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	<title>Torino &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Patrimoni Unesco: 2003, Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Oct 2021 06:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Sacri Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia]]></category>
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					<description><![CDATA[Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia I nove Sacri Monti dell&#8217;Italia settentrionale, distribuiti tra Piemonte e Lombardia sono costituiti da distinti complessi di cappelle e architetture sacre creati tra la fine del XVI e il XVII secolo e dedicati a diversi aspetti della fede cristiana. I Sacri Monti sono anche frutto di un grandioso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-125129" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/panorama-4950066_1280.jpg" alt="Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia" width="800" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/panorama-4950066_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/panorama-4950066_1280-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/panorama-4950066_1280-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia</span></span></h3>
<p><span id="more-123122"></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I nove Sacri Monti dell&#8217;Italia settentrionale, distribuiti tra <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-il-piemonte/">Piemonte </a></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">e <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-la-sicilia/">Lombardia</a> </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">sono costituiti da distinti complessi di cappelle e architetture sacre creati tra la fine del XVI e il XVII secolo e dedicati a diversi aspetti della fede cristiana. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I Sacri Monti sono anche frutto di un grandioso progetto di sacralizzazione del paesaggio e risultano straordinariamente integrati nella natura circostante composta da foreste, laghi e colline. Oltre al loro significato spirituale simbolico, sono luoghi dotati di grande bellezza in quanto ospitano anche materiale artistico molto importante sotto forma di affreschi e statue.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La proprietà </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>&#8220;Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8221; è costituita da una serie di nove complessi separati situati nelle montagne del Nord Italia e inseriti tra i<a href="http://whc.unesco.org/en/list/1068" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Patrimoni UNESCO nel 2003</a> </span></span><u></u></h4>
<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il fenomeno dei Sacri Monti iniziò tra il XV e il XVI secolo con l&#8217;obiettivo di creare, in Europa, spazi di preghiera alternativi ai luoghi santi di Gerusalemme e della Palestina, ai quali l&#8217;accesso dei pellegrini diventava sempre più difficile a causa della rapida espansione della cultura musulmana.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Qualche anno dopo, particolarmente dopo il Concilio di Trento, questo modello devozionale fu utilizzato per altre ragioni, prima fra tutte quella di combattere l&#8217;influenza della Riforma Protestante favorendo la creazione di altri sacri monti come concreta espressione di fede e come baluardi contro gli eretici.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In tutti i Sacri Monti, i maggiori artisti piemontesi e lombardi del periodo realizzarono dipinti e sculture che rappresentano gli episodi più edificanti della vita di Gesù, Maria o dei Santi, costituendo un notevole patrimonio artistico.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I frati minori, custodi del Santo Sepolcro, proposero tre diverse località per rievocare la “Nuova Gerusalemme: Varallo in Valsesia, Montaione in Toscana, e Braga nel nord del Portogallo, località selezionate in base alla somiglianza topografica con la Terra Santa.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I nove complessi che formano i Sacri Monti coprono un’area totale di 90,5 ettari e sono collocati in diverse province del Piemonte e della Lombardia. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il primo esempio di questo fenomeno in Italia fu il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sacro Monte o &#8220;Nuova Gerusalemme&#8221; di Varallo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, nella provincia di Vercelli.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alla fine del XV secolo, il frate francescano Bernardino Caimi, di ritorno dalla Terra Santa, decise di riprodurre in Valsesia una “Nuova Gerusalemme e i luoghi santi della Palestina. Il Sacro Monte è composto da una basilica e da 45 cappelle affrescate e popolate da oltre ottocento statue che evocano avvenimenti della vita di Cristo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I lavori iniziarono nell&#8217;ultima decade del XV secolo, per ricostruire il paesaggio della Terra Santa su un dirupo roccioso che sovrasta la cittadina di Varallo. Furono erette molte cappelle con statue a grandezza d&#8217;uomo, e furono eseguiti affreschi che raffiguravano i diversi luoghi biblici. Il tema prescelto fu modificato alla fine del XVI secolo, sotto l&#8217;influenza della Controriforma, adottando quello della Vita e della Passione di Cristo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Attualmente, il tracciato comprende le prime ricostruzioni di Nazareth e di Betlemme in un paesaggio boschivo, un&#8217;area corrispondente ad un giardino elegantemente progettato e le cappelle che si affacciano sul cammino principale. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella provincia di Alessandria, a Serralunga di Crea, si trova il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sacro Monte di Santa Maria Assunta.</b></span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le origini di questo sito risalgono al 1589, su iniziativa del priore di Crea, Costantino Massino, che ideò l’ampliamento del preesistente santuario mariano. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Qui vide la luce un programma di costruzione di 25 cappelle che dovevano illustrare i Misteri del Rosario su uno dei colli più alti della regione del Monferrato, ma il progetto cambiò nel corso del tempo, e il complesso comprende oggi 23 cappelle e cinque romitori. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Fanno parte del complesso anche gli edifici del Santuario dell’Assunzione della Vergine, costruito originariamente in stile romanico, ma subì modifiche nel corso dei secoli. Le cappelle conservano statue in terracotta policroma e dipinti, mentre i gruppi statuari furono completati con altre statue in gesso durante la campagna di restauri condotta nel XIX secolo. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sacro Monte di Orta</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, nella località di Orta San Giulio, in provincia di Novara, è il solo dedicato a San Francesco e fu costruito in tre fasi. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La prima, che ebbe inizio nel 1590 per volere della comunità locale, continuò fino il 1630 e fu stilisticamente contraddistinta dal manierismo.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella seconda fase, che durò fino alla fine del XVII secolo, lo stile predominante fu il barocco, che si sviluppò poi, durante il terzo periodo, sino alla fine del XVIII secolo, in forme più libere e fondendosi con altre influenze.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Questo sacro monte è l&#8217;unico a non aver subito cambiamenti nel suo assetto topologico dopo il XVI secolo. Il complesso comprende 21 cappelle, l&#8217;antico Ospizio di San Francesco, una porta monumentale ed un giardino con una magnifica vista sul lago di Orta.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Poi a Varese ecco il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sacro Monte del Rosario</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, luogo di pellegrinaggio sin dal Medioevo per la chiesa di Santa Maria del Monte e per il monastero delle Romite Ambrosiane fondato nel 1474.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I lavori iniziarono nel 1604, lungo i due chilometri di un percorso acciottolato che mostra i Misteri del Rosario. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Grazie a generose donazioni, la costruzione fu molto più rapida di quella di altri sacri monti, e nel 1698 i lavori risultarono completati nella loro forma attuale che comprende quattordici cappelle più il santuario che funge da quindicesima cappella.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lo stile architettonico delle cappelle, degli archi trionfali e delle fontane è variegato, ispirato ai modi stilistici del manierismo. Le statue e gli affreschi che ornano le cappelle documentano le principali correnti dell&#8217;arte sacra seicentesca in area milanese.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sacro Monte della Beata Vergine </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">si trova ad Oropa, nella provincia di Biella, ed è uno dei più antichi santuari dedicati alla Madonna. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sebbene i lavori di avvio della costruzione del Sacro Monte, come struttura annessa al santuario, fossero iniziati nel 1617, alla fine del XVII secolo non furono del tutto completati.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il sito è il più elevato tra il gruppo dei Sacri Monti culminando a più di 2300 metri di altitudine, su una collina coperta di betulle e contornata da picchi alpini. Il complesso del santuario e del Sacro Monte, infatti, è considerato il più importante luogo di culto mariano dell’arco alpino.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Oggi presenta 27 cappelle, dodici delle quali dedicate alla vita delle Vergine Maria e le restanti a differenti temi religiosi. Il loro stile architettonico è quello barocco, tipico del periodo in cui furono costruite, lo stesso per le statue e per i dipinti che le abbelliscono.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sacro Monte della Beata Vergine del Soccorso</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ad Ossuccio, è un complesso situato sulla riva occidentale del lago di Como, a 25 km dalla città omonima. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Una struttura che giace su un dirupo a 400 metri sul livello del mare, di fronte all&#8217;isola Comacina, completamente isolata da ogni altra costruzione e circondata da campi, boschi e piantagioni di ulivi. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le quattordici cappelle, tutte costruite tra il 1635 e il 1710, sono in stile barocco. Queste, collegate da una strada acciottolata, sono distribuite lungo il percorso ascensionale che conduce al santuario della Madonna del Soccorso, edificato nel 1532 e posizionato sulla sommità come completamento simbolico della corona del Rosario. .</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella zona di Verbania si presentano due complessi sacri. Uno è il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sacro Monte della SS. Trinità di Ghiffa,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> costruito tra il 1605 e il 1617 sui resti di un antico oratorio medievale. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il Sacro Monte comprende tre cappelle principali dedicate a soggetti biblici e altre tre più piccole che hanno funzione di oratori e creano un corpo unico con il santuario e il porticato della Via Crucis. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’altro è il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sacro Monte Calvario di Domodossola</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, i cui lavori ebbero inizio nel 1656 per realizzare un’opera che consentisse ai pellegrini di rivivere, attraverso un percorso catechistico-devozionale, gli episodi della Via Crucis e della Passione di Cristo sul Calvario. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nacque così una serie di dodici cappelle con un apparato decorativo di statue ed affreschi, che rappresentano le Stazioni della Croce e tre cappelle che illustrano la Deposizione dalla Croce, il santo Sepolcro e la Resurrezione.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">All&#8217;inizio del XVIII secolo, il monaco Michelangelo da Montiglio sviluppò il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sacro Monte di Belmonte,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> a Valperga, in provincia di Torino.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Avendo trascorso parecchi anni in Terra Santa, egli desiderava ricreare i luoghi biblici nel nord d&#8217;Italia, e disegnò pertanto un circuito di cappelle che simboleggiassero i principali eventi della Passione, culminando nel piccolo santuario che esisteva in quel luogo e che da tempo era meta di pellegrinaggi.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il complesso monumentale comprende un santuario di origine medievale e tredici cappelle dedicate alla Passione di Cristo, che si articolano lungo un percorso circolare attraverso un bosco di querce e castagni.</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In origine, le cappelle furono finanziate in larga misura dalla comunità locale ed erano decorate con dipinti di soggetto sacro ed opere di artigianato locale. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un secolo più tardi furono abbellite con statue in ceramica di Castellamonte, mentre il sentiero di accesso fu allargato alla fine del XIX secolo, al fine di renderlo adeguato ad accogliere il numero crescente di pellegrini.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I <a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=13" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sacri Monti dell’Italia settentrionale</a> rappresentano, con scopi didascalici e religiosi, la realizzazione di un’opera di architettura e di arte sacra in un paesaggio naturale e conservano legami intimi anche con le comunità umane vicine, senza presentare rilevanti minacce ai siti. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le originali disposizioni simboliche delle cappelle, all&#8217;interno del paesaggio naturale, sono rimaste immutate, conservando autenticità di forma e ambientazione. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le tradizioni e l&#8217;autenticità delle loro funzioni, inoltre, sono state mantenute e tutti i nove complessi sono ancora luoghi di pellegrinaggio, preghiera e riflessione.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nonostante siano state apportate modifiche a determinati complessi e singoli edifici durante il XVII e il XVIII secolo, le cappelle hanno in gran parte mantenuto la loro integrità. I lavori di conservazione sistematica di questi gruppi di monumenti sono iniziati nel 1980 e sono pienamente conformi ai moderni principi di conservazione e teoria del restauro, avendo focalizzato l’attenzione sugli interni e sul ripristino dei dipinti e delle sculture.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dopo aver influenzato lo sviluppo di architettura e arte sacra in siti simili in tutta Europa, i Sacri Monti hanno vissuto un periodo di declino tra la Seconda Guerra Mondiale e gli anni Ottanta del Novecento, ma oggi sono nuovamente oggetto di programmi condivisi di tutela e valorizzazione, luoghi di confronto interreligioso e meta di flussi turistici religiosi e culturali.</span></span></p>
<p align="justify"><strong><em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alessandro Campa</span></span></em></strong></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Patrimoni Unesco: 1997, Residenze Sabaude</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2021 08:24:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia Il Piemonte, principale regione italiana in cui la Real Casa Savoia, a partire dal XVI secolo, decise di trasferire i suoi interessi territoriali ed economici. Proprio al 1563 risale l’origine del sistema delle Residenze Sabaude, quando il duca di Savoia Emanuele Filiberto, a seguito del trattato di Cateau-Cambrésis, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="center"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-111032" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/venaria-2949960_1280-e1626250337903.jpg" alt="residenze sabaude" width="800" height="531" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia</span></span></h3>
<p><span id="more-111031"></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-il-piemonte/">Piemonte</a>, </span></span><u></u><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> principale regione italiana in cui la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Real Casa Savoia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">,</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">a partire dal XVI secolo, decise di trasferire i suoi interessi territoriali ed economici.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proprio al 1563 risale l’origine del sistema delle Residenze Sabaude, quando il duca di Savoia </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Emanuele Filiberto</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, a seguito del trattato di Cateau-Cambrésis, stabilì la capitale del suo Ducato a Torino. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Una scelta che diede inizio ad una vasta serie di progetti edilizi che avrebbero celebrato il potere della casa regnante.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il suo successore, Carlo Emanuele I, e sua moglie, durante il XVII e XVIII secolo, svilupparono e implementarono un piano per riorganizzare completamente l&#8217;area cittadina e alcune località vicine. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un vero e proprio progetto di pianificazione territoriale per il quale alla creazione del sistema di residenze, che contribuì a dare a Torino e ai suoi dintorni un&#8217;impronta barocca, si accompagnò la ridefinizione del tracciato stradale e delle rotte di caccia. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il programma aveva una duplice natura, urbanistica e simbolica, volta a celebrare il potere assoluto della casa regnante con l’organizzazione della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“Zona di Comando</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, nel centro della città, e la creazione di una </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“Corona di Delizie”</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> residenze extraurbane dedicate allo svago, alle feste e alla caccia, mediante la</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">costruzione di nuovi edifici e la riorganizzazione di dimore preesistenti. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Residenze Sabaude</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> sono diventate <a href="http://whc.unesco.org/en/list/823" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Patrimonio UNESCO nel 1997 </a></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">e rappresentano gli edifici più emblematici costruiti e ristrutturati dalla dinastia dei Savoia dal XVII al XIX secolo. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un eccezionale complesso di strutture, progettate e abbellite dai principali architetti e artisti dell&#8217;epoca, tra cui Filippo Juvarra, Benedetto Alfieri, Amedeo di Castellamonte, Guarino Guarini e Michelangelo Garove. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le Residenze della Real Casa Savoia presentano una serie di tenute che comprendono ventidue palazzi e ville. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Undici componenti della proprietà si trovano nel centro di Torino, mentre le restanti undici sono dislocate intorno alla città secondo una pianta radiale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“Zona di Comando”</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> fu istituita come luogo dove il potere veniva esercitato nelle sue forme politiche, amministrative e culturali, ed era facilmente raggiungibile da tutto il territorio circostante mediante il rinnovato sistema viario.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In questo ampio complesso di edifici connessi alla corte di Torino trova spazio il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palazzo Reale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></h4>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-111036" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/7379271406_d8cc4ca560_b-e1626250951663.jpg" alt="palazzo reale residenze sabaude" width="800" height="420" /></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nucleo aulico della “Zona di Comando”, centro del potere e luogo di rappresentanza della magnificenza dinastica.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Armeria Reale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palazzo della Prefettura</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e l’</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Archivio di Stato</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> sono stati progettati da Filippo Juvarra, realizzati sotto la direzione di Benedetto Alfieri e costituiscono uno dei primi esempi, nel mondo occidentale, di architettura nata precisamente con funzioni amministrative e di archivio.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A questi si aggiungono la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Facciata del Teatro Regio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, uno dei teatri italiani più rilevanti nel panorama europeo ed internazionale, costruito su disegno di Benedetto Alfieri. L’edificio venne completamente distrutto da un incendio nel 1936, salvo per il muro di facciata, che costituisce l’unico resto dell’opera sabauda. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>’Accademia Militare</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, della cui struttura originaria seicentesca permangono oggi solo alcune colonne e lacerti del loggiato, era parte integrante del più ampio progetto dell’architetto ducale Amedeo di Castellamonte, che includeva anche la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cavallerizza Reale. </b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Quest’ultima, realizzata tra il 1740 e il 1742 da Benedetto Alfieri, era il luogo destinato agli esercizi e agli spettacoli equestri di corte, mentre la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Regia Zecca</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è l’edificio che conclude la “Zona di Comando” verso est. Più volte ristrutturato, conserva ancora, almeno all’esterno, parte dei caratteri originali.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Anche </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palazzo Chiablese</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palazzo Madama</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palazzo Carignano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> sono edifici di notevole importanza che rientravano nella “Zona di Comando”.</span></span></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-111035" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/torino-584819_1280-e1626250844814.jpg" alt="palazzo carignano residenze sabaude " width="800" height="600" /></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Palazzo Chiablese si trova nel centro di Torino, a sinistra del Palazzo Reale, e fu fatto costruire dal duca di Savoia Emanuele Filiberto su nuclei abitativi preesistenti. In seguito subì diversi rimaneggiamenti, tra cui, il più importante, fu quello affidato all&#8217;architetto Benedetto Alfieri che nel 1753-54 diede unità architettonica al palazzo.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Palazzo Madama, invece, è una struttura che riassume la storia di Torino, da antichissima porta orientale romana a antica residenza signorile fortificata, quindi a Castello vero e proprio, simbolo del potere sabaudo fino almeno al XVI secolo.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il periodo di maggior splendore fu quello della residenza delle due Madame Reali, quando venne realizzato l’appartamento di rappresentanza al piano nobile e venne costruito, su disegno di Filippo Juvarra, lo scalone con la scenografica facciata. Nel palazzo ha sede attualmente il Museo Civico d&#8217;Arte Antica.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Palazzo Carignano, pregevole esempio di architettura barocca piemontese, costruito tra il 1679 e il 1685, divenne stabile dimora dei Principi di Carignano, ramo cadetto della dinastia regnante. In questo palazzo si verificarono due eventi memorabili per la storia italiana: la pubblica dichiarazione dello Statuto Albertino e la proclamazione della nascita del Regno d’Italia. Nel 1859, inoltre, Palazzo Carignano ospitò la prima sede del Parlamento italiano. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“Corona di Delizie”,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> invece, era un sistema di residenze extraurbane dedicate al divertimento, alle cerimonie e alla caccia che, disponendosi a raggiera intorno a Torino, rimarcavano il ruolo centrale della capitale.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">All’interno della “Corona di Delizie” era inserito il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Castello del Valentino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, situato nell&#8217;omonimo Parco del Valentino, a Torino, sulle rive del fiume Po.</span></span></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-111034" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/torino-3554432_1280-e1626250743644.jpg" alt="castello del valentino residenze sabaude" width="800" height="529" /></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Una villa fluviale realizzata da Amedeo di Castellamonte per Madama Reale Maria Cristina di Borbone,</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">che volle trasformare l’edificio secondo il gusto francese dell&#8217;epoca. Attualmente di proprietà del Politecnico di Torino, ospita i corsi di laurea del Dipartimento di Architettura.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A questo segue la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Villa della Regina</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, sempre a Torino, che venne realizzata all’inizio del Seicento, per volere del cardinale Maurizio di Savoia, come luogo di svaghi e dotti convegni sul modello delle ville barocche romane.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il nome con cui è conosciuto il complesso deriva dal fatto che fu residenza delle regine sabaude nel corso del Settecento. In particolare Anna Maria di Orléans la scelse come suo soggiorno prediletto dopo averne affidato la riprogettazione a Filippo Juvarra, che curò, in modo dettagliato, ogni aspetto dell&#8217;interno e degli esterni.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Poco fuori dal capoluogo piemontese ecco il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Castello di Moncalieri</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, una delle più antiche dimore sabaude. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La sua fondazione risale al Medioevo, anche se l’aspetto attuale si deve agli interventi che dal XVII al XIX secolo trasformarono la fortezza in luogo di delizia al centro di un ampio parco storico.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Castello di Rivoli</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è situato in posizione strategica lungo la via Francigena e ha antiche origini militari. Quando diventò proprietà dei Savoia fu utilizzato per cerimonie di particolare rilievo fino ad assumere il ruolo, tra Cinquecento e Seicento, di residenza di corte.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Castello di Venaria Reale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> si presenta come la più grandiosa delle strutture che compongono la “Corona di Delizie”.</span></span></h4>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-111032" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/venaria-2949960_1280-e1626250337903.jpg" alt="residenze sabaude" width="800" height="531" /></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Edificato nel suo nucleo centrale da Amedeo di Castellamonte, fu realizzato seguendo il desiderio di Carlo Emanuele II che la trasformò in residenza di svago, destinata prevalentemente alla caccia di corte. La dimora divenne oggetto di una serie di progetti e interventi che trasformarono l’originaria palazzina di caccia in una vera e propria reggia.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sempre a Venaria Reale si trova il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Borgo Castello de La Mandria</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, costruito nel 1708, quando Michelangelo Garove, per volontà di Vittorio Amedeo II, realizzò una struttura destinata all’allevamento e alla riproduzione dei cavalli di razza di servizio alla vicina Reggia di Venaria Reale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Vittorio Amedeo II, inoltre, nel 1729 incaricò Filippo Juvarra per la realizzazione di un padiglione che rispettasse le esigenze dell’attività di caccia insieme a quelle della rappresentazione della corte, di maggiore carica simbolica. Il risultato fu la costruzione dell’affascinante </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palazzina di Caccia di Stupinigi. </b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Castello di Agliè</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, invece, è un edificio che nacque come struttura difensiva medievale, ma nel XVII secolo, per volontà del conte Filippo di San Martino, si configurò come una maestosa villa-palazzo realizzata da Amedeo di Castellamonte.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella provincia di Cuneo si trova il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Castello di Racconigi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che assunse, almeno fino alla fine del XVI secolo, un ruolo fondamentale di controllo territoriale.</span></span></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-111033" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/3522746519_bfbfaea5c9_b.jpg" alt="residenze sabaude castello" width="787" height="389" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/3522746519_bfbfaea5c9_b.jpg 787w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/3522746519_bfbfaea5c9_b-300x148.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/3522746519_bfbfaea5c9_b-768x380.jpg 768w" sizes="(max-width: 787px) 100vw, 787px" /></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">All’inizio del Seicento diventò residenza dei Savoia Carignano, che affidarono la trasformazione dell’edificio a Guarino Guarini.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Castello, piazza, chiesa di San Vittore, torre e cascina presentano il complesso carloalbertino del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Castello e Agenzia di Pollenzo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Nato in età medievale come struttura fortificata, la proprietà passò ai Savoia solo nel Settecento e fu trasformata per adeguarla all’uso residenziale. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Castello di Govone</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ha origini medievali, ma venne ricostruito nelle attuali forme barocche a partire dal 1697 per volontà dei conti Solaro. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alla fine del XVIII secolo divenne proprietà dei Savoia, trasformandosi successivamente nella residenza estiva preferita del re di Sardegna, Carlo Felice, e di sua moglie.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le Residenze della Real Casa Savoia rappresentano un panorama completo dell’architettura monumentale europea del XVII e XVIII secolo,</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">che illustra materialmente la dottrina dominante dell’assolutismo monarchico moderno.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un complesso architettonico</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">che costituisce un patrimonio dinastico complesso, ma unitario e rappresenta un’autentica simbiosi tra cultura e natura attraverso la supremazia sullo spazio urbano e la pianificazione di vaste aree rurali. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=11" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Le Residenze Sabaude</a> sono un’importante testimonianza dell’esuberante genialità dell’arte e dell’architettura del Barocco e del Tardo Barocco, sintesi di un notevole scambio di capitale umano e di valori, grazie all’immenso lavoro di creazione, decorazione e perfezionamento. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La qualità delle residenze risulta evidente dai progetti e dal loro aspetto attuale. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Questo patrimonio è caratterizzato da un notevole livello di ordine e concentrazione, risultato di una rilevante razionalità politica e dinastica.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un’organizzazione concentrica autoritaria che garantisce un continuo e rapido accesso a tutte le residenze. Il cuore di questo patrimonio è la città di Torino che domina, nel vero senso del termine, un anello di edifici. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I lavori di riparazione e restauro delle residenze di Casa Savoia, condotti con l&#8217;obiettivo di aprirli al pubblico, sono iniziati negli anni &#8217;70 e sono ancora oggi in corso.</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’attività di conservazione e restauro intrapreso si basa su pazienti studi d&#8217;archivio, analisi scientifiche e analisi delle strutture, progettata anche, in alcuni casi, per portare alla luce elementi nascosti da precedenti lavori di ristrutturazione e per correggere alcune opere murarie anteriori nel tempo. </span></span></p>
<p align="justify"><em><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alessandro Campa</span></span></strong></em></p>
<p align="center">
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		<title>A Torino, un nuovo murale per la sostenibilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Aug 2019 11:34:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Jorge Rodríguez-Gerada]]></category>
		<category><![CDATA[Lavazza]]></category>
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		<category><![CDATA[TOward 2030 – What are you doing]]></category>
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					<description><![CDATA[La Lavazza ha commissionato un altro affresco su un palazzo del capoluogo piemontese che stavolta ci parla di energia pulita Lavazza e la città di Torino hanno lanciato nel 2018 l&#8217;iniziativa «TOward 2030 – What are you doing?», un&#8217;iniziativa che punta a far diventare Torino – proprio entro la fine di quest&#8217;anno – «ambasciatrice dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38221" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Torino.jpg" alt="" width="796" height="451" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Torino.jpg 796w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Torino-300x170.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Torino-768x435.jpg 768w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /></p>
<p>La Lavazza ha commissionato un altro affresco su un palazzo del capoluogo piemontese che stavolta ci parla di energia pulita</p>
<p>  <span id="more-38222"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.lavazza.it/it.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lavazza</a> e la città di T<strong>orino hanno lanciato</strong> nel 2018 l&#8217;iniziativa «<a href="https://www.lavazza.it/it/landing/toward-2030.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">TOward 2030 – What are you doing?</a>», un&#8217;iniziativa che punta a far diventare Torino – proprio entro la fine di quest&#8217;anno – «ambasciatrice dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite» grazie alla street art.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;ultimo obiettivo</strong> che è stato <strong>raccontato attraverso un murale</strong> è quello che riguarda le energie rinnovabili e la sostenibilità, l&#8217;obiettivo numero 7. La sua realizzazione è stata affidata all&#8217;artista <a href="https://gerada-art.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Jorge Rodríguez-Gerada</a> che ha dipinto una ragazza che tocca con il dito un pulsante con l&#8217;icona che rappresenta proprio l&#8217;obiettivo numero 7 di TOward 2030, lasciando scaturire intorno a sé un flusso di energia pulita.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ha raccontato proprio l&#8217;artista, tre miliardi di persone, ovvero il <strong>41% della popolazione mondiale, cucinano ancora con un combustibile altamente inquinante</strong> e un miliardo di persone non ha elettricità. E soprattutto, l&#8217;elettricità, anche quando la si possiede, per la grandissima parte non è pulita. Al punto in cui siamo, ci dovremmo occupare del nostro futuro e del fatto che le fonti energetiche di domani devono, per forza di cose, essere rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente la scelta di Gerada viene dal fatto che è un artista che, negli ultimi 20 anni, ha seguito un percorso che gli ha permesso di ritagliarsi uno spazio importante nell&#8217;arte contemporanea e, infatti, da dieci anni a questa parte, ha completato commissioni artistiche in tutto il mondo: prima di Torino, è stato dal Marocco all&#8217;Argentina, passando per il Texas. <br />Prima e dopo di lui, nel progetto di Lavazza sono stati coinvolti altri artisti internazionali, come <a href="http://www.vesod.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vesod</a>, <a href="https://www.facebook.com/zed1art/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Zed1</a>,&nbsp;The Hula e Louis.</p>
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		<title>Festival CinemAmbiente: Legambiente premia “Con i piedi per terra”, documentario sul nuovo mondo contadino italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2017 10:45:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiere ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[Per la giuria si tratta di “un bell’affresco del nuovo-antico mondo contadino italiano, spesso fatto di bizzarri visionari che stanno riscoprendo e valorizzando il suolo come bene comune&#8221; Si è conclusa la ventesima edizione di CinemAmbiente, il Festival internazionale di cinema e cultura ambientale organizzato a Torino dal Museo Nazionale del Cinema. È uno dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33897" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/06/images_0605_Foto_premiazione_menzione_speciale_di_Legambiente_a_Con_i_piedi_per_terra.jpg" alt="" width="1040" height="780" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_0605_Foto_premiazione_menzione_speciale_di_Legambiente_a_Con_i_piedi_per_terra.jpg 1040w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_0605_Foto_premiazione_menzione_speciale_di_Legambiente_a_Con_i_piedi_per_terra-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_0605_Foto_premiazione_menzione_speciale_di_Legambiente_a_Con_i_piedi_per_terra-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_0605_Foto_premiazione_menzione_speciale_di_Legambiente_a_Con_i_piedi_per_terra-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1040px) 100vw, 1040px" /></p>
<p>Per la giuria si tratta di “un bell’affresco del nuovo-antico mondo contadino italiano, spesso fatto di bizzarri visionari che stanno riscoprendo e valorizzando il suolo come bene comune&#8221;</p>
<p>  <span id="more-33898"></span>  </p>
<p>Si è conclusa la <a href="https://www.ecoseven.net//?p=33833" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ventesima edizione di CinemAmbiente</a>, il Festival internazionale di cinema e cultura ambientale organizzato a Torino dal Museo Nazionale del Cinema. È uno dei più importanti eventi cinematografici ambientali del panorama internazionale e vede da diversi anni la collaborazione di Legambiente che assegna anche un riconoscimento al miglior documentario italiano in concorso.</p>
<p>La menzione speciale dell’associazione ambientalista è stata assegnata quest’anno al documentario “Con i piedi per terra” di Andrea Pierdicca, un viaggio per l’Italia in cui contadini, ricercatori, medici e docenti universitari rivelano strategie mettendo a fuoco un paesaggio finemente lavorato, come un pizzo fatto di attività agricole all&#8217;opera. Un documentario che è una tappa del percorso &#8220;Viaggio Tra Terra e Cielo&#8221; che, attraverso il web e il video, arriverà in teatro.</p>
<p>“Un bell’affresco del nuovo-antico mondo contadino italiano, spesso fatto di bizzarri visionari che stanno riscoprendo e valorizzando il suolo come bene comune. Un patrimonio per troppo tempo violentato dalla cementificazione e da un’agricoltura senza scrupoli. Ed ecco che grazie a una nuova generazione di agri-cultori l’Italia riscopre il suo pizzo di colture e culture da preservare e valorizzare. In contrapposizione alle monoculture che impoveriscono terra e sapere, gusto e vita. Un lavoro nuovo, fatto di antichi saperi e sperimentazioni inedite che il documentario fotografa in modo nitido”. Questa la motivazione del premio assegnato a “Con i piedi per terra” da parte dei giurati di Legambiente Francesca Galante (Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta), Giorgio Prino (circolo Legambiente Il Platano) e Federico Vozza (vicepresidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta).</p>
<p>Ora la pellicola premiata partirà in una vera e propria tournée tra le iniziative estive organizzate dai circoli di Legambiente e farà tappa in particolare ad agosto al Clorofilla Film Festival nell’ambito di FestAmbiente a Rispescia (GR). Un riconoscimento concreto mirato a diffondere a più persone i messaggi contenuti nel documentario.</p>
<p>Legambiente è particolarmente impegnata in questi mesi nella promozione della campagna europea People4Soil che chiede all’Unione Europea con una raccolta firme on line di introdurre una legislazione specifica sul suolo, riconoscendolo e tutelandolo come patrimonio comune. In tal senso una nuova agricoltura sana e sostenibile, che protegge gli ecosistemi, le specificità locali, la salute dei cittadini e non produce OGM non può che essere un naturale alleato nella tutela dei suoli. Le forme di industrializzazione dell’agricoltura del Novecento, al contrario, sono state tra i principali responsabili di molti degli attuali gravi squilibri ambientali del Pianeta: cambiamenti climatici, minore disponibilità di acque di falda e di superficie, impoverimento del suolo, deforestazione, erosione genetica, forzatura della maturazione e della stagionalità dei prodotti con perdita dei sapori, cibi contaminati da residui chimici pericolosi per l’uomo e l’ambiente. Ma se questo è il passato e larga parte del presente, Legambiente crede che proprio l’agricoltura oggi può essere il più importante alleato per le attuali sfide ambientali e per lo sviluppo dell’economia verde. Una nuova agricoltura rispetto al modello che ha dominato nel Novecento: un’agricoltura già all’opera, praticata da molti agricoltori italiani ed europei, attenti ai processi naturali e alla complessità e specificità locale degli ecosistemi e capaci di innovare, sperimentando nuove tecnologie e anche attingendo agli antichi saperi della cultura rurale.</p>
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		<title>Il Festival CinemaAmbiente ritorna dal 31 maggio al 5 giugno</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/ritorna-dal-31-maggio-al-5-giugno-il-festival-cinemaambiente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 May 2017 08:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Torino]]></category>
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					<description><![CDATA[Volete vedere i migliori film a tema ambientale? A Torino arriva la ventesima edizione di CinemaAmbiente L’obiettivo del Festival CinemaAmbiente è presentare i migliori film ambientali a livello internazionale e contribuire, con attività che si sviluppano nel corso di tutto l’anno, alla promozione del cinema e della cultura ambientale. Come in ogni edizione, verranno presentati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33832" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/05/images_CinemAmbiente.jpg" alt="" width="1200" height="799" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_CinemAmbiente.jpg 1200w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_CinemAmbiente-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_CinemAmbiente-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_CinemAmbiente-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Volete vedere i migliori film a tema ambientale? A Torino arriva la ventesima edizione di CinemaAmbiente</p>
<p>  <span id="more-33833"></span>  </p>
<p>L’obiettivo del <a href="http://www.cinemambiente.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Festival CinemaAmbiente</a> è presentare i migliori film ambientali a livello internazionale e contribuire, con attività che si sviluppano nel corso di tutto l’anno, alla promozione del cinema e della cultura ambientale.</p>
<p>Come in ogni edizione, verranno presentati un centinaio di film distribuiti nelle sezioni competitive nazionali e internazionali, nella sezione Panorama, nei focus tematici, nelle retrospettive e in Ecokids, sezione dedicata ai ragazzi.</p>
<p>Non mancheranno dibattiti, incontri con gli autori, mostre, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, concerti ed eventi sul territorio.</p>
<p>Il festival CinemaAmbiente è il primo festival a «emissione zero»: le emissioni di CO2 prodotte durante il Festival sono compensate, i suoi prodotti sono realizzati con materiali riciclati e certificati Ecolabel e FSC. Il Festival aderisce inoltre al protocollo dell’Agenda 21 relativo all’acquisto di materiali ecosostenibili.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=17860" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Quando nel 2014 vinse ‘Virunga’ di Orlando von Einsiedel, ambientato nelle foreste del Congo.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Torino, dona un rene alla compagna e la salva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Mar 2017 09:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[rene]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<category><![CDATA[trapianto]]></category>
		<category><![CDATA[Trapianto rene]]></category>
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					<description><![CDATA[Un gesto di amore immenso salva la partner Difficile trovare esempio di amore più grande: un uomo di 52 anni ha donato un rene alla sua compagna salvandole la vita. La 44enne era malata di rene politeistico e costretta alla dialisi. L’operazione si è svolta all’ospedale Molinetta della Città della Salute di Torino. Si è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33457" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/03/images_trapianto_rene.jpg" alt="" width="606" height="350" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_trapianto_rene.jpg 606w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_trapianto_rene-300x173.jpg 300w" sizes="(max-width: 606px) 100vw, 606px" /></p>
<p>Un gesto di amore immenso salva la partner</p>
<p>  <span id="more-33458"></span>  </p>
<p>Difficile trovare esempio di amore più grande: un uomo di 52 anni ha donato un rene alla sua compagna salvandole la vita. La 44enne era malata di rene politeistico e costretta alla dialisi.</p>
<p>L’operazione si è svolta all’ospedale Molinetta della Città della Salute di Torino. Si è trattato di un trapianto di rene da vivente pre-emptive: e stata una corsa contro il tempo &#8211; racconta la struttura in una nota &#8211; per completare in pochi mesi gli esami di valutazione del donatore, proprio per poter permettere a lei di fare il trapianto senza dover passare per la dialisi.</p>
<p>Il trapianto è riuscito e ora entrambi i pazienti sono ricoverati rispettivamente nella degenza e nella terapia subintensiva della Nefrologia universitaria. &#8220;Nel 30% dei trapianti da vivente il donatore è di sesso maschile e questa percentuale è in progressivo incremento, sulla scia anche dell’aumento del numero dei trapianti da vivente in Italia&#8221;, spiega Luigi Biancone, responsabile del programma di trapianto renale alle Molinette.</p>
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		<title>Smog: Cremona, Torino e Frosinone le città peggiori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 10:43:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Legambiente lancia l’allarme e propone 10 mosse per lottare contro lo smog Gennaio preoccupante per lo smog: 9 città italiane hanno superato i limiti per più di 15 giorni Il 2017 non poteva iniziare peggio per quanto riguarda la qualità dell’aria che respiriamo: il limite di pm10 consentito è stato superato più di 15 volte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33254" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/01/images_torino.jpg" alt="" width="990" height="660" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_torino.jpg 990w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_torino-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_torino-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 990px) 100vw, 990px" /></p>
<p>Legambiente lancia l’allarme e propone 10 mosse per lottare contro lo smog</p>
<p>  <span id="more-33255"></span>  </p>
<p>Gennaio preoccupante per lo smog: 9 città italiane hanno superato i limiti per più di 15 giorni</p>
<p>Il 2017 non poteva iniziare peggio per quanto riguarda la qualità dell’aria che respiriamo: il limite di pm10 consentito è stato superato più di 15 volte in ben nove città. Nella triste classifica troviamo Cremona (centralina Fatebenefratelli) con 20 giornate (il 60% di quelle consentite per tutto il 2017), Torino (Rebaudengo) con 19 e Frosinone (Scalo) con 18 giornate, sono le tre situazioni peggiori, seguite da Treviso, Padova, Vicenza e Reggio Emilia con 15 giorni di sforamento (il 40% del totale). A denunciarlo è Legambiente con il suo dossier <a href="https://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/mal-aria-di-citta-i-dati-e-le-proposte-antismog-di-legambiente-le-citta-devono-" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mal’aria di città 2017</a>.</p>
<p>E i dati purtroppo confermano un trend negativo che aveva già caratterizzato lo scorso anno, quando ben 33 città italiane avevano sforato i limiti di pm10; ricordiamo Torino (con 89 superamenti), seguita da Frosinone (85), Milano e Venezia (entrambi 73). A livello regionale, <a href="https://www.ecoseven.net//?p=22367" target="_blank" rel="noopener noreferrer">le regioni a cavallo della pianura padana sono quelle che hanno registrato le maggiori criticità</a>.</p>
<p>Stando alle ultime stime, ogni anno l’inquinamento dell’aria causa oltre 467 mila solo in Europa e i costi sanitari associati quantificabili sono tra 400 e 900 miliardi di euro all’anno sempre in Europa. Far uscire le città dalla cappa di smog è, dunque, una priorità. Legambiente ne è convinta e sfida le amministrazioni disegnando le città di domani, utilizzando le migliori esperienze che già oggi sono una realtà.</p>
<p>La qualità dell’aria nelle città italiane dichiara Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente, &#8220;deve diventare una priorità di governo, a scala locale, regionale e nazionale, altrimenti continueremo a condannare i cittadini italiani a respirare aria inquinata. Per questo oggi abbiamo presentato una ricetta completa di proposte e soluzioni per metterla in pratica, chiamando in causa prima di tutto i Comuni e le Regioni, e poi il governo, ciascuno per le sue competenze&#8221;.</p>
<p>Ecco in sintesi le 10 mosse per la città di domani, libera dallo smog: ridisegnare strade, piazze e spazi pubblici delle città; aumentare il verde urbano; una mobilità verso “emissioni zero”; priorità alla mobilità pubblica; fuori i diesel e i veicoli più inquinanti dalle città; road pricing e ticket pricing; riqualificazione degli edifici pubblici e privati; riscaldarsi senza inquinare; rafforzare controlli su emissioni auto, caldaie, edifici; intervenire su industrie e aree portuali.</p>
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		<title>Riattaccata la mano a un bimbo di 6 anni. Intervento riuscito a Torino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 10:40:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bambino]]></category>
		<category><![CDATA[mano]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[operazione]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
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					<description><![CDATA[Il bimbo non perderà la mano grazie a un intervento durato oltre nove ore Grazie a una “maratona” chirurgica durata nove ore, i chirurghi della mano del presidio ospedaliero Cto (Centro Traumatologico Ortopedico), sotto la regia di Bruno Battiston, hanno riattaccato la mano destra a un bimbo di nove anni. La mano era stata amputata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32637" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/11/images_operazione_medici-2.jpg" alt="" width="600" height="338" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_operazione_medici-2.jpg 600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_operazione_medici-2-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Il bimbo non perderà la mano grazie a un intervento durato oltre nove ore</p>
<p>  <span id="more-32638"></span>  </p>
<p>Grazie a una “maratona” chirurgica durata nove ore, i chirurghi della mano del presidio ospedaliero Cto (Centro Traumatologico Ortopedico), sotto la regia di Bruno Battiston, hanno riattaccato la mano destra a un bimbo di nove anni. La mano era stata amputata all’altezza del polso a causa di un incidente avvenuto su uno scuolabus.</p>
<p>L’intervento, fanno sapere, è “tecnicamente riuscito”, anche se ci vorrà del tempo per capire quale sarà l&#8217;entità del recupero funzionale della mano.</p>
<p>Si è trattato di una operazione complessa dato che i danni hanno interessato sia tendini che tessuti molli. Non si è trattato di un taglio netto, ma di uno schiacciamento</p>
<p>Il piccolo è ora ricoverato nel reparto di Terapia intensiva diretto da Giorgio Ivani che spiega: &#8220;Le condizioni attuali sono tali che fanno ben sperare. In questo momento il bimbo è sotto una sedazione che lo mantiene incosciente, per tenerlo in totale riposo almeno fino a domani, se non lunedì&#8221;.</p>
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		<title>È il momento della montagna al Festival Cineambiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 08:55:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiere ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Cineambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
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					<description><![CDATA[Fino al 5 giugno proiezioni dedicate alla montagna al festival torinese La rassegna annuale dedicata alla montagna, &#8216;In cordata&#8217;, diventa una una sezione trasversale della XIX edizione del Festival CinemAmbiente ‒ che si svolge dal 31 maggio al 5 giugno. Si concentreranno in meno di una settimana molteplici titoli che rendono le &#8216;Terre Alte&#8217; protagoniste [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31605" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/06/images_Cineambiente.jpg" alt="" width="1080" height="608" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Cineambiente.jpg 1080w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Cineambiente-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Cineambiente-1024x576.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Cineambiente-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Fino al 5 giugno proiezioni dedicate alla montagna al festival torinese</p>
<p>  <span id="more-31606"></span>  </p>
<p>La rassegna annuale dedicata alla montagna, &#8216;In cordata&#8217;, diventa una una sezione trasversale della XIX edizione del Festival CinemAmbiente ‒ che si svolge dal 31 maggio al 5 giugno. Si concentreranno in meno di una settimana molteplici titoli che rendono le &#8216;Terre Alte&#8217; protagoniste sul grande schermo.</p>
<p>Ecco i film che ci attendono</p>
<p>La montagna è punto di partenza di un moderno pellegrinaggio, sempre più laico, in <strong>I volti della Via Francigena</strong> (venerdì 3 giugno, Massimo 3, ore 20.15), film che segue i camminatori nel percorso che dal Colle del Gran San Bernardo arriva a Roma lungo l’antico itinerario, recuperato di recente,</p>
<p>Si torna in vetta con <strong>Monviso mon amour</strong> (sabato 4 giugno, Massimo 3, ore 18.15), in cui la storica impresa di Nino Viale, il primo a scendere con gli sci lungo il vertiginoso canalone Coolidge del Re di Pietra, filmato dall’amico Claudio Bodrone, viene ricordata con una replica-omaggio a distanza di quarant’anni.</p>
<p>Si passa infine il confine, tornando ai piedi del Passo del Gottardo, con <strong>Andermatt &#8211; Global Village</strong> (domenica 5 giugno, Massimo 1, ore 17.30) di Leonidas Bieri: la vicenda del paese di montagna nel cuore delle Alpi svizzere trasformato in resort di lusso da un miliardario egiziano sarà occasione per discutere dell’impatto ambientale del turismo alpino con lo storico dell’alpinismo Enrico Camanni e l’antropologo Marco Aime.</p>
<p>Completa il programma una selezione di <strong>cortometraggi</strong> (sabato 4 giugno, Massimo 3, ore 16.30), che spazia geograficamente dal campo base dell’Everest, alle piste da sci francesi, alla Val Badia, alle remote valli della Svizzera romanda.</p>
<p>L’ingresso a tutte le proiezioni del Festivale è gratuito. I biglietti gratuiti (2 per spettatore) possono essere ritirati presso i cinema che ospitano la sezione del Festival (Cinema Massimo, via Verdi 18; Il Piccolo Cinema, via Cavagnolo 7) a partire da un&#8217;ora prima della proiezione.<br />Info: <a href="http://www.cinemambiente.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.cinemambiente.it</a></p>
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		<title>Doppio trapianto su un bambino: impresa record a Torino</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2015 06:10:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
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					<description><![CDATA[Due equipe mediche, doppio trapianto, un solo bimbo con una rara sindrome   Un trapianto da record, doppio. Un bambino venezuelano di otto anni affetto da sindrome di Iper-Ig M, una rara e grave forma di immunodeficienza è stato sottoposto, presso la Città della Salute di Torino, ad un doppio trapianto di fegato e di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-28249" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/08/images_igallery_resized_ambientetest_aaaatrapianto-16367-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Due equipe mediche, doppio trapianto, un solo bimbo con una rara sindrome</p>
<p>  <span id="more-28250"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Un trapianto da record, doppio. Un bambino venezuelano di otto anni affetto da sindrome di Iper-Ig M, una rara e grave forma di immunodeficienza è stato sottoposto, presso la Città della Salute di Torino, ad un doppio trapianto di fegato e di cellule staminali ematopoietiche. Ad effettuare questa impresa sono state ben due equipe mediche: quella del Centro Trapianto di Fegato dell&#8217;<a href="https://www.cittadellasalute.to.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=94%3Aospedale-molinette&amp;catid=37&amp;Itemid=309" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ospedale Molinette</a>, diretta dal professor Mauro Salizzoni, e quella dell&#8217;Oncoematologia e Centro Trapianti dell&#8217;<a href="https://www.cittadellasalute.to.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1821%3Aospedale-regina-margherita&amp;catid=37&amp;Itemid=309" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ospedale infantile Regina Margherita</a>, diretta dalla dottoressa Franca Fagioli.</p>
<p>Il piccolo, ora, sta riprendendo gradualmente la sua quotidianità. Si trova ricoverato presso l&#8217;Oncoematologia del Regina Margherita.</p>
<p> </p>
<p>&#8216;Le sinergie di professionisti che operano ad elevati livelli di specializzazione &#8211; sottolinea la Città della Salute di Torino &#8211; e che interagiscono all&#8217;interno degli ospedali&#8217;, sono state essenziali per il successo dell&#8217;operazione. </p>
<p>gc</p>
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