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	<title>uomo &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Wed, 11 Mar 2020 16:26:05 +0000</lastBuildDate>
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		<title>I poteri dell&#8217;occhio umano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2019 10:45:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[occhio]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>
		<category><![CDATA[vista]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;occhio dell&#8217;uomo può rilevare le &#8220;immagini fantasma&#8221; Alcune persone affermano di poter vedere apparizioni. Nonostante queste affermazioni facciano sorridere, potrebbe esserci un fondo di verità. Secondo un articolo pubblicato su arXiv, gli scienziati della Heriot-Watt University di Edimburgo e dell&#8217;Università di Glasgow hanno scoperto&#160;che l&#8217;occhio umano può effettivamente rilevare &#8220;immagini fantasma&#8221;. Queste immagini sono lontane [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-37490" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/01/images_eye-113253.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/01/images_eye-113253.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/01/images_eye-113253-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/01/images_eye-113253-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>L&#8217;occhio dell&#8217;uomo può rilevare le &#8220;immagini fantasma&#8221;</p>
<p>  <span id="more-37491"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Alcune persone affermano di poter <a href="https://www.ecoseven.net//?p=36263" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vedere</a> apparizioni. Nonostante queste affermazioni facciano sorridere, potrebbe esserci un fondo di verità. Secondo un articolo pubblicato su arXiv, <a href="https://www.livescience.com/63590-human-eye-ghost-images.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gli scienziati della Heriot-Watt University di Edimburgo e dell&#8217;Università di Glasgow hanno scoperto</a>&nbsp;che l&#8217;occhio umano può effettivamente rilevare &#8220;immagini fantasma&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste immagini sono lontane dal concetto di entità paranormali: appaiono come pixel grigi, nati dalla proiezione di immagini originali, attraverso la luce riflessa. La lettura di queste si basa su algoritmi così complessi che, fino a poco tempo fa, si pensava fossero troppo complicati per l&#8217;occhio umano.</p>
<p style="text-align: justify;">La lettura funziona come un LiDAR (rilevamento e variazione della luce), un metodo di rilevamento che misura la distanza da un obiettivo, utilizzando un laser a punto singolo. Il rilevatore rimbalza su ogni punto della scena, ricostruendo un&#8217;immagine 3D del bersaglio.</p>
<p style="text-align: justify;">I passaggi matematici nell&#8217;imaging fantasma implicano la combinazione dei pattern originali e dei pattern proiettati sul bersaglio. I punti vanno quindi registrati e combinati, per ricomporre l&#8217;immagine.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati hanno esplorato l&#8217;idea che il cervello umano possa replicare questo processo.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno proiettato pattern a scacchiera, chiamato pattern di Hadamard, contro l&#8217;immagine di Albert Einstein che sporge la lingua. Hanno quindi usato un rivelatore a pixel singolo per raccogliere i pattern luminosi proiettati, che sono stati poi inseriti in un proiettore a LED.</p>
<p style="text-align: justify;">Il proiettore a LED illuminava l&#8217;immagine di Einstein su Hadamard su uno schermo che mostrava i modelli originali di Hadamard, combinandoli insieme. I ricercatori hanno mostrato l&#8217;immagine risultante ai partecipanti e hanno chiesto loro cosa vedessero.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno scoperto che quando i pattern riassunti venivano proiettati lentamente &#8211; attraverso impulsi di un secondo o più &#8211; i partecipanti vedevano solo schemi a scacchi bianchi e neri. Quando acceleravano le proiezioni, tuttavia, l&#8217;immagine di Einstein veniva percepita.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno quindi usato immagini più semplici, come numeri e lettere, scoprendo che risultavano leggibili anche nelle versioni &#8220;fantasma&#8221;.</p>
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		<title>Gli uomini navigano meglio delle donne</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-naturali/gli-uomini-navigano-meglio-delle-donne/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jun 2018 07:30:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze naturali]]></category>
		<category><![CDATA[differenze di genere]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[navigazione]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[La scienza parla per la prima volta delle differenze tra i sessi nelle strategie di navigazione Uomini e donne sono biologicamente diversi e tendono a mostrare diversi punti di forza e di debolezza, legati anche al modo in cui funzionano i loro sensi. Secondo la ricerca, nella navigazione i maschio sono più forti, per strategia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36453" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_navigazioneyuomini.jpg" alt="" width="799" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_navigazioneyuomini.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_navigazioneyuomini-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_navigazioneyuomini-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>La scienza parla per la prima volta delle differenze tra i sessi nelle strategie di navigazione</p>
<p>  <span id="more-36454"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ecoseven.net//?p=32186" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Uomini e donne sono biologicamente diversi e tendono a mostrare diversi punti di forza e di debolezza, legati anche al modo in cui funzionano i loro sensi</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://link.springer.com/article/10.3758%2Fs13421-018-0811-y" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Secondo la ricerca</a>, nella navigazione i maschio sono più forti, per strategia e per misure oggettive di efficienza. <a href="https://link.springer.com/article/10.3758%2Fs13421-018-0811-y"><br /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Gli psicologi della University of California at Santa Barbara hanno dimostrato che gli uomini sono più propensi a prendere scorciatoie e raggiungere velocemente la posizione posta come obiettivo delle donne, mentre queste ultime hanno maggiori probabilità di seguire percorsi familiari.</p>
<p style="text-align: justify;">Alexander Boone e il suo team hanno creato due esperimenti basati sul paradigma della “doppia soluzione” per esaminare le strategie che le persone utilizzano per navigare verso una destinazione in un ambiente conosciuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel primo test, a 68 partecipanti è stato chiesto, a computer, di navigare in un labirinto per raggiungere determinati luoghi. I soggetti hanno anche risposto a domande sul loro senso dell&#8217;orientamento, le strategie che hanno usato e la loro esperienza con i videogiochi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel secondo esperimento, altri 72 soggetti hanno attraversato diverse versioni del labirinto, con e senza &#8220;punti di riferimento distali&#8221; come alberi, per vedere come i diversi sessi utilizzavano gli indicatori durante la navigazione.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno scoperto che gli uomini hanno prestazioni migliori delle donne. &#8220;La differenza di sesso nell&#8217;efficienza della navigazione è grande, ed è parzialmente correlata alla strategia di navigazione”.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Ci sono molti dettagli che al tuo gatto potrebbero sfuggire…</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/ci-sono-molti-dettagli-che-al-tuo-gatto-potrebbero-sfuggire/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jun 2018 07:24:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[aquile]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[gatti]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>
		<category><![CDATA[vista]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio riporta che gli uomini vedono meglio di gran parte degli animali Rispetto a quelli di molti animali, gli occhi umani sono particolarmente adatti a distinguere i colori, a percepire piccolissimi dettagli e a vedere in penombra, in particolare all’alba e al tramonto. Lo rivelano i ricercatori della Duke University.&#160; L&#8217;acutezza visiva o acuità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36451" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_vistagatti2.jpg" alt="" width="799" height="396" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_vistagatti2.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_vistagatti2-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_vistagatti2-768x381.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Uno studio riporta che gli uomini vedono meglio di gran parte degli animali</p>
<p>  <span id="more-36452"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Rispetto a quelli di molti animali, gli occhi umani sono particolarmente adatti a distinguere i colori, a percepire piccolissimi dettagli e a vedere in penombra, <a href="https://www.ecoseven.net//?p=36263" target="_blank" rel="noopener noreferrer">in particolare all’alba e al tramonto</a>. <a href="https://www.cell.com/trends/ecology-evolution/fulltext/S0169-5347(18)30052-1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lo rivelano i ricercatori della Duke University</a>.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;acutezza visiva o acuità visiva o visus è una delle principali abilità visive ed è la capacità dell&#8217;occhio di individuare e percepire dettagli fini, utile a ricevere informazioni dall’ambiente circostante. Quella umana è tra le più sviluppate del regno animale: la differenza, rispetto alle altre specie, è data dalla dimensione dell’occhio e dalla sua struttura.</p>
<p style="text-align: justify;">In un articolo pubblicato a maggio 2018 sulla rivista Trends in Ecology &amp; Evolution, i ricercatori della Duke University hanno esaminato circa 600 specie, tra insetti, uccelli, mammiferi, pesci e altri animali. In tutto il regno animale, la maggior parte delle specie &#8220;vede il mondo con meno dettagli di noi&#8221;, ha detto la principale autrice Eleanor Caves. In particolare, gli animali di piccola taglia, soprattutto quelli con occhi composti, hanno una bassa acuità e quindi possono percepire dettagli fini solo su distanze molto brevi.</p>
<p style="text-align: justify;">Buoni risultati sono stati raggiunti dai primati, dagli scimpanzé e da una parte di rapaci. Alcune aquile, per esempio, possono individuare qualcosa di piccolo come un coniglio mentre volano a migliaia di metri da terra.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;acuità più alta in un pesce è ancora solo circa la metà della nostra&#8221;, ha detto Caves. Gli esseri umani possono vedere un numero di dettagli da quattro a sette volte più alto rispetto a cani e gatti e oltre un centinaio di volte più alto di un topo o una mosca della frutta.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni animali possono far leva su queste differenze di acuità per inviare messaggi segreti che alcune specie possono leggere, altre no: per esempio, i ragni orb tessitori (Araneidae), che decorano le loro tele con zigzag di seta bianca, spirali e altri disegni la cui funzione è stata a lungo oggetto di discussioni. Mentre gli uccelli possono avvistarle da sei piedi, sono praticamente invisibili alle mosche domestiche e ad altri piccoli insetti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>De Herbis, dagli antichi erbari alle fitotecnologie</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/fiere-ed-eventi/de-herbis-dagli-antichi-erbari-alle-fitotecnologie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 May 2018 08:40:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiere ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[fitotecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[piante]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[Preziosi erbari e antiche raccolte di piante incontrano la scienza moderna alla Biblioteca Angelica di Roma C’è tempo fino al 26 maggio 2018 per approfondire il rapporto tra uomo e ambiente, attraverso un evento davvero eccezionale. Dal 18 fino al 26 del mese, infatti, si svolgerà “De Herbis”, la mostra organizzata presso la Biblioteca Angelica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36274" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/05/images_Biblioteca_Angelica.Salone__Vanvitelliano-Roma.jpg" alt="" width="700" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_Biblioteca_Angelica.Salone__Vanvitelliano-Roma.jpg 700w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_Biblioteca_Angelica.Salone__Vanvitelliano-Roma-300x171.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Preziosi erbari e antiche raccolte di piante incontrano la scienza moderna alla Biblioteca Angelica di Roma</p>
<p>  <span id="more-36276"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">C’è tempo fino al 26 maggio 2018 per approfondire il rapporto tra uomo e ambiente, attraverso un evento davvero eccezionale. Dal 18 fino al 26 del mese, infatti, si svolgerà “De Herbis”, la mostra organizzata presso la Biblioteca Angelica di Roma in cui preziosi erbari e antiche raccolte di piante sono affiancati e fatti rivivere dai disegni e le sculture di Andreco, pioniere della sperimentazione artistica in ambito scientifico ed ecologico.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esposizione, curata dalla storica dell’arte Sara Alberani, renderà accessibile al pubblico antichi volumi sulla botanica come gli Erbari di Gherardo Cibo, risalenti alla fine del XVI secolo, l’Hortus Sanitatis del 1491, raccolta di xilografie sul regno vegetale, minerale e animale, e l’Hortus Romanus, opera del 1772 di Giorgio Bonelli sulle piante dell’Orto Botanico di Roma.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36275" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/05/images_andreco_plantae_disegno.jpg" alt="andreco plantae disegno" width="795" height="425" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_andreco_plantae_disegno.jpg 795w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_andreco_plantae_disegno-300x160.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_andreco_plantae_disegno-768x411.jpg 768w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></p>
<p style="text-align: justify;">La mostra “De Herbis” è il cuore del progetto “PLANTAE” ideato dall’associazione Climate Art Project, un’occasione per puntare i riflettori sul mondo vegetale. L&#8217;associazione culturale Climate Art Project, nata il 1 marzo 2018, si costituisce con l&#8217;intento di proseguire alcuni aspetti culturali legati alla divulgazione scientifica e ambientale tramite l&#8217;arte contemporanea e prosegue il lavoro di Andreco, l’ingegnere artista che racconta l’ambiente e i cambiamenti climatici, attivo tra Roma, Bologna e New York.</p>
<p>Per informazioni: <a href="http://www.eurekaroma.it/event-pro/laboratorio-sullo-studio-delle-piante-3-2/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.eurekaroma.it/event-pro/laboratorio-sullo-studio-delle-piante-3-2/</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>A prendere la pillola saranno i maschi?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/a-prendere-la-pillola-saranno-i-maschi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2018 07:42:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[contraccettivi]]></category>
		<category><![CDATA[contraccettivi orali]]></category>
		<category><![CDATA[pillola]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[Pubblicato uno studio sull’efficacia di un nuovo contraccettivo per uomini, a base non ormonale e senza effetti collaterali Ad oggi gli uomini hanno due scelte per la contraccezione: il preservativo o la vasectomia. Per questo la scienza sta cercando di mettere a punto nuovi farmaci, sia su base ormonale che non, in grado di intervenire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36051" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_Pillola_uomo.jpg" alt="" width="800" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_Pillola_uomo.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_Pillola_uomo-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_Pillola_uomo-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Pubblicato uno studio sull’efficacia di un nuovo contraccettivo per uomini, a base non ormonale e senza effetti collaterali</p>
<p>  <span id="more-36052"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Ad oggi gli uomini hanno due scelte per la contraccezione: il preservativo o la vasectomia. Per questo la scienza sta cercando di mettere a punto nuovi farmaci, sia su base ormonale che non, in grado di intervenire sulla produzione di spermatozoi in maniera reversibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0195953" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I ricercatori dell’Università della Nord Carolina hanno sviluppato un nuovo contraccettivo “non ormonale”, l’EP055, privo di effetti collaterali, che agisce sulla proteina EPPIN inibendo la motilità degli spermatozoi</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’EP055 è stato testato per via endovenosa sui maschi dei macachi (Macaca fascicularis e poi Macaca mulatta), causando la diminuzione della motilità nelle 30 ore successive all’infusione e una ripresa della stessa dopo 78 ore, dimostrando la reversibilità dell’effetto.<br /> “In parole semplici, il composto blocca la capacità degli spermatozoi di nuotare, limitando significativamente le capacità di avviare una gravidanza”, ha affermato il professor Michael O&#8217;Rand, ex docente di biologia cellulare e fisiologia presso l&#8217;ateneo americano e autore principale della ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche i ricercatori australiani dell&#8217;Istituto Monash di Scienze Farmaceutiche (MIPS) stanno sviluppando un contraccettivo non ormonale reversibile e privo di effetti collaterali, basato sul blocco del trasporto degli spermatozoi durante l’eiaculazione. Alla Parsemus Foundation di Berkley (California) stanno invece testando il Vasalgel, un polimero in grado di formare un idrogel nel dotto deferente dei testicoli, permettendo il passaggio di alcune molecole ma non degli spermatozoi. Infine, scienziati dell&#8217;Università del Minnesota e del Centro medico dell&#8217;Università del Kansas hanno dimostrato l&#8217;ouabaina, una sostanza estratta dalle piante e utilizzata dai nativi dell’Africa Orientale per avvelenare la punta delle frecce, riesce a rallentare lo sperma.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ecoseven.net//?p=32329" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Aspettando la messa a punto di questi farmaci, non resta che affidarsi alla contraccezione femminile, che, in certi casi, potrebbe avere perfino dei risvolti positivi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Quando un dito può fare la differenza</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/quando-un-dito-puo-fare-la-differenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2018 14:10:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[arabia]]></category>
		<category><![CDATA[homo Sapiens]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[Un antico dito medio in Arabia Saudita potrebbe cambiare la storia delle migrazioni Gli archeologi hanno scoperto un osso fossilizzato, di soli 3,2 cm, al di fuori dell’Africa e del vicino Levante: si tratta di un antico dito medio, appartenente a un membro della specie Homo Sapiens, che prova l’esistenza di esseri umani nel deserto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35964" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_arabia_migrazioni.jpg" alt="" width="797" height="404" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_arabia_migrazioni.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_arabia_migrazioni-300x152.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_arabia_migrazioni-768x389.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<p>Un antico dito medio in Arabia Saudita potrebbe cambiare la storia delle migrazioni</p>
<p>  <span id="more-35965"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Gli archeologi hanno scoperto un osso fossilizzato, di soli 3,2 cm, al di fuori dell’Africa e del vicino Levante: si tratta di un antico dito medio, appartenente a un membro della specie Homo Sapiens, che prova l’esistenza di esseri umani nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Deserto_del_Nefud" target="_blank" rel="noopener noreferrer">deserto del Nefud</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo prova, secondo lo studio dell’Università di Oxford capitanato da Huw Groucutt, che l’Homo Sapiens abitava regioni molto più ampie di quanto si pensasse, fino alle grandi distese erbose della penisola araba. La scoperta mette in discussione la teoria per cui gli umani moderni fossero nati in Africa e fossero migrati nel resto del mondo circa 60.000 anni fa: probabilmente, infatti, l’uomo affrontò diverse fasi migratorie, iniziando i suoi viaggi 20.000 o 25.000 anni prima di quanto si credesse.</p>
<p style="text-align: justify;">L’osso, dissotterrato nel 2016, è stato scansionato per creare un modello 3D, che è stato analizzato solo recentemente. Non si tratta della prima notizia in grado di sconvolgere la storia. Solo poco tempo fa,<a href="http://viaggiare.ecoseven.net/component/content/article?id=19328:la-verita-sulle-prime-pitture-rupestri" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> i ricercatori hanno scoperto che è stato l&#8217;uomo di Neanderthal e non l’homo sapiens</a> a realizzare i primi disegni nelle caverne. Ma questo non fa altro che aggiungere fascino al mistero che accompagna la nostra comparsa sulla terra.</p>
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		<title>Testosterone, 13 mosse per averne cura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2018 13:41:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[buone pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[testosterone]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopri cosa puoi fare per non boicottare la tua produzione di testosterone Il testosterone è un ormone naturale, con un ruolo vitale nella vita degli uomini e delle donne. Ovviamente gli uomini ne hanno una concentrazione maggiore (quasi 50 volte di più) e, nel loro caso, viene prodotto dai testicoli. Ha un ruolo importante nella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35958" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_livelli_testosterone.jpg" alt="" width="799" height="396" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_livelli_testosterone.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_livelli_testosterone-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_livelli_testosterone-768x381.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Scopri cosa puoi fare per non boicottare la tua produzione di testosterone</p>
<p>  <span id="more-35959"></span>  </p>
<p>Il testosterone è un ormone naturale, con un ruolo vitale nella vita degli uomini e delle donne. Ovviamente gli uomini ne hanno una concentrazione maggiore (quasi 50 volte di più) e, nel loro caso, viene prodotto dai testicoli. Ha un ruolo importante nella formazione della massa muscolare, nella percezione dell’energia, nella cognizione, nella formazione della massa ossea, nella gestione dell’insulina e nell’erezione.</p>
<p>Al contrario, se il livello di testosterone è basso, si possono avere atrofia muscolare, osteoporosi, mancanza di concentrazione, affaticamento, insonnia, bassa libido, disfunzione erettile e aumento di peso.</p>
<p>L’unico modo, però, per conoscere i nostri livelli di testosterone è fare un esame del sangue.<br />Se soffri di questo problema, ecco alcuni consigli:</p>
<p>1. Mantieniti in linea. E’ provato che il 40% degli uomini obesi non diabetici e il 50% degli uomini diabetici obesi di età pari o superiore ai 45 anni, hanno livelli di testosterone anormali.<br />2. Controlla l’insulina. L’iperinsulinemia causata dal diabete è ritenuta essere uno dei meccanismi alla base della riduzione dei livelli di testosterone.<br />3. <a href="https://www.ecoseven.net//?p=29823" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fai attenzione alle quantità di zucchero</a>. Lo zucchero riduce i livelli di testosterone nel sangue fino al 25%, indipendentemente dal fatto che ci sia una patologia come il diabete.<br />4. Preoccupati del tuo cortisolo. E’ un dato di fatto che lo stress prolungato provoca l’aumento di cortisolo e questo incide sulla produzione di testosterone.<br />5. Allenati, ma non troppo. Anche l’allenamento intenso provoca l’aumento di cortisolo. Tuttavia, molte persone abituate a questo dicono di sperimentare una libido migliore se fanno sport prima di andare a letto.<br />6. Bevi tè nero. Una tazza di tè contiene la metà della caffeina di una tazza di caffè. A meno che tu non sia particolarmente dipendente, dovresti preferirlo per tenere sotto controllo il cortisolo.<br />7. Scegli grassi sani. Un adeguato apporto di grassi, come l’olio d’oliva, le noci, l’avocado e l’olio di cocco, aumenta i livelli dell’ormone.<br />8. Dormi a sufficienza. Chi dorme 5 ore o meno ha il 10-15% di testosterone in meno.<br />9. Dosa l’alcool. L’etanolo non fa bene al nostro ormone. Anzi.<br />10. Procurati degli adattogeni. Si tratta di erbe come Ashwagandha, Gotu Kola, Tongkat Ali, Tribulus, Siberian Ginseng o Horny Goat Wee, che armonizzano la produzione di ormoni legati alla riproduzione.<br />11. Ama i tuoi reni. L’affaticamento delle ghiandole surrenali, risultato di uno stress prolungato, incide sui livelli di cortisolo. Come immaginerai, li fa aumentare.<br />12. Sperimenta la “Power Pose”. Gli scienziati di Harvard hanno scoperto che stare con le gambe e le braccia larghe, nell’aria, può ridurre i livelli di cortisolo del 25%. Bastano due minuti al giorno.<br />13. Mangia agnello nutrito a erba. La carnitina aumenta la quantità di recettori nei muscoli e migliora la circolazione del sangue.</p>
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		<title>Il dolore delle femmine non è lo stesso dei maschi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Apr 2018 08:21:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[antidolorifico]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[dopamina]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[topi]]></category>
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					<description><![CDATA[Pubblicata una ricerca sull’origine del dolore Secondo uno studio&#160;della University of Texas at Dallas il dolore, a livello cellulare, inizia in modo diverso per uomini e donne. I ricercatori sono partiti da questa importante scoperta: una specifica manipolazione dei recettori del sistema nervoso per la dopamina ha un effetto sul dolore cronico nei topi maschi, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35880" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_dolore_uomodonna.jpg" alt="" width="800" height="502" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_dolore_uomodonna.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_dolore_uomodonna-300x188.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_dolore_uomodonna-768x482.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Pubblicata una ricerca sull’origine del dolore</p>
<p>  <span id="more-35881"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <a href="https://www.utdallas.edu/news/2018/3/5-32861_Study-Pains-Origins-May-Be-Significantly-Different_story-wide.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">uno studio</a>&nbsp;della University of Texas at Dallas il dolore, a livello cellulare, inizia in modo diverso per uomini e donne. I ricercatori sono partiti da questa importante scoperta: una specifica manipolazione dei recettori del sistema nervoso per la dopamina ha un effetto sul dolore cronico nei topi maschi, ma non ha alcun effetto sulle femmine.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Dr.Prince, professore associato di neuroscienze alla School of Behavioral and Brain Sciences e membro del team, ha dichiarato che esistono diversi tipi di cellule che guidano lo sviluppo del dolore e che, a parità di intensità, i meccanismi che guidano questo nei maschi e nelle femmine sembrano molto differenti. </p>
<p style="text-align: justify;">L’esperimento si è concentrato su un meccanismo del dolore appena scoperto, correlato ai recettore della dopamina D5. I topi geneticamente modificati affinché non avessero i recettori D5 hanno mostrato risposte al dolore molto ridotte, ma solo se maschi. Questo permetterebbe lo sviluppo di un farmaco antagonista D5 capace di calmare il dolore negli uomini.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli studi precedenti non avevano permesso questo tipo di osservazioni in quanto i topi femmina venivano scartati. Il ciclo mestruale, infatti, alterava i risultati attraverso la modulazione ormonale. Le differenze di genere, quindi, sono state scoperte grazie all’obbligo di introdurre esemplari femmina imposto nel 2014 dal National Institutes of Health. </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="ambiente/news-ambiente/come-si-curava-l-uomo-di-neanderthal?highlight=WyJhbnRpZG9sb3JpZmljaSJd" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’uomo ha da sempre avuto a che fare con il dolore e, per questo, ha cercato di epoca in epoca soluzioni</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene oggi non si conoscano tutti i meccanismi e la scienza non sia vicina a una risposta precisa, si può immaginare che un giorno saranno sul mercato antidolorifici per donne e farmaci per uomini. Una possibilità importante visto che, secondo le ricerche del Dr. Price, sono le donne a soffrire maggiormente di dolore cronico.</p>
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		<title>I livelli di spermatozoi e la salute</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Mar 2018 11:19:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[rischi]]></category>
		<category><![CDATA[sperma]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio suggerisce che gli uomini con un minore livello di spermatozoi rischiano di ammalarsi molto più degli altri Uno studio condotto in Italia su 5.177 uomini ha rilevato che quelli con basso numero di spermatozoi presentavano il 20% in più di probabilità di avere una maggiore concentrazione di grasso corporeo, una più alta pressione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35799" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_livellidisperma.jpg" alt="" width="800" height="500" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_livellidisperma.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_livellidisperma-300x188.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_livellidisperma-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Uno studio suggerisce che gli uomini con un minore livello di spermatozoi rischiano di ammalarsi molto più degli altri</p>
<p>  <span id="more-35800"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Uno studio condotto in Italia su 5.177 uomini ha rilevato che quelli con basso numero di spermatozoi presentavano il 20% in più di probabilità di avere una maggiore concentrazione di grasso corporeo, una più alta pressione sanguigna, più colesterolo «cattivo» e bassi livelli di testosterone.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli autori dello studio hanno scoperto che era più facile che gli uomini con basso numero di spermatozoi avessero la sindrome metabolica – con un gruppo di fattori di rischio tra cui un indice di massa corporea più alto e una pressione sanguigna elevata e quindi maggiori possibilità di sviluppare diabete, malattie cardiache e ictus. Inoltre, avevano anche 12 volte più probabilità di avere bassi livelli di testosterone, che riducono la massa muscolare e la densità ossea e possono essere un precursore dell&#8217;osteoporosi, una condizione che indebolisce le ossa e le rende più propense a rompere.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio, che verrà presentato a <a href="https://www.endocrine.org/endo-2018" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ENDO 2018</a>, durante il centesimo meeting di Endocrine Society, è stato condotto dal dott. Alberto Ferlin, professore di Endocrinologia all&#8217;<a href="https://www.unibs.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Università di Brescia</a>. Ovviamente, i ricercatori ci hanno tenuto a sottolineare che la loro ricerca non ha dimostrato un rapporto di causa-effetto tra il basso numero di spermatozoi e i problemi metabolici, ma piuttosto un collegamento tra le due condizioni e quindi tra le conseguenze a cui entrambi portano.</p>
<p style="text-align: justify;">Il messaggio che deve passare è che gli uomini che vengono trattati per l&#8217;infertilità dovrebbero essere tenuti sotto controllo per una serie di possibili problemi di salute, poiché grazie a questo studio si è potuto rilevare che sia la quantità che la qualità dello sperma sono indicatori della salute generale degli uomini.</p>
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		<title>Le prove che abbiamo dovuto affrontare per arrivare fin qui</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/news-viaggiare/le-prove-che-abbiamo-dovuto-affrontare-per-arrivare-fin-qui/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2018 15:42:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[74.000]]></category>
		<category><![CDATA[74.000 anni fa]]></category>
		<category><![CDATA[eruzione]]></category>
		<category><![CDATA[eruzioni]]></category>
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		<category><![CDATA[terra]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>
		<category><![CDATA[vulcani]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuove evidenze dimostrano che gli esseri umani sono sopravvissuti a una massiccia eruzione vulcanica 74.000 anni fa In uno studio&#160;recentemente pubblicato, gli scienziati hanno raccontato di aver trovato delle nuove prove riguardano la storia dei gruppi di umani che sopravvissero alla massiccia eruzione vulcanica nella caldera di Toba, un supervulcano di Sumatra, circa 74.000 anni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35781" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_eruzioneantica.jpg" alt="" width="800" height="497" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_eruzioneantica.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_eruzioneantica-300x186.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_eruzioneantica-768x477.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Nuove evidenze dimostrano che gli esseri umani sono sopravvissuti a una massiccia eruzione vulcanica 74.000 anni fa</p>
<p>  <span id="more-35782"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">In <a href="https://www.nature.com/articles/nature25967" target="_blank" rel="noopener noreferrer">uno studio</a>&nbsp;recentemente pubblicato, gli scienziati hanno raccontato di aver trovato delle nuove prove riguardano la storia dei gruppi di umani che sopravvissero alla massiccia eruzione vulcanica nella caldera di Toba, un supervulcano di Sumatra, circa 74.000 anni fa.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché, dopo l&#8217;esplosione, la fauna selvatica interna, le piante e i funghi hanno avuto conseguenze maggiori di quelle della costa, è possibile che le comunità umane si siano spostate lì per sopravvivere all&#8217;inverno vulcanico decennale e sopportare i secoli di effetti che la massiccia eruzione vulcanica ha provocato.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;eruzione di Toba è stata così potente che i frammenti di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tefra" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tefra</a>, ovvero i detriti di roccia che vengono esplosi da un evento vulcanico, riuscirono a raggiungere il Sudafrica, a più di 9.000 Km dalla caldera di Toba; ed è proprio su questi frammenti che si è concentrato questo nuovo studio, poiché essi, conservando un registro della composizione chimica della lava scoppiata durante l&#8217;eruzione, hanno fornito nuove informazioni sulla natura dell&#8217;evento.</p>
<p style="text-align: justify;">Così i ricercatori hanno potuto osservare in che modo l&#8217;eruzione di Toba abbia avuto un tale impatto globale da far spostare le comunità verso le aree costiere meno colpite dall&#8217;eruzione – una flessibilità e un&#8217;attenzione che forse le comunità moderne non sarebbero così leste e dinamiche da avere. Questo ha di certo a che fare con la resilienza delle economie di quei gruppi umani, capaci di superare questo evento traumatico con delle azioni che dovrebbero farci riflettere.<br />È così che si sopravvive e ci si migliora: cambiando, ripartendo, non lasciandosi abbattere.</p>
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