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	<title>venezuela &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Terremoto in Venezuela: la vicinanza di Ecoseven al popolo venezuelano e come aiutare chi ha perso tutto</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/terremoto-in-venezuela/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 16:10:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Redazione Ecoseven – 26/06/2026 Terremoto in Venezuela &#124; La Redazione di Ecoseven esprime il più profondo cordoglio e la più sincera vicinanza al popolo venezuelano, da un doppio, devastante terremoto. Due scosse di magnitudo 7.2 e 7.5, a soli 39 secondi di distanza l&#8217;una dall&#8217;altra, hanno raso al suolo interi quartieri tra Caracas e lo Stato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecosev</a><a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">en</a> – 26/06/2026</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-320299 size-full" title="Soccorritori tra le macerie dopo il terremoto in Venezuela del 24 giugno 2026, solidarietà al popolo venezuelano" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Terremoto-in-Venezuela-solidarieta-Ecoseven.webp" alt="Terremoto in Venezuela: la vicinanza di Ecoseven" width="1192" height="654" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Terremoto-in-Venezuela-solidarieta-Ecoseven.webp 1192w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Terremoto-in-Venezuela-solidarieta-Ecoseven-300x165.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Terremoto-in-Venezuela-solidarieta-Ecoseven-1024x562.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Terremoto-in-Venezuela-solidarieta-Ecoseven-768x421.webp 768w" sizes="(max-width: 1192px) 100vw, 1192px" /></p>
<p><strong>Terremoto in Venezuela | La Redazione di Ecoseven esprime il più profondo cordoglio e la più sincera vicinanza al popolo venezuelano, da un doppio, devastante terremoto. Due scosse di magnitudo 7.2 e 7.5, a soli 39 secondi di distanza l&#8217;una dall&#8217;altra, hanno raso al suolo interi quartieri tra <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Caracas" target="_blank" rel="noopener">Caracas</a> e lo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_Guaira#:~:text=La%20Guaira%20%C3%A8%20il%20principale,di%20cui%20%C3%A8%20il%20porto." target="_blank" rel="noopener">Stato di La Guaira</a>: secondo l&#8217;United States Geological Survey è il sisma più potente che il Paese abbia conosciuto negli ultimi 126 anni. Il bilancio, ancora provvisorio e purtroppo in continuo aggravamento, parla di centinaia di vittime, migliaia di feriti e decine di migliaia di dispersi. In un momento così doloroso, la solidarietà concreta e gli aiuti umanitari sono la cosa più importante: in fondo a questo articolo trovi i canali umanitari ufficiali per aiutare chi ha perso tutto.</strong></p>
<h2>Terremoto in Venezuela: cosa è successo?</h2>
<p>Nella serata del 24 giugno 2026 (la notte in Italia), il nord del Venezuela è stato colpito da una sequenza sismica di eccezionale violenza. La prima scossa, di magnitudo 7.2, ha avuto epicentro nell&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mor%C3%B3n_(Venezuela)" target="_blank" rel="noopener">area di Morón,</a> a circa 170-200 chilometri a ovest di Caracas; <strong>appena 39 secondi</strong> <strong>dopo</strong>, una seconda scossa ancora più forte, di magnitudo 7.5, ha colpito pochi chilometri più a sudovest, a una profondità ridotta. A queste sono seguite numerose repliche.</p>
<p>La combinazione di due terremoti così potenti e ravvicinati, con ipocentri superficiali, ha moltiplicato la capacità distruttiva. Lo Stato costiero di La Guaira, a nord della capitale, è l&#8217;area più devastata: vi sono crollati oltre cento edifici. Gravi danni anche a Caracas e negli Stati di Aragua, Carabobo, Falcón, Miranda e Yaracuy. L&#8217;aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía è stato chiuso per i danni gravissimi, complicando l&#8217;arrivo dei soccorsi; in molte zone sono saltate elettricità, acqua e comunicazioni, ed è stata sospesa l&#8217;erogazione del gas per prevenire esplosioni.</p>
<h2>Un bilancio drammatico e ancora provvisorio</h2>
<p>I numeri del terremoto in Venezuela vanno letti con cautela, perché cambiano di ora in ora mentre i soccorritori scavano tra le macerie. Le autorità venezuelane hanno riferito di un bilancio salito ad almeno 589 vittime accertate, con migliaia di feriti. La cifra più angosciante riguarda però i dispersi: una piattaforma online creata per iniziativa popolare, dedicata alla ricerca delle persone scomparse, raccoglie decine di migliaia di segnalazioni di familiari senza notizie.</p>
<p>Si stima che circa 70.000 famiglie siano rimaste senza casa. Dietro ogni numero ci sono persone, storie, comunità intere sconvolte. È bene ricordare che il Venezuela affrontava già da anni una grave crisi economica e umanitaria: secondo le Nazioni Unite, ancora prima del sisma quasi otto milioni di persone necessitavano di assistenza. Il terremoto si abbatte quindi su una popolazione già fragile, e questo rende l&#8217;emergenza ancora più severa.</p>
<h2>I più vulnerabili: i bambini</h2>
<p>In ogni catastrofe, sono i più piccoli a pagare il prezzo più alto. L&#8217;UNICEF stima che 3,9 milioni di bambini vivano nelle aree colpite dal terremoto. Per loro i rischi non si esauriscono con le scosse: ferite, separazione dalle famiglie, sfollamento, traumi psicologici e l&#8217;interruzione di servizi essenziali come l&#8217;assistenza sanitaria, l&#8217;acqua potabile e l&#8217;istruzione. Garantire protezione, cure e supporto psicologico ai bambini è una delle priorità della risposta umanitaria nelle prossime settimane.</p>
<h2>La mobilitazione internazionale e il ruolo dell&#8217;Italia</h2>
<p>Di fronte alla dimensione del terremoto in Venezuela, la comunità internazionale si è messa in moto rapidamente. Sotto il coordinamento dell&#8217;Ufficio <a href="https://unric.org/" target="_blank" rel="noopener">ONU</a> per gli affari umanitari (<a href="https://www.unocha.org/" target="_blank" rel="noopener">OCHA</a>) e della rete <a href="https://insarag.org/" target="_blank" rel="noopener">INSARAG</a>, decine di squadre di ricerca e soccorso provenienti da tutto il mondo stanno raggiungendo il Venezuela, con circa un migliaio di soccorritori complessivi da Paesi di ogni continente.</p>
<p>Anche l&#8217;Italia ha risposto. <a href="https://www.esteri.it/it/ministero/" target="_blank" rel="noopener">La Farnesina</a>, attraverso l<a href="https://ambcaracas.esteri.it/it/" target="_blank" rel="noopener">&#8216;ambasciata a Caracas</a>, sta verificando la situazione dei numerosi connazionali nel Paese (in Venezuela risiede una vasta comunità di origine italiana), mentre è previsto l&#8217;invio di un team di specialisti della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco esperti nel soccorso urbano. La Federazione Internazionale di <a href="https://cri.it/" target="_blank" rel="noopener">Croce Rossa</a> e <a href="https://www.ifrc.org/" target="_blank" rel="noopener">Mezzaluna Rossa</a> (IFRC) ha lanciato un appello di emergenza per sostenere la Croce Rossa venezuelana nell&#8217;assistenza a centinaia di migliaia di persone.</p>
<h2>Come possiamo aiutare aiutare concretamente</h2>
<p>La vicinanza, per essere autentica, può tradursi in gesti concreti. Per chi desidera contribuire, è fondamentale rivolgersi solo a canali ufficiali e verificati, evitando raccolte fondi improvvisate o non tracciabili che spesso proliferano in queste circostanze. Ecco le organizzazioni accreditate che stanno operando per l&#8217;emergenza in Venezuela:</p>
<ol>
<li><strong>Croce Rossa Italiana</strong>: <a href="https://cri.it/2026/06/25/terremoto-venezuela-al-via-la-raccolta-fondi-della-croce-rossa/" target="_blank" rel="noopener">ha attivato una raccolta fondi</a> dedicata all&#8217;emergenza Venezuela, a sostegno del lavoro della Croce Rossa venezuelana già impegnata in ricerca, soccorso e supporto medico e psicologico.</li>
<li><strong><a href="https://www.ifrc.org/" target="_blank" rel="noopener">IFRC</a> (Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa)</strong>: coordina l&#8217;appello internazionale per garantire alloggi temporanei, assistenza sanitaria, acqua e supporto psicosociale.</li>
<li><a href="https://www.unicef.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>UNICEF</strong></a>: concentra gli aiuti sui bambini e sulle famiglie, con cure mediche, acqua potabile, spazi sicuri e sostegno psicologico.</li>
<li><a href="https://www.caritas.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Caritas</strong></a>: la rete Caritas venezuelana ha aperto centri di raccolta per distribuire acqua, alimenti non deperibili e medicinali essenziali.</li>
<li><strong>Verifica sempre l&#8217;ente</strong>: prima di donare, controlla che l&#8217;organizzazione sia riconosciuta e che il canale di pagamento sia quello ufficiale del sito dell&#8217;ente.</li>
<li><strong>Diffida delle catene sui social</strong>: link a raccolte personali non verificate e messaggi che chiedono pagamenti immediati sono spesso fonte di truffe.</li>
<li><strong>L&#8217;informazione è già un aiuto</strong>: condividere notizie verificate e canali ufficiali contribuisce a indirizzare bene la generosità di tutti.</li>
</ol>
<h2>Una riflessione sul terremoto in Venezuela: la prevenzione salva vite</h2>
<p>Senza nulla togliere al momento del cordoglio, questa tragedia ricorda a tutti una verità che riguarda anche il nostro Paese: <a href="https://www.ecoseven.net/categoria/ambiente/news-ambiente/" target="_blank" rel="noopener">nessuna nazione è immune dal rischio sismico</a>, e la preparazione fa la differenza tra la vita e la morte. La qualità delle costruzioni, il rispetto delle norme antisismiche, i piani di emergenza e l&#8217;educazione al rischio sono gli strumenti che, nel tempo, riducono il numero delle vittime. È un insegnamento che vale per il Venezuela come per l&#8217;Italia, anch&#8217;essa terra ad alta sismicità. Ricordarlo non è una lezione, ma un modo per onorare chi non c&#8217;è più, impegnandoci a costruire comunità più sicure.</p>
<h2>In breve sul Terremoto in Venezuela</h2>
<p>Il 24 giugno 2026 un doppio terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5 ha colpito il nord del Venezuela, il più forte degli ultimi 126 anni, devastando Caracas e soprattutto lo Stato di La Guaira. Il bilancio, provvisorio e in aggiornamento, conta centinaia di vittime, migliaia di feriti, decine di migliaia di dispersi e circa 70.000 famiglie senza casa, in un Paese già provato da una lunga crisi umanitaria. La Redazione di Ecoseven si stringe con commozione attorno al popolo venezuelano. A chi vuole trasformare la vicinanza in aiuto concreto, ricordiamo di rivolgersi solo ai canali ufficiali — Croce Rossa Italiana, IFRC, UNICEF, Caritas — diffidando delle raccolte non verificate. E, mentre piangiamo le vittime, raccogliamo anche il loro insegnamento più prezioso: la prevenzione e la sicurezza delle costruzioni salvano vite.</p>
<hr />
<p><em>Attenzione: Questo articolo sul Terremoto in Venezuela è prima di tutto un attestato di solidarietà verso il popolo venezuelano colpito duramente da ben due fenomeni sismici gravi. L&#8217;articolo mira anche a diffondere e condividere i contatti con tutti gli enti ufficiali chiamati ad intervenire nella tragedia. Le informazioni sono aggiornate al 26 giugno 2026, e relative a un evento in corso: i dati su vittime, feriti e dispersi sono provvisori e soggetti a continui aggiornamenti da parte delle autorità. Fonti: <a href="https://www.usgs.gov/" target="_blank" rel="noopener">United States Geological Survey (USGS)</a> per i dati sismici; dichiarazioni delle autorità venezuelane e dell&#8217;Unità di Crisi della Farnesina; Nazioni Unite (OCHA, UNICEF); Croce Rossa Italiana e Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC). Per donazioni, fare riferimento esclusivamente ai siti ufficiali degli enti citati.</em></p>
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		<title>Energia: i progetti di Eni in Venezuela</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/news-energia/energia-i-progetti-di-eni-in-venezuela/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Aug 2013 09:04:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[eni]]></category>
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					<description><![CDATA[Incontro tra il Ministro del Petrolio del Venezuela, Rafael Ramirez, e l’AD di Eni, Paolo Scaroni, per fare il punto sulle attivita’ e i progetti in comune nel Paese   Il Ministro del Petrolio del Venezuela, Rafael Ramirez, e l’Amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, si sono incontrati a Caracas per fare il punto sulle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-13545" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/08/images_igallery_resized_ambientetest_Entrevistras_060-8838-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Incontro tra il Ministro del Petrolio del Venezuela, Rafael Ramirez, e l’AD di Eni, Paolo Scaroni, per fare il punto sulle attivita’ e i progetti in comune nel Paese</p>
<p>  <span id="more-13546"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><span style="line-height: 1.3em;">Il Ministro del <strong>Petrolio del Venezuela</strong>, Rafael Ramirez, e l’Amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, si sono incontrati a Caracas per fare il punto sulle attività e i progetti in comune nel Paese.</span></p>
<p class="MsoNormal">Durante l’incontro Paolo Scaroni, insieme con Claudio Descalzi, Direttore Generale Eni E&amp;P, hanno condiviso con il Ministro lo stato di avanzamento  e le attività future per lo sviluppo dei progetti relativi al giacimento super giant di Perla, uno dei più grandi campi di gas scoperti negli ultimi anni a livello mondiale, e del giacimento a olio di Junin -5.</p>
<p class="MsoNormal">In particolare, PDVSA ed Eni hanno concordato la costituzione di una nuova impresa mista (PDVSA 60%, Eni 40%) per lo sviluppo delle riserve di condensati del giacimento di Perla, che ammontano a circa 170 milioni di barili.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Eni</strong> è presente in <strong>Venezuela</strong> dal 1998. Nel Paese la società partecipa nello sviluppo del blocco a olio pesante di Junin-5, situato nella Faja dell’Orinoco e la cui produzione è stata avviata lo scorso marzo, che ha una capacità di 35 miliardi di barili di olio equivalente certificati in posto. Junin-5 è gestito congiuntamente da due imprese miste, entrambe formate da PDVSA (60%) ed Eni (40%): PetroJunín per lo sviluppo e la produzione del campo e PetroBicentenario per la costruzione e la gestione di una raffineria nel complesso industriale di Jose, con una capacità di 350.000 barili al giorno.<span style="line-height: 1.3em;"> </span></p>
<p class="MsoNormal">In <strong>Venezuela Eni</strong> è anche co-operatore di Cardon IV, la società operativa che gestisce il giacimento a gas di Perla, le cui riserve di gas in posto sono stimate in circa 480 miliardi di metri cubi di gas (3,1 miliardi di barili di olio equivalente). Gli azionisti di Perla, dopo l’ingresso di PDVSA nel progetto, saranno PDVSA (35%), Eni (32,5%) e Repsol (32,5). Eni detiene inoltre una partecipazione in Petrosucre, che opera il giacimento offshore di Corocoro (PDVSA 74%, Eni 26%), con una produzione giornaliera in quota Eni di circa 10 mila barili di olio al giorno.</p>
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		<title>Addio Chavez, fautore di una politica energetica tra petrolio e rinnovabili</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/news-energia/addio-chavez-fautore-di-una-politica-energetica-tra-petrolio-e-rinnovabili/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 09:19:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Hugo Chavez]]></category>
		<category><![CDATA[Hugo Chavez Venezuela]]></category>
		<category><![CDATA[Morto Hugo Chavez]]></category>
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					<description><![CDATA[Hugo Chavez, Presidente del Venezuela, e’ morto. Alla guida del Paese ha sognato una rinascita dell’America del Sud, puntando sul petrolio e sul nucleare prima e sull’eolico e sul fotovoltaico dopo E’ morto il presidente del Venezuela Hugo Chavez (58 anni). Dopo quattro interventi chirurgici in un anno e una battaglia persa contro il cancro, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-11050" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/03/images_igallery_resized_ambientetest_HugoChavez-7460-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Hugo Chavez, Presidente del Venezuela, e’ morto. Alla guida del Paese ha sognato una rinascita dell’America del Sud, puntando sul petrolio e sul nucleare prima e sull’eolico e sul fotovoltaico dopo</p>
<p>  <span id="more-11051"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">E’ <strong>morto il presidente del Venezuela Hugo Chavez</strong> (58 anni). Dopo quattro interventi chirurgici in un anno e una battaglia persa contro il cancro, il Presidente non ce l’ha fatta. A nulla sono valse le preghiere dei suoi cittadini, che speravano in un miracolo: Chavez è stato il Presidente del Venezuela dal 1999, conquistando sempre più l’amore del suo popolo. Anti-americano convinto,&nbsp;amante di Twitter e del socialismo, il Presidente del Venezuela Hugo Chavez ha sperato e sognato in una rinascita dell’America del Sud.</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/ITO9SRbY91s" frameborder="0" allowfullscreen="true" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;"></iframe></p>
<p class="MsoNormal">E per questo, una volta alla guida del Paese, <strong>Hugo Chavez</strong> punta sul petrolio e sulle riserve di oro nero di cui predispone il Venezuela: decide di nazionalizzare&nbsp;le principali imprese venezuelane e di basare l&#8217;economia di Caracas solo e unicamente sui giacimenti petroliferi di cui il Paese è ricco. Le sue scelte, però, danneggiano il Paese, causando enormi scompensi all&#8217;interno.&nbsp; Scompensi, questi, che aumentano e si moltiplicano a causa dei cambiamenti climatici e delle alte temperature.</p>
<p class="MsoNormal">Gran parte dell’energia del Paese (70%), infatti, nonostante l’oro nero e i giacimenti di gas, viene fornita dal comparto idroelettrico. La produzione è concentrata sul fiume Caroní, in Regione di Guayana, dove sono state realizzate diverse dighe, la più grande delle quali è la Diga di Guri con 10.200 MW di potenza installata. Negli ultimi anni, però, il Venezuela si trova ad attraversare un gravissimo periodo di siccità, che ha dimezzato la produzione di energia. Il cibo e l&#8217;elettricità&nbsp; iniziano a costare&nbsp;troppo per un Paese che punta alla rinascita.</p>
<p class="MsoNormal"><strong><a href="http://energia.ecoseven.net/news-energia/argentina-rinazionalizza-il-petrolio-e-fa-scatto-matto-alla-repsol" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hugo Chavez</a></strong> punta quindi al nucleare, prendendo accordi con Mosca: la Russia dovrà costruire e gestire la prima centrale nucleare del Venezuela. Mentre, nel 2011, per razionare il consumo di energia elettrica, il governo &nbsp;impone la chiusura anticipata dei cinema. Sembrano dei paradossi per un Paese che galleggia su immensi giacimenti di petrolio e gas.</p>
<p class="MsoNormal">Negli ultimi mesi si assiste ad una svolta green del Venezuela, che decide di puntare sull’energia eolica per incrementare la propria produzione di energia elettrica. Nel 2012 nascono due diversi progetti importanti: la costruzione di due impianti eolici: il Parque Eólico de Paraguaná ed il Parque Eólico de la Guajira. Il primo sarà costituito da 74 torri eoliche in grado di apportare un totale di 100 MW al sistema elettrico nazionale. Il secondo prevede l’installazione di 36 torri, con una capacità produttiva complessiva di 75,6 MW.</p>
<p class="MsoNormal">La rinascita del <strong><a href="http://benessere.ecoseven.net/bellezza/tradizione-e-natura-il-nuovo-segreto-di-bellezza-dal-venezuela" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Venezuela</a></strong> e la svolta green passano anche per il progetto ‘Sembrando Luz’, che grazie all’installazione di pannelli fotovoltaici, vuole portare luce e acqua potabile nelle aree remote del paese. Il progetto, presentato solo qualche mese fa, è in fase di attuazione.</p>
<p class="MsoNormal">Cosa avverrà dopo la <strong>morte di Hugo Chavez</strong>? Tra un mese ci saranno le nuove elezioni e il futuro del <strong>Venezuela</strong> dipenderà da chi sarà eletto. ‘La mancanza di Chavez potrebbe portare a cambiamenti sostanziali anche nel prezzo del petrolio. Se al Governo del Venezuela andrà l’opposizione, il prezzo del petrolio potrebbe anche diminuire, in modo da creare un’industria diversificata, che non basi la propria economia solo sul petrolio’ ha affermato <strong>Rossana Miranda, giornalista italo-venezuelana,</strong> autrice &#8211; con Luca Mastrantonio del Corriere della Sera &#8211; del libro ‘Hugo Chávez. Il caudillo pop’.</p>
<p class="MsoNormal">(gc)</p>
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		<title>Tradizione e natura, il (nuovo) segreto di bellezza dal Venezuela</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/tradizione-e-natura-il-nuovo-segreto-di-bellezza-dal-venezuela/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 16:23:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[cosmesi]]></category>
		<category><![CDATA[venezuela]]></category>
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					<description><![CDATA[Dall&#8217;antica sapienza dei Waiùu, indigeni del Venezuela, nasce una linea di prodotti per la bellezza a base di ingredienti tradizionali e completamente naturali. L&#8217;idea è di una modella, stanca degli effetti collaterali dei normali cosmetici &#8220;Quando ero modella ho cominciato ad utilizzare trucchi e prodotti tradizionali per il viso. Molti di loro chimici. Quando tornavo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-899" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/03/images_igallery_resized_benessere_patricia-velasquez-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Dall&#8217;antica sapienza dei Waiùu, indigeni del Venezuela, nasce una linea di prodotti per la bellezza a base di ingredienti tradizionali e completamente naturali. L&#8217;idea è di una modella, stanca degli effetti collaterali dei normali cosmetici</p>
<p> <span id="more-900"></span> </p>
<p>&ldquo;Quando ero modella ho cominciato ad utilizzare trucchi e prodotti tradizionali per il viso. Molti di loro chimici. Quando tornavo a casa dopo avere avuto cinque o sei sfilate al giorno mia madre mi faceva le cure per un mese con i prodotti naturali. Avevo la pelle rovinata&rdquo;, racconta la modella e attrice venezuelana Patricia Vel&aacute;squez. &ldquo;Per questo mi &egrave; venuto in mente di condividere questa sapienza degli indigeni del mio paese &ndash;continua Vel&aacute;squez in un&rsquo;intervista alla BBC- e fare in modo che loro possano prenderne profitto&rdquo;. &Egrave; nata cos&igrave; l&rsquo;idea di creare la linea di cosmetica naturale Taya Beauty, che significa &ldquo;sono io&rdquo; nella lingua indigena way&uacute;u, etnia della quale lei &egrave; originaria.</p>
<p>Le materie prime sono sopratutto il prezzemolo, l&rsquo;avocado e la noce del Brasile. Ma c&rsquo;&egrave; anche l&rsquo;utilizzo della radice dell&rsquo;albero &ldquo;moriche&rdquo;, che si trova soltanto in Venezuela e che fa parte di tutti i rituali della trib&ugrave; way&uacute;u. I prodotti si commercializzano attraverso la rete Home Shopping Network e si trovano in Germania, Canada, Giappone, Inghilterra e anche in Italia.Per adesso sono soltanto prodotti per la cura dei capelli. A maggio si aspetta l&rsquo;arrivo della seconda linea di cosmetica per il viso e si progetta un profumo. Tutti fabbricati con le ricette e secreti della cultura indigena</p>
<p> &ldquo;Gli ingredienti beneficiano alla comunit&agrave;, il programma &egrave; ottimo per il medio ambiente. Non &egrave; carit&agrave;, &egrave; sostenibilit&agrave;. Il consumatore si beneficia, la fondazione si beneficia&rdquo;, ha spiegato. La Fondazione alla quale si riferisce &egrave; Wayu&uacute; Taya, nata ne 2002 per migliorare la vita delle comunit&agrave; indigene. Way&uacute;u Taya porta avanti diversi progetti orientata alla formazione dei bambini, l&rsquo;assistenza alle donne della comunit&agrave; con la costruzione di scuole finanziate con sfilate di moda ed elaborazione di abbigliamenti unici della cultura indigena.</p>
<p> Nata nel 1971 a Maracaibo, Venezuela, &egrave; di padre meticcio e di mamma indigena, dell&rsquo;etnia way&uacute;u &ndash;Penisola de La Guajira, nel confine tra il Venezuela e la Colombia-. Dopo avere fato la modella a Parigi, Milano e New York per molti anni, nel 1997 Vel&aacute;squez passa al cinema e interpreta ruoli importanti in una ventina di film e fiction (tra cui &ldquo;La Mummia e &ldquo;CSI&rdquo;). Alterna la sua vita professionale con l&rsquo;impregno sociale nella fondazione.</p>
<p>(Gfc)</p>
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