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	<title>Stelvio &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Addio parco nazionale dello Stelvio: verrà smembrato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2015 13:29:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[parco nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Pericolo]]></category>
		<category><![CDATA[scomparsa]]></category>
		<category><![CDATA[Stelvio]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ottantesimo compleanno è vicino, ma ministero e regioni allentano le tutele sul più grande parco nazionale delle Alpi A rischio il parco nazionale dello Stelvio: tre poche settimane potrebbe vedere modificato il proprio status. Come denuncia Legambiente: &#8216;potrebbe non esistere più già nelle prossime settimane, se il Consiglio dei Ministri dovesse avallare l&#8217;intesa sottoscritta dal [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-24579" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_igallery_resized_ambientetest_Stelvio-14532-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">L&#8217;ottantesimo compleanno è vicino, ma ministero e regioni allentano le tutele sul più grande parco nazionale delle Alpi<br /></span></p>
<p>  <span id="more-24580"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">A rischio il parco nazionale dello Stelvio: tre poche settimane potrebbe vedere modificato il proprio status. Come denuncia <a href="http://www.legambiente.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Legambiente</a>: &#8216;potrebbe non esistere più già nelle prossime settimane, se il Consiglio dei Ministri dovesse avallare l&#8217;intesa sottoscritta dal Ministero dell&#8217;Ambiente, dalla Regione Lombardia e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano, per modificarne radicalmente la governance e le tutele&#8217;.</span></p>
<p>Il parco, istituito nel lontano 1935, secondo il piano, lascerebbe il posto a una serie di parchi provinciali che però godrebbero di un livello di protezione molto inferiore.</p>
<p>&#8216;Sarebbe il primo caso in Europa di declassamento, ci auguriamo quindi che il Presidente Renzi e il ministro dell’Ambiente Galletti vogliano evitare in extremis di danneggiare anche a livello internazionale tutto il nostro sistema di aree protette&#8217;, ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente.</p>
<p>L&#8217;ente che governava il parco è andato incontro a una serie di gravi problemi: scarsa collaborazione da parte di regione e province, problemi di regolarizzazione del personale, presenza eccessivamente burocratica del Ministero dell&#8217;Ambiente. </p>
<p>&#8216;Anziché innovare e semplificare il sistema di gestione dell&#8217;area protetta – ha continuato Cogliati Dezza &#8211; si preferisce scinderla in tre unità separate che potranno decidere ciascuna, in regime di totale autonomia e in nome di un malinteso e irresponsabile decentramento, di allentare vincoli o addirittura di stralciare porzioni di territorio. E’ difficile comprendere come il Ministero dell&#8217;Ambiente possa aver siglato un&#8217;intesa con la quale lo Stato, oltre a dismettere il finanziamento dell&#8217;ente, rinuncia ad esercitare qualsiasi funzione di controllo nei confronti di un parco nazionale di questa importanza e notorietà&#8217;.</p>
<p>Questo &#8216;spezzatino amministrativo&#8217; rischia seriamente di compromettere il senso del parco e lasciarlo in balia degli eventi. </p>
<p>&#8216;Il nuovo schema di governo non avrà più nemmeno lontanamente i requisiti per essere considerato parco nazionale, e con questo le Alpi perderanno la loro più grande area protetta. Ci appelliamo al Governo affinché non avalli una simile decisione – ha dichiarato Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia -, altrimenti sarà inevitabile ricorrere  alle istituzioni internazionali per evitare il primato europeo di declassamento di un parco nazionale&#8217;.</p>
<p>Pensare che nei ghiacci dello Stelvio vive<a href="https://www.ecoseven.net//?p=3387" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> il microrganismo che potrebbe sconfiggere l&#8217;inquinamento</a>. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell&#8217;Ortles-Cevedale dell&#8217;Istituto di Microbiologia della facoltà di Agraria dell&#8217;Università Cattolica di Piacenza, che per tre anni ha studiato la biodiversità microbiologica dei ghiacciai.</p>
<p>a.po</p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;"> </span></p>
<p> </p>
<p> </p>
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		<title>Vive nei ghiacciai dello Stelvio il microrganismo che potrebbe sconfiggere l&#8217;inquinamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 10:59:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Ghiacciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Inquimaneto]]></category>
		<category><![CDATA[microrganismo]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Stelvio]]></category>
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					<description><![CDATA[Un gruppo di ricercatori dell&#8217;Ortles-Cevedale dell&#8217;Istituto di Microbiologia della facolta&#8217; di Agraria dell&#8217;Universita&#8217; Cattolica di Piacenza, che per tre anni ha studiato la biodiversita&#8217; microbiologica dei ghiacciai, ha infatti scoperto un microrganismo che potrebbe combattere l&#8217;inquinamento Abbiamo parlato pi&#249; di volte di quanto lo smog faccia male e dell&#8217;efficacia relativamente bassa di alcuni provvedimenti, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3386" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/10/images_igallery_resized_ambiente_stelvio-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Un gruppo di ricercatori dell&#8217;Ortles-Cevedale dell&#8217;Istituto di Microbiologia della facolta&#8217; di Agraria dell&#8217;Universita&#8217; Cattolica di Piacenza, che per tre anni ha studiato la biodiversita&#8217; microbiologica dei ghiacciai, ha infatti scoperto un microrganismo che potrebbe combattere l&#8217;inquinamento</p>
<p> <span id="more-3387"></span> </p>
<p>Abbiamo parlato pi&ugrave; di volte di quanto <a href="http://www.ecoseven.net/news/Ambiente/Quanto_e_pericoloso_essere_malati_di_traffico_6072?cerca=traffico">lo smog faccia male</a> e dell&rsquo;efficacia relativamente bassa di <a href="http://www.ecoseven.net/news/Mobilita_/Nuovo_sondaggio_di_Ecoseven_net_le_domeniche_a_piedi_risolvono_il_problema_dell_inquinamento__6281">alcuni provvedimenti</a>, che tuttavia sembrano essere ancora la vera ossatura di tutte le politiche per l&rsquo;abbattimento dell&rsquo;inquinamento atmosferico nel nostro paese.</p>
<p>La speranza, come spesso accade, arriva dalla ricerca, ed in questo caso dai ghiacciai dello&nbsp;Stelvio. Un gruppo di ricercatori dell&rsquo;Ortles-Cevedale dell&rsquo;Istituto di Microbiologia della facolta&rsquo; di  Agraria dell&rsquo;Universita&rsquo; Cattolica di Piacenza, che per tre anni ha  studiato la biodiversita&rsquo; microbiologica dei ghiacciai, ha infatti scoperto un microrganismo che potrebbe combattere l&rsquo;inquinamento, gettando le basi per creare nuovi studi e nuove soluzioni per l&rsquo;ambiente.</p>
<p>&nbsp;Partendo dagli studi effettuati nelle basi scientifiche antartiche e artiche che negli ultimi anni hanno evidenziato popolazioni microbiche altamente adattate a questi ambienti estremi, i docenti della facolta&rsquo; di Agraria Fabrizio Cappa e Pier Sandro Cocconcelli hanno progettato una serie di ricerche sulla biodiversita&rsquo; microbica nei ghiacciai alpini, paradossalmente ancora poco studiati dal punto di vista microbiologico rispetto ad altre aree piu&rsquo; oggetto di analisi scientifiche. </p>
<p>L&rsquo;area scelta per l&rsquo;attivita&rsquo; di ricerca e&rsquo; stato il ghiacciaio del Madaccio, nel massiccio montuoso dell&rsquo;Ortles-Cevedale, vicino a Passo Stelvio, dove in tre uscite realizzate sul campo sono stati prelevati campioni di ghiaccio nell&rsquo;autunno 2009, 2010 e 2011, in accordo con il Parco Nazionale dello Stelvio e la Provincia Autonoma di Bolzano. Le carote di ghiacciaio del Madaccio sono state prelevate a valle dell&rsquo;area dello sci estivo di Passo Stelvio, e sono state trasportate, congelate, fino ai laboratori della facolta&rsquo; di Agraria, per essere analizzate. &quot;I risultati che si stanno ottenendo sono sorprendenti &#8211; afferma il professor Cocconcelli &#8211; L&rsquo;acqua che si ottiene dalla fusione delle carote di ghiaccio, prelevate a 3.150 metri di quota, contiene una ricca comunita&rsquo; batterica caratterizzata da una elevata biodiversita&rsquo;&quot;. </p>
<p>Le analisi chimiche effettuate dal gruppo di ricerca del professor Marco Trevisan, dell&rsquo;Istituto di Chimica della facolta&rsquo; di Agraria, hanno mostrato, in diversi campioni, elevati contenuti di inquinanti, idrocarburi policiclici aromatici (derivati della combustione dei derivati del petrolio) e policlorobifenili (Pcb), provenienti da lubrificanti. &quot;In questi campioni di ghiaccio &#8211; racconta Cappa &#8211; e&rsquo; stato isolato un microrganismo che e&rsquo; in grado, anche a basse temperature, di nutrirsi e degradare questi composti organici inquinanti. Adesso bisogna capire, con le adeguate prove di laboratorio, quali siano le sue potenzialita&rsquo; nel risanamento (bioremediation) di ambienti inquinati&quot;.</p>
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