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	<title>visita oculistica &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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		<title>tecnologia: la visita oculistica si fa con lo smartphone</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Mar 2014 13:48:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Due ricercatori della Stanford University School of Medicine hanno creato degli adattatori che permettono di scattare immagini dell’occhio con un semplice cellulare     Evviva le nuove tecnologiche se servono a rendere universale il diritto alla salute. E’ il caso dell’idea venuta a due ricercatori della Stanford University School of Medicine &#8211; David Myung e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-16222" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/03/images_igallery_resized_ambientetest_download__6_-10334-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Due ricercatori della Stanford University School of Medicine hanno creato degli adattatori che permettono di scattare immagini dell’occhio con un semplice cellulare</p>
<p>  <span id="more-16223"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Evviva le nuove tecnologiche se servono a rendere universale il <strong>diritto alla salute</strong>. E’ il caso dell’idea venuta a due ricercatori della Stanford University School of Medicine &#8211; David Myung e Robert Chang – che hanno sviluppato degli adattatori che una volta inseriti nel cellulare permettono di scattare immagini ad alta risoluzione sia della parte anteriore dell’occhio, la cornea, sia della parte posteriore, la retina.</p>
<p class="MsoNormal">Gli adattatori sono molto economici e consentono a chiunque abbia un minimo di formazione  di <strong>scattare una foto dell&#8217;occhio</strong> e condividerla con operatori sanitari o conservarla in formato elettronico. La ricerca è cominciata due anni fa e è stata pubblicata ora sul Journal of Mobile Technology in Medicine.</p>
<p class="MsoNormal">I ricercatori vedono in questa tecnologia un&#8217;opportunità per aumentare l&#8217;accesso ai <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15786"><strong>servizi oculistici</strong></a>  anche laddove mancano macchinari complessi per l’analisi e la diagnosi, per esempio nelle zone rurali dei paesi meno sviluppati. I macchinari standard utilizzati finora per fotografare l&#8217;occhio sono infatti molto costosi &#8211; fino a decine di migliaia di dollari &#8211; e richiedono una formazione completa per essere utilizzati correttamente.</p>
<p class="MsoNormal">Grazie a questa nuova scoperta inoltre sarà possibile migliorare l’assistenza del medico che potrà consigliare le cure necessarie al paziente anche da remoto.</p>
<p class="MsoNormal">“Pensatelo come l’Instagram dell’occhio” ha detto Chang, uno dei ricercatori. Il bello è che i prototipi sono stati costruiti con pezzi economici, acquistati quasi esclusivamente online: distanziatori di plastica, interruttori e persino una manciata di Lego.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal"><strong>Myung e Chang</strong> hanno ottenuto già dei finanziamenti dalla School of Medicine e dallo Stanford Biodesign Program per produrre il primo lotto di adattatori. Per ora ogni adattatore – chiamato EyeGo – ha un prezzo di 90 dollari, ma si conta in futuro di abbassarlo ulteriormente. </p>
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