblicazione online, le iniziative potranno essere votate dal pubblico attraverso il web, previa registrazione del votante sulla piattaforma. Le prime trenta più votate passeranno al vaglio di una commissione di esperti per la selezione definitiva. Il progetto vincitore deve avere una durata massima di un anno.</p>
<p>Il vincitore otterrà il 40% del premio all’avvio del progetto, mentre la restante parte sarà messa a disposizione sulla base dell’avanzamento dei lavori e alla loro conclusione. Variegata la lista dei criteri di valutazione da parte dei commissari esperti, che esamineranno la specificità delle iniziative, la loro capacità di interagire con il territorio con modelli di welfare e di comunicazione efficaci e moderni.</p>
<p>“Intesa Sanpaolo conferma e rilancia quotidianamente l’impegno assunto nei confronti del settore primario, in quanto strategico per la crescita del nostro PIL – ha dichiarato Luca Siciliano, responsabile Settori e Aziende Retail Intesa Sanpaolo -. Inoltre crediamo che il welfare in agricoltura sia un importante strumento di coesione e di inclusione sociale e questo concorso ne è la conferma. Oggi potersi occupare di agricoltura è qualcosa di cui essere orgogliosi, soprattutto se si integra l’aspetto sociale.”</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>FOUNDAMENTA #2: 40mila euro per le start-up a impatto sociale</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/foundamenta-2-40mila-euro-per-le-start-up-a-impatto-sociale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2016 10:51:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Foundamenta]]></category>
		<category><![CDATA[start up]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[FOUNDAMENTA #2 è la call italiana per business idea e start-up a impatto sociale Le start-up a impatto sociale hanno trempo fino al 7 agosto per partecipare al programma di accelerazione FOUNDAMENTA #2: in palio ci sono 40mila euro per ogni start-up vincitrice. E questo non è l&#8217;unico bando rivolto alle start-up sociali: c&#8217;è anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31907" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/07/images_Foundamenta.jpg" alt="" width="1024" height="741" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Foundamenta.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Foundamenta-300x217.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Foundamenta-768x556.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>FOUNDAMENTA #2 è la call italiana per business idea e start-up a impatto sociale</p>
<p>  <span id="more-31908"></span>  </p>
<p>Le start-up a impatto sociale hanno trempo fino al 7 agosto per partecipare al programma di accelerazione FOUNDAMENTA #2: in palio ci sono 40mila euro per ogni start-up vincitrice.</p>
<p>E questo non è l&#8217;unico bando rivolto alle start-up sociali: c&#8217;è anche &#8216;Welfare, che impresa!&#8217;, dove ci sono in palio <a href="http://mobilita.ecoseven.net/component/content/article?id=17342:welfare-che-impesa-20mila-euro-in-palio-per-le-migliori-start-up-sociali" target="_blank" rel="noopener noreferrer">20mila euro per le migliori start-up sociali</a>.</p>
<p>Le aree di interesse di questa call sono le seguenti:</p>
<ul>
<li>salute e benessere</li>
<li>Innovazione didattico-formativa</li>
<li>Welfare</li>
<li>Cultura</li>
<li>Agricoltura e cibo</li>
</ul>
<p>Alle start-up si offre un serio piano di crescita:</p>
<ul>
<li>Esperienza e reputazione: SocialFare® &#8211; unico Centro per l’Innovazione Sociale italiano specializzato nel settore social impact &#8211; porta a valore anni di esperienza nello sviluppo, accompagnamento e accelerazione di progetti e imprese a impatto sociale.</li>
<li>Modello di convergenza: una rete consolidata di oltre 30 partner nazionali ed internazionali.</li>
<li>Partecipazione di grandi investitori: in particolare Oltre Venture &#8211; primo fondo italiano di social venture &#8211; si è impegnato a investire 400 mila euro come start-up investment da allocare &#8211; a sua totale discrezionalità &#8211; nelle migliori start-up partecipanti ai nostri programmi di accelerazione.</li>
</ul>
<p>I promotori specificano che si tratta di un programma completamente gratuito: nessuna equity sarà richiesta ai partecipanti:</p>
<p>Il programma di accelerazione avrà una durata di 4 mesi (da ottobre 2016 a gennaio 2017). Si tratta di un programma ad alta intensità, con scadenze serrate e specifiche progettate con e per ogni start-up. Il calendario del programma sarà fornito prima dell’inizio del percorso di accelerazione.</p>
<p>A questo link è possibile scaricare il<a href="http://socialfare.org/call/FOUNDAMENTA%232_BANDO.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> bando FOUNDAMENTA #2.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Social card 2016: arrivano 400 euro al mese per i disoccupati. Ecco come ottenerla</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/social-card-2016-arrivano-400-euro-al-mese-per-i-disoccupati-ecco-come-ottenerla/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 10:03:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Social Card]]></category>
		<category><![CDATA[SocialCard]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco chi può ottenere la carta ricaricabile con 400 euro al mese C&#8217;è un sostegno al reddito di chi ha perso il lavoro: è la social card, una carta ricaricabile sulla quale vengono accreditati dei fondi a sostegno della persona in difficoltà. L&#8217;importo varia dai 231 euro fino ai 404 a seconda dei casi.&#160; La [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31883" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/07/images_Social_Card.jpg" alt="" width="1024" height="512" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Social_Card.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Social_Card-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Social_Card-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Ecco chi può ottenere la carta ricaricabile con 400 euro al mese</p>
<p>  <span id="more-31884"></span>  </p>
<p>C&#8217;è un sostegno al reddito di chi ha perso il lavoro: è la social card, una carta ricaricabile sulla quale vengono accreditati dei fondi a sostegno della persona in difficoltà. L&#8217;importo varia dai 231 euro fino ai 404 a seconda dei casi.&nbsp;</p>
<p>La social card dura 12 mesi e viene rilasciata a chi possiede i seguenti requisiti:</p>
<ul>
<li>Bisogna essere cittadini italiani o comunitari. Gli extracomunitari devono essere in possesso di un regolare permesso di soggiorno europeo e risiedere da almeno un anno nel comune interessato della domanda.</li>
<li>La social card è disponibile solo per i residenti nei seguenti comuni: Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia e Verona.</li>
<li>Reddito: il richiedente deve avere un Isee inferiore ai 3.000 euro; possedere un patrimonio mobiliare di valore inferiore a 8.000 euro; percepire eventuali indennità previdenziali o assistenziali di importo non superiore a 600 euro mensili. In oltre il richiedente non deve possedere autoveicoli immatricolati nell&#8217;ultimo anno o autoveicoli di cilindrata superiore a 1300 cc immatricolati negli ultimi 3 anni o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, sempre immatricolati negli ultimi 3 anni. Per coloro che possiedono una casa di proprietà (prima abitazione), questa deve avere, ai fini IMU, un valore inferiore a 30mila euro.</li>
<li>Famiglia: anche i componenti del nucleo famigliare devono essere disoccupati. Come spiega studiocataldi.it, almeno un componente, negli ultimi 36 mesi, deve aver cessato il proprio rapporto di lavoro o la propria attività o possa dimostrare, se precedentemente occupato con tipologie contrattuali flessibili, di essere stato occupato nelle medesime forme per almeno 180 giorni. In alternativa, nel nucleo vi deve essere almeno un componente in condizione di lavoratore dipendente o impiegato con contratti flessibili e il valore complessivo per il nucleo familiare dei redditi da lavoro effettivamente percepiti nei sei mesi antecedenti la richiesta non superi 4mila euro.</li>
<li>I beneficiari inoltre devono partecipare a progetti occupazionali, corsi di formazione e inclusione sociale, essere attivi nella ricerca di un lavoro e, se hanno figli, impegnarsi affinché frequentino la scuola.</li>
</ul>
<p>Per fare domanda bisogna scaricare i moduli dal sito del comune di residenza.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pensione anticipata? Servirà un prestito da restituire in 20 anni</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/pensione-anticipata-servira-un-prestito-da-restituire-in-20-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 08:55:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[Inizia a delinearesi l’iter che consentirà di uscire in anticipo dal mondo del lavoro Il governo sta mettendo ancora mano alle pensioni per consentire l’uscita anticipata rispetto ai parametri stabiliti con l’ultima riforma. Come ha spiegato ai sindacati il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini, il governo non intende modificare la legge Fornero, ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31700" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/06/images_Pensioni.jpeg" alt="" width="738" height="462" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Pensioni.jpeg 738w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Pensioni-300x188.jpeg 300w" sizes="(max-width: 738px) 100vw, 738px" /></p>
<p>Inizia a delinearesi l’iter che consentirà di uscire in anticipo dal mondo del lavoro</p>
<p>  <span id="more-31701"></span>  </p>
<p>Il governo sta mettendo ancora mano alle pensioni per consentire l’uscita anticipata rispetto ai parametri stabiliti con l’ultima riforma.</p>
<p>Come ha spiegato ai sindacati il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini, il governo non intende modificare la legge Fornero, ma procedere ad una &#8216;flessibilizzazione&#8217; in uscita dal lavoro con strumenti finanziari.</p>
<p>Significa che sarà possibile anticipare l’età della pensione, ma per farlo si dovranno mettere in conto delle penalizzazioni.<br />Chi uscirà prima dal lavoro dovra&#8217; stipulare un prestito con una banca, garantito dallo stato e veicolato dall&#8217;Inps, che provvederà ad anticipare l&#8217;assegno netto per gli anni che mancano, da restituire in vent&#8217;anni attraverso una rata che inciderà sull&#8217;assegno di pensione.</p>
<p>Significa, nella peggiore delle ipotesi, un taglio fino al 15% dell’importo mensile.</p>
<p>Come spiega Nannincini, il ricorso a banche e assicurazioni ‘non viene da una questione ideologica ma nasce esclusivamente dal rispetto dei vincoli di bilancio visto che è di 10 miliardi la stima dei costi previsti per la flessibilità in uscita’.</p>
<p>Sarà l’Inps stessa a curare il rapporto con gli enti che erogheranno l’anticipo di pensione, fungendo in questa maniera da ‘front office’.</p>
<p>Ciò ha rassicurato i sindacati: il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, commenta: ‘Abbiamo capito che non prenderemo la pensione né dalle banche né dalle assicurazioni ma dall&#8217;Inps’.</p>
<p>Per il segretario generale della Cisl, Anna Maria Furlan, ‘è cambiato il clima e stiamo affrontando un confronto vero senza posizioni statiche. Proseguiremo questo percorso per dare risposte anche ai giovani e alla previdenza complementare. Siamo all&#8217;inizio di un percorso’.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>&#8220;Welfare, che impesa!&#8221; 20mila euro in palio per le migliori start-up sociali</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/welfare-che-impesa-20mila-euro-in-palio-per-le-migliori-start-up-sociali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2016 10:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[bando]]></category>
		<category><![CDATA[Startup]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[Il bando dedicato alle startup che operano nel sociale prevede due vincitori, uno al centro-nord e uno al sud È uscito il bando di un concorso rivolto alle start-up che vogliono lavorare nell&#8217;ambito sociale. Si chiama &#8220;Welfare, che impresa!&#8221; e cerca progetti innovativi che sappiano proporre nuovi modelli di welfare e generare sviluppo locale. Gli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31690" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/06/images_welfare.jpg" alt="" width="1010" height="665" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_welfare.jpg 1010w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_welfare-300x198.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_welfare-768x506.jpg 768w" sizes="(max-width: 1010px) 100vw, 1010px" /></p>
<p>Il bando dedicato alle startup che operano nel sociale prevede due vincitori, uno al centro-nord e uno al sud</p>
<p>  <span id="more-31691"></span>  </p>
<p>È uscito il bando di un concorso rivolto alle start-up che vogliono lavorare nell&#8217;ambito sociale. Si chiama &#8220;<a href="http://welfarecheimpresa.ideatre60.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Welfare, che impresa!</a>&#8221; e cerca progetti innovativi che sappiano proporre nuovi modelli di welfare e generare sviluppo locale.</p>
<p>Gli <a href="https://www.ecoseven.net//?p=19306" target="_blank" rel="noopener noreferrer">italiani infatti non sono soddisfatti dei servizi di welfare</a> e sarebbero disposti a pagare di più per avere prestazioni migliori.</p>
<p>È promosso da Fondazione Italiana Accenture, UBI Banca e Fondazione Bracco, con il contributo scientifico di Aiccon e Politecnico di Milano – Tiresia.</p>
<p>Ci saranno due progetti vincitori: uno del centro-nord e uno del sud. In palio 20mila euro e un finanziamento a tasso zero fino a 50mila euro.</p>
<p>È possibile presentare progetti in uno dei seguenti quattro ambiti:</p>
<ul>
<li>Agricoltura sociale</li>
<li>Turismo sociale</li>
<li>Welfare culturale</li>
<li>Servizi alla persona</li>
</ul>
<p>Gli obiettivi dei progetti presentati devono essere:</p>
<ul>
<li>sostenere e promuovere progetti innovativi di welfare di comunità</li>
<li>attivare un’iniziativa di rete e multistakeholder, capace di produrre benefici concreti per la<br />comunità</li>
<li>alimentare una progettualità orientata alla generazione di impatto sociale e alla sua<br />misurazione</li>
<li>favorire e sostenere la crescita del settore non profit.</li>
</ul>
<p>La scadenza del bando è fissata alle ore 12.00 del due settembre 2016.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Metà degli italiani rinuncia alle cure</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/meta-degli-italiani-rinuncia-alle-cure/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2015 11:35:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sistema sanitario]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[Una percentuale davvero troppo alta: quasi la metà degli italiani rinuncia alle cure   Liste di attesa troppo lunghe,ore e ore al telefono con il sistema sanitario pubblico, costi privati troppo alti. È per questo che &#8216;nel 41,7% delle famiglie almeno una persona in un anno ha dovuto rinunciare ad una prestazione sanitaria&#8217;. Insomma, quasi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-29244" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/10/images_igallery_resized_ambientetest_C_4_articolo_2139458_upiImagepp-16873-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Una percentuale davvero troppo alta: quasi la metà degli italiani rinuncia alle cure</p>
<p>  <span id="more-29245"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Liste di attesa troppo lunghe,ore e ore al telefono con il sistema sanitario pubblico, costi privati troppo alti. È per questo che &#8216;nel 41,7% delle famiglie almeno una persona in un anno ha dovuto rinunciare ad una prestazione sanitaria&#8217;. Insomma, quasi la metà delle famiglie italiane ha dovuto rinunciare in un anno ad almeno una prestazione di welfare, dalla sanità all&#8217;istruzione, al socio assistenziale e al benessere. A dirlo è il Censis, che sostiene anche che ben 3 milioni di italiani non sono autosufficienti, con una spesa annua per le famiglie di circa 10 miliardi.</p>
<p> </p>
<p>A dover rinunciare alle cure sono soprattutto le persone dei &#8216;comuni con al massimo diecimila abitanti (dove oltre il 59% delle famiglie ha razionato le spese nel welfare), nelle regioni del Sud e Isole (57%), tra le famiglie monogenitoriali e i Millenials&#8217;, sostiene la ricerca del Censis. </p>
<p>gc</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Idee dal mondo per rilanciare l&#8217;occupazione: la sfida degli imprenditori sociali</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/fiere-ed-eventi/idee-dal-mondo-per-rilanciare-l-occupazione-la-sfida-degli-imprenditori-sociali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2015 11:51:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiere ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Ashoka]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione bosch]]></category>
		<category><![CDATA[Imprenditori sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Imprenditoria]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[Importare buone idee e buone pratiche dall&#8217;Europa per creare occupazione. Questa la proposta degli imprenditori sociali di Ashoka Il 26 febbraio si incontreranno a Milano gli imprenditori sociali di Ashoka, la più grande rete del settore che vanta 3000 &#8216;fellow&#8217; attivi in 50 paesi e che finalmente sbarca in Italia. L&#8217;obiettivo di questa espansione è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-23960" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/02/images_igallery_resized_ambientetest_Ashoka-14220-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Importare buone idee e buone pratiche dall&#8217;Europa per creare occupazione. Questa la proposta degli imprenditori sociali di Ashoka<br /></span></p>
<p>  <span id="more-23961"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Il 26 febbraio si incontreranno a Milano gli imprenditori sociali di Ashoka, la più grande rete del settore che vanta 3000 &#8216;fellow&#8217; attivi in 50 paesi e che finalmente sbarca in Italia.</span></p>
<p>L&#8217;obiettivo di questa espansione è dare un impulso alla ripresa economica dell&#8217;Europa del sud favorendo e incoraggiando l&#8217;imprenditorialità sociale come strumento di cambiamento e creando allo stesso tempo occupazione.</p>
<p>Arriveranno nel capoluogo lombardo undici imprenditori sociali da diversi paesi europei per presentare il loro metodo di lavoro e stringere partnership con attori del settore italiani. <span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Al convegno sono invitati imprenditori sociali, aziende, amministratori locali, studenti e persone con voglia di innovare e di importare nel nostro paese progetti di successo che già hanno dato risultati all&#8217;estero.</span></p>
<p>Nel corso degli ultimi due decenni, il settore sociale ha scoperto ciò che il settore imprenditoriale ha imparato tanto tempo fa: non esiste niente di più potente di un&#8217;idea nuova nelle mani di un imprenditore di prima categoria.</p>
<h2>This Works!</h2>
<p>&#8216;Sono tante le idee che possono funzionare nel nostro paese, il progetto &#8220;<a href="http://italy.ashoka.org/works" target="_blank" rel="noopener noreferrer">This Works!</a>&#8221; punta alla ripresa economica attraverso la replica e l&#8217;adattamento di progetti stranieri in Italia. Ne contiamo 12 e a ognuno dei responsabili esteri è stato affiancato un advisor italiano che seguirà lo sviluppo del progetto nei mesi precedenti e successivi al lancio affinché le proposte non siano show di un quarto d&#8217;ora, ma funzionino e si sostengano&#8217;, spiega a Ecoseven Alessandro Valera, direttore di Ashoka  Italia.</p>
<p>&#8216;La Fondazioen Bosch, che finanzia il progetto, ha posto come obiettivo che almeno il 50% dei progetti vada in porto &#8211; spiega Valera -. L&#8217;advisor italiano di ogni progetto agisce anche da mediatore culturale: i progetti che proponiamo vanno adattati al nostro paese. Inoltre l&#8217;advisor cerca anche i finanziamenti: praticamente assiste l&#8217;imprenditore sociale estero affinché il progetto diventi sostenibile nel nostro paese&#8217;.</p>
<p>Tra i programmi che verranno sviluppati in Italia c&#8217;è anche quello di Alvaro Retortillo che presenta un nuovo approccio alla lotta alla disoccupazione:  riunisce un team di 20 persone senza un impiego che, coordinate da un istruttore professionista, lavorano insieme per trovare lavoro o sviluppare le proprie attività imprenditoriali. </p>
<p>Sandra Schürmann invece porta avanti la lotta alla disoccupazione con il teatro: invece di usare la pedagogia teatrale per preparare a carriere creative o artistiche, Sandra la trasforma in uno strumento di empowerment per abbandonare i cerchi di dipendenza e frustrazione.</p>
<p>&#8216;In questo caso &#8211; spiega il direttore di Ashoka &#8211; il progetto dovrà essere adattato al nostro contesto perché se in Germania, dove la disoccupazione è bassa, il percorso è incentrato sulla preparazione delle persone ai colloqui; in Italia invece spingeremo anche sullo spirito imprenditoriale delle persone, dato che il lavoro va anche creato&#8217;.</p>
<h2 style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 15.8079996109009px;">Chi sono gli imprenditori sociali?</h2>
<p style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 15.8079996109009px;">Gli imprenditori sociali sono individui che offrono soluzioni innovative per affrontare i problemi più pressanti della società. Sono ambiziosi e ostinati, affrontano le principali questioni sociali ed offrono idee completamente innovative e strategie ambiziose per un cambiamento su vasta scala. Invece che lasciare i bisogni sociali in mano al governo o ai settori dell&#8217;imprenditoria, gli imprenditori sociali identificano ciò che non funziona e risolvono il problema modificando il sistema, diffondendo la soluzione e convincendo intere società a prendere iniziative nuove.</p>
<p style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 15.8079996109009px;">Gli imprenditori sociali spesso sembrano posseduti dalle loro idee, dedicano la loro vita a modificare la direzione del settore in cui operano. Sono sia dei visionari, sia dei realisti convinti, impegnati nell&#8217;attuazione pratica della loro visione di vita prima di qualsiasi altra cosa. Proprio come gli imprenditori cambiano il modo di operare al settore professionale in cui operano, gli imprenditori sociali agiscono come agenti del cambiamento per la società, colgono opportunità che agli altri sfuggono, migliorano i sistemi, inventano nuovi approcci e sviluppano soluzioni per cambiare in meglio la società. </p>
<p style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 15.8079996109009px;">Mentre un imprenditore commerciale può creare industrie completamente nuove, un imprenditore sociale sviluppa nuove soluzioni ai problemi sociali e poi le mette in pratica su larga scala.</p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 15.8079996109009px;">E se vi affascina l&#8217;innovazione, sappiate che la città di<a href="https://www.ecoseven.net//?p=23013" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Torino ha ottenuto </a></span><a href="https://www.ecoseven.net//?p=23013" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il riconoscimento Unesco</a> per aver saputo cambiare il suo volto aprendosi alle nuove tecnologie e allo sviluppo sostenibile.</p>
<p style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 15.8079996109009px;">a.po</p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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