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	<title>trivelle &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Produrre petrolio nella natura selvaggia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jun 2018 08:17:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[artico]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[Le aziende statunitensi spingono per poter iniziare le trivellazioni petrolifere nell&#8217;Artic National Wildlife Refuge In seguito alla mossa del Congresso degli Stati Uniti per l&#8217;apertura dell&#8217;Arctic National Wildlife Refuge&#160;in Alaska alla produzione di petrolio e gas – un obiettivo che era stato a lungo ricercato del Partito Repubblicano – le compagnie di combustibili fossili si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-36510" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_ice-731329_1920.jpg" alt="" width="796" height="396" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_ice-731329_1920.jpg 796w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_ice-731329_1920-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_ice-731329_1920-768x382.jpg 768w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Le aziende statunitensi spingono per poter iniziare le trivellazioni petrolifere nell&#8217;Artic National Wildlife Refuge</p>
<p>  <span id="more-36511"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">In seguito alla mossa del Congresso degli Stati Uniti per l&#8217;apertura dell&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arctic_National_Wildlife_Refuge" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Arctic National Wildlife Refuge</a>&nbsp;in Alaska alla produzione di petrolio e gas – un obiettivo che era stato a lungo ricercato del Partito Repubblicano – le compagnie di combustibili fossili si sono subito messe in moto e hanno iniziato a portare avanti i loro piani di sviluppo in mezzo a quella natura selvaggia, sperando di poter iniziare a sondare fisicamente la regione entro l&#8217;inverno.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<a href="https://www.asrc.com/Pages/default.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Arctic Slope Regional Corporation</a> e la <a href="https://www.asrc.com/Communities/Pages/Kaktovik.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Kaktovik Iñupiat Corporation</a>, due società dell&#8217;Alaska, e una compagnia petrolifera hanno già chiesto il permesso di iniziare il rilevamento sismico sulla pianura costiera del rifugio. Tuttavia, nonostante le promesse che il processo sarebbe il più rispettoso possibile dell&#8217;ambiente, a quanto indicano i <a href="https://www.washingtonpost.com/business/economy/companies-take-first-steps-to-drill-for-oil-in-arctic-national-wildlife-refuge/2018/05/31/8f133464-643a-11e8-a768-ed043e33f1dc_story.html?noredirect=on&amp;utm_term=.7557e604ad65" target="_blank" rel="noopener noreferrer">documenti ottenuti dal «Washington Post»</a>, il <a href="https://www.fws.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fish and Wildlife Service</a>, che si occupa dell&#8217;amministrazione del parco, ha respinto i loro piani iniziali, definendoli «non adeguati», poiché mancanti «di dettagli applicabili per una corretta revisione da parte delle agenzie».</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;area che le compagnie sperano di poter esplorare e utilizzare per il petrolio è anche il luogo di riproduzione di un branco di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rangifer_tarandus" target="_blank" rel="noopener noreferrer">caribù di Grant</a>, una specie di renne molto importante per la comunità locale dei Gwich&#8217;in sia per le loro tradizioni che perché fonte di alimento. Né questa comunità né le altre comunità indigene dell&#8217;Alaska sono d&#8217;accordo con questo piano e, inoltre, lamentano anche una corsa troppo veloce verso le trivellazioni che rischia di andare più in fretta della conferma della reale fattibilità del tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente queste comunità si riuniranno per impedire che le perforazioni si verifichino e combatteranno in tutte le sedi per il mantenimento dello status quo nella loro terra.</p>
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		<title>Stop alle trivelle nel mar Jonio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2017 07:42:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Jonio]]></category>
		<category><![CDATA[trivelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Ricorso al Tar dei comuni calabresi anti-trivelle. La soddisfazione del presidente della Regione Calabria Hanno vinto i comuni di Rossano, Villapiana e Crosia: il Tar del Lazio ha sospeso i provvedimenti autorizzativi Ministeriali di ricerca e prospezione di idrocarburi liquidi e gassosi nel Mar Jonio. Il tribunale amministrativo ha ritenuto fondati i ricorsi ed ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-33583" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/03/images_Trivelle_Jonio.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_Trivelle_Jonio.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_Trivelle_Jonio-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_Trivelle_Jonio-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Ricorso al Tar dei comuni calabresi anti-trivelle. La soddisfazione del presidente della Regione Calabria</p>
<p>  <span id="more-33584"></span>  </p>
<p>Hanno vinto i comuni di Rossano, Villapiana e Crosia: il Tar del Lazio ha sospeso i provvedimenti autorizzativi Ministeriali di ricerca e prospezione di idrocarburi liquidi e gassosi nel Mar Jonio. Il tribunale amministrativo ha ritenuto fondati i ricorsi ed ha fissato l&#8217;udienza di merito al 25 ottobre 2017.</p>
<p>I comuni avevano fatto ricorso dopo i permessi ottenuti dalla Global Med LLC di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi nel Mare Jonio.</p>
<p>Il presidente della Regione Calabria, Mario Olivero, ha espresso “grande soddisfazione”. “Con la sospensione del decreto ministeriale &#8211; spiega il presidente &#8211; viene tutelato il patrimonio marino calabrese da attacchi che potevano mettere a rischio il suo stato di salute”.</p>
<p>Anche sull’Adriatico pescatori e ambientalisti si sono schierati insieme contro le trivelle: <a href="https://www.ecoseven.net//?p=29361" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rischio inutile per mare e pesca</a>.</p>
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		<title>Aumento dei casi di cancro in Basilicata. Petrolio indiziato, i medici in allarme</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/aumento-dei-casi-di-cancro-in-basilicata-petrolio-indiziato-i-medici-in-allarme/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 08:42:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[trivelle]]></category>
		<category><![CDATA[tumori]]></category>
		<category><![CDATA[Val d'Agri]]></category>
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					<description><![CDATA[Inizierà una ricerca per stabilire se l&#8217;aumento delle malattie è dovuto a cause ambientali Non c&#8217;è ancora un&#8217;evidenza scientifica che l&#8217;aumento dei tumori nella zona della Val d&#8217;Agri in Basilicata sia legata alle estrazioni petrolifere, ma i medici sono in allerta per la salute pubblica. Per questo sta per partire una ricerca, finanziata dai comuni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-31176" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/04/images_igallery_resized_ambientetest_Petrolio_Val_d_Agri2-17882-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Inizierà una ricerca per stabilire se l&#8217;aumento delle malattie è dovuto a cause ambientali<br /></span></p>
<p>  <span id="more-31177"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Non c&#8217;è ancora un&#8217;evidenza scientifica che l&#8217;aumento dei tumori nella zona della Val d&#8217;Agri in Basilicata sia legata alle estrazioni petrolifere, ma i medici sono in allerta per la salute pubblica.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Per questo sta per partire una ricerca, finanziata dai comuni di Viggiano e Grumeto Nova e dal Cnr di Pisa per un totale di un milione di euro che ha lo scopo di valutare se l&#8217;aumento di tumori sia effettivamente dovuto a cause ambientali. </span></p>
<p>Verranno compiuti rilievi biologici e funzionali a 200 cittadini dei due comuni.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">&#8216;Può sembrare assurdo &#8211; ha spiegato all&#8217;Adnkronos Salute Giambattista Mele, medico di famiglia di Viggiano e referente dell&#8217;Isde, medici per l&#8217;ambiente di Potenza &#8211; ma anche se le estrazioni petrolifere in Basilicata sono state avviate da decenni, non disponiamo di dati epidemiologici affidabili sull&#8217;impatto ambientale e sanitario&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">I medici lucani sono preoccupati per l&#8217;incidenza di alcune patologie nell&#8217;area e per questo, come spiega lo stesso Mele, &#8216;all&#8217;interno dell&#8217;Ordine dei medici di Potenza, nascerà a breve una struttura dedicata alla relazione tra ambiente e salute nella nostra Regione. Un modo per sensibilizzare di più i professionisti sul problema, ma anche per lavorare sull&#8217;epidemiologia e capire meglio che cosa sta accadendo in Basilicata, attraverso una fotografia chiara, basata su numeri incontrovertibili&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">I dati dello studio dovrebbero arrivare entro quest&#8217;anno e a quel punto il quadro sarà un po&#8217; più chiaro, anche se non si dispongono di dati del periodo pre-trivelle e per questo una comparazione è difficile.</span></p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=30955" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Trivelle sì o trivelle no, gli italiani il 17 aprile sono chiamati al voto. Tutto quello che c&#8217;è da sapere.</a></p>
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		<title>Referendum, Greenpeace all&#8217;assalto di una piattaforma nell&#8217;Adriatico: attaccato mega striscione</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/referendum-greenpeace-all-assalto-di-una-piattaforma-nell-adriatico-attaccato-mega-striscione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 10:20:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Agostino B]]></category>
		<category><![CDATA[greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforma sul mare]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[trivelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Greepeace ha preso di mira una piattaforma per spiegare l&#8217;effetto inquinante che ha sul mare Gli attivisti di Greenpeace sono &#8216;andati all&#8217;attacco&#8217; della piattaforma &#8216;Agostino B&#8217;, situata al largo di Marina di Ravenna per tenere alta l&#8217;attenzione sul referendum del prossimo 17 aprile. Sulla piattaforma, che secondo Greenpeace è &#8216;una delle più inquinanti tra quelle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31123" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/03/images_igallery_resized_ambientetest_Referendum_trivelle-17856-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Greepeace ha preso di mira una piattaforma per spiegare l&#8217;effetto inquinante che ha sul mare</p>
<p>  <span id="more-31125"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Gli attivisti di Greenpeace sono &#8216;andati all&#8217;attacco&#8217; della piattaforma &#8216;Agostino B&#8217;, situata al largo di Marina di Ravenna per tenere alta l&#8217;attenzione sul referendum del prossimo 17 aprile.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Sulla piattaforma, che secondo Greenpeace è &#8216;una delle più inquinanti tra quelle di cui siamo riusciti a ottenere i dati dal Ministero dell’Ambiente&#8217; sventola una striscione gigantesco da 250 metri quadrati che dice &#8216;Stop trivelle&#8217; e &#8217;17 aprile vota sì&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Per gli attivisti le condizioni della piattaforma in questione sono un perfetto esempio dell&#8217;impatto che queste strutture hanno nei nostri mari: &#8216;la <a href="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/03/www.greenpeace.org_italy_Global_italy_report_2016_Scheda_Agostino_B.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">piattaforma Agostino B</a>, in funzione da 45 anni, oggi produce circa un quindicesimo di quanto produceva nel 1980, eppure le concentrazioni di metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici (IPA) registrate nei sedimenti che la circondato hanno superato i valori degli Standard di Qualità Ambientale (identificati dal DM 56/2009) per ben 11 inquinanti nel 2011 e per 12 inquinanti sia nel 2012 che nel 2013&#8242;.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Le circa 90 piattaforme interessate dal referendum del 17 aprile, spiega Greenpeace, sono strutture vecchie e improduttive, che versano spiccioli nelle casse pubbliche, impiegano pochissimi lavoratori – 70 stando al ministro Galletti – e per contro spesso inquinano.</span></p>
<p> </p>
<p> </p>
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		<item>
		<title>Referendum sulle trivelle: tutto quello che c&#8217;è da sapere</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/referendum-sulle-trivelle-tutto-quello-che-c-e-da-sapere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2016 10:34:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[trivelle]]></category>
		<category><![CDATA[voto]]></category>
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					<description><![CDATA[Trivelle sì o trivelle no, gli italiani il 17 aprile sono chiamati al voto Il 17 aprile i cittadini italiani sono tenuti ad esprimersi sulla questione delle trivelle con un referendum. Agli italiani si chiede  di abrogare la norma, introdotta con l&#8217;ultima legge di stabilità, che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30953" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/03/images_igallery_resized_ambientetest_Referendum_trivelle-17769-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Trivelle sì o trivelle no, gli italiani il 17 aprile sono chiamati al voto</p>
<p>  <span id="more-30955"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Il 17 aprile i cittadini italiani sono tenuti ad esprimersi sulla questione delle trivelle con un referendum. Agli italiani si chiede  di abrogare la norma, introdotta con l&#8217;ultima legge di stabilità, che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio, entro le 12 miglia marine dalla costa, senza limiti di tempo per le piattaforme già esistenti, quindi fino all&#8217;esaurimento dei giacimenti.  </span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Le associazioni ambientaliste si sono mobilitate per il “sì”. Ricordiamo che il referendum è uno strumento abrogativo e quindi votare “sì” significa cancellare una data norma.</span></p>
<p>Pareri contrastanti dai sindacati. Secondo il segretario dei chimici della Cgil, Elimio Miceli ‘Di petrolio e gas ci sarà ancora bisogno, si rischia di perdere posti di lavoro’. Ma la stessa sigla sindacale in Basilicata si oppone alle trivelle.</p>
<p>Legambiente ha lanciato una campagna di sensibilizzazione dove spiega la propria posizione sulle trivelle: ’Il petrolio è il passato. Tutto il petrolio presente sotto il mare italiano basterebbe al nostro Paese per sole 7 settimane,mentre già oggi produciamo più del 40% di energia elettrica da fonti rinnovabili. <span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Lo sviluppo di un modello energetico pulito, rinnovabile e democratico, basato sulle rinnovabili e sull’efficienza energetica porterebbe alla nascita di quasi 800mila nuovi posti di lavoro’.</span></p>
<p>L’associazione ambientalista ha anche preparato un<a href="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/03/www.legambiente.it_sites_default_files_docs_vademecum_referendum.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> vademecum per il referendum</a> con le risposte a tutte le principali domande</p>
<p>Legambiente spiega perché votare &#8216;sì&#8217; al referendum: <span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">‘se si vuole tornare ad avere un limite alle estrazioni in atto e mettere fine alle politiche petrolifere del Governo occorre votare “Sì” al referendum. In questo modo, le attività petrolifere andranno progressivamente a cessare, secondo la scadenza “naturale” fissata al momento del rilascio delle concessioni’.</span></p>
<p>Sottolineiamo che il referendum non serve a impedire nuove trivellazioni (sono già vietate!) né la costruzione di nuove piattaforme; serve a impedire lo sfruttamento ulteriore di quelle già esistenti.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Ricordiamo che per essere il valido, il referendum deve vedere la partecipazione del 50% + 1 degli aventi diritto al voto.</span></p>
<p> </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Referendum sulle trivelle fissato il 17 aprile. Niente ‘election day’</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/referendum-sulle-trivelle-fissato-il-17-aprile-niente-election-day/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2016 10:12:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[17 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[trivelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Fissata la data per il referendum sulle trivelle in mare, proteste degli ambientalisti Il Consiglio dei ministri ha fissato la data per il referendum sulle trivelle: sarà il 17 aprile. Quindi una votazione ‘solitaria’, salta infatti l’accorpamento con le amministrative e quindi si rischia una scarsa affluenza. Critici gli ambientalisti: Andrea Boraschi, responsabile della campagna Clima [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30730" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/02/images_igallery_resized_ambientetest_Referendum_trivelle-17653-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Fissata la data per il referendum sulle trivelle in mare, proteste degli ambientalisti</p>
<p>  <span id="more-30731"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Il Consiglio dei ministri ha fissato la data per il referendum sulle trivelle: sarà il 17 aprile. </span><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Quindi una votazione ‘solitaria’, salta infatti l’accorpamento con le amministrative e quindi si rischia una scarsa affluenza.</span></p>
<p>Critici gli ambientalisti: Andrea Boraschi, responsabile della campagna Clima ed Energia di Greenpeace, spiega: ‘è una decisione antidemocratica e scellerata, una truffa pagata coi soldi degli italiani. Renzi sta giocando sporco, svilendo la democrazia a spese di tutti noi. È chiarissima la sua volontà di scongiurare il quorum referendario, non importa se così si sprecano centinaia di milioni di soldi pubblici per privilegiare i petrolieri. L’allergia del premier alle prassi del buon governo, però, troverà questa volta risposte nuove, ovviamente democratiche e pacifiche’.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">L’associazione ambientalista aveva infatti chiesto al premier di accorpare il referendum con il primo turno delle prossime elezioni amministrative. Sono state raccolte 68mila firme, ma il Governo non ha accolto la proposta. </span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Un altro vantaggio dell’’election day’, secondo Greenpeace, sarebbero le tempistiche: si avrebbe il tempo per organizzare una campagna referendaria per informare i cittadini sul quesito. Inoltre, concludono, si risparmierebbero tra i 350 e i 400 milioni di euro.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Il quesito sul quale gli italiani saranno chiamati a esprimersi riguarda la durata delle concessioni per le esplorazioni dei giacimenti in mare. Il referendum vuole limitarne na durata, mentre ora di fatto non hanno scadenza. </span><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">La concessione dura finché dura il giacimento, è ‘pari alla vita utile’ del giacimento. </span><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Il quesito riguarda la durata delle autorizzazioni a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già rilasciate.</span></p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=24363" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sul versante italiano le aree interessate dalla ricerca sono estese per 12.000 kmq.</a></p>
<p> </p>
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		<title>Gli italiani dicono no alle trivelle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2015 14:14:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[contrarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Sondaggio]]></category>
		<category><![CDATA[trivelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco il risultato del sondaggio condotto da Greenpeace Era facile da prevedere, ma Greenpeace ha voluto comunque avere anche la statistica dalla sua e ha commissionato un sondaggio all’istituto Ixè per confermare la contrarietà degli italiani alle trivelle.  Quasi il 50% del campione sarebbe addirittura pronto a votare i quesiti referendari per allontanare lo spettro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30210" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/12/images_igallery_resized_ambientetest_Greenpeace-17383-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Ecco il risultato del sondaggio condotto da Greenpeace<br /></span></p>
<p>  <span id="more-30211"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Era facile da prevedere, ma Greenpeace ha voluto comunque avere anche la statistica dalla sua e ha commissionato un sondaggio all’istituto Ixè per confermare la contrarietà degli italiani alle trivelle. </span></p>
<p>Quasi il 50% del campione sarebbe addirittura pronto a votare i quesiti referendari per allontanare lo spettro del petrolio dai nostri mari.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">‘La propensione al voto è particolarmente alta tra gli elettori della sinistra, del Movimento 5 Stelle e del PD &#8211; spiega Greenpeace -. Sommando a questo 47% una quota ulteriore di intervistati che ritengono largamente probabile la loro partecipazione al voto, il quorum sembra essere un obiettivo raggiungibile. E tra quanti andrebbero a votare, il 47% si dichiara contro le trivelle, mentre solo il 18% è favorevole alle estrazioni di gas e petrolio in mare (il 29% è indeciso, il 7% non risponde)’.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Gli italiani hanno le idee chiare sulle estrazioni di petrolio al largo delle coste: per l’89% sono pericolose per la fauna marina, l’81% pensa che inquinino il mare, per il 78% porterebbero danni alla pesca, mentre per il 72% sarebbero pericolose per la popolazione residente lungo le coste.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Dubbi anche sul senso economico dell’operazione: il 54% è convinto che l’estrazione nei nostri mari coprirebbe solo una quota modesta del consumo nazionale di petrolio.</span></p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=30032" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Per fortuna anche il Governo si è reso conto della situazione e ha ripristinato il vincolo delle 12 miglia per le perforazioni petrolifere nell’Adriatico. Infatti l’impianto di Ombrina mare non si farà.</span></a></p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Abruzzo: niente trivelle ad Ombrina mare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2015 13:51:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[ombrina mare]]></category>
		<category><![CDATA[trivelle]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;impianto di Ombrina mare non si farà: niente perforazioni petrolifere in Adriatico prima delle dodici miglia   Abruzzo salvo. Un emendamento firmato dal Governo italiano, che ripristina il vincolo delle dodici miglia per le perforazioni petrolifere in Adriatico, ferma, definitivamente l&#8217;impianto di &#8220;Ombrina mare&#8221;, tanto discusso negli anni scorsi. Diverse mobilitazioni popolari sono state organizzate [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30031" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/12/images_igallery_resized_ambientetest_piattaforma_petrolifera_ombrina-17292-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>L&#8217;impianto di Ombrina mare non si farà: niente perforazioni petrolifere in Adriatico prima delle dodici miglia</p>
<p>  <span id="more-30032"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Abruzzo salvo. Un emendamento firmato dal Governo italiano, che ripristina il vincolo delle dodici miglia per le <a href="https://www.ecoseven.net//?p=29581" target="_blank" rel="noopener noreferrer">perforazioni petrolifere</a> in Adriatico, ferma, definitivamente l&#8217;impianto di &#8220;Ombrina mare&#8221;, tanto discusso negli anni scorsi. Diverse mobilitazioni popolari sono state organizzate nei mesi passati in tutta la regione, ma ora l&#8217;incubo sembra essere finito: è salvo l&#8217;ambiente ed è salvo il turismo.</p>
<p>&#8216;L&#8217;emendamento presentato dalla maggioranza alla legge di stabilità è una buona notizia per gli abruzzesi e per tutti gli italiani&#8217;, ha commentato il deputato pescarese M5s, Gianluca Vacca, nella nota che dà conto della decisione del Governo. &#8216;A meno di colpi di scena dell&#8217;ultimo minuto la storia di Ombrina nei prossimi giorni potrebbe considerarsi chiusa. E&#8217; l&#8217;ennesima dimostrazione che le lotte di territorio e della popolazione non possono restare inascoltate per sempre&#8217;.</p>
<p> </p>
<p>gc</p>
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		<title>Italiani e croati contro le trivelle: Legambiente a Spalato</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/italiani-e-croati-contro-le-trivelle-legambiente-a-spalato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2015 12:26:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Adriatico]]></category>
		<category><![CDATA[Croazia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Slovenia]]></category>
		<category><![CDATA[trivelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Un coro di no alle trivelle si alza da entrambe le sponde dell&#8217;Adriatico Il no alle trivelle arriva da entrambe le sponde dell&#8217;Adriatico. Infatti metà della popolazione croata è contraria, mentre la Slovenia le ha già vietate. Dal 26 al 29 ottobre si sono incontrati a Spalato in Croazia, rappresentanti di organizzazioni e movimenti ambientalisti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-29390" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/10/images_igallery_resized_ambientetest_Legambiente_Spalatro_Trivelle-16955-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Un coro di no alle trivelle si alza da entrambe le sponde dell&#8217;Adriatico</p>
<p>  <span id="more-29391"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Il no alle<a href="https://www.ecoseven.net//?p=24702" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> trivelle</a> arriva da entrambe le sponde dell&#8217;Adriatico. Infatti metà della popolazione croata è contraria, mentre la Slovenia le ha già vietate.</span></p>
<p>Dal 26 al 29 ottobre si sono incontrati a Spalato in Croazia, rappresentanti di organizzazioni e movimenti ambientalisti di Albania, Croazia, Montenegro, Slovenia e Italia che aderiscono al network SOS Adriatico. L&#8217;obiettivo è fondare una piattaforma comune per difendere il mare Adriatico dai petrolieri.</p>
<p>Il nostro paese era rappresentato da Legambiente, dai movimenti No Ombrina e Trivelle Zero Marche.</p>
<p>&#8216;I governi e le compagnie petrolifere cercano di fuorviare l&#8217;opinione pubblica nei diversi paesi che si affacciano sull&#8217;Adriatico. Le minacce che incombono sull&#8217;Adriatico travalicano i confini nazionali e devono essere affrontati su scala internazionale. E&#8217; paradossale che alcuni politici croati, per contrastare le proteste, sostengono che in Italia si autorizzano progetti senza problemi, mentre in Italia, con il medesimo intento, si porta ad esempio proprio la Croazia e il suo piano di rilascio di permessi&#8217;, ha dichiarato Mosor Prvan dell&#8217;associazione SUNCE di Spalato.</p>
<p>&#8216;In Montenegro, d&#8217;altro lato, l&#8217;opinione pubblica non è informata sui piani del governo relativi a ciò che avverrà in Adriatico. Il processo di esplorazione e di sfruttamento dell&#8217;Adriatico sta procedendo in maniera analoga in tutti i paesi, con mancanza di trasparenza da parte delle autorità&#8217;, ha affermato Natasa Kovacevic dell&#8217;Associazione montenegrina Green Home.</p>
<p>Per Greenpeace Croazia ha parlato Zoran Tomic: &#8216;S.O.S. Adriatico ha commissionato un sondaggio sul tema delle perforazioni in mare Adriatico, condotto dall&#8217;Agenzia IPSOS Puls a ottobre 2015 su un campione di 1.000 persone selezionate in tutta la Croazia ha rivelato che il 49,4% del campione è contrario allo sfruttamento del petrolio in Adriatico, il 37.9% è a favore, mentre il 12.7% non sa. In Dalmazia la percentuale dei contrari sale al 56% mentre solo il 31% è favorevole.  Solo un anno fa le percentuali risultavano invertite. In questo anno il movimento ha informato i cittadini con eventi e manifestazioni. Questo risultato è una vittoria per noi. Un fatto significativo è che in Slovenia il Governo ha deciso di vietare ogni attività di perforazione in mare. L&#8217;Adriatico è un golfo di un mare chiuso, il Mediterraneo, che mostra segnali di depauperamento della qualità ambientale e che non può sopportare ulteriori stress di natura antropica. Questo vale anche per la terraferma; basti pensare alla situazione in Albania dove le recenti alluvioni hanno portato l&#8217;inquinamento dei pozzi prima nei corsi d&#8217;acqua e poi in mare&#8217;.</p>
<p>Gli ambientalisti stranieri si sono informati sulla situazione italiana, soprattutto sulle iniziative anti-trivelle portate avanti dai vari comitati e dalle diverse associazioni.</p>
<p>I rappresentanti italiani sono fiduciosi: &#8216;Il confronto è stato proficuo perché sono state poste le basi per numerose azioni comuni da realizzare nei prossimi mesi, come iniziative verso la Commissione Europea per la mancanza della valutazione dell&#8217;effetto cumulo e della Valutazione di Impatto Ambientale transfrontaliero sui singoli progetti petroliferi approvati dal Ministero dell&#8217;Ambiente italiano&#8217;.</p>
<p> </p>
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		<title>Adriatico: trivelle rischio inutile per mare e pesca</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/adriatico-trivelle-rischio-inutile-per-mare-e-pesca/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2015 15:26:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Adriatico]]></category>
		<category><![CDATA[greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[ombrina mare]]></category>
		<category><![CDATA[pescatori]]></category>
		<category><![CDATA[trivelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Pescatori e ambientalisti insieme contro le trivelle Oltre ai comitati di cittadini e alle associazioni ambientaliste si aggiungono ai contrari alle trivelle anche i pescatori dell&#8217;Adriatico. Infatti Greenpeace e il Coordinamento Pesca dell’Alleanza delle Cooperative Italiane hanno presentato un manifesto per esprimere assoluta contrarietà alla strategia &#8216;fossile&#8217; portata avanti dal governo Renzi, che mette in forte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-29359" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/10/images_igallery_resized_ambientetest_Trivelle_Adriatico-16938-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Pescatori e ambientalisti insieme contro le trivelle</p>
<p>  <span id="more-29361"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Oltre ai comitati di cittadini e alle associazioni ambientaliste si aggiungono ai contrari alle trivelle anche i pescatori dell&#8217;Adriatico.</span></p>
<p>Infatti Greenpeace e il Coordinamento Pesca dell’Alleanza delle Cooperative Italiane hanno presentato un <a href="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/10/www.greenpeace.org_italy_Global_italy_report_2015_mare_Manifesto_Greenpeace_AllPesca_Mare_senza_trivelle.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">manifesto per esprimere assoluta contrarietà alla strategia &#8216;fossile&#8217;</a> portata avanti dal governo Renzi, che mette in forte pericolo l’integrità degli ecosistemi marini e l’intero comparto della pesca.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=24363" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il petrolio che potremmo estrarre nel nostro mare</a> non vale un simile rischio, dato che potrebbe sostenere i consumi nazionali solo per qualche mese.</p>
<p>&#8216;Le politiche di gestione della pesca professionale sono sempre più indirizzate verso la sostenibilità dello sforzo di pesca. È inutile dar vita al fermo di pesca, ai piani di gestione per consentire un corretto prelievo delle risorse ittiche, se poi si autorizzano interventi in mare che rischiano di danneggiare pesantemente la fauna marina e con questa l’attività delle imprese della filiera&#8217;, afferma il Coordinamento Pesca dell’Alleanza, nel sottolineare che i pescatori sono sempre più chiamati a farsi carico in prima persona dei costi legati ad una riduzione dello sforzo di pesca. &#8216;Questo può essere, però, vanificato se non vengono tutti chiamati ad un maggiore senso di responsabilità&#8217;.</p>
<p>Mettere a rischio la pesca nell&#8217;Adriatico non ha senso perché è un settore sviluppato: la produzione ittica  si attesta intorno ai 300 milioni di euro l’anno, offrendo lavoro a circa 10 mila persone, alle quali si aggiungono gli addetti del settore dell’acquacoltura e della mitilicoltura quindi il rischio trivelle non ha senso perché rappresenta una seria minaccia per un sistema già in crisi. </p>
<p>Greenpeace e il Coordinamento Pesca dell’Alleanza delle Cooperative Italiane chiedono una moratoria per tutte le attività estrattive nei nostri mari e una profonda revisione delle politiche energetiche nazionali, nel rispetto degli impegni presi dall’Italia per contrastare i cambiamenti climatici. Un altolà alle trivelle si giustifica anche nell’interesse reale del Paese, che può e deve puntare su altre fonti energetiche (rinnovabili ed efficienza) e preservare e valorizzare il mare come asset strategico per la sua economia.</p>
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