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	<title>spreco alimentare &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Jul 2026 18:23:20 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Come ridurre lo spreco alimentare: 9 mosse pratiche (Guida)</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/come-ridurre-lo-spreco-alimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 15:27:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[guida pratica]]></category>
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		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana finisce nella spazzatura cibo ancora buono — e con esso i soldi spesi per comprarlo. Ridurre lo spreco alimentare non richiede sacrifici, ma solo qualche abitudine intelligente. Ecco quali Lo spreco alimentare è una di quelle abitudini invisibili che pesano su tre fronti contemporaneamente: il portafoglio, la salute e l&#8217;ambiente. Ogni anno, tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-319555 size-large" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Come-risparmiare-il-cibo-1024x683.webp" alt="ridurre lo spreco alimentare" width="1024" height="683" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Come-risparmiare-il-cibo-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Come-risparmiare-il-cibo-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Come-risparmiare-il-cibo-768x512.webp 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Come-risparmiare-il-cibo.webp 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><em>Ogni settimana finisce nella spazzatura cibo ancora buono — e con esso i soldi spesi per comprarlo. Ridurre lo spreco alimentare non richiede sacrifici, ma solo qualche abitudine intelligente. Ecco quali</em></p>
<p>Lo spreco alimentare è una di quelle abitudini invisibili che pesano su tre fronti contemporaneamente: il portafoglio, la salute e l&#8217;ambiente. Ogni anno, tra le mura domestiche, finisce nella spazzatura una quantità sorprendente di cibo ancora commestibile — pane raffermo, verdure appassite, avanzi dimenticati, confezioni scadute mai aperte. È denaro buttato letteralmente nel sacchetto dell&#8217;umido, ed è anche uno spreco di tutte le risorse — acqua, energia, lavoro — servite a produrre quel cibo.</p>
<h2>Guida pratica: 9 mosse pratiche per ridurre lo spreco alimentare</h2>
<p>La buona notizia, in piena logica di <strong>economia del benessere</strong>, è che ridurre lo spreco alimentare non costa nulla: anzi, fa risparmiare. Bastano alcune abitudini al momento della spesa, della conservazione e in cucina. Ecco nove mosse concrete per buttare meno.</p>
<ol>
<li>
<h3><strong> Pianifica la spesa (e fai la lista)</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>La maggior parte dello spreco nasce prima di entrare in cucina: nasce al supermercato, quando compriamo più del necessario. Dedicare cinque minuti a pianificare i pasti della settimana e fare una lista della spesa — comprando solo ciò che serve davvero — è il modo più efficace per evitare che il cibo in eccesso finisca dimenticato in fondo al frigo.</p>
<ol start="2">
<li>
<h3><strong> Non fare la spesa a stomaco vuoto</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>È un classico: quando abbiamo fame, compriamo di più e in modo più impulsivo, riempiendo il carrello di cose che poi non consumeremo. Fare la spesa dopo aver mangiato aiuta a restare fedeli alla lista e a ridurre lo spreco alimentare.</p>
<ol start="3">
<li>
<h3><strong> Impara a leggere le date di scadenza</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>C&#8217;è una differenza fondamentale che porta a buttare cibo ancora buono. &#8220;<strong>Da consumarsi entro</strong>&#8221; indica una vera scadenza di sicurezza, da rispettare. &#8220;<strong>Da consumarsi preferibilmente entro</strong>&#8221; indica invece solo la qualità ottimale: superata quella data il prodotto, se ben conservato, è spesso ancora perfettamente commestibile. Capire questa distinzione evita di cestinare inutilmente pasta, riso, scatolame e tanti altri alimenti a lunga conservazione.</p>
<ol start="4">
<li>
<h3><strong> Organizza il frigo con il metodo &#8220;primo entrato, primo uscito&#8221;</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>Riponi davanti i prodotti più vecchi e dietro quelli appena comprati, così consumi prima ciò che scade prima. Sembra banale, ma è la stessa logica che usano i supermercati per non sprecare. Conoscere anche le zone del frigo aiuta a ridurre lo spreco alimentare: la parte più fredda per carne e pesce, le mensole centrali per latticini e avanzi, i cassetti in basso per frutta e verdura.</p>
<ol start="5">
<li>
<h3><strong> Congela quello che non consumi in tempo</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>Il congelatore è il miglior alleato anti-spreco. Pane, pasta cotta, sughi, verdure, persino molti formaggi e gli avanzi dei pasti possono essere congelati prima che vadano a male e recuperati quando servono. Suddividere in porzioni e annotare la data sul contenitore evita di ritrovarsi un freezer pieno di pacchetti misteriosi.</p>
<ol start="6">
<li>
<h3><strong> Conserva frutta e verdura nel modo giusto</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>Molti ortaggi durano molto di più se conservati correttamente. Alcuni preferiscono il frigo, altri stanno meglio a temperatura ambiente, e alcuni non andrebbero tenuti vicini perché ne accelerano la maturazione. Erbe aromatiche in un bicchiere d&#8217;acqua come fiori, insalata avvolta in un panno asciutto: piccoli accorgimenti che allungano la freschezza di giorni e contribuiscono a ridurre lo spreco alimentare.</p>
<ol start="7">
<li>
<h3><strong> Dai una seconda vita agli avanzi</strong></h3>
</li>
</ol>
<p><a href="https://www.ecoseven.net/flash-news/natale-coldiretti-avanzi-a-tavola-per-8-italiani-su-10-2/" target="_blank" rel="noopener">Gli avanzi</a> non sono scarti, sono ingredienti. Il pane raffermo diventa crostini, pangrattato o una zuppa; le verdure un po&#8217; stanche diventano un minestrone o una frittata; il riso avanzato si trasforma in polpette o in un&#8217;insalata fredda. La cucina tradizionale italiana, del resto, è nata proprio dall&#8217;arte di non sprecare nulla.</p>
<ol start="8">
<li>
<h3><strong> Porziona in modo realistico</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>Cucinare quantità eccessive porta inevitabilmente ad avanzi che non sempre recuperiamo. Imparare a dosare le porzioni in base a quante persone mangiano davvero — e, quando avanza, conservarlo subito invece di lasciarlo raffreddare e dimenticarlo — riduce lo spreco a tavola.</p>
<ol start="9">
<li>
<h3><strong> Tieni d&#8217;occhio cosa butti</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>Per una settimana, fai caso a cosa finisce nella spazzatura e perché: troppo pane, verdure mai usate, yogurt scaduti. Notare lo schema è il primo passo per correggerlo alla spesa successiva. Spesso scopriamo di comprare sistematicamente più di quanto consumiamo di un certo prodotto.</p>
<h2><strong>Meno spreco è più benessere</strong></h2>
<p><a href="https://www.nonsprecare.it/sezione/ricette" target="_blank" rel="noopener">Ridurre lo spreco alimentare</a> è uno dei gesti quotidiani con il miglior rapporto tra sforzo e beneficio: spendi meno, mangi in modo più organizzato e alleggerisci l&#8217;impatto ambientale della tua tavola. Non serve cambiare vita, solo prestare un po&#8217; più di attenzione a ciò che compri, conservi e cucini.</p>
<p>È, in fondo, l&#8217;essenza del <em>Saper Vivere</em>: dare valore alle cose: usarle fino in fondo invece di sprecarle, e scoprire che vivere meglio spesso significa semplicemente sprecare di meno.</p>
<h2><strong>Domande frequenti</strong></h2>
<p><strong>Qual è il modo più efficace per ridurre lo spreco alimentare?</strong> Pianificare la spesa con una lista, comprando solo ciò che serve davvero. La maggior parte dello spreco domestico nasce dagli acquisti in eccesso: ridurli alla radice è più efficace di qualsiasi rimedio successivo.</p>
<p><strong>Il cibo dopo la data &#8220;da consumarsi preferibilmente entro&#8221; si può ancora mangiare?</strong> In genere sì. Quella dicitura indica la qualità ottimale, non la sicurezza: superata la data, un prodotto a lunga conservazione ben tenuto è spesso ancora commestibile. Diverso è &#8220;da consumarsi entro&#8221;, che indica una scadenza di sicurezza da rispettare.</p>
<p><strong>Quali alimenti si possono congelare per evitare di sprecarli?</strong> Moltissimi: pane, pasta e riso cotti, sughi, verdure, carne, pesce, molti formaggi e gli avanzi dei pasti. Conviene suddividere in porzioni e annotare la data sul contenitore per consumarli entro tempi ragionevoli.</p>
<p><strong>Conservare bene frutta e verdura fa davvero la differenza?</strong> Sì, può allungarne la durata di diversi giorni. Sapere cosa va in frigo e cosa a temperatura ambiente, ed evitare di accostare alimenti che accelerano la maturazione, riduce sensibilmente la quantità che finisce nella spazzatura.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Plant by Design: frutta coltivata in laboratorio</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/plant-by-design-frutta-coltivata-in-laboratorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2023 08:53:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[frutta in laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[frutta laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[frutta sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[Riduzione emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli obiettivi sono quelli di ridurre le emissioni e lo spreco alimentare Plant by Design è un programma quinquennale che sarà portato avanti da un gruppo di ricerca del Plant &#38; Food Research in Nuova Zelanda, che ha voluto sfruttare le tecnologie già impiegate per produrre la carne coltivata in laboratorio, ma adattandole alle esigenze [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-203712" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/09/test-214185_1280.jpg" alt="" width="1280" height="847" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/09/test-214185_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/09/test-214185_1280-300x199.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/09/test-214185_1280-1024x678.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/09/test-214185_1280-768x508.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Gli obiettivi sono quelli di ridurre le emissioni e lo spreco alimentare</h3>
<p><span id="more-203711"></span></p>
<p><em>Plant by Design</em> è un programma quinquennale che sarà portato avanti da un gruppo di ricerca del <a href="https://www.plantandfood.com/en-nz/" target="_blank" rel="noopener">Plant &amp; Food Research</a> in Nuova Zelanda, che ha voluto sfruttare le tecnologie già impiegate per produrre la carne coltivata in laboratorio, ma adattandole alle esigenze della frutta.</p>
<p><strong>La produzione alimentare sostenibile è diventata una priorità globale</strong> a causa dell&#8217;espansione della popolazione mondiale e dell&#8217;urgente necessità di ridurre l&#8217;impatto ambientale dell&#8217;agricoltura tradizionale.</p>
<p>Questa tecnologia utilizza tecniche avanzate di coltivazione cellulare e ingegneria genetica per <strong>produrre frutta di alta qualità in un ambiente controllato</strong>, presentando numerosi vantaggi rispetto all&#8217;agricoltura tradizionale:</p>
<ol>
<li><em><strong>Riduzione dell’impatto ambientale</strong></em></li>
</ol>
<p>La coltivazione di frutta in laboratorio riduce notevolmente l&#8217;uso di terra, acqua e pesticidi rispetto alle coltivazioni all&#8217;aperto. Non è necessario disboscamento per creare terreni agricoli, e i bisogni idrici sono significativamente inferiori. Inoltre, la tecnologia riduce la necessità di utilizzare pesticidi chimici, poiché l&#8217;ambiente controllato può essere mantenuto sterile.</p>
<ol start="2">
<li><em><strong>Produzione fuori stagione</strong></em></li>
</ol>
<p>Con la produzione in laboratorio <strong>la frutta può essere coltivata in qualsiasi momento dell&#8217;anno</strong>, indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne. Questo permette di ottenere frutta fresca in qualsiasi momento, riducendo la dipendenza dalle importazioni stagionali e contribuendo a ridurre la migrazione di prodotti in tutto il mondo.</p>
<ol start="3">
<li><em><strong>Personalizzazione del gusto</strong></em></li>
</ol>
<p>La tecnologia consente anche la personalizzazione delle caratteristiche della frutta, come il suo sapore e il suo valore nutrizionale. È possibile adattare il prodotto alle preferenze dei consumatori e alle esigenze dietetiche, aprendo la strada a una vasta gamma di opzioni innovative.</p>
<ol start="4">
<li><em><strong>Riduzione dello spreco alimentare</strong></em></li>
</ol>
<p>L’obiettivo è quello di creare <strong>frutta priva delle parti che solitamente vengono buttate via</strong>, come i torsoli o le scorze, contribuendo anche in questo modo a ridurre gli sprechi alimentari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le prime sperimentazioni sono state effettuate su pesche, mele, ciliegie, uva e nettarine.</p>
<p><strong><em>Luna Riillo</em></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Metodi high-tech per non sprecare il cibo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/metodi-high-tech-per-non-sprecare-il-cibo/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/alimentazione/metodi-high-tech-per-non-sprecare-il-cibo/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2020 07:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[bubble food tracker]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[contro spreco]]></category>
		<category><![CDATA[localizzatore di alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Un localizzatore di alimenti usa un&#8217;app per monitorare il cibo presente nella nostra cucina Gli industrial designer Altino Alex e Savin Dimov hanno appena presentato un prodotto molto innovativo, orientato ad aiutare le famiglie di tutto il mondo a ridurre i loro sprechi alimentari. Si chiama Bubble Food Tracker ed è un localizzatore di cibo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-48993" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/delicious-1853300_1280.jpg" alt="cibo" width="800" height="446" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/delicious-1853300_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/delicious-1853300_1280-300x167.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/delicious-1853300_1280-768x428.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h2>
<h3><strong>Un localizzatore di alimenti usa un&#8217;app per monitorare il cibo presente nella nostra cucina</strong></h3>
<p><span id="more-48992"></span></p>
<p>Gli industrial designer <a href="https://www.altinoalex.com/about" target="_blank" rel="noopener">Altino Alex</a> e <a href="https://www.behance.net/savindimov" target="_blank" rel="noopener">Savin Dimov</a> hanno appena presentato un prodotto molto innovativo, orientato ad aiutare le famiglie di tutto il mondo a ridurre i loro sprechi alimentari.</p>
<p>Si chiama <a href="https://www.altinoalex.com/bubble" target="_blank" rel="noopener">Bubble Food Tracker</a> ed è un localizzatore di cibo, controllato da un&#8217;app, che ci tiene al corrente di quello che abbiamo in dispensa e delle nostre abitudini di consumo regolari – tutto per avvicinarci ad uno stile di vita a rifiuti zero.</p>
<p><strong>Lo spreco alimentare è uno dei problemi più urgenti al mondo. </strong></p>
<p>Secondo la <a href="http://www.fao.org/save-food/resources/keyfindings/en/" target="_blank" rel="noopener">FAO</a>, circa un terzo del cibo prodotto ogni anno per il consumo umano (circa 1,3 miliardi di tonnellate in tutto il mondo) viene perso o sprecato.</p>
<h4>E non sorprende che la sua frutta e la verdura abbiano i più alti tassi di spreco.</h4>
<p>Proprio per questo, sono in molti i progettisti e innovatori che stanno cercando delle soluzione a questo problema e, tra loro, anche i due ideatori della Bubble Food Tracker.</p>
<p><strong>Il dispositivo</strong> è una capsula trasparente molto elegante, che <strong>prende nota di tutti gli alimenti</strong> che vengono inseriti al suo interno grazie al collegamento ad un&#8217;app per smartphone.</p>
<p>In questo modo, le persone possono sempre sapere, con un solo tocco sullo schermo e indipendentemente da dove si trovano, quali prodotti alimentari possiedono già, in modo che non comprino qualcosa che non gli serve.</p>
<p>Inoltre, <strong>Bubble registra regolarmente le abitudini alimentari della casa</strong>, tenendo traccia di quali prodotti alimentari vengono consumati di più e cosa viene spesso non utilizzato.</p>
<p>Grazie a questo strumento, <strong>le famiglie possono lavorare per diventare più efficienti nella spesa</strong>, attivandosi per ridurre lo spreco degli alimenti e per non permettere che ciò che possiedono si rovini e si debba buttare.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>Mangiando troppo si fa del male al pianeta</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/mangiando-troppo-si-fa-del-male-al-pianeta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2019 23:15:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[calorie]]></category>
		<category><![CDATA[calorie in eccesso]]></category>
		<category><![CDATA[educazione ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[impatto umano]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[ricercatori italiani]]></category>
		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati hanno calcolato l&#8217;impatto ecologico del cibo sprecato a causa delle quantità esorbitanti consumate: i numeri sono sconcertanti Di solito quando si parla di spreco alimentare, si parla di cibo che viene prodotto ma non consumato, buttato per qualsiasi motivo, durante il suo ciclo di vita successivo alla vendita: qualcosa, insomma, che ha fare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38294" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Mangiare_troppo_1_CUT.jpg" alt="" width="803" height="417" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Mangiare_troppo_1_CUT.jpg 803w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Mangiare_troppo_1_CUT-300x156.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Mangiare_troppo_1_CUT-768x399.jpg 768w" sizes="(max-width: 803px) 100vw, 803px" /></p>
<p>Gli scienziati hanno calcolato l&#8217;impatto ecologico del cibo sprecato a causa delle quantità esorbitanti consumate: i numeri sono sconcertanti</p>
<p>  <span id="more-38295"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Di solito quando si parla di spreco alimentare, si parla di cibo che viene prodotto ma non consumato, buttato per qualsiasi motivo, durante il suo ciclo di vita successivo alla vendita: qualcosa, insomma, che ha fare con la ricchezza e il privilegio di chi può scegliere – l&#8217;ONU ha rilevato che, ogni anno, <strong>i paesi ricchi sprecano tanto cibo (222 milioni di tonnellate)</strong>, quanto l&#8217;intera produzione netta dell&#8217;Africa sub-sahariana (230 milioni di tonnellate).</p>
<p style="text-align: justify;">Un gruppo di <strong>ricercatori italiani</strong>, però, ha deciso di guardare lo spreco anche da una prospettiva diversa: l&#8217;esubero di consumo. Quello che gli scienziati si sono chiesti è stato <strong>qual è l&#8217;impatto del cibo sprecato a causa del mangiare troppo</strong>: esagerare nelle quantità, oltre a far male all&#8217;organismo degli uomini che lo fanno, fa male anche al pianeta?&nbsp;La risposta data dalla loro <a href="https://sciencenewsnet.in/the-fat-of-the-land-estimating-the-ecological-costs-of-overeating/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca</a>, pubblicata sulla rivista <em>Frontiers in Nutrition</em>, è sì.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo lo studio, infatti, <strong>lo spreco di cibo diretto</strong> – ovvero il cibo buttato o andato perso in qualche modo prima di arrivare in tavola – <strong>non è nulla in confronto al cibo sprecato dal consumo di calorie in eccesso</strong>. Infatti, negli ultimi dieci anni, l&#8217;obesità sia nei paesi occidentali sia in quelli in via di sviluppo è più che raddoppiata, diventando un costo anche per l&#8217;ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questo in mente, gli scienziati hanno creato un nuovo indice, il <em>Metabolic Food Waste</em>, per <strong>calcolare l&#8217;impatto ecologico dell&#8217;obesità</strong>: questo indice misura la quantità di cibo che porta all&#8217;eccesso di grasso corporeo e il suo impatto sull&#8217;ambiente, espresso in carbonio, acqua e terra.<br />Ciò che hanno scoperto è che l&#8217;obesità corrisponde a <strong>circa 140 miliardi di tonnellate di rifiuti alimentari a livello globale</strong>, un numero incredibilmente più elevato dell&#8217;attuale spreco alimentare diretto annuale, stimato a 1,3 miliardi di tonnellate.<br />Qualcosa che ci dovrebbe seriamente far riflettere.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Costruire con gli scarti alimentari</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/costruire-con-gli-scarti-alimentari/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 11:08:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Una compagnia trasforma i rifiuti del cibo in materiali da costruzione In un rapporto intitolato The Urban Bio-Loop, il gruppo Arup&#160;propone di utilizzare i rifiuti alimentari (i paesi sviluppati ne hanno in abbondanza) per realizzare materiali da costruzione ecologici e a basso costo. Gli autori del rapporto mirano a dimostrare che è possibile un paradigma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35148" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_Spreco_alimentare.jpg" alt="" width="1200" height="782" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Spreco_alimentare.jpg 1200w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Spreco_alimentare-300x196.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Spreco_alimentare-1024x667.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Spreco_alimentare-768x500.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Una compagnia trasforma i rifiuti del cibo in materiali da costruzione</p>
<p>  <span id="more-35149"></span>  </p>
<p>In un rapporto intitolato <a href="https://www.arup.com/publications/research/section/the-urban-bio-loop" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The Urban Bio-Loop</a>, il <a href="https://www.arup.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gruppo Arup</a>&nbsp;propone di utilizzare i rifiuti alimentari (i paesi sviluppati ne hanno in abbondanza) per realizzare materiali da costruzione ecologici e a basso costo.</p>
<p>Gli autori del rapporto mirano a dimostrare che è possibile un paradigma diverso per i materiali da costruzione, ma non solo: i rifiuti alimentari sono molto abbondanti e assolutamente non sfruttati, quindi sarebbe il classico modo per prendere due piccioni con una fava e questa fava sarebbe la modificazione del sistema tradizionale di gestione dei rifiuti.</p>
<p>Si moltiplicano anche in Italia le iniziative per evitare lo spreco alimentare: <a href="https://www.ecoseven.net//?p=23815" target="_blank" rel="noopener noreferrer">6 italiani su 10 attenti ad evitare spreco</a>.</p>
<p>Per esempio: le bucce a conchiglia degli arachidi potrebbero essere utilizzate per creare pareti divisorie a basso costo, visto che sono resistenti al fuoco e al ghiaccio; il riso, invece, potrebbe essere trasformato in polvere ed essere mescolato con il cemento per eliminare la necessità di riempitivi; le foglie delle banane potrebbero essere usate per produrre tessuti robusti grazie alle fibre ad alta resistenza; i funghi potrebbero servire per costruire edifici e le bucce di patate – pulite, pressate e asciugate – sarebbero utilizzabili per produrre un materiale isolante leggero, antincendio e idrorepellente.</p>
<p>Insomma, il gruppo sostiene che l&#8217;utilizzo dei rifiuti alimentari all&#8217;interno dei processi edili potrebbe portare ad un&#8217;economia più circolare e più ecologica, in cui i rifiuti non vengono lasciati a marcire nelle discariche, venendo invece usati per qualcosa di concreto. Inoltre, il riciclo degli scarti del cibo ridurrebbe anche la quantità di metano prodotta quando questi si decompongono lentamente – anche quello è un gas che contribuisce al riscaldamento globale.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>La classifica degli alimenti che sprechiamo di più</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/la-classifica-degli-alimenti-che-sprechiamo-di-piu/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2017 09:50:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Sprechiamo ancora troppo cibo, ma non mancano delle idee brillanti per contrastare il fenomeno Purtroppo molto cibo finisce nella spazzatura senza essere consumato, un segnale negativo sia per chi nel mondo ne ha bisogno, sia per l’ambiente: significa maggiore impatto ambientale e sfruttamento del territorio senza motivo. Nel nostro paese, in cima alla classifica dello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33282" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/02/images_spreco-alimentare-e1436452944875.jpg" alt="" width="800" height="494" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_spreco-alimentare-e1436452944875.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_spreco-alimentare-e1436452944875-300x185.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_spreco-alimentare-e1436452944875-768x474.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Sprechiamo ancora troppo cibo, ma non mancano delle idee brillanti per contrastare il fenomeno</p>
<p>  <span id="more-33283"></span>  </p>
<p>Purtroppo molto cibo finisce nella spazzatura senza essere consumato, un segnale negativo sia per chi nel mondo ne ha bisogno, sia per l’ambiente: significa maggiore impatto ambientale e sfruttamento del territorio senza motivo.</p>
<p>Nel nostro paese, in cima alla classifica dello spreco troviamo frutta, insalata, verdura e pane. Lo spiega l’Osservatorio Waste Watcher (Last Minute Market /Swg) annunciando la classifica (waste parade) dei cibi più sprecati in Italia.</p>
<p>&#8220;Ammonta a 145 Kg il cibo buttato ogni anno a famiglia per un costo di 360 euro &#8211; afferma Andrea Segrè, fondatore di Last Minute Market &#8211; ma c&#8217;è una evoluzione positiva. Secondo gli ultimi monitoraggi, il 22% dei cittadini mette in atto comportamenti virtuosi di prevenzione e rispetta l&#8217;ambiente, e il 57% dimostra fattiva attenzione alla questione”.</p>
<p>Oltre alle nostre scelte personali a monte, potremo presto combattere lo spreco grazie a degli imballaggi che allungano la vita dei prodotti. Infatti, grazie al cartone e a una speciale miscela di oli essenziali, possiamo allontanare la data di scadenza.</p>
<p>Il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari dell’Università di Bologna, in collaborazione con il consorzio Bestack, ha sperimentato un packaging in grado di allungare la shelf life di alcuni prodotti ortofrutticoli.</p>
<p>“All’imballaggio di cartone ondulato &#8211; spiega Rosalba Lanciotti, alla guida del team che ha condotto la ricerca &#8211; si aggiunge una soluzione concentrata di oli essenziali naturali, oggetto del brevetto, per combattere la marcescenza di frutta e verdura prima che il prodotto venga confezionato, rendendo così attivo l’imballaggio stesso”.</p>
<p>Il brevetto, si apprende dall’Adnkronos, è pronto per essere lanciato.</p>
<p>Anche sul fronte digitale è aperta la battaglia contro lo spreco: perché buttare cibo quando si potrebbe venderlo, magari a prezzo ribassato? È il concetto alla base di una <a href="http://alimentazione.ecoseven.net/scienze/tecnologia/scopriamo-la-app-che-vuole-fermare-lo-spreco-alimentare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">app chiamata “Too good to go”, in italiano “Troppo buono per andare sprecato”.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Lo spreco di cibo vale 16 miliardi all’anno</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/lo-spreco-di-cibo-vale-16-miliardi-all-anno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2016 09:57:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[spreco]]></category>
		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni anno nel nostro paese buttiamo l’equivalente di 16miliardi di cibo. È il dato che si ottiene sommando il cibo che si perde nella filiera alimentare insieme a quello che si butta in casa Il 16 ottobre si celebra il World Food Day e in occasione di questa data arrivano i dati aggiornati dell’Osservatorio Waste [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32499" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/10/images_spreco_alimentare.jpg" alt="" width="740" height="416" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/10/images_spreco_alimentare.jpg 740w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/10/images_spreco_alimentare-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /></p>
<p>Ogni anno nel nostro paese buttiamo l’equivalente di 16miliardi di cibo. È il dato che si ottiene sommando il cibo che si perde nella filiera alimentare insieme a quello che si butta in casa</p>
<p>  <span id="more-32500"></span>  </p>
<p>Il 16 ottobre si celebra il World Food Day e in occasione di questa data arrivano i dati aggiornati dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/Swg e del progetto Reduce (Università di Bologna/ministero dell’Ambiente) che per la campagna Spreco Zero 2016 hanno riunito i monitoraggi sulle perdite e spreco del cibo nella filiera (agricoltura, industria, distribuzione) sommandoli allo spreco alimentare domestico.</p>
<p>Lo spreco nelle nostre case ammonta a 8 miliardi di euro ogni anno; significa 30 euro al mese per famiglia.<br />A questa cifra vanno sommate:</p>
<ul>
<li>la perdita in campo (circa 1 miliardo e 25 milioni)</li>
<li>gli sprechi nell’industria (circa 1 miliardo e 160 milioni)</li>
<li>sprechi nella distribuzione (circa 1 miliardo e 430 milioni)</li>
</ul>
<p>Il conto fa 15 miliardi e 615 milioni di spreco alimentare annuo in Italia (elaborazione Distal Università di Bologna e Last Minute Market su dati Borsa Merci Bologna).</p>
<p>&#8220;I risultati di queste ultime stagioni spese per la sensibilizzazione di cittadini e amministratori sul tema dello spreco alimentare si sono tradotti nella nuova normativa antispreco ma anche in una maggiore consapevolezza dei consumatori. Un’attenzione che vogliamo innanzitutto tramandare ai nostri figli: insegnare a non sprecare è un atteggiamento educativo passato in un anno dal 62% al 78% degli italiani&#8221;, spiega all’Adnkronos il fondatore di Last Minute Market Andrea Segré, presidente del Comitato tecnico-scientifico Programma nazionale di Prevenzione rifiuti/sprechi.</p>
<p>&#8220;Ma le criticità sono ancora tante e resistenti &#8211; continua &#8211; cresce la percezione che lo spreco domestico è un serbatoio enorme di spreco (dal 15% del 2015 al 24% del 2016) ma solo 1 italiano su 4 riconosce nello spreco domestico la vera voragine degli sprechi in Italia, laddove le &#8216;colpe&#8217; sono date frettolosamente alla distribuzione, alla ristorazione o alla filiera&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Congelare il purè e altri 9 alimenti che (forse) non sapevi si potessero conservare</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/congelare-pure-e-altri-10-alimenti-che-possono-essere-congelati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Apr 2016 13:03:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[congelare]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[freezer]]></category>
		<category><![CDATA[purè]]></category>
		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[di Redazione Ecoseven – Aggiornato: 03/07/2026 Congelare il purè? Sì, il purè di patate si può congelare: la chiave è la presenza di grassi come burro o panna, che proteggono la struttura dell&#8217;amido dai cristalli di ghiaccio durante il congelamento, come spiega la biologa nutrizionista Martina Francia dell&#8217;IRCCS Istituto Clinico Humanitas. Non è l&#8217;unico alimento che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecosev</a><a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">en</a> – Aggiornato: 03/07/2026</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-320513 size-full" title="Congelare il purè e altri 9 alimenti " src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/04/congelare-il-pure-e-altri-9-alimenti.webp" alt="Congelare il purè e altri 9 alimenti che non sapevi si potessero congelare" width="1136" height="757" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/04/congelare-il-pure-e-altri-9-alimenti.webp 1136w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/04/congelare-il-pure-e-altri-9-alimenti-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/04/congelare-il-pure-e-altri-9-alimenti-1024x682.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/04/congelare-il-pure-e-altri-9-alimenti-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 1136px) 100vw, 1136px" /></p>
<p><strong>Congelare il purè? Sì, il purè di patate si può congelare: la chiave è la presenza di grassi come burro o panna, che proteggono la struttura dell&#8217;amido dai cristalli di ghiaccio durante il congelamento, come spiega la biologa nutrizionista Martina Francia dell&#8217;IRCCS Istituto Clinico <a href="https://www.humanitas.it/medici/martina-francia/" target="_blank" rel="noopener">Humanitas</a>.</strong> Non è l&#8217;unico alimento che in pochi sanno essere congelabile: dal caffè avanzato all&#8217;aglio, ecco 10 esempi pratici per ridurre lo spreco in cucina, ciascuno con il metodo corretto per non rovinarne consistenza e sapore.</p>
<h2>Perché alcuni alimenti si rovinano nel congelatore e altri no</h2>
<p>Quando <a href="https://www.ecoseven.net/alimentazione/frutta-congelata-idee-creative/" target="_blank" rel="noopener">un alimento congela</a>, l&#8217;acqua al suo interno forma cristalli di ghiaccio che possono danneggiare le pareti cellulari: è il motivo per cui alcuni cibi, una volta scongelati, perdono consistenza o si &#8220;sfaldano&#8221;. Alimenti ricchi di acqua e poveri di grassi sono i più esposti a questo problema; la presenza di grassi o amidi ben preparati, al contrario, può proteggere la struttura durante il congelamento. Con questo principio in mente, ecco dieci alimenti che si congelano meglio di quanto si pensi, se trattati nel modo giusto.</p>
<h2>1. Congelare il Purè di patate</h2>
<p>Il purè si congela bene solo se preparato con una quantità adeguata di grassi (burro, panna o latte intero): sono loro a creare una barriera che protegge l&#8217;amido dai danni del congelamento. Va fatto raffreddare completamente prima di essere trasferito in un contenitore o in un sacchetto per freezer, eliminando l&#8217;aria in eccesso. Al momento di riscaldarlo, aggiungere un filo di latte o panna e mescolare bene per recuperare la cremosità originale.</p>
<h2>2. Congelare le patate bollite</h2>
<p>Le patate bollite per almeno 5 minuti si congelano bene una volta raffreddate. Una volta scongelate, la resa migliore si ottiene facendole saltare in padella o in forno: è il metodo ideale per prepararle in anticipo e usarle come contorno di un arrosto.</p>
<h2>3. I Funghi</h2>
<p>Vanno puliti dallo sporco, privati dei fondi terrosi e affettati. Distribuiteli su un vassoio in un solo strato, senza sovrapporli, e lasciateli congelare per circa due ore prima di trasferirli in un contenitore ermetico: questo passaggio evita che si attacchino tra loro in un unico blocco.</p>
<h2>4. Congelare il caffè avanzato</h2>
<p>Il caffè che avanza nella moka può essere versato in una vaschetta per il ghiaccio e congelato a cubetti: un sistema pratico per riutilizzare piccole quantità, ad esempio per aromatizzare dolci o preparare un caffè freddo veloce.</p>
<h2>5. Il  vino avanzato</h2>
<p>Stessa tecnica del caffè: i cubetti di vino congelato sono comodi in cucina per insaporire sughi, risotti e brasati senza dover aprire una nuova bottiglia.</p>
<h2>6. Surgelare le uova (solo separate)</h2>
<p>Le uova intere con il guscio non vanno mai congelate: il liquido interno si espande e può romperlo. Gli albumi, invece, si prestano bene al congelamento se separati dai tuorli: possono essere conservati e utilizzati singolarmente al bisogno.</p>
<h2>7. Le erbe fresche</h2>
<p>Le erbe possono essere tritate finemente e congelate così come sono, oppure mescolate con olio d&#8217;oliva in una vaschetta per il ghiaccio, pronte da usare direttamente in padella senza scongelamento. Il basilico fa eccezione: va sbollentato per un minuto prima di essere tagliato e congelato, altrimenti anneriva e perde aroma.</p>
<h2>8. L&#8217;aglio</h2>
<p>Gli spicchi sbucciati si congelano bene e, una volta congelati, risultano anche più facili da tritare rispetto a quelli freschi.</p>
<h2>9. Congelare il latte e lo yogurt</h2>
<p>Si possono congelare in qualsiasi contenitore adatto al freezer, comprese le vaschette per il ghiaccio per le piccole porzioni. Dopo lo scongelamento la consistenza può risultare leggermente diversa: sono quindi più indicati per un uso in cottura (impasti, creme, frullati) che per il consumo diretto.</p>
<h2>10. Congelare le patatine confezionate e le verdure da soffritto</h2>
<p>Un sacchetto di patatine già aperto può essere richiuso ermeticamente e congelato: basta lasciarlo a temperatura ambiente per un paio di minuti prima di consumarle. Cipolla e sedano tagliati a dadini si congelano altrettanto bene: in cottura richiederanno solo qualche minuto in più per raggiungere la doratura.</p>
<h2>Cosa significa per ridurre lo spreco in cucina</h2>
<ul>
<li><strong>Etichettare sempre contenitori e sacchetti</strong> con data e contenuto: è il modo più semplice per non dimenticare cosa c&#8217;è nel freezer e consumarlo in tempo.</li>
<li><strong>Raffreddare completamente prima di congelare</strong>: alimenti ancora tiepidi formano cristalli di ghiaccio più grandi, con maggiori danni alla consistenza.</li>
<li><strong>Congelare in porzioni singole</strong> quando possibile (caffè, vino, erbe, purè): permette di scongelare solo la quantità che serve, evitando sprechi ulteriori.</li>
<li><strong>Non ricongelare un alimento già scongelato</strong> se non dopo averlo cotto: è una regola valida per la sicurezza alimentare, non solo per la qualità del risultato finale.</li>
</ul>
<h2>FAQ – Domande frequenti</h2>
<h3>Si può congelare il purè di patate senza che diventi grumoso?</h3>
<p>Sì, a patto di prepararlo con una quantità adeguata di grassi (burro, panna o latte intero), che proteggono la struttura dell&#8217;amido dai danni del congelamento. Va raffreddato completamente prima di essere riposto nel freezer e, al momento di riscaldarlo, va aggiunto un filo di latte o panna per recuperare la cremosità.</p>
<h3>Le uova si possono congelare?</h3>
<p>Le uova intere con il guscio non vanno mai congelate perché il liquido interno si espande e può romperle. Gli albumi separati dai tuorli, invece, si congelano bene e possono essere usati singolarmente in seguito.</p>
<h3>Perché alcuni alimenti si rovinano dopo il congelamento?</h3>
<p>Perché l&#8217;acqua contenuta nell&#8217;alimento forma cristalli di ghiaccio che possono danneggiare le pareti cellulari durante il congelamento lento tipico dei freezer domestici. Alimenti ricchi di acqua e poveri di grassi, come le insalate fresche, sono i più esposti a questo problema.</p>
<h3>Si può ricongelare un alimento già scongelato?</h3>
<p>No, a meno che non sia stato cotto dopo lo scongelamento. Ricongelare un alimento crudo già scongelato aumenta il rischio di proliferazione batterica e peggiora ulteriormente la consistenza del prodotto.</p>
<h3>Quanto durano gli alimenti congelati con questi metodi?</h3>
<p>Varia molto in base all&#8217;alimento: caffè e vino a cubetti si mantengono per diversi mesi, funghi e purè circa 2-3 mesi per una qualità ottimale, mentre erbe fresche e aglio possono conservarsi fino a 6 mesi se ben sigillati in contenitori ermetici.</p>
<h2>In breve</h2>
<p>Il purè di patate si congela bene se preparato con una quantità adeguata di grassi, che proteggono l&#8217;amido dai danni del congelamento. Lo stesso vale per altri 9 alimenti spesso sottovalutati — patate bollite, funghi, caffè e vino avanzati, albumi separati dai tuorli, erbe fresche, aglio, latte e yogurt, patatine confezionate, cipolla e sedano — ciascuno con un metodo specifico per mantenere consistenza e sapore. La regola di fondo è sempre la stessa: raffreddare bene prima di congelare, porzionare, etichettare ed evitare di ricongelare un alimento crudo già scongelato.</p>
<p><em>ATTENZIONE: Questo articolo ha finalità puramente informative e non sostituisce il parere di un professionista della nutrizione per esigenze alimentari specifiche. Per la sicurezza alimentare, rispettare sempre le regole di base sulla catena del freddo e non ricongelare alimenti crudi già scongelati. Fonti principali: Humanitas Salute, intervista alla dott.ssa Martina Francia, biologa nutrizionista IRCCS Istituto Clinico Humanitas, maggio 2026; indicazioni pratiche di conservazione raccolte da guide di cucina specializzate.</em></p>
<h2></h2>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Italiani sempre più attenti ad evitare lo spreco alimentare</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/italiani-sempre-piu-attenti-ad-evitare-lo-spreco-alimentare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2015 14:39:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[italiani attenti spreco cibo]]></category>
		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[spreco cibo]]></category>
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					<description><![CDATA[  Si moltiplicano le iniziative per evitare lo spreco alimentare: 6 italiani su 10 attenti ad evitare spreco   Non tutto il male vien per nuocere. Nemmeno la crisi. Complice il periodo di difficoltà economica che stanno vivendo, ben sei italiani su dieci (60%) hanno diminuito o annullato gli sprechi domestici nel 2014, anche se [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-23814" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/02/images_igallery_resized_ambientetest_images-14143-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Si moltiplicano le iniziative per evitare lo spreco alimentare: 6 italiani su 10 attenti ad evitare spreco</p>
<p> </p>
<p>  <span id="more-23815"></span>  </p>
<p>Non tutto il male vien per nuocere. Nemmeno la crisi. Complice il periodo di difficoltà economica che stanno vivendo, ben sei italiani su dieci (60%) hanno diminuito o annullato gli <a href="https://www.ecoseven.net//?p=23805" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sprechi domestici </a>nel 2014, anche se tanto resta da fare. Dall&#8217;indagine Coldiretti/Ixe&#8217;, infatti, si evidenzia che ogni italiano ha buttato nel bidone della spazzatura ben 76 chili di prodotti alimentari durante l&#8217;anno. </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tra il 60% degli italiani che ha diminuito gli sprechi, secondo quanto riportato da Coldiretti/Ixè, il 75% fa la spesa in modo più oculato, il 56% utilizzando gli avanzi nel pasto successivo, il 37% riducendo le quantità acquistate, il 34% guardando con più attenzione la data di scadenza e l&#8217;11% donando in beneficenza.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L&#8217;attenzione agli <a href="https://www.ecoseven.net//?p=21294" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sprechi</a> non riguarda solo le famiglie e le mura domestiche: un italiano su tre (33%) quando esce dal ristorante non ha problemi a portarsi a casa gli avanzi con la cosiddetta &#8216;doggy bag&#8217;, anche se tra questi solo il 10% lo fa regolarmente, mentre il 23% solo qualche volta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Non solo. Sono sempre più anche le iniziative per la raccolta dei cibi avanzati in ristoranti, mense e pizzerie ma anche di prodotti vicini alla scadenza offerti da negozi e supermercati da destinare ai più bisognosi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">gc</p>
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		<title>5 febbraio: Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2015 11:26:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[prevenire spreco cibo]]></category>
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					<description><![CDATA[  Oggi si celebra la prima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare. Un piano per la donazione del cibo avanzato     Oggi è la Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, una giornata voluta dall&#8217;ex Ministro dell&#8217;ambiente Andrea Orlando per sensibilizzare sulla prevenzione allo spreco. In occasione di questa giornata, Andrea Segrè, presidente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-23804" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/02/images_igallery_resized_ambientetest_images-14139-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
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<p>Oggi si celebra la prima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare. Un piano per la donazione del cibo avanzato</p>
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<p>Oggi è la Giornata nazionale di prevenzione dello <a href="https://www.ecoseven.net//?p=21294" target="_blank" rel="noopener noreferrer">spreco alimentare</a>, una giornata voluta dall&#8217;ex Ministro dell&#8217;ambiente Andrea Orlando per sensibilizzare sulla prevenzione allo spreco.</p>
<p>In occasione di questa giornata, Andrea Segrè, presidente di Last Minute Market, ha annunciato che presto si avrà una semplificazione normativa per quanto riguarda la donazione degli alimenti invenduti. Entro l&#8217;anno per supermercati, mense e punti di ristoro dovrebbe risultare più semplice destinare il cibo avanzato ma ancora perfettamente commestibile alle persone in difficoltà. Le nuove norme consentiranno &#8216;la donazione delle eccedenze e dei prodotti alimentari invenduti lungo la filiera, attraverso la semplificazione, razionalizzazione e armonizzazione del quadro di riferimento &#8211; procedurale, fiscale, igienico-sanitario &#8211; che disciplina il settore&#8217;.</p>
<p>gc<strong><br /></strong></p>
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