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	<title>Speri &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Mar 2015 15:17:59 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Vino: viaggio nella Valpolicella che diventa bio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2015 15:17:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[biodinamico]]></category>
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		<category><![CDATA[Corte Sant'Alda]]></category>
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					<description><![CDATA[In occasione di Vinitaly abbiamo incontrato le cantine della Valpolicella che hanno deciso di puntare sul vino biologico e biodinamico La Valpolicella è una zona di grandi vini che si estende a ovest di Verona e confina con l&#8217;imbocco della Val d&#8217;Adige. Qui si produce l&#8217;Amarone, uno dei vini rossi italiani più rinomati e richiesti all&#8217;estero. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-24966" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_igallery_resized_ambientetest_tino_valpolicella-14728-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">In occasione di Vinitaly abbiamo incontrato le cantine della Valpolicella che hanno deciso di puntare </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">sul vino biologico e biodinamico<br /></span></p>
<p>  <span id="more-24969"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">La Valpolicella è una zona di grandi vini che si estende a ovest di Verona e confina con l&#8217;imbocco della Val d&#8217;Adige. Qui si produce l&#8217;Amarone, uno dei vini rossi italiani più rinomati e richiesti all&#8217;estero. In Valpolicella ci sono 7.435 ettari coltivati a vite e secondo Assoenologi valgono 4 miliardi di euro. La produzione complessiva della zona arriva a 60 milioni di bottiglie, l&#8217;80% è destinato al mercato estero.</span></p>
<p>In occasione di Vinitaly, la più grande fiera dedicata al vino italiano che si tiene proprio a Verona abbiamo incontrato alcuni produttori della Valpolicella che hanno deciso di puntare sul biologico.</p>
<p>A livello nazionale il biologico rappresenta ormai l&#8217;11% della superficie vitata e una produzione potenziale di 5 milioni di quintali di uva da vino, con un peso di oltre il 7% sul totale nazionale. </p>
<p>Tutti i produttori che abbiamo incontrato vantano un legame profondo con la loro terra: sono imprenditori, ma passano anche tanto tempo tra le vigne. C&#8217;è anche la coscienza che investire sulla qualità, sulla salute e sul rispetto dell&#8217;ambiente garantirà a lungo tempo dei buoni frutti a livello economico. Forse, per mantenere il successo dei vini della Valpolicella, una chiave sarà rispettare sempre di più questo territorio meraviglioso.</p>
<p><a href="http://www.cortesantalda.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Corte Sant&#8217;Alda</strong></a> abbraccia i dettami dell&#8217;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=8MH_8p7PTM8" target="_blank" rel="noopener noreferrer">agricoltura biodinamica</a> (è l&#8217;unica cantina della zona certificata Demeter) e produce i vini classici della zona: Valpolicella, Ripasso, Amarone e Recioto. Una filosofia di lavoro e di vita che Marinella Camerani riassume così: &#8216;bisogna accompagnare la vite in un percorso naturale; gli interventi agronomici devono essere di solo affiancamento e i trattamenti devono essere finalizzati più a rimuovere le cause che a combattere gli effetti, il tutto rispettando i tempi della natura&#8217;.<span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Tutte le uve, specificano a Corte Sant&#8217;Alda, vengono raccolte a mano nel momento di ottimale maturazione e le fermentazioni dei vini partono spontanee (lieviti indigeni).</span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;"> </span></p>
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<p style="text-align: center;"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/Coeozy2E05k" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>Pochi stand a fianco troviamo la cantina<a href="http://www.montedallora.com/azienda.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong> Monte dall&#8217;Ora</strong></a>; anche in questo caso la storia dei vini si fonde con quella delle persone: &#8216;È stata una scelta di vita&#8217; ci spiega Carlo. <span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Marito e moglie hanno infatti abbandonato anni fa i vecchi lavori per dedicarsi insieme alla vite. Dopo 5 anni di lavoro è arrivata la certificazione bio. Anche in questo caso il rapporto con la natura è all&#8217;insegna del rispetto: &#8216;ci sono delle annate difficili, come il 2014, e in questi casi l&#8217;Amarone non lo produciamo&#8217;, ci spiega; una scelta sicuramente difficile dal punto di vista economico (è il prodotto di punta), ma che sottolinea ancora una volta il rispetto dei ritmi della natura e il rifiuto di ogni forzatura. È la filosofia del &#8216;fare meno per fare bene&#8217;, perché, come ci spiegano, </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">&#8216;se si forza troppo si perde l&#8217;equilibrio&#8217;. </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Anche loro sono indaffarati a far assaggiare i classici vini della zona ai tanti visitatori: un Valpolicella giovane e di facile beva e un Amarone intenso e fruttato.</span></p>
<p> <img decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-24967" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_Dall-Ora.jpg" border="0" alt="" width="340" height="340" align="left" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/03/images_Dall-Ora.jpg 400w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/03/images_Dall-Ora-300x300.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/03/images_Dall-Ora-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 340px) 100vw, 340px" /><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;"><br /></span></p>
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<p>La conferma che il biologico sta prendendo piede anche in aziende più grandi ce lo dà Luca <a href="http://www.speri.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Speri</strong> </a>dell&#8217;omonima cantina. Luca è in viaggio 150 giorni all&#8217;anno per vendere Amarone e Valpolicella sui mercati di tutto il mondo. E lo si nota dalla fila di americani prensenti al suo stand a Vinitaly. In questa intervista ci spiega il significato della conversione al biologico dell&#8217;intera produzione dell&#8217;azienda di famiglia. Una scelta strategica che darà i suoi frutti migliori tra 40 anni. Nell&#8217;immediato la cantina può festeggiare gli ottimi punteggi che i suoi vini hanno ottenuto nelle valutazioni di Robert Parker sull’ultimo numero di Wine Advocate: 93 punti per Amarone della Valpolicella Vigneto Monte Sant&#8217;Urbano 2010 e 91 punti per il Ripasso 2012.</p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/SjruRUGQ_Co" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Abbiamo incontrato anche un&#8217;altra cantina attenta alla sostenibilità, ma che non è certificata bio, né intende certificarsi. A cantare fuori dal coro è Celestino Gaspari, enologo dal lungo curriculum e fondatore della cantina <a href="http://www.zyme.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Zým?</strong></a>.</span></p>
<p>&#8216;Io sono nato in una fase in cui non esistevano erbicidi o pesticidi &#8211; spiega -; si usavano solo rame o zolfo di miniera. Poi ho vissuto l’evoluzione degli anni &#8217;70 e &#8217;80 quando l’industria ha buttato di tutto e di più nei campi. Ho visto un impoverimento del suolo: vai a eliminare parte della microflora e microfauna (insetti) e vai quindi a rompere l’ecosistema&#8217;. </p>
<p>L&#8217;accusa che rivolge al sistema delle certificazioni è l&#8217;eccessiva burocrazia: &#8216;Avevo tentato di rientrare nel sistema di riconversione al biologico alcuni anni fa: abbiamo perso tre giorni di burocrazia, ogni volta che avevo finito c’era qualcos’altro da fare. Per fare quello che dovrebbe essere normale avrei bisogno di un’altra persona a gestirmi il livello burocratico&#8217;.</p>
<p>E sulla corsa &#8216;di massa&#8217; al biologico Celestino va cauto: &#8216;non si inventa dall&#8217;oggi al domani, neanche in cinque anni. O hai avuto la fortuna di un passaggio generazionali che ti ha trasmesso delle conoscenze o devi metterti nell&#8217;ordine di idee che ci vogliono anni e anni, errori ed errori. Ad esempio, per l&#8217;appassimento delle uve un tempo c&#8217;era la capacità di selezionare i grappoli che potevano durare con un appassimento naturale; ora si pensa che le macchine che muovono l&#8217;aria e controllano l&#8217;umidità e la temperatura facciano tutto. Così questa esperienza si sta perdendo&#8217;.</p>
<p>Abbiamo avuto modo di visitare la nuova cantina Zým?: le botti riposano in una antica cava quattrocentesca, denominata &#8216;la Mattonara&#8217; che garantisce, oltre a un fascino senza tempo, condizioni di umidità e temperatura ottimali per l&#8217;affinamento dei vini in barrique.</p>
<p>Sul tetto di questa cantina, un&#8217;opera di design unica progettata dall&#8217;architetto Moreno Zurlo, troviamo un manto di celle fotovoltaiche che sfrutta l’energia solare per produrre energia elettrica.  Durante la serata di degustazione, culminata con una verticale sull&#8217;Amarone della casa, erano presenti operatori da tutto il mondo: tedeschi, giapponesi e sudamericani; consigliamo l&#8217;annata 2003, semplicemente superba. </p>
<p> <img loading="lazy" decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-24968" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_zyme.jpg" border="0" alt="" align="left" width="400" height="129" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/03/images_zyme.jpg 400w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/03/images_zyme-300x97.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></p>
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<p>a.po</p>
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