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	<title>triciclo &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Un camper per la terra e per l&#8217;acqua</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2020 18:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[barca]]></category>
		<category><![CDATA[campeggio]]></category>
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					<description><![CDATA[Zeltini crea un camper elettrico a forma di triciclo che è anche una casa galleggiante Z-Triton, il camper a forma di triciclo ideato dallo studio Zeltini è un mezzo di trasporto davvero molto particolare. Si tratta di una specie di «transformer» che, nonostante la sua bassa statura, è progettato per poter essere usato sia in acqua [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-60864" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/auto-2583297_1280.jpg" alt="camper" width="800" height="410" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/auto-2583297_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/auto-2583297_1280-300x154.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/auto-2583297_1280-768x394.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Zeltini crea un camper elettrico a forma di triciclo che è anche una casa galleggiante</h3>
<p><span id="more-60851"></span></p>
<p>Z-Triton, il camper a forma di triciclo ideato dallo studio <a href="https://www.zeltini.com/en/">Zeltini</a> è un mezzo di trasporto davvero molto particolare.</p>
<p>Si tratta di <strong>una specie di «transformer»</strong> che, nonostante la sua bassa statura, <strong>è progettato per poter essere usato sia in acqua che sulla terra</strong> – e può ospitare fino a due persone, consentendo sia brevi soggiorni che avventure più lunghe.</p>
<p>Per diventare barca, le ruote di Z-Triton si ripiegano e vengono aggiunti pontoni gonfiabili per commutare il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Trike_(velocipede)">trike</a> in modalità barca. Sebbene i cavi di sterzo e di potenza collegati all&#8217;asta del motore rendano <strong>lo Z-Triton perfetto per viaggiare attraverso laghi e fiumi</strong> (con una portata fino a 10 km), non è attrezzato per gestire l&#8217;oceano aperto.</p>
<p>Per <strong>trasformare il camper in uno spazio abitativo</strong>, invece, i sedili possono essere rimossi e conservati per diventare una camera da letto, completa di cuscini, materassini e sacchi a pelo. Un aspiratore all&#8217;interno di uno dei camini semplifica la cottura di base.</p>
<h4>All&#8217;interno, ci sono sei scaffalature per conservare cibo e oggetti e un tavolo pieghevole per poter mangiare.</h4>
<p>Quando si trova in modalità triciclo, Z-Triton è azionato manualmente dalla potenza delle gambe e tramite una batteria ricaricabile con un&#8217;autonomia di 40 km, a seconda del terreno. Anche se i progettisti hanno incluso una vasta gamma di servizi che combinano praticità e funzionalità – tra cui freni a disco, luci anteriori e posteriori, un clacson e delle porte di ricarica USB – hanno anche dato la priorità ai comfort per il campeggio.</p>
<p>L&#8217;elemento trike ha un telaio in acciaio e il corpo della casa galleggiante è realizzato in una miscela di compensato e fibra di vetro – lo studio intende utilizzare la fibra di canapa una volta che il progetto ha superato la fase del prototipo. <strong>Z-Triton ha anche sei pannelli solari e alcune delle sue parti sono state stampate in 3D con materiale bioplastico.</strong></p>
<p>Zeltini sta ancora testando i prototipi del camper in diversi ambienti e condizioni meteorologiche e rilascerà ulteriori informazioni su prezzo e disponibilità nell&#8217;estate del 2021.</p>
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		<title>Il celerifero antenato della bicicletta. Le origini della mobilita&#8217; ecologica nella Rivoluzione francese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 14:40:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[bici]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
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		<category><![CDATA[velocifero]]></category>
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					<description><![CDATA[Pochi sanno che l’idea di bici nasce durante la Rivoluzione francese ad opera del conte Mede de Sivrac, il quale nonostante il burrascoso momento storico trova il tempo di progettare e costruire il celerifero. Oggi sul mercato troviamo telai di biciclette che pesano poche centinaia di grammi &#160; Il celerifero era un mezzo rudimentale realizzato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-4070" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/12/images_igallery_resized_mobilita_celeriferio-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Pochi sanno che l’idea di bici nasce durante la Rivoluzione francese ad opera del conte Mede de Sivrac, il quale nonostante il burrascoso momento storico trova il tempo di progettare e costruire il celerifero. Oggi sul mercato troviamo telai di biciclette che pesano poche centinaia di grammi</p>
<p> <span id="more-4071"></span>  </p>
<div>
<p style="background: none repeat scroll 0% 0% white;" class="ecxMsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="background:white;text-autospace:none" class="ecxMsoNormal">Il  celerifero era un mezzo rudimentale realizzato in legno a collegare le  due ruote, anche queste di legno; nessun manubrio n&eacute; pedali. Era  sufficiente imprimere una spinta per correre, ma bisognava scendere dal  mezzo per curvare. Problema non da poco che risolse anni dopo il barone  tedesco Drais, aggiungendo un manubrio. Questo mezzo prende il nome del  suo inventore: draisina. La nascita del velocipede viene  invece attribuita al fabbro scozzese Mac Millan che aggiunse i pedali.  Da notare che ancora la ruota anteriore ha una circonferenza maggiore  rispetto alla posteriore. Anche il triciclo vede i suoi natali  contemporaneamente.</p>
<p style="background:white;text-autospace:none" class="ecxMsoNormal">&nbsp;</p>
</p></div>
<div>
<p style="background:white;text-autospace:none" class="ecxMsoNormal"><span style="font-family:&quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;;color:black">&nbsp;</span></p>
</p></div>
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<p>Mentre  oggi sono milioni le biciclette che corrono sulle strade, vale la pena  ricordare chi davvero comprese l&rsquo;importanza della bicicletta. Karl  Friedrich Christian Ludwig Drais Von Sauerbronn costru&igrave; un mezzo che  permettendo la mobilit&agrave; della ruota anteriore su di un asse verticale  consentiva di seguire la direzione della strada. La sua idea presentata  nel 1816 al Congresso di Vienna non ebbe grandi attenzioni. Dal Governo  del Baden il barone Drais ottenne due piccole soddisfazioni: quella di  suggellare con un brevetto la sua invenzione, e quella di essere  insignito del titolo di &ldquo;professore in meccanica&rdquo;. Dal legno si pass&ograve; al  metallo e ai primi problemi di ordine pubblico perch&eacute; in Italia nel  1819 cos&igrave; si leggeva su un bando della Direzione Generale di Polizia di  Milano: &ldquo;Avendo cos&igrave; dimostrato che il correre dei cos&igrave; detti velocipedi  pu&ograve; riuscire pericoloso ai passeggeri, la Direzione Generale suddetta  ordina: &egrave; proibito di girare nottetempo sui velocipedi per le contrade e  per le piazze interne della citt&agrave;. E&rsquo; tollerato, per&ograve;, il corso dei  medesimi sui bastioni e nelle piazze lontane dall&rsquo;abitato. I  contravventori saranno puniti con la confisca della macchina. Milano 8  settembre 1819.&rdquo;</p>
</p></div>
<div>
<p>Il  barone, mor&igrave; in povert&agrave; all&rsquo;et&agrave; di 65 anni ma fu ad opera degli inglesi  che la draisina divenne un mezzo in ferro, dando cos&igrave; inizio  all&rsquo;affermazione della bicicletta che arriva definitivamente con il  francese Ernest Michaux. Aveva solo 14 anni quando, giovane fabbro, ebbe  l&rsquo;idea di fissare due alberi al mozzo della ruota anteriore motrice. Al  guidatore fu finalmente destinata una vera sella vera. La bicicletta  con catena e trazione posteriore &egrave; un&rsquo;invenzione tutt&rsquo;ora contesa tra  Francia, Germania e Inghilterra, sintomo che il mezzo &egrave; piaciuto  davvero.</p>
</p></div>
<p>In  Italia, Edoardo Bianchi nato a Milano nel 1865 era un meccanico  milanese, il primo che si dedic&ograve; alla costruzione di bici di altissima  qualit&agrave;. Un momento di avvio, la fine dell&rsquo;Ottocento, per produzioni  industriali ed artigianali che ancora oggi crescono nel mondo  presentando modelli differenti per gusti, attitudini, esigenze della  clientela. La storia antica della bici come mezzo di trasporto rapido,  ecologico, economico, &egrave; oggi ancora attuale: sono tanti gli utenti che  scelgono biciclette performanti che vale davvero la pena scoprire. Bici  che per leggerezza e prestazioni sono un&rsquo;alternativa pi&ugrave; che sostenibile  al traffico di tutti i giorni.</p>
<p>(Vincenzo Nizza)</p>
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