<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>viaggiare con il covid &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
	<atom:link href="https://www.ecoseven.net/tag/viaggiare-con-il-covid/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ecoseven.net</link>
	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
	<lastBuildDate>Sat, 14 Nov 2020 14:14:41 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
	<item>
		<title>RICOMINCIO DA TE, ITALIA: ITINERARIO DI VIAGGIO, L’UMBRIA</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerario-di-viaggio-l-umbria/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerario-di-viaggio-l-umbria/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2020 07:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
		<category><![CDATA[assisi]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[perugia]]></category>
		<category><![CDATA[ricomincio da te]]></category>
		<category><![CDATA[umbria]]></category>
		<category><![CDATA[viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[viaggiare con il covid]]></category>
		<category><![CDATA[viaggiare in italia]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio in italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=70807</guid>

					<description><![CDATA[L’ Umbria come non l’avete mai vista. Nel cuore verde dell’Italia tra arte e spiritualità Un desiderio di rinascita. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare la spina. Quest’anno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70818" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/basilica-5182751_1280.jpg" alt="umbria" width="1280" height="698" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/basilica-5182751_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/basilica-5182751_1280-300x164.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/basilica-5182751_1280-1024x558.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/basilica-5182751_1280-768x419.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>L’ Umbria come non l’avete mai vista. Nel cuore verde dell’Italia tra arte e spiritualità</h3>
<p><span id="more-70807"></span></p>
<p><strong>Un desiderio di rinascita</strong>. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare la spina.</p>
<p>Quest’anno l’approccio al turismo sarà diverso, ma non per questo meno coinvolgente e stimolante.</p>
<p>Da situazioni difficili, a volte, possono nascere occasioni inaspettate. Ancora di più se si vive in Italia che, con la sua immensa varietà, offre degli scenari incantevoli.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>UMBRIA</strong></p>
<p>Il viaggio all’interno dell’Umbria inizia nella zona nord della regione con <strong>Città di Castello</strong>. Una graziosa località avvolta da mura cinquecentesche e da eleganti tratti di architetture rinascimentali. La centrale <strong>Piazza Gabriotti</strong> può rappresentare idealmente il punto di partenza per scoprire Città di Castello.</p>
<p>Su questa si presentano la <strong>cattedrale dei Santi Florido e Amanzio</strong>, rimasta con una facciata incompiuta, il <strong>museo del Duomo</strong>, dove si trovano opere di Pinturicchio e Rosso Fiorentino, il trecentesco <strong>Palazzo Comunale e, di fronte a questo, la Torre Civica del XIV secolo. </strong></p>
<h4>Città di Castello è la patria di <strong>Alberto Burri,</strong> uno dei più importanti artisti contemporanei, che qui lasciò la parte più considerevole delle sue opere.</h4>
<p>Oggi è possibile ritrovare le sue testimonianze in due sedi museali. La prima è <strong>Palazzo Albizzini</strong>, dove sono conservati oltre cento esemplari tra sculture, grafica e bozzetti per scenografie, suddivisi in venti sale e presentate secondo un ordine cronologico.</p>
<p>La seconda si trova negli <strong>ex Seccatoi del Tabacco</strong>, riutilizzo di un&#8217;architettura industriale, in cui sono esposte altrettante opere di grande formato suddivise per cicli. L’importanza delle attività manifatturiere legate al territorio, invece, trova la sua massima espressione in musei come il <strong>Centro di documentazione delle Arti grafiche &#8220;Grifani-Donati</strong>&#8221; o la <strong>Collezione tessile di &#8220;Tela Umbra</strong>”.</p>
<h4>L’accogliente paesaggio a pochi chilometri da Città di Castello custodisce uno splendido complesso come le <strong>Terme di Fontecchio</strong>.</h4>
<p>Località ideale sia per piacevoli momenti di relax che per il benessere e la cura del proprio corpo. Un luogo già noto agli antichi Romani che presenta un’antica fonte termale raggiungibile a piedi attraverso un semplice sentiero fra gli alberi, a cui si aggiunge una seconda fonte situata lungo un ruscello all’interno di un antico colonnato rinascimentale.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70809" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/06019_Umbertide_Province_of_Perugia_Italy_-_panoramio-scaled-e1604311669867.jpg" alt="" width="800" height="477" /></p>
<p>Si procede gradualmente verso sud dove si incontra <strong>Umbertide, </strong>cittadina dal caratteristico centro storico ancora circondato dalle mura medioevali. Qui spicca la<strong> Rocca</strong>, imponente fortezza da sempre simbolo della città che attualmente ospita il <strong>Centro per l&#8217;Arte Contemporanea</strong>.</p>
<p>Un altro importante edificio è la <strong>Collegiata di S. Maria della Reggia</strong> che presenta una forma particolare, ottagonale fuori e circolare dentro. All’interno, dal pavimento in cotto policromo del XVII secolo si ergono 16 altissime colonne, mentre tele ed affreschi di grandi artisti decorano le pareti. La <strong>Chiesa museo di Santa Croce</strong>, invece, è attualmente sede del Museo civico e conserva la tavola della Deposizione della Croce di Luca Signorelli e la Madonna col Bambino in gloria del Pomarancio.</p>
<p>Una particolarità di Umbertide sono le “<strong>Feste di settembre di fine Ottocento</strong>”, una rievocazione storica in cui cultura, giochi popolari, poesia e cucina del tempo sono riproposti con estrema fedeltà. Tra le specialità è sicuramente da provare <strong>l’Ambrecciata di Umbertide</strong>. Una minestra di legumi e cereali misti tipica della zona a cui, durante la stagione autunnale, vengono unite anche le castagne arrosto. Servita ben calda con l&#8217;aggiunta dei crostini di pane appena fritti e un cucchiaio di olio.</p>
<p>Meritano una visita anche i dintorni della cittadina con interessanti escursioni nel verde incontaminato delle colline circostanti, ricche di castelli come <strong>Civitella Ranieri, Montalto e  Romeggi</strong>o, splendidi borghi tra cui <strong>Monte Migiano e Preggio</strong>, ed incantevoli luoghi sacri come <strong>l&#8217;abbazia di San Salvatore</strong> e <strong>l&#8217;eremo di Monte Corona</strong>, a 700 metri di altezza in un bosco di faggi e castagni che sovrasta la sottostante abbazia camaldolese fondata nel 1008.</p>
<h4>Poco distante ecco <strong>Gubbio</strong>, tra le più antiche città dell&#8217;Umbria, meravigliosamente conservata nel tempo e grande capolavoro architettonico della civiltà medievale.</h4>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70810" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3738182_1280-e1604311768883.jpg" alt="" width="800" height="533" /></p>
<p>Una testimonianza delle sue antiche origini viene rappresentata dal <strong>Teatro Romano</strong>, appena fuori le mura e attualmente palcoscenico di rappresentazioni teatrali all’aperto durante il periodo estivo.</p>
<p>La monumentale <strong>Basilica di Sant&#8217;Ubaldo</strong>, che conserva le spoglie del santo patrono, regna dall’alto su tutta la cittadina. Ma qui sono anche custoditi <strong>i 3 ceri</strong>, simbolo della città, su cui vengono montate le statue di Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio. Durante la festa del patrono, il 15 maggio i ceri vengono portati di corsa dal Palazzo dei Consoli fino alla Basilica, passando per le strade della città.</p>
<p>Il <strong>Palazzo dei Consoli</strong> è un complesso architettonico che risale al 1300 e fu costruito per essere un centro politico e storico della città. In seguito destinato ad ospitare i principali istituti del Comune di Gubbio, oggi le sue sale ospitano le collezioni del <strong>Museo Civico</strong>. Di fronte si trova <strong>Palazzo Pretorio</strong>, che si presenta come un’incompiuta architettura gotica, ed è attualmente sede del Municipio ospitando la Biblioteca e l’Archivio cittadino.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70811" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3714903_1280-e1604311803683.jpg" alt="" width="800" height="561" /></p>
<h4>Una visita quasi obbligatoria a <strong>Palazzo del Bargello</strong> con la famosa <strong>fontana detta &#8220;dei Matti</strong>.</h4>
<p>Secondo la tradizione, chi compie tre giri correndo intorno ad essa può ottenere il titolo di “matto”. La stessa <strong>Patente da Matto</strong>, infatti, è un particolare gadget molto popolare tra i negozi della città, e sicuramente un originale ricordo di Gubbio.</p>
<p>Nei dintorni della città la <strong>Gola del Bottaccione</strong> rappresenta un luogo di grande interesse naturalistico. Si tratta di una profonda incisione del terreno con pareti verticali tra il monte Ingino e il monte Foce. Diverse forme di fossili che si trovano nelle rocce hanno permesso lo studio delle condizioni ambientali in cui le rocce stesse si sono formate, definendo questo sito &#8220;archivio della Terra&#8221;. Ma presso la Gola del Bottaccione si ritrovano anche testimonianze storico­artistiche come l&#8217;antico acquedotto medievale e <strong>l&#8217;Eremo di Sant&#8217;Ambrogio</strong> di fondazione trecentesca.</p>
<h4>Si prosegue per <strong>Gualdo Tadino</strong> pittoresca cittadina ai piedi dell&#8217;Appennino Centrale.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70814" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Gualdo_tadino_rocca_flea_02-scaled-e1604313114274.jpg" alt="" width="800" height="552" /></p>
<p>Affascinante la <strong>Rocca Flea</strong> che si erge sulla sommità del colle e rappresenta un importante esempio di architettura militare. Ricostruita da Federico II a metà del Duecento, oggi è sede della <strong>Pinacoteca comunale e del Museo della Ceramica.</strong></p>
<p>E proprio le ceramiche artistiche sono protagoniste in questa cittadina. Un’antica tradizione tramandata nel tempo che si può ammirare ancora oggi visitando le botteghe di ceramica artigianale specializzate nella pittura a lustro oro e rubino e sparse nel centro storico.</p>
<p>Importanti tracce del periodo medievale si trovano in <strong>Piazza Martiri della Libertà</strong>, cuore del centro storico, dove è presenta anche la <strong>Torre Civica</strong> duecentesca ed il <strong>Palazzo del Podestà</strong>, riedificato nel Settecento.</p>
<p>Al suo interno il <strong>Museo Regionale dell&#8217;Emigrazione &#8220;Pietro Conti</strong>&#8220;, nato al fine di recuperare la memoria dell&#8217;esperienza migratoria del popolo italiano dalla fine dell’Ottocento fino agli anni Sessanta del Novecento.</p>
<p>Poco fuori dal centro un luogo di pace e silenzio come <strong>il Santuario Madonna del Divino Amore</strong>, retto dai Frati Minori Cappuccini, che costruirono la chiesa e il Convento nel luogo dove precedentemente sorgeva la chiesa di San Michele Arcangelo. Il piccolo <strong>eremo di Santo Marzio</strong>, invece, si trova in una deliziosa località incastonata nella vegetazione dove avviene un incontro tra misticismo e natura.</p>
<h4>Gli amanti della natura trovano il loro luogo ideale nella <strong>Valsorda</strong>.</h4>
<p>A circa mille metri sul <strong>Monte Serra Santa</strong>, la Valsorda consente di ammirare un suggestivo panorama arricchito da due piccoli laghetti carsici. Meta obbligata per escursionisti e appassionati della montagna.</p>
<p>Dalla splendida vallata è possibile raggiungere le vette circostanti attraverso antichi sentieri e tratturi, percorribili anche in mountain bike e a cavallo. In inverno, inoltre, è possibile praticare sci di fondo, sci escursionismo e passeggiate con le ciaspole.</p>
<p>Alle pendici del Monte Serra Santa, invece, si presenta il <strong>Parco della sorgente Rocchetta</strong>, un’altra area verde a cui i cittadini di Gualdo Tadino sono legati, composto da un verde giardino, una vasca contenente pesci d’acqua dolce e alberi dalla folta chioma.</p>
<h4>Evento della tradizione folkloristica di Gualdo Tadino è il <strong>Palio chiamato Giochi de le Porte.</strong></h4>
<p>L’ultimo weekend di settembre la cittadina si immerge totalmente in un&#8217;atmosfera medievale, facendo rivivere l&#8217;antico palio di San Michele Arcangelo, patrono della città, con giornate di cortei storici, gare e taverne.</p>
<h4>Ed ecco<strong> Perugia, </strong>città d’arte tra le più dinamiche d’Italia.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70815" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/perugia-2143132_1280-e1604313386511.jpg" alt="" width="800" height="551" /></p>
<p>Un luogo dove la bellezza di un autorevole passato incontra un vivace presente. Perugia si gira a piedi partendo da <strong>Piazza Italia</strong>, dove si trovano la <strong>Rocca Paolina</strong> e <strong>Porta Marzia</strong>. Quest’ultima, realizzata dagli Etruschi, è uno degli accessi alla città, mentre la Rocca Paolina è un’antica fortificazione del Cinquecento, simbolo del vecchio potere dei pontefici in terra umbra.</p>
<p>Da piazza Italia si può attraversare la linea delle mura etrusche, entrando così nella parte più antica di Perugia. Qui si passeggia per <strong>Corso Vannucci</strong>, via principale del centro storico, intitolata a Pietro Vannucci, detto “<strong>il Perugino”,</strong> l’artista che fu maestro di Raffaello.</p>
<p>Percorrendo Corso Vannucci si arriva in <strong>Piazza IV Novembre</strong>, cuore del centro cittadino e luogo simbolo di Perugia. Se si ha la fortuna di visitare Perugia nel mese di luglio, si può assistere agli spettacoli di <strong>Umbria Jazz,</strong> uno dei più importanti festival musicali italiani.</p>
<p>La protagonista di piazza IV Novembre è <strong>la Fontana Maggiore,</strong> con i suoi bassorilievi scolpiti dove ammirare le allegorie dei mesi dell’anno, scene della Bibbia e della vita agraria medievale. Poi <strong>Palazzo dei Priori</strong>, realizzato tra il Duecento e il Quattrocento, uno dei più antichi e importanti esempi in Italia di palazzo pubblico.</p>
<p>Tra le sue sale, riccamente decorate, <strong>quella dei Notari</strong> è tra le più importanti, completamente affrescata con leggende e storie bibliche, a cu si aggiunge la bellissima <strong>Sala delle Udienze del Collegio del Cambio</strong>. Qui, il potere dei banchieri perugini di un tempo è testimoniato dalle splendide volte affrescate proprio dal Perugino e da Raffaello.</p>
<p>Palazzo dei Priori, infine, ospita, in un intero piano appositamente dedicato, le collezioni della <strong>Galleria Nazionale dell’Umbria</strong> con capolavori artistici dal tredicesimo al diciannovesimo secolo.</p>
<h4>Sia Piazza IV Novembre che la vicina Piazza Danti accolgono il <strong>Duomo di Perugia</strong>, dedicato a San Lorenzo.</h4>
<p>Una cattedrale maestosa che custodisce una preziosa reliquia. Si tratta del <strong>Sacro Anello Nuziale della Vergine Maria,</strong> una pietra verde che viene esposta ai fedeli solo due volte all’anno, a settembre e a luglio.</p>
<p>A <strong>Piazza Danti</strong>, si ha inoltre la possibilità di scoprire un’antica testimonianza dell’epoca etrusca, una cisterna profonda 36 metri che veniva usata più di duemila anni fa per raccogliere l’acqua necessaria alla città. Accanto al <strong>Pozzo Etrusco</strong>, la casa museo di <strong>Palazzo Sorbello</strong> è un ricco palazzo nobiliare che raccoglie al suo interno quadri, porcellane, manoscritti e una collezione di tessuti ricamati del XVII secolo.</p>
<p>A pochi passi da piazza IV Novembre si può raggiungere anche <strong>Piazza Matteotti</strong>, dove si trova il <strong>Palazzo del Capitano del Popolo</strong>. Un pregevole edificio medievale che dal Quattrocento ospita le autorità della giustizia ed ancora oggi è sede della Procura e della Corte d’Appello</p>
<p>Dal lato di via dei Priori il centro cittadino si apre su <strong>Porta Trasimena</strong>, antica via di accesso che collegava il centro etrusco alla strada per il Lago Trasimeno. Da qui si raggiungono <strong>l’Oratorio di San Bernardino</strong> e la <strong>Chiesa di San Francesco al Prato</strong>, che fu per secoli il luogo eletto dai nobili perugini per la sepoltura dei loro personaggi più influenti.</p>
<h4>Le mura etrusche si aprono anche su un’altra importate porta, bellissima testimonianza del passato della città. Si tratta dell’<strong>Arco di Augusto</strong>, o <strong>Porta Etrusca</strong>.</h4>
<p>Non lontano da questa <strong>Palazzo Gallenga Stuart</strong> è sicuramente un altro posto da visitare a Perugia. L’edificio barocco oggi è la sede dell’<strong>Università Italiana per gli Stranieri</strong>.</p>
<p>Se dal centro si raggiunge <strong>Corso Cavour</strong> si può accedere al Rione San Pietro, detto anche <strong>Borgo Bello,</strong> un altro quartiere storico di Perugia. Qui, il luogo più maestoso è <strong>l’Abbazia di San Domenico</strong>, la più grande di tutta l’Umbria.</p>
<p>Alla chiesa di San Domenico si affianca anche l’antico convento, sede del <strong>Museo di Archeologia Nazionale Umbro</strong>, in cui si possono ammirare antichi reperti dall’epoca preistorica alla conquista romana, passando per il fascino della raffinata civiltà etrusca.</p>
<h4>Anche fuori dalle mura del centro storico si possono visitare alcuni notevoli luoghi di interesse.</h4>
<p>Chi desidera ammirare i resti archeologici di un’antica tomba può recarsi all’I<strong>pogeo dei Volumni</strong>, dove antiche urne decorate che contenevano i defunti sono ancora perfettamente conservate e testimoniano la ricchezza e il gusto dell’aristocrazia etrusca.</p>
<p>A Perugia arte e cultura vengono accompagnate dal gusto. Il cioccolato qui regna sovrano e se cioccolaterie storiche e i negozi del centro non sono sufficienti, è possibile anche visitare la <strong>Casa del Cioccolato Perugina</strong>. Qui, il famoso marchio italiano del cioccolato ha allestito un percorso dedicato alla storia e alla lavorazione di questa prelibatezza.</p>
<p>Ma sono da provare altre specialità come il <strong>Torcolo di San Costanzo</strong>, dolce a forma di ciambella che viene preparato per il giorno della festa di San Costanzo, uno dei patroni della città, il 29 gennaio. Un altro dolce è la <strong>Ciaramicol</strong>a, sempre a forma di ciambella, di colore rosso con glassa bianca e confettini colorati di copertura, nato come inno alla città, rappresentando i cinque rioni di Perugia.</p>
<p>Poi la <strong>Torta al formaggio e la Torta al testo,</strong> che si possono accompagnare anche a ottimi vini bianchi e rossi. Perugia, infatti, è parte della <strong>Strada dei Vini del Cantico</strong> e della <strong>Strada del Vino Colli del Trasimeno.</strong></p>
<h4>Lasciata Perugia si raggiunge <strong>Assisi</strong>, un altro simbolo dell’Umbria<strong>.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70817" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/italy-4598732_1280-e1604313739737.jpg" alt="" width="800" height="532" /></p>
<p>La <strong>città di San Francesco</strong> dalla storia millenaria e dalle importanti testimonianze romane, medievali e rinascimentali. Qui si respira un’atmosfera di profonda spiritualità dei luoghi che la storia e la fede dei suoi Santi rendono unici nel mondo. Assisi si è imposta all&#8217;attenzione mondiale come centro universale del messaggio francescano di pace e fratellanza.</p>
<p>La visita a questa magnifica cittadina inizia dal suo edificio principale, la <strong>Basilica di San Francesco</strong>, costruita nell&#8217;XIII secolo e composta da due parti, la <strong>Chiesa Inferiore</strong> e la <strong>Chiesa Superiore.</strong> All’interno, oltre a visitare la cripta nella quale riposa la salma del Santo, si ammirano alcuni dei capolavori di Giotto e Cimabue.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70818" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/basilica-5182751_1280.jpg" alt="" width="1280" height="698" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/basilica-5182751_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/basilica-5182751_1280-300x164.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/basilica-5182751_1280-1024x558.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/basilica-5182751_1280-768x419.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Proseguendo per <strong>Via San Francesco</strong> si raggiunge la medievale <strong>Piazza del Comune</strong> attorno a cui spicca <strong>il Tempio di Minerva</strong>, vero gioiello d&#8217;arte antica. Continuando a percorrere le orme del Santo, una volta usciti dalla piazza, ci si trova davanti alla <strong>Chiesa Nuova</strong>, realizzata nel ‘600 sulla casa natale di San Francesco.</p>
<p>Assisi, però, è anche la <strong>città di Santa Chiara</strong>. Una volta attraversato <strong>Corso Mazzini</strong> ci si ritrova in <strong>Piazza Santa Chiara</strong>, dominata dall&#8217;omonima Basilica, all&#8217;interno della quale si possono ammirare i resti della Santa. Un ‘altra importante tappa è la <strong>Cattedrale di San Rufino</strong>, al cui interno sono custodite una cisterna romana, la fonte battesimale dove furono battezzati Francesco e Chiara, e la meravigliosa cripta della Basilica Ugoniana.</p>
<p>Il giro delle mura medievali ed il varco delle relative sette porte è un’idea alternativa per la visita di Assisi, a cui aggiungere anche una visita alla <strong>Rocca Maggiore</strong> dalla quale godere di un meraviglioso panorama su tutta la città. E poi continuare a scoprire i luoghi più umili legati a San Francesco come <strong>l&#8217;Eremo delle Carceri</strong>, un luogo immerso nella natura a pochi chilometri dal centro storico di Assisi, dove San Francesco e i suoi seguaci si ritrovavano proprio per pregare e meditare.</p>
<p>Prima di lasciare Assisi è necessario assaggiare qualche sua specialità come il pecorino, il <strong>ciauscolo,</strong> salame spalmabile costituito da un impasto di carne di maiale, gli <strong>Umbricell</strong>i, grossi spaghetti fatti a mano, da gustare al tartufo o alla norcina e la <strong>Rocciata</strong>, dolce di origine medievale tipico di Assisi, ripieno di mele, nocciole, noci e uvetta</p>
<h4>Si arriva a<strong> Nocera Umbra</strong>.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70819" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Panorama_di_Nocera_Umbra_al_tramonto_1-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1155" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Panorama_di_Nocera_Umbra_al_tramonto_1-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Panorama_di_Nocera_Umbra_al_tramonto_1-300x173.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Panorama_di_Nocera_Umbra_al_tramonto_1-1024x591.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Panorama_di_Nocera_Umbra_al_tramonto_1-768x443.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Panorama_di_Nocera_Umbra_al_tramonto_1-1536x887.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Panorama_di_Nocera_Umbra_al_tramonto_1-2048x1182.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Una città che con il suo centro storico dalla particolare forma arroccata mostra evidenti segni del suo passato di struttura difensiva, a partire dalle possenti mura castellane di epoca medievale.</p>
<p>Una volta attraversata <strong>Porta Vecchia</strong> si incontra la trecentesca <strong>Chiesa di San Francesco</strong>, sede della <strong>Pinacoteca e del Museo Civico</strong>, che conserva affreschi di Matteo da Gualdo ed opere di scuola umbra. Tra gli edifici di maggior pregio artistico spicca il <strong>Duomo</strong>, antico edificio romanico del XII secolo, completamente ricostruito a metà 1400. Accanto si trova la <strong>Torre Civica</strong>, imponente torrione dell&#8217;XI secolo, unico resto dell&#8217;antica rocca.</p>
<p>Nel centro storico meritano una visita anche la <strong>Chiesa di San Filippo</strong>, di stile neogotico, realizzata dall&#8217;architetto Luigi Poletti verso la fine del 1800 e il <strong>Teatro Comunale</strong>, splendido esempio di architettura liberty. Altre attrazioni sono la <strong>Biblioteca Piervissani</strong>, con i suoi 35.000 volumi antichi la chiesa di San Giovanni Battista in stile gotico.</p>
<h4>Nei dintorni importanti centri culturali e artistici sono la <strong>Rocca di Postignano, Col Pertana e Salmaregia.</strong></h4>
<p>La misticità dei luoghi è testimoniata dalla strada francescana dove ogni anno, a settembre, durante la <strong>Cavalcata di Satriano</strong>, cavalieri in costume d&#8217;epoca ripercorrono l&#8217;ultimo viaggio di San Francesco del 1226 da Nocera Umbra ad Assisi. Nocera Umbra, inoltre, ha un&#8217;antica tradizione di stazione termale che si trova a <strong>Bagni di Nocera</strong>, in cui sgorgano le acque della sorgente Angelica.</p>
<h4>Poi <strong>Spello, </strong>un grazioso borgo che unisce al suo carattere medievale, con vicoli tortuosi e antiche case in pietra, numerose testimonianze di epoca romana.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70820" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/spello-4211418_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/spello-4211418_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/spello-4211418_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/spello-4211418_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/spello-4211418_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Tra queste si distinguono le antiche mura ben conservate, nelle quali si aprono tre porte. Sulla Via Roma, la <strong>Porta Urbica</strong> e, sulla Piazza del Mercato, la grandiosa <strong>Porta Consolare</strong>. La terza porta, chiamata <strong>Porta Venere</strong>, presenta le caratteristiche <strong>Torri di Properzio</strong>.</p>
<h4>Merita una visita la <strong>Casa Romana</strong>, riportata alla luce a fine 1800 grazie agli scavi eseguiti sotto il Municipio.</h4>
<p>L’iscrizione presente sulle mura dell’edificio riconduce alla proprietà di Vespasia Polla, madre di Vespasiano. Sono ancora ben visibili l&#8217;atrio con la pavimentazione originaria a mosaico a tessere bianche e nere, le quattro stanze laterali all&#8217;atrio e il grande ambiente in cui si svolgevano le riunioni familiari.</p>
<p>La visita di Spello continua con la <strong>Chiesa di Santa Maria Maggiore</strong>, al cui interno si presentano la famosa <strong>Cappella Baglioni</strong> e gli affreschi del Pinturicchio, considerati la sua migliore produzione ed il suo autoritratto. Per gli amanti dell’arte un altri luoghi significativi sono il <strong>Museo Civico e la Pinacoteca</strong>, allestiti nel Palazzo dei Canonici, mentre un altro edificio di notevole importanza è Villa Costanzi, meglio conosciuta come <strong>Villa Fidelia</strong>.</p>
<p>Creata sulle rovine di un santuario romano, presenta una struttura a terrazzamenti e, oltre ad ospitare ogni anno eventi culturali e concerti, racchiude al suo interno uno splendido parco con alberi secolari e un palazzo settecentesco in cui è allestita una mostra dedicata ad artisti contemporanei.</p>
<h4>Un appuntamento da non perdere è <strong>l’Infiorata del Corpus Domini</strong>, l’evento più rappresentativo di Spello.</h4>
<p>Ogni anno, tra maggio e giugno, le strade del borgo medioevale si trasformano in uno spettacolare e immenso tappeto di fiori.</p>
<p>Un’altra esperienza da vivere è “<strong>la notte dei Fiori”</strong> di Spello, la nottata precedente alla domenica del Corpus Domini, quando si può assistere al lavoro incantevole ed impegnativo degli infioratori, oltre a partecipare ai numerosi spettacoli di musica e visitare le mostre mercato.</p>
<h4>Ecco <strong>Foligno</strong>, situata in una zona pianeggiante, piccolo particolare che la differenzia dalle altre città umbre e che rende la città molto piacevole da visitare in bici o a piedi.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70821" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/06034_Foligno_Province_of_Perugia_Italy_-_panoramio_13-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1127" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/06034_Foligno_Province_of_Perugia_Italy_-_panoramio_13-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/06034_Foligno_Province_of_Perugia_Italy_-_panoramio_13-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/06034_Foligno_Province_of_Perugia_Italy_-_panoramio_13-1024x577.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/06034_Foligno_Province_of_Perugia_Italy_-_panoramio_13-768x433.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/06034_Foligno_Province_of_Perugia_Italy_-_panoramio_13-1536x865.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/06034_Foligno_Province_of_Perugia_Italy_-_panoramio_13-2048x1154.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Il cuore di Foligno è rappresentato da <strong>Piazza della Repubblica</strong>, dove si può ammirare uno straordinario insieme architettonico composto dal Duomo, dal Palazzo Comunale e da Palazzo Trinci.</p>
<p>Il <strong>Duomo di Foligno</strong> è dedicato a San Feliciano, patrono della città, e costituisce uno splendido esempio di edificio in stile neoclassico- barocco. Al suo interno si trovano il <strong>Museo Capitolare Diocesano e la Cripta di San Feliciano. </strong></p>
<p>Accanto al Duomo si affaccia <strong>Palazzo Trinci</strong>, sede della Pinacoteca, presenta una facciata neoclassica e una magnifica scala gotica, mentre poco distante ecco <strong>Palazzo Orfini</strong>, antica dimora di Emiliano Orfini, il tipografo che stampò la prima edizione in lingua italiana della Divina Commedia.</p>
<p>Una visita al <strong>Centro Italiano Arte Contemporanea</strong>, nato sulle rovine dell’edificio che fu prima Centrale del latte, una struttura che si propone come contenitore e promotore delle attività artistiche focalizzate sulla creatività.  Dopo aver passeggiato in lungo e in largo per la città, si può fare una meritata sosta al <strong>Parco dei Canapè</strong>, apprezzato luogo di svago e di relax racchiuso da una parte dell’antica cinta muraria tra Porta Romana e Porta Todi.</p>
<p>Una breve gita fuori porta, a pochi chilometri dal centro, conduce alla scoperta <strong>dell’Abbazia di Sassovivo</strong>, affascinante complesso benedettino fondato intorno al 1070.</p>
<h4>Solo il vento e i canti gregoriani interrompono il silenzio che domina questo luogo suggestivo immerso tra gli uliveti</h4>
<p>L’evento simbolo di Foligno è la <strong>Giostra della Quintana</strong>. La gara, uno dei Tornei più antichi d&#8217;Italia, vanta ben due edizioni ogni anno, una a giugno e una a settembre, in cui cavalli e cavalieri si sfidano in una singolare corsa all&#8217;anello. Un’ occasione in cui gustare piatti tipici del’600 nelle taverne e nelle trattorie locali.</p>
<p>Nelle campagne vicine si possono assaggiare ed acquistare i prodotti tipici del territorio direttamente nelle aziende agricole locali. Un primo piatto da provare sono gli <strong>spaghetti col rancetto,</strong> piatto a base di pancetta, pomodori e maggiorana che conferisce agli spaghetti un profumo e un sapore singolari, mentre tra i dolci <strong>la miaccia</strong>, una specie di sanguinaccio imbevuto nel Sagrantino e decorato con i canditi.</p>
<h4>Un’altra affascinante città dell’Umbria è <strong>Spoleto.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70822" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/36675060365_70245726a0_b.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/36675060365_70245726a0_b.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/36675060365_70245726a0_b-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/36675060365_70245726a0_b-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>La <strong>Rocca Albornoziana</strong> domina dall’alto la città ed è un’eminente testimonianza della presenza dei papi e dei governatori a Spoleto. La Rocca è il simbolo della città e si divide in due aree distinte, il <strong>Cortile d’onore</strong>, con il <strong>Museo nazionale del Ducato </strong>e uno spazio polivalente per mostre, concerti e convegni, e il <strong>Cortile delle armi</strong>, con un teatro all’aperto.</p>
<p>Il <strong>Giro della Rocca</strong> è una suggestiva passeggiata panoramica attorno alla fortezza da cui si ammira la splendida valle spoletina. Il <strong>Ponte delle Torri</strong> unisce la Rocca e il Monteluco. Adatto a chi non soffre di vertigini, si può visitare questa imponente struttura lunga 230 metri e alta 82 metri.</p>
<p>Dopo il Giro della Rocca, perché non fermarsi in un caratteristico ristorantino per assaggiare le specialità locali. Da non perdere il <strong>tartufo nero</strong>, vero protagonista della tavola spoletina. A fine pasto si addolcisce il palato con <strong>la crescionda</strong>, un tipico dolce a base di uova, farina, cioccolato, amaretti e mistral.</p>
<p>Prima di entrare nel centro storico ci si può immergere nelle atmosfere dell’antica Roma visitando il <strong>Teatro Romano</strong>, che viene ancora utilizzato per spettacoli e rappresentazioni varie. All’incrocio con Via Monterone si trovano, sui rispettivi lati, <strong>Palazzo Mauri</strong>, sede della Biblioteca comunale, la <strong>chiesa di Sant’Ansano e la Cripta di Sant’Isacco</strong>, e anche <strong>l’Arco di Druso e Germanico</strong>.</p>
<h4>Si arriva alla fine in una delle zone più importanti di Spoleto, <strong>Piazza del Duomo</strong>.</h4>
<p>Qui si affaccia tra la meravigliosa <strong>Cattedrale di Santa Maria Assunta</strong>, raro esempio di sintesi dell’architettura romanica, che ospita affreschi del Pinturicchio e di Filippo Lippi.</p>
<h4>L’itinerario umbro prosegue con una tappa a <strong>Norcia.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70823" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3711831_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3711831_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3711831_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3711831_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3711831_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Città natale di San Benedetto, patria del tartufo nero e dell’arte norcina. Una località che accoglie con i suoi sapori e i suoi profumi. Qui, infatti, nasce l’arte del norcino, una vera specializzazione nella lavorazione delle carni di maiale. Nelle numerose norcinerie si possono assaggiare e acquistare <strong>il prosciutto di Norcia IGP</strong> e i saporiti salumi.</p>
<p>Altri prodotti tipici e genuini da provare sono i prelibati piatti cucinati con pregiato <strong>Tartufo Nero</strong> e, a seguire, formaggi di pecora, farro, zafferano, <strong>lenticchie di Castelluccio</strong> e funghi, in particolare i porcini. Nei boschi è inoltre possibile raccogliere una grande quantità di frutti di bosco.</p>
<p>A causa del terremoto del 2016, il centro storico di Norcia risulta in parte inagibile, ma ha da sempre conservato un interessante patrimonio artistico e culturale. Sulla piazza principale si presenta <strong>la Chiesa di San Benedetto</strong>, sorta sopra la casa natale del santo. Una facciata a capanna ed un grande rosone centrale con i simboli dei quattro evangelisti caratterizzano il portale abbellito da fasci di colonne.</p>
<h4>Sempre sulla stessa piazza il <strong>Palazzo Comunale</strong> del XIII secolo con Loggia, Scalinata e Torre Campanaria.</h4>
<p>All’interno sono da visitare la <strong>Sala del Consiglio Maggiore, la Sala Sertoriana e la Cappella dei Priori,</strong> di struttura settecentesca, dove si conserva il prezioso reliquario di San Benedetto, uno degli ultimi in stile gotico. Uno stile seguito anche per il <strong>Complesso Monumentale di San Francesco,</strong> attuale sede dell’auditorium, della biblioteca comunale e dell’archivio storico</p>
<p>Dopo aver scoperto questa cittadina ci si può dedicare ad una rilassante passeggiata nella natura in direzione di <strong>Castelluccio di Norcia.</strong>  Un piccolo borgo sorto su una collina nel cuore dei Monti Sibillini.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70824" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/castelluccio-5350114_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/castelluccio-5350114_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/castelluccio-5350114_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/castelluccio-5350114_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/castelluccio-5350114_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Molte le offerte a sportivi e amanti dell’attività all’aria aperta, tra cui trekking, equitazione, escursionismo, rafting, canoa, mountain bike. La zona montana di <strong>Forca Canapine</strong>, inoltre, ad un’altezza di 1542 metri, è luogo ideale per lo sci alpino e sede della migliore scuola di volo libero d&#8217;Europa.</p>
<h4>Un viaggio nella spiritualità conduce a<strong> Cascia. </strong></h4>
<p>Centro religioso carico di misticismo e legato alla devozione di Santa Rita. La <strong>Basilica Santuario e il Monastero di Santa Rita</strong>, infatti, sono veri e propri centri religiosi di fama mondiale. In questo luogo vivono ancora le consorelle di Rita, le monache agostiniane di clausura.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70825" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3711827_1280.jpg" alt="" width="1280" height="842" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3711827_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3711827_1280-300x197.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3711827_1280-1024x674.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3711827_1280-768x505.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Nella cappella al suo interno si trova il sarcofago dove le monache depositarono il corpo della santa subito dopo la sua morte. Gli appassionati alla storia di Santa Rita e al suo santuario si possono dirigere verso il borgo montano di <strong>Roccaporena,</strong> paese natale della santa, che custodisce i ricordi della sua vita.</p>
<p>Altre opere architettoniche di rilievo appartengono al periodo medievale, come la <strong>chiesa gotica di San Francesco</strong>, che colpisce per la bellezza del rosone, e <strong>quella di Sant’Agostino</strong>, al cui interno si trovano stupendi esempi di affreschi. Costruita in epoca longobarda, <strong>la collegiata di Santa Maria</strong> è probabilmente l’edificio più antico della città, anche se, a causa dei danni riportati nei terremoti, è stato notevolmente modificato.</p>
<p>Gli amanti della cucina rustica possono trovare sulla tavola di Cascia dei prodotti che soddisfano le aspettative. Sono da provare i piatti a base di cicerchia, oppure con la <strong>roveja di Civita di Cascia</strong>, caratteristico legume simile ai piselli, che può essere gustata fresca oppure essiccata, come ingrediente principe per minestre o zuppe.</p>
<p>Macinata a pietra può anche essere utilizzata come farina dal lieve retrogusto amarognolo per fare <strong>la farecchiata o pesata</strong>, una polenta che viene tradizionalmente condita con un battuto di acciughe, aglio e olio extravergine di oliva, buona anche il giorno successivo, affettata e abbrustolita in padella.</p>
<h4>Si arriva a <strong>Terni, </strong>definita la <strong>Manchester italiana</strong> o la Città dell’Acciaio, grazie all’importante polo industriale siderurgico che qui si è sviluppato negli anni.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70826" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Duomo_di_Terni_S._Maria_Assunta-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1505" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Duomo_di_Terni_S._Maria_Assunta-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Duomo_di_Terni_S._Maria_Assunta-300x226.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Duomo_di_Terni_S._Maria_Assunta-1024x771.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Duomo_di_Terni_S._Maria_Assunta-768x578.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Duomo_di_Terni_S._Maria_Assunta-1536x1156.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Duomo_di_Terni_S._Maria_Assunta-2048x1541.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Alla storia e alla laboriosità di Terni è dedicata la <strong>Grande Pressa</strong>, posta di fronte alla stazione ferroviaria, un imponente monumento di 12.000 tonnellate.</p>
<p>A questo si aggiunge <strong>l’Obelisco Lancia di Luce</strong>. Situato alla fine di <strong>Corso del Popolo</strong>, l&#8217;opera, alta 32 metri, si presenta come un gigante di oltre cento tonnellate di acciaio divisa in quattro sezioni che rappresentano la lavorazione del ferro, dalla materia grezza fino al prodotto finito.</p>
<p>Ma Terni è anche la città di <strong>San Valentino</strong>, protettore degli innamorati di tutto il mondo. La sua basilica, che ne custodisce le spoglie, è meta di pellegrinaggi, mentre ogni anno l&#8217;intera città dedica importanti eventi al Santo Patrono, che culminano nella festa del 14 febbraio.</p>
<p>Nei dintorni della città, una tappa sicuramente obbligata riguarda la <strong>Cascata delle Marmore</strong>, una delle più famose d’Italia e tra le più alte in Europa. Inserita all’interno del <strong>Parco Regionale Fluviale del Nera</strong>, si possono ammirare i salti della Cascata entrando da due diversi punti, il <strong>Belvedere Inferiore e il Belvedere Superiore</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70827" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/19449543591_e98ce009fb_b.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/19449543591_e98ce009fb_b.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/19449543591_e98ce009fb_b-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/19449543591_e98ce009fb_b-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>All’interno del Parco è possibile percorrere sei affascinanti sentieri ben tracciati e segnalati, che permettono di ammirare i salti d’acqua da più prospettive e godere appieno di panorami di suggestiva bellezza. A ridosso della cascata poi si presentano resti di archeologia industriale e opere idrauliche conservati nel <strong>Parco archeologico industriale di Campacci di Marmore</strong>.</p>
<p>La Cascata delle Marmore è anche la cornice ideale per gli amanti dello sport all’aperto, soprattutto di quello avventuriero. Qui, infatti, si ha la possibilità di praticare rafting, torrentismo e  kayak. Chi ama una natura più nascosta e sotterranea può visitare alcune grotte e forme carsiche scavate nei millenni dalle acque.</p>
<h4>Le cavità principali sono racchiuse in tre distinti complessi.</h4>
<p>Il primo è costituito dalla <strong>Grotta della Morta e dalla Grotta delle Diaclasi</strong>, il secondo dalla <strong>Grotta delle Colonne</strong>, mentre il terzo dalla <strong>Grotta della Condotta</strong>, che prende il nome dall’antica condotta che in passato alimentava il sistema di centrali idroelettriche</p>
<p>Tra le specialità culinarie risaltano i primi piatti di pasta fatto a mano come le <strong>Ciriole alla ternana</strong>.  Un impasto di acqua e farina tagliato a forma di spaghetti e conditi con un sughetto di pomodoro, aglio, olio e peperoncino ed una spolverata di prezzemolo fresco.</p>
<p>Carne alla brace, cinghiale e cacciagione completano il menu tipico locale. Durante il periodo natalizio, il dolce tipico da non perdere è il <strong>Pampepato</strong>, un equilibrato impasto di tanti ingredienti tra i quali noci, mandorle, pinoli, cioccolato, mosto cotto, caffè, canditi, e dall’inconfondibile connubio tra dolce, amaro e piccante.</p>
<h4>Poco distante <strong>Narni, </strong>una cittadina in cui si respira ancora l’atmosfera medievale<strong>.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70828" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/narni-805772_1280-e1604314885284.jpg" alt="" width="800" height="529" /></p>
<p>Ad evidenziarlo, prima fra tutte, la <strong>Rocca Albornoz</strong>, possente e antica fortezza con mura e torri che cingono un cortile interno al quale si accede attraverso due eleganti portali.</p>
<p>Al primo piano, accessibile mediante una bella scalinata, la residenza signorile. All’interno del cortile è stato allestito il primo <strong>Parco tematico medievale</strong> dell’Umbria, dove è stato ricostruito un villaggio trecentesco e, in occasione di eventi di rievocazione storica, si tengono spettacoli a tema, come concerti di musica medievale, danze storiche e gare di tiro con l’arco. Oltre ad essere sede di numerosi convegni, attualmente la rocca ospita la “Scuola del gusto” e una mostra d&#8217;arte.</p>
<p>Un edificio religioso da visitare è il <strong>Duomo di San Giovenale</strong>, patrono della città. Costruito sui resti di un’antica necropoli medievale, l&#8217;ingresso principale della Cattedrale è quello in Piazza Cavour. Ricostruito nel Trecento, <strong>Palazzo dei Priori</strong> è impreziosito dalla bella torre civica e dalla Loggia del Gattapone.</p>
<p>Attuale sede del Municipio, <strong>Palazzo del Podestà</strong> risale al XIII secolo e conserva diversi materiali archeologici, tra cui una mummia egizia. La <strong>chiesa di San Domenico</strong> è un complesso religioso edificato nel XII secolo ed oggi adibito ad uffici comunali, mentre la <strong>chiesa di Sant’Agostino</strong> è situata in prossimità delle mura e ricostruita nel XV secolo.</p>
<h4>Oltre che in superficie, la città riserva sorprese emozionanti anche nel sottosuolo con il suggestivo percorso della <strong>Narni sotterranea</strong>, che si estende dagli ambienti ipogei del convento di San Domenico.</h4>
<p>Acquedotti, cisterne, cunicoli, cripte e perfino la sala delle torture del Tribunale dell&#8217;Inquisizione, con una cella che ancora mostra i graffiti incisi dai prigionieri in attesa di essere condannati.</p>
<p>Il sottosuolo di Narni nasconde un mondo scavato nella roccia fin dall&#8217;epoca degli etruschi. Un paesaggio misterioso e affascinante racchiuso nel cuore della città dove fare un viaggio  indietro nel tempo alla scoperta di una millenaria città sotterranea.</p>
<p>Le influenze dell’atmosfera medievale di Narni si ritrovano anche sulla tavola.  Tra queste specialità<strong> la Bandiera</strong>, una sorta di peperonata tipica della cucina umbra.  Un contorno di zucchine, patate e peperoni tagliati a listarelle o cubetti, fatti stufare in padella rigorosamente con olio extravergine d’oliva, pomodoro e cipolla.</p>
<p>Poi<strong> la Brosega</strong>, altro semplice piatto a base di pomodori saltati in padella con un soffritto di cipolla a cui si uniscono solo in ultimo le uova da strapazzare. <strong>Il Brustengolo</strong>, invece, è un dolce povero, preparato un tempo con farina di granturco, uvetta, pinoli, noci, nocciole, sottili fette di mele. Posto su stampi rettangolari, viene cotto nel forno e si consuma freddo.</p>
<p>E ancora zuppe di legumi e cereali, il piccione arrosto o le ben note grigliate di carne mista, la cacciagione, i formaggi, gli insaccati, tutto accompagnato dalle numerose etichette degli ottimi vini locali come il <strong>ciliegiolo, il verdetto, il bianco Carsulae.</strong></p>
<h4>Procedendo gradualmente verso nord si incontra <strong>Orvieto</strong>.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70830" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/36604291911_8a6afd7912_b.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/36604291911_8a6afd7912_b.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/36604291911_8a6afd7912_b-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/36604291911_8a6afd7912_b-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una città che presenta un patrimonio artistico e culturale tra i più ricchi dell&#8217;Umbria. Il <strong>Duomo</strong> è tra le più maestose realizzazioni dell&#8217;architettura italiana. Dall’ imponente facciata gotica, con mosaici e bassorilievi, domina l&#8217;intero borgo. L&#8217;interno del Duomo è ornato di importanti opere, tra le quali i celebri affreschi di Luca Signorelli e il <strong>Reliquiario del Corporale</strong>.</p>
<p>Una particolarità di Orvieto è la visita alla <strong>città sotterranea</strong>. Interamente creata dalle cavità scavate dagli abitanti nel corso dei secoli, viene così svelato un altro mondo da scoprire che consente di effettuare visite guidate in un complesso sotterraneo. Proprio qui, pozzi, cave, laboratori e frantoi per le olive hanno garantito la sopravvivenza degli abitanti in superficie per millenni.</p>
<p>Il <strong>Pozzo di San Patrizio</strong> è tra i più famosi, situato accanto ai giardini comunali che si trovano all&#8217;interno della Fortezza dell&#8217;Albornoz. Una straordinaria opera di ingegneria civile del Cinquecento, fu realizzato per motivi di sopravvivenza in caso di assedio o calamità naturali.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70831" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Orvieto_Pozzo_San_Patrizio_1.jpg" alt="" width="1600" height="1200" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Orvieto_Pozzo_San_Patrizio_1.jpg 1600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Orvieto_Pozzo_San_Patrizio_1-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Orvieto_Pozzo_San_Patrizio_1-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Orvieto_Pozzo_San_Patrizio_1-768x576.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Orvieto_Pozzo_San_Patrizio_1-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Profondo 62 metri, ha un diametro di 13,5 metri ed intorno si snodano due scale a chiocciola elicoidali che non si incontrano mai. Le due scalinate, composte da 248 gradini ognuna, ricevono luce da 72 finestre creando un&#8217;atmosfera surreale.</p>
<p>Orvieto è ricca di tradizioni. Oltre alle funzioni religiose, esiste un corteo storico rievocativo che coinvolge 400 figuranti, e la <strong>Festa della Palombella</strong>, risalente al Trecento. In quest&#8217;occasione viene fatta «volare» una colomba, legata a una raggiera scoppiettante di mortaretti su un cavo d&#8217;acciaio dalla chiesa di San Francesco al Duomo; la colomba viene poi donata alla prima coppia di sposi di quel giorno.</p>
<p>Una specialità gastronomica unica è la <strong>Pera di Monteleone d&#8217; Orvieto</strong>, detta anche “bistecca del villano” per la consistenza e per le sue incredibili proprietà nutritive. Il piccione, la &#8220;<strong>palomba alla leccarda&#8221;</strong> ed il &#8220;pollo alla cacciatora&#8221; sono tra i piatti più antichi e tipici della città, mentre come dessert sono da provare i <strong>ciambelloni con l&#8217;anice</strong>. Ma Orvieto è famosa soprattutto per il vino, il famoso <strong>Grechetto,</strong> ma anche <strong>Trebbiano e Sangiovese</strong> che vengono prodotti in enormi quantità, ed alcune eccellenze come la <strong>Muffa Nobile</strong>, vino bianco doc.</p>
<h4>Il meraviglioso percorso in Umbria si conclude a <strong>Todi</strong>, un piccolo gioiello al centro della regione.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70832" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Tempio_di_San_Fortunato_Todi-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1500" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Tempio_di_San_Fortunato_Todi-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Tempio_di_San_Fortunato_Todi-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Tempio_di_San_Fortunato_Todi-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Tempio_di_San_Fortunato_Todi-768x576.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Tempio_di_San_Fortunato_Todi-1536x1152.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Tempio_di_San_Fortunato_Todi-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Una cittadina medievale di una bellezza ed eleganza unica, che sorge in cima ad una collina ed è circondata tra tre cerchia di mura  che racchiudono innumerevoli tesori.</p>
<p>Il cuore pulsante della cittadina è <strong>Piazza del Popolo</strong>, su cui si affacciano alcuni degli edifici più importanti del centro storico. Qui si possono ammirare il <strong>complesso del Palazzo Comunale</strong>, nato dall’unione del <strong>Palazzo del Popolo</strong>, in cui sono ospitati il <strong>Museo lapidario</strong>, la <strong>Pinacoteca Civica</strong>, il <strong>Museo Etrusco Romano, </strong>ed <strong>il Palazzo dei Priori</strong>.</p>
<p>Il <strong>Duomo</strong>, eretto nel XII secolo sui resti di un tempio dedicato al dio Apollo, è caratterizzato da una lunga scalinata d’accesso e da una bella facciata romanica. Poco distante si trova la Chiesa di San Fortunato dedicata al santo patrono della città, che conserva nella cripta la tomba del poeta umanista <strong>Jacopone da Todi</strong>.</p>
<p>Assolutamente da vedere il celebre <strong>Tempio della Consolazione</strong>, eseguito nel XVI secolo su disegno del Bramante. Il particolare edificio presenta una struttura a pianta centrale con una bellissima cupola e, nell&#8217;altare al suo interno, ospita un’antica immagine della Madonna.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70833" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3763319_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3763319_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3763319_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3763319_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/umbria-3763319_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>A Todi si fa un tuffo nel Medioevo attraversando i tre borghi di <strong>Ulpiano, Nuovo e di Porta Fratta</strong> e la zona della Valle inferiore detta dei Pontigli. All&#8217;interno dei caratteristici vicoletti si aprono frequentemente le porte a tutto sesto delle antiche botteghe artigiane che, in epoca medioevale, facevano capo alle corporazioni di arti e mestieri che dominavano l&#8217;intera vita economica cittadina.</p>
<h4>La cucina locale rimane fedele alle più longeve tradizioni umbre.</h4>
<p>Sulle tavole di Todi si trova sicuramente il <strong>pan caciato o nociato</strong>, un piccolo pane di forma rotonda con un impasto a base di noci, formaggio e uvetta, mentre in inverno la vera prelibatezza è <strong>la palomba alla ghiotta</strong>, piccioni cotti allo spiedo che, in genere, vengono accompagnati da un buon bicchiere di <strong>Grechetto di Todi DOC</strong>, un bianco dal tipico colore giallo paglierino intenso, ricco di delicate note floreali e fruttate.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerario-di-viaggio-l-umbria/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>RICOMINCIO DA TE, ITALIA: ITINERARIO DI VIAGGIO, LE MARCHE</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerario-di-viaggio-le-marche/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerario-di-viaggio-le-marche/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2020 07:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
		<category><![CDATA[Ancona]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[macerata]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>
		<category><![CDATA[recanati]]></category>
		<category><![CDATA[ricomincio da te]]></category>
		<category><![CDATA[viaggiare con il covid]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio in italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=70313</guid>

					<description><![CDATA[Le Marche come non le avete mai viste. Storie e antiche tradizioni racchiuse in un territorio da scoprire a passo lento Un desiderio di rinascita. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70321" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/beach-508657_1280-e1603816457658.jpg" alt="marche" width="800" height="600" /></h3>
<h3>Le Marche come non le avete mai viste. Storie e antiche tradizioni racchiuse in un territorio da scoprire a passo lento</h3>
<p><span id="more-70313"></span></p>
<p><strong>Un desiderio di rinascita</strong>. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare la spina.</p>
<p>Quest’anno l’approccio al turismo sarà diverso, ma non per questo meno coinvolgente e stimolante.</p>
<p>Da situazioni difficili, a volte, possono nascere occasioni inaspettate. Ancora di più se si vive in Italia che, con la sua immensa varietà, offre degli scenari incantevoli.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>MARCHE</strong></p>
<p>Il viaggio nelle Marche inizia nella zona meridionale della regione con la città di <strong>Ascoli Piceno.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70314" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/ascoli-piceno-229926_1280-e1603815745271.jpg" alt="" width="800" height="531" /></p>
<p>Un centro storico ammaliante, costruito quasi interamente in travertino, dove il suo cuore pulsa nella rinascimentale <strong>Piazza del Popolo</strong>.</p>
<p>Su questa si trovano importanti edifici come il <strong>Palazzo dei Capitani del Popolo,</strong> di origine duecentesca e oggi sede del Comune e la <strong>Chiesa di San Francesco</strong>, al quale è accostata la <strong>Loggia dei Mercanti</strong>, elegante costruzione del 1500.</p>
<p>Un altro raffinato spazio urbano è <strong>Piazza Arringo</strong>, la più antica di Ascoli, dove sorgono il medioevale <strong>Battistero di San Giovanni, la Cattedrale di Sant&#8217;Emidio</strong>, che racchiude al suo interno la cripta dedicata anch&#8217;essa al santo patrono e il <strong>Palazzo dell&#8217;Arengo</strong>, sede della Pinacoteca Civica e di alcuni uffici comunali.</p>
<p>Altri monumenti cittadini testimoniano i segni della dominazione romana come <strong>il ponte di Porta Solestà, </strong>ancora perfettamente conservato, <strong>le rovine del teatro romano e </strong>la ciclopica costruzione delle<strong> grotte dell&#8217;Annunziata.</strong></p>
<p>A questi si aggiungono edifici più recenti come il<strong> Palazzetto Longobardo </strong>con la<strong> Torre degli Ercolani, </strong>una delle torri superstiti tra le circa duecento che compaiono nelle cronache medioevali e l’ottocentesco <strong>Teatro Ventidio Basso.</strong></p>
<p>Il simbolo della gastronomia di Ascoli è rappresentato dalla cele4bre <strong>oliva ascolana, </strong>dalla polpa tenera e dolce, che viene denocciolata, riempita con un morbido composto a base di carne mista e poi impanata e fritta.</p>
<p>E tra le specialità rientra anche <strong>il fritto all&#8217;ascolana</strong> con costolette di agnello, carciofi e olive ascolane. La zona è conosciuta per la produzione del <strong>Rosso Piceno Superiore</strong> e del <strong>Falerio,</strong> mentre la bevanda alcolica tipica è <strong>l&#8217;anisetta,</strong> un liquore a base di anice verde</p>
<p>Uno degli eventi più emblematici di Ascoli è il <strong>Torneo Cavalleresco della Quintana</strong>. Ogni prima domenica di agosto, in occasione delle celebrazioni del santo patrono, Ascoli Piceno organizza questo emozionante torneo in cui rulli di tamburi risuonano per i vicoli, le strade e la valle, mentre migliaia di persone nei loro abiti medievali popolano vivacemente la città.</p>
<h4>Si prosegue per<strong> Offida</strong>, piccolo borgo su uno sperone roccioso e racchiuso dalle mura castellane del XV secolo.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70315" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Offida05-e1603815853449.jpg" alt="" width="800" height="600" /></p>
<p>Offida è conosciuto per la paziente arte del <strong>merletto al tombolo</strong>, antica tradizione diffusa ancora oggi. Passeggiando nel centro storico, infatti, è possibile ritrovare signore intente al lavoro con i piccoli fuselli di legno negli atri delle loro case.</p>
<p>Il piazzale panoramico all’ingresso del borgo antico accoglie i resti della quattrocentesca <strong>Rocca,</strong> ai cui piedi si trova il <strong>Monumento alle Merlettaie</strong>.  Il <strong>museo del merletto a tombolo</strong>, invece, si trova all’interno dell’ottocentesco <strong>palazzo De Castellotti – Pagnanelli</strong> che ospita anche il <strong>museo archeologico Tradizioni Popolari</strong> e la <strong>Pinacoteca comunale</strong>, creando così un vero e proprio polo culturale.</p>
<p>Il centro del borgo è <strong>Piazza del Popolo</strong>, a forma triangolare, su cui si affaccia il <strong>Palazzo Comunale</strong>, con una elegante loggetta di tredici colonne in travertino ed un portico del XV secolo Dal porticato del municipio si accede allo splendido <strong>Teatro del Serpente Aureo</strong>, costruito nell’800, ricco di stucchi e intagli dorati. Sempre nel centro storico, l’<strong>ex-monastero di San Francesco</strong> ospita <strong>l’enoteca regionale</strong>, che offre una panoramica completa della produzione enologica del Piceno e delle Marche.</p>
<p>E proprio tra i vini locali rientrano <strong>Terre di Offida DOC</strong> e <strong>Offida DOCG</strong> che si accompagnano ad altre specialità quali <strong>il chichì ripieno</strong>, una focaccia con tonno, alici, capperi e peperoni, e i <strong>“funghetti</strong>”, dolcetti a base di anice. Uno degli eventi più significativi è sicuramente la <strong>Mangialonga Picena</strong>, un percorso tra prodotti tipici e buon vino nelle colline e nei vigneti di Offida.</p>
<h4>Poco distante<strong> Acquaviva Picena, </strong>piccolo centro da cui godere uno stupendo panorama sulle colline marchigiane fino ai monti dell’Appennino.</h4>
<p>La <strong>Rocca</strong> è il vero capolavoro di architettura militare rinascimentale che regna sul paese con il suo mastio cilindrico alto circa 22 metri.</p>
<p>Ai piedi della rocca si apre la <strong>Piazza del Forte </strong>che, con le basse case disposte a semicerchio, incornicia una suggestiva platea scenografica. Nucleo centrale del borgo antico è <strong>Piazza San Nicolò</strong>, disposta in forma allungata fra due opposti colli, su cui si affacciano la chiesa omonima e <strong>la Torre Civica </strong></p>
<p>L’attività tradizionale del borgo è la <strong>produzione di cesti di paglia</strong>, che viene eseguita secondo un metodo tramandato da generazioni. Molto caratteristico è il <strong>Museo della “Pajarola</strong>”, in cui sono custoditi una raccolta di cesti, utensili da cucina, bamboline realizzate con intreccio di paglia, vimini e materiali naturali.</p>
<p><strong>Sponsalia </strong>è l&#8217;evento più importante che ha luogo ad Acquaviva Picena. Una rievocazione storica del matrimonio tra Forasteria d&#8217;Acquaviva e Rainaldo di Brunforte, avvenuto nel 1234. Ogni anno, il primo venerdì di agosto, viene celebrato assieme a giochi, spettacoli e banchetto nuziale dentro le mura della maestosa fortezza medievale.</p>
<p>Da qui si procede verso la costa marchigiana. Affacciata sul mare Adriatico ecco la Riviera delle Palme, così chiamata per la presenza di migliaia di esemplari di questa pianta. La sua località principale è <strong>San Benedetto del Tronto</strong>, il comune litoraneo più meridionale delle Marche.</p>
<p>Sabbia fine, fondali bassi e giardini tematici caratterizzano San Benedetto del Tronto dal punto di vista paesaggistico e naturale. Da sempre legata al mare, questa cittadina gli ha dedicato un intero Polo Museale che comprende il <strong>Museo della civiltà marinara delle Marche</strong>, la <strong>Pinacoteca del mare</strong>, <strong>il Museo delle Anfore e il Museo Ittico</strong>.</p>
<p>A questi si aggiunge l’interessante <strong>Museo permanente d&#8217;Arte sul Mare</strong>, che si sviluppa lungo tutto il molo sud di San Benedetto del Tronto ed ospita ben 145 opere d&#8217;arte, delle quali 135 sono sculture e 10 sono grandi murali.</p>
<h4>Al mare sono dedicati anche due eventi caratteristici.</h4>
<p>Uno è <strong>Anghiò</strong>, il festival Internazionale del Pesce Azzurro, mentre l’altro è la <strong>Festa della Madonna della Marina</strong>, che si svolge l&#8217;ultima domenica di luglio e consiste in una processione in mare con i pescherecci</p>
<h4>Proseguendo sempre sulla costa si incontra<strong> Grottammare</strong>.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70319" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Grottamare_panoramica-e1603815942954.jpg" alt="" width="800" height="515" /></p>
<p>Una località della Riviera delle Palme con una splendida spiaggia che si estende per cinque chilometri, costeggiata da un lungomare ricco di palme, aranci ed oleandri in un’esaltazione di colori e profumi.</p>
<p>Momenti di quiete e riposo si possono trovare in piazza Kursaal, nella parte nord della città, che si affaccia direttamente sulla spiaggia per confluire nel Viale Marino, dove le palme e la pavimentazione in marmo di Carrara incorniciano le ville liberty costruite agli inizi del Novecento.</p>
<p>Tra i vicoli lastricati e le antiche mura del borgo medievale, invece, si presentano raffinati monumenti come la Chiesa di Sant’ Agostino e la Chiesa di S. Lucia, quest’ultima costruita sulla casa che diede i natali al papa Sisto V. In Piazza Peretti, cuore segreto del borgo, è possibile ammirare, inoltre, il Teatro dell’Arancio e la Chiesa di San Giovanni Battista, sede del Museo Sistino.</p>
<p>Grottammare è animata in ogni momento dell’anno da un’intensa vita culturale. In particolare nei mesi estivi, va in scena il <strong>Festival Liszt</strong>, il cui scopo del è quello di divulgare e far conoscere meglio la vasta produzione del musicista ungherese, anche attraverso il confronto con altri artisti che hanno subìto la sua influenza.</p>
<h4><strong>Juttenizie</strong>, invece, rappresenta una cena itinerante all’interno del borgo di Grottammare.</h4>
<p>Differenti tappe in cui a ciascuna portata è associato un vino del territorio. Un modo originale per far scoprire le eccellenze enogastronomiche locali.</p>
<h4>Nel basso litorale marchigiano segue <strong>Cupra Marittima</strong>.</h4>
<p>Orgoglio della cittadina è il <strong>Museo Malacologico Piceno</strong>, uno dei più importanti musei di conchiglie al mondo, grazie agli oltre 900.000 esemplari esposti e alle interessanti testimonianze di arte primitiva.</p>
<p>Nel <strong>Parco Archeologico di Cupra Marittima</strong>, a nord dell’abitato, si riconosce l’impianto urbano della città romana, mentre nella vicina località San Michele sono visibili i resti di una Villa Magna dotata di ninfeo.</p>
<p>Il sito archeologico di Cupra Marittima è una delle sedi della rassegna <strong>TAU, Teatri Antichi Uniti</strong>, che mette in scena opere della letteratura teatrale antica, greca e romana. A sud della cittadina, sulla collina Sant&#8217;Andrea, si scorgono i ruderi dell&#8217;antico <strong>Castello di Sant&#8217;Andrea</strong>.</p>
<p>Da qui si può esplorare il <strong>borgo medievale di Marano</strong>, incontrando la cinquecentesca <strong>Villa Grisostomi,</strong> la medievale <strong>Chiesa Santa Maria in Castello</strong> e la <strong>Chiesa dell&#8217;Annunziata</strong>, che ospita il suggestivo presepe permanente di arte spagnola, composto dalle scene più salienti della vita di Gesù.</p>
<p>Dirigendosi verso la parte nord della costa si arriva a <strong>Porto Sant’Elpidio, </strong>uno storico borgo marinaro che ebbe origine come scalo marittimo, oggi diventato un’attrezzata stazione balneare.</p>
<p>Una spiaggia di sabbia e ghiaia si estende per oltre sette chilometri tra l’abitato e il mare. Lungo il litorale, poi, si trovano campeggi attrezzati in vaste aree immerse nel verde, ambiente perfetto per gli amanti delle vacanze all’aria aperta. Dal punto di vista naturalistico è di grande interesse il bacino del Tenna, denominato “<strong>Paludi di San Marco</strong>”, ideale per praticare birwatching nel tardo autunno e all’inizio di primavera.</p>
<h4>Nella piazza del centro storico svetta la cinquecentesca <strong>Torre dell&#8217;Orologio</strong>, usata un tempo per gli avvistamenti di mare e di terra.</h4>
<p>Altri luoghi di interesse sono <strong>Villa Murri</strong>, dimora storica, edificata nei primi anni del XIX secolo e <strong>Villa Barruchello</strong>, dotata di uno splendido parco con rare essenze arboree. Nobili residenze che vengono utilizzate per convegni e manifestazioni di carattere culturale. L’estate è il periodo in cui a Porto Sant&#8217;Elpidio si svolgono due particolari eventi di grande importanza, il <strong>Sant&#8217;Elpidio Jazz Festival</strong> ed <strong>il Festival Internazionale di Teatro per ragazzi</strong>.</p>
<p>Si lascia per un momento la costa e si fa tappa nel vicino entroterra, in un breve percorso tra arte e cultura.</p>
<h4>Si parte da<strong> Recanati, </strong>la città di Giacomo Leopardi<strong>.</strong></h4>
<p>Qui tutto riconduce al giovane e favoloso poeta, simbolo dell’Ottocento letterario italiano. Tra i luoghi principali ecco la <strong>piazzetta &#8220;Sabato del villaggio</strong>&#8220;, su cui si affaccia il <strong>settecentesco Palazzo Leopardi</strong>, casa natale del poeta, che custodisce la preziosa Biblioteca contenente oltre 20.000 volumi.</p>
<p>Poi il <strong>“Colle dell’Infinito</strong>”, la sommità del Monte Tabor che ispirò l&#8217;omonima poesia. Il <strong>Centro Nazionale Studi Leopardiani</strong>, punto di riferimento per tutte le iniziative leopardiane, sia in Italia che nel mondo e la “<strong>Torre del Passero Solitario</strong>”, che si trova nel cortile del chiostro di Sant&#8217;Agostino.</p>
<p>Gli eventi da non perdere a Recanati hanno luogo principalmente nel mese di luglio. <strong>Lunaria</strong> è una rassegna di concerti che si svolgono in piazza Leopardi.  <strong>Amantica</strong>, invece, propone un programma incentrato sulla musica tradizionale e sullo strumento dell&#8217;organetto.</p>
<p>Una delle specialità culinarie della zona sono i <strong>&#8220;piccicasanti</strong>&#8220;, una specie di minestra molto densa, mentre i secondi piatti sono prodotti derivati dalla lavorazione del maiale, tutto accompagnato da vini come il <strong>Rosso Piceno DOC e i Colli Maceratesi DOC</strong>, bianco e rosso.</p>
<h4><strong>Loreto</strong> deve la sua fama al Santuario che è ancora oggi uno dei luoghi di pellegrinaggio tra i più importanti del mondo cattolico.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70320" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/the-basilica-of-loreto-2884628_1280-e1603816332835.jpg" alt="" width="800" height="533" /></p>
<p>Il <strong>Santuario di Loreto</strong> è un bellissimo esempio di basilica fortezza, caratterizzata da camminamenti di ronda e torrioni.</p>
<p>La città stessa, circondata da una cinta muraria eretta a partire già dal XIV secolo, si è sviluppata intorno alla nota Basilica che ospita la celebre <strong>reliquia della Santa Casa di Nazaret</strong> dove, secondo la tradizione, la Vergine Maria nacque e visse e dove ricevette l&#8217;annuncio della nascita miracolosa di Gesù. Il lato nord est di <strong>Piazza della Madonna</strong> è chiuso dal grandioso <strong>Palazzo Apostolico</strong>, che ospita il <strong>Museo dell’Antico Tesoro del Santuario</strong>.</p>
<p>La notte del 9 dicembre, in occasione della <strong>&#8220;Festa della Venuta&#8221;,</strong> che ricorda il trasporto a Loreto della casa della Madonna, le campagne intorno a Loreto si accendono di fuochi e tutte le campane suonano a festa. Il giorno successivo la festa religiosa culmina con la celebrazione in Basilica del Solenne Pontificale.</p>
<h4>Poi <strong>Castelfidardo</strong>, uno dei principali centri mondiali della fabbricazione della fisarmonica.</h4>
<p>Un’antica tradizione a cui è dedicato il <strong>Museo Internazionale della Fisarmonica</strong> che, situato nel piano seminterrato del Palazzo Comunale, rappresenta un mezzo didattico utile a seguire le fasi evolutive dello strumento musicale e tutti i personaggi che tramandano il mestiere artigianale.</p>
<p>A questo particolare strumento è dedicato il <strong>Premio Internazionale della Fisarmonica</strong>, uno degli eventi musicali più importanti della cittadina che si svolge nel mese di settembre, mentre a giugno è la <strong>Festa Europea della Musica</strong> la protagonista del folclore di Castelfidardo.</p>
<h4>A poca distanza<strong> Osimo, </strong>un piccolo borgo arroccato a 265 metri di altitudine.</h4>
<p>Il suo centro storico sorge su due colline affiancate e sulla più alta di queste si trova il  <strong>Duomo di San Leopardo</strong>. Altri edifici di culto di grande rilevanza sono la <strong>chiesa di San Nicolò</strong>, con un raffinato portale gotico e affreschi trecenteschi e il <strong>Santuario di San Giuseppe da Copertino</strong>, che conserva al suo interno le spoglie del santo, patrono di Osimo, al quale viene dedicata una fiera nel mese di settembre.</p>
<p>Un particolare interessante sono le grotte. Il sottosuolo di Osimo è percorso da una fitta rete di gallerie, cunicoli ed ambienti sotterranei scavati a più livelli, spesso collegati tra loro verticalmente mediante pozzi o camini percorribili.</p>
<p>All’interno delle grotte si ritrovano molteplici e differenti rappresentazioni, dai bassorilievi di carattere religioso custoditi all&#8217;interno delle <strong>Grotte del Cantinone</strong>, fino ai simboli legati alla presenza dei cavalieri Templari e del Sovrano Militare Ordine di Malta, come la &#8220;triplice cinta&#8221; e la croce a otto punte, visibili all&#8217;interno delle <strong>Grotte Simonetti</strong>.</p>
<p>Ritornando sulla costa si scopre la <strong>Riviera del Conero, </strong>dall’omonimo promontorio a picco sul mare, ricco di insenature e piccole spiagge rocciose o sassose.</p>
<h4><strong>Numana </strong>è la località più a sud, dalla quale si inizia a conoscere questo notevole tratto di costa.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70321" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/beach-508657_1280-e1603816457658.jpg" alt="" width="800" height="600" /></p>
<p>Il centro storico si trova nella parte chiamata <strong>Numana Alta,</strong> posta alla sommità di una falesia a picco sul mare, mentre <strong>Numana Bassa</strong> include la sottostante zona del porto turistico. La spiaggia di Numana Alta comprende <strong>la Spiaggiola e la Spiaggia dei Frati</strong>, due piccole baie che si sono formate a ridosso della falesia. Qui, gli amanti dello sport hanno la possibilità di praticare diverse attività, tra cui trekking, mountain bike, windsurf e immersioni subacquee.</p>
<p>I principali punti da visitare in questa piccola località sono <strong>l’Arco di Torre</strong>, sulla cima del promontorio che domina il porto, resto del campanile di una chiesa scomparsa o di una torre di avvistamento, e <strong>l’Antiquarium statale</strong>, che raccoglie i corredi delle tombe picene, di cui è considerevole il corredo della tomba della cosiddetta &#8220;regina picena&#8221;. Molto particolare è invece, <strong>la costarella</strong>, una delle vie più tipiche di Numana, un tempo abitata da pescatori che percorrevano questa scalinata per recarsi al porto.</p>
<p>L&#8217;evento più importante di Numana è la <strong>Festa della Madonna Assunta</strong> il 14 agosto. La festa ha inizio con la celebrazione al porto della Santa Messa. Dopo la funzione, i pescatori rendono omaggio alla Santa protettrice facendola riemergere dalle acque aiutati da sommozzatori che prelevano la statua dal fondale, mentre la festa si conclude in tarda serata con i fuochi pirotecnici sul mare.</p>
<h4>Si prosegue sulla Riviera del Conero con <strong>Sirolo</strong>.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70323" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/sirolo-1920838_1280-e1603816678540.jpg" alt="" width="800" height="532" /></p>
<p>La <strong>spiaggia Urbani</strong>, costituita principalmente da roccia, si trova inserita nella falesia ai piedi della zona abitata di Sirolo. Da lì inizia la ghiaiosa <strong>spiaggia di San Michele</strong>, mentre a poca distanza si raggiunge la <strong>spiaggia dei Sassi Neri</strong>, caratterizzata dalla presenza sulla battigia di blocchi di roccia  neri di origine sedimentaria.</p>
<p>La più caratteristica è la <strong>spiaggia delle Due Sorelle</strong>, così chiamata per i due scogli gemelli che emergono dal mare. Si può raggiungere grazie ad imbarcazioni che, durante il periodo estivo, partono giornalmente dal porto di Numana. A questa si aggiungono altre due piccole baie sabbiose di straordinaria bellezza come la <strong>spiaggia dei Forni e la spiaggia dei Gabbiani</strong>.</p>
<p>Oltre al mare e alle belle spiagge, Sirolo offre alcune architetture di notevole interesse come la <strong>chiesa di San Nicola, la chiesa della Madonna del Rosario e il Teatro Cortesi</strong>, di stile ottocentesco, inserito nel sistema murario di fortificazione dell&#8217;antico centro abitato. A pochi passi dal borgo, sorge il <strong>Teatro alle Cave</strong>, una cava naturale che anima con grandi appuntamenti le notti estive della Riviera del Conero.</p>
<h4>Sirolo è anche compreso nel<strong> Parco regionale del Monte Conero. </strong></h4>
<p>Un grande spazio naturale caratterizzato da alte falesie che precipitano in mare e viste panoramiche di grande suggestione. Le alte pareti strapiombanti del <strong>Monte Conero</strong>, l’emergenza geologica e naturalistica più importante del medio Adriatico, creano insenature e spiagge di rara bellezza, raggiungibili a piedi o via mare. Il Parco rappresenta un vero e proprio paradiso per gli amanti del birdwatching, soprattutto nel periodo delle migrazioni dei rapaci.</p>
<p>Da non perdere poi le numerose testimonianze storiche e artistiche, tra cui le incisioni rupestri, le grotte romane, le abbazie e i monasteri benedettini e francescani come il <strong>Monastero di San Pietro</strong> al Conero, i ruderi <strong>dell’eremo di San Benedetto</strong>, la stupenda <strong>chiesa romanica di Santa Maria di Portonovo, </strong></p>
<p>I numerosi sentieri soddisfano le esigenze di tutti coloro che vogliano praticare attività all’aperto, dai percorsi di mountain bike, al trekking e all’equitazione. Le pareti rocciose si prestano per l&#8217;arrampicata libera e il free climbing, mentre le acque limpidissime sono ideali per gli amanti di immersioni, pesca sportiva e sci nautico. In più le pendici del Conero rappresentano un ottimo punto di partenza per voli in deltaplano e parapendio.</p>
<h4>Ed ecco<strong> Ancona, </strong>capoluogo di regione che sorge su un promontorio formato dalle pendici settentrionali del Monte Conero.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70322" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/ancon-2043297_1280-e1603816644586.jpg" alt="" width="800" height="533" /></p>
<p>In città sono presenti varie spiagge. La più centrale è la <strong>spiaggia del Passetto,</strong> con grandi scogli bianchi, tra i quali <strong>la Seggiola del Papa e lo scoglio del Quadrato</strong>, mentre spiagge rocciose si susseguono verso Sud, tra cui spicca la <strong>spiaggia di Mezzavalle</strong>.</p>
<p>Il monumento più rappresentativo di Ancona è sicuramente <strong>la Cattedrale di San Ciriaco</strong>, splendida basilica romanico-gotica con elementi bizantini. A questo seguono la <strong>Chiesa di Santa Maria della Piazza,</strong> capolavoro di arte romanica, caratteristica per la facciata ad archetti e per le figure simboliche scolpite intorno al portale e <strong>la Mole Vanvitelliana</strong>, splendida isola artificiale a pianta pentagonale all&#8217;interno del porto, costruito su progetto dell&#8217;architetto papale Luigi Vanvitelli.</p>
<p>Da non perdere sono la <strong>Pinacoteca Comunale</strong>, che conserva opere del Tiziano, di Lorenzo Lotto e del Guercino e il <strong>Museo Archeologico Nazionale delle Marche</strong>, che documenta la preistoria del territorio marchigiano. Una menzione a parte merita il <strong>Museo tattile Omero</strong>, uno dei pochi al mondo che permette anche ai non vedenti di avvicinarsi all&#8217;arte facendo toccare calchi in gesso a grandezza naturale di famose opere scultoree, modellini architettonici di celebri monumenti, ma anche reperti archeologici e sculture originali di artisti contemporanei.</p>
<h4>Il mare si rispecchia anche nei piatti tipici di Ancona.</h4>
<p>Tra i più apprezzati lo <strong>stoccafisso all’anconetana </strong>e il <strong>brodetto</strong>, una zuppa di pesce. La tradizione richiede 13 diverse qualità di pesce della zona, quantità che alcuni associano ai commensali dell’Ultima Cena, altri fanno derivare dal numero di bocche della <strong>Fontana del Calamo</strong>, detta anche delle “13 cannelle”, tanto cara agli abitanti di Ancona.</p>
<h4>Si prosegue per<strong> Senigallia, </strong>in un territorio per la maggior parte pianeggiante, ma circondato da colline che si distendono verso il mare.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70325" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/6955989545_88dbe88855_b-e1603816833113.jpg" alt="" width="800" height="597" /></p>
<p>La cittadina mostra un suo piccolo gioiello come la <strong>spiaggia detta &#8220;di velluto&#8221;,</strong> con i suoi 13 chilometri di sabbia finissima, interrotti solo dai lunghi moli del porto. Sul lungomare, inoltre, è attiva da qualche anno la <strong>Bibliomobile</strong>, la biblioteca comunale che porta libri in spiaggia per il prestito.</p>
<p>Il monumento simbolo della città è la <strong>Rocca Roveresca</strong>, splendido esempio di architettura militare quattrocentesca, fatta costruire da Giovanni della Rovere, nominato signore di Senigallia da Papa Sisto IV. Da visitare poi il <strong>Palazzo del Duca</strong>, arricchito al suo interno dallo splendido soffitto a cassettoni dipinto da Taddeo Zuccari, i <strong>Portici Ercolani</strong>, che costeggiano la riva destra del fiume Misa con una particolare sequenza di oltre cento arcate in pietra d’Istria, e il <strong>Foro Annonario</strong>, struttura neoclassica in laterizio, sede del mercato cittadino e caratteristico scenario di spettacoli e concerti in estate.</p>
<h4>Eventi e manifestazioni che vengono organizzate per tutta l’estate.</h4>
<p>Dagli spettacoli pirotecnici sul mare alla folkloristica <strong>Fiera di Sant’ Agostino</strong> che anima il centro storico di Senigallia negli ultimi giorni di agosto, portando in città più di 500 espositori.</p>
<p>Assolutamente imperdibile l’appuntamento con il <strong>Summer Jamboree</strong>, il festival internazionale dedicato alla musica e alla cultura dell’America degli anni ’40 e ’50 con una settimana di concerti delle band più note del genere, a cui si aggiungono un meraviglioso mercatino vintage e sfilate di moto ed auto dell’epoca.</p>
<h4>Segue<strong> Fano</strong>, una località balneare nel nord delle Marche famosa per il suo Carnevale, il più antico d&#8217;Italia. <strong> </strong></h4>
<p>Elementi caratteristici del <strong>Carnevale di Fano</strong> sono<strong> il getto, </strong>il lancio di quintali di dolciumi dai carri allegorici, <strong>la Musica Arabita</strong>, un gruppo di musicisti che oltre ai normali strumenti utilizza oggetti di vario genere per produrre la musica, ed infine gli splendidi <strong>carri allegorici</strong>, imponenti costruzioni di cartapesta e gommapiuma alte oltre dieci metri.</p>
<p>Oltre a questo singolare evento, il mese di luglio è il periodo migliore per partecipare ad altri importanti appuntamenti. A partire da <strong>Fano dei Cesari</strong>, rievocazione storica della Fano Romana, <strong>Fano Jazz by the sea</strong>  e il <strong>Festival Internazionale del Brodetto e delle Zuppe di Pesce</strong>. Proprio il <strong>brodetto alla fanese</strong>, infatti, è il piatto tipico locale, con pesci cucinati in un tegame con olio, cipolla, concentrato di pomodoro e aceto, tutto accompagnato da pane raffermo.</p>
<p>Nel centro storico l’attrazione di maggiore interesse è il monumentale <strong>Arco di Augusto</strong>, da sempre simbolo della città di Fano. Un altro sito da non perdere è la <strong>Rocca Malatestiana</strong>, delimitata da cortine e scarpate con robusti torrioni angolari e con il Mastio, la <strong>Corte Malatestiana</strong>, sede del Museo Civico e della Pinacoteca, e le <strong>Tombe dei Malatesta</strong>, un vero e proprio capolavoro di arte neogotica, ospitate nel sottoportico della Chiesa di San Francesco.</p>
<p>Nelle Marche c’è un altro tratto di costa da scoprire, la <strong>Riviera delle Colline</strong>, un litorale lungo oltre cinquanta chilometri tra promontori, insenature, calette, e lunghe spiagge.</p>
<h4>Località principale di questa zona è <strong>Pesaro, </strong>cittadina affacciata sul mare e situata tra due colline costiere, il <strong>Monte Ardizio e il Monte San Bartolo.</strong></h4>
<p>Pesaro e il mare hanno da sempre uno stretto legame, unito da un’antica tradizione di ospitalità balneare che rivolge un’attenzione particolare alle famiglie e ai bambini. Pesaro, infatti, dedica ai più piccoli la “<strong>Mezzanotte bianca dei bambini</strong>”, l&#8217;evento di punta della programmazione turistica.</p>
<p>Ma la città presenta un’altra importante relazione, quella con il compositore Gioacchino Rossini, nato proprio a Pesaro. A testimoniarlo è <strong>Casa Rossini</strong>, che conserva materiale documentario, tra cui stampe e cimeli legati alla vita e all&#8217;opera del grande grande artista. Segue il <strong>Museo Nazionale Rossini</strong>, in cui conoscere la vita, la grandezza, ma anche l’attualità dell’opera del compositore.</p>
<p>A Rossini è dedicato anche il Teatro, dove ogni anno si svolge il <strong>Rof, Rossini Opera Festival</strong>, un evento musicale lirico che si tiene annualmente ad agosto, ma è anche il nome della Fondazione costituita per appoggiare la Fondazione Rossini nell&#8217;attività di recupero teatrale, musicologico ed editoriale della produzione rossiniana.</p>
<p>Anche a tavola si celebra il compositore con i <strong>cannelloni &#8220;alla Rossini</strong>&#8220;, per poi passare ai piatti tipici della tradizione come i <strong>cappelletti alla pesarese</strong>, preparati in brodo, il &#8220;<strong>bostrengo</strong>&#8220;, riso lessato mescolato con fichi secchi, uvetta, miele, alchermes, farina di mais, cacao, mele, pere. E tra i secondi piatti le famose <strong>triglie al prosciutto</strong>, i &#8220;<strong>Garagoli&#8221;</strong>, crostacei saltati nell&#8217;olio con varie spezie e le <strong>olivette di vitello</strong>, fagottini di carne ripieni impanati e fritti.</p>
<h4>Una breve sosta a<strong> Gradara</strong> per conoscere la sua bella <strong>Rocca</strong> e la sua celebre storia.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70326" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/gradara-3007074_1280-e1603817049309.jpg" alt="" width="800" height="533" /></p>
<p>La narrazione cittadina è strettamente legata agli episodi del suo castello, soggetto nei secoli al dominio delle famiglie Malatesta, Sforza e Della Rovere e alla storia d&#8217;amore di <strong>Paolo Malatesta e Francesca da Rimini</strong>, resa romanticamente eterna dai versi del V Canto dell&#8217;Inferno di Dante.</p>
<p>Si accede al borgo solo attraverso la <strong>Porta dell’Orologio</strong>, da cui, percorrendo via Umberto I, sulla quale si affacciano basse palazzine e botteghe, si arriva alla cinta muraria intermedia che separa il borgo dalla Rocca. Attorno al castello si può percorrere il <strong>Sentiero degli innamorati</strong>, che avvolge la collina da cui si può ammirare il paesaggio dove si mescolano campi coltivati e macchie boschive.</p>
<p>Nel favoloso contesto della Rocca medievale sorge anche <strong>Il Parco Ornitologico – Centro di Falconeria “Il Teatro dell’Aria</strong>&#8220;, un parco di educazione ambientale interamente dedicato all&#8217;arte della falconeria</p>
<p>A due passi dall’imponente Rocca, all’interno di <strong>Palazzo Rubini Vesin</strong>, si può anche visitare il <strong>Teatrino Comunale</strong>, con i suoi appena 70 posti.  Realizzato da maestranze locali nella seconda metà dell’Ottocento è composto da un soppalco con proscenio, poltroncine e atrio d’ingresso. Oggi è un attivo e vivace luogo di espressione di vari generi artistici, dal teatro, alla musica, a conferenze letterarie.</p>
<h4>Poi<strong> Urbino, </strong>uno dei centri più importanti del Rinascimento italiano, di cui ancora oggi conserva appieno l&#8217;eredità architettonica.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70327" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/6149674521_f0b5974127_b.jpg" alt="" width="1024" height="680" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/6149674521_f0b5974127_b.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/6149674521_f0b5974127_b-300x199.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/6149674521_f0b5974127_b-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Una viva testimonianza è <strong>Palazzo Ducale</strong>, caratteristico per le sue piccole torri. Sede della <strong>Galleria Nazionale delle Marche</strong>, questa splendida cornice architettonica ospita una delle più belle ed importanti collezioni d&#8217;arte del Rinascimento italiano. Sono presenti pitture di artisti quali Raffaello, Piero della Francesca di cui spicca la famosa Flagellazione di Cristo, Paolo Uccello, Tiziano.</p>
<p>Tra gli edifici di architettura civile e religiosa si presentano la <strong>Casa Museo di Raffaello Sanzio</strong>, dove visse il celebre pittore, <strong>il Duomo</strong> realizzato in stile neoclassico, che contiene alcune tele di Federico Barocci, e l&#8217;annesso <strong>Museo Diocesano Albani,</strong> oltre che le sedi dell’Università, una tra le più antiche d’Europa.</p>
<p>Una specialità locale rinomata è la “<strong>Casciotta d&#8217;Urbino</strong>”, formaggio da tavola a pasta semicruda realizzato sin dall&#8217;antichità. Ancora più gustosa è la <strong>crescia urbinate</strong>, una specie di focaccia che si mangia calda con salsiccia, erbe di campo, prosciutto, lonza o formaggio.</p>
<h4>Lasciata Urbino si procede direttamente verso un sito di grande interesse naturalistico come le <strong>Grotte di Frasassi</strong>.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70328" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/cave-2703778_1280-e1603817209673.jpg" alt="" width="800" height="532" /></p>
<p>Si tratta di cavità carsiche sotterranee che si trovano all’interno del <strong>Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi</strong>, nel comune di Genga,</p>
<p>All’interno di queste grotte carsiche si possono ammirare delle sculture naturali formatesi ad opera di stratificazioni calcaree nel corso di 190 milioni di anni grazie all’opera dell’acqua e della roccia. Si tratta di stalagmiti e stalattiti da forme e dimensioni che hanno stimolato la fantasia degli speleologi, i quali dopo averle scoperte le hanno “battezzate”, denominandole in maniera creativa.</p>
<p>Tra le stalattiti e le stalagmiti più famose si ricordano <strong>il “Cammello” e il “Dromedario”, l’Orsa” la “Spada di Damocle”</strong> (stalattite di 7,40 m di altezza e 150 cm di diametro), <strong>la “Fetta di pancetta” e la “Fetta di lardo”, l’ ”Obelisco” , le “Canne d’Organo</strong>”, che se colpite risuonano e  il <strong>“Castello delle Streghe</strong>”.</p>
<p>All’interno delle grotte sono presenti anche dei laghetti, cavità cilindriche profonde fino a 25 metri che possono raccogliere l’acqua o convogliarla verso piani carsici inferiori. Poco lontano dalle grotte, sorge <strong>l&#8217;abbazia romanica di San Vittore delle Chiuse</strong>, risalente all&#8217;XI secolo, una delle più importanti testimonianze dell&#8217;architettura romanica nelle Marche.</p>
<h4>Poco distante<strong> Fabriano</strong>, cittadina famosa per la produzione della carta e per la filigranatura dei fogli, invenzione introdotta dai mastri cartai nella seconda metà del XIII secolo.</h4>
<p>Il <strong>Museo della Carta e della filigrana</strong> è ospitato nel <strong>complesso conventuale di San Domenico</strong>, al cui interno si possono ammirare i due pregevoli chiostri quattrocenteschi e la decorazione della sala capitolare. Degni di nota sono anche <strong>l’Oratorio del Gonfalone</strong>, con uno straordinario soffitto intagliato e decorato in oro zecchino e <strong>l’Oratorio della Carità</strong>, con un prezioso ciclo di affreschi del pittore manierista Filippo Bellini.</p>
<p>Nella centrale e scenografica <strong>Piazza del Comune</strong> sorge il <strong>Palazzo del Podestà</strong>, uno degli edifici di architettura tipicamente medievale, mentre altri interessanti edifici civili sono il <strong>Palazzo del Comune</strong> e <strong>l’ex ospedale di Santa Maria del Buon Gesù</strong>, raffinato esempio di architettura tardogotica che ospita la pinacoteca Bruno Molajoli e che vanta preziosi dipinti su tavola e affreschi.</p>
<p>A Fabriano, nel mese di giugno, ha luogo il <strong>Palio di San Giovanni Battista</strong>, che si chiude con la <strong>Sfida del Maglio</strong> dove quattro fabbri, uno per ogni quartiere denominato da una delle quattro Porte cittadine, si sfidano nel forgiare una chiave. Oltre a questa, si presentano altre rievocazioni storiche nel corso della manifestazione, come il <strong>Corteo Storico e i Giochi Popolari</strong> che comprendono gare di tiro alla fune, la corsa con i trampoli e la corsa con le brocche</p>
<h4>Nelle vicinanze merita una visita <strong>Camerino, </strong>che conserva ancora un centro antico inalterato nel suo impianto medievale.</h4>
<p><strong>Piazza Cavour</strong>, al centro della quale si trova la statua di Sisto V, è circondata da vari edifici tra cui il <strong>Palazzo Ducale</strong>, che ospita la celebre e antica Università. Al suo interno si possono visitare il cortile a portico, la <strong>Sala degli Sposi</strong>, con affreschi quattrocenteschi e la <strong>Biblioteca Valentiniana</strong>, con un prestigioso patrimonio librario.</p>
<p>Altri luoghi di interesse sono la <strong>Chiesa barocca di San Filippo</strong>, che conserva un capolavoro del Tiepolo come l’Apparizione della Madonna col Bambino a San Filippo Neri, e la <strong>Rocca del Borgia</strong>, fatta edificare da Cesare Borgia, il famoso duca del Valentino celebrato da Macchiavelli.</p>
<p>Camerino è conosciuta per specialità gastronomiche come le <strong>pizze pasquali</strong>, il <strong>ciauscolo IGP</strong>, tipico insaccato locale e <strong>il pan nociato</strong>, dolce con uvetta e noci.  Tra gli eventi di maggiori rilievo, a maggio ha luogo la <strong>Corsa alla Spada e Palio</strong>, rievocazione storica della fine del XV secolo che si svolge in occasione delle feste del santo patrono San Venanzio martire. In agosto, invece, spazio al <strong>Camerino Festival e la Rassegna Internazionale di Musica e Teatro da Camera</strong>.</p>
<h4>Segue poco distante<strong> Tolentino, </strong>il cui centro storico è ancora oggi delimitato per lunghi tratti dalle mura duecentesche.</h4>
<p>Una particolarità si trova in <strong>Piazza della Libertà</strong> con la <strong>torre campanaria della Chiesa di San Francesco.</strong> Questa è divenuta il simbolo della città grazie all’orologio a quattro quadranti che rappresentano le fasi lunari, le ore italiche, l’ora astronomica e i giorni della settimana e del mese.</p>
<p>Un altro luogo da visitare è il <strong>chiostro agostiniano</strong> che risale alla prima metà del XIV secolo e rappresenta il più antico esempio di chiostro degli ordini mendicanti in Italia. Il luogo di maggior interesse artistico del complesso è costituito dal &#8220;<strong>Cappellone di San Nicola</strong>&#8220;. La sala è rinomata soprattutto per la sua decorazione pittorica, una delle più vaste e meglio conservate dei primi anni del Trecento.</p>
<p>L’evento più importante che ha luogo a Tolentino nel corso dell’anno è <strong>la Biennale dell&#8217;Umorismo nell&#8217;Arte,</strong>  una manifestazione internazionale a cui partecipano artisti e vignettisti satirici da tutto il mondo. Ogni anno a luglio viene organizzato in città <strong>il Festival di musica corale</strong> &#8220;Città di Tolentino&#8221; al quale partecipano i migliori cori italiani e stranieri.</p>
<p>Da qui si raggiunge l’<strong>Abbazia Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra</strong> che costituisce uno dei monumenti più pregevoli e meglio conservati in Italia dell&#8217;architettura cistercense e illustra la più alta testimonianza della presenza dei Cistercensi nelle Marche.</p>
<p>Oltre a costruire la chiesa, i monaci si dedicarono alla bonifica di tutta la zona, caratterizzata soprattutto da boschi ed estese paludi. A lato dell’edificio sorge il monastero che racchiude il grande chiostro in laterizio con archi ribassati e copertura a capriate. Dell’antico monastero si conservano la <strong>Sala del Capitolo</strong>, il refettorio e il dormitorio dei conversi.</p>
<p>L&#8217;abbazia, per più di trecento anni, fu economicamente florida, con un territorio, suddiviso in sei aziende agricole, che favorì lo sviluppo non solo economico, ma anche sociale e religioso, arrivando a controllare trentatré chiese e monasteri.</p>
<p>Nei locali delle cantine dell&#8217;Abbazia, con accesso dal chiostro, è stato allestito <strong>il Museo del vino</strong> che espone strumenti ed oggetti usati nel passato per la lavorazione delle uve. Assieme a questo è anche presente <strong>il Museo della civiltà contadina</strong>, che raccoglie oggetti e strumenti di uso domestico-rurale. Oggi l’abbazia è inclusa nella Riserva naturale omonima, che copre un territorio di 1.800 ettari, tra i comuni di Urbisaglia e Tolentino.</p>
<h4>L’itinerario marchigiano si conclude a <strong>Macerata.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70330" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Panorama_di_macerata_da_Viale_Puccinotti-scaled-e1603817644726.jpg" alt="" width="800" height="535" /></p>
<p>Uno dei monumenti più rappresentativi della città è <strong>l’Arena Sferisterio </strong>di Ireneo Aleandri, meraviglioso esempio di architettura neoclassica che ospita ogni estate una prestigiosa stagione lirica, il <strong>Macerata Opera Festival</strong>.</p>
<p>Nel cuore della città sorge il settecentesco <strong>Palazzo Buonaccorsi</strong>, al cui interno si può ammirare la <strong>Sala dell&#8217;Eneide</strong>, fastosa, galleria e luogo di rappresentanza del palazzo, che oggi è sede delle raccolte di arte antica e moderna e del museo della carrozza.</p>
<p>Nel centro storico si trovano altri edifici di notevole valore come il <strong>Palazzo Comunale</strong>, dalla facciata in stile neoclassico, la <strong>Loggia dei Mercanti</strong>, piccolo gioiello rinascimentale fatto realizzare dal Cardinale Alessandro Farnese e <strong>il Palazzo della Prefettura</strong>, solenne edificio in cotto, antica residenza dei legati pontifici,</p>
<p>La <strong>Torre Civica</strong>, alta 64 metri, ha uno splendido quadrante policromo che, oltre a indicare le ore, mostra i moti apparenti della volta celeste, del Sole e della Luna e i circuiti dei cinque pianeti conosciuti al tempo in cui fu costruita. Una macchina complessa regola le differenti funzioni dell’orologio, dall’ azionamento del carillon, ai colpi che scandiscono le ore fino alla giostra con l’angelo e i Re Magi. A Macerata sono anche da visitare il <strong>Duomo</strong>, realizzato sul sito di una precedente chiesa e la vicina <strong>Basilica della Misericordia</strong>, ricca di stucchi e marmi pregiati.</p>
<h4>Il viaggio non può terminare senza aver assaggiato i <strong>vincisgrassi</strong>, piatto tipico maceratese.</h4>
<p>Una variante delle lasagne al forno con prosciutto crudo, tartufo, parmigiano e besciamella, con i quali si condiscono gli strati di pasta all&#8217;uovo.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerario-di-viaggio-le-marche/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>RICOMINCIO DA TE, ITALIA: ITINERARI DI VIAGGIO TRA LE REGIONI DELLA PENISOLA. IL LAZIO</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-il-lazio/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-il-lazio/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2020 06:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[ricomincio da te]]></category>
		<category><![CDATA[viaggiare con il covid]]></category>
		<category><![CDATA[viaggiare in italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=69616</guid>

					<description><![CDATA[Il Lazio come non l’avete mai visto. Nel cuore dell’Italia sulle tracce di un passato vivo e magnifico che si rispecchia ancora nel presente Un desiderio di rinascita. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69617" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280.jpg" alt="" width="1280" height="833" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280-300x195.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280-1024x666.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280-768x500.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Il Lazio come non l’avete mai visto. Nel cuore dell’Italia sulle tracce di un passato vivo e magnifico che si rispecchia ancora nel presente</h3>
<p><span id="more-69616"></span></p>
<p><strong>Un desiderio di rinascita</strong>. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare la spina.</p>
<p>Quest’anno l’approccio al turismo sarà diverso, ma non per questo meno coinvolgente e stimolante.</p>
<p>Da situazioni difficili, a volte, possono nascere occasioni inaspettate. Ancora di più se si vive in Italia che, con la sua immensa varietà, offre degli scenari incantevoli.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LAZIO</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69617" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280.jpg" alt="" width="1280" height="833" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280-300x195.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280-1024x666.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280-768x500.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h4>Antico e moderno si incontrano  in un territorio che racconta la sua grande bellezza.</h4>
<p>Il viaggio all’interno del Lazio parte dal nord della regione e precisamente dalla <strong>Tuscia, </strong>un territorio anticamente abitato dagli Etruschi che corrisponde oggi alla zona dell’Alto Lazio e delle aree di confine tra Toscana e Umbria.</p>
<h4>Una delle prime tappe di questo particolare territorio è<strong> Acquapendente.</strong></h4>
<p>A ridosso del confine con la Toscana, si trova racchiusa tra i resti di una cinta muraria ad impianto medievale, che custodiva al suo interno edifici religiosi e monumenti di particolare bellezza.</p>
<p>Acquapendente viene considerata <strong>la Gerusalemme d’Europa</strong>. Proprio in questo borgo si trova  la prima riproduzione del sepolcro di Cristo fuori dalla Terra Santa. Acquapendente ha la sua meravigliosa <strong>Basilica del Santo Sepolcro</strong> in cui,  secondo la tradizione, sono conservate le pietre con il sangue di Cristo.</p>
<p>La <strong>Torre Julia de Jacopo</strong> e la <strong>Torre dell’Orologio</strong> sono i due emblemi cittadini. La prima costituiva l’antico ingresso della città, mentre la seconda era parte del castello imperiale di Federico Barbarossa. Continuando ad esplorare questo borgo dal fascino arcaico, si viene catturati dall’elegante <strong>Chiesa di San Francesco</strong>, che si distingue per l’imponente campanile rinascimentale e il portale risalente al XI secolo.</p>
<p>Ad Acquapendente, nella terza domenica di maggio, si rievoca il miracolo della Madonna del Fiore con la <strong>Festa dei Pugnaloni</strong>. Mosaici di fiori e foglie coloratissimi su grandi pannelli coinvolgono tutto il borgo in una manifestazione molto sentita dalla popolazione.</p>
<h4>Vicino questa località è presente un singolare frazione come <strong>Torre Alfina</strong>.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69624" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Torre_Alfina_Castello_da_ovest_2017-03-19_38-scaled-e1603199386281.jpg" alt="" width="800" height="479" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un incantevole borgo la cui storia è legata  a quella del suo castello, che nasce nell’alto medioevo come semplice struttura difensiva. Solo più avanti prende la forma elegante in stile rinascimentale che è visibile ancora oggi, con l&#8217;inconfondibile merlatura e il palazzo signorile accanto.</p>
<p>Oggi una parte del Castello viene usata per matrimoni e altri eventi, mentre un’altra parte permette di visitare l’ arredo rinascimentale, gli affreschi, i quadri  e le statue che  sono visibili all&#8217;interno.Dal centro storico del borgo si arriva, passeggiando, al Bosco di Sasseto, dove i massi lavici si fanno spazio tra la natura verde smeraldo assumendo seducenti forme contorte. Infine, da queste parti sorge anche un mausoleo progettato alla fine dell’800 che, grazie alla foresta circostante, esprime una forza antica ed enigmatica.</p>
<p>Si procede per <strong>Grotte di Castro</strong> un borgo situato nella parte settentrionale di un antico cono vulcanico della catena dei Monti Volsini e nel cuore della <strong>Riserva Naturale Selva del Lamone</strong>. Grotte di Castro presenta ancora molte testimonianze delle sue origini antichissime,  soprattutto nella necropoli di <strong>Pianezze</strong> ed in quella di <strong>Cento Camere</strong>, entrambe importanti reperti dell’antico passato etrusco.</p>
<p>In questo piccolo borgo arroccato sulla roccia si può ammirare la <strong>Basilica Santuario di Maria SS. del Suffragio</strong>, costruita in stile barocco dal 1625 su una precedente Pieve del VIII secolo dedicata a S. Giovanni Battista. Si conservano al suo intero preziosi intarsi lignei d’epoca barocca e una statua di legno policromo che raffigura <strong>la Madonna del Suffragio</strong>, festeggiata solennemente ogni dieci anni.</p>
<p>In pieno centro storico, nel Palazzo che un tempo ospitava il Podestà, a poca distanza dall’edificio comunale, è attivo il <strong>Museo Archeologico e delle Tradizioni Popolari</strong> che custodisce più di 160 reperti etruschi.</p>
<h4>Una tappa a <strong>Bolsena</strong>, piccolo borgo costruito sulle rive del lago omonimo, il più grande bacino vulcanico d’Europa.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69625" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/bolsena-1649164_1280.jpg" alt="" width="1280" height="851" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/bolsena-1649164_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/bolsena-1649164_1280-300x199.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/bolsena-1649164_1280-1024x681.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/bolsena-1649164_1280-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Un piccolo paese di origine etrusca che ruota attorno al <strong>Castello Monaldesch</strong>i, splendidamente conservato e sede oggi del <strong>Museo Territoriale del lago di Bolsena</strong>.</p>
<p>Quest’angolo del Lazio ha moltissimo da offrire. A cominciare da una Festa Medievale unica nel suo genere. In programma ogni anno ad agosto, la <strong>Festa Medievale di Bolsena</strong> è un susseguirsi di rievocazioni storiche, spettacoli folcloristici e cene con menù a tema per le vie del borgo. La festa rievoca l’assedio della città ad opera di Ludovico IV, detto “Il Bavaro, a cui i cittadini resistettero con tenacia e coraggio.</p>
<p>Il principale monumento di Bolsena è la <strong>Collegiata di Santa Cristina</strong>, che ingloba quattro chiese d’epoca diversa.</p>
<h4>Nella sua parte più antica, nel 1263, avvenne il <strong>miracolo del Corpus Domini</strong>, ancora oggi celebrato, ogni anno, con una processione.</h4>
<p>Ma, soprattutto, si presenta la possibilità di esplorare il territorio circostante con splendide passeggiate ed escursioni in bicicletta, e di vivere un lago spettacolare. In mezzo questo due belle isole, <strong>la Bisentina e la Martana</strong>, ricche di vestigia antiche e di una folta  vegetazione. Entrambe le isole sono private e non è quindi possibile visitarle senza uno speciale permesso dei proprietari. Tuttavia, è concesso ammirarle in tutto il loro incredibile splendore grazie a delle gite in battello.</p>
<p>Su una sponda del lago ecco l’incantevole  <strong>Civita di Bangoregio  </strong>“La città che muore” è uno dei soprannomi dati a Civita,  piccola frazione del Comune di Bagnoregio nell’alto Lazio, all’interno della meravigliosa <strong>Valle dei Calanchi</strong>. Nonostante questi nomi poco invitanti, Civita di Bagnoregio ogni anno viene visitato da centinaia di migliaia di persone che arrivano da tutto il mondo per ammirare il suo aspetto fuori dal tempo e la sua atmosfera magica</p>
<h4>L’aspetto attuale del borgo risale alla fine del Medioevo e da allora è rimasto quasi intatto.</h4>
<p>Per arrivare a Civita è necessario prima passare dal Comune di Bagnoregio per poi arrivare in via Bonaventura Tecchi dove si può lasciare l’auto e proseguire per il lungo ponte che conduce fino al centro del “Paese che Muore”.</p>
<p>Mentre si attraversa il ponte si può ammirare lo spettacolare paesaggio di questa zona. Un panorama fatto di valli e calanchi scavati da millenni di erosione dell’acqua, per poi arrivare fino alla Porta Santa Maria, unico accesso al borgo. Per accedere al centro di Civita i visitatori devono pagare una piccola tassa di entrata che permette all’amministrazione comunale di compiere i lavori di restauro e stabilizzazione e mantenere visitabile il borgo.</p>
<p>Appena entrati nel paese si rimane incantati dal suo aspetto, dalle sue strutture medievali abbracciate agli stretti vicoli che salgono sul colle come un labirinto. L’intero centro urbano è orientato in funzione della piazza principale di Civita, la <strong>piazza San Donato</strong>, dove si trova la chiesa principale del centro abitato, costruita sul sito di un antichissimo tempio etrusco</p>
<p>Una parte significativa di questa località è rappresentata dai palazzi nobiliari dei <strong>Colesanti, dei Bocca e degli Alemanni,</strong> costruiti dalle importanti famiglie del viterbese nel corso del Rinascimento. In particolare, all’interno di Palazzo degli Alemanni si può visitare il <strong>Museo geologico e delle frane</strong>, una interessante istituzione museale che, riunendo una vasta gamma di discipline, dalla geologia alla sismologia fino all’archeologia, illustra il particolare rapporto tra Civita e il suo territorio, con una grande attenzione al tema del dissesto idrogeologico.</p>
<h4>Uno dei punti più spettacolari del centro di Civita è il <strong>Belvedere.</strong></h4>
<p>Una piazzetta affacciata direttamente sullo strapiombo dei calanchi a Nord del paese, da dove si può ammirare una meravigliosa vista su tutta la Valle dei Calanchi. Gli appuntamenti principali sono il <strong>Palio della Tonna,</strong> la prima domenica di giugno e la seconda domenica di settembre,  Civit’Arte ad agosto, e il Presepe Vivente  durante il periodo natalizio.</p>
<p>Sull’altra sponda del lago di Bolsena si trova <strong>Ischia di Castro</strong>, intrigante meta che si trova su una rupe di tufo alla confluenza di due torrenti. Il centro storico, al quale si accede dalla <strong>Torre dell’Orologio</strong>, conserva la fisionomia tipica di un borgo medievale, con solide porte, mura parzialmente conservate, abitazioni addossate le une alle altre e la <strong>Rocca Farnese</strong>, una delle residenza più antiche della famiglia.</p>
<p>Una visita al <strong>Museo Civico</strong> permette di ammirare una ricca esposizione di vari reperti archeologici della vicina necropoli, fra cui alcuni vasi preistorici, preziose e raffinate sculture. La vicina necropoli etrusca ospita molte tombe del VI sec. a.C., alcune delle quali di notevole importanza come “<strong>la tomba a semidado” e “la tomba della biga</strong>”, così chiamata per la biga rinvenuta nel suo interno.</p>
<p>E poi gli Eremi medievali di Poggio Conte e Chiusa del Vescovo. <strong>L’Eremo di Poggio Conte</strong> è particolarmente ricco di forme artistiche, incisioni, colonne e capitelli scolpiti nel tufo e pitture che dimostrano quanto fosse importante e diffuso il monachesimo nel XIII secolo. All’interno, strutturato come una vera chiesa, vi erano dipinte le figure degli apostoli e nel centro quella di Cristo.</p>
<p>Tra gli eventi più suggestivi figurano la <strong>Rappresentazione della Passione di Cristo nel Venerdì Santo,</strong> la <strong>Festa Patronale Sant’Ermete con la Giostra del Gallinaccio</strong>, il 28 agosto, e la <strong>Festa Patronale Madonna del Giglio</strong> l’8 settembre.</p>
<h4>Poi <strong>Tuscania.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69626" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/tuscania-674222_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/tuscania-674222_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/tuscania-674222_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/tuscania-674222_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/tuscania-674222_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Uno dei centri più pittoreschi della Tuscia, caratterizzato dalle antiche tracce della civiltà etrusca e dalle architetture medievali che lo rendono un borgo senza tempo. Le costruzioni del centro storico di Tuscania sono caratterizzate da un colore marroncino-rossastro che indica i loro materiali composti dalla roccia di tufo.</p>
<p>La via principale che percorre il borgo è <strong>Via Libertà</strong> che conduce fino al <strong>Parco Torre di Lavello</strong>, un parco pubblico vicino alle antiche mura di cinta che racchiude al suo interno una meridiana e un piccolo anfiteatro.</p>
<p>Continuando su via dei Priori è possibile contemplare gli artigiani all’opera secondo le antiche tecniche di lavorazione di terracotta per la produzione di ceramiche, un’arte antica e tipica qui a Tuscania.</p>
<p>Numerose le architetture religiose da visitare a Tuscania, a partire dalla celebre <strong>Chiesa di San Pietro</strong> che svetta da quello che un tempo era la sede dell’acropoli etrusca. Una maestosa chiesa in stile romanico che custodisce ancora molteplici mosaici e ornamenti.. La principale chiesa di Tuscania è il suo <strong>duomo dedicato a San Giacomo Maggiore</strong>, con uno stile architettonico rinascimentale nella facciata e barocco nell’interno.</p>
<h4>Si prosegue verso il Mar Tirreno dove si incontra <strong>Tarquinia, </strong>una cittadina medievale che ospita la più grande testimonianza d&#8217;arte etrusca al mondo.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69627" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Ara_della_Regina_Tarquinia.jpg" alt="" width="1600" height="1068" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Ara_della_Regina_Tarquinia.jpg 1600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Ara_della_Regina_Tarquinia-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Ara_della_Regina_Tarquinia-1024x684.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Ara_della_Regina_Tarquinia-768x513.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Ara_della_Regina_Tarquinia-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>La storia della città è strettamente legata alla storia degli Etruschi essendo stata una delle più antiche città abitate da questo popolo.</p>
<p>Il punto migliore da cui iniziare una visita è sicuramente la <strong>Necropoli dei Monterozzi</strong> che, con le sue oltre duecento tombe dipinte, è il più importante nucleo pittorico esistente dell’arte di quel periodo  In città, all’interno di <strong>Palazzo Vitelleschi</strong>,  ha sede il <strong>Museo Nazionale Etrusco di Tarquinia</strong>. Al suo interno conserva la più vasta raccolta d’arte etrusca esistente..</p>
<p>Ma Tarquinia è anche  una splendida cittadina medievale con un centro storico disegnato da una serie di chiese e di palazzi d’antico fascino. Basti pensare al <strong>Duomo di Santa Margherita</strong>, o alla <strong>chiesa di Santa Maria in Castello</strong>, o al <strong>Torrione di Matilde di Canossa. </strong></p>
<p>Tra i principali edifici civili della Tarquinia medievale il <strong>Palazzo Comunale</strong> è situato nel cuore del centro storico. Realizzato lungo il tracciato della vecchia cinta muraria, ha uno stile romanico ma con dettagli gotici e al suo interno  ospita cerimonie e matrimoni nella bella Sala degli Affreschi.</p>
<h4>Oltre alla città con le sue architettura, Tarquinia riserva imperdibili scorci anche verso il mare.</h4>
<p><strong>La Riserva Naturale Saline di Tarquinia</strong> è l’unica salina del Lazio, nonché una tra le poche sopravvissute lungo la costa italiana.</p>
<p>E poi il mare, con il <strong>Lido di Tarquinia</strong>, perfettamente attrezzato, che si raggiunge in 10 minuti dal centro. La spiaggia libera più bella è invece <strong>Pian di Spille</strong>, conosciuta anche come Grande Ciambella e che vede alternarsi sabbia e pinete davanti ad un mare particolarmente limpido.</p>
<h4>Ecco <strong>Viterbo, </strong>città d’arte e di cultura che offre numerose opportunità, dalle chiese medioevali ai palazzi rinascimentali, dalle aree archeologiche alle terme.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69628" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Viterbo_palazzo_e_loggia_dei_papi_05-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1333" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Viterbo_palazzo_e_loggia_dei_papi_05-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Viterbo_palazzo_e_loggia_dei_papi_05-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Viterbo_palazzo_e_loggia_dei_papi_05-1024x683.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Viterbo_palazzo_e_loggia_dei_papi_05-768x512.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Viterbo_palazzo_e_loggia_dei_papi_05-1536x1024.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Viterbo_palazzo_e_loggia_dei_papi_05-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>La visita può iniziare dal <strong>Palazzo dei Papi,</strong> simbolo di Viterbo. All&#8217;interno dell&#8217;<strong>Aula del Conclave </strong>si tenne il primo e più lungo conclave della storia della Chiesa di Roma.</p>
<p>Visitare il centro storico di Viterbo è come entrare in un mondo fiabesco ammirando i quartieri medievali, tra cui <strong>San Pellegrino</strong> è quello più importante, e rimanendo affascinati dalla bellezza del <strong>Palazzo degli Alessandri</strong>, dell&#8217;antica torre e di <strong>Casa Poscia</strong>. Merita una visita anche la <strong>Chiesa di Santa Maria Nuova</strong>, una delle più antiche di Viterbo che fu realizzata sui resti di tempio dedicato a Giove.</p>
<h4>Viterbo è anche la città delle Terme.</h4>
<p>Le più antiche sono le <strong>Terme dei Papi</strong> e devono il loro nome a Papa Niccolò V che fece realizzare un palazzo per godere dei benefici termali. Oltre alle strutture a pagamento, nei dintorni della città si possono raggiungere le terme libere e gratuite come le <strong>Terme del Bullicame</strong> e <strong>Piscine Carletti</strong>.</p>
<p>Viterbo ha una forte devozione per Santa Rosa, patrona della città che viene celebrata con la <strong>Macchina di Santa Rosa</strong>, un evento che accoglie ogni anno migliaia di spettatori. Il 3 settembre un baldacchino trionfale realizzato dai viterbesi, una sorta di torre illuminata da fiaccole e luci elettriche, viene trasportata a spalla da cento “facchini” su un’impalcatura pesantissima che, attraverso le tortuose vie cittadine, raggiungono il Santuario delle Monache clarisse.</p>
<h4>Poi<strong> Sutri, </strong>affascinante borgo della Tuscia arroccato lungo uno sperone roccioso.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-69629" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Sutri_with_Cathedral-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1500" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Sutri_with_Cathedral-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Sutri_with_Cathedral-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Sutri_with_Cathedral-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Sutri_with_Cathedral-768x576.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Sutri_with_Cathedral-1536x1152.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Sutri_with_Cathedral-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Grande interesse archeologico riveste il suggestivo <strong>Anfiteatro Romano di Sutri</strong>. Un meraviglioso monumento di forma ellittica e strutturato con tre ordini di gradinate che poteva contenere oltre 9000 persone. Tra i siti archeologici di pregio si annovera anche  il <strong>Parco dell’Antichissima Città di Sutri</strong>, una vasta necropoli etrusca, rinvenuta sul colle di fronte al centro abitato,</p>
<p>Interessanti e di un certo valore artistico sono gli edifici religiosi che si possono ammirare nel centro storico. Tra questi spicca la <strong>Chiesa di Santa Maria Assunta</strong> risalente al XII secolo, a cui segue la <strong>Chiesa di San Francesco</strong>, fondata proprio dal santo di Assisi nel 1222 e quella di San Silvestro in stile romanico.</p>
<p>La <strong>Chiesa della Madonna del Parto</strong>, invece, è un edificio risalente al Medioevo ma ricopre un mitreo di età romana, completamente scavato nel tufo e dedicato al dio Mitra, solo successivamente adibito a chiesa;</p>
<p>A Sutri il prodotto tipico locale per eccellenza è il <strong>fagiolo</strong> che, secondo la leggenda popolare, riuscì ad alleviare i dolori di un attacco di gotta a Carlo Magno. A Sutri, durante la sagra ad esso dedicata, viene servito in caratteristiche ciotole di terracotta.</p>
<h4>Procedendo per un breve tratto a nord si arriva a <strong>Nepi, </strong>città delle acque, circondata da due gole percorse da torrenti e da un affascinante paesaggio.</h4>
<p>Le meraviglie architettoniche di Nepi si ampliano con la <strong>Rocca dei Borgia</strong> circondata da possenti mura, mentre tra le strutture difensive vi erano anche i cosiddetti <strong>Bastioni Farnesiani</strong>. Ad oggi sono rimaste solo le cosiddette “case Torri” tutte a pianta quadrata e costruite con possenti blocchi di tufo.</p>
<p>Da visitare la <strong>Chiesa di San Pietro Apostolo</strong>, di origini trecentesche, ma molte altre chiese sorgono nel centro storico del paese come la <strong>Chiesa di Santa Croce, la Chiesa e Convento di San Bernardo e la Chiesa dei Santi Vito e Modesto.</strong></p>
<p>Tra le vie di Nepi si scoprono anche  splendidi palazzi rinascimentali, ad iniziare dal <strong>Palazzo Celsi</strong>, Di grande fascino, al suo interno, è il salone principale, dove raffigurazioni degli dei dell’Olimpo e l’enorme camino, riconducono alla vita di quell’epoca..</p>
<p>Poco distante <strong>Palazzo Sansoni</strong>, residenza del Cinquecento con il loggiato con arcate in mattoni di cotto come elemento di spicco, a cui si aggiunge un cortile e una torre medievale a sovrastare la parte terminale del palazzo. A fianco a questo si erge <strong>Palazzo Pisani</strong> realizzato alla metà del XVI secolo e da non dimenticare il <strong>Palazzo Comunale</strong>, splendido esempio di architettura rinascimentale.</p>
<h4>Parte conclusiva della scoperta di Nepi riguarda l’<strong>Acquedotto</strong>, opera idraulica che costituisce uno dei luoghi più pittoreschi dell’intera città.</h4>
<p>I dintorni di Nepi offrono località decisamente interessanti. Tra i borghi più belli da vedere è . immancabile una visita a <strong>Calcata, </strong>un piccolo e suggestivo paesino medievale immerso nel magnifico <strong>Parco della Valle del Treja</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69630" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/14841677498_147f7a7c3c_b.jpg" alt="" width="1024" height="634" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/14841677498_147f7a7c3c_b.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/14841677498_147f7a7c3c_b-300x186.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/14841677498_147f7a7c3c_b-768x476.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Un borgo fantasma che cominciò pian piano ad essere ripopolato da artisti, artigiani ed intellettuali che, a partire dagli anni ’60, vennero da ogni parte del mondo in cerca di una dimensione di vita genuina. Calcata, dall’esterno, conserva un aspetto marcatamente medievale, ma appena varcata la porta d’accesso al borgo ci si trova immersi in un’atmosfera indefinita, difficilmente riconducibile ad un’epoca o ad uno stile preciso, e che riporta alla mente quella di un villaggio in stile “fantasy”,</p>
<p>Da qui si aprono una serie  di strette viuzze che,  attraversando buie arcate, conducono tutte al ciglio del profondo precipizio che circonda quasi per intero l’abitato. Una peculiarità, questa, che rende Calcata uno dei migliori esempi in Italia di paese fortificato “naturalmente”. Le case si presentano come modeste abitazioni, dove si possono osservare antichi portali a cui si alternano buie cantine e silenziose grotte, adibite a deliziose botteghe o anche a laboratori artigianali ed artistici.</p>
<h4>Calcata non è un paese come tutti gli altri.</h4>
<p>I suoi tratti singolari ne fanno oggi un vero e proprio centro di sperimentazione urbana, sociale e culturale, esemplare unico nell’ambito dei piccoli centri italiani, oltre che uno scrigno di arte, natura e  pace.</p>
<p>Ma nel cuore del Parco regionale Valle del Treja si trova un altro piccolo gioiello come le <strong>Cascate di Monte Gelato</strong>. Un breve e facile percorso permette di inoltrarsi nella natura rigogliosa della riserva arrivando allo scenografico paesaggio delle cascate. Tante piccole cascatelle formano un piccolo “lago” dalle acque quasi calme.</p>
<h4>Da qui il percorso continua alla scoperta di un’altra suggestiva zona del Lazio, la <strong>Sabina.</strong></h4>
<p>Come suggerisce il suo nome, si tratta di quella parte d’Italia anticamente abitata dal popolo dei Sabini, racchiusa tra il Tevere e l’Appennino Marchigiano.</p>
<p>Si conosce quest’area partendo da <strong>Magliano Sabina, </strong>da sempre considerata punto di collegamento tra il mondo romano e quella che fu l’antica terra dei Sabini<strong>. </strong>Tra le splendide strutture che si possono ammirare, la centralissima <strong>Piazza Garibaldi</strong> rappresenta un ideale punto di partenza.</p>
<p>Qui si viene accolti dal <strong>Palazzo Vannicelli</strong>, oggi sede comunale e dalla <strong>Torre Civica</strong> annessa al Palazzo Vescovile. Proseguendo su via Sabina si arriva facilmente  al <strong>Museo Civico Archeologico</strong>, ospitato all’interno di <strong>Palazzo Gori</strong>, luogo perfetto per  conoscere le testimonianze della civiltà sabina.</p>
<p>Tra gli edifici religiosi, invece, sono di notevole importanza la quattrocentesca <strong>Cattedrale di San Liberatore,</strong> nota anche come Cattedrale dei Sabini, dai numerosi affreschi settecenteschi, la romanica <strong>Chiesa di San Pietro</strong> del XII secolo e il <strong>Santuario di Santa Maria delle Grazie</strong>, in cui visitare la cripta protoromanica, una meraviglia risalente al XI secolo.</p>
<p>Magliano Sabina richiama numerosi visitatori grazie all’interesse storico-architettonico dell’abitato e alle peculiarità delle manifestazioni che ospita durante l’anno. Tra queste <strong>l’Infiorata del Corpus Domini,</strong> con la processione che procede sui profumati e coloratissimi disegni raffiguranti scene sacre, la “<strong>Giostra del gonfalone</strong>” a giugno, a cui partecipano le quattro contrade dell’abitato e la <strong>Festa dell’Uva</strong> ad agosto, durante la quale si assiste a sfilate di carri allegorici, alla corsa all’anello e si  degustano vini e cibi tipici del luogo.</p>
<h4>Una struttura a bulbo di cipolla presenta<strong> Casperia.</strong></h4>
<p>Strade a cerchi concentrici che gradualmente si restringono aggrappandosi sui versanti del colle e terminano nella <strong>Piazza San Giovanni Battista</strong>, dove si trova l’omonima chiesa assieme alla più nota <strong>Chiesa di Santa Maria in Legarano</strong>, che custodisce interessanti opere d’arte. E poi la seicentesca <strong>Santissima Annunziata, Palazzo Forani</strong>, e tanti vicoletti da esplorare in un luogo dove il  tempo sembra essersi fermato.</p>
<p>Le vecchie mura di cinta con <strong>Porta Santa Maria e Porta Romana</strong> insieme all’<strong>Arco di Mezzo </strong>sono il punto ideale da cui iniziare il proprio percorso tra le strette vie della cittadina. L’ingresso da Porta Romana conduce all’interno del borgo, dove si resta incantati dalla salita a ciottoli perfettamente restaurata da cui raggiungere <strong>Piazza Umberto I</strong> e la bellissima <strong>Fontana del Belvedere.</strong></p>
<p>Poi torrioni, camminamenti e feritoie sono i testimoni della storia e delle origini medievali dell’antica Casperia, uno dei pochi paesi in Europa ad avere un centro storico completamente chiuso alle macchine.</p>
<h4>Quasi impossibile non conoscere<strong> Greccio.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69631" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Greccio_Santuario_05-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1428" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Greccio_Santuario_05-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Greccio_Santuario_05-300x214.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Greccio_Santuario_05-1024x731.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Greccio_Santuario_05-768x548.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Greccio_Santuario_05-1536x1097.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Greccio_Santuario_05-2048x1463.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>La sua notorietà ha raggiunto gli angoli più remoti di tutto il pianeta. In questo piccolo borgo, nel 1223, San Francesco fece il <strong>primo presepe vivente al mondo.</strong> Ogni anno, nel periodo di Natale, questo piccolo e suggestivo “ miracolo” si ripete teatralmente sotto la rocca del paese.</p>
<p>Il borgo medioevale è circondato da mura e torri in cui sono notevoli i resti del Castello dell’ XI secolo, che conserva in parte l’originaria pavimentazione e tre delle sei torri delle mura medievali.  In cima al borgo regna la <strong>Chiesa Collegiata di San Michele Arcangelo</strong>, con tele e affreschi del Cinquecento e la curiosa torre campanaria staccata dalla chiesa, riedificata sui resti della maggiore delle torri di cinta.</p>
<p>A Greccio si viene rapiti dalla natura incontaminata e dagli affascinanti sentieri che si arrampicano tra fitti boschi di querce. Proprio attraverso un sentiero si raggiunge la “<strong>Cappelletta”</strong>, a 1200 metri d’altezza, primo rifugio di san Francesco all’arrivo a Greccio. Da non perdere è anche  la <strong>Fonte Lupetta, </strong>sorgente d’ acqua minerale dalle ottime proprietà terapeutiche.</p>
<h4>E poi <strong>Labro, </strong>il borgo di pietra inserito tra i <strong>Monti Reatini</strong> e il <strong>Lago di Piediluco</strong>, ingresso della <strong>Valle Santa</strong>, quella di san Francesco d’Assisi e dei tanti monasteri francescani reatini.</h4>
<p>A Labro si entra a piedi, da <strong>Porta Reatina</strong>, e salendo tra palazzetti e viuzze si raggiunge <strong>Palazzo Nobili Vitelleschi</strong>, visitabile, con un arredo ben curato e l’archivio completo della famiglia.</p>
<p>Ancora scale e stradine lastricate e da una piazzetta si entra nella cinquecentesca <strong>Chiesa di Santa Maria Maggiore,</strong> attraverso il portale che fu l’originario ingresso del castello e rappresenta il culmine del borgo con un panorama che spazia dai monti al lago.</p>
<p>Oltre al tartufo, il piatto forte della gastronomia locale è  il ‘<strong>fagiolo gentile di Labro’</strong>, bianco avorio e dal sapore particolarmente delicato. Nel brevissimo tempo di cottura la sottile buccia quasi scompare, e la pasta del legume risulta cremosa.  Una vera prelibatezza che si trova solo qui e in tutte le stagioni.</p>
<h4>Immerso nella <strong>Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile</strong> si trova <strong>Rivodutri.</strong></h4>
<p>Un pittoresco paese dalla deliziosa posizione geografica. Nel borgo di Rivodutri risalta un monumento sorprendente ed enigmatico, che conferma come in ogni epoca la bellezza e la solitudine di questi luoghi abbiano spinto alcune persone,  particolarmente sensibili e sapienti, ad interrogarsi sul destino e sulla natura profonda degli uomini.</p>
<p>Si tratta della <strong>Porta Alchemica</strong>, un arco solitario con splendidi bassorilievi, scolpito in pietra calcarea, caratterizzato da fregi, simboli e iscrizioni di natura alchemica, mitologica e sacrale. Fra le altre  curiosità di Rivodutri si presenta la maschera di carnevale tipica, detta <strong>lo Zanno</strong>, tra le prime maschere carnevalesche del reatino, con cui si metteva in scena <strong>la Moresca</strong>, antica rappresentazione della lotta tra il bene e il male.</p>
<p>Gli <strong>stringozzi al sugo di carne</strong> sono il piatto tipico del borgo insieme alla pizza fritta accompagnata al pecorino locale, mentre tra i dolci spicca il serpentone di Natale, con nocciole, noci, mandorle e fichi secchi.  A febbraio si svolge la festa del locale olio extra vergine d’oliva e ad agosto si organizza la <strong>sagra della trota biologica e del gambero</strong> con una serie di piatti a base di pesce come la carpa al sesamo.</p>
<h4>Continuando verso nord si scopre<strong> Leonessa </strong>un borgo antico a 1000 metri d’altezza in cui  trascorrere una piacevole giornata camminando tra le tipiche viuzze medievali.</h4>
<p>La storia di questo periodo viene testimoniata da due antiche porte d’accesso, <strong>la Porta Aquilana</strong> risalente al XIII secolo, e <strong>la Porta Spoletina</strong> del XIV secolo che, assieme insieme alla <strong>Torre Angioina</strong> e ad alcuni ruderi delle mura di cinta,  è ciò che resta dell’originale sistema difensivo del paese.</p>
<p>Di antiche origini è anche la <strong>Fonte della Ripa</strong> del XII secolo, caratterizzata da una forma compatta ad arco a tutto sesto, che costituiva la fonte del Castello di Ripa e, in origine, era l’unica risorsa idrica di Leonessa. Ma il centro storico di Leonessa offre anche la possibilità di ammirare alcuni palazzi d’epoca, tra cui i più importanti sono <strong>Palazzo Ettore</strong>, il più grande di Leonessa, <strong>Palazzo Viscardi e Palazzo Vanni</strong></p>
<p>Leonessa è una città di montagna. Durante l’inverno si scia, mentre dalla primavera all’autunno i pendii dolci o ripidi consentono sia escursioni impegnative che  passeggiate più facili. Sono due i singolari appuntamento che hanno luogo in questa graziosa località. Alla fine di giugno il <strong>Palio del Velluto</strong> prevede una  rievocazione storica con 600 personaggi in raffinati costumi rinascimentali, accompagnata da tornei e giochi.</p>
<p>A metà di ottobre, invece, si celebra la <strong>Sagra della patata di Leonessa</strong>, di particolare pregio e tipica della zona. Nel territorio se ne coltivano tre varietà, <strong>Désirée </strong>a buccia rossa e pasta gialla, <strong>Agria</strong> a buccia bianca e pasta gialla e <strong>Marfona</strong> a buccia liscia bianca e pasta gialla, considerata tra le più pregiate d’Italia.</p>
<h4>Ed ecco <strong>Amatrice, </strong>sfortunatamente colpita da un rovinoso terremoto nell’agosto 2016.</h4>
<p>Nonostante questa tragica sventura vale sicuramente la pena visitarla. Una terra da  osservare e gustare, contraddistinta dall’ospitalità semplice e genuina.</p>
<p>Un territorio da scoprire a passo lento, un paradiso per il trekking e la vacanza attiva. Tanti i percorsi e vari livelli di difficoltà, da quelli adatti a tutti  a quelli da affrontare con equipaggiamento adatto e solo con un certo grado di esperienza.</p>
<p>Amatrice e le sue frazioni si trovano in pieno territorio del bellissimo <strong>Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga</strong>. I boschi e le montagne di queste località si specchiano, nel cosiddetto “<strong>Fiordo di Campotosto</strong>”. Si tratta, in realtà, di un lago artificiale, creato grazie all’azione di ben tre dighe, ma la sua forma sinuosa che si inserisce tra le colline lo fa sembrare quasi un fiordo norvegese.</p>
<p>Terminate le attività è ora di mettersi a tavola. E ad Amatrice si mangia bene. Piatto simbolo è sicuramente <strong>la pasta all’amatriciana</strong>, la cui salsa veniva anticamente preparata solo con guanciale e pecorino, mentre l’aggiunta del pomodoro risale al 1700. Da provare anche la <strong>minestra di farro, gli gnocchi ricci al formaggio</strong>,  ma anche la cacciagione dei boschi circostanti.</p>
<h4>Si procede a sud verso <strong>Antrodoco</strong>, cittadina ad un’altitudine di circa 500 metri rinomata per le caratteristiche <strong>Gole di Antrodoco e Gole del Velino</strong>.</h4>
<p>Queste sono indubbiamente una delle attrazioni più belle nelle vicinanze del borgo. Si tratta di una stretta e imponente vallata percorsa dalla via Salaria, dove ripide pareti boscose creano un paesaggio unico e spettacolare.</p>
<p>Un reticolo di vie lastricate porta a <strong>Piazza del Popolo</strong>, impreziosita da <strong>Palazzo Pallini</strong>, dimora, distilleria e bottega ornata da scritte e fregi in puro stile  liberty del <strong>mistrà</strong>, superalcolico secco dal sapore di anice e finocchio. Nicola Pallini, infatti, scelse proprio Antrodoco per fondare l’azienda di liquori che porta il suo nome.</p>
<p>Una visita al fiore al fiore all’occhiello della città, il  <strong>Museo storico militare</strong>, che espone oltre 300 cimeli delle Guerre Mondiali e coloniali tra cui armi, divise, resti di bombe e  perfino un tipico campo base perfettamente allestito. I più curiosi possono passeggiare tra le tante botteghe per conoscere la produzione di artigianato artistico e farsi sedurre dall’oggettistica in ferro e dai ricami dall’antica fattura.</p>
<p>Non si deve lasciare Antrodoco senza aver assaggiato una delle bontà locali, gli <strong>stracci antrodocani, </strong>crespelle di uova acqua e farina sottilissime ed elastiche, ripiene di ragù di carni, mozzarella e parmigiano.</p>
<h4>Si arriva a<strong> Rieti, </strong>principale centro della Sabina caratterizzato da un antico passato.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69632" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Rieti_da_Colle_San_Mauro_-_Centro_storico_2_mid-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1440" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Rieti_da_Colle_San_Mauro_-_Centro_storico_2_mid-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Rieti_da_Colle_San_Mauro_-_Centro_storico_2_mid-300x216.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Rieti_da_Colle_San_Mauro_-_Centro_storico_2_mid-1024x737.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Rieti_da_Colle_San_Mauro_-_Centro_storico_2_mid-768x553.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Rieti_da_Colle_San_Mauro_-_Centro_storico_2_mid-1536x1106.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Rieti_da_Colle_San_Mauro_-_Centro_storico_2_mid-2048x1475.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Rieti è la protagonista del famoso <strong>Ratto delle Sabine</strong>, un episodio tra storia e leggenda in cui Romolo e i suoi soldati rapirono le donne della Sabina per sposarle, concluso poi con un duro scontro tra Roma e i Sabini.</p>
<p>La Rieti medievale, invece, vive nei suoi vicoli, nelle sue strette stradine e nelle  piazze della città. Tra queste la più importante è <strong>Piazza San Francesco</strong> con la <strong>chiesa gotico-romanica di San Francesco.</strong> Da qui si sale verso il <strong>Monastero di Santa Chiara</strong> che fu costruito sui resti della casa di un compagno di San Francesco.</p>
<p>Punto più alto e zona più antica della città è <strong>Piazza Vittorio Emanuele II</strong>, mentre in <strong>Piazza Cesare Battisti</strong> si trova il <strong>Palazzo del Governo</strong>. Un bellissimo edificio in architettura tardo-rinascimentale, da cui affacciarsi dalla loggia per ammirare il panorama sulle colline verdi del reatino. Merita assolutamente una visita il <strong>Teatro Comunale Tito Flavio Vespasiano</strong>, per i decori e gli affreschi della cupola e per la perfetta acustica che ne fa un vero gioiello dell&#8217;architettura teatrale.  .</p>
<p>Ma anche i dintorni di Rieti sono ricchi di storia e cultura. Nella valle si presentano i <strong>Santuari Francescani</strong>, raggiungibili anche a piedi nelle stagioni calde. Molto importante il <strong>Convento di Fonte Colombo</strong>, detto “<strong>il Monte Sinai francescano</strong>” perché nel 1223, dopo un digiuno di 40 giorni, San Francesco vi dettò la Regola dell’Ordine.</p>
<p>Non si può fare a meno di assaggiare i piatti tipici reatini dai sapori forti e che raccontano una terra genuina ed energica. Da <strong>provare stracciatelle in brodo, spaghetti alla carrettiera e il famosissimo abbacchio in guazzetto,</strong> senza dimenticare le <strong>fregnacce alla sabinese</strong>, la pasta con ragù di olive, funghi e carciofi.</p>
<h4>Procedendo verso sud la località di<strong> Fara in Sabina</strong> apre le porte a quella parte del Lazio definita Sabina romana.</h4>
<p>Situata su una collina a oltre 400 metri di altezza è un borgo circondato da verdi colline d’uliveti. Il centro storico della cittadina ha conservato il suo fascino medievale con le vie tortuose e strette che si aprono in piccoli cortili.</p>
<p>In questa cornice si inserisce una meraviglia come l’ <strong>Abbazia di Farfa</strong>, che nelle sue antiche pietre racchiude secoli di civiltà e tanti  misteri. Qui si può ammirare sia il chiostrino detto “Longobardo” che il chiostro grande del XVII secolo, la cripta di forma semi-anulare, il museo e la splendida biblioteca.</p>
<p>Una visita a <strong>Piazza del Duomo</strong>, dove si trova il <strong>Palazzo Brancaleoni</strong>, sede del <strong>Museo Civico</strong> che conserva reperti della preistoria, nonché quelli provenienti dalle campagne di scavo dell’antica Cures, la città romana che qui aveva sede. Una serie di palazzi storici costruiti nel XV secolo si alternano nel centro cittadino. Tra questi  <strong>Palazzo Orsini</strong><strong>, </strong><strong>Palazzo Farnese e Palazzo Foschi</strong>, mentre il <strong>Monastero delle Clarisse Eremite</strong>, tuttora convento di clausura,  fu edificato più tardi sulle rovine del castello.</p>
<h4>Da qui ci si muove direttamente verso <strong>Tivoli, </strong>situata lungo il fiume Aniene e sulle pendici dei Monti Tiburtini.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-69633" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Tivoli_Villa_dEste_Neptunbrunnen_und_Wasserorgel-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1507" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Tivoli_Villa_dEste_Neptunbrunnen_und_Wasserorgel-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Tivoli_Villa_dEste_Neptunbrunnen_und_Wasserorgel-300x226.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Tivoli_Villa_dEste_Neptunbrunnen_und_Wasserorgel-1024x772.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Tivoli_Villa_dEste_Neptunbrunnen_und_Wasserorgel-768x579.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Tivoli_Villa_dEste_Neptunbrunnen_und_Wasserorgel-1536x1158.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Tivoli_Villa_dEste_Neptunbrunnen_und_Wasserorgel-2048x1543.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>La ricchezza delle acque ha favorito la costruzione  di grandi complessi architettonici come  le straordinarie ed eleganti ville che rendono Tivoli così splendida.</p>
<p>La prima di queste è <strong>Villa Adriana</strong>, che occupa circa 40 ettari e fu costruita dall’imperatore Adriano per essere la più imponente residenza dell&#8217;epoca. Sfrutta l’acqua portata da almeno quattro acquedotti, tra cui quello dell’Acqua Marcia e dell’Acqua Claudia che alimenta vasche, piscine e due impianti termali.</p>
<p>Poi <strong>Villa d&#8217;Este</strong>, costruita nel 1550 quando fu nominato governatore di Tivoli il cardinale Ippolito II d&#8217;Este. La villa è famosa per le sue monumentali fontane,  ognuna delle quali ha un significato allegorico. Le fontane rappresentano i tre affluenti del Tevere, Aniene, Abuneo, Ercolaneo, mentre il fiume che attraversa Roma è rappresentato dalla <strong>Fontana della Rometta</strong>. E infine <strong>Villa Gregoriana,</strong> a cui si accede dal ponte “gregoriano” che fu costruito nel 1826, ma le bombe della II guerra mondiale lo danneggiarono pesantemente e venne ricostruito.</p>
<h4>Arrivati a Tivoli si resta incantati anche per un altro tipo di suggestione.</h4>
<p>Si tratta della meraviglia della grande cascata che scorre maestosa davanti al centro storico con il magnifico <strong>Tempio di Vesta</strong> alle spalle. Quest’ultimo, particolarmente ben conservato, è un tempio corinzio di forma tondeggiante ed ospitava il fuoco sacro delle vestali. Poco lontano si trova il <strong>tempio dedicato alla Sibilla</strong>, entrambi affacciati su un vero e proprio burrone nel cuore della città vecchia.</p>
<p>Ma Tivoli rappresenta solo una piccola anticipazione a qualcosa di ancora più spettacolare, la città di <strong>Roma</strong>. Un fascino eterno ed una bellezza indescrivibile. Oltre ai luoghi  già noti della Capitale è interessante scoprire qualcosa di differente, partendo proprio dal centro cittadino. <strong> </strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69634" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/architecture-4529605_1280.jpg" alt="" width="1280" height="844" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/architecture-4529605_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/architecture-4529605_1280-300x198.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/architecture-4529605_1280-1024x675.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/architecture-4529605_1280-768x506.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h4>A <strong>Piazza Vittorio</strong>, all&#8217;Esquilino, c&#8217;è un curioso assemblaggio di statue e simboli esoterici.</h4>
<p>La Porta magica, conosciuta anche come <strong>Porta Alchemica</strong>, rappresenta uno dei resti più significativi di Villa Palombara, una villa maestosa che si trovava sul Colle Esquilino prima dell&#8217;urbanizzazione della zona. Secondo la leggenda la porta era collegata alla pietra filosofale e agli studi eccentrici del  proprietario della villa, un celebre alchimista.</p>
<p>Tra il <strong>Pincio e il Quirinale</strong>, invece, si trovano gli <strong>Horti Sallustiani</strong>, che erano dei grandi giardini con portici e passeggiate, voluti da Sallustio per godere di un ambiente bucolico senza dovere uscire dalla città. La zona all&#8217;epoca della costruzione era un&#8217;area suburbana non lontana dal centro. Una parte della villa che faceva parte del complesso con giardini e maneggio è ancora in piedi.</p>
<h4>Spostandosi verso il quartiere di Testaccio si può fare visita alla <strong>Centrale Montemartini</strong>.</h4>
<p>Su via Ostiense, proprio di fronte agli ex Mercati Generali, si trova questa vecchia centrale termoelettrica dismessa dagli anni ‘60 e riconvertita dalla fine degli anni’90 in un polo dei Musei Capitolini.</p>
<p>Gli ambienti della Centrale, come la Sala Macchine, in puro stile Liberty, conservano inalterati turbine, motori e la caldaia a vapore. In questo contesto così affascinante e suggestivo, i marmi antichi sono immersi in uno scenario insolito e suggestivo che ne esalta la bellezza.</p>
<p>Restando nella zona di Ostiense si possono ammirare le numerose opere di street art realizzate sui muri di alcuni palazzi ed edifici, tra cui una delle più famose si trova su <strong>via del Porto Fluviale</strong> e porta la firma del celebre artista Blu.</p>
<p>E proprio la street art è stata artefice di un importante progetto di riqualificazione nella zona di <strong>Tor Marancia</strong>, vicino al quartiere Garbatella e stretta tra l’Appia Antica e l’Eur. <strong>Big City Life</strong> il nome del progetto di arte urbana che ha dato nuovo colore ai muri della città. Venti artisti, provenienti da diversi paesi, hanno  incontrato gli abitanti delle case popolari del quartiere ed hanno realizzato venti murales sulle facciate delle undici palazzine del comprensorio di via di Tor Marancia 63.</p>
<h4>Le particolarità non si esauriscono qui. Un altro luogo caratteristico da visitare è la <strong>Casina delle Civette. </strong></h4>
<p>Nascosta  dietro una collina nel parco di <strong>Villa Torlonia</strong>, su via Nomentana, era il rifugio di Giovanni Torlonia, ultimo discendente di una famiglia nobile romana.</p>
<p>Il suo proprietario decise di ritirarsi in questa zona appartata e qui realizzò la casa dei suoi sogni,  in una combinazione visionaria tra temi medioevali e stile Art Nouveau. Aggiunse loggette e torri con decorazioni a maiolica e porticati. Una menzione a parte meritano le vetrate colorate della Casina delle Civette, che dopo il restauro è stata convertita nel <strong>Museo della Vetrata Liberty, </strong>dove si può vedere l&#8217;evoluzione della tecnica delle vetrate nel periodo compreso fra il 1910 e il 1925.</p>
<p>Non molto lontano, e precisamente tra la Salaria e la Nomentana, si trova il <strong>quartiere Coppedè</strong>, un complesso di palazzine e villini realizzato tra il 1913 e il 1926 da Gino Coppedè. Più che un quartiere, è un grande esperimento artistico che fonde Liberty, Art Decò, Gotico e stile medievale. Da un grande arco che congiunge due palazzi si accede a questo particolare  angolo di Roma.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69635" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Coppede_quartiere_Trieste_a_Roma-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1499" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Coppede_quartiere_Trieste_a_Roma-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Coppede_quartiere_Trieste_a_Roma-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Coppede_quartiere_Trieste_a_Roma-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Coppede_quartiere_Trieste_a_Roma-768x576.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Coppede_quartiere_Trieste_a_Roma-1536x1152.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Coppede_quartiere_Trieste_a_Roma-2048x1535.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>L&#8217;arco, che sotto la volta interna ha un grande lampadario in ferro battuto, congiunge i <strong>Palazzi degli Ambasciatori. </strong>Una volta varcata la soglia si viene trasportati in un luogo surreale, silenzioso e magico fatto di palazzi decorati dalle forme e le dimensioni più strane.</p>
<p>Il suggerimento è quello di vagare alla scoperta delle meraviglie che si possono trovare passeggiando per <strong>via Obrona, via Brenta e via Olona</strong>. Ogni palazzo, qui, è ricco di particolari, decorazioni che raccontano una storia, come quelle dei <strong>Villini delle Fate</strong>, dove trovare numerosi dipinti di donne alle pareti, oppure un enorme aracnide su un portone che  indica il nome di <strong>Palazzo del Ragno. </strong></p>
<p>Conclusa la scoperta di alcune peculiarità di Roma è possibile dirigersi verso due tipi di percorsi. Uno riguarda i <strong>Castelli Romani,</strong> a sud di Roma, mentre l’altro conduce verso il mare della Capitale.</p>
<h4>Per ciò che interessa il primo, <strong>Frascati</strong> merita senza dubbio una visita.</h4>
<p>La città delle ville, una delle attrattive più particolari. E tra queste <strong>Villa Aldobrandini o Belvedere</strong>, così chiamata per la sua posizione elevata. Un edificio imponente che corrisponde ai canoni delle ville rustiche ed è circondato da un meraviglioso giardino all’italiana.</p>
<p><strong>Villa Tuscolana o Rufinella</strong> in posizione un po’ più elevata rispetto alle altre  e poi <strong>Villa Lancelotti</strong> che in passato fu affidata a San Filippo Neri come ricovero per i  malati. Di grande fascino anche la <strong>Cattedrale di San Pietro Apostolo</strong> dalla facciata in stile barocco e la <strong>Chiesa di Santa Maria del Vivaro.</strong></p>
<p>Una piccola curiosità su Frascati. La cittadina fu la prima dei Castelli Romani ad avere la ferrovia nel 1856, conosciuta come “<strong>il treno della sbornia</strong>”, perché la domenica sera riportava a Roma i visitatori delle fraschette.</p>
<p>Proprio le <strong>fraschette </strong>sono mete ideali per gite fuori porta in cui gustare i prodotti tradizionali della cucina romana, dalle coppiette di cavallo alla corallina romana fino alla porchetta, accompagnate naturalmente da un <strong>vino Frascati DOC</strong>.</p>
<p>Tanti gli eventi che si organizzano qui. In primavera si rende omaggio alla bella stagione con castelli in Fiore, trionfo di colori e profumi che si spandono nell’aria. A giugno la Sagra della Lumaca è un appuntamento che si ripete da oltre trent’anni</p>
<h4>Poi<strong>  Marino,</strong>  grazioso paese che conserva ancora oggi i resti delle fortificazioni medievali che difesero il centro abitato.</h4>
<p>Passeggiare per il centro storico di Marino è un piacere. Per un attimo si torna indietro nel tempo e si ammirano i numerosi monumenti e luoghi di culto. Sicuramente merita una visita il <strong>Museo Civico in Piazza Matteotti</strong>,  all’interno dell’ex chiesa medievale di Santa Lucia, conosciuta localmente come <strong>Tempio Gotico o Chiesone</strong>.</p>
<p>A questo seguono <strong>Palazzo Colonna</strong>, sede del municipio, e <strong>Villa Desideri</strong>, che fa parte del parco omonimo e accoglie oggi la biblioteca comunale. Marino è caratterizzato da un insieme di particolari vicoli che vale la pena esplorare come <strong>Vicolo dei due forni, Vicolo Baciadonne e  Vicolo del Giglio.</strong></p>
<p>Molto famosa a settembre è la <strong>Sagra dell’Uva</strong>, un evento unico e tanto atteso, durante la quale sfila un corteo storico in costume assieme a carri allegorici e una processione religiosa, oltre al miracolo delle fontane da cui sgorga il vino. Un altro importante appuntamento è la <strong>Sagra delle Ciambelle al Mosto </strong>che si svolge ogni anno la terza domenica di ottobre.</p>
<p>Disteso sul versante occidentale del Lago Albano<strong>, Castel Gandolfo </strong>è uno dei borghi dei Castelli Romani che meglio rappresentano la storia e il paesaggio tipico della zona. Conosciuto principalmente come residenza estiva dei papi presenta  raffinate tracce artistiche.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69636" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/29400113784_85e55d0924_b.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/29400113784_85e55d0924_b.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/29400113784_85e55d0924_b-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/29400113784_85e55d0924_b-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Nel territorio di Castel Gandolfo si trovano appunto  le note <strong>Ville Pontificie,</strong> di proprietà della Santa Sede. Un complesso di strutture composto dai <strong>Giardini Pontifici</strong>, cuore originario della Villa Pontificia, da <strong>Villa Cybo</strong> annessa in un secondo momento, e infine da un terzo blocco  costituito da <strong>Villa Barberini.</strong></p>
<p>Una tappa quasi obbligatoria è <strong>Piazza della Libertà</strong>, su cui regna <strong>Palazzo Apostolico</strong>. Dal cortile del Palazzo, durante le domeniche estive e per più di 400 anni, il Papa ha dato la benedizione apostolica al termine dell’Angelus, alle centinaia di fedeli riuniti nella piazza</p>
<p>Un’altra interessante prova del dominio di Roma su questo territorio sono i resti della <strong>Villa albana di Domiziano</strong>  conservati all’interno di Villa Barberini. Da visitare, inoltre, <strong>l’Emissario del Lago Albano</strong>, un condotto artificiale di deflusso delle acque lungo 1800 metri. L’Emissario si origina dalla costa occidentale del Lago Albano e sfocia poi in località Mole di Castel Gandolfo.</p>
<p>Gli appassionati di natura ed escursioni possono esplorare il lago, attrezzato con percorsi adatti a tutti, lasciarsi cullare dall’acqua e dallo splendido paesaggio, o addirittura volarci sopra col parapendio.</p>
<h4>Segue<strong> Albano Laziale,</strong> cittadina dalle misteriose origini.</h4>
<p>Secondo la leggenda, il nome di Albano deriverebbe da quello di Albalonga, la mitica città fondata da Ascanio, figlio di Enea, e narrata nell’Eneide di Virgilio.</p>
<p>Qui si trovano due particolari monumenti. Il primo è la <strong>chiesa seicentesca di Santa Maria della Stella</strong>, mentre il secondo la celebre <strong>Tomba degli Orazi e dei Curiazi</strong>. Entrambi i monumenti sono posti uno di fronte all’altro sotto Via Appia Nuova, l’asse stradale che attraversa tutta la parte bassa del centro storico.</p>
<p>Le origini della chiesa di Santa Maria della Stella vanno ricondotte a metà 1500, quando i Savelli fecero dono ai Carmelitani della piccola cappella, la chiesetta di San Salvatore, che allora sorgeva al di sopra delle catacombe</p>
<p>La  Tomba degli Orazi e Curiazi, invece, caratteristica costruzione sormontata da due torrette a forma di coni tronchi, è legata alle leggende sulle origini di Albano. La tradizione vuole che sia la sepoltura dei protagonisti della celebre lotta avvenuta sotto il Re Tullio Ostilio, che contrapponeva i guerrieri più forti di Roma, gli Orazi, a quelli più forti di Albalonga, i Curiazi, al fine di evitare lo scontro tra due eserciti interi.</p>
<p>Ma oltre a queste due importanti opere di valore, meritano grande attenzione  la <strong>Cattedrale di San Pancrazio,</strong> principale luogo di culto della cittadina, e i <strong>giardini di Villa Doria</strong> al centro di Albano Laziale, in cui è consigliato fare una visita soprattutto in primavera.</p>
<h4><strong>Ariccia </strong>accoglie con un profumo inebriante, quello di un delizioso prodotto come la <strong>porchetta</strong>, famosa e conosciuta dappertutto e tratto distintivo della piccola località dei Castelli Romani.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69639" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/411125070_ed114e2c2e_b.jpg" alt="" width="1024" height="685" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/411125070_ed114e2c2e_b.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/411125070_ed114e2c2e_b-300x201.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/411125070_ed114e2c2e_b-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>A questa si possono anche accompagnare bruschette con pane casereccio, coppiette e salsicce di cinghiale e buon vino,  un antipasto delle tipiche fraschette di Ariccia.</p>
<p>Una volta appagato il gusto e l’olfatto è il momento della vista. Il <strong>Ponte Monumentale</strong> rappresenta  sicuramente una delle attrattive maggiori di Ariccia. Eretto verso la metà del 1800 si presenta come opera ingegneristica davvero grandiosa. Circa  59 metri di altezza, sviluppati in tre ordini di archi sovrapposti e, con i suoi oltre 300 metri di lunghezza,  collega lo sperone  dove è situata Ariccia alla vicina Albano Laziale</p>
<p>Uno dei monumenti più prestigiosi di Ariccia è <strong>Palazzo Chigi</strong>, situato ai margini della maestosa Piazza di Corte, progettata interamente da Gian Lorenzo Bernini. Sulla stessa piazza si trova l’elegante Collegiata Maria SS. in Cielo, un’altra importante opera del Bernini, per la realizzazione della quale lo scultore si ispirò al Pantheon.</p>
<p>All’interno di Palazzo Chigi sono conservati un gran numero di dipinti e sculture, oltre che bellissimi affreschi del periodo neoclassico e seicentesco. Il <strong>Parco Chigi</strong>, invece, è un’area verde di circa 28 ettari situato a ridosso del palazzo che accoglie  antichissimi esemplari di quercia.</p>
<h4>La piccola gita nei Castelli Romani trova in<strong> Nemi </strong>la sua tappa conclusiva.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69640" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/15288035476_4646c81daf_b.jpg" alt="" width="1023" height="678" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/15288035476_4646c81daf_b.jpg 1023w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/15288035476_4646c81daf_b-300x199.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/15288035476_4646c81daf_b-768x509.jpg 768w" sizes="(max-width: 1023px) 100vw, 1023px" /></p>
<p>Affacciata sulle sponde del suo omonimo ed incantevole lago, circondato da canneti e da serre di fragole. E proprio questo gustoso frutto, e in particolare le fragoline di bosco di cui Nemi è uno dei maggiori produttori della zona, è il protagonista della <strong>Sagra delle Fragole</strong>.</p>
<p>Un evento che si svolge nel mese di giugno di ogni anno e oltre alle varie degustazioni si possono ammirare gli abiti tradizionali indossati dalle donne del borgo. Ma oltre a questo la tradizione culinaria di Nemi offre la possibilità di apprezzare un gran numero di prelibatezze, dalle fettuccine ai funghi porcini o con sugo di cacciagione, al baccalà in guazzetto fino alla coratella dell’abbacchio con fave.</p>
<p>Nascosto tra i boschi, il borgo medioevale di Nemi si trova a più di 500 metri di altezza e sembra un luogo incantato con le sue torri, le sue piazzette e un belvedere affacciato sul lago, da cui intravedere il <strong>Castello Ruspoli</strong>, il più antico della zona.</p>
<p>Nei caratteristici vicoli del borgo le botteghe artigiane mantengono vive le tradizioni, come il tombolo, antica arte che le sarte di Nemi continuano ad insegnare, mentre quasi perduto nella vegetazione, è possibile scorgere il <strong>Promitorio di San Michele</strong>, antica testimonianza di vita e arte cristiana.</p>
<h4>La scoperta del mare di Roma parte da <strong>Ostia e </strong>dal suo lungomare, una delle grandi attrattive della città.</h4>
<p>Luogo ideale per le passeggiate, ma anche per andare in bici o in skateboard e poi proseguire per il Pontile uno dei simboli più noti di Ostia Lido.</p>
<p>Poco lontano dal centro cittadino ecco il <strong>borghetto dei pescatori</strong>, un luogo pittoresco e singolare tutto da esplorare ed in cui fermarsi a gustare sia i piatti di pesce che della cucina tipica romana. Dopo aver soddisfatto il palato e lo stomaco,  si può fare una sosta nella <strong>pineta</strong> per godere della sua  tranquillità, oppure per  passeggiare tra pini marittimi e ginepri.</p>
<p>Non si può lasciare questa località senza visitare gli <strong>scavi di Ostia Antica</strong>, tra le domus, il foro, il tempio e il teatro, ancora oggi importante ed utilizzato per numerosi spettacoli nelle stagioni di primavera e estate. Statue, colonne, capitelli abbelliscono il resto e corrispondono a diversi stili in base alle differenti età a cui appartenevano nell’antica Roma</p>
<p>Procedendo in direzione nord del litorale romano si arriva a <strong>Fiumicino</strong>, noto soprattutto per essere la sede  dell’aeroporto intercontinentale Leonardo da Vinci. Sullo sfondo di un frenetico movimento di passeggeri si trova un territorio pieno di spiagge, porti antichi e memorie archeologiche.</p>
<p>Fiumicino rappresenta l’anima economica del litorale, ma <strong>Fregene</strong> è una meta per molti romani che desiderano trascorrere una giornata di mare, aperitivi al tramonto nei localetti sulla spiaggia o cene nei vari ristorantini. La cucina di mare qui raggiunge livelli eccellenti, ma anche la terra offre le sue delizie sia con la gustosa e tenera <strong>carota di Fiumicino</strong>, che con le ottime carni degli allevamenti di bovini della <strong>piana di Maccarese</strong>.</p>
<h4>A Fiumicino i luoghi dal fascino storico sono presentati dagli antichi <strong>porti di Claudio e Traiano</strong>.</h4>
<p>Il primo iniziato nel 42 d.C. con l’intenzione di espandere i traffici fluviali di Roma verso il mare e ampliato da Traiano nel 106 d.C con lo scavo di un grande bacino esagonale, interno rispetto al porto di Claudio.</p>
<p>Merita anche una visita la <strong>Necropoli dell’Isola Sacra</strong> ,perfettamente conservata fino a i giorni nostri, assieme al <strong>Museo delle Navi Romane</strong> che custodisce le chiglie di quattro navi mercantili del III e del IV secolo.</p>
<h4>Non molto distante da Roma ecco <strong>Ladispoli</strong> una cittadina balneare nata verso la fine del 1800.</h4>
<p>Le bellezze di questa località si trovano tutte sul litorale. Percorrendo la spiaggia che da Palo conduce a Ladispoli si possono ammirare diverse strutture di origine romana ed altre di origine etrusca. A <strong>Marina di Palo</strong> è presente la villa romana e la grottaccia, mentre spostandosi a <strong>Marina di San Nicola </strong>si scoprono i resti della magnifica <strong>villa di Pompeo</strong>, una dimora che in passato occupava ben cinque ettari di terreno.</p>
<p>Due luoghi simbolo di Ladispoli sono il <strong>Castello Odescalchi e Torre Flavia</strong> a cui si aggiunge un altro luogo incantevole come la <strong>Posta vecchia</strong>, edificio che racchiude in sé oltre due secoli di storia. Un evento sicuramente da  non perdere è la <strong>Sagra del Carciofo</strong>, una manifestazione dalla lunga tradizione che ancora oggi rappresenta uno degli appuntamenti più importanti in tutta la regione.</p>
<h4>Fino ad arrivare a <strong>Santa Marinella</strong>, che si estende su un tratto di costa rocciosa riparata a nord dai monti della Tolfa.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69641" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Santa_Marinella_2014_by-RaBoe_008.jpg" alt="" width="1111" height="738" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Santa_Marinella_2014_by-RaBoe_008.jpg 1111w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Santa_Marinella_2014_by-RaBoe_008-300x199.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Santa_Marinella_2014_by-RaBoe_008-1024x680.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Santa_Marinella_2014_by-RaBoe_008-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 1111px) 100vw, 1111px" /></p>
<p>Il litorale è caratterizzato dalla presenza di numerose insenature e la particolare morfologia dei fondali rende possibile, in alcuni tratti, lo sviluppo di onde tali da poter praticare il surf per tutto l’anno.</p>
<p>L’incantevole centro balneare di santa Marinella presenta residenze estive in stile liberty e, nell’antico insediamento etrusco di Pyrgi, <strong>il Castello di Santa Severa</strong>, celebre fortezza medievale, dove visitare il ricchissimo Museo del Mare, partecipare ai corsi di artigianato ed  assistere a concerti e spettacoli stagionali.</p>
<h4>Da Ostia si procede direttamente alla graduale scoperta del litorale pontino, iniziando a visitare <strong>Sabaudia</strong>.</h4>
<p>Una città di fondazione, così definita perché appartiene al progetto unitario del periodo fascista attuato in seguito alla bonifica dell’Agro Pontino. La stesso programma che ha interessato anche le città di Latina, Pontinia, Pomezia e Aprilia. Le influenze architettoniche del Ventennio si possono ancora oggi notare nella sua struttura urbanistica, tanto da essere indicata anche come Città del Razionalismo.</p>
<p>I monumenti più in vista della città sono la <strong>Chiesa della Santissima Annunziata</strong>, dove al suo interno si trova la <strong>“Cappella Reale</strong>” donata dalla Regina Margherita di Savoia alla città negli anni ’30, il <strong>Palazzo Comunale e la Torre Civica </strong>di 46 metri. Molto suggestivo e curioso è il Palazzo delle Poste, dalla tonalità blu intensa, in riferimento al colore della casa Savoia, e costituito da migliaia di tessere di mosaico che ricoprono quasi interamente l’edificio.</p>
<h4>Poco fuori dal centro abitato si viene accolti dalle acque rilassanti del <strong>Lago di Paola</strong>, che con la sua vegetazione  ospita aironi e garzette.</h4>
<p>Questo luogo affascinante era già noto ai patrizi romani che lo trasformarono in una località di villeggiatura, dove l’Imperatore Domiziano costruì una grandiosa Villa con teatro, palestra, una piscina e un impianto termale. Allo stesso periodo appartiene anche la <strong>Fonte di Lucullo,</strong> una grotta artificiale creata come cisterna per l’acqua potabile e l’alimentazione delle terme imperiali.</p>
<h4>Un’importante tappa del litorale pontino è<strong> San Felice Circeo.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69642" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/4952439518_af81d64b18_b.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/4952439518_af81d64b18_b.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/4952439518_af81d64b18_b-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/4952439518_af81d64b18_b-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Probabile luogo di soggiorno di Ulisse attirato dalla Maga Circe, quest’area fu abitata già in epoche molto lontane. A testimoniarlo sono i numerosi reperti raccolti nella <strong>Mostra Homo Sapiens et Habitat</strong> e le molteplici grotte marine e terrestri, tra le quali <strong>Grotta Guattari</strong>, in cui furono ritrovati il cranio di un uomo, ossa di animali, utensili ed attrezzi.</p>
<p>Le grotte <strong>Azzurra, del Presepio, delle Capre, della Maga Circe</strong> sono solo alcune delle numerose cavità marine presenti in questa località e sono accompagnate da altrettanti luoghi particolari come la Batteria,  la cava d’alabastro, il Precipizio e le torri <strong>Fico, Cervia e Paola</strong>.</p>
<p>Il piccolo e caratteristico centro storico di San Felice Circeo è racchiuso attorno alla duecentesca Torre dei Templari e al Palazzo Baronale, affacciati sulla Piazzetta Lanzuisi che in estate si popola di gente che anima la vita notturna tra bar, botteghe e locali tipici.</p>
<p>Ma nel centro storico sono conservate anche alcune chiese come quella <strong>parrocchiale di San Felice Martire</strong>, patrono del Circeo e di Santa Maria degli Angeli, mentre poco distante dal centro abitato si trovano alcune delle ricchezze  storiche e archeologiche, in particolare in <strong>località “Crocette”</strong>, dove sono visibili le antiche mura ciclopiche di Circeii risalenti al V secolo a.C.</p>
<p>Si prosegue per<strong> Terracina, </strong>una meta che soddisfa chiunque voglia unire rilassanti giornate al mare a visite culturali,  grazie al suo patrimonio architettonico e alle sue aree protette.</p>
<h4>Il mare di Terracina é quello della Maga Circe, che chiude il golfo a nord con il profilo del Monte Circeo disegnato sull’orizzonte.</h4>
<p>La struttura urbana di Terracina si presenta a due livelli, una parte bassa , il cui sviluppo ha avuto inizio in epoca romana ed è proseguita fino al XXI secolo, e una parte alta dove si ritrovano testimonianze più antiche che risalgono al tempo della dominazione romana fino al periodo medievale.</p>
<p>Visitando Terracina Alta si trovano gli elementi artistici e architettonici più belli, tra cui  il <strong>Foro Emiliano</strong>, centro dell’antico nucleo urbano dove ancora oggi si può osservare l’antica pavimentazione presente su <strong>Piazza del Municipio</strong>.</p>
<p>Una menzione a parte merita la <strong>Chiesa del Purgatorio</strong>, una curiosa costruzione di gusto barocco-spagnolesco che sorge in cima ad una scalinata ed è caratterizzata, sia nella facciata sia nell’interno, da immagini funeree e grottesche. La <strong>Cattedrale di San Cesareo</strong>, conosciuta come Duomo di Terracina, è di origine antichissima e nel corso dei secoli ha subito varie modifiche e ampliamenti.</p>
<p>Sempre nella zona di Terracina Alta si scoprono i resti di quello che era il possente <strong>Castello di Frangipane</strong>, posto  a guardia della città per il controllo delle coste. Proseguendo la passeggiata tra le vie del borgo antico si possono ammirare <strong>il Palazzo Vescovile</strong> di epoca carolingia, il trecentesco <strong>Palazzo Venditti e la Torre Frumentaria.</strong></p>
<p>Sopra e sotto questo magnifico centro storico fatto di torri, sottopassi, leoni di pietra che proteggono le strade, ecco il <strong>tempio di Giove Anxur</strong>, in alto sulla collina verde di Monte Sant’Angelo, un corridoio di archi aperti a precipizio sul mare.</p>
<h4>L’aria di mare e le colline dell’entroterra, appunto, sono gli elementi che rendono speciali le <strong>fragole Favette di Terracina</strong>.</h4>
<p>Un frutto tondo, dal colore rosso intenso e dal sapore dolce e acidulo allo stesso tempo, consigliato per alcuni accostamenti culinari, ma perfetto con gamberi e tonno rosso.  Da provare insieme al <strong>Moscato DOC di Terracina</strong> e ai gelati artigianali con lo zafferano, coltivato nella piccolissima enclave di Campo Soriano.</p>
<p>Di fronte a Terracina si scopre l<strong>’Arcipelago delle Isole Pontine, </strong>che annovera <strong> Ponza </strong>tra le sue isole principali. I fondali limpidi, caratterizzati da varietà e pregevole bellezza, sono il luogo perfetto per gli amanti delle immersioni e della fotografia subacquea.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69643" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/ponza-2186835_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/ponza-2186835_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/ponza-2186835_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/ponza-2186835_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/ponza-2186835_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Un particolare effetto viene donato dal porto semicircolare di Ponza, costruito sull’originario impianto romano e circondato da case rosate e bianche. Un giro dell’isola permette di apprezzare lo splendido alternarsi di cavità, grotte, calette e baie dai colori unici. La struttura urbanistica dell’isola risale al periodo della colonizzazione borbonica, come testimonia anche l’antica torre fortificata.</p>
<p>Due piccole perle di Ponza sono <strong>Zannone</strong> e <strong>Palmarola,</strong> due isolette disabitate e raggiungibili in barca. L’approdo a Zannone si trova a <strong>Punta del Varo</strong>, mentre per arrivare a Palmarola è necessario recarsi a <strong>Cala di San Silverio</strong></p>
<p>Quasi al centro del Mar Tirreno si presenta<strong> Ventotene, </strong>la seconda delle Isole Pontine<strong>, </strong>dalle piccole dimensioni, ma incantevole nel suo aspetto. Sull’isola sono presenti due spiagge, <strong>Cala Rossano</strong> nel bacino del porto nuovo e <strong>Cala Nave</strong>, di fronte alla quale emergono due grandi blocchi di roccia chiamati Nave di Terra e Nave di Fuori e il cosiddetto <strong>Scoglietello</strong>.</p>
<p>Il centro urbano di Ventotenesi concentra intorno alla <strong>Piazza del Comune</strong>, alla <strong>Chiesa di Santa Candida e a Piazza De Gasperi</strong>, con le due uniche strade che percorrono l’intera isola. Anche qui si trovano testimonianze dell’antica Roma, come il Porto e la Peschiera romana ed i resti <strong>Villa Giulia,</strong> che occupava tutto il lato nord dell’isola fino a Punta Eolo.</p>
<p>Ventotene è anche nota perché qui venne redatto il primo documento dell’europeismo italiano, conosciuto come <strong>“Il Manifesto di Ventotene</strong>, scritto tra il 1941 e il 1942 da Spinelli, Rossi e Colorni durante il loro confino politico.</p>
<h4>Ritornando sulla costa pontina ecco<strong> Sperlonga,</strong> borgo marinaro che nasce su un costone di roccia del Colle S.Magno che si distende verso il mare.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69644" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Sperlonga_grotta_di_tiberio_01-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1333" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Sperlonga_grotta_di_tiberio_01-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Sperlonga_grotta_di_tiberio_01-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Sperlonga_grotta_di_tiberio_01-1024x683.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Sperlonga_grotta_di_tiberio_01-768x512.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Sperlonga_grotta_di_tiberio_01-1536x1024.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Sperlonga_grotta_di_tiberio_01-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Un litorale magnifico con spiagge dorate, rocce modellate dal vento, grotte marine e folte colline con orti e uliveti che incorniciano un mare limpido.</p>
<p>Un borgo tipicamente mediterraneo che ha conservato intatta la sua struttura originaria con incantevoli costruzioni bianche e vicoli stretti pieni di botteghe artigiane. Data la sua posizione, nel territorio di Sperlonga  furono costruite varie torri di avvistamento, tra cui la <strong>Torre Centrale</strong>, <strong>la Torre del Nibbio</strong> e la <strong>Torre Truglia</strong>,  che costituivano un sistema più ampio di strutture difensive realizzato nel corso del XVI secolo.</p>
<p>Ma Sperlonga è anche famosa per un sito archeologico come la villa dell’imperatore romano  Tiberio, che comprende una grotta-ninfeo che si apre sul mare, un vivaio ittico e un impianto termale, immancabile nelle abitazioni dei personaggi importanti dell’epoca. Sul luogo è nato il <strong>Museo Archeologico Nazionale e Villa di Tiberio</strong> che illustra le ricostruzioni di grandi gruppi statuari collocati in origine nelle grotte naturali che fungevano da veri e propri spazi espositivi.</p>
<h4>Si prosegue per<strong> Gaeta, </strong>nell’estremità meridionale della Riviera d’Ulisse.</h4>
<p>Una costa caratterizzata da bellissime spiagge delimitate da speroni rocciosi, su cui svettano torri costiere, baie e calette.</p>
<p>Una cittadina dalla storia tormentata in cui si mescolano grandi strutture come il <strong>Castello Angioino-Aragonese, </strong>che regna sul Golfo di Gaeta, assieme a semplici abitazioni antiche e moderne costruite lungo strette vie, mentre monumentali chiese rinascimentali e medievali convivono con templi cristiani più modesti.</p>
<p>Tra le architetture religiose, appunto, sono da menzionare la <strong>Cattedrale di Sant’Erasmo</strong> e la <strong>chiesa della Santissima Annunziata</strong>. Poi un luogo da non perdere è il <strong>Santuario della Santissima Trinità sul Monte Orland</strong>o, area protetta nel Parco Regionale della Riviera di Ulisse.</p>
<p>In quest’area si trova la <strong>Grotta del Turco</strong>, enorme cavità naturale a cui si accede attraverso una vertiginosa scalinata nei pressi dell’ingresso del Santuario della Montagna Spaccata. Un nome caratteristico che riconduce ai pirati Saraceni che, nel IX secolo, durante le incursioni ai danni del Ducato di Gaeta, si riparavano nelle spaccature del promontorio.</p>
<p>Non si può lasciare Gaeta senza aver provato le sue specialità e aver soddisfatto il palato in modo quasi unico. Ci pensano due particolari prodotti come <strong>le olive</strong>, considerate un patrimonio della gastronomia di Gaeta, e <strong>la tiella</strong>, celebre piatto tipico marinaro, una pizza rustica dalla forma circolare e ripiena di pesce (alici, polpo, calamari) e verdure, ricotta, pomodoro e cipolla.</p>
<h4>Poi <strong>Formia, </strong>parte finale del litorale pontino.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69646" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Formia-vista_golfo.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Formia-vista_golfo.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Formia-vista_golfo-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Formia-vista_golfo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Una delle città più antiche della zona che presenta numerosi resti romani tra cui la <strong>tomba di Cicerone</strong>. Un mausoleo che si trova nelle vicinanze di quella che viene considerata l’antica e sfarzosa villa dove abitò l’oratore e che qui fu assassinato.</p>
<p>Formia è sicuramente una meta molto apprezzata durante il periodo estivo, grazie alle sue spiagge, ma passeggiare lungo le vie del suo centro storico permette di fare altre interessanti incontri con l’arte e l’architettura.  Molto interessanti, infatti, sono i resti del <strong>Castello Angioino</strong> con la sua  torre cilindrica alta 27 metri, “<strong>Il Castellone</strong>” medievale che mantiene ancora oggi inalterato il suo fascino antico e il <strong>Torrione dei Caetani</strong>, sulla sommità dell’antica rocca romana.</p>
<p>Continuando la scoperta del borgo antico si incontra il <strong>Duomo di Sant’Erasmo</strong>, chiesa a tre navate in stile rinascimentale, mentre la <strong>Chiesetta di Sant’Anna</strong> risale al X secolo, ma è stata ristrutturata in stile moderno. Il patrimonio artistico di Formia si arricchisce di altri edifici religiosi come la <strong>Chiesetta di San Remigio, la Chiesa di Santa Maria del Castagneto</strong>,  la più antica di Formia e la <strong>Chiesa e il convento di Santa Teresa D’Avila</strong>.</p>
<h4>Una particolarità da ammirare è l’imponente <strong>Cisternone.</strong></h4>
<p>Una grandiosa opera idraulica realizzata durante l’età imperiale romana con una struttura così robusta da poter sorreggere persino le case e i vicoli soprastanti..</p>
<p>Si lascia il mare per scoprire un entroterra particolare come quello della<strong> Ciociaria. </strong>Un nome, di uso popolare, che deriva da quello delle <strong>ciocie</strong>, caratteristiche calzature portate un tempo da contadini e pastori</p>
<p>In questa zona <strong>Cassino</strong> è sicuramente un’importante località, nota soprattutto per <strong>l’Abbazia di Montecassino</strong>, uno dei luoghi di culto più importanti d’Italia. Fondata da San Benedetto nel 529,  ospita le sue spoglie mortali e quelle di Santa Scolastica. Posizionata su una collina a più di 500 metri di altezza continua a regnare sulla città di Cassino e su gran parte del territorio circostante, nonostante le devastazioni subite nel corso dei secoli.</p>
<h4>Ma oltre a questo monumentale edificio, Cassino presenta altre strutture degne di nota.</h4>
<p>Poco distanti dal centro di Cassino si trovano due aree di particolare interesse. Una riguarda le affascinanti <strong>Terme Varroniane</strong>, costruite sulle rovine della grande villa di Marco Terenzio Varrone e al cui interno sgorga la più grande sorgente di acqua d’Italia, mentre l’altra è il sito di <strong>Casinum</strong>, trasformato in parco archeologico che  include resti di vari monumenti di epoca romana dell’antica città.</p>
<p>Il legame della città con San Benedetto è testimoniato da un particolare  corteo storico denominato “<strong>Terra Sancti Benedicti”.</strong> Ambientato nel  XIII secolo, ogni anno commemora il giuramento della “milizia abbaziale” ed il tributo a San Benedetto.</p>
<p>Da Cassino si procede direttamente in direzione di<strong> Frosinone</strong>, anima della Ciociaria racchiusa tra i Monti Ernici e i Monti Lepini. L’edificio più importante della città è senza dubbio la <strong>Cattedrale di Santa Maria Assunta </strong>seguita dalla<strong> Chiesa di San Benedetto. </strong></p>
<p>A queste si aggiunge il <strong>Palazzo della Provincia</strong>, in stile neoclassico,  che custodisce al suo interno la celebre Danzatrice, un&#8217;opera in bronzo del primo Novecento di Amleto Cataldi. Nelle sale dei piani superiori, come in una pinacoteca contemporanea, si trovano le opere d&#8217;arte di Umberto Mastroianni, di Renato Guttuso e Giovanni Colacicchi.</p>
<p>Il museo archeologico comunale racconta la storia della città, conservando alcune testimonianze sia della Frosinone romana che di quella medievale, mentre ai piedi della città vecchia si trovano i resti dell&#8217;anfiteatro romano, delle terme e delle abitazioni.</p>
<p>Evento simbolo della città di Frosinone è la <strong>Festa della Ràdeca. </strong>Un carnevale storico che rappresenta l’evento più atteso dell’anno e racconta e conserva in modo particolare tutto il folclore degli abitanti.</p>
<h4>Poco distante si trova <strong>Alatri, </strong>definita anche Città dei Ciclopi per il meraviglioso stato di conservazione dell’<strong>Acropoli </strong>, vero simbolo delle “città megalitiche” laziali.</h4>
<p>Posizionata nella parte più alta del borgo, al centro dell’Acropoli si presenta la <strong>Cattedrale di San Paolo</strong> costruita nel periodo alto medievale.</p>
<p>Un centro storico dall’aspetto medievale, ma perfettamente racchiuso nel circuito delle mura megalitiche, leggermente aperte da alcune porte originarie, come <strong>Porta Portati</strong> e <strong>Porta San Benedetto</strong>. Un contesto ambientale che ospita il <strong>Palazzo del Cardinale Gottifredo</strong>, costruzione romanica oggi sede del Museo Civico Archeologico e la  <strong>Chiesa di Santa Maria Maggiore</strong>, gioiello d’arte romanico-gotica, elemento artistico più importante di Alatri.</p>
<p>Una leggenda narra che la città di Alatri fu costruita basandosi sul percorso del primo raggio di sole nel giorno del solstizio d’estate. Ogni anno, il 21 giugno, le persone legate alla leggenda <strong>del natale di Alatri</strong>, si recano sull’Acropoli per assistere al primo raggio di sole che tocca il muro orientale di questa</p>
<p>Le coltivazioni di legumi e ortaggi si ritrovano nella cucina tipica di Alatri. Da gustare la minestra di broccoli di rapa, <strong>i mazzacrocchi</strong>,  specialità locale di pasta e fagioli, e <strong>i tartalicchi</strong>, frittelle tipiche con impasto a base di patate lessate.</p>
<h4>Segue <strong>Anagni, </strong>detta anche Città dei Papi, avendo dato i natali a quattro pontefici.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69647" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/12391168993_fb9c06a288_b.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/12391168993_fb9c06a288_b.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/12391168993_fb9c06a288_b-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/12391168993_fb9c06a288_b-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>L’elegante <strong>Palazzo dei Papi</strong> è un simbolo rappresentativo della città. Qui, nel 1303, avvenne lo storico episodio dello <strong>schiaffo di Anagni</strong> ai danni  di papa Bonifacio VII. Un oltraggio morale e uno degli atti conclusivi del forte contrasto nato tra il Papa ed il re di Francia Filippo IV per definire la supremazia del potere spirituale su quello temporale.</p>
<p>Simbolo artistico di Anagni è, invece, la <strong>Cattedrale di Santa Maria</strong>, al cui interno si trova la Cripta di San Magno che, con i suoi pregevoli affreschi, è stata definita la  Cappella Sistina del Duecento”. In più, la Cattedrale si affaccia sulla  suggestiva <strong>Piazza Innocenzo III</strong>, uno splendido salotto medievale che in estate fa da palcoscenico ad un evento artistico di grande successo come il  <strong>“Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale”.</strong></p>
<p>Al papa Bonifacio VIII è dedicato anche il piatto più popolare di Anagni. Un <strong>timballo </strong>composto da fettuccine e condito da un ricco ragù a base di polpette, racchiuso da strati di prosciutto crudo. Ad accompagnarlo un vino della zona come il <strong>Rosso Cesanese</strong>, che si abbina perfettamente anche ad altri piatti della Ciociaria quali gnocchi di patate, polenta con salsicce o spuntature di maiale e pecora in umido.</p>
<h4>Il sensazionale viaggio nel Lazio si chiude a<strong> Fiuggi, </strong>uno dei centri termali più celebri d’Italia, grazie alle sue acque dalle notevoli proprietà terapeutiche.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69648" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Fiuggi-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1500" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Fiuggi-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Fiuggi-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Fiuggi-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Fiuggi-768x576.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Fiuggi-1536x1152.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Fiuggi-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Una cittadina divisa in due parti, il borgo antico, o <strong>Fiuggi Vecchia</strong>, posta su un colle a circa 750 metri, e  <strong>Fiuggi Terme</strong>,  più in basso a circa 550 metri, dove si estendono la gran parte delle strutture ricettive e delle attività commerciali.</p>
<p>Una stazione termale che rappresenta un luogo ideale per le cure, ma anche per trascorrere un periodo di villeggiatura rilassante e pieno di stimoli culturali. Nella zona più vecchia della città, infatti, si trovano alcune architetture religiose da visitare come la <strong>Collegiata di San Pietro Apostolo</strong>, <strong>la chiesa di Santo Stefano</strong> e la <strong>Chiesa di Santa Maria del Colle.</strong></p>
<p>Nella parte bassa, invece, si presentano la <strong>Chiesa Regina Pacis</strong> e la <strong>Chiesa di Santa Teresa del Bambino Gesù.</strong> Altri edifici più moderni sono stati realizzati in stile  liberty nei primi anni del ‘900. Uno di questi è il <strong>Grand-Hotel Teatro Casinò di Piazza dell’Olmo</strong>, che oggi ospita il Teatro, un salone delle esposizioni e una scuola alberghiera.</p>
<h4>Il 2 febbraio di ogni anno Fiuggi celebra un evento particolare.</h4>
<p>Si tratta della <strong>festa delle “stuzze”</strong>, in cui vengono accesi dei grandi falò in ricordo del rogo di San Biagio che salvò il borgo dagli assalitori. Ma a Fiuggi si rispetta anche la tradizione culinaria della Ciociaria, soprattutto con le  <strong>Pappafuocchie,</strong>  pasta e fagioli cannellini tipica della zona. Spazio anche a piatti di pesce come trota, gamberi di fiume e anguille. Da provare le marzoline e tutti i formaggi ovini e caprini stagionati, accompagnati dal famoso <strong>Cesanese del Piglio</strong>, un vino DOCG che si produce nel territorio.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-il-lazio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
