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	<title>tumore &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Nov 2023 11:55:13 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Naso elettronico a caccia di tumori</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/naso-elettronico-a-caccia-di-tumori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2023 11:50:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[e-nose]]></category>
		<category><![CDATA[naso elettronico]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
		<category><![CDATA[tumore prostata]]></category>
		<category><![CDATA[Tumore vescica]]></category>
		<category><![CDATA[tumori urologici]]></category>
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					<description><![CDATA[Arriva un naso elettronico in grado di intercettare alcuni tipi di tumori Un&#8217;incredibile innovazione tecnologica sta rivoluzionando la diagnosi dei tumori urologici: il naso elettronico. Questa straordinaria invenzione è stata sviluppata per individuare, in modo precoce, segnali di patologie tumorali nel tratto urologico, consentendo una tempestiva identificazione e trattamento. I tumori urologici sono quelli che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-203649" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/07/analysis-g641337640_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/07/analysis-g641337640_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/07/analysis-g641337640_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/07/analysis-g641337640_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/07/analysis-g641337640_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Arriva un naso elettronico in grado di intercettare alcuni tipi di tumori<span id="more-203648"></span></h3>
<p>Un&#8217;incredibile innovazione tecnologica sta rivoluzionando la diagnosi dei tumori urologici: il <strong>naso elettronico</strong>. Questa straordinaria invenzione è stata sviluppata per individuare, in modo precoce, segnali di patologie tumorali nel tratto urologico, consentendo una <strong>tempestiva identificazione e trattamento</strong>.</p>
<p>I tumori urologici sono quelli che colpiscono la vescica, i reni o la prostata.</p>
<p>Il dispositivo (<em>e-Nose</em>) sfrutta <strong>sofisticati sensori elettronici che rilevano specifiche sostanze chimiche volatili presenti nelle urine</strong>, le quali possono essere indicative della presenza di tumori urologici. Grazie a questa avanzata tecnologia, i medici possono ora ottenere informazioni dettagliate e precise sui potenziali tumori in fase iniziale, garantendo diagnosi tempestive e interventi mirati.</p>
<h4><strong>La diagnosi precoce dei tumori urologici è un passo fondamentale nel migliorare le prospettive di guarigione dei pazienti. </strong></h4>
<p>Infatti, i tumori rilevati in fase iniziale hanno maggiori probabilità di rispondere positivamente alle terapie e di essere trattati con successo, riducendo al minimo il rischio di diffusione e complicazioni.</p>
<p>Questo naso elettronico rappresenta <strong>un notevole progresso rispetto ai metodi diagnostici tradizionali</strong>, come le biopsie invasive, poiché è non invasivo e fornisce risultati rapidi ed efficienti. Inoltre, l&#8217;uso di questo dispositivo potrebbe ridurre i costi delle procedure diagnostiche e migliorare l&#8217;accessibilità alla diagnosi precoce dei tumori urologici per un numero maggiore di persone.</p>
<p>Le potenzialità di questa tecnologia non si limitano solamente alla diagnosi dei tumori urologici, ma potrebbero estendersi ad altre aree mediche, contribuendo alla scoperta tempestiva di altre patologie.</p>
<p>La ricerca e lo sviluppo di strumenti diagnostici sempre più avanzati sono fondamentali per garantire una migliore assistenza sanitaria e migliorare la qualità della vita dei pazienti.</p>
<p><strong><em>Luna Riillo</em></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il 4% dei tumori diagnosticati nel 2020 sono colpa dell&#8217;alcol</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/il-4-dei-tumori-diagnosticati-nel-2020-sono-colpa-dellalcol/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2021 18:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
		<category><![CDATA[tumori per colpa dell'alcol]]></category>
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					<description><![CDATA[A dirlo una ricerca basata su dati globali Secondo uno studio pubblicato su Lancet Oncology e condotto dai ricercatori dell’International Agency for Research on Cancer di Lione (IARC) – l’agenzia dell’Organizzazione mondiale della sanità che si occupa di cancro – più del 4% di tutte le diagnosi di tumori avvenute nel 2020 è stato causato dall&#8217;uso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="center"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-119060" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/portrait-of-drunk-male-alcoholist-drinking-whiskey-PFPX5UN-e1632124897180.jpg" alt="tumori" width="800" height="533" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">A dirlo una ricerca basata su dati globali</h3>
<p><span id="more-119059"></span></p>
<p align="justify">Secondo uno <a href="https://www.thelancet.com/journals/lanonc/article/PIIS1470-2045(21)00279-5/fulltext" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio </a>pubblicato su Lancet Oncology e condotto dai ricercatori dell’International Agency for Research on Cancer di Lione (IARC) – l’agenzia dell’Organizzazione mondiale della sanità che si occupa di cancro – <strong>più del 4% di tutte le diagnosi di tumori avvenute nel 2020 è stato causato dall&#8217;uso di alcol</strong>.</p>
<p align="justify">Utilizzando i dati sulle vendite commerciali e i dati auto-riferiti sull&#8217;uso di alcol, Harriet Rumgay e i suoi colleghi hanno fornito queste stime – e questi risultati davvero impressionanti – che riguardano molti aspetti legati al consumo di alcol. Hanno scoperto che<strong> l&#8217;uso di alcol era associato a un notevole aumento nel carico di cancro a livello globale</strong> (741.300 casi di cancro sarebbero attribuibili al consumo di alcol) con ampie variazioni geografiche.</p>
<p align="justify">Non solo il forte alcolismo, ma <strong>anche il consumo da leggero a moderato ha avuto un ruolo in questi numeri</strong> che, dicono i <a href="https://www.thelancet.com/journals/lanonc/article/PIIS1470-2045(21)00329-6/fulltext" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricercatori</a>, sono aumentati quando sono stati inclusi gli ex-alcolisti.</p>
<h4 align="justify">I fortissimi bevitori contribuiscono al 47% dei casi e i forti bevitori al 14%, mentre chi ha un consumo da lieve a moderato contribuisce al 14% dei casi.</h4>
<p align="justify">Geograficamente, la maggiore incidenza è in Asia orientale e in Europa centrale (6%), mentre la minore incidenza è nell’Asia occidentale e nel Nord Africa (1%).</p>
<p align="justify">Non è una notizia nuova il fatto che <strong>l&#8217;alcol è un cancerogeno</strong>, ma di certo sapere in che modo si può associare a tumori di vario tipo – cavo orale, apparato gastro-intestinale, fegato, mammella.</p>
<p align="justify">È molto importante che le persone capiscano <strong>l&#8217;onere del cancro associato all&#8217;uso di alcol</strong>, dei meccanismi sottostanti e del modo migliore per intervenire si basa su misurazioni accurate dell&#8217;esposizione all&#8217;alcol. Ma, in questo senso, c&#8217;è ancora molto da fare.</p>
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		<title>Tumori della pelle: un farmaco al posto dell&#8217;operazione</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/tumori-della-pelle-un-farmaco-al-posto-delloperazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Sep 2021 06:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[gel contro tumori della pelle]]></category>
		<category><![CDATA[melanoma]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
		<category><![CDATA[tumori della pelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo farmaco potrebbe essere l&#8217;alternativa non chirurgica per i comuni tumori della pelle Potrebbe essere arrivata una grande svolta per quello che riguarda il trattamento della forma più comune di cancro della pelle: un gel sperimentale che si mostra essere una potenziale alternativa alla chirurgia. I ricercatori hanno testato il gel su 30 pazienti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-117282" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/cropped-view-of-dermatologist-holding-dermatoscope-GW8RL49.jpg" alt="tumori della pelle" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/cropped-view-of-dermatologist-holding-dermatoscope-GW8RL49.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/cropped-view-of-dermatologist-holding-dermatoscope-GW8RL49-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/cropped-view-of-dermatologist-holding-dermatoscope-GW8RL49-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3 style="text-align: left;" align="center">Un nuovo farmaco potrebbe essere l&#8217;alternativa non chirurgica per i comuni tumori della pelle</h3>
<p><span id="more-117276"></span></p>
<p align="justify">Potrebbe essere arrivata una grande svolta per quello che riguarda il trattamento della forma più comune di <strong>cancro della pelle</strong>: un gel sperimentale che si mostra essere una potenziale alternativa alla chirurgia.</p>
<p align="justify">I ricercatori hanno testato il <strong>gel su 30 pazienti con carcinoma a cellule basali</strong> (BCC), un cancro della pelle che è anche se è altamente curabile, ha il problema di esserlo principalmente attraverso la rimozione chirurgica. Che è un problema, per esempio quando il cancro della pelle è localizzato in un&#8217;area, come il viso, in cui la chirurgia potrebbe lasciare cicatrici che i pazienti vogliono evitare. Inoltre,<strong> è un tipo di tumore che in molte persone si può sviluppare in molti carcinomi basocellulari distribuiti nel tempo</strong>, il che significa dover tornare molto spesso sotto i ferri per ripetuti interventi chirurgici.</p>
<p align="justify">Per lo studio, il team della professoressa associata di Dermatologia presso la Stanford University, Kavita Sarin, ha testato un farmaco topico sperimentale chiamato Remetinostat, che blocca un enzima noto come istone <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/HDAC1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">deacetilasi</a>.</p>
<h4 align="justify">La ricerca di laboratorio ha dimostrato che l&#8217;inibizione dell&#8217;enzima può sopprimere la crescita del BCC.</h4>
<p align="justify">Lo <a href="https://clincancerres.aacrjournals.org/content/early/2021/08/03/1078-0432.CCR-21-0560" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, pubblicato di recente sulla rivista Clinical Cancer Research, <strong>era un piccolo studio di fase intermedia, progettato per vedere se il farmaco topico funzionava</strong>. E per la maggior parte dei pazienti ha funzionato: di 33 tumori della pelle trattati per sei settimane, 17 si sono completamente risolti e altri sei hanno risposto parzialmente, il che significa che si sono ridotti di almeno il 30% di diametro.</p>
<p align="justify">Il <strong>gel sembrava più efficace contro il BCC superficiale</strong>, con tutti quei tumori della pelle che si restringevano o scomparivano, ma hanno risposto alla cura anche circa i due terzi degli altri tipi di tumore, compreso il BCC nodulare, la forma più comune di cancro, e i tumori &#8220;infiltrativi&#8221;, che possono invadere la pelle più profondamente e ampiamente.</p>
<h4 align="justify">Il principale effetto indesiderato è stato un&#8217;eruzione cutanea nel sito di applicazione.</h4>
<p align="justify">Sono necessari ulteriori studi per &#8220;ottimizzare&#8221; il regime di trattamento, ma i risultati sono davvero promettenti.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Leucemia linfoblastica acuta: uno studio italiano apre nuove speranze</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/leucemia-linfoblastica-acuta-uno-studio-italiano-apre-nuove-speranze/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2020 19:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[cellule carcik]]></category>
		<category><![CDATA[cellule t antitumorali]]></category>
		<category><![CDATA[leucemia linfoblastica]]></category>
		<category><![CDATA[leucemia linfoblastica acuta]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova terapia offre concrete speranze di guarigione dalla leucemia linfoblastica acuta Uno studio italiano, recentemente pubblicato sulla rivista scientifica The Journal of Clinical Investigation, ha testato una nuova terapia su un gruppo di pazienti affetti da un tumore del sangue relativamente raro, la leucemia linfoblastica acuta. La cura, in quasi l’86% dei pazienti trattati ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70400" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/microscope-385364_1280.jpg" alt="leucemia linfoblastica acuta" width="1280" height="849" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/microscope-385364_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/microscope-385364_1280-300x199.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/microscope-385364_1280-1024x679.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/microscope-385364_1280-768x509.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Una nuova terapia offre concrete speranze di guarigione dalla leucemia linfoblastica acuta</h3>
<p><span id="more-70394"></span></p>
<p>Uno <a href="https://www.jci.org/articles/view/138473">studio</a> italiano, recentemente pubblicato sulla rivista scientifica <em>The Journal of Clinical Investigation</em>, ha testato una nuova terapia su un gruppo di pazienti affetti da un tumore del sangue relativamente raro, la <strong>leucemia linfoblastica acuta</strong>.</p>
<h4>La cura, in quasi l’86% dei pazienti trattati ha portato a una scomparsa completa del tumore.</h4>
<p>Grazie agli sforzi dei laboratori di ricerca della <strong>Fondazione Tettamanti</strong>, coordinati dal <strong>Centro di emato-oncologia pediatrica della Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma</strong> (MBBM) con la collaborazione dell’<strong>Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo</strong>, si è dimostrato che le cellule CARCIK, ovvero delle particolari cellule CAR-T ottenute a partire dalle cellule T di donatori sani, se somministrate in pazienti affetti da questo tumore riescono a espandersi nell&#8217;organismo e sono in grado di persistere, essendo dotate di una promettente attività antitumorale.</p>
<p>Il successo dello studio sta, tra le altre cose, anche nel fatto che i 13 soggetti partecipanti erano molto compromessi, nel senso che i quattro bambini e i nove adulti erano stati già sottoposti senza successo a diverse terapie e ad almeno un trapianto allogenico di cellule staminali, dopo il quale avevano avuto una recidiva.</p>
<h4>Per loro, quindi, non vi erano altre opzioni terapeutiche disponibili.</h4>
<p><strong>Dopo 4 settimane dall’infusione delle cellule CARCIK, sei dei sette pazienti trattati con le dosi più alte hanno raggiunto una remissione completa, cioè una scomparsa completa del tumore e cinque di loro hanno raggiunto la negatività della malattia minima residua</strong> – un parametro che misura le cellule leucemiche che restano nell’organismo del paziente dopo la terapia e che con il passare del tempo potrebbero portare a una recidiva della malattia.</p>
<p>La maggior parte dei pazienti che hanno risposto al trattamento con le cellule CARCIK era ancora in remissione dopo una media di 6 mesi dall’infusione – le cellule CARCIK hanno mostrato di persistere nell’organismo fino a 10 mesi.</p>
<p>Uno studio davvero molto promettente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>L&#8217;inquinamento ci entra dritto nella testa</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/l-inquinamento-ci-entra-dritto-nella-testa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2019 15:04:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[nanoparticelle]]></category>
		<category><![CDATA[nanoparticelle oro]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, le nanoparticelle ultrafine aumentano il rischio di cancro al cervello Di solito ci preoccupiamo molto per il PM 2.5, che sta ad indicare il particolato fatto di particelle più piccole di 2,5 micrometri, ma adesso c&#8217;è anche qualcosa di peggio a cui pensare: l&#8217;UFP (particolato ultrafine), ovvero le particelle più sottili [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38717" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/11/images_dicembre_2019_inquinamento_cervello.jpg" alt="" width="794" height="441" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_dicembre_2019_inquinamento_cervello.jpg 794w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_dicembre_2019_inquinamento_cervello-300x167.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_dicembre_2019_inquinamento_cervello-768x427.jpg 768w" sizes="(max-width: 794px) 100vw, 794px" /></p>
<p>Secondo un nuovo studio, le nanoparticelle ultrafine aumentano il rischio di cancro al cervello</p>
<p>  <span id="more-38718"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Di solito ci preoccupiamo molto per il PM 2.5, che sta ad indicare il particolato fatto di particelle più piccole di 2,5 micrometri, ma adesso c&#8217;è anche qualcosa di peggio a cui pensare: l&#8217;UFP (<a href="https://www.ecoseven.net/(https:/en.wikipedia.org/wiki/Ultrafine_particle)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">particolato ultrafine</a>), ovvero le particelle più sottili di 0,1 micrometri.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo ci dice un recente <a href="https://www.ecoseven.net/(https:/journals.lww.com/epidem/Abstract/publishahead/Within_City_Spatial_Variations_in_Ambient.98468.aspx#pdf-link)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a> che si è occupato dei particolati che vanno dal micro al nano: le nuove ricerche, condotte da Scott Weichenthal alla McGill University di Montreal, hanno collegato queste sostanze piccolissime al cancro al cervello.</p>
<p style="text-align: justify;">Come raccontato sul <a href="https://www.ecoseven.net/(https:/www.theguardian.com/environment/2019/nov/13/air-pollution-particles-linked-to-brain-cancer-in-new-research?CMP=Share_iOSApp_Other)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The Guardian</a>,&nbsp;in realtà,&nbsp;«la scoperta di abbondanti nanoparticelle tossiche provenienti dall&#8217;inquinamento atmosferico nel cervello umano è stata fatta nel 2016. Una revisione globale all&#8217;inizio del 2019 ha concluso che l&#8217;inquinamento atmosferico potrebbe danneggiare ogni organo e praticamente ogni cellula del corpo umano».</p>
<p style="text-align: justify;">Il recente studio ha seguito 1,9 milioni di adulti a Toronto e Montreal, correlando dati di censimento, ubicazioni residenziali, emissioni di particelle ultrafini e tumori cerebrali, e arrivando a concludere che le UFP ambientali possono rappresentare un fattore di rischio precedentemente non riconosciuto per i tumori cerebrali incidenti negli adulti.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi la speranza è che gli studi futuri mirino a indagare l&#8217;inquinamento atmosferico in questo senso, vista l&#8217;elevata prevalenza di esposizione a UFP nelle aree urbane.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli UFP provengono da molte fonti (auto a benzina, fonti industriali, diesel) e sono regolati pochissimo, quindi dovremmo di certo fare uno sforzo (anche) personale per evitarli.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Le protesi mammarie provocano l&#8217;insorgenza di tumore?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/le-protesi-mammarie-provocano-l-insorgenza-di-tumore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2019 14:01:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Allergan Limited]]></category>
		<category><![CDATA[FDA]]></category>
		<category><![CDATA[ministero della salute]]></category>
		<category><![CDATA[protesi mammarie]]></category>
		<category><![CDATA[protesi seno]]></category>
		<category><![CDATA[regno unito]]></category>
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		<category><![CDATA[salute e diritti]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
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					<description><![CDATA[Venti donne nel Regno Unito stanno facendo un&#8217;azione legale contro l&#8217;impianto di protesi mammarie che potrebbero avere un collegamento con l&#8217;insorgenza di una rara forma di cancro Nel Regno Unito, ogni anno, si svolgono decine di migliaia di interventi chirurgici per l&#8217;aggiunta di protesi mammarie, principalmente in cliniche private. Per questo, è molto preoccupante la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38259" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Protesi_e_tumore_seno_CUT.jpg" alt="" width="808" height="428" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Protesi_e_tumore_seno_CUT.jpg 808w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Protesi_e_tumore_seno_CUT-300x159.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Protesi_e_tumore_seno_CUT-768x407.jpg 768w" sizes="(max-width: 808px) 100vw, 808px" /></p>
<p>Venti donne nel Regno Unito stanno facendo un&#8217;azione legale contro l&#8217;impianto di protesi mammarie che potrebbero avere un collegamento con l&#8217;insorgenza di una rara forma di cancro</p>
<p>  <span id="more-38260"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Nel Regno Unito, ogni anno, si svolgono decine di migliaia di interventi chirurgici per l&#8217;aggiunta di protesi mammarie, principalmente in cliniche private. Per questo, è molto preoccupante la notizia di <strong>un possibile collegamento tra alcuni impianti di protesi e lo sviluppo di un tumore molto raro</strong>. Di fatto, un gruppo di donne ha deciso di intraprendere un&#8217;azione legale in tal senso, visto che a più di 50 donne nel Regno Unito e ad altre centinaia in tutto il mondo è stata diagnosticata la stessa condizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un<strong> Linfoma Anaplastico a Grandi Cellule</strong> (ALCL, dall&#8217;inglese <em>Anaplastic Large Cell Lymphoma</em>) ed è <strong>una rara forma di Linfoma non-Hodgkin (NHL)</strong>, che si sviluppa a carico dei linfociti T del sistema immunitario. Come riportato sul sito del <a href="http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&amp;id=4419&amp;area=dispositivi-medici&amp;menu=vigilanza" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ministero della Salute</a>, «il 24 luglio la ditta <em>Allergan Limited</em> annuncia il ritiro dal mercato mondiale degli espansori tissutali e delle protesi mammarie a superficie macrotesturizzata tipo “BIOCELL”. La decisione segue il ritiro già avvenuto su tutto il territorio europeo a dicembre 2018, in Canada a maggio 2019 e a luglio 2019 anche su richiesta dell’FDA».</p>
<p style="text-align: justify;">In questo momento, si stanno raccogliendo tutti i dati possibili per capire la situazione e valutarla: secondo le ricerche fatte dalla <a href="https://www.gov.uk/government/organisations/medicines-and-healthcare-products-regulatory-agency" target="_blank" rel="noopener noreferrer">MHRA</a>, l&#8217;agenzia governativa che regolamenta i medicinali, i prodotti sanitari e i dispositivi medici nel Regno Unito, <strong>il rischio potrebbe essere di una insorgenza tumorale su ogni 24.000 protesi vendute</strong> (osservando sia i tipi testurizzati, che altri tipi di protesi mammarie).</p>
<p style="text-align: justify;">I medici non sono sicuri di come le protesi causino questa malattia, ma gli scienziati ritengono che potrebbe essere una reazione alla superficie strutturata dell&#8217;impianto o un&#8217;infezione batterica. Intanto, il gruppo di venti donne inglesi ha iniziato la battaglia contro chirurghi e produttori, staremo a vedere come andrà a finire.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Inibire il cancro col cartamo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2019 08:34:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[carcinoma mammario]]></category>
		<category><![CDATA[cartamo]]></category>
		<category><![CDATA[cellule tumorali]]></category>
		<category><![CDATA[componente attivo]]></category>
		<category><![CDATA[metastasi polmonari]]></category>
		<category><![CDATA[polmoni]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[principio attivo]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo uno studio, è possibile trattare il carcinoma mammario con il cartamo ed evitare la metastasi polmonare In questo studio, i ricercatori della Zhejiang Chinese Medical University hanno studiato gli effetti della SY (Safflower Yellow), ossia del giallo cartamo, il componente attivo della pianta erbacea Carthamus tinctorius, sulle metastasi polmonari date dal carcinoma mammario. I [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38125" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Cartamo.jpg" alt="" class="caption" title="La pianta di Carthamus tinctorius" width="798" height="442" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Cartamo.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Cartamo-300x166.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Cartamo-768x425.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" />
<p>Secondo uno studio, è possibile trattare il carcinoma mammario con il cartamo ed evitare la metastasi polmonare</p>
<p>  <span id="more-38126"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">In questo <a href="https://www.worldscientific.com/doi/abs/10.1142/S0192415X1650083X" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, i ricercatori della <em>Zhejiang Chinese Medical University</em> hanno studiato gli effetti della SY (<em>Safflower Yellow</em>), ossia del giallo cartamo, il componente attivo della pianta erbacea <em>Carthamus tinctorius</em>, sulle metastasi polmonari date dal carcinoma mammario. I risultati dello studio sono stati pubblicati su <em>The American Journal of Chinese Medicine</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <em>Carthamus tinctorius</em> o cartamo è una pianta della medicina tradizionale cinese, che attiva la circolazione sanguigna e dissipa la stasi del sangue. È ampiamente usato come trattamento antitumorale. Tuttavia, mancano prove empiriche e una migliore comprensione dei possibili meccanismi coinvolti nelle sue attività biologiche.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno usato i profili di risposta delle cellule dipendenti dal tempo e dalla dose, mediati dall&#8217;EGF per selezionare l&#8217;attività della SY in vitro.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno stabilito un modello animale di metastasi polmonari ortotopiche, mediante iniezione endovenosa di cellule di carcinoma mammario: hanno, quindi, valutato il ruolo antimetastatico della SY in vivo.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno riferito che la SY ha inibito, in modo dipendente dalla dose, la risposta cellulare mediata dal tempo e dalla dose di EGF, inibendo il riarrangiamento del citoscheletro.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno anche scoperto che la SY inibiva in modo significativo la migrazione delle cellule tumorali al seno in vitro e le metastasi polmonari delle cellule tumorali al seno in vivo. Inoltre, hanno anche trovato una riduzione delle cellule tumorali circolanti trattenute nei capillari polmonari.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla base delle loro scoperte, i ricercatori hanno concluso che la SY dovrebbe essere considerata un potenziale agente terapeutico per il trattamento del carcinoma mammario.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Sclerosi multipla e rischi di cancro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 06:16:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[sclerosi]]></category>
		<category><![CDATA[sclerosi multipla]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, una sclerosi multipla di lunga durata potrebbe essere legata a maggiori rischi cancerogeni La sclerosi multipla è una malattia difficile da gestire e con cui convivere, ma secondo un nuovo studio norvegese di lunga durata potrebbe anche aumentare le possibilità di incorrere nel cancro. Complessivamente, il rischio più elevato era basso: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37954" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_cancroslerosi.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_cancroslerosi.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_cancroslerosi-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_cancroslerosi-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Secondo un nuovo studio, una sclerosi multipla di lunga durata potrebbe essere legata a maggiori rischi cancerogeni</p>
<p>  <span id="more-37955"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=20211:come-rinforzare-il-sistema-immunitario&amp;catid=136&amp;Itemid=2512" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sclerosi multipla</a> è una malattia difficile da gestire e con cui convivere, ma secondo <a href="https://www.researchgate.net/publication/315774687_Survival_and_cause_of_death_in_multiple_sclerosis_A_60-year_longitudinal_population_study" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un nuovo studio</a> norvegese di lunga durata potrebbe anche aumentare le possibilità di incorrere nel cancro.</p>
<p style="text-align: justify;">Complessivamente, il rischio più elevato era basso: solo il 12%. Tuttavia, il rischio di alcuni tumori specifici – come il cancro del sistema nervoso centrale (cervello, midollo spinale e nervo ottico) e le neoplasie urinarie – era di circa il 50% più alto nelle persone con sclerosi multipla rispetto alle altre; inoltre, i tumori respiratori avevano circa due terzi di probabilità in più di verificarsi (ed erano molto connessi all&#8217;abuso di fumo).</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio, presentato al congresso della <a href="https://www.ean.org/oslo2019/5th-Congress-of-the-European-Academy-of-Neurology-Oslo-2019.3649.0.html" target="_self" rel="noopener noreferrer">European Academy of Neurology</a>&nbsp;di Oslo, non ha sollevato preoccupazioni solo per le persone affette da sclerosi multipla. Sette decenni di ricerche hanno suggerito che i fratelli dei malati, anche se non erano a loro volta affetti da sclerosi multipla, avevano un rischio aumentato dell&#8217;80% di tumori del sangue, come la leucemia, rispetto ai loro fratelli e alle persone della popolazione generale sana.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, poiché i fratelli condividono gli stessi geni e le stesse esposizioni ambientali, i ricercatori hanno affermato che i risultati potrebbero indicare una causa condivisa tra la sclerosi multipla e i tumori del sangue.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio, condotto dalla <a href="https://www.researchgate.net/profile/Nina_Grytten2" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricercatrice Nina Grytten</a> dell&#8217;<a href="https://helse-bergen.no/en/steder/haukeland" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ospedale universitario di Haukeland</a>, ha incluso dati su quasi 55.000 persone nate tra il 1930 e il 1979 in Norvegia. Quasi 7.000 persone erano affette da sclerosi multipla e 9.000 erano fratelli di persone affette da sclerosi multipla ma che non avevano quella malattia. Infine, c&#8217;erano anche quasi 38.000 persone che non avevano la malattia né parenti malati.</p>
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		<title>11 Settembre 2001: conseguenze dell&#8217;attacco sulla salute</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2019 06:09:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[polvere]]></category>
		<category><![CDATA[polveri]]></category>
		<category><![CDATA[polveri sottili]]></category>
		<category><![CDATA[prostata]]></category>
		<category><![CDATA[torri gemelle]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
		<category><![CDATA[tumore alla prostata]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
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					<description><![CDATA[La polvere dovuta al crollo delle Torri Gemelle potrebbe aver contribuito all&#8217;insorgere del cancro alla prostata nei primi soccorritori accorsi sul posto Secondo un nuovo studio, pubblicato dalla rivista Molecular Cancer Research, esiste un possibile collegamento tra la polvere causata dal terribile crollo del World Trade Center (WTC) durante l&#8217;attentato terroristico dell&#8217;11 settembre 2001 e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37853" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_ground-zero-81886_1280.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_ground-zero-81886_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_ground-zero-81886_1280-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_ground-zero-81886_1280-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p style="text-align: justify;">La polvere dovuta al crollo delle Torri Gemelle potrebbe aver contribuito all&#8217;insorgere del cancro alla prostata nei primi soccorritori accorsi sul posto</p>
<p>  <span id="more-37854"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <a href="http://mcr.aacrjournals.org/content/early/2019/06/18/1541-7786.MCR-19-0115?sf104422960=1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un nuovo studio</a>, pubblicato dalla rivista Molecular Cancer Research, esiste un possibile collegamento tra la <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=20238:7-sostanze-chimiche-letali&amp;catid=136&amp;Itemid=2512" target="_blank" rel="noopener noreferrer">polvere</a> causata dal terribile crollo del World Trade Center (WTC) durante l&#8217;attentato terroristico dell&#8217;11 settembre 2001 e un carcinoma prostatico che ha colpito la salute dei primi soccorritori.<br />I ricercatori del <a href="https://www.mountsinai.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mount Sinai Health System</a> hanno spiegato che l&#8217;esposizione ai detriti ha scatenato un&#8217;infiammazione cronica nelle prostate dei soccorritori (una prostatite, condizione molto dolorosa), che potrebbe aver contribuito all&#8217;insorgenza del cancro.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio, che è il primo ad occuparsi del possibile collegamento tra queste due evidenze, ha incluso dati provenienti sia da primi soccorritori che da ratti ugualmente esposti alla polvere del WTC: i tessuti del carcinoma della prostata di entrambe le categorie esaminate hanno mostrato aumenti delle cellule immunitarie che indicano l&#8217;infiammazione.</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati suggeriscono che l&#8217;infiammazione cronica della prostata nei primi soccorritori è iniziata dopo l&#8217;esposizione alla polvere del World Trade Center e che questa può aver contribuito alla condizione cancerogena successiva – lo studio, però, non ha dimostrato che la polvere causasse il cancro alla prostata in maniera diretta.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo studio e ulteriori ricerche sull&#8217;espressione dei geni e sui percorsi della malattia in altri pazienti con infiammazione della prostata causata dall&#8217;esposizione ambientale potrebbero portare a studi clinici di terapie anti-infiammatorie o immunitarie mirate, secondo i ricercatori. Quindi questo studio segna l&#8217;inizio di una strada che si spera darà risultati molto importanti.</p>
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		<title>Ginseng e cancro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 03:31:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[ginseng]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ginseng potrebbe bloccare il proliferamento di alcuni tumori Secondo un recente studio, il ginseng potrebbe colpire le cellule staminali tumorali, responsabili della maggior parte dei tumori maligni. Sebbene rappresentino solo una piccola parte delle cellule di un tumore, non vanno sottovalutate, perchè resistono quasi sempre ai trattamenti convenzionali. Il ginseng è stato usato come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37711" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/04/images_ginseng-641890_960_720.jpg" alt="" width="800" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/04/images_ginseng-641890_960_720.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/04/images_ginseng-641890_960_720-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/04/images_ginseng-641890_960_720-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Il ginseng potrebbe bloccare il proliferamento di alcuni tumori</p>
<p>  <span id="more-37712"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Secondo un recente studio, <a href="http://www.greenmedinfo.com/blog/ginseng-may-work-better-chemo-and-radiation-heres-how" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il ginseng</a> potrebbe colpire le cellule staminali tumorali, responsabili della maggior parte dei tumori maligni. Sebbene rappresentino solo una piccola parte delle cellule di un tumore, non vanno sottovalutate, perchè resistono quasi sempre ai trattamenti convenzionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ginseng è stato usato come erba medicinale in Cina da oltre 2000 anni, ma solo recentemente la scienza ha scoperto che i ginsenosidi che contiene possono inibire la crescita dei tumori. I ginsenosidi possono anche regolare il ciclo delle cellule tumorali e indurre la differenziazione delle stesse. Inoltre, hanno il potere di impedire ai tumori di sviluppare nuovi vasi sanguigni, facendoli “morire di fame”.</p>
<p style="text-align: justify;">I ginsenosidi causano la morte cellulare di diversi tumori, tra cui quelli polmonari, cervicali, prostatici, ovarici e della mammella, insieme a all&#8217;osteosarcoma, al melanoma e al epatocarcinoma. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Chemico-Biological Interactions, il metabolita in ginsenosidi noto come Rg3 può ridurre il volume medio dei tumori del 40%.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ginseng può aiutare i malati di cancro anche in altri modi. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of National Cancer Institute, l&#8217;integrazione con ginseng ha aiutato i malati di cancro e i sopravvissuti ad affrontare gli effetti collaterali delle cure,<a href="https://www.ecoseven.net//?p=37386" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> come la stanchezza</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, è un principio fitoterapico utile per il benessere generale: può aiutare in caso di mal di testa e indigestione. Può aumentare la concentrazione, le prestazioni cognitive e può aiutare a prevenire il morbo di Alzheimer.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, è importante sapere che potrebbero esserci degli collaterali, come fluttuazioni della pressione sanguigna. Proprio per questo, è sempre bene consultare un medico prima di assumerlo.</p>
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