<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>tetti &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
	<atom:link href="https://www.ecoseven.net/tag/tetti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ecoseven.net</link>
	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
	<lastBuildDate>Thu, 26 Mar 2020 13:19:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
	<item>
		<title>Il Tempio della cacca</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/bioedilizia/il-tempio-della-cacca/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/casa/bioedilizia/il-tempio-della-cacca/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2020 12:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzione]]></category>
		<category><![CDATA[escrementi umani]]></category>
		<category><![CDATA[fiori]]></category>
		<category><![CDATA[giardino]]></category>
		<category><![CDATA[lettonia]]></category>
		<category><![CDATA[tetti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=49751</guid>

					<description><![CDATA[In Lettonia, una costruzione raccoglie escrementi umani per trasformarli in un giardino sul suo tetto. Il laboratorio lettone di progettazione e costruzione Zeltini ha creato un progetto davvero bizzarro: un «tempio della cacca». La nostra. Si tratta di una dependance in legno che raccoglie i rifiuti umani per fertilizzare un giardino che si trova sul [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49752" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/kot-2508857_1280.jpg" alt="cacca" width="795" height="410" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/kot-2508857_1280.jpg 795w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/kot-2508857_1280-300x155.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/kot-2508857_1280-768x396.jpg 768w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></h3>
<h3>In Lettonia, una costruzione raccoglie escrementi umani per trasformarli in un giardino sul suo tetto.</h3>
<p><span id="more-49751"></span></p>
<p>Il laboratorio lettone di progettazione e costruzione <a href="https://www.zeltini.com/en" target="_blank" rel="noopener">Zeltini</a> ha creato un progetto davvero bizzarro: un «tempio della cacca». La nostra.</p>
<p>Si tratta di una dependance in legno che raccoglie i rifiuti umani per fertilizzare un giardino che si trova sul suo stesso tetto.</p>
<p>Costruito sulla proprietà del fondatore di Zeltini, Aigars Lauzis, in Lettonia, <strong>il progetto celebra li scarti biologici del nostro corpo</strong> e, allo stesso tempo, aumenta la consapevolezza dei benefici del compost di rifiuti umani come potenziale sostituto dei fertilizzanti di origine animale.</p>
<p>Il «Tempio della cacca» – noto anche come <a href="https://www.zeltini.com/en/product/z-bioloo/" target="_blank" rel="noopener">Z-BIOLOO</a> – è stato prodotto come parte della missione dello studio di design per migliorare il mondo con progetti sostenibili.</p>
<p>Rivestito in legno annerito per mescolarsi nel paesaggio, il moderno edificio presenta un bagno di compostaggio <strong>Biolan</strong> che <strong>separa automaticamente i liquidi dai solidi per trasformare gli escrementi umani in compost</strong>.</p>
<h4>Una volta pronto, il compost viene utilizzato per concimare sia il giardino sul tetto che il campo adiacente.</h4>
<p>Questo bagna, inoltre, rende indimenticabile l&#8217;esperienza che si può fare al suo interno, visto che presenta un&#8217;ampia vetrata che permette di avere una bellissima vista sul paeseggio mentre si espletano le proprie funzioni.</p>
<p>Nella dependance <strong>è stato installato anche un camino con un chiusura cinetica girevole per far uscire gli odori sgradevoli</strong> e contribuire ad accelerare il processo di compostaggio.</p>
<p>Allo stesso tempo, <strong>un secondo camino con un ventilatore elettrico attira la piacevole fragranza dei fiori cresciuti sul tetto</strong> nell&#8217;edificio per introdurre continuamente nella costruzione un nuovo flusso di ossigeno.</p>
<p>Le pareti esterne sono isolate per offrire temperature confortevoli e stabili tutto l&#8217;anno.</p>
<p>Il progetto è stato progettato e costruito da Aigars Lauzis e Andis Veigulis per circa 3.000 euro di spesa e vuole dimostrare che, con 7 miliardi di persone presenti su questo pianeta, non abbiamo bisogno degli animali per concimare la terra.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/casa/bioedilizia/il-tempio-della-cacca/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alberi da frutto sui tetti</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/architettura/alberi-da-frutto-sui-tetti/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/casa/architettura/alberi-da-frutto-sui-tetti/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2018 07:52:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[abitazioni]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[tetti]]></category>
		<category><![CDATA[Vietnam]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=36084</guid>

					<description><![CDATA[Ad Hanoi, grazie a un progetto innovativo, devi salire sul tetto per cogliere un frutto Lo studio Vo Trong Nghia Architects&#160;ha dato una svolta all&#8217;antica arte della terra battuta con la costruzione della Dong Anh House, ad Hanoi, un&#8217;abitazione moderna sormontata da alberi da frutto viventi, in Vietnam. Sfruttando la posizione isolata e sicura della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36083" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_apple-2788662_1920.jpg" alt="" width="799" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_apple-2788662_1920.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_apple-2788662_1920-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_apple-2788662_1920-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Ad Hanoi, grazie a un progetto innovativo, devi salire sul tetto per cogliere un frutto</p>
<p>  <span id="more-36084"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://votrongnghia.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lo studio Vo Trong Nghia Architects</a>&nbsp;ha dato una svolta all&#8217;antica arte della terra battuta con la costruzione della Dong Anh House, ad Hanoi, un&#8217;abitazione moderna sormontata da alberi da frutto viventi, in Vietnam. Sfruttando la posizione isolata e sicura della proprietà ad Hanoi, gli architetti hanno applicato un «progetto di giardino aperto» che abbraccia la natura dentro, intorno e persino sulla parte superiore della casa. Le spesse pareti di terra forniscono un&#8217;alta massa termica e mantengono la casa fresca conservando il calore durante il giorno per poi dissiparlo durante la notte.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se il Vietnam ha una storia di costruzioni in terra battuta, in particolare nella regione nord-occidentale del paese, la maggior parte dei suoi edifici si basa principalmente sul cemento, non sulla terra. Ed è proprio nella speranza di promuovere i vantaggi dei muri in terra battuta in un contesto moderno che Vo Trong Nghia Architects ha realizzato in questo modo le pareti della casa, prendendo il materiale da una varietà di miniere di terra posizionate entro una trentina di chilometri dal sito. I terreni sono stati quindi filtrati, macinati e miscelati con cemento e altri additivi prima di essere compattati in casseforme – tra l&#8217;altro, la diversità dei suoli crea una striatura unica sui muri compattati.</p>
<p style="text-align: justify;">Progettato per una famiglia numerosa, l&#8217;edificio a forma di H è su due piani: il primo piano comprende i principali spazi comuni, la camera di servizio, il magazzino e tre camere da letto; il secondo comprende due camere da letto supplementari e un cortile esterno. Gli alberi da frutto sono coltivati in grandi fioriere che si trovano su entrambi i tetti e che danno la sensazione ancora più forte di trovarsi in una spazio verde oltre che verdeggiante.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/casa/architettura/alberi-da-frutto-sui-tetti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>35</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un tetto sicuro riutilizzando le bottiglie di plastica</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/news-casa/un-tetto-sicuro-riutilizzando-le-bottiglie-di-plastica/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/casa/news-casa/un-tetto-sicuro-riutilizzando-le-bottiglie-di-plastica/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2014 07:45:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bottiglie]]></category>
		<category><![CDATA[forni]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[tetti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=18572</guid>

					<description><![CDATA[Un progetto sperimentato in Ecuador crea dalla plastica di scarto un nuovo materiale da costruzione solido e isolante e a prezzi accessibili Tetti colorati in plastica per le comunità povere del sud del mondo. Il progetto elaborato da un gruppo di studenti dell’università Carnegie Mellon, chiamato &#8216;Engineers without borders&#8217; in collaborazione con il Reuse Everything [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-18571" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/06/images_igallery_resized_abitare_riciclo_bottiglie_plastica_tetto-11511-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Un progetto sperimentato in Ecuador crea dalla plastica di scarto un nuovo materiale da costruzione solido e isolante e a prezzi accessibili</p>
<p>  <span id="more-18572"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;"><strong>Tetti</strong> colorati in <strong>plastica</strong> per le comunità povere del sud del mondo. Il <strong>progetto</strong> elaborato da un gruppo di studenti dell’università Carnegie Mellon, chiamato &#8216;Engineers without borders&#8217; in collaborazione con il Reuse Everything Institute, organizzazione ecologista no profit, prevede il riutilizzo delle <strong>bottiglie</strong> di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=11506" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>plastica</strong></a> per la realizzazione di <strong>tetti</strong>. </span></p>
<p>Il Reuse Everything Institute ha creato una macchina che converte la <strong>plastica</strong> delle <strong>bottiglie</strong> in materiale da costruzione di alta qualità a prezzi accessibili (<a href="http://www.razoo.com/story/Reuse-Everything-Institute" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.razoo.com</a>) Una volta tagliate le estremità della bottiglia la <strong>plastica</strong> viene trasformata in sottili strisce, poi unite insieme a formare lunghi nastri colorati. Insieme alla paglia questo materiale permette di realizzare tetti con una buona tenuta isolante. Questo materiale sarebbe migliore della lamiera normalmente utilizzata, che con le alte temperature fa diventare le casupole dei veri e propri <strong>forni</strong>. </p>
<p>Il primo prototipo è stato sperimentato presso la riserva Fundación Maquipucuna (FM), in Ecuador. Con l’uso diffuso di questo nuovo materiale sarebbe possibile migliorare le condizioni di vita delle comunità più povere e riutilizzare uno dei rifiuti più diffusi. Secondo il Reuse Everything Institute nei soli Stati Uniti ogni anno vengono gettate 40 miliardi di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=6712" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>bottiglie</strong></a> e oltre il 70% non viene riciclato. Il <strong>progetto</strong>, che è a caccia di finanziamenti e sponsor, vorrebbe inoltre avviare l’attività di lavorazione della <strong>plastica</strong> nelle stesse comunità, così da creare posti di lavoro e migliorarne le condizioni di vita.</p>
<p>(A.S.)</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/casa/news-casa/un-tetto-sicuro-riutilizzando-le-bottiglie-di-plastica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le fattorie urbane si costruiscono sopra i tetti delle fabbriche dismesse</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/le-fattorie-urbane-si-costruiscono-sopra-i-tetti-delle-fabbriche-dismesse/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/le-fattorie-urbane-si-costruiscono-sopra-i-tetti-delle-fabbriche-dismesse/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2014 14:47:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[fattorie]]></category>
		<category><![CDATA[fattorie urbane]]></category>
		<category><![CDATA[piante]]></category>
		<category><![CDATA[tetti]]></category>
		<category><![CDATA[urbane]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=18309</guid>

					<description><![CDATA[Il progetto Urban farmers rooftop, mira a sfruttare le coperture industriali inutilizzate per l’installazione di urban farm in grado di ridistribuire frutta e verdura in citta&#8217; Le fattorie urbane in città si costruiscono sopra i tetti delle fabbriche. E’ questa la brillante idea proposta dall’architetto Antonio Scarponi, che ha intuito il potenziale inespresso delle grandi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-18308" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/06/images_igallery_resized_ambientetest_agricoltura_tetto_johannersburg-11392-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il progetto Urban farmers rooftop, mira a sfruttare le coperture industriali inutilizzate per l’installazione di urban farm in grado di ridistribuire frutta e verdura in citta&#8217;</p>
<p>  <span id="more-18309"></span>  </p>
<p>Le <strong>fattorie urbane</strong> in <strong>città</strong> si costruiscono sopra i <strong>tetti</strong> delle fabbriche. E’ questa la brillante idea proposta dall’architetto Antonio Scarponi, che ha intuito il potenziale inespresso delle grandi aree metropolitane proprio nello sfruttamento delle immense coperture industriali. </p>
<p>I grandi <strong>tetti</strong> piatti dei capannoni industriali infatti, si presterebbero tranquillamente ad accogliere le ‘urban farm’, in grado di sfruttare le coltivazioni (più o meno estese) di frutta e verdura e l’allevamento dei pesci per uso alimentare da ridistribuire localmente in città, quasi a km 0.</p>
<p>Le <strong>fattorie urbane</strong> o ‘urban farm’, sono dei veri e propri mini centri agricoli di <strong>città</strong>, provvisti, in questo caso, di tutte le attrezzature necessarie per garantire un miniallevamento ittico e una coltivazione idroponica per le <strong>piante</strong>. </p>
<p>Il progetto suggerito dall’architetto Scarponi, denominato ‘<a href="http://www.conceptualdevices.com/2014/06/generic-architecture-as-strategic-design-for-rooftop-urban-agriculture-aquaponic-farm-in-basel-for-urban-farmers/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Urban farmers rooftop</a>’, cavalca la scia di esempi già esistenti in altre <strong>città</strong> come Londra e New York, dove aree urbane inutilizzate sono state ‘riqualificate’ per costituire delle micro fattorie.</p>
<p>Le <strong><a href="https://www.ecoseven.net//?p=6977" target="_blank" rel="noopener noreferrer">fattorie</a> urbane</strong> del progetto ‘Urban farmers rooftop’, in particolare, ruotano attorno all’impiego di un semplice sistema acquaponico che da solo permette di mantenere in equilibrio l’intero ambiente delle ‘urban farm’, dove da una parte l’allevamento dei pesci nutre la vegetazione, mentre dall’altra nello stesso tempo le <strong>piante</strong> mantengono pulite le vasche. Il sistema acquaponico, per chi non lo sapesse, è infatti una tipologia di agricoltura mista ad allevamento sostenibile, basata su una combinazione di acquacoltura e coltivazione idroponica, al fine di ottenere un ambiente simbiotico. In un sistema acquaponico l&#8217;acqua delle vasche per acquacoltura viene pompata in quelle idroponiche, in modo tale che le <strong>piante</strong> che vi si trovano possano filtrarla sottraendo diverse sostanze di scarto dei pesci, traendone contemporaneamente nutrimento. L&#8217;acqua così filtrata potrà quindi essere reimmessa nelle vasche per acquacoltura e riprendere il suo ciclo.</p>
<p>La parte più interessante del progetto, riguarda comunque lo sfruttamento dei <strong>tetti</strong> industriali: due container ‘pre-assemblati’ con sistema acquaponico, vengono calati sulle coperture dei capannoni. I container contengono quindi già le serre per la coltivazione delle <a href="https://www.ecoseven.net//?p=14589" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>piante</strong></a> ed una serie di blocchi destinati agli uffici ed alle sedi amministrative, tutto rigorosamente sviluppato secondo un layout che permette di superare la storica dicotomia tra <strong>città</strong> e campagna, portando l’agricoltura urbana delle ‘urban farm’ direttamente nel cuore delle aree industriali.</p>
<p>Il progetto ‘Urban farmers rooftop’ attualmente, ha riqualificato 400 mq di copertura relativa ad un capannone industriale a Basilea, in Svizzera.</p>
<p>(Matteo Ludovisi)</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/le-fattorie-urbane-si-costruiscono-sopra-i-tetti-delle-fabbriche-dismesse/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>55</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>E tutto diventa fotovoltaico</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/fotovoltaico/e-tutto-diventa-fotovoltaico/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/energia/fotovoltaico/e-tutto-diventa-fotovoltaico/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2014 08:24:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Solare]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[finestre]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[sole]]></category>
		<category><![CDATA[tetti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=16720</guid>

					<description><![CDATA[L&#8217;ultima frontiera del fotovoltaico integrato sembra essere arrivata ad un punto di svolta grazie ad una ricerca congiunta tra l&#8217;Universita&#8217; di Milano Bicocca e quella statunitense del Los Alamos National Laboratory Tetti e facciate e finestre di una casa produrranno energia dal sole. L&#8217;ultima frontiera del fotovoltaico integrato sembra essere arrivata ad un punto di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-16719" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/04/images_igallery_resized_energia_fotovoltaico.plexiglass-10582-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>L&#8217;ultima frontiera del fotovoltaico integrato sembra essere arrivata ad un punto di svolta grazie ad una ricerca congiunta tra l&#8217;Universita&#8217; di Milano Bicocca e quella statunitense del Los Alamos National Laboratory</p>
<p>  <span id="more-16720"></span>  </p>
<p><strong>Tetti</strong> e facciate e <strong>finestre</strong> di una <strong>casa</strong> produrranno <strong>energia</strong> dal <strong>sole</strong>. L&#8217;ultima frontiera del <strong>fotovoltaico</strong> integrato sembra essere arrivata ad un punto di svolta grazie ad una ricerca congiunta tra l&#8217;Università di Milano–Bicocca  e quella statunitense del Los Alamos National Laboratory (Los Angeles). Si tratta, in pratica, di uno studio che ha portato allo sviluppo di speciali concentratori solari luminescenti (LSC, Luminescent Solar Concentrators) delle dimensioni utili per essere impiagati nelle facciate o nelle coperture trasparenti degli edifici. </p>
<p>Per produrre <strong>energia</strong> dal <strong>sole</strong> grazie a qualsiasi copertura della <a href="https://www.ecoseven.net//?p=16695"><strong>casa</strong></a>, i nuovi &#8216;LSC&#8217; potranno raccogliere i raggi solari (sia diretti, che diffusi) da una vasta area e, attraverso la conversione della radiazione in fluorescenza, riusciranno ad indirizzarla in una ‘porta d’uscita’ relativamente piccola. </p>
<p>Per produrre <strong>energia</strong> dal <strong>sole</strong> grazie a qualsiasi copertura della <strong>casa</strong>, i ricercatori hanno infatti realizzato dei concentratori solari luminescenti a basso costo economico, in grado di sfruttare delle semplici lastre di plexiglass, &#8216;drogate&#8217; con speciali nanoparticelle fluorescenti. Nello specifico, questa nuova tecnologia prevede di incorporare nella lastra di plastica, dei &#8216;cromofori&#8217;, ossia un gruppo di atomi otticamente attivo e capace di conferire colorazione ad una sostanza. I cromofori hanno il compito d’assorbire parte della luce solare e ri-emetterla all’interno della lastra affinché venga convogliata verso i bordi, grazie al fenomeno della &#8216;riflessione totale interna&#8217;.</p>
<p>L&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=6"><strong>energia</strong></a> luminosa della lastra di plexiglass viene poi convogliata, attraverso una tecnica ad hoc, in speciali concentratori plastici (cristalli colloidali di dimensioni di pochi milionesimi di millimetro). Secondo gli scienziati, questo nuovo sistema tecnologico permetterà di realizzare dispositivi di grandi dimensioni nell’ordine di migliaia di centimetri quadrati e quindi utilizzabili in contesti architettonici reali. Si tratta infatti di una nuova tecnologia fotovoltaica a concentrazione che presenta innumerevoli vantaggi, tra cui l’elevata integrabilità architettonica, la sensibile riduzione della quantità di materiale semiconduttore utilizzato e la notevole riduzione dei costi di produzione. Grazie all&#8217;utilizzo di questi nuovi nanomateriali, non più soltanto i <strong>tetti</strong> ma tutte le parti di un edificio potranno trasformarsi in veri e propri pannelli solari, (incluse finestre e facciate di un edificio), favorendo così l’auto-sostenibilità energetica di una <strong>casa</strong>. Inoltre la possibilità di realizzare dispositivi di qualsiasi forma e colore offrirà nuove opportunità nel design di elementi architettonici intelligenti.</p>
<p>(Matteo Ludovisi)</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/energia/fotovoltaico/e-tutto-diventa-fotovoltaico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>133</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fotovoltaico piu&#8217; efficiente grazie al robot che pulisce i pannelli solari</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/fotovoltaico/fotovoltaico-piu-efficiente-grazie-al-robot-che-pulisce-i-pannelli-solari/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/energia/fotovoltaico/fotovoltaico-piu-efficiente-grazie-al-robot-che-pulisce-i-pannelli-solari/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2013 20:18:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Solare]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[pannelli solari]]></category>
		<category><![CDATA[robot]]></category>
		<category><![CDATA[tetti]]></category>
		<category><![CDATA[tetto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=15094</guid>

					<description><![CDATA[Pulire il fotovoltaico installato sul tetto di casa sara&#8217; più semplice grazie al robot Assem1 AT1, in grado di provvedere ad una manutenzione automatica dei pannelli solari Il fotovoltaico installato in casa può essere decisamente più efficiente grazie all&#8217;acquisto di uno speciale robot che, periodicamente, sia in grado di pulire i pannelli solari installati sui [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-15093" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/12/images_igallery_resized_energia_robot_pulizia_tetto_fotovoltaico-9698-250-200-90-c.jpeg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Pulire il fotovoltaico installato sul tetto di casa sara&#8217; più semplice grazie al robot Assem1 AT1, in grado di provvedere ad una manutenzione automatica dei pannelli solari</p>
<p>  <span id="more-15094"></span>  </p>
<p>Il <strong>fotovoltaico</strong> installato in <strong>casa</strong> può essere decisamente più efficiente grazie all&#8217;acquisto di uno speciale <strong>robot</strong> che, periodicamente, sia in grado di pulire i pannelli solari installati sui <strong>tetti</strong>. E’ noto infatti, che la superficie dei <strong>pannelli solari</strong> sui <strong>tetti</strong> può essere frequentemente esposta a fogliame, escrementi di volatili, polline, resine e altri residui, capaci di diminuire il rendimento dei moduli fotovoltaici fino al 30%.</p>
<p>Il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=14904"><strong>fotovoltaico</strong></a> installato sul <strong>tetto</strong> di <strong>casa</strong>, con una superficie non semplice da raggiungere per la manutenzione periodica, è inoltre facilmente ‘deteriorabile’, soprattutto quando il modulo solare si trova sotto una pianta o in prossimità del mare. </p>
<p>Il <strong>robot</strong> ‘Assem1 AT1’, creato dall’azienda italiana ‘Automation Technology’, si propone in questo caso come soluzione pratica ed immediata per ovviare a questo problema, attraverso un’automatizzazione della pulizia periodica dei<strong> pannelli solari</strong> installati sul <strong>tetto</strong> di <strong>casa</strong>. Si tratta, in pratica, di uno speciale dispositivo equipaggiato con apposite spazzole in grado di pulire anche delle superfici fotovoltaiche molto sporche.</p>
<p>Il <strong>robot</strong> ‘Assem1 AT1’, ha la particolare la caratteristica di rimanere ancorato ai <strong>pannelli solari</strong> tramite delle ventose di presa a vuoto che, attraverso un motore elettrico, possono scorrere lungo tutta la superficie fotovoltaica, pulendo qualsiasi punto del modulo grazie ad un’apposita spazzola e dei getti d’acqua a pressione integrati nella macchina. Ma non finisce qui: il <strong>robot</strong> per la pulizia del <strong>fotovoltaico</strong> in <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15026"><strong>casa</strong></a>, è anche dotato di un sistema di controllo remoto dei movimenti. Il controller è affidato ad un radiocomando che comunica con il <strong>robot</strong> e consente di variare la velocità di avanzamento e di rotazione della spazzola. Il radiocomando, ovviamente, è anche dotato di un pulsante di accensione della macchina e di ‘input direzionali’, in modo da dirigere il <strong>robot</strong> ‘Assem1 AT1’ verso qualunque punto della superficie fotovoltaica. </p>
<p>Per chi fosse interessato all’acquisto e volesse avere maggiori informazioni sulle caratteristiche del <strong>robot</strong> può fare riferimento a questo <a href="http://www.automationtechnologysrl.com/contattaci/" target="_blank" rel="noopener">sito</a>.</p>
<p>(Matteo Ludovisi)</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/energia/fotovoltaico/fotovoltaico-piu-efficiente-grazie-al-robot-che-pulisce-i-pannelli-solari/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
