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	<title>Uk &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Che cos&#8217;è l&#8217;eco-ansia?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2019 20:35:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze naturali]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel Regno Unito aumentano i casi di bambini trattati per un crescente senso di paura per i cambiamenti climatici e le imminenti catastrofi ambientali L&#8217;aumento delle emissioni globali, i roghi nella foresta amazzonica, la diminuzione delle forniture alimentari, l&#8217;aumento del livello delle acque, il dramma delle plastiche e delle microplastiche, il mondo invaso dai rifiuti: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-38464" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Eco_ansia.jpg" alt="" width="800" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Eco_ansia.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Eco_ansia-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Eco_ansia-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3>Nel Regno Unito aumentano i casi di bambini trattati per un crescente senso di paura per i cambiamenti climatici e le imminenti catastrofi ambientali</h3>
<p><span id="more-38465"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;aumento delle emissioni globali, i roghi nella foresta amazzonica, la diminuzione delle forniture alimentari, l&#8217;aumento del livello delle acque, il dramma delle plastiche e delle microplastiche, il mondo invaso dai rifiuti: sono queste (parte del)le motivazioni che hanno spinto alla nascita di gruppi d&#8217;azione e iniziative singole (come quella della sedicenne Greta Thunberg), che poi sono diventate movimenti globali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il futuro si prospetta molto difficile ed è giusto combattere: come è noto, avere consapevolezza è un&#8217;arma davvero potente. Un&#8217;arma, però, che come tutte le armi, ha le sue conseguenze negative: in questo caso, aumentare lo stress psicologico sui più giovani.<br />
Nel Regno Unito, addirittura, un numero crescente di bambini viene curato per una «eco-ansia», ovvero una paura del destino ambientale e delle conseguenze che questo avrà sulle nostre vite.</p>
<p style="text-align: justify;">Un gruppo di psicologi che lavora con la <a href="https://www.bath.ac.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>University of Bath</em></a> afferma che sta ricevendo un volume crescente di richieste da parte di insegnanti, medici e terapisti, incapaci di far fronte a questa situazione. E la <a href="https://www.climatepsychologyalliance.org/~cpa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Climate Psychology Alliance</em></a> ha riferito al <a href="https://www.telegraph.co.uk/news/2019/09/15/parents-told-not-terrify-children-climate-change-rising-numbers/?WT.mc_id=tmg_share_tw" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Daily Telegraph</em></a> che alcuni bambini sono stati addirittura trattati con farmaci psichiatrici.</p>
<p style="text-align: justify;">Dice il <em>Daily Telegraph</em> che la CPA e la <em>University of Bath</em> <span style="text-align: justify;">«promuovono una </span>campagna, perché l&#8217;ansia causata specificamente dalla paura per il futuro del pianeta sia riconosciuta come un fenomeno psicologico. Tuttavia, non vogliono che sia classificata come una malattia mentale perché, a differenza dell&#8217;ansia standard, la causa della preoccupazione è &#8220;razionale&#8221;».</p>
<p style="text-align: justify;">Non si conosce ancora il numero esatto di quante persone si sentano sopraffatte dall&#8217;eco-ansia, ma intanto esistono e sono lì e vanno sicuramente valutate come il fenomeno sociale che sono.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
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		<title>E se dovessimo mangiare degli insetti?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2019 19:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[aminoacidi essenziali]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un recente sondaggio fatto nel Regno Unito, le persone (soprattutto i ragazzi) si aspettano di dover passare presto a una dieta etica a base di insetti Quante volte abbiamo guardato con orrore immagini in cui delle persone, che siano state costrette o meno, mangiavano insetti? Essendo qualcosa che non fa parte della nostra cultura, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38310" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Dieta_insetti_CUT.jpg" alt="" width="804" height="410" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Dieta_insetti_CUT.jpg 804w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Dieta_insetti_CUT-300x153.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Dieta_insetti_CUT-768x392.jpg 768w" sizes="(max-width: 804px) 100vw, 804px" /></p>
<p>Secondo un recente sondaggio fatto nel Regno Unito, le persone (soprattutto i ragazzi) si aspettano di dover passare presto a una dieta etica a base di insetti</p>
<p>  <span id="more-38311"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Quante volte abbiamo guardato con orrore immagini in cui delle persone, che siano state costrette o meno, mangiavano insetti? Essendo qualcosa che non fa parte della nostra cultura, ci sembra fuori da ogni decenza. Eppure, potrebbe succedere, anzi sono in tanti a dire che succederà.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, in un recente <a href="https://it.yougov.com/?stay" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sondaggio YouGov</a>, fatto in Gran Bretagna, un terzo della popolazione (il 37%) si è detto consapevole del fatto che <strong>tutti mangeremo insetti entro il prossimo decennio</strong>. E i risultati sono stati ancora più alti tra i giovani, con la metà degli intervistati tra i 18 e i 24 anni che afferma di aspettarsi un insetto nel proprio menu.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo non vuol dire che siamo pronti, ma di certo vuol dire che siamo consapevoli del fatto che il nostro tipo di alimentazione non è più sicuro per il pianeta, per gli animali, né per noi, visto che le malattie sono sempre di più e che le risorse della Terra non riescono a tenere dietro agli allevamenti intensivi. È chiaro che dobbiamo trovare <strong>fonti alimentari alternative</strong> nei prossimi anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Come è noto,<strong> gli insetti</strong> possono essere allevati in numero maggiore con meno risorse e sono <strong>alimenti ad alto contenuto di nutrienti, come proteine, grassi, minerali e aminoacidi essenziali</strong>. E infatti sta nascendo – è già nato da un po&#8217;– un mercato che, di certo, sarà molto contento di leggere i risultati di questo sondaggio, soprattutto come una piccola assicurazione sul futuro.<br />Il fatto che i più giovani siano più propensi a una nuova dieta è molto positivo per un mercato del genere ed è anche normale che sia così: i bambini sono spesso disposti a provare cose a cui i genitori non si avvicinerebbero mai.</p>
<p style="text-align: justify;">Già nel mondo 2 miliardi di persone mangiano regolarmente gli insetti e, infatti, <a href="https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/fao-mangiate-gli-insetti-sono-buoni-e-nutrienti.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la FAO esorta la popolazione mondiale</a>&nbsp;ad incrementare questo numero, soprattutto in Occidente. Dovremmo farlo anche noi ed aprirci a sgranocchiare qualche formica, se ce la offrono.</p>
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		<title>Automobili senza conducente in Gran Bretagna</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/auto/automobili-senza-conducente-in-gran-bretagna/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Dec 2017 12:12:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[auto senza conducente]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Uk]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Regno Unito prevede di avere in strada macchine senza conducente entro il 2021 Il governo britannico stima che entro il 2035 l&#8217;industria automobilistica senza conducente nel Regno Unito varrà 28 miliardi di sterline (circa 31,5 miliardi di euro). Ovviamente la completa integrazione di queste tecnologie nella vita quotidiana britannica richiederà modifiche alle normative e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35223" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/12/images_Auto_senza_conducente_UK.jpg" alt="" width="590" height="350" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_Auto_senza_conducente_UK.jpg 590w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_Auto_senza_conducente_UK-300x178.jpg 300w" sizes="(max-width: 590px) 100vw, 590px" /></p>
<p>Il Regno Unito prevede di avere in strada macchine senza conducente entro il 2021</p>
<p>  <span id="more-35224"></span>  </p>
<p>Il governo britannico stima che entro il 2035 l&#8217;industria <a href="https://www.ecoseven.net//?p=24219" target="_blank" rel="noopener noreferrer">automobilistica senza conducente</a> nel Regno Unito varrà 28 miliardi di sterline (circa 31,5 miliardi di euro). Ovviamente la completa integrazione di queste tecnologie nella vita quotidiana britannica richiederà modifiche alle normative e alla legislazione vigenti.</p>
<p>Lo avevano annunciato già nel 2013, ma ora le cose hanno iniziato davvero a muoversi e il ministro delle finanze Philip Hammond ha stanziato fondi in tal senso nel nuovo piano industriale e quindi la sperimentazione e lo sviluppo possono finalmente partire e la data essere annunciata: il 2021 sarà l&#8217;anno di queste nuove automobili.<br />E non si tratta solo di questo, la rivoluzione tecnologica del Regno Unito passerà anche attraverso le energie rinnovabili e l&#8217;intelligenza artificiale: due aree che saranno essenziali anche per regolare il lancio delle auto senza conducente per le strade della nazione.</p>
<p>Il tutto, ovviamente, è una tensione generale verso un allontanamento dai combustibili fossili: in tutto il mondo, le nazioni si stanno impegnando in cambiamenti simili, dal momento che ormai è noto l&#8217;impatto drastico dei combustibili fossili sull&#8217;ambiente e sui cambiamenti climatici, così come sono noti i benefici economici del passaggio alle fonti rinnovabili.</p>
<p>La Gran Bretagna non è il solo paese ad adottare veicoli autonomi. Il Canada ha già iniziato a testare auto senza conducente sulle sue strade e la Toyota dovrebbe iniziare a testare self-driving car già nel 2020.</p>
<p>Con queste iniziative e altre a suscitare il giusto interesse, i veicoli senza conducente dovrebbero diventare sempre più ampiamente accettati su scala globale nel corso degli anni venire.</p>
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		<title>La Gran Bretagna esaurirà petrolio e gas tra 10 anni. Si punta su eolico offshore</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/eolica/la-gran-bretagna-esaurira-petrolio-e-gas-tra-10-anni-si-punta-su-eolico-offshore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2017 07:23:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eolica]]></category>
		<category><![CDATA[Edimburgo]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
		<category><![CDATA[offshore]]></category>
		<category><![CDATA[regno unito]]></category>
		<category><![CDATA[Uk]]></category>
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					<description><![CDATA[Il petrolio sta per finire nel Regno Unito. La soluzione? Puntare sulle rinnovabili I combustibili fossili non sono eterni e ormai (o finalmente) dobbiamo entrare nell’ordine di idee di trovare un piano B. Sarebbe anche un bene per l’ambiente. Nel Regno Unito, come spiegano i ricercatori dell’università di Edimburgo, petrolio e gas potrebbero terminare tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34633" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/10/images_Deepwater2.jpg" alt="" width="1200" height="846" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_Deepwater2.jpg 1200w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_Deepwater2-300x212.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_Deepwater2-1024x722.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_Deepwater2-768x541.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il petrolio sta per finire nel Regno Unito. La soluzione? Puntare sulle rinnovabili</p>
<p>  <span id="more-34634"></span>  </p>
<p>I combustibili fossili non sono eterni e ormai (o finalmente) dobbiamo entrare nell’ordine di idee di trovare un piano B. Sarebbe anche un bene per l’ambiente. Nel Regno Unito, come <a href="http://www.ed.ac.uk/news/2017/uk-oil-and-gas-reserves-may-last-only-a-decade" target="_blank" rel="noopener noreferrer">spiegano i ricercatori dell’università di Edimburgo</a>, petrolio e gas potrebbero terminare tra dieci anni.</p>
<p>Ciò significa dipendenza totale dalle importazioni o fracking, cioè fratturazione idraulica del sottosuolo per estrarre petrolio e gas di scisto, una opzione già esclusa perché poco sostenibile dal punto di vista economico.</p>
<p>L’unica strada da percorrere, ribadiscono gli esperti, è quella delle energie rinnovabili. La prima nella lista è <a href="energia/eolico" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l’energia eolica offshore</a>. &#8220;Il Regno Unito ha urgentemente bisogno di un piano coraggioso per la transizione energetica&#8221;, spiega l&#8217;autore dello studio, Roy Thompson, docente alla Scuola di Geoscienze dell’università di Edimburgo. &#8220;Dobbiamo muoverci ora e incardinare il passaggio necessario a un&#8217;economia pulita con l&#8217;integrazione tra sistemi energetici, puntando su rinnovabili, efficienza e immagazzinamento dell&#8217;energia”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Ritrovata una straordinaria «Pompei britannica»: ecco com’era la vita di tutti i giorni nell&#8217;Età del bronzo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/ritrovata-una-straordinaria-pompei-britannica-ecco-com-era-la-vita-di-tutti-i-giorni-nell-eta-del-bronzo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2016 09:18:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Must Farm]]></category>
		<category><![CDATA[passato]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[Scavare, ancora una volta ci permette di scoprire il passato La Cambridge Archaeological Unit&#160;sta scavando Must Farm, un sito britannico conservato molto bene e che ora riesce a farci osservare alcune caratteristiche della vita quotidiana delle persone durante l&#8217;Età del bronzo. Descritto come una «Pompei britannica», Must Farm è stato distrutto piuttosto rapidamente e molti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32320" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/09/images_300D2A2A00000578-3396219-Archaeologist_Selina_Davenport_works_on_the_site_of_the_Bronze_A-a-32_1452626838021.jpg" alt="" width="962" height="641" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_300D2A2A00000578-3396219-Archaeologist_Selina_Davenport_works_on_the_site_of_the_Bronze_A-a-32_1452626838021.jpg 962w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_300D2A2A00000578-3396219-Archaeologist_Selina_Davenport_works_on_the_site_of_the_Bronze_A-a-32_1452626838021-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_300D2A2A00000578-3396219-Archaeologist_Selina_Davenport_works_on_the_site_of_the_Bronze_A-a-32_1452626838021-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 962px) 100vw, 962px" /></p>
<p>Scavare, ancora una volta ci permette di scoprire il passato</p>
<p>  <span id="more-32321"></span>  </p>
<p>La <a href="http://www-cau.arch.cam.ac.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cambridge Archaeological Unit</a>&nbsp;sta scavando <a href="http://www.mustfarm.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Must Farm</a>, un sito britannico conservato molto bene e che ora riesce a farci osservare alcune caratteristiche della vita quotidiana delle persone durante l&#8217;<a href="http://www.mustfarm.com/bronze-age-timber-platform/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Età del bronzo</a>. Descritto come una «Pompei britannica», Must Farm è stato distrutto piuttosto rapidamente e molti dei suoi edifici sono affondati in acqua, dove l&#8217;insediamento è stato conservato per i successivi 3.000 anni. Da quando stanno scavando, gli archeologi sono riusciti a trovare di tutto: dai tessuti e il cibo a una ruota; per questo descrivono il sito come la sede di una gamma di beni e di oggetti straordinariamente ricca.</p>
<p>Lo scavo a Must Farm è stato finanziato dalla società <a href="http://forterra.co.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Forterra</a>&nbsp;e da <a href="https://historicengland.org.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Historic England</a> ed è sostenuto dalla <a href="http://www.arch.cam.ac.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">University of Cambridge</a>. Come nel caso di Pompei, la storia degli abitanti di questo luogo è finita in tragedia: visto che il sito è così ben conservato, gli archeologi stanno mettendo insieme davvero molti indizi per riuscire a ricostruire quello che probabilmente è accaduto.</p>
<p>La causa più accreditata è un incendio, probabilmente doloso, che gli abitanti non sono riusciti a gestire e che ha causato la distruzione dell&#8217;insediamento e la caduta dei resti delle case nel fango del fiume dove sono stati conservati fino ad oggi. Sembra che gli eventuali superstiti potrebbero essere riusciti a fuggire, vista la quantità di beni che sono stati lasciati alle spalle. Gli archeologi hanno trovato asce, lance, 60 perle (probabilmente provenienti dalla Turchia o dalla Siria), frammenti di lino e anche impronte; nessuno scheletro, a parte un cranio che era stato probabilmente appeso come trofeo su una delle case. Insomma, un paesaggio colmo di storia, non ci resta che aspettare che qualcuno riesca a raccontarcela per intero.</p>
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		<title>Ecco come contenere le scorie radioattive per 100mila anni</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/ecco-come-contenere-le-scorie-radioattive-per-100mila-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2016 11:35:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un nuovo tipo di cemento per creare una solida barriera tra gli scarti pericolosi delle centrali nucleari e il mondo esterno Gli scienziati britannici stanno chiudendo un progetto per creare un tipo di cemento che possa contenere le scorie radioattive provenienti dalle centrali nucleari fino a 100.000 anni. Il team dell&#8217;impianto sincrotrone Diamond Light Source spera [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30809" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/02/images_igallery_resized_ambientetest_Cemento_per_scorie_nucleari-17691-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Un nuovo tipo di cemento per creare una solida barriera tra gli scarti pericolosi delle centrali nucleari e il mondo esterno<br /></span></p>
<p>  <span id="more-30810"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Gli scienziati britannici stanno chiudendo un progetto per creare un tipo di cemento che possa contenere le scorie radioattive provenienti dalle centrali nucleari fino a 100.000 anni. Il team dell&#8217;impianto sincrotrone <a href="http://www.diamond.ac.uk/Home.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Diamond Light Source</a> spera che questa innovazione – pensata per essere il 50% più efficace nel controllare le radiazioni rispetto agli altri metodi –  permetterà di tenere il passo con l&#8217;aumento di impianti ad energia nucleare.</span></p>
<p>La Gran Bretagna, infatti, ha annunciato il suo piano per costruire diverse nuove centrali nucleari nei prossimi anni, al fine di eliminare gradualmente la sua forte dipendenza da gas, carbone e petrolio. Ma questa forma di energia lascia dietro di sé un sottoprodotto molto pericoloso, con il cui tentativo di contenimento gli scienziati sono stati costantemente in lotta sin dall&#8217;inizio della storia del nucleare. Il piano del gruppo è quello di costruire un Geological Disposal Facility (GDF), una struttura sotterranea in profondità dove i materiali radioattivi possono essere sepolti in modo sicuro, immobilizzati dentro a questo cemento.</p>
<p>Dopo uno studio durato due anni sulle sue capacità di assorbimento, gli scienziati credono di aver trovato alcune «fasi minerali» nel materiale che assorbono gli elementi radioattivi ad alta concentrazione: questo ci dovrebbe far ben sperare per mantenere una solida barriera tra le scorie nucleari e il mondo esterno. Una volta che la posizione del GDF sarà decisa, il team spera di poterci stoccare – in modo sicuro, con questo cemento – i circa 300.000 metri cubi di rifiuti che si calcola saranno prodotti dal Regno Unito entro il 2030. </p>
<p>Circa l&#8217;11% dell&#8217;energia elettrica nel mondo viene dalla fissione nucleare, una percentuale che continua a crescere: il minimo che si può fare di fronte all&#8217;aumentare di questa tendenza, è cercare il maggior numero di modi possibili per gestire in modo sicuro tutti i suoi sottoprodotti pericolosi.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=24594" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dopo anni la situazione a Fukushima non si è ancora risolta.</a></p>
<p> </p>
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		<title>L&#8217;idroelettrico della Gran Bretagna è destinato a scomparire nei prossimi 10 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 13:21:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[idroelettrico]]></category>
		<category><![CDATA[Uk]]></category>
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					<description><![CDATA[La previsione è che, entro la fine del decennio, nel Regno Unito saranno quasi scomparse Secondo Mark Mathieson, amministratore delegato della Green Highland Renewables, un&#8217;azienda di consulenza e costruzione di impianti idroelettrici, l&#8217;industria idrica della Gran Bretagna è destinata a scomparire nel corso del prossimo decennio: il governo conservatore, con la recente revisione delle tariffe [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30705" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/02/images_igallery_resized_ambientetest_Idroelettrico-17641-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">La previsione è che, entro la fine del decennio, nel Regno Unito saranno quasi scomparse<br /></span></p>
<p>  <span id="more-30706"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Secondo Mark Mathieson, amministratore delegato della <a href="http://www.greenhighland.co.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Green Highland Renewables</a>, un&#8217;azienda di consulenza e costruzione di impianti idroelettrici, l&#8217;industria idrica della Gran Bretagna è destinata a scomparire nel corso del prossimo decennio: il governo conservatore, con la recente revisione delle tariffe feed-in (un meccanismo politico che mira a far accelerare gli investimenti sulle rinnovabili) ha mostrato di aver smarrito il punto riguardo all&#8217;energia idroelettrica. </span></p>
<p>Durante il 2015, la Green Highland Renewables, per la costruzione di più di una dozzina di impianti nelle Highland, ha impiegato 20 persone, in maniera diretta, e ha lavorato con più di 250 appaltatori e subappaltatori provenienti da oltre 20 aziende locali: un totale di 1700 persone, in tutto il settore. L&#8217;opinione del signor Mathieson è che questo sistema crollerà e che almeno l&#8217;80 per cento di questi lavori – e di questi lavoratori – scomparirà entro il 2020, visti i tagli radicali (del 37 per cento) annunciati per quanto riguarda le tariffe del mini-idroelettrico dal Dipartimento per l&#8217;Energia e per i cambiamenti climatici (<a href="https://www.gov.uk/government/organisations/department-of-energy-climate-change" target="_blank" rel="noopener noreferrer">DECC</a>), a dicembre dello scorso anno. La revisione del Conto Energia è stata molto forte e sembra non aver messo in conto che l&#8217;energia idroelettrica è stata una parte del mix energetico della Gran Bretagna per più di un secolo. </p>
<p>Anche la British Hydropower Association (<a href="http://www.british-hydro.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">BHA</a>) ha scritto al ministro del DECC Ambra Rudd per rendere nota la preoccupazione riguardo a questa revisione che ha frainteso, secondo loro, il ruolo che l&#8217;energia idroelettrica gioca nella generazione rapida e nell&#8217;energia on-demand di sera e d&#8217;inverno – quando è più necessaria. Hanno pregato il ministro di ripensarci e hanno chiesto un incontro per esplorare nuove opzioni.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=13869" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Per produrre energia pulita, alcuni ricercatori di Hong Kong hanno creato una microturbina idroelettrica che puo&#8217; essere installata nei tubi d&#8217;acqua sotterranei delle citta&#8217;.</span></a></p>
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		<title>Dona il rene a una sconosciuta dopo aver letto un appello su Facebook</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2015 12:39:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Trapianto reni]]></category>
		<category><![CDATA[Uk]]></category>
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					<description><![CDATA[Donare un rene a una sconosciuta? È possibile, leggete questa storia che arriva dal Regno Unito È bastato un appello su Facebook, lanciato da una mamma, per trovare una donatrice di rene, una perfetta sconosciuta che è diventata la protagonista della prima donazione di organi tramite social network avvenuta nel Regno Unito. La protagonista si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-29252" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/10/images_igallery_resized_ambientetest_trapianto_reni-16877-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Donare un rene a una sconosciuta? È possibile, leggete questa storia che arriva dal Regno Unito</p>
<p>  <span id="more-29253"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">È bastato un appello su Facebook, lanciato da una mamma, per trovare una donatrice di rene, una perfetta sconosciuta che è diventata la protagonista della prima donazione di organi tramite social network avvenuta nel Regno Unito.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">La protagonista si chiama Louise Drewery, 36 anni, madre di due figli. Ha letto online l&#8217;appello di Stacey Hewitt, 26 anni, madre come lei e affetta da una patologia renale cronica, che non trovava nessun donatore compatibile tra i famigliari.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">L&#8217;operazione si è svolta al Freeman Hospital di Newcastle.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">L&#8217;appello su Facebook era partito dal padre di Stacey: il problema della figlia si stava aggravando, era sempre più debole e da lì a breve avrebbe avuto bisogno della dialisi per tutta la vita.</span></p>
<p>&#8216;È incredibile quello che ha fatto, non potrò ringraziarla mai abbastanza &#8211; ha detto Stacey al <a href="/www.mirror.co.uk/news/uk-news/mum-undergoes-life-changing-kidney-6657263" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mirror</a> -. Avrebbe potuto ripensarci da un momento all&#8217;altro, e invece no: ci vuole un enorme coraggio per donare un organo a qualcuno che non conosci. Ora abbiamo un legame che ci unirà per tutta la vita.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=27545" target="_blank" rel="noopener noreferrer">7 regole fondamentali per non affaticare i reni e mantenersi in salute</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Il bus che va ad escrementi umani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 12:37:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Biobus]]></category>
		<category><![CDATA[Bristol]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[feci]]></category>
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		<category><![CDATA[metano]]></category>
		<category><![CDATA[Uk]]></category>
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					<description><![CDATA[A Bristol una linea del bus è alimentata dai &#8216;bisogni&#8217; dei cittadini&#8230; Una soluzione che inquina molto meno dei bus a diesel No, non c&#8217;è nessun cattivo odore: non pensiamo a una toilette ambulante, ma un modernissimo bus ecosostenibile in funzione in Inghilterra. Niente benzina, niente metano, funziona solo con feci umane. Si chiama bio-bus [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-25607" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/04/images_igallery_resized_ambientetest_BIo_bus-15044-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>A Bristol una linea del bus è alimentata dai &#8216;bisogni&#8217; dei cittadini&#8230; Una soluzione che inquina molto meno dei bus a diesel</p>
<p>  <span id="more-25608"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">No, non c&#8217;è nessun cattivo odore: non pensiamo a una toilette ambulante, ma un modernissimo bus ecosostenibile in funzione in Inghilterra.</span></p>
<p>Niente benzina, niente metano, funziona solo con feci umane. Si chiama bio-bus e mai nome è stato più appropriato. Il gas che lo fa muovere è estratto dai liquami e poi purificato in modo da fornire dell&#8217;energia super-pulita. Questo bus innovativo rappresenta una delle iniziative in programma per celebrare la città di <a href="http://bristolgreencapital.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bristol come capitale europea dell&#8217;ecologia</a>.</p>
<p>L&#8217;odore, garantiscono i passeggeri, è molto simile al gas metano, che però è un combustibile fossile. Questo gas invece si genera grazie alla digestione anaerobica: dei microrganismi, in assenza di ossigeno, scompongono gli escrementi per produrre biogas. E <span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 15.8079996109009px;">il biglietto di viaggio costa come per gli altri bus.</span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 15.8079996109009px;"> </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">  </span></p>
<p>Rispetto a un bus tradizionale a diesel, il biobus emette meno gas serra: 80% in meno di ossido di azoto e 20-30% in meno di C02; inoltre non emette particolato, molto pericoloso per la salute.</p>
<p>E gli escrementi umani non alimentano solo i bus: sempre in Inghilterra, i bagni dell&#8217;università del West of England possono generare da soli l&#8217;elettricità di cui hanno bisogno per illuminarsi. In questo caso<a href="https://www.ecoseven.net//?p=24466" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> l&#8217;energia è ricavata dall&#8217;urina.</a></p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Vino, UK e Francia: sarà guerra di bollicine?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/vino-uk-e-francia-sara-guerra-di-bollicine/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2015 11:28:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[champagne]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[Uk]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[vino frizzante]]></category>
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					<description><![CDATA[Il vino frizzante inglese è pronto a fare concorrenza allo Champagne? Sarà guerra di bollicine tra l&#8217;Inghilterra e la Francia? Le due storiche rivali, per lo meno in materia di vini non avevano mai gareggiato. La supremazia francese sembrava inattaccabile. Tuttavia oltremanica hanno iniziato a coltivare la vite e confidano molto sulle bollicine di sua [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-23142" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/01/images_igallery_resized_ambientetest_Vino_frizzante_inglese-13791-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il vino frizzante inglese è pronto a fare concorrenza allo Champagne?</p>
<p>  <span id="more-23143"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Sarà guerra di bollicine tra l&#8217;Inghilterra e la Francia? Le due storiche rivali, per lo meno in materia di vini non avevano mai gareggiato. La supremazia francese sembrava inattaccabile. Tuttavia oltremanica hanno iniziato a coltivare la vite e confidano molto sulle bollicine di sua maestà. Forse il momento in cui scalzeranno lo Champagne dal trono è ancora lontano, ma ormai i britannici possono mettere in campo 470 vigneti di 4.500 acri (oltre 18,21087 km quadrati) ciascuno.</span></p>
<p>Il ministro dell&#8217;agricoltura, <a href="https://www.gov.uk/government/ministers/secretary-of-state-for-environment-food-and-rural-affairs" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Elizabeth Truss</a>, ha dichiarato che l&#8217;export di vini inglesi e gallesi supererà la barriera dei 100 milioni di sterline quest&#8217;anno. Due bottiglie su tre saranno di vino frizzante. Sempre secondo il ministro, nel giro di dieci anni l&#8217;<a href="http://www.theguardian.com/uk-news/2015/jan/07/english-wine-exports-100m-farming-growth-elizabeth-truss" target="_blank" rel="noopener noreferrer">economia rurale sarà produttiva al pari di quella delle città</a>. Al momento il giro d&#8217;affari legato alla produzione agricola è di 103 miliardi di sterline e genera un posto di lavoro ogni otto nell&#8217;economia del Regno unito.</p>
<p>Se non amate particolarmente le bollicine potete consolarvi con un buon bicchiere di<a href="benessere/news-benessere/resveratrolo-ecco-perche-il-vino-rosso-e-anti-stress" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> vino rosso: secondo recenti studi è anti-stress</a>.</p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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