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	<title>Tropicalizzazione &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Mediterraneo invaso da specie aliene, anche tropicali. La denuncia di Legambiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2017 09:03:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nn paesi come Grecia, Cipro, Turchia, Libano, Israele, Egitto, dove si sono registrati diversi casi di intossicazione alimentare, alcuni dei quali letali Il “Mare nostrum” è sempre più colonizzato da specie di pesci e alghe che non sono per nulla nostre. Si tratta di ben 830 specie invasive e di queste 600 si sono ormai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-34278" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/images_pesce-scoprione.jpg" alt="" width="600" height="436" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_pesce-scoprione.jpg 600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_pesce-scoprione-300x218.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Nn paesi come Grecia, Cipro, Turchia, Libano, Israele, Egitto, dove si sono registrati diversi casi di intossicazione alimentare, alcuni dei quali letali</p>
<p>  <span id="more-34279"></span>  </p>
<p>Il “Mare nostrum” è sempre più colonizzato da specie di pesci e alghe che non sono per nulla nostre. Si tratta di ben 830 specie invasive e di queste 600 si sono ormai stabilite in modo permanente nelle nostre acque.</p>
<p>Lo spiega Legambiente in una nota. Un esempio? La recente comparsa di un granchio tropicale (Percnon gibbesi, originario delle coste atlantiche americane) nelle acque di Portofino a metà luglio.</p>
<p>A preoccupare, nota Legambiente, &#8220;è la veloce espansione geografica del pesce scorpione (Pterois miles), originario del Mar Rosso&#8221;, di cui &#8220;un individuo è stato osservato lungo le coste siciliane&#8221; e che può pungere in modo doloroso. Altra specie &#8220;potenzialmente pericolosa è il Lagocephalus sceleratus o pesce palla maculato, di origine tropicale altamente tossico al consumo, che ha invaso buona parte del bacino levantino, creando seri problemi ecologici, economici e sanitari in paesi come Grecia, Cipro, Turchia, Libano, Israele, Egitto, dove si sono registrati diversi casi di intossicazione alimentare, alcuni dei quali letali.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=34035" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ci sono anche sempre più meduse nei nostri mari: significa che qualcosa sta cambiando. Il parere dell&#8217;esperto</a></p>
<p>Altre specie invasive sono il pesce flauto (Fistularia commersoni) e il pesce coniglio (Siganus luridus) e le alghe Caulerpa cylindracea e Lophocladia lallemandii, che possono provocare impatti severi sugli habitat naturali o lo ctenoforo Mnemiopsis leidyi, che può avere seri impatti per la pesca&#8221;.</p>
<p>“Il Mar Mediterraneo è il bacino più colpito dalle invasioni biologiche nel mondo e per mitigare le conseguenze ecologiche e economiche del problema è essenziale intervenire sulle vie di arrivo di queste specie ma anche lavorare in stretto contatto con i cittadini, in particolare con le comunità che vivono nelle località di mare”. Lo spiegano Piero Genovesi (responsabile di ISPRA per la gestione e conservazione della fauna e coordinatore del progetto Asap) ed Ernesto Azzurro (coordinatore per ISPRA del progetto MPA_Adapt). i ricercatori di ISPRA stanno da tempo utilizzando strumenti di ricerca partecipativa, riconoscendo il ruolo delle comunità locali e in particolare di pescatori artigianali e sportivi per capire come gestire il cambiamento delle risorse, per monitorare l’introduzione di specie trasportate involontariamente dalle navi, e nelle aree Marine Protette, per tutelare la biodiversità marina, attraverso percorsi di gestione adattativa.</p>
<p>“Purtroppo – ha detto la presidente di Legambiente Rossella Muroni &#8211; nonostante la consapevolezza sempre più diffusa del problema, manca ancora nel contesto italiano una strategia complessiva ed integrata che consenta di affrontare efficacemente il problema. Per questo è fondamentale portare avanti progetti di informazione e sensibilizzazione come il Life Asap o MPA Adapt in grado di fornire indicazioni utili a limitare la diffusione del fenomeno, mitigare i rischi e supportare piani di gestione condivisa”.</p>
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		<title>Le meduse del Mediterraneo sono decuplicate in sei anni</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/le-meduse-del-mediterraneo-sono-decuplicate-in-sei-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2017 19:44:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Global warming]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
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					<description><![CDATA[Sempre più meduse nei nostri mari: significa che qualcosa sta cambiando. Il parere dell&#8217;esperto Le meduse si sono ambientate così bene nei nostri mari che in sei anni, dal 2009 al 2015, gli avvistamenti sono aumentati di dieci volte. Il motivo? la tropicalizzazione del Mar Mediterraneo, causata dall’aumento della temperatura del pianeta, ma anche la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-34034" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/06/images_meduse.jpg" alt="" width="1280" height="851" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_meduse.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_meduse-300x199.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_meduse-1024x681.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_meduse-768x511.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_meduse-1200x798.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Sempre più meduse nei nostri mari: significa che qualcosa sta cambiando. Il parere dell&#8217;esperto</p>
<p>  <span id="more-34035"></span>  </p>
<p>Le meduse si sono ambientate così bene nei nostri mari che in sei anni, dal 2009 al 2015, gli avvistamenti sono aumentati di dieci volte.</p>
<p>Il motivo? la tropicalizzazione del Mar Mediterraneo, causata dall’aumento della temperatura del pianeta, ma anche la la pesca eccessiva dei pesci, loro competitori per l’alimentazione.</p>
<p>I dati sono stati diffusi dal progetto “Occhio alla medusa”, che ha coinvolto nello studio di questi organismi e affini nel Mediterraneo i cittadini grazie alla possibilità di inviare segnalazioni attraverso la rivista Focus.<br />Se nel 2009 si contavano 300 avvistamenti, nel 2015 siamo passati a 3000.</p>
<p>&#8220;Tutti i nostri mari &#8211; spiega all’Adnkronos Ferdinando Boero, professore di Zoologia all’Università del Salento, associato a Cnr-Ismar &#8211; sono interessati dalla presenza di meduse (anche se la parola giusta sarebbe: macrozooplancton gelatinoso). Alcuni di questi animali non pungono e non sono meduse, ma sono grossi e sono gelatinosi. La gente li chiama, comunque, meduse. Pelagia, molto urticante, sta bene dove ci sono acque profonde, soprattutto nel Tirreno. Anche Velella, la barchetta di San Pietro, sta bene in acque profonde, soprattutto nel Mar Ligure. Altre si trovano prevalentemente nel Nord Adriatico come Aurelia”.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=17961" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Meduse, 7 consigli utili per proteggersi in mare.</a></p>
<p>In realtà le meduse abitano i mari da sempre, “da prima dell’evoluzione di tutti gli altri abitanti attuali”, spiega Boero. <br />“I più pericolosi siamo noi. Il flagello degli ecosistemi siamo noi, non le meduse. Le meduse sono un pungente avvertimento che non stiamo agendo bene nei confronti degli ecosistemi che, con il loro funzionamento, permettono la nostra sopravvivenza. Ma come si fa a rispettare ciò che si conosce solo grossolanamente?&#8221;, conclude il ricercatore.</p>
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