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	<title>Taranto &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Malaria a Taranto, ricoverati quattro extracomunitari. “L&#8217;hanno contratta qui”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2017 07:58:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Mal'aria]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ministro esclude che vi sia un allarme, ma la malattia è stata contratta nel nostro Paese Quattro braccianti extracomunitari, di età compresa tra i 21 e i 37 anni, hanno contratto la malaria nel nostro Paese e sono ricoverati nel reparto Infettivi dell&#8217;ospedale Moscati di Taranto. Si tratta di tre magrebini e di un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-34637" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/10/images_malaria_taranto.jpg" alt="" width="700" height="463" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_malaria_taranto.jpg 700w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_malaria_taranto-300x198.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Il ministro esclude che vi sia un allarme, ma la malattia è stata contratta nel nostro Paese</p>
<p>  <span id="more-34638"></span>  </p>
<p>Quattro braccianti extracomunitari, di età compresa tra i 21 e i 37 anni, hanno contratto la <a href="https://www.ecoseven.net//?tag=malaria" target="_blank" rel="noopener noreferrer">malaria</a> nel nostro Paese e sono ricoverati nel reparto Infettivi dell&#8217;ospedale Moscati di Taranto. Si tratta di tre magrebini e di un sudanese. Due di loro sono in Italia da due anni, un terzo da un paio di mesi, mentre per sul quarto sono ancora in corso verifiche.</p>
<p>Considerando che il tempo di incubazione della malaria, come spiegano i medici, varia da 12 a 18 giorni, significa che la malattia è stata contratta in Italia.</p>
<p>Sul caso è intervenuto anche il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, escludendo che vi sia un allarme malaria a Taranto. Due delle ipotesi sulla provenienza delle zanzare: potrebbero essere autoctone o potrebbero essere state trasportate in valigia di ritorno da qualche paese straniero.</p>
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		<title>L’aria di Taranto è inquinata quanto quella di Roma. Lo spiego uno studio del ministero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2016 19:25:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo studio ha permesso di rilevare una situazione di potenziale presenza di disturbi clinici e preclinici del neurosviluppo nell&#8217;area di Taranto Secondo un’indagine condotta per monitorare l’inquinamento prodotto dall’Ilva, i livelli di Taranto non sono superiori a quelli di Roma per quanto riguarda gli inquinanti genotossici aerodispersi. Lo si apprende dalla Relazione finale degli “Studi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-32908" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/12/images_Ilva_inquinamento.jpg" alt="" width="1024" height="648" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_Ilva_inquinamento.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_Ilva_inquinamento-300x190.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_Ilva_inquinamento-768x486.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Lo studio ha permesso di rilevare una situazione di potenziale presenza di disturbi clinici e preclinici del neurosviluppo nell&#8217;area di Taranto</p>
<p>  <span id="more-32909"></span>  </p>
<p>Secondo un’indagine condotta per monitorare l’inquinamento prodotto dall’Ilva, i livelli di Taranto non sono superiori a quelli di Roma per quanto riguarda gli inquinanti genotossici aerodispersi.</p>
<p>Lo si apprende dalla Relazione finale degli “Studi di biomonitoraggio e tossicità degli inquinanti presenti nel territorio di Taranto” compiuta da ministero della Salute e Istituto superiore di sanità. <a href="https://www.ecoseven.net//?p=22367" target="_blank" rel="noopener noreferrer">E anche il nord Italia è a rischio: in Lombardia si calcolano 300 morti l&#8217;anno per lo smog.</a></p>
<p>L’obiettivo dello studio è “la valutazione dell’esposizione di gruppi di popolazione residente in aree della città di Taranto prossime allo stabilimento Ilva a confronto con aree non impattate dalle emissioni dell’Ilva stessa e del possibile impatto sulla salute riproduttiva femminile e su funzioni cognitive in popolazioni pediatriche&#8221;. <br />Nel documento si sottolinea che i risultati e le relative implicazioni sui livelli di contaminazione atmosferica nei siti studiati &#8220;sono specificamente riferibili ai periodi in cui sono stati effettuati i campionamenti&#8221; e &#8220;possono non essere rappresentativi per periodi precedenti in cui varie attività antropiche possono avere avuto un impatto diverso”.</p>
<p>Come spiega lo stesso ministero, i risultati dello studio ”non possono ritenersi conclusivi e sono solo rappresentativi dei periodi in cui sono stati effettuati i campionamenti, considerando i limiti intrinseci dello studio in vitro, la bassa numerosità campionaria analizzata e il limite temporale dei rilevamenti ambientali, i risultati dello studio&#8221;. In ogni caso &#8220;i risultati dei test in vitro di immunotossicità, potenziale proinfiammatorio e genotossicità confermano la presenza di sostanze genotossiche, immunotossiche e con potenziale pro-infiammatorio nel particolato aerodisperso delle aree urbane ma non evidenziano specificità per la città di Taranto rispetto ad un altro sito urbano di riferimento&#8221;.</p>
<p>Inoltre, &#8220;lo studio ha permesso di rilevare una situazione di potenziale presenza di disturbi clinici e preclinici del neurosviluppo nell&#8217;area di Taranto, non riconosciuti e non adeguatamente sottoposti ad interventi preventivi, terapeutici e riabilitativi&#8221;. Si rileva che &#8220;il 15% di potenziali diagnosi cliniche osservato nel campione esaminato, basato per definizione su soggetti supposti sani, indica l&#8217;opportunità di ulteriori approfondimenti diagnostici ed epidemiologici&#8221;.</p>
<p>&#8220;Si tratta comunque di un risultato in linea con i dati epidemiologici mondiali sulle patologie del neurosviluppo &#8211; si osserva &#8211; comprendenti autismo, Adhd, disturbi dell&#8217;apprendimento e del comportamento, che interessano il 10-15% delle nascite&#8221;. &#8220;I disturbi osservati &#8211; si legge ancora &#8211; sono maggiormente evidenti nelle aree in prossimità delle emissioni industriali considerate ed in funzione inversa rispetto alla distanza dalle sorgenti, calcolata in riferimento ai camini di emissione dell&#8217;Ilva nelle cui adiacenze insistono anche una raffineria ed un cementificio&#8221;.</p>
<p>&#8220;Gli effetti neuropsicologici, come peraltro atteso &#8211; sottolinea ancora lo studio &#8211; sono associati soprattutto al piombo, anche se le concentrazioni interne di questo metallo e degli altri studiati risultano, globalmente, minori o dello stesso tenore di altri studi e non sono indicativi di sorgenti di esposizione specifiche, non risultando distribuiti diversamente in funzione delle zone di residenza né della distanza dalle sorgenti emissive&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il ruolo dell&#8217;esposizione ad agenti neurotossici risulta pertanto uno dei determinanti degli effetti osservati nell&#8217;area di Taranto, assieme allo stato socioeconomico. Data la natura trasversale delle osservazioni &#8211; si osserva &#8211; non è possibile attribuire un ruolo di causalità, considerando la non disponibilità di dati di monitoraggio ambientale in prossimità delle scuole prese in considerazione che non ha permesso di identificare con precisione le sorgenti di esposizione&#8221;. Nelle conclusioni si ritiene comunque &#8220;opportuno evidenziare alcune limitazioni dello studio che risiedono fondamentalmente nella dimensione campionaria e nella non disponibilità di dati di monitoraggio biologico relativi ad epoche pregresse, caratterizzate da prevedibili livelli più elevati di emissioni industriali, relative soprattutto all&#8217;epoca prenatale e postnatale dei soggetti esaminati in cui si realizza una maggiore vulnerabilità durante lo sviluppo delle funzioni nervose&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Ilva di Taranto: a giugno 2017 termina l’Aia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/ilva-di-taranto-a-giugno-2017-termina-l-aia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2016 13:54:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva Taranto]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
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					<description><![CDATA[Il termine per la realizzazione del piano ambientale previsto per lo stabilimento Ilva di Taranto è stato prorogato  al 30 giugno 2017   Ancora tempo. Ancora di più. Il termine per la realizzazione del piano ambientale previsto per lo stabilimento Ilva di Taranto è stato prorogato, al 30 giugno 2017. È così previsto in un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-30378" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/01/images_igallery_resized_ambientetest_ilva_taranto_diossina-17471-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il termine per la realizzazione del piano ambientale previsto per lo stabilimento Ilva di Taranto è stato prorogato  al 30 giugno 2017</p>
<p>  <span id="more-30379"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Ancora tempo. Ancora di più. Il termine per la realizzazione del piano ambientale previsto per lo stabilimento <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ilva" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ilva di Taranto </a>è stato prorogato, al 30 giugno 2017. È così previsto in un emendamento del governo, approvato dalle commissioni Attività produttive ed Ambiente. Il testo sarà in Aula a Montecitorio l&#8217;11 gennaio. Il decreto prevedeva già una proroga al 31 dicembre 2016 del termine. </p>
<p> </p>
<p>Con il nuovo decreto, l’Ilva potrà più facilmente accedere al fondo di garanzia per le aziende in difficoltà previsto dalla legge Salva-Ilva del 4 marzo 2015. È prevista ‘parità di accesso al credito per aziende che devono le loro difficoltà economiche proprio a causa del rapporto con l&#8217;Ilva e non per condizioni di mercato’. L&#8217;emendamento infatti prevede che possono accedere al fondo le aziende, che pur non rispondendo ai requisiti previsti, hanno un fatturato che, negli esercizi 2011 e 2012, sia stato costituito per ‘almeno il 75% del relativo importo in beni e servizi allo stabilimento Ilva’.</p>
<p>gc</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Fuga di Gas a Taranto: 1 morto e diversi feriti</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/gas/fuga-di-gas-a-taranto-1-morto-e-diversi-feriti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2015 13:35:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[fughe]]></category>
		<category><![CDATA[fughe di gas]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
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					<description><![CDATA[A causa di una fuga di Gas è esploso e crollato un palazzo di via Pupino, a Taranto. Come prevenire le fughe di gas?   Una fuga di gas: è questa la causa del crollo di un palazzo di via Pupino, a Taranto, avvenuto in seguito all&#8217;esplosione. Purtroppo, a causa dell&#8217;incidente un 59enne dello Sri Lanka ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-27427" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/07/images_igallery_resized_ambientetest_f881cdfb6336f3bce93c007f33a2f8b8-15951-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>A causa di una fuga di Gas è esploso e crollato un palazzo di via Pupino, a Taranto. Come prevenire le fughe di gas?</p>
<p>  <span id="more-27428"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Una fuga di <a href="energia/gas" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gas</a>: è questa la causa del crollo di un palazzo di via Pupino, a Taranto, avvenuto in seguito all&#8217;esplosione. Purtroppo, a causa dell&#8217;incidente un 59enne dello Sri Lanka ha perso la vita e altre 6 persone sono rimaste ferite.</p>
<p>Le fughe di gas, non ci stancheremo mai di dirlo, possono essere evitate. Inutile dirlo, dobbiamo puntare sulla prevenzione e sull&#8217;attenzione che ognuno di noi deve porre all&#8217;interno delle mura domestiche. Il gas è utile per il riscaldamento nei mesi estivi ed è utile nella vita di tutti i giorni in cucina sul piano cottura dove ognuno di noi prepara le pietanze per il pranzo e la cena. Per evitare una fuga di gas ed evitare di rischiare la vita (quella nostra e dei nostri vicini) bisogna fare due cose fondamentalmente: ilcontrollo annuale della caldaia, prima che inizi il periodo invernale, e ilcontrollo del tubo che porta il gas all&#8217;angolo cottura.</p>
<p>Le fughe di <a href="http://energia.ecoseven.net/gas/bolletta-gas" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gas</a><a href="http://energia.ecoseven.net/gas/bolletta-gas" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> </a>sono sempre in agguato, quindi controlliamo la nostra <a href="http://casa.ecoseven.net/risparmio-energetico/a-milano-arriva-la-caldaia-col-bollino-blu" target="_blank" rel="noopener noreferrer">caldaia</a> una volta all&#8217;anno le caldaie devono essere sottoposte a manutenzione. Infatti le caldaie, per quel riguarda l&#8217;efficienza energetica, sono sottoposte alla legge 10/91 sull&#8217;efficienza energetica e ai relativi regolamenti DPR 412/93 e DPR 551/99 che ne sanciscono le modalità di verifica. </p>
<p>Ricordate anche che è bene sostituire il tubo di gomma che porta il gas sul piano cottura una volta ogni cinque anni, entro la data di scadenza stampata sul tubo.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>gc</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Ilva: la fabbrica di Taranto inizia a spegnersi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/ilva-la-fabbrica-di-taranto-inizia-a-spegnersi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2015 16:17:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bonifica Ilva]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva Taranto]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
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					<description><![CDATA[Si spengono alcuni altoforni e acciaierie dell’Ilva: la fabbrica riduce la produzione e avvia la bonifica   L’Ilva di spegne. Non tutta, ma qualcosa si spegne. A due settimane di distanza dalla fermata dell&#8217;Altoforno 5, iniziano oggi le operazioni di spegnimento dell&#8217;Acciaieria 1, altro reparto dell&#8217;area a caldo che rappresenta il cuore della produzione.  Lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-24972" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_igallery_resized_ambientetest_th-14730-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Si spengono alcuni altoforni e acciaierie dell’Ilva: la fabbrica riduce la produzione e avvia la bonifica</p>
<p>  <span id="more-24973"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">L’<a href="https://www.ecoseven.net//?p=24361" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ilva</a> di spegne. Non tutta, ma qualcosa si spegne. A due settimane di distanza dalla fermata dell&#8217;Altoforno 5, iniziano oggi le operazioni di spegnimento dell&#8217;Acciaieria 1, altro reparto dell&#8217;area a caldo che rappresenta il cuore della produzione.  Lo spegnimento degli impianti si deve alla manutenzione nell&#8217;ambito dei lavori previsti dall&#8217;Autorizzazione integrata ambientale.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Gli interventi su Afo5 e Acciaieria 1 porteranno ad un ridimensionamento dell’attività produttiva, che dovrebbe ripartire a pieno regime una volta ultimati i lavori di ristrutturazione. Al momento restano funzionanti gli altiforni 2 e 4 e l&#8217;acciaieria 2. Il fermo degli impianti comporta il ricorso a un numero maggiore di contratti di solidarietà. Attualmente sono coinvolti 2.310 dipendenti, a giugno saranno 3.178.</p>
<p> ‘Una limitata e circoscritta presenza di amianto nelle guarnizioni di alcune finestre di uno stabile’ è stata riscontrata nell&#8217;ambito della periodica procedura di analisi delle strutture aziendali per il programma di bonifica amianto e messa in sicurezza degli stabilimenti, sostiene l&#8217;Ilva in amministrazione straordinaria, sottolineando che ‘non c&#8217;è stata alcuna dispersione di fibre e, di conseguenza, alcuna esposizione del personale, in quanto i manufatti sono integri. Nessun rischio quindi di danno alla salute. Sono state avviate inoltre le comunicazioni previste per legge &#8211; aggiunge l&#8217;Ilva &#8211; e le attività per la rapida rimozione’. Nel 2014, spiega l&#8217;azienda, sono stati effettuati oltre 1000 campionamenti con 110 interventi di bonifica.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ilva: bonifica Taranto, le fasi del progetto</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/ilva-bonifica-taranto-le-fasi-del-progetto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2015 10:43:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bonifica]]></category>
		<category><![CDATA[bonifica Taranto]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
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					<description><![CDATA[La bonifica del quartiere Tamburi di Taranto è suddivisa in due fasi e durerà circa 150 giorni   Dovrebbero bastare 150 giorni per bonificare il quartiere Tamburi di Taranto, il più esposto alle emissioni dell&#8217;Ilva. Il progetto di riqualificazione dovrebbe essere suddiviso in due diverse fasi, ha spiegato l&#8217;amministratore di &#8216;Axa servizi per l&#8217;ambiente&#8217;, Giampiero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-24360" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_igallery_resized_ambientetest_th-14419-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">La bonifica del quartiere Tamburi di Taranto è suddivisa in due fasi e durerà circa 150 giorni</p>
<p>  <span id="more-24361"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Dovrebbero bastare 150 giorni per bonificare il quartiere Tamburi di Taranto, il più esposto alle emissioni dell&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=21801" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ilva</strong></a>. Il progetto di riqualificazione dovrebbe essere suddiviso in due diverse fasi, ha spiegato l&#8217;amministratore di &#8216;Axa servizi per l&#8217;ambiente&#8217;, Giampiero Corvaglia, nel corso del primo incontro con i cittadini del rione per documentare i lavori.</p>
<p class="MsoNormal">‘C&#8217;è una fase operativa &#8211; ha osservato Corvaglia &#8211; in cui verranno installate delle centraline di monitoraggio della qualità dell&#8217;aria e delle tensostrutture all&#8217;interno del quale verrà depositato il materiale bonificato per poi essere trasportato nell&#8217;impianto di Massafra’. La seconda fase, invece, prevede il coinvolgimento dei cittadini attraverso una comunicazione ambientale, volta a sensibilizzare sul tema. Sarà realizzato ‘un sito internet <a href="http://www.tamburiterrapulita.co/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.tamburiterrapulita.co</a>, una campagna sui social network con la pagina tamburi terra pulita e un numero verde dover poter contattare e avere informazioni’.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Sulla pagina web c&#8217;è un contatore che, come una clessidra, indicherà quanti giorni mancano alla fine dei lavori. Da un&#8217;analisi di rischio sanitario del quartiere era emerso il superamento oltre la soglia consentita della concentrazione di Benzo(a)pirene, Pcb, diossina, piombo e antimonio. La bonifica prevede la rimozione di 30 cm di suolo inquinato da sostituire con terreno vergine dopo un&#8217;operazione di nebulizzazione per evitare che ci sia dispersione di polvere.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<title>Un deposito radioattivo a Taranto, a pochi passi dall’Ilva</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2015 08:43:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
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		<category><![CDATA[deposito radioattivo]]></category>
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					<description><![CDATA[Una situazione davvero pericolosa: a Statte, in un paese in provincia di Taranto, vi è un deposito con 17.000 fusti radioattivi   Doveva essere un deposito temporaneo, in realtà sono oramai anni che Statte, un comune vicino Taranto, attende la bonifica di un deposito radioattivo. Sì, in questo piccolo paese si nascondono ben 16.724 fusti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-23306" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/01/images_igallery_resized_ambientetest_th-13881-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Una situazione davvero pericolosa: a Statte, in un paese in provincia di Taranto, vi è un deposito con 17.000 fusti radioattivi</p>
<p>  <span id="more-23307"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Doveva essere un deposito temporaneo, in realtà sono oramai anni che Statte, un comune vicino Taranto, attende la bonifica di un deposito radioattivo. Sì, in questo piccolo paese si nascondono ben 16.724 fusti pericolosi: si tratta del sito Cemerad, dove 3.344 fusti contengono rifiuti radioattivi mentre nei rimanenti 13.380 i rifiuti sono decaduti. Da oltre dieci anni il deposito è sotto sequestro preventivo con affidamento in custodia giudiziaria all&#8217;assessore all&#8217;ecologia del comune di Statte.</p>
<p class="MsoNormal">A sottolineare l’urgenza della questione è anche il presidente della commissione Ecomafie, Alessandro Bratti, che rivolgendosi al premier Matteo Renzi, ha affermato: ‘&#8221;In qualità di presidente della commissione Ecomafie ho scritto al presidente del consiglio: questa è una situazione da risolvere non in breve ma in brevissimo tempo, per non dire dopo &#8216;l&#8217;avevamo detto&#8217;’. Bratti ci tiene anche a ricordare che che il deposito si trova a soli 15 km dall&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=21684"><strong>Ilva</strong></a>.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gian_Luca_Galletti" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti</strong></a>, in Aula a Montecitorio rispondendo a un&#8217;interrogazione parlamentare,  presentando il quadro della situazione, ha sottolineato che il comando provinciale dei Vigili del fuoco sta anche predisponendo &#8221;il Piano di emergenza&#8221; da attuare in caso di incidenti al deposito e che per ‘&#8221;il capo della Protezione civile la soluzione definitiva del problema deve trovare opportuna copertura finanziaria nelle risorse ordinarie della regione Puglia e delle altre amministrazioni locali interessate’.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<title>Governo approva decreto Ilva. Cosa succederà?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2014 10:05:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ilva Taranto]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa prevede il decreto Ilva-Taranto? Quali sorti per il capoluogo pugliese   Nei giorni scorsi, il Governo ha approvato il decreto su Taranto, che prevede il passaggio del gruppo Ilva all&#8217;amministrazione straordinaria.  Secondo quanto previsto, alla città di Taranto sono destinati fondi per le bonifiche, risorse per il Porto e per il Museo. ‘Prevedo un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-23047" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/12/images_igallery_resized_ambientetest_60a99c0d7ff0fb151d7f0b71cc127f92-13734-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Cosa prevede il decreto Ilva-Taranto? Quali sorti per il capoluogo pugliese</p>
<p>  <span id="more-23048"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Nei giorni scorsi, il Governo ha approvato il decreto su Taranto, che prevede il passaggio del gruppo Ilva all&#8217;amministrazione straordinaria.  Secondo quanto previsto, alla città di Taranto sono destinati fondi per le bonifiche, risorse per il Porto e per il Museo.</p>
<p> ‘Prevedo un intervento massimo dello Stato di 36 mesi per risanare l&#8217;Ilva e rilanciare l&#8217;Ilva’ ha detto il premier Matteo Renzi, ‘l&#8217;intervento dello Stato avrà successo se sarà a tempo’. ‘Ci assumiamo la responsabilità e l&#8217;impegno di rimediare gli errori fatti in quella città’,sostiene il premier: il rilancio dell&#8217;Ilva non può andare a ‘discapito dell&#8217;ambiente. La responsabilità ce lo impone’.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">‘Credo che il decreto su Taranto sia stato il più importante ed emozionante’ fra quelli votati dal Cdm. È stato ‘l&#8217;atto più emozionante del consiglio dei ministri. La responsabilità ci chiama, e noi rispondiamo prendendo in faccia il vento che serve. Su di noi ricade di rimediare agli errori fatti in quella città che merita un grande diretto, investimento dello Stato italiano’ ha concluso il premier Matteo Renzi al termine del Cdm.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<title>Taranto: espianto di olivi per ampliamento strada provinciale?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2014 13:11:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[legmabiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Legambiente Taranto preoccupata per la possibilità di espianto degli ulivi secolari lungo la SP100   Non solo Ilva e aria inquinata. A Taranto, l’ambiente sembra essere minacciato anche dalla possibilità dell’espianto di alcuni olivi secolari lungo il tracciato della SP 100. ‘Il Circolo di Taranto di Legambiente ha di recente ricevuto diverse segnalazioni inerenti l&#8217;avvenuta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-22443" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/11/images_igallery_resized_ambientetest_th__3_-13444-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Legambiente Taranto preoccupata per la possibilità di espianto degli ulivi secolari lungo la SP100</p>
<p>  <span id="more-22444"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Non solo <a href="https://www.ecoseven.net//?p=21684"><strong>Ilva</strong> </a>e aria inquinata. A <strong>Taranto</strong>, l’ambiente sembra essere minacciato anche dalla possibilità dell’espianto di alcuni olivi secolari lungo il tracciato della SP 100. ‘Il Circolo di Taranto di Legambiente ha di recente ricevuto diverse segnalazioni inerenti l&#8217;avvenuta perimetrazione, con nastro colorato, di parte di un oliveto secolare posto lungo il tracciato della SP 100. Appare possibile che tale perimetrazione possa essere ricollegabile ai lavori di ampliamento della SP100 e che rappresenti quindi un primo atto che porti verso l&#8217;espianto degli olivi coinvolti’, si legge sul sito dell’associazione ambientalista.</p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.legambiente.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Legambiente</strong></a> ci tiene quindi a sottolineare ‘l&#8217;importanza ed il valore paesaggistico degli <a href="ambiente/news-ambiente/taranto-200-ulivi-vittime-della-troma-d-aria"><strong>oliveti</strong></a>, per di più centenari, che vegetano in prossimità dell&#8217;abitato cittadino, tanto più in considerazione della loro natura residuale in un contesto che sempre più tende ad assumere l&#8217;aspetto e le forme della periferia urbana, perdendo la caratterizzazione rurale ed agricola che le compete. Appare quindi quanto mai opportuno dedicare ogni possibile sforzo alla conservazione di queste residue realtà, di grandissimo valore paesaggistico ed ambientale, cercando, con il massimo impegno, di coniugare lo sviluppo infrastrutturale con la continuità dell&#8217;esistenza di tali testimonianze storiche’.</p>
<p class="MsoNormal">Un’alternativa all’espianto degli olivi, in realtà, c’è: ‘sarebbe stato progettualmente opportuno individuare, quale sede di espansione della carreggiata, unicamente il lato opposto all&#8217;oliveto, che appare essere un seminativo’.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">In mancanza della possibilità di ‘online i documenti progettuali inerenti all&#8217;opera in oggetto’, Legambiente chiede <br /> ‘alla Provincia di Taranto di sapere se è stato condotto un preliminare censimento degli olivi coinvolti, con la misura della circonferenza dei singoli esemplari, considerato che diversi alberi potrebbero rientrare nella categoria degli olivi monumentali, così come indicati e tutelati nella Legge Regionale’. E se ‘sia stato disposto l&#8217;espianto ed il reimpianto dei diversi, notevoli esemplari di olivi centenari coinvolti,chiediamo alla Provincia di Taranto di conoscere il luogo del loro futuro reimpianto, in modo da poter esercitare sull&#8217;operazione il dovuto controllo sociale, affinché sia svolta nei modi migliori che la scienza agronomica dispone’. <br /> <span style="font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif;"><br /> <!--[if !supportLineBreakNewLine]-->gc <!--[endif]--></span></p>
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		<title>Americani chiedono di trivellare mare del Salento</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/news-energia/americani-chiedono-di-trivellare-mare-del-salento/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2014 08:02:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[. trivellazioni Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Americani trivellazione Salento]]></category>
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					<description><![CDATA[L’americana Global Med Llc ha chiesto la possibilità di trivellare i fondali del Salento. E il decreto legge Sblocca Italia glielo consente   Americani in cerca del petrolio nel Salento, nei fondali, se vogliamo esser precisi, di Santa Maria di Leuca. Una richiesta legittima, visto il contenuto dello Sblocca Italia, arrivata al Governo italiano lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-22222" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/11/images_igallery_resized_ambientetest_th-13335-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">L’americana Global Med Llc ha chiesto la possibilità di trivellare i fondali del Salento. E il decreto legge Sblocca Italia glielo consente</p>
<p>  <span id="more-22223"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Americani in cerca del petrolio nel Salento, nei fondali, se vogliamo esser precisi, di Santa Maria di Leuca. Una richiesta legittima, visto il contenuto dello <strong>Sblocca Italia</strong>, arrivata al Governo italiano lo scorso 22 ottobre. Il ministero dello Sviluppo Economico ha già avviato l’istruttoria.</p>
<p class="MsoNormal">Un vero colpo al cuore per i diciannove Comuni rivieraschi interessati, da Otranto a Gallipoli, che pensavano di dar vita a parchi regionali costieri e  ad un’area marina protetta in corso di istituzione, ma che ora, dovranno solo impegnarsi a dar vita a delle meticolose osservazioni entro il prossimo 21 dicembre.</p>
<p class="MsoNormal">Per evitare che le <a href="https://www.ecoseven.net//?p=18844"><strong>trivelle</strong> </a>approdino nei mari del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salento"><strong>Salento</strong></a>, giustificate e spinte anche dallo Sblocca Italia, la Regione  Puglia sta anche predisponendo il ricorso alla Corte Costituzionale contro gli articoli 36, 37 e 38 del decreto convertito in legge lo scorso 5 novembre.</p>
<p class="MsoNormal">Gli americano della Global Med Llc hanno fatto richiesta di sondare i fondali per 2.207 chilometri quadrati, ad appena 13,9 miglia marine dalla terraferma: l’azienda chiede l’acquisizione di centinaia di chilometri di linee sismiche 2D mediante la discussa tecnologia air gun e l’esecuzione di rilievi geofisici 3D, nell’area della ‘Zona F’ (compresa tra Crotone, Capo Colonna e Capo Santa Maria di Leuca), aperta a nuove attività con un’approvazione del decreto ministeriale il 9 agosto 2013. Un delle istanze che interessa la zona è anche congelata, dal momenti che è in corso un contenzioso tra chi si accaparrerà l’esclusiva, se la stessa Global Med o il tandem Petroceltic Italia-Edison.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">In pericolo <a href="https://www.ecoseven.net//?p=21680"><strong>trivellazione</strong></a> sono anche i fondali di Taranto: lo  scorso 5 novembre, la Schlumberger Italiana spa ha chiesto di ispezionare il fondale del Golfo di Taranto, un’area immensa, di 4.030 chilometri quadrati, che si estendono fino a poco più di 12 miglia dal litorale di Gallipoli e Porto Cesareo, diCastellaneta e Manduria, oltre che, sul versante opposto, dalle coste calabresi e lucane.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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