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	<title>Texas &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Un parassita contro l’invasione delle formiche pazze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 06:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[formiche pazze]]></category>
		<category><![CDATA[fungo parassita]]></category>
		<category><![CDATA[patogeno]]></category>
		<category><![CDATA[Texas]]></category>
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					<description><![CDATA[Un fungo killer sta decimando una specie di formiche in Texas La formica pazza (Nylanderia fulva) è arrivata nel Sud degli Stati Uniti almeno venti anni fa, causando diversi danni e portando svariati problemi. È un insetto invasivo che creando colonie lunghe anche chilometri si sposta divorando tutto ciò che trova nel suo cammino, come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="justify"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-145656" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/04/ants-4949166_1280.jpg" alt="formiche pazze" width="800" height="561" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/04/ants-4949166_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/04/ants-4949166_1280-300x210.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/04/ants-4949166_1280-768x539.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 align="justify">Un fungo killer sta decimando una specie di formiche in Texas</h3>
<p><span id="more-145655"></span></p>
<p align="justify">La formica pazza (<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Rasberry_crazy_ant" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nylanderia fulva</a>) è arrivata nel Sud degli Stati Uniti almeno venti anni fa, causando diversi danni e portando svariati problemi. È un <b>insetto invasivo</b> che creando colonie lunghe anche chilometri si sposta divorando tutto ciò che trova nel suo cammino, come insetti, piccoli di uccelli e lucertole e scacciando via le formiche autoctone.</p>
<p align="justify">Al momento della sua scoperta in Texas, avvenuta nel 2002, questa specie è stata definita “<i>pazza</i>” proprio perché <b>si muove molto velocemente e anche in modo imprevedibile</b>. In realtà è originaria del Sud America, dove vive in colonie separate, che lottano fra di loro per accaparrarsi cibo e territorio. In Texas invece <b>le colonie hanno deciso di unirsi e collaborare</b>, arrecando difficoltà alla piccola fauna locale.</p>
<p align="justify">Ma ci ha pensato la natura stessa a intervenire, sfoderando un’arma potente, che sembrerebbe prendere di mira soltanto questa specie di formiche: un <b>fungo parassita</b>, il <i>Myrmecomorba nylanderiae</i>, appartenente al gruppo Microsporidia.</p>
<h4 class="western" align="justify">Lo studio</h4>
<p align="justify">Secondo lo studio dell’ecologo <b>Edward LeBrun</b> del Brackenridge Field Laboratory, un istituto della University of Texas di Austin, pubblicato su<a href="https://www.pnas.org/doi/abs/10.1073/pnas.2114558119" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Proceedings of the National Academy of Sciences</a> sono state ritrovate <b>tracce di tessuti grassi nelle formiche pazze</b>, sintomo di infezione da microsporidio.</p>
<p align="justify">Il team ha raccolto degli esemplari di formiche infetti e le ha liberate in colonie e nidi non ancora raggiunti dal fungo. In questo modo si è potuta monitorare la diffusione del patogeno e <b>abbattere la popolazione di formiche</b> che aveva resistito a qualsiasi altro tipo di controllo, anche agli insetticidi.</p>
<h4 class="western" align="justify">Il Myrmecomorba nylanderiae come arma biologica</h4>
<p align="justify">Questo parassita è dotato di <b>spore provviste di arpione</b>, che ancorandosi allo stomaco della formica ne fora la parete cellulare, rilasciando il suo contenuto che in pochissimo tempo infetta tutte le altre cellule portando la formica alla morte.</p>
<p align="justify">La potenza di questo fungo sta nel <b>riuscire ad infettare allo stesso modo sia i membri più adulti che le larve</b>, decimando le popolazioni di formiche pazze in tempi relativamente brevi.</p>
<p align="justify">Il patogeno riesce a colpire solamente questa specie in particolare, salvaguardando la salute delle altre classi di formiche autoctone, che potranno tornare ad una parvenza di normalità, dopo un duro attacco dall’esterno. Secondo gli autori dello studio questo fungo potrà essere utilizzato come <b>una sorta di arma biologica </b><b>n</b><b>el territorio</b> per controllare l’ascesa di altri insetti invasivi.</p>
<p align="justify"><i>Luna Riillo</i></p>
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		<title>Babbuini in fuga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2018 07:56:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[babbuini]]></category>
		<category><![CDATA[centro di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[fuga]]></category>
		<category><![CDATA[scimmie]]></category>
		<category><![CDATA[Texas]]></category>
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					<description><![CDATA[Un gruppo di babbuini riesce a scappare da un centro di ricerca in Texas grazie a un barile È stato grazie a un barile da 55 galloni (circa 208 litri) e all&#8217;intelligenza di uno di loro se 4 babbuini sono riusciti a fuggire da una struttura biomedica in Texas. Il babbuino intelligente, infatti, ha capito [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36085" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_baboon-3236152_1920.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_baboon-3236152_1920.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_baboon-3236152_1920-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_baboon-3236152_1920-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un gruppo di babbuini riesce a scappare da un centro di ricerca in Texas grazie a un barile</p>
<p>  <span id="more-36086"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">È stato grazie a un barile da 55 galloni (circa 208 litri) e all&#8217;intelligenza di uno di loro se 4 babbuini sono riusciti a fuggire da una struttura biomedica in Texas. Il babbuino intelligente, infatti, ha capito come posizionare il barile in posizione verticale e lo ha usato per arrampicarsi sul recinto. Gli altri tre lo hanno seguito e il gruppo ha raggiunto la strada, anche se la loro fuga non è durata molto – uno di loro è tornato da solo e gli altri sono stati catturati.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il Texas Biomedical Research Institute (<a href="https://www.txbiomed.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">TBRI</a>)&nbsp;ha le pareti del suo recinto all&#8217;aperto inclinate verso l&#8217;interno&nbsp;e sono state proprio queste pareti a impedire agli animali di fuggire negli ultimi 35 anni. Finora, almeno.</p>
<p>Qui il video: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=p4MoIOFb7ME&amp;feature=youtu.be" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link</a></p>
<p style="text-align: justify;">A quanto dichiarato dal centro di ricerca, gli animali hanno fatto rotolare il barile, lo hanno messo in posizione eretta e poi sono saltati fuori. Una squadra di cattura, indossando maschere e tute protettive, li ha ripresi nel giro di 20-30 minuti – due dei fuggitivi si erano fermati in mezzo agli alberi, mentre uno era arrivato in una strada vicina.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono oltre 2.500 animali nel campus dell&#8217;istituto e quasi 1.100 sono babbuini. Questi quattro facevano parte di un gruppo di 133 maschi che attualmente non sono utilizzati per nessun test: la TBRI ha riferito che, dopo essere stati riportati nel centro, sono stati controllati e stanno bene.<br />I barili, che erano stati introdotti nel recinto solo otto mesi fa, erano ciò che la TBRI definisce strumenti di arricchimento e ora sono stati rimossi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, questa storia ha scatenato molto movimento sui social: non tutti erano d&#8217;accordo col riportare i babbuini nel centro biomedico e molte persone hanno chiesto di trovare una nuova casa per i primati, un rifugio lontano dalle sperimentazioni per farmaci e malattie. <br />Una vecchia lotta questa, che una notizia del genere non poteva che riaccendere.</p>
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		<title>Partono da una minuscola cittadina le vendite della marijuana medica in Texas</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/partono-da-una-minuscola-cittadina-le-vendite-della-marijuana-medica-in-texas/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2018 15:54:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[marijuana medica]]></category>
		<category><![CDATA[Texas]]></category>
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					<description><![CDATA[Schulenburg, ha meno di 3.000 residenti eppure è diventata il centro delle prime vendite legali del farmaco da parte dello stato La Knox Medical, con sede in Florida, è proprietaria di una fattoria nei pressi di Schulenburg, in Texas, che è diventata rivenditrice di marijuana medica. Proprio questa tranquilla città conservatrice con meno di 3.000 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35501" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/02/images_Cannabis.jpg" alt="" width="800" height="452" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_Cannabis.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_Cannabis-300x170.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_Cannabis-768x434.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Schulenburg, ha meno di 3.000 residenti eppure è diventata il centro delle prime vendite legali del farmaco da parte dello stato</p>
<p>  <span id="more-35502"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La <a href="https://knoxmedical.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Knox Medical</a>, con sede in Florida, è proprietaria di una fattoria nei pressi di Schulenburg, in Texas, che è diventata rivenditrice di marijuana medica. Proprio questa tranquilla città conservatrice con meno di 3.000 abitanti è uno dei tre punti texani dispensatori di cannabidiolo, o CBD, una sostanza derivata dalla marijuana con basso contenuto di THC.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo le chiese e il Texas Polka Music Museum, sarà la marijuana a descrivere il luogo, anche se non tutti sono d&#8217;accordo con l&#8217;imposizione di questa etichetta. I funzionari del comune si sono affrettati a precisare che il sito delle serre e il futuro dispensario sono tecnicamente fuori dai limiti della città, per prenderne le distanze.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure, se si riuscisse a superare il preconcetto della «droga», una piccola cittadina come Schulenburg potrebbe diventare davvero un punto nevralgico per questo commercio che – tra l&#8217;altro, è bene ricordarlo – è del tutto legale ed è generato da prescrizione mediche. <br />Tutto lo stato ha una posizione ambivalente nei confronti della marijuana e infatti non è chiaro se potrà mai diventare una parte significativa dell&#8217;economia, vista la cultura texana.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante una spinta in tutto gli Stati Unitiper legalizzare sia la marijuana ricreativa che quella medica (30 stati e il Distretto di Columbia l&#8217;hanno legalizzata in qualche modo finora, e altri 15 hanno legalizzato il CBD per usi medici), in Texas la nuova legislazione è molto limitata, anche se si parla di uso legale.</p>
<p style="text-align: justify;">Aprire il punto di rivendita a Schulenburg è una scommessa che nessuno immaginava, ma l&#8217;amministratore delegato della Knox Medical, Jose Hidalgo, ha spiegato che ha senso per molte ragioni. Schulenburg, infatti, è a circa un&#8217;ora e mezza da Houston, Austin e San Antonio, quindi garantisce un facile accesso ad alcune delle più grandi città dello stato. Inoltre, la Contea di Fayette è una comunità di agricoltori e allevatori, quindi c&#8217;è molto spazio a disposizione per coltivare la marijuana senza essere vicino a scuole, parchi o quartieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la città potrebbe essere davvero un vantaggio, visto che non ha niente da perdere e visto che la marijuana medica è generalmente un&#8217;attività a basso rischio. Se funziona, ottimo; altrimenti si tornerà alle chiese e alla polka senza nessuna perdita.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Il computer batte l’uomo a poker</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/il-computer-batte-l-uomo-a-poker/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Mar 2017 10:57:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Poker]]></category>
		<category><![CDATA[Texas]]></category>
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					<description><![CDATA[Un programma ha sconfitto dieci giocatori professionisti L’intelligenza artificiale ha già battuto l’uomo a scacchi e, a dire il vero, anche al poker classico; ma mai prima d’ora aveva avuto la meglio nel poker “Texas Hold’em”, la variante più complessa del gioco, che prevede migliaia di combinazioni possibili.&#160; Il programma “DeepStack” ha dimostrato di aver [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33436" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/03/images_poker_computer.jpg" alt="" width="620" height="349" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_poker_computer.jpg 620w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_poker_computer-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p>Un programma ha sconfitto dieci giocatori professionisti</p>
<p>  <span id="more-33437"></span>  </p>
<p>L’intelligenza artificiale ha già battuto l’uomo a scacchi e, a dire il vero, anche al poker classico; ma mai prima d’ora aveva avuto la meglio nel poker “Texas Hold’em”, la variante più complessa del gioco, che prevede migliaia di combinazioni possibili.&nbsp;</p>
<p>Il programma “DeepStack” ha dimostrato di aver una tale raffinata capacità di “ragionamento” da avere la meglio su 10 giocatori professionisti, dopo aver giocato 3000 partite in 4 settimane per mettere a punto la propria strategia.</p>
<p>In questo modo ha potuto a colmare il divario tra l&#8217;approccio usato per i giochi come gli scacchi, il Go e la dama, dove si hanno a disposizione tutte le informazioni, e quello impiegato nei giochi con informazioni &#8216;imperfette&#8217;, come il poker. Nel poker infatti i giocatori non dispongono delle stesse informazioni e prospettiva, ma devono usare l’intuizione, una capacità affinata attraverso l&#8217;apprendimento e allenamento.</p>
<p>Il programma, <a href="http://science.sciencemag.org/content/early/2017/03/01/science.aam6960" target="_blank" rel="noopener noreferrer">descritto sulla rivista Science</a>, è stato messo a punto fra Canada e Repubblica Ceca, con il coordinamento di Michael Bowling che spiega: “Insegniamo al sistema a imparare a valutare le situazioni. Ogni situazione è una mini-partita di poker. Invece di risolvere la partita intera, il programma risolve milioni di queste micro-partite, ognuna delle quali lo aiuta a rifinire la sua intuizione su come funziona il poker”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Google car sfrecciano sulle strade del Texas</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/google-car-sfrecciano-sulle-strade-del-texas/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2015 15:28:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[california]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[google car]]></category>
		<category><![CDATA[Texas]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco il futuro: l&#8217;auto che si guida da sé mentre noi facciamo altro Le Google car escono dalla California e arrivano ad Austin, in Texas: proseguono le sperimentazioni per la quattro ruote targata Big G.  Un Suv Lexus RX450h dell’azienda ha girato in una piccola area della città creando una mappa delle vie e della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-27529" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/07/images_igallery_resized_ambientetest_Google_Car-16001-250-200-90-c.jpeg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Ecco il futuro: l&#8217;auto che si guida da sé mentre noi facciamo altro</p>
<p>  <span id="more-27530"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Le <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17633" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Google car</a> escono dalla California e arrivano ad Austin, in Texas: proseguono le sperimentazioni per la quattro ruote targata Big G. </span></p>
<p>Un Suv Lexus RX450h dell’azienda ha girato in una piccola area della città creando una mappa delle vie e della segnaletica stradale. Poi è partito l’esperimento di guida automatica. L’auto si guida da sé, ma ci sono sempre due persone all’interno a controllare.</p>
<p>Il punto centrale ovviamente è l sicurezza: ‘Ogni anno 1,2 milioni di persone nel mondo muoiono in incidenti stradali, e di queste 33mila sono negli Stati Uniti, dove il 94% degli incidenti dipende da un errore umano’, spiega Google in una nota.</p>
<p>Inoltre in un mondo di auto a guida automatica durante gli spostamenti non dovremo più perdere tempo imbottigliati nel traffico: potremo fare altre cose più interessanti mentre la vettura ci scarrozza in giro.</p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Questa città dal 2017 userà solo energia pulita</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/questa-citta-dal-2017-usera-solo-energia-pulita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2015 12:21:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
		<category><![CDATA[Georgetown]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[solare]]></category>
		<category><![CDATA[Texas]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
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					<description><![CDATA[Convertire una intera città alle rinnovabili? È possibile! E si risparmia pure Quando pensiamo al Texas ci vengono in mente petrolio e politici repubblicani, quelli per intendersi che negano ancora il cambiamento climatico. Ma Goergetown ci stupisce: per il 2017 si convertirà completamente alle rinnovabili. Saranno il sole e il vento a provvedere al fabbisogno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-25126" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/04/images_igallery_resized_ambientetest_Solare_Texas-14808-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Convertire una intera città alle rinnovabili? È possibile! E si risparmia pure</p>
<p>  <span id="more-25127"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Quando pensiamo al Texas ci vengono in mente petrolio e politici repubblicani, quelli per intendersi che negano ancora il cambiamento climatico.</span></p>
<p>Ma <a href="/news.georgetown.org/2015/03/18/georgetown-utility-to-be-powered-by-solar-and-wind-energy-by-2017/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Goergetown </a>ci stupisce: per il 2017 si convertirà completamente alle <a href="https://www.ecoseven.net//?p=6" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rinnovabili</a>. Saranno il sole e il vento a provvedere al fabbisogno cittadino di energia.</p>
<p>Georgetown conta 50.000 abitanti ed è situata 40km a nord di Austin; Jim Briggs, il &#8216;city manager&#8217; (una sorta di direttore generale assunto dal consiglio comunale), ha detto di aver iniziato a pensare alle rinnovabili quando ha capito che sarebbero state più economiche delle fonti tradizionali.</p>
<p>Nel febbraio di quest’anno il comune ha siglato quindi un accordo con il gigante dell’energia solare <a href="http://www.sunedison.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SunEdison</a> per cambiare il proprio approvvigionamento dal 2017.</p>
<p>SunEdison fornirà energia pulita a partire dal prossimo anno a un prezzo inferiore a quanto speso in precedenza; poi arriverà anche l&#8217;energia eolica fornita da <a href="http://www.edf-re.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">EDF</a> e a quel punto Georgetown sarà al 100% green.</p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
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