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	<title>vita digitale &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Social media e depressione adolescenziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2020 06:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, mentre i videogiochi rendono gli adolescenti più felici, l&#8217;uso dei social media li porta alla depressione Un nuovo studio ha confermato ciò che molti di noi già sospettavano: l&#8217;enorme quantità di tempo che gli adolescenti dedicano ai social media aumenta loro la depressione. Pubblicato recentemente sulla rivista JAMA Pediatrics, lo studio dell&#8217;Università [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38067" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_social_media_e_depressione.jpg" alt="social media" width="797" height="421" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_social_media_e_depressione.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_social_media_e_depressione-300x158.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_social_media_e_depressione-768x406.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38067" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_social_media_e_depressione.jpg" alt="" width="797" height="421" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_social_media_e_depressione.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_social_media_e_depressione-300x158.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_social_media_e_depressione-768x406.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<h3>Secondo un nuovo studio, mentre i videogiochi rendono gli adolescenti più felici, l&#8217;uso dei social media li porta alla depressione</h3>
<p><span id="more-38068"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Un nuovo studio ha confermato ciò che molti di noi già sospettavano: l&#8217;enorme quantità di tempo che gli adolescenti dedicano ai social media aumenta loro la depressione.</p>
<p style="text-align: justify;">Pubblicato recentemente sulla rivista <em>JAMA Pediatrics</em>, lo <a href="https://jamanetwork.com/journals/jamapediatrics/fullarticle/2737909?guestAccessKey=7f0019bd-f2eb-4dc1-a509-cd5bc2444a79&amp;utm_source=For_The_Media&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=ftm_links&amp;utm_content=tfl&amp;utm_term=071519" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a> dell&#8217;Università di Montreal, ha scoperto che, su quattro tipi diversi di «schermi», ovvero videogiochi, televisione, computer e social media, questi ultimi hanno l&#8217;effetto più negativo sullo stato emotivo dell&#8217;adolescente, seguiti dalla televisione.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio ha seguito circa 4.000 studenti di 31 scuole dell&#8217;area di Montreal per un periodo di quattro anni – dal grade 7 al grade 11 (quindi dai 12/13 ai 16/17 anni).</p>
<p style="text-align: justify;">I partecipanti dovevano fare un <strong>report sulla quantità di tempo che trascorrevano sulle diverse piattaforme</strong>: quanto tempo a scrollare e caricare foto su social media come Facebook e Instagram, quanto tempo a giocare ai videogiochi, quanto tempo a guardare la TV e quanto tempo a lavorare sul computer.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo dato che fa riflettere è che il tempo medio trascorso davanti agli schermi è stato di 6-7 ore al giorno. Molte.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Ma il secondo dato su cui soffermarsi è appunto il risultato riguardo alla depressione causata da questi mezzi.</h4>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ecoseven.net/canali/rubriche/mind-order-isolamento-e-ritiro-sociale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L&#8217;adolescenza è un periodo complesso</a>, in cui si cambia, si cresce, si inizia a capire chi si è e come si è. <strong>I social network amplificano la pressione per il soddisfacimento di standard di bellezza non realistici</strong>, per il mantenimento di uno stile di vita alto, per un&#8217;accettazione misurata a suon di like.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo porta, ovviamente, a <strong>una lotta ancora più feroce con se stessi</strong>, con l&#8217;autostima e con la felicità e, quindi, conduce più velocemente verso la depressione. Pare sia anche per questo che in diversi paesi – dal prossimo aggiornamento dell’applicazione anche in Italia – si stia testando un Instagram senza like.</p>
<p style="text-align: justify;">Curioso è il fatto che, invece, <strong>i videogiochi sono una panacea per la depressione e fanno sentire i giovani più felici</strong>, anche perché si gioca online con altre persone e non da soli.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, bisogna stare molto attenti a cosa fanno gli adolescenti e per quanto tempo, perché le ricerche in questo ambito sono ancora poche ed è probabile che gli effetti di questa vita digitale sul benessere delle persone siano peggiori di quello che immaginiamo.</p>
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		<title>Viaggiare senza smartphone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 14:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio ha chiesto a 24 viaggiatori di andarsene in giro senza telefoni e di raccontare le proprie esperienze Lo sappiamo, viaggiare con l&#8217;arrivo delle nuove tecnologie non è più come prima. Un tempo, fare un viaggio voleva dire vagare per le strade senza meta, alla ricerca di ristoranti e punti di riferimento interessanti, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38356" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Viaggio_senza_cellulare_CUT.jpg" alt="" width="804" height="428" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Viaggio_senza_cellulare_CUT.jpg 804w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Viaggio_senza_cellulare_CUT-300x160.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Viaggio_senza_cellulare_CUT-768x409.jpg 768w" sizes="(max-width: 804px) 100vw, 804px" /></p>
<p>Un nuovo studio ha chiesto a 24 viaggiatori di andarsene in giro senza telefoni e di raccontare le proprie esperienze</p>
<p>  <span id="more-38357"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Lo sappiamo, viaggiare con l&#8217;arrivo delle nuove tecnologie non è più come prima. Un tempo, fare un viaggio voleva dire vagare per le strade senza meta, alla ricerca di ristoranti e punti di riferimento interessanti, camminare con gli occhi e il naso verso il basso, confrontando magari le recensioni di Google e seguendo delle mappe per non perdersi.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, invece, l&#8217;attenzione è tutta focalizzata sul nostro <em><strong>smartphone</strong></em> e non solo per quanto riguarda le facilitazioni delle A<em>pp</em> e gli strumenti che migliorano il nostro muoverci, ma soprattutto per il fatto che magari siamo sulla Grande Muraglia Cinese e ci mettiamo a scorrere la <em>home</em> di Instagram per guardare quello che stanno facendo i nostri amici a casa. Non è questione di volere o non volere, di saper viaggiare o non saper viaggiare, ormai è una cosa praticamente automatica scrollare gli affari degli altri o cercare su Internet la risposta a una domanda qualsiasi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo un gruppo di studiosi inglesi e australiani si è chiesto come sarebbe stata oggi un&#8217;esperienza di viaggio fatta lasciando lo <em>smartphone</em> a casa e ne ha fatto una ricerca, che si basa sulle interviste a 24 partecipanti che sono andati in viaggio senza telefono.<br />Lo <a href="https://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/0047287519868314?journalCode=jtrb&amp;" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, pubblicato sul <em>Journal of Travel Research</em>, ha coinvolto giovani <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_Y" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>millennial</em></a>, che volevano <strong>esplorare i benefici di una disintossicazione digitale</strong>. Ai partecipanti è stato chiesto di tenere un diario che descrivesse i sentimenti che avevano provato, durante e dopo la vacanza senza telefono.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, all&#8217;inizio non è stato facile essere disconnessi e in molti hanno provato molta ansia alla partenza e durante i primi giorni, preoccupati soprattutto da situazioni di emergenza a cui non potevano far fronte – avevano solo una mappa cartacea e la possibilità di parlare con le persone. In due, infatti, si sono ritirati proprio durante questa fase. <br />A poco a poco, però, il viaggio si è preso il suo spazio e lo hanno goduto. <br />Quando sono tornati a casa, i viaggiatori hanno riferito che riconnettersi con i loro <em>smartphone</em> e con le reti dei <em>social media</em>, li ha molto delusi perché si sono resi conto dalla superficialità del tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, il punto dello studio non è che si dovrebbe stare senza telefoni: <strong>i telefono sono strumenti potenti ed efficaci, se usati bene</strong>. Il punto è che certe volte si dovrebbe pensare in un modo diverso da come si fa tutti i giorni, specialmente durante esperienze immersive come quelle generate da un viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Quanto inquina la nostra vita digitale?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/quanto-inquina-la-nostra-vita-digitale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2019 18:17:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[carbonio]]></category>
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		<category><![CDATA[impronta di carbonio]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo The Shift Project, la nostra ossessione tecnologica si porta dietro un&#8217;impronta di carbonio che non farà che aumentare Mail, messaggi e chiamate su WhatsApp, qualche scambio su Telegram, un video in streaming su Youtube, il caricamento di storie e foto su Instagram e Facebook, qualche tweet, un sito di news sempre aperto, telefonate e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38028" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_costovitadigitale.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_costovitadigitale.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_costovitadigitale-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_costovitadigitale-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Secondo The Shift Project, la nostra ossessione tecnologica si porta dietro un&#8217;impronta di carbonio che non farà che aumentare</p>
<p>  <span id="more-38030"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Mail, messaggi e chiamate su <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=19748:scelte-radicali-per-gestire-il-dibattito-sui-social-media&amp;catid=135&amp;Itemid=2512" target="_blank" rel="noopener noreferrer">WhatsApp</a>, qualche scambio su Telegram, un video in streaming su Youtube, il caricamento di storie e foto su Instagram e Facebook, qualche tweet, un sito di news sempre aperto, telefonate e messaggi vocali: è di questo che sono ormai piene le nostre giornate.<br />E anche quando le azioni che facciamo non sono tutte quelle elencate, anche quando mandiamo solo un paio di foto e condividiamo un piccolo tweet, contribuiamo comunque al traffico collettivo di internet e quindi al cambiamento climatico.<br />«Al cambiamento climatico?!?», vi chiederete: «E come?».</p>
<p style="text-align: justify;">Beh, tutto ciò che fa un computer, un tablet o uno smartphone richiede elettricità. E, per generare quell&#8217;elettricità, il mondo usa ancora prevalentemente combustibili fossili – che producono anidride carbonica e contribuiscono a intrappolare il calore dei gas serra.<br />Di fatto, le tecnologie digitali hanno addirittura superato l&#8217;industria aerospaziale in termini di emissioni di carbonio, con un 4% di tutte le emissioni di CO2 rispetto a un 2,5%: questo dice <a href="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/theshiftproject.org_wp-content_uploads_2019_03_Lean-ICT-Report_The-Shift-Project_2019.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un recente studio</a> di The Shift Project, una think tank di Parigi che sta studiando dei modi per ridisegnare l&#8217;economia mondiale in modo che funzioni con le energie rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;">I calcoli comprendono sia i costi energetici della creazione di un&#8217;infrastruttura internet che l&#8217;uso effettivo di tale infrastruttura – c&#8217;è da dire che quest&#8217;ultima parte consuma in media 10 punti percentuali in più di elettricità rispetto alla produzione di tutte le attrezzature e la tecnologia messe insieme. Non è possibile pensare di gestire questi numeri con le energie rinnovabili, non con le percentuali che ci sono e che sono destinate a crescere. </p>
<p style="text-align: justify;">Il problema principale è il traffico video: l&#8217;80% di tutti i dati trasferiti online sono dati video, di cui quasi il 60% è video online, vale a dire streaming memorizzati su un server e visualizzati in remoto, tramite siti come Netflix, YouTube o Vimeo.<br />E quindi che dobbiamo fare? Dobbiamo smettere di guardare i film per aiutare il clima? Oppure dobbiamo ripensare il modo con cui questi video ci vengono forniti? Far diminuire la lontananza tra server di dati e utilizzatore? Oppure dobbiamo aumentare l&#8217;efficienza dei processi? Magari stare attenti a usare il wifi più delle rete mobili? <br />Sì, forse dobbiamo fare tutte queste insieme e anche molte altre, per una «igiene digitale» – così si chiama – che possa essere al servizio di tutti.</p>
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