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	<title>vino italiano &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>WORLD’S BEST VINEYARDS 2023</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/worlds-best-vineyards-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 08:31:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[cantine italiano]]></category>
		<category><![CDATA[miglior cantina al mondo]]></category>
		<category><![CDATA[vigneti italiani]]></category>
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		<category><![CDATA[world best vineyards]]></category>
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					<description><![CDATA[Le cantine più belle del mondo È facilmente immaginabile pensare, che per ogni settore si possa stilare una classifica per decretare quali siano i 10 o i 20 o i 50 migliori tra tutti i partecipanti. Anche per il mondo legato al vino, ci sono decine di classifiche che spesso ci aiutano anche a scegliere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-180340" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/02/world-vest-vinwyards.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/02/world-vest-vinwyards.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/02/world-vest-vinwyards-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/02/world-vest-vinwyards-1024x576.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/02/world-vest-vinwyards-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Le cantine più belle del mondo<span id="more-180338"></span></h3>
<p>È facilmente immaginabile pensare, che per ogni settore si possa stilare una classifica per decretare quali siano i 10 o i 20 o i 50 migliori tra tutti i partecipanti.</p>
<p>Anche per il mondo legato al vino, ci sono decine di classifiche che spesso ci aiutano anche a scegliere con cura i prodotti.</p>
<p>Hanno anche nomi particolari e quella della quale vi stiamo parlando oggi si chiama</p>
<p><strong>“World’s Best Vineyards”</strong>, che nel 2022, ha premiato la monumentale e super visitata cantina Antinori nel Chianti Classico, capolavoro architettonico firmato da Marco Casamonti per la famiglia Antinori, al primo posto nella classifica delle cantine più belle del mondo.</p>
<p>Nelle prime 50 posizioni, l’Italia ne copre ben 3 e 2 di esse quasi in top 10!</p>
<h4>Diamo uno sguardo alle prime 20 posizioni:</h4>
<p><strong>1 Antinori nel Chianti Classico (Marchesi Antinori) &#8211; Italia</strong></p>
<p>2 Bodegas de los Herederos del Marqués de Riscal &#8211; Spagna</p>
<p>3 Montes &#8211; Cile</p>
<p>4 VIK &#8211; Cile</p>
<p>5 Schloss Johannisberg &#8211; Germania</p>
<p>6 González Byass – Bodegas Tío Pepe &#8211; Spagna</p>
<p>7 Robert Mondavi Winery &#8211; Stati Uniti</p>
<p>8 Quinta do Crasto &#8211; Portogallo</p>
<p>9 Catena Zapata &#8211; Argentina</p>
<p>10 Bodega Garzón &#8211; Uruguay</p>
<p><strong>11 Ferrari Trento &#8211; Italia</strong></p>
<p>12 Champagne Billecart-Salmon &#8211; Francia</p>
<p>13 Château Smith Haut Lafitte &#8211; Francia</p>
<p>14 Weingut Dr. Loosen &#8211; Germania</p>
<p>15 Champagne Taittinger &#8211; Francia</p>
<p>16S oalheiro &#8211; Portogallo</p>
<p>17 Trapiche &#8211; Argentina</p>
<p>18 Clos Apalta &#8211; Cile</p>
<p>19 Quinta da Aveleda &#8211; Portogallo</p>
<p>20 Domäne Wachau &#8211; Austria</p>
<p><strong>45 Donnafugata-Marsala &#8211; Italia</strong></p>
<p>Per sapere chi vincerà la prossima edizione, bisognerà aspettare ancora qualche mese, quando in Rioja, in Spagna, avrà luogo che ospiterà “World’s Best Vineyards 2023”, e verranno rivelati i voti dei 500 esperti di vino, sommelier ed esperti di viaggi, basati su criteri come la qualità dell’esperienza complessiva, l’atmosfera, la cucina, le attività, i panorami, il personale e il rapporto qualità-prezzo.</p>
<p>Per avere maggiori informazioni sulle passate e sulle prossime edizioni, dovete recarvi sul sito ufficiale che trovate a questo link!</p>
<p><a href="https://www.worldsbestvineyards.com/">https://www.worldsbestvineyards.com/</a></p>
<p><em><strong>D.T.</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un viaggio tra le migliori esperienze enologiche</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/un-viaggio-tra-le-migliori-esperienze-enologiche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Dec 2021 07:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[sommelier]]></category>
		<category><![CDATA[tour vino]]></category>
		<category><![CDATA[vino italiano]]></category>
		<category><![CDATA[wine tour]]></category>
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					<description><![CDATA[Curiosità e luoghi per un wine tour tutto italiano Wine Tour italiani L&#8217;Italia è il maggiore produttore di vino al Mondo con 50,4 milioni di ettolitri nel 2018 e ha un fatturato di oltre 11 miliardi di euro. E poi diciamolo… Il vino più buono è il nostro! Siamo la nazione con il maggior numero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="justify"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-131880" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/tuscany-4664883_1280.jpg" alt="wine tour" width="800" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/tuscany-4664883_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/tuscany-4664883_1280-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/tuscany-4664883_1280-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 align="justify">Curiosità e luoghi per un wine tour tutto italiano</h3>
<p><span id="more-131872"></span></p>
<h4 align="justify"><b>Wine Tour italiani</b></h4>
<p align="justify">L&#8217;Italia è il maggiore produttore di vino al Mondo con 50,4 milioni di ettolitri nel 2018 e ha un fatturato di oltre 11 miliardi di euro. E poi diciamolo… Il vino più buono è il nostro!</p>
<p align="justify">Siamo la nazione con il maggior numero di varietà di “<i>vitis finifera</i>”, ovverosia la vite comune, con oltre 350 vitigni e produciamo il vino persino in Val D’Aosta a 1300 metri sul livello del mare. Come possiamo assaporare però questa nostra eccellenza?</p>
<p align="justify">Il “<em>wine tour</em>” è la soluzione. Tecnicamente sono dei percorsi enogastronomici, degli itinerari, pensati per far visitare cantine in un&#8217;area territoriale circoscritta, che hanno come filo conduttore la scoperta dei vini e spesso di prodotti alimentari di quello stesso luogo.</p>
<h4 align="justify"><b>Come si svolge un Wine Tour</b></h4>
<p align="justify">Una volta arrivati sul luogo spesso si è già avvolti dalla natura e da un’ambientazione incantevole. La prima tappa è sicuramente la visita al vigneto. Grazie ad una guida esperta del settore si potranno conoscere la storia e le origine della terra e carpirne le curiosità. Il secondo passo ci porta all’interno della cantina. Qui i proprietari o in alcuni casi dei sommelier (a volte le due cose coincidono) ti faranno assaporare i vini di loro produzione con l’ausilio di speciali bicchieri e decanter. Non bisognerebbe mai assaporare il vino (in fase di degustazione) combinandolo con generi alimentari, ma nelle nostre cantine, grazie alla tradizione culinaria e alimentare che abbiamo nel bel paese, è quasi impossibile non farlo.</p>
<p align="justify">Così la migliore soluzione è abbinare qualcosa di secco, come pane, taralli o grissini. L’esperienza però in alcuni casi diventa “<em>enogastronomica</em>” e in abbinata al vino possiamo trovare taglieri di salumi, di formaggi e di conserve spesso prodotti dalle cantine stesse.</p>
<h4 align="justify"><b>I migliori Wine Tours </b></h4>
<p align="justify">Se vi attrae questo mondo e non avete fatto ancora un tour enologico, questo è il momento giusto per iniziare a organizzarlo. L’estate e l’autunno sono sicuramente i periodi più indicati per viaggiare. Settembre è uno dei mesi migliori anche per ammirare la vendemmia, processo molto affascinante. L’inverno è il periodo più calmo in assoluto, e spesso le aziende vinicole sono chiuse.</p>
<p align="justify">In rete, collegandosi al sito “<em>Blog di Viaggi</em>”, abbiamo scoperto una sorta di classifica consigliata per i migliori <strong>Wine Tours italiani</strong>, da nord a sud!</p>
<p align="justify"><a href="https://blogdiviaggi.com/blog/2019/05/17/wine-tour-i-migliori-in-italia-secondo-noi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Questo è il link</a>.</p>
<h4 align="justify"><b>Il fattore WOW</b></h4>
<p align="justify">Negli ultimi anni stanno nascendo dei veri e propri distretti culturali dedicati al vino.</p>
<p align="justify">Nel 2016 nasce la Citè du Vin di Bordeaux: in cinque anni, ha ospitato più di 1.500.000 persone che hanno visitato questa architettura unica, che rivela tutta la ricchezza e la diversità del vino del mondo. <i><b>National Geographic</b></i> classifica questo luogo al 7° posto tra i migliori musei del mondo! Dieci piani interamente dedicati al vino sulle rive della Garonna.</p>
<p align="justify">Nel 2020 però dopo anni di lavori e una spesa di oltre 100 milioni di euro, è stato inaugurato a Porto in Portogallo, “<b>WOW</b>”, World Of Wine all’interno di 55.000 metri quadrati di vecchie cantine restaurate.</p>
<p align="justify">Considerato uno tra i più grandi progetti turistici europei degli ultimi anni, WOW include otto tra musei e spazi espositivi, dodici ristoranti, bar e caffè e propone una vera e propria scuola di vino con una serie di corsi legati alla viticultura e la gastronomia del Portogallo.</p>
<p align="justify"><a href="https://wow.pt/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sul sito ufficiale</a> potete trovare tantissime curiosità, la programmazione degli eventi e la biglietteria per prenotare esperienze, corsi e workshop.</p>
<h4 align="justify"><b>Curiosità enologiche</b></h4>
<p align="justify">Lo sapevi che la bottiglia di vino più antica del mondo ha più di 1600 anni e risale al tempo dei romani, intorno al 350 d.C.</p>
<p align="justify">Ritrovata nel 1867, è esposta al museo “<a href="https://museum.speyer.de/startseite" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Historisches Museum der Pfalz” di Speyer</a>, in Germania.</p>
<p align="justify">Altra curiosità, secondo uno studio dell’Oregon State University condotto nel 2015, sembrerebbe che bere vino rosso con moderazione possa aiutare le persone a gestire meglio l’obesità e i relativi disturbi metabolici: l’acido ellagico, presente nelle uve rosse, rallenta la crescita delle cellule adipose esistenti e, contemporaneamente, potenzia il metabolismo degli acidi grassi nelle cellule epatiche.</p>
<p align="justify">Per non sbilanciarci vi consigliamo e vi ricordiamo comunque di bere responsabilmente.</p>
<p align="justify">Cin Cin!</p>
<p>D.T.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Vinitaly sbarca ad Hong Kong</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2014 11:04:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiere ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eccellenze vino Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[vinitaly]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[vino italiano]]></category>
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					<description><![CDATA[  L’eccellenza del vino Italiano ad Hong Kong: dal 6 all’8 novembre, in Cina, si tiene  l’International Wine &#38; Spirits Fair   Il vino italiano, fa tappa, da oggi ad Hong Kong. Dopo il successo della prima tappa australiana di Vinitaly International e della sua Academy, in occasione di Vinitalia Down Under, il buon vino [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-21891" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/11/images_igallery_resized_ambientetest_th-13171-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">L’eccellenza del vino Italiano ad Hong Kong: dal 6 all’8 novembre, in Cina, si tiene <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>l’International Wine &amp; Spirits Fair</p>
<p>  <span id="more-21892"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Il vino italiano, fa tappa, da oggi ad Hong Kong. Dopo il successo della prima tappa australiana di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=19146"><strong>Vinitaly</strong></a> International e della sua Academy, in occasione di Vinitalia Down Under, il buon vino Italiano affascina la Cina, fino all’8 novembre, con l’International Wine &amp; Spirits Fair.</p>
<p class="MsoNormal">‘Dopo il successo della prima due giorni australiana, torniamo ora in una piazza a noi nota, quella della Wine &amp; Spirits Fair di Hong Kong, portando quest&#8217;anno per la prima volta gli Executive Wine Seminars e tutta l&#8217;esperienza e la competenza che ha reso <a href="https://www.ecoseven.net//?p=19146"><strong>Vinitaly</strong></a> ambasciatore del vino italiano in Cina. Il nostro è ormai da molti anni un lavoro costante e molto mirato che offre al comparto vitivinicolo italiano concrete opportunità di visibilità e conoscenza per una crescita reale dell&#8217;export. Un lavoro che pone il sistema Vinitaly nel suo complesso quale asset strategico di supporto del settore’, ha spiegato Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<title>Il vino preferito dagli italiani? il Freschello</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/prodotti-tipici/il-vino-preferito-dagli-italiani-il-freschello/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Feb 2014 13:40:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[Freschello]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[vino frizzante]]></category>
		<category><![CDATA[vino italiano]]></category>
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					<description><![CDATA[Il vino più amato dagli italiani? Il Freschello. Ad annunciarlo i vertici dell’azienda veneta Cielo e Terra &#8211; Gruppo Cantine Colli Berici, sulla base dei recenti dati divulgati da IRI     I consumi di vino in Italia sono costantemente in calo ma a tenere sembra siano i vini veneti. E’ il caso del Freschello, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-15754" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/02/images_igallery_resized_ambientetest_download-10063-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Il vino più amato dagli italiani? Il Freschello. Ad annunciarlo i vertici dell’azienda veneta Cielo e Terra &#8211; Gruppo Cantine Colli Berici, sulla base dei recenti dati divulgati da IRI</p>
<p>  <span id="more-15755"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">I consumi di <a href="alimentazione/vino"><strong>vino</strong></a> in Italia sono costantemente in calo ma a tenere sembra siano i vini veneti. E’ il caso del Freschello, prodotto dall’azienda Cielo e Terra di Montorso Vicentino che per l’ottavo anno consecutivo, si conferma il vino preferito dagli italiani e il più venduto nella GDO. Si parla di 8,5 milioni di bottiglie di cui 4,5 per la referenza Freschello Bianco e più di 4,1 milioni per Freschello Rosso. Cifre ragguardevoli che permettono a Cielo e Terra di mantenere la leadership nelle vendite per il formato 0.75 l.</p>
<p class="MsoNormal">“Da otto anni il <strong>Freschello</strong> è in vetta alle classifiche di vendita &#8211; commenta Luca Cielo, Direttore Generale della cantina Cielo e Terra &#8211; le statistiche che ci permettono di definire meglio le nostre strategie nei singoli mercati, ci confermano che il Freschello è il vino del momento, piace per il prezzo, per la sua leggerezza e per i valori che trasmette”. Per aumentare il valore percepito di Freschello, l’azienda vicentina ha sviluppato negli anni una strategia di qualità produttiva e di marketing che sensibilizza il consumatore verso tematiche quali l’impegno sociale, l’ecosostenibilità e la tracciabilità di filiera: tutti elementi che messi in campo avvalorano l’identità di marca del prodotto.</p>
<p class="MsoNormal">Analizzando i dati IRI 2013 emerge anche un altro primato: l’azienda Cielo e Terra è prima tra i Top Produttori veneti e italiani nel segmento vino da 0.75 l, con oltre 12 milioni di bottiglie vendute nel canale della distribuzione organizzata, un passo avanti a grandi gruppi del settore.</p>
<p class="MsoNormal">Buone le performance di vendita nel 2013 anche per il <strong><a href="https://www.ecoseven.net//?p=15080">vino</a> spumante</strong> Freschello Extra, che ha raggiunto il traguardi ragguardevoli in poco tempo. Pensato per rispondere ai profondi cambiamenti in termini di gusto del consumatore degli ultimi anni, piace per la sua gradazione alcolica moderata di soli 9,5°. L’azienda si dice soddisfatta anche per le vendite dei vini delle linee Cielo e Casa Defrà, che hanno avuto un incremento del 10% a volume nel mercato italiano, un obiettivo si sicuro interesse visto le difficoltà in cui versa il settore negli ultimi tempi.</p>
<p class="MsoNormal">Se il mercato italiano dà segnali positivi, anche l’export 2013 chiude con lo stesso segno, con un incremento di fatturato del 20% da attribuire per la maggior parte alle vendite di spumanti e vini frizzanti, apprezzati di recente nel mercato americano e russo: l’export riveste il 50% del fatturato aziendale raggruppando oltre 60 paesi.</p>
<p class="MsoNormal">Cielo e Terra nasce dall’unione della tradizione vitivinicola della famiglia Cielo e dall’esperienza di 1.400 viticoltori che lavorano i vigneti in un raggio di 50 km dalla sede e che si avvale di tecnologie innovative e all’avanguardia lungo l’intera filiera vitivinicola, garantendo al tempo stesso elevati standard produttivi di qualità.</p>
<p class="MsoNormal">E’ capofila in Italia della lean organization nel settore vitivinicolo, filosofia che gli ha permesso di aumentare l’efficienza produttiva e di conseguenza anche i volumi, per affrontare al meglio il mercato nel largo consumo e per garantire il miglior rapporto prezzo qualità.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">www.cieloeterravini.com</p>
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			</item>
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		<title>Vino, è l’Italia il maggiore produttore al mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2013 11:58:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[enologia]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[imprese vitivinicole]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[vino italiano]]></category>
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					<description><![CDATA[Il vino italiano conquista i mercati e volano le esportazioni nel mondo, negli Usa siamo primi per esportazioni, ma ci sono anche criticita&#8217; Il vino italiano viaggia per il mondo, perchè l&#8217;Italia è primo paese produttore sul pianeta. Un giro d’affari da miliardi di euro, decine di milioni di ettolitri prodotti nel corso del 2012 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3187" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/10/images_igallery_resized_enogastronomia_vino_66-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il vino italiano conquista i mercati e volano le esportazioni nel mondo, negli Usa siamo primi per esportazioni, ma ci sono anche criticita&#8217;</p>
<p>  <span id="more-12190"></span>  </p>
<p>Il <strong>vino</strong> italiano viaggia per il mondo, perchè l&#8217;Italia è primo paese produttore sul pianeta. Un giro d’affari da miliardi di euro, decine di milioni di ettolitri prodotti nel corso del 2012 che hanno fatto dell’Italia il maggior produttore di vino al mondo, quasi un terzo della produzione destinato a prodotti di qualità: questi gli ingredienti che fanno dell’economia vitivinicola un’economia in piena salute ed in crescita. Lo scorso anno i vigneti italiani hanno permesso di imbottigliare ben 40,8 milioni di ettolitri, che hanno dato vita a 521 vini a denominazione di origine (pari al 60 per cento: 330 Doc, 74 Docg e 118 Igt). All’interno di questo quadro, la <a href="https://www.ecoseven.net//?p=10395">Puglia </a>resiste ai morsi della crisi. Qui si producono oltre 5 milioni di ettolitri, un dato che ci porta al quarto posto per quantità di vino prodotta.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=10290">La produzione è comunque in calo,</a> ma si tratta di un calo certamente inferiore rispetto a quello cui si assiste in altre regioni come Veneto, Lombardia o Trentino Alto Adige. E in ogni caso, la strada intrapresa è quella giusta, perché la produzione di valore si mantiene sostanzialmente costante. Complessivamente, l’Italia ospita 383.645 imprese vitivinicole produttrici (il 23,5 per cento del totale della filiera agricola) e impiego 700 mila addetti (che diventano 1,2 milioni con l’indotto primario) per una produzione che supera ormai il milione di etichette. <strong>Gli italiani, però, bevono sempre meno</strong>: i consumi interni sono infatti scesi sotto la soglia di 40 litri pro capite all’anno.</p>
<p>Ci pensano gli stranieri a riportare l’asticella verso l’alto: nel 2012 il <strong>vino</strong> italiano sui mercato internazionali ha incamerato un incremento del 6,5 per cento rispetto all’anno precedente, portando il fatturato dell’export a 4,7 miliardi di euro, nonostante una contrazione dei volumi dell’8,8 per cento. Una flessione che fa comunque rimanere l’Italia in testa alla classifica quantitativa dei maggiori Paesi esportatori con circa 21 milioni di ettolitri inviati oltre confine. A trainare il fatturato export del vino ci sono gli <a href="https://www.ecoseven.net//?p=10809">Stati Uniti </a>(+6 per cento in valore), Canada (+11 per cento) ma anche Germania (+4 per cento) e Regno Unito (+5 per cento). Crescita a due cifre per il Far East, con Cina e Giappone che avanzano rispettivamente del 15 e del 28%.</p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">(com)</span></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Vinitaly: il vino italiano nel mondo, tra curosita’ e manie</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 13:58:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiere ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[export vino]]></category>
		<category><![CDATA[vinitaly]]></category>
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					<description><![CDATA[I vini italiani conquistano sempre piu’ il mercato estero: ma se in Cina adorano le griffe classiche, i brasiliani sperimentano nuove etichette Il vino italiano conquista sempre piu’ il mercato estero, ma i gusti dei diversi Paesi sono molto differenti. I cinesi, per esempio, adorano le griffe, e anche nel vino ricercano l’idea di status [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-11528" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/04/images_igallery_resized_ambientetest_vino-7746-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>I vini italiani conquistano sempre piu’ il mercato estero: ma se in Cina adorano le griffe classiche, i brasiliani sperimentano nuove etichette</p>
<p>  <span id="more-11529"></span>  </p>
<p>Il<strong> vino italiano</strong> conquista sempre piu’ il mercato estero, ma i gusti dei diversi Paesi sono molto differenti. I cinesi, per esempio, adorano le griffe, e anche nel vino ricercano l’idea di status symbol e lusso: insomma, Brunello di Montalcino e Barolo come Valentino e Prada. I brasiliani, invece, amano sperimentare nuove etichette mentre i russi sono disposti a spendere, per il vino, grosse cifre. È questo l’identikit, stilato da www.winenews.it, dei nuovi consumatori mondiali, potenziali mercati di riferimento del futuro per il vino made in Italy, di cui si parla anche a <strong><a href="http://alimentazione.ecoseven.net/vino/vinitaly-alla-puglia-il-primato-della-produzione-del-rosato-made-in-italy" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vinitaly</a></strong>, in scena a Verona dal 7 al 10 aprile.<br /> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Il <strong>consumo mondiale di vino</strong> nel 2012 si è attestato a 245,2 milioni di ettolitri. In Europa, si è stabilizzato sui livelli del 2011, ma è fuori dai confini europei che il trend è positivo: negli Stati Uniti si dovrebbero raggiungere i 29 milioni di ettolitri (+5%) mentre la Cina ha registrato una crescita dei consumi pari al 9 per cento. Si tratta ancora di consumi lontani da quelli europei, infatti agli oltre 37 litri italiani si contrappongono il litro scarso dei cinesi, i pochi centilitri degli indiani, il litro abbondante dei brasiliani o i circa 10 litri dei russi, ma in crescita continua. Si tratta comunque di dati spalmati su tutta la popolazione, la maggior parte della quale non beve vino. Nelle città di consumo, quelle principali e più ricche, dove si concentra chi beve vino, i consumi pro capite, infatti, si avvicinano a quelli di altri paesi consumatori.<br /> Se è vero che le nuove potenze mondiali, i cosiddetti Paesi Bric, rappresentano un bacino potenziale di miliardi di consumatori, è altrettanto vero che non è facile entrare in questi mercati, sia perché in alcuni casi si tratta di Paesi in cui il vino non fa parte della tradizione alimentare, sia perché il made in Italy si deve scontrare con competitor internazionali particolarmente agguerriti.&nbsp;<br /> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">A partire dalla Cina, uno dei mercati più promettenti e difficili al mondo. Qui il consumatore, nella grande maggioranza dei casi, è completamente estraneo, dal punto di vista storico e culturale, al consumo di vino. Sono relativamente pochi anni che il vino è approdato in Cina, ed è destinato, per il momento, ad una piccola nicchia di nuovi ricchi, che ricercano uno status symbol di appartenenza allo stile di vita occidentale. E’ invece faticoso far entrare il consumo di vino nelle abitudini della classe media cinese, molto conservatrice. Su un punto tutti i produttori italiani che stanno lavorando con la Cina sono concordi: i tempi di reazione al vino, quello italiano in particolare, sono lenti, perché i vini-icona sono soprattutto quelli francesi, presenti in Cina da oltre vent’anni, mentre le nostre etichette devono ancora accreditarsi definitivamente in questo senso. E ci vuole il sistema-Italia a dare una mano, come ha fatto la Francia per i suoi produttori.&nbsp;<br /> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Diverso il caso della Russia: il <strong>consumatore di <a href="http://alimentazione.ecoseven.net/vino" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vini italiani</a></strong> appartiene ad un target medio-alto e cosmopolita, residente in prevalenza nelle grandi città come Mosca e San Pietroburgo, e abituato a viaggiare, spesso in Italia. Anche per i russi le nostre etichette rappresentano uno status symbol, legato al lifestyle italiano. Grazie a frequentazioni assidue del nostro Paese, conoscono sempre più le denominazioni e i terroir di casa nostra e, anche se sono disposti a spendere grandi cifre, lo fanno sempre più con cognizione di causa: amano sfoggiare, quindi, ma non sono disponibili a farsi ingannare.&nbsp;<br /> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">In Brasile, invece, l’interesse per il <strong>vino</strong> sta crescendo lentamente, ma con costanza: qui le bevande tradizionali sono infatti la birra e la cachaça, rispettivamente con 54 litri e 11 litri pro capite annui, mentre il vino si attesta sui 2,5 litri a persona. Il Brasile, essendo anche produttore, sta promuovendo azioni interne per incrementare il consumo responsabile di vino. Qui a bere vino sono sicuramente la nicchia dei più abbienti, ma anche la nuova classe media, che prima non esisteva e che oggi è sempre più informata e preparata. Rimane invece totalmente estranea al consumo di vino la grande massa della popolazione. Il vino italiano &#8211; l’Italia è il quarto esportatore in Brasile, con una quota di mercato del 14 per cento circa &#8211; gode di un’immagine privilegiata tra i consumatori brasiliani, anche per la vicinanza culturale con l’Italia, grazie ai molti immigrati provenienti dal nostro Paese. Il vino toscano fa la parte del leone, in particolare il Chianti, ma sono molto diffusi anche Prosecco e Lambrusco. Resta una criticità il pesante sistema di dazi che rende il mercato verde-oro tra più cari al mondo.&nbsp;<br /> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Infine, l’India: un mercato che si è appena aperto al <strong><a href="http://alimentazione.ecoseven.net/vino/vino-la-scelta-giusta-con-il-personal-wine-shopper" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vino</a></strong>, e in cui il target dei consumatori è in espansione, anche se ancora di nicchia, soprattutto a causa di un elevatissimo sistema di tassazione che seleziona i potenziali acquirenti, appartenenti ad una classe economica di livello molto alto. Anche qui il vino si ordina e si beve soprattutto nei ristoranti e negli hotel di lusso, ma grazie alla lunga tradizione coloniale di stampo anglosassone le abitudini occidentali sono, rispetto alla Cina, molto più diffuse ed accettate.&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">(gc- Vinitaly.it)</p>
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		<title>Bene l’export del vino nel 2012:  +7,5% in 9 mesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jan 2013 14:04:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’export del vino italiano ha evidenziato una notevole crescita nel corso del 2012: +7,5% in 9 mesi. Male, invece, il consumo interno Il 2012 è stato un ottimo anno per il&#160;vino italiano, con un export in salute a 3,3 miliardi di euro, ovvero +7,5% sul 2011 nei primi 9 mesi. A darne notizia è stato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-4600" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/01/images_igallery_resized_enogastronomia_vino-appassionati-italiani-divisi-tra-eccellenza-e-vendita-diretta-a-rischio-la-fascia-media-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>L’export del vino italiano ha evidenziato una notevole crescita nel corso del 2012: +7,5% in 9 mesi. Male, invece, il consumo interno</p>
<p>  <span id="more-10110"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Il <strong>2012</strong> è stato un ottimo anno per il&nbsp;<strong>vino italiano</strong>, con un export in salute a 3,3 miliardi di euro, ovvero +7,5% sul 2011 nei primi 9 mesi. A darne notizia è stato Winenews, tracciando il bilancio dell&#8217;anno ormai passato.</p>
<p class="MsoNormal">In particolare, l’andamento positivo dell’<strong>export del vino</strong> ha riguardato i mercati degli Stati Uniti (+7,2%), della Germania (+4,4%), e i promettenti mercati asiatici, con la Cina in testa. Ma mentre l’export ha fatto registrare un andamento positivo, non così è stato per&nbsp; il mercato interno del <strong><a href="http://alimentazione.ecoseven.net/vino" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vino italiano</a></strong>: i consumi nazionali hanno evidenziato un calo a 35 litri a testa. Il 2012 è stato un anno difficile, comunque, anche per la produzione del vino: le vendemmie calde e i problemi nell&#8217;allevare la vite hanno dato vita a vini meno propensi a reggere il tempo.</p>
<p class="MsoNormal">Il 2012 è stato un anno importante per il <strong><a href="http://alimentazione.ecoseven.net/vino/vino-i-consumatori-scelgono-la-qualita-alla-quantita" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vino</a></strong> non solo per il positivo andamento dell’export, ma anche per la prima volta dell&#8217;uso del termine <strong>vino biologico</strong> in etichetta, oltre all’‘Euro-leaf’, il logo bio Ue.</p>
<p class="MsoNormal">(gc)</p>
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		<title>In Cina il vino parla francese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 08:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>
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		<category><![CDATA[carta dei vini]]></category>
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					<description><![CDATA[I cugini d&#8217;Oltralpe ci hanno visto lungo e già 15 anni fa hanno puntato sul mercato cinese per esportare i propri vini. Oggi le etichette francesi sono le prime dei menu e vanno dai 37 ai 10mila euro I cinesi amano il vino italiano, ma adorano quello francese. E danno vita a una vera e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-4167" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/12/images_igallery_resized_enogastronomia_vino-francese_707-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>I cugini d&#8217;Oltralpe ci hanno visto lungo e già 15 anni fa hanno puntato sul mercato cinese per esportare i propri vini. Oggi le etichette francesi sono le prime dei menu e vanno dai 37 ai 10mila euro</p>
<p> <span id="more-4168"></span>  </p>
<p>I cinesi amano il vino italiano, ma adorano quello francese. E danno vita a una vera e propria &ldquo;corsa al Castello&rdquo; comprando casali e cantine: le propriet&agrave; di Bordeaux finite nelle mani dei cinesi negli ultimi anni sono almeno una dozzina.</p>
<p>Secondo il quotidiano Sud Ouest, altri quindici Chateaux sarebbero in procinto di essere ceduti. Le operazioni di compravendita, di solito, sono accompagnate da joint venture commerciali con trading company che si occupano di vino basate a Hong Kong. Ma se arrivano i &ldquo;nuovi&rdquo; rimangono i &ldquo;vecchi&rdquo;. Gli ex titolari delle tenute vitivinicole infatti, si spostano addirittura in Cina per insegnare i segreti dell&rsquo;enologia francese.</p>
<p>Ultimo caso &egrave; quello dell&rsquo;attrice e cantante pop Zhao Wei, la stella pi&ugrave; popolare del cinema cinese che ha acquistato lo Ch&acirc;teau Monlot, una volta di propriet&agrave; di Beatrice Musset e del marito Bernard Rivals. E non solo castello e vitigni, ma anche tutte le scorte di bottiglie Monlot presenti nelle cantine oltre al vino ancora in barrique.Un pacchetto il cui valore sembra essere intorno ai 5 milioni di euro.</p>
<p>D&rsquo;altronde i francesi ci hanno visto lungo. Circa quindici anni addietro nessuno osava parlare di vino a Pechino oppure a Shangai e non si vendeva una sola bottiglia di vino di qualit&agrave;. In questo lasso di tempo la Francia ha fatto passi enormi: il consumo pro capite &egrave; di circa 0,5 litri per abitante per un anno, ma le stime prevedono che la cifra raddoppi da qua al 2014. E gi&agrave; il 47 per cento dell&rsquo;importazioni di vino parla francese. Il vino francese viene considerato in Cina come un prodotto di lusso&nbsp;ed anche un &ldquo;oggetto&rdquo; del desiderio. Nei ristoranti trendy e lussuosi la carta dei vini inizia sistematicamente con i vini francesi, con prezzi che variano tra i 350 yen (37&euro;) ed i 100000 yen (10500&euro;).</p>
<p>(Nereo Brancusi)</p>
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		<title>Italia-Francia, una sfida infinita. Ma in agricoltura vinciamo noi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/italia-francia-una-sfida-infinita-ma-in-agricoltura-vinciamo-noi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 09:58:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[champagne]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[Italia supera Francia in agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Italia-Francia]]></category>
		<category><![CDATA[produzione biologica]]></category>
		<category><![CDATA[vino italiano]]></category>
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					<description><![CDATA[Il nostro Paese ha superato la Francia per produzione agricola. I dati sono stati diffusi dalla Coldiretti e parlano di una crescita dell’11% dell’Italia nel primo semestre del 2011 per quanto riguarda il “valore aggiunto agricolo” per ettaro Tra italiani e francesi, si sa, la competizione &#232; storica. Calcio, arte e cucina, solo per ricordare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-4004" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/images_igallery_resized_enogastronomia_bandiere-italia-francia-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Il nostro Paese ha superato la Francia per produzione agricola. I dati sono stati diffusi dalla Coldiretti e parlano di una crescita dell’11% dell’Italia nel primo semestre del 2011 per quanto riguarda il “valore aggiunto agricolo” per ettaro</p>
<p> <span id="more-4005"></span>   </p>
<p>Tra  italiani e francesi, si sa, la competizione &egrave; storica. Calcio, arte e  cucina, solo per ricordare alcuni dei settori della &ldquo;battaglia&rdquo;. Ma con i  cugini d&rsquo;Oltralpe, di fatto, ci scontriamo pressoch&eacute; quotidianamente su  tutto.</p>
<p>Sul vino (vero orgoglio nazionale), ormai, ce la giochiamo quasi  ad armi pari. Ma la notizia che il nostro Paese ha superato la Francia  per produzione agricola di sicuro assester&agrave; un duro colpo a Parigi. I  dati sono stati diffusi dalla Coldiretti e parlano di una crescita  dell&rsquo;11% dell&rsquo;Italia nel primo semestre del 2011 per quanto riguarda il  &ldquo;valore aggiunto agricolo&rdquo; per ettaro, ovvero la ricchezza netta  prodotta per unit&agrave; di superficie.</p>
<p>Adesso parliamo di oltre il triplo di  quella inglese, doppia di quella francese, tedesca e spagnola. E il  numero di occupati per ettaro di terreno in Italia &egrave; stato addirittura  quasi il triplo di quelli in Francia, Spagna e Germania. Un segno che la  nostra agricoltura &egrave; leader a livello europeo e pu&ograve; costituire un reale  volano di sviluppo per aiutarci a uscire dalla crisi economica. Infatti  l&rsquo;Italia supera il concorrente francese anche nel settore delle  esportazioni vinicole (si registra un aumento record del 24% delle  vendite all&rsquo;estero di spumante), a discapito ancora una volta di un  prodotto come lo champagne. Lo stesso trend riguarda i formaggi, saliti  del 12% nel gradimento dei consumatori fuori dai confini nazionali.</p>
<p>Le  produzioni italiane hanno poi il primato della sanit&agrave; e della sicurezza  alimentare, con un record del 99 per cento di campioni regolari di  frutta, verdura, vino e olio, con residui chimici al di sotto dei limiti  di legge. E siamo leader europeo nella produzione biologica, con oltre  50 mila imprese, circa un terzo delle imprese biologiche europee.  L&rsquo;agricoltura italiana, infine, vanta la leadership nei prodotti tipici  con 233 prodotti a denominazione o indicazione di origine protetta  riconosciuti dall&rsquo;Unione Europea. Bisogna aggiungere altro?</p>
<p>(Giacomo Gallo)</p>
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