<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>studenti &#8211; Ecoseven</title>
	<atom:link href="https://www.ecoseven.net/tag/studenti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ecoseven.net</link>
	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Sat, 20 Jun 2020 10:47:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Una visita virtuale nella Tundra artica</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/una-visita-virtuale-nella-tundra-artica/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/una-visita-virtuale-nella-tundra-artica/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2019 15:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[tundra]]></category>
		<category><![CDATA[virtual tour]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38646</guid>

					<description><![CDATA[A novembre si può andare alla scoperta degli orsi polari durante una gita virtuale Discovery Education&#160;e Polar Bears International hanno collaborato ancora una volta per ospitare una visita virtuale emozionante, immersiva e gratuita nella tundra artica. Gli studenti che frequentano dall&#8217;asilo fino alla terza media e gli insegnanti di tutto il mondo sono invitati a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-38645" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_tundra.jpg" alt="" width="800" height="479" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_tundra.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_tundra-300x180.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_tundra-768x460.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>A novembre si può andare alla scoperta degli orsi polari durante una gita virtuale</p>
<p>  <span id="more-38646"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ecoseven.net/(https:/www.discoveryeducation.com)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Discovery Education</a>&nbsp;e <a href="https://www.ecoseven.net/(https:/polarbearsinternational.org/)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Polar Bears International</a> hanno collaborato ancora una volta per ospitare una visita virtuale emozionante, immersiva e gratuita nella tundra artica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli studenti</strong> che frequentano dall&#8217;asilo fino alla terza media e gli insegnanti di tutto il mondo <strong>sono invitati a osservare virtualmente gli orsi polari della baia canadese di Hudson nel loro habitat naturale</strong>, andando oltre le mura dell&#8217;aula verso il sito della migrazione annuale dell&#8217;orso polare canadese.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti gli iscritti si potranno sintonizzare sugli eventi <strong>Virtual Field Trip to the Arctic Tundra</strong> che si svolgeranno in due date: mercoledì 13 novembre e giovedì 14 novembre. Entrambi gli eventi, che saranno in diretta e dureranno almeno 30 minuti ciascuno, intratterranno i partecipanti con materiale visivamente coinvolgente sull&#8217;habitat polare, il ghiaccio marino, gli adattamenti dell&#8217;Artico, i cambiamenti climatici e in particolare gli orsi polari.</p>
<p style="text-align: justify;">In concomitanza con gli eventi, ci saranno anche due sessioni virtuali di domande e risposte in diretta, in cui i partecipanti potranno informarsi maggiormente sulla fauna selvatica, l&#8217;ambiente e la vita nella regione polare del nord della tundra.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo le date, Discovery Education Experience archivierà gli eventi e le rispettive sessioni di domande e risposte sia nel canale di contenuti Polar Bears che in quello di Virtual Field Trip, in modo che essi costituiscano una risorsa didattica per le persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Giunto al suo sesto anno, questo evento virtuale conduce sempre verso un&#8217;importante conoscenza degli orsi polari e delle loro abitudini, insieme a una nuova consapevolezza riguardo l&#8217;ecologia, le minacce e la necessità di conservazione per garantire il futuro di questi grandiosi animali dell&#8217;Artico.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/una-visita-virtuale-nella-tundra-artica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>7</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lavoro: studenti inglesi pagherebbero per fare i sarti in Italia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/lavoro-studenti-inglesi-pagherebbero-per-fare-i-sarti-in-italia/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/lavoro-studenti-inglesi-pagherebbero-per-fare-i-sarti-in-italia/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2017 11:28:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[sartoria]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=33353</guid>

					<description><![CDATA[In questo settore il Made in Italy è un punto di riferimento per i giovani europei. I coetanei italiani sembrano meno interessati Fare il sarto forse non è l’aspirazione di molti giovani italiani, anche se la tendenza verso i lavori artigianali sta cambiando negli ultimi tempi. Ma all’estero c’è chi addirittura sarebbe disposto a pagare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-33352" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/02/images_sarti_italia.jpg" alt="" width="560" height="371" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_sarti_italia.jpg 560w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_sarti_italia-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></p>
<p>In questo settore il Made in Italy è un punto di riferimento per i giovani europei. I coetanei italiani sembrano meno interessati</p>
<p>  <span id="more-33353"></span>  </p>
<p>Fare il sarto forse non è l’aspirazione di molti giovani italiani, <a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/economia/il-lavoro-piu-ambito-non-e-piu-il-medico-ecco-cosa-sognano-i-giovani-2.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">anche se la tendenza verso i lavori artigianali sta cambiando negli ultimi tempi</a>. Ma all’estero c’è chi addirittura sarebbe disposto a pagare per mettersi all’opera nelle maison del nostro paese.</p>
<p>L’agenzia di comunicazione Klaus Davi &amp;Co., in occasione della Fiera Milano Unica, ha realizzato uno studio che ha coinvolto oltre 2.000 studenti dai 18 ai 22 anni da tutta Europa.</p>
<p>Solo un ragazzo italiano su sette pensa di prendere in considerazione il lavoro di sarto, ma per gli stranieri è diverso. Sono ben 5 su 10 gli inglesi che sognano di venire da noi per un corso di specializzazione professionale o universitaria in cui imparare il mestiere. Un tirocinio molto ambito anche dai giovani tedeschi e spagnoli (4 su 10), mentre solo il 20% dei francesi sceglierebbe l’Italia. Una formazione italiana verrebbe considerata una ‘straordinaria opportunità’ dal campione europeo preso in analisi con una percentuale significativa del 37%. In particolare gli studenti inglesi ritengono che un passaggio in Italia garantirebbe una base per poi ‘trovare lavoro in tutto il mondo’.</p>
<p>Il dato singolare è che il 22% del campione straniero sarebbe addirittura disposto a pagare pur di formarsi in Italia. Questo perché nel settore apprezzano molto il Made in Italy, in particolare le capacità creative (per il 34%); le qualità tecniche applicate ai materiali (28%); l’innovazione tecnologica di comparto (23%); autorevolezza e credibilità nel settore (secondo il 63%); la disponibilità (44%); lo stile di vita (per il 67%). Quasi otto studenti su dieci sarebbero disposti a imparare l’italiano con corsi accelerati.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/lavoro-studenti-inglesi-pagherebbero-per-fare-i-sarti-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>7</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Crescono i lavori verdi, ma siamo impreparati</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/crescono-i-lavori-verdi-ma-siamo-impreparati/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/crescono-i-lavori-verdi-ma-siamo-impreparati/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2015 16:33:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Green Economy]]></category>
		<category><![CDATA[green economy ocse]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[studiare green economy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=24233</guid>

					<description><![CDATA[Grandi opportunità di lavoro arrivano dalla green economy, ma gli studenti italiani sono impreparati   È dalla green economy che arrivano grandi opportunità di lavoro. Le offerte di lavoro in Europa e in Italia aumenteranno soprattutto nel settore del biogas che, secondo le previsioni del Consorzio di riferimento (Cib), raddoppierà gli occupati arrivando a toccare quota [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-24232" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/02/images_igallery_resized_ambientetest_th__2_-14355-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Grandi opportunità di lavoro arrivano dalla green economy, ma gli studenti italiani sono impreparati</p>
<p>  <span id="more-24233"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">È dalla <a href="https://www.ecoseven.net//?p=24168" target="_blank" rel="noopener noreferrer">green economy </a>che arrivano grandi opportunità di lavoro. Le offerte di lavoro in Europa e in Italia aumenteranno soprattutto nel settore del biogas che, secondo le previsioni del Consorzio di riferimento (Cib), raddoppierà gli occupati arrivando a toccare quota 25 mila entro il 2020. Il problema? Siamo impreparati. Se è vero che ‘Il passaggio all’economia verde ha creato nuova occupazione legata per lo più alle fonti rinnovabili’, dichiara Stefano Scarpetta, direttore del dipartimento Lavoro e Affari sociali dell’Ocse, è anche vero che  ‘C’è bisogno di riqualificare i lavoratori per usare le nuove tecnologie’.</p>
<p class="MsoNormal">Gli studenti italiani, come riferisce l’<a href="http://www.esteri.it/mae/it/politica_estera/organizzazioni_internazionali/ocse.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ocse</strong></a>, sono tra gli ultimi posti in classifica per preparazione sui temi ambientali. È bene sottolineare che il 60% dei laureati in materie ambientali, per lo più maschi, provengono da Francia, Germania, Corea, Regno Unito e Usa. </p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">‘La sensibilità verso l’economia verde deve iniziare sin dai primi anni di scuola, e in questo l’Italia è indietro rispetto ad altri Paesi’, prosegue Scarpetta.  ‘Gli altri Stati hanno sviluppato piani di studio universitari sui temi della green economy, intesa non solo come progettazione ingegneristica, ma anche protezione dell’ambiente’.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/crescono-i-lavori-verdi-ma-siamo-impreparati/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scienze: tatto e vista, un aiuto per la memoria</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/scienze-tatto-e-vista-un-aiuto-per-la-memoria/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/scienze-tatto-e-vista-un-aiuto-per-la-memoria/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2014 08:58:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=18582</guid>

					<description><![CDATA[Il ricordo è più&#8217; forte quando abbiamo visto o toccato le cose da memorizzare. Lo dimostra uno studio dell&#8217;università dello Iowa Ricordare è più semplice se abbiamo visto o toccato. Lo dimostra uno studio condotto da alcuni scienziati dell’università dello Iowa. Lo studio ha coinvolto circa un centinaio di ragazzi a cui è stato chiesto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-18581" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/06/images_igallery_resized_ambiente_tatto_vista_memoria-11519-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-60588" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/06/brain-4961452_1280.jpg" alt="" width="799" height="448" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/06/brain-4961452_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/06/brain-4961452_1280-300x168.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/06/brain-4961452_1280-768x431.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<h3>Il ricordo è più&#8217; forte quando abbiamo visto o toccato le cose da memorizzare. Lo dimostra uno studio dell&#8217;università dello Iowa</h3>
<p><span id="more-18582"></span></p>
<p>Ricordare è più semplice se abbiamo visto o toccato. Lo dimostra uno studio condotto da alcuni scienziati dell’università dello Iowa.</p>
<p>Lo <strong>studio</strong> ha coinvolto circa un centinaio di ragazzi a cui è stato chiesto di ascoltare delle registrazioni audio di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=18043" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>cani</strong></a> che abbaiavano, di guardare <strong>video</strong> muti di una partita di basket, di toccare oggetti senza poterli vedere.</p>
<p>Dopo soltanto un’ora il ricordo degli <strong>studenti</strong> presentava già delle lacune ma si è notato che la memoria legata alle esperienze visive e a quelle tattili era più &#8216;resistente&#8217; di quella legata soltanto ai suoni. Stesso risultato è stato ottenuto testando i ricordi dopo un giorno e dopo una settimana.</p>
<h4>Quando qualcuno ci chiede di ricordare una cosa allora forse conviene scriverla.</h4>
<p>Anche se perderemo il foglietto in cui abbiamo preso l’appunto, averla &#8216;vista&#8217; scritta può aiutare comunque il nostro <a href="https://www.ecoseven.net//?p=13458" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>cervello</strong></a> a ricordarla più a lungo!</p>
<p>(A.S.)</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/scienze-tatto-e-vista-un-aiuto-per-la-memoria/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mobilità: a scuola di sicurezza e sostenibilità</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/news-mobilita/mobilita-a-scuola-di-sicurezza-e-sostenibilita/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/mobilita/news-mobilita/mobilita-a-scuola-di-sicurezza-e-sostenibilita/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 16:21:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[Michelin]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[regole d'oro]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=10721</guid>

					<description><![CDATA[Si basa su 10 regole d&#8217;oro per la sicurezza sulle strade il progetto Mobilita&#8217;zione sostenibile, che coinvolge per il sesto anno consecutivo le scuole italiane di ogni ordine e grado Sicurezza sulle strade, ambiente e mobilità sostenibile: le scuole italiane in primo piano nel progetto di informazione e prevezione di Michelin. E&#8217; su 10 regole [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-10720" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/02/images_igallery_resized_ambientetest_sicurezza_stradaleSLOW-7252-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Si basa su 10 regole d&#8217;oro per la sicurezza sulle strade il progetto Mobilita&#8217;zione sostenibile, che coinvolge per il sesto anno consecutivo le scuole italiane di ogni ordine e grado</p>
<p>  <span id="more-10721"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 13px;"><strong>Sicurezza sulle strade</strong>, <strong>ambiente</strong> e <strong>mobilità sostenibile</strong>: le scuole italiane in primo piano nel progetto di informazione e prevezione di Michelin. E&#8217; su 10 regole d&#8217;oro che si basa il progetto &#8216;Mobilita’zione sostenibile&#8217;, che Michelin porta nelle classi di Scuola dal Nord al Sud dello Stivale per il sesto anno consecutivo.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px;">Le regole per una maggiore sicuerzza stradale sono semplici e chiare: allacciare le cinture, osservare il codice della strada, non superare i limiti di velocità, controllare pressione ed usura degli pneumatici, non guidare dopo aver bevuto o assunto sostanze, assicurare i bambini sui seggiolini, non parlare al cellulare durante la guida, fare delle pause durante i viaggi, indossare il casco alla guida delle due ruote e rispettare tutti gli altri utenti della strada.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-size: 13px;"></span>&nbsp;Sono 2.200 i kit prenotati dalle scuole italiane di ogni ordine e grado per parlare agli studenti di tutte le età di <strong>sicurezza stradale, <a target="_blank" href="http://ambiente.ecoseven.net/ambiente" rel="noopener noreferrer">ambiente</a> e <a href="http://mobilita.ecoseven.net/mobilita" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mobilità sostenibile</a></strong>. Il progetto offre a insegnanti, studenti e famiglie un sistema di strumenti gratuiti per aprire il dibattito su come migliorare la mobilita&#8217; sulle nostre strade. Le classi, partecipando al percorso educativo, saranno protagoniste del decennio Onu di azione per la sicurezza stradale 2011-2020 che si propone, tramite interventi a lungo termine, di sensibilizzare i singoli Paesi e i loro cittadini ad adottare provvedimenti e iniziative per rendere le strade più sicure, riducendo sia il numero degli incidenti sia i <strong>danni provocati all&#8217;ambiente</strong> derivanti da un utilizzo poco sostenibile delle automobili e più in generale del trasporto su gomma. Sul sito <strong>www.michelinfascuola.it</strong> le classi potranno trovare video, giochi e attività da svolgere a scuola o a casa con la &#8216;Augmented reality&#8217;. Al progetto è legato il premio Michelin 2012-2013 che sfida le classi a mettere in pratica quanto appreso. In palio 3.000 euro da investire in materiale didattico. Per la sezione individuale, riservata ai ragazzi degli ultimi due anni delle scuole superiori, ci sarà invece il rimborso delle spese del primo anno di università e di libri didattici fino a un massimo di 1.500 euro. Pronti, via, per la &#8216;Mobilita’zione sostenibile&#8217;.</p>
<p>(g.cat.)</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/mobilita/news-mobilita/mobilita-a-scuola-di-sicurezza-e-sostenibilita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Salvate l&#8217;erasmus, opportunita&#8217; per milioni di studenti</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/salvate-lerasmus-opportunita-per-milioni-di-studenti/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/salvate-lerasmus-opportunita-per-milioni-di-studenti/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2012 12:06:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo sociale europeo]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento europeo]]></category>
		<category><![CDATA[salta erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=8720</guid>

					<description><![CDATA[Il Fondo sociale europeo e’ a secco. A rischio tra i programmi europei vi e’ anche l’Erasmus, l’opportunita’ di studio fuori dai confini nazionali Di Antonio Galdo &#160; L’Europa che non c’è continua a fare vittime. Il Fondo sociale europeo è a secco, come ha denunciato qualche giorno fa il presidente delle commissione Bilancio del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-2058" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/06/images_igallery_resized_ambiente_non-sprecare-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il Fondo sociale europeo e’ a secco. A rischio tra i programmi europei vi e’ anche l’Erasmus, l’opportunita’ di studio fuori dai confini nazionali</p>
<p>  <span id="more-8720"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Di Antonio Galdo</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal">L’Europa che non c’è continua a fare vittime. Il <a href="http://www.fondosocialeuropeo.it/fse.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fondo sociale europeo</a> è a secco, come ha denunciato qualche giorno fa il presidente delle commissione Bilancio del Parlamento europeo, il francese Alain Lamassoure, e adesso apprendiamo che tra i programmi che rischiano di saltare per mancanza di fondi c’è l’Erasmus. Introdotto nel 1987, l’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_Erasmus" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Erasmus</a> è stato un grande volano, per centinaia di migliaia di studenti europei, per conoscere altri paesi dell’Unione e formarsi attraverso studi incrociati. Un meccanismo semplice quanto efficace: lo studente ammesso al programma può frequentare corsi universitari in altri paesi dell’Unione, per un periodo da 2 a 12 mesi, e fare esami poi riconosciuti dalla propria facoltà.</p>
<p class="MsoNormal">Un’ autentica spinta, dal basso, all’integrazione. E anche una fondamentale opportunità per i giovani di allargare competenze, conoscenze, apprendimenti, innanzitutto di natura linguistica. Per gli italiani, in particolare, in questi 25 anni l’Erasmus ha significato la possibilità di studiare all’estero (una possibilità, di solito, riconosciuta solo alle famiglie benestanti), di conoscere gli stili di vita degli altri cittadini europei, di rompere il cordone ombelicale con le proprie famiglie, dove spesso si resta fino alla soglia dei 40 anni e si esce solo per sposarsi. Se c’è stato un terreno sul quale l’integrazione europea non si è ridotta a una chimera, è stato proprio quello della formazione universitaria, grazie allo sforzo condiviso per finanziare il progetto Erasmus. Non a caso, in questo momento abbiamo circa 25mila ragazzi italiani, in gran parte meridionali, che studiano in altre città europee (al programma partecipano 4mila istituzioni universitarie e 31 paesi) e 20mila studenti europei che invece frequentano corsi in Italia.</p>
<p class="MsoNormal">Continua a leggere su <a href="http://www.nonsprecare.it">www.nonsprecare.it</a> &nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/salvate-lerasmus-opportunita-per-milioni-di-studenti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>8</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
