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	<title>spazzatura &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Cosa fumano gli adolescenti?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2019 15:07:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli Stati Uniti, gli scienziati hanno condotto una ricerca per capire cosa fumano gli adolescenti, rovistando nella loro spazzatura Molto spesso l&#8217;immondizia può essere una risorsa, soprattutto quando si tratta di capire, a partire da quegli scarti, qualcosa della persona che li ha buttati. E infatti, la spazzatura degli adolescenti è stata la base di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-38559" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Adolescenti_e_fumo_CUT.jpg" alt="" width="818" height="414" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Adolescenti_e_fumo_CUT.jpg 818w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Adolescenti_e_fumo_CUT-300x152.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Adolescenti_e_fumo_CUT-768x389.jpg 768w" sizes="(max-width: 818px) 100vw, 818px" /></p>
<p>Negli Stati Uniti, gli scienziati hanno condotto una ricerca per capire cosa fumano gli adolescenti, rovistando nella loro spazzatura</p>
<p>  <span id="more-38560"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Molto spesso l&#8217;immondizia può essere una risorsa, soprattutto quando si tratta di capire, a partire da quegli scarti, qualcosa della persona che li ha buttati. E infatti, la spazzatura degli adolescenti è stata la base di una nuova ricerca medica recentemente pubblicata dai <a href="https://www.cdc.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Centers for Disease Control and Prevention</em></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di uno <a href="https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/68/wr/mm6840a4.htm?s_cid=mm6840a4_w#contribAff" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>&nbsp;«<em>garbology</em>» (ovvero uno studio che si basa sull&#8217;analisi dei rifiuti, appunto), condotto da una coppia di ricercatori dell&#8217;Università della California e uscito nella sezione del sito che si chiama <em>Morbidity and Mortality Weekly Report</em>.<br />Per un periodo di circa otto mesi, i ricercatori hanno camminato nei dintorni di 12 scuole superiori pubbliche della California del Nord, raccogliendo tutti i rifiuti che potevano trovare, relativi al fumo o allo svapo – rifiuti che includevano di tutto, dai mozziconi di sigarette alle cartucce di vaporizzazione, passando per pacchetti di sigarette e confezioni varie.</p>
<p style="text-align: justify;">In totale, la coppia ha raccolto 893 oggetti di scarto e la loro analisi sembra supportare le affermazioni secondo cui gli adolescenti fumano davvero parecchio: il 19% dei rifiuti proveniva dalle sigarette elettroniche e in particolare da prodotti aromatizzanti di svapo – 73 capsule su 74 che i ricercatori hanno raccolto erano aromi diversi dal tabacco. Ma, oltre alle sigarette elettroniche (e a quelle normali – il 65% di quelle trovate erano state spente da poco), è stata scoperta anche un&#8217;altra problematica legata al consumo di piccoli sigari e sigarette al mentolo nelle scuole più a basso reddito – prodotti tossici che invadono la baia di San Francisco e che contaminano gli ambienti scolastici e le zone circostanti.</p>
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		<title>Obiettivo: pulire gli oceani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2019 17:25:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[nave]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[spazzatura]]></category>
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					<description><![CDATA[Ocean Cleanup torna a far pulizie nei mari del Pacifico, puntando a raccogliere 5 tonnellate di rifiuti in plastica al mese Non è la prima volta che la gigantessa galleggiante del progetto Ocean Cleanup&#160;solca i mari alla ricerca di spazzatura: nel 2018, si era mossa tra la California e le Hawaii, poi si è rotta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-37874" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_cruise-3991937_1280.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_cruise-3991937_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_cruise-3991937_1280-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_cruise-3991937_1280-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Ocean Cleanup torna a far pulizie nei mari del Pacifico, puntando a raccogliere 5 tonnellate di rifiuti in plastica al mese</p>
<p>  <span id="more-37875"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Non è la prima volta che la gigantessa galleggiante del progetto <a href="https://theoceancleanup.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ocean Cleanup</a>&nbsp;solca i mari alla ricerca di spazzatura: nel 2018, si era mossa tra la California e le Hawaii, poi si è rotta a casa della costante pressione del vento e delle onde ed è rientrata per le riparazioni necessarie. La nave, con un braccio lungo 600 metri, ora, è pronta per tornare in alto mare e prevede di raccogliere quanti più rifiuti in plastica sia possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto mira a ripulire quello che è noto come il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pacific_Trash_Vortex" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Great Pacific Garbage Patch</a>, un enorme accumulo di spazzatura presente nell&#8217;Oceano Pacifico che, oltretutto, non è grave solo in sé, ma anche per le sue scorie, visto che la maggior parte della plastica nel nord del Pacifico è già sfaldata in isolate micro-plastiche così piccole che sono difficili da vedere e da mostrare e che sono dannosissime per la vita marina.</p>
<p style="text-align: justify;">Il braccio della <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=19187:la-nave-da-crociera-piu-ecologica-del-mondo&amp;catid=98&amp;Itemid=2430" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nave</a>, a forma di C, imita una linea costiera naturale e utilizza le correnti per raccogliere i rifiuti di plastica. Ha luci solari, antenne satellitari, telecamere e sensori per garantire che il team dell&#8217;Ocean Cleanup Project possa trovarlo in ogni momento. Il congegno ha anche una fronda che si estende per circa 3 metri sotto la superficie per raccogliere le particelle di plastica che galleggiano appena sotto il livello dell&#8217;acqua. Il braccio non ha un impatto negativo sulla fauna marina poiché la maggior parte degli animali può facilmente nuotare al di sotto di esso.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto Ocean Cleanup prevede di utilizzare questo braccio per raccogliere circa cinque tonnellate di spazzatura ogni mese, che vengono poi prese e rimorchiate da una nave da raccolta.<br />Lunga vita a questa nave!</p>
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		<title>Un raggio laser contro l&#8217;immondizia che gira nel nostro universo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/un-raggio-laser-contro-l-immondizia-che-gira-nel-nostro-universo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jul 2018 06:55:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[laser]]></category>
		<category><![CDATA[russia]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<category><![CDATA[spazzatura]]></category>
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					<description><![CDATA[La Russia sta creando un macchinario per vaporizzare la spazzatura che abbiamo creato nello spazio Gli scienziati della Precision Instrument Systems (PIS) – una suddivisione dell&#8217;agenzia spaziale russa Roscosmos&#160;– hanno pianificato di costruire un laser per distruggere parte della spazzatura spaziale in orbita attorno alla Terra. In questo momento, il laser non è ancora un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36709" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_immondizienellospazione.jpg" alt="" width="799" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_immondizienellospazione.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_immondizienellospazione-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_immondizienellospazione-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>La Russia sta creando un macchinario per vaporizzare la spazzatura che abbiamo creato nello spazio</p>
<p>  <span id="more-36710"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati della Precision Instrument Systems (PIS) – una suddivisione dell&#8217;agenzia spaziale russa <a href="http://en.roscosmos.ru/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Roscosmos</a>&nbsp;– hanno pianificato di costruire un laser per distruggere parte della spazzatura spaziale in orbita attorno alla Terra.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo momento, il laser non è ancora un laser ma un telescopio ottico di tre metri progettato solamente per cercarla la spazzatura spaziale. Tuttavia, gli scienziati della PIS hanno recentemente presentato una proposta all&#8217;<a href="https://www.academy.ac.il/Index7/Entry.aspx?nodeId=864&amp;entryId=18906" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Accademia delle Scienze russa</a>&nbsp;per sviluppare ulteriormente il cannocchiale in un cannone laser che possa eliminare l&#8217;immondizia che gira per il nostro universo, vaporizzandola con un raggio. Ovviamente, i rappresentanti del gruppo PIS sono stati molto cauti riguardo ai dettagli, non hanno dato specifiche tecniche né tempi di completamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il progetto viene approvato, il telescopio diventerà una macchina che userà un processo noto come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ablazione_laser" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ablazione laser</a>&nbsp;per perforare la spazzatura spaziale con un raggio di calore fino a che non evapora.</p>
<p style="text-align: justify;">Come sappiamo, la spazzatura spaziale è un problema piuttosto considerevole, visto che mentre i nostri satelliti e le altre missioni si muovono per l&#8217;universo, lasciano dietro di loro una quantità enorme di spazzatura – <a href="https://www.nasa.gov/offices/nesc/articles/space-debris/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la NASA stima</a>&nbsp;che circa 20 mila pezzi di immondizia stiano orbitando attorno alla Terra. Quella spazzatura rende la navigazione difficile, trasformando l&#8217;esplorazione dello spazio in un percorso ad ostacoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Roscosmos non è il primo gruppo a proporre di eliminare l&#8217;abbondanza di detriti spaziali con un laser, <a href="https://www.ecoseven.net//?p=35489" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lo avevano già fatto in uno studio</a>&nbsp;alcuni ingegneri cinesi all&#8217;inizio di quest&#8217;anno.<br />Vedremo cosa accadrà.</p>
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		<title>Abbiamo ucciso un capodoglio con la nostra immondizia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/abbiamo-ucciso-un-capodoglio-con-la-nostra-immondizia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2018 13:10:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[capodoglio]]></category>
		<category><![CDATA[estinzione]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel corpo dell&#8217;animale sono stati trovati 29 chili di spazzatura: è morto per uno shock gastrico Incredibile pensare che siamo responsabili della morte di un animale che non abbiamo mai visto e al quale non volevamo assolutamente fare del male, eppure sono queste le conseguenze del nostro modo di stare in questo mondo. La quantità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35993" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_capodoglio_morto.jpg" alt="" width="799" height="405" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_capodoglio_morto.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_capodoglio_morto-300x152.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_capodoglio_morto-768x389.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Nel corpo dell&#8217;animale sono stati trovati 29 chili di spazzatura: è morto per uno shock gastrico</p>
<p>  <span id="more-35994"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Incredibile pensare che siamo responsabili della morte di un animale che non abbiamo mai visto e al quale non volevamo assolutamente fare del male, eppure sono queste le conseguenze del nostro modo di stare in questo mondo. La quantità di immondizia che generiamo e che permettiamo che finisca in mare è mortale per la fauna.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è quello che è successo al capodoglio che si è recentemente arenato su una spiaggia spagnola e che è risultato avere nello stomaco 29 chili di spazzatura e plastica – comprese borse, corde, reti e persino un tamburo. L&#8217;animale, che pesava 6 tonnellate ed era lungo 10 metri, è stato trovato vicino a un faro a Cabo de Palos, nella regione di Murcia, il 27 febbraio e una necroscopia ha rivelato che è stato ucciso da uno «shock gastrico» che ha colpito stomaco e intestino dopo aver ingerito tutta quella spazzatura. </p>
<p style="text-align: justify;">Questa morte è solo l&#8217;ultimo dei mille esempi che ci mostrano gli effetti che l&#8217;inquinamento sta avendo sugli oceani del mondo e la necessità sempre più imponente che noi iniziamo a prendercene cura. Sono molti i modi in cui la spazzatura uccide: dalle microplastiche che entrano nell&#8217;apparato respiratorio degli animali marini agli incidenti che li fanno rimanere fisicamente incastrati nell&#8217;immondizia, passando per quelli che, come in questo caso, la spazzatura ingeriscono. Non è davvero accettabile.</p>
<p style="text-align: justify;">In risposta alla morte della balena, il governo di Murcia sta lanciando una campagna per combattere gli sprechi e proteggere gli oceani, soprattutto sente la necessità di difendere quelle che i funzionari chiamano «specie prioritarie», tra cui il capodoglio, il delfino tursiope, la balena grigia pilota e la tartaruga comune.</p>
<p style="text-align: justify;">La campagna di sensibilizzazione, che include undici azioni per pulire le spiagge, utilizzerà il protocollo di azione di <a href="https://oceanconservancy.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ocean Conservancy</a>, che consente anche di ottenere dati sul tipo e sulla quantità di rifiuti marini.</p>
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		<title>Alla caccia dell&#8217;immondizia che fluttua nello spazio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2018 09:29:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[orbita]]></category>
		<category><![CDATA[rimozione]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[Partono i test inglesi per capire quali sono le tecnologie migliori per la rimozione della spazzatura presente in orbita Hardware rotti, pezzi di astronavi e spazzatura di altro genere è in orbita intorno alla Terra: un problema che conosciamo e che è importante riuscire a risolvere. Sta lavorando per affrontare la questione il Surrey Space [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35975" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_spazioprofondo.jpg" alt="" width="799" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_spazioprofondo.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_spazioprofondo-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_spazioprofondo-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Partono i test inglesi per capire quali sono le tecnologie migliori per la rimozione della spazzatura presente in orbita</p>
<p>  <span id="more-35976"></span>  </p>
<p>Hardware rotti, pezzi di astronavi e spazzatura di altro genere è in orbita intorno alla Terra: un problema che conosciamo e che è importante riuscire a risolvere. Sta lavorando per affrontare la questione il <a href="https://www.surrey.ac.uk/surrey-space-centre" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Surrey Space Center</a>, che ha appena ricevuto un aiuto da <a href="http://www.spacex.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SpaceX</a>. Il loro <a href="https://www.surrey.ac.uk/surrey-space-centre/missions/removedebris" target="_blank" rel="noopener noreferrer">RemoveDEBRIS</a>, infatti, si è fatto dare un passaggio dal razzo Falcon 9 di SpaceX per poter arrivare alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), dove si muoverà la sua caccia ai detriti spaziali.</p>
<p style="text-align: justify;">RemoveDEBRIS è un dimostratore attraverso il quale gli scienziati potrebbero ottenere informazioni su qual è la strategia di raccolta di rifiuti spaziale migliore: una volta in orbita, infatti, questo dispositvo funzionerà tramite una piattaforma satellitare principale che distribuirà due <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/CubeSat" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CubeSat</a>&nbsp;come bersagli artificiali per verificare il funzionamento di alcune tecnolgie che saranno testate – per esempio: cattura tramite arpione, pescaggio con la rete, cattura a vista.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ricercatore principale Guglielmo Aglietti ha detto alla <a href="http://www.bbc.com/news/science-environment-43584070" target="_blank" rel="noopener noreferrer">BBC</a>&nbsp;che gli esperti non si sono ancora decisi su qual è il modo migliore per ripulire i detriti spaziali, osservando che le tecnologie hanno ciascuna svantaggi e vantaggi. Il progetto costa circa 15 milioni di Euro – il Surrey Space Center ha detto che RemoveDEBRIS è a basso costo – e Aglietti ha dichiarato, sempre alla BBC, che secondo lui sarà proprio a seconda di quelli che saranno i nuovi ed eventuali costi se le missioni per ripulire veramente lo spazio partiranno o no – purtruppo, se finiranno per essere troppo costose potrebbe essere che le persone decideranno di concentrarsi su altre priorità. </p>
<p style="text-align: justify;">Intanto è la Commissione europea a fornire metà del finanziamento, mentre saranno dei partner – tra cui <a href="http://www.airbus.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Airbus</a>&nbsp;e <a href="https://www.sstl.co.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Surrey Satellite Technology</a>&nbsp;– a fornire l&#8217;altra metà.</p>
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		<title>Immondizia che diventa carburante</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/immondizia-che-diventa-carburante/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2018 12:15:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Yemen]]></category>
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					<description><![CDATA[Un ingegnere yemenita di 24 anni ha inventato un mini-impianto di biogas che trasforma la spazzatura in combustibile Alcuni villaggi dello Yemen devastati dalla guerra continuano a non avere elettricità a causa del conflitto che ormai è iniziato quasi due anni fa. Così, il 24enne laureato in Ingegneria Chimica Omer Badokhon ha deciso di inventare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35509" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/02/images_spazzatura_che_diventa_combustibile.jpg" alt="" width="800" height="435" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_spazzatura_che_diventa_combustibile.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_spazzatura_che_diventa_combustibile-300x163.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_spazzatura_che_diventa_combustibile-768x418.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un ingegnere yemenita di 24 anni ha inventato un mini-impianto di biogas che trasforma la spazzatura in combustibile</p>
<p>  <span id="more-35510"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni villaggi dello Yemen devastati dalla guerra continuano a non avere elettricità a causa del conflitto che ormai è iniziato quasi due anni fa. Così, il 24enne laureato in Ingegneria Chimica Omer Badokhon ha deciso di inventare un dispositivo di biogas su scala micro che riesce a trasformare la spazzatura in combustibile, in modo da combattere anche l&#8217;inquinamento mentre si riduce la povertà energetica. Badokhon, per questo, è stato recentemente tra i vincitori del premio <a href="http://web.unep.org/youngchampions/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Young Champions of the Earth</a>&nbsp;dello <a href="https://www.unenvironment.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">United Nations Environment Program</a> (UNEP) e della società di polimeri <a href="https://www.covestro.com/en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Covestro</a>. Con i soldi che ha ottenuto grazie al premio (ovvero 15.000 Dollari), l&#8217;ingegnere conta di costruire dalle 50 alle 80 unità del suo mini-impianto.</p>
<p style="text-align: justify;">Badokhon potrebbe risolvere diversi problemi che affliggono le Yemen: oltre a quello dell&#8217;elettricità e dell&#8217;immondizia, infatti, ci sarebbe anche quello della salute. Il paese ha affrontato la più grande epidemia di colera registrata dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, e Badokhon collega questa malattia all&#8217;inquinamento causato dai rifiuti organici nel paese – che si può immaginare quanto sia peggiorato durante la guerra. Trasformando la spazzatura in elettricità, si eviterebbe di incorrere anche in emergenze sanitarie.</p>
<p style="text-align: justify;">I suoi dispositivi di biogas saranno costruiti localmente con fibra di vetro o plastica: essi permettono la rapida decomposizione dei rifiuti organici domestici, massimizzando la quantità di biogas prodotto. Inoltre, i resti del processo di fermentazione potrebbero anche servire come fertilizzante liquido. <br />Durante i prossimi otto mesi, i dispositivi saranno testati in 1.500 case rurali a Sana&#8217;a, Ibb, Aden, Hadhramaut, Shabwa e Taiz. Oltre al premio in denaro Young Champions of the Earth, Badokhon ha ricevuto anche 10.000 dollari per la ricerca dalla compagnia petrolifera yemenita <a href="http://www.petromasila.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">PetroMasila</a>.</p>
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		<title>Raccogliere la spazzatura nell&#8217;universo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/raccogliere-la-spazzatura-nell-universo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2017 11:34:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[JAXA]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<category><![CDATA[spazzatura]]></category>
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					<description><![CDATA[Un collettore giapponese gigante ha iniziato ad orbitare nello spazio, alla ricerca dell&#8217;immondizia generata dai satelliti che noi stessi abbiamo mandato lì Circa 100 milioni di pezzi di spazzatura sono espulsi dai satelliti e dai razzi che circolano nello spazio, provocando centinaia di collisioni potenzialmente pericolose ogni anno. Per questo, la Japan Aerospace Exploration Agency [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33116" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/01/images_Spazzatura_spaziale.jpg" alt="" width="740" height="416" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_Spazzatura_spaziale.jpg 740w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_Spazzatura_spaziale-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /></p>
<p>Un collettore giapponese gigante ha iniziato ad orbitare nello spazio, alla ricerca dell&#8217;immondizia generata dai satelliti che noi stessi abbiamo mandato lì</p>
<p>  <span id="more-33117"></span>  </p>
<p>Circa 100 milioni di pezzi di spazzatura sono espulsi dai satelliti e dai razzi che circolano nello spazio, provocando centinaia di collisioni potenzialmente pericolose ogni anno. Per questo, la Japan Aerospace Exploration Agency (<a href="http://global.jaxa.jp/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">JAXA</a>) ha spedito in orbita un collettore spaziale che possa occuparsi di recuperare quest&#8217;immondizia. Costruito con l&#8217;aiuto di un produttore di reti da pesca di 106 anni, <a href="http://english.nittoseimo.co.jp/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nitto Seimo</a>, questo sistema mira a rimediare al pasticcio che noi stessi abbiamo creato. Anche perché la spazzatura può viaggiare nello spazio a più di 28 mila chilometri all&#8217;ora, danneggiando attrezzature costose e mettendo gli astronauti a rischio. Ancora non ci sono stati danni alle persone, ma i satelliti sono stati già lesionati dai detriti.</p>
<p>In attesa di conoscere i primi dati sul funzionamento del collettore, si può intanto dire che è stato realizzato con una maglia di alluminio e acciaio inox e che la cavezza del raccoglitore dovrebbe generare l&#8217;elettricità che attraversa il campo magnetico terrestre con lo scopo di rallentare la spazzatura. Gli scienziati ritengono che questa azione farà sì che la spazzatura si muova lungo orbite più basse, in modo che possa bruciare nell&#8217;atmosfera del nostro pianeta senza danneggiare nessuno sulla Terra.</p>
<p>Il filo di collegamento che è stato realizzato con la tecnologia a intreccio di Nitto Seimo è lungo 700 metri, ma dovrebbe essere molto più lungo, a quanto dicono gli ingegneri (almeno dai 5.000 ai 10.000 metri): lo sarà, per ora questo filo più corto metterà alla prova le funzioni di progettazione.<br />Un portavoce della JAXA ha detto che sperano di iniziare a lavorare regolarmente con il collettore di rifiuti entro il 2025.</p>
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		<title>La tassa sulla spazzatura? Si pagherà a peso</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/la-tassa-sulla-spazzatura-si-paghera-a-peso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2015 06:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[spazzatura]]></category>
		<category><![CDATA[tassa dei rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[tassa spazzatura]]></category>
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					<description><![CDATA[Una norma che si aspettava da tempo: la tassa sulla spazzatura si pagherà in base alla quantità effettiva di rifiuti prodotti   Buone notizie per chi fa la raccolta differenziata e non spreca: la tassa sulla spazzatura si pagherà in base &#8216;al peso&#8217;. Accade in Emilia Romagna, dove la giuta regionale ha deciso di introdurre, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-27567" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/07/images_igallery_resized_ambientetest_tarsu_tassa_sulla_spazzatura-16019-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p align="JUSTIFY">Una norma che si aspettava da tempo: la tassa sulla spazzatura si pagherà in base alla quantità effettiva di rifiuti prodotti</p>
<p>  <span id="more-27568"></span>  </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><span><span><span>Buone notizie per chi fa la raccolta differenziata e non spreca: la tassa sulla<a href="ambiente/rifiuti" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> spazzatura</a> si pagherà in base &#8216;al peso&#8217;. Accade in Emilia Romagna, dove la giuta regionale ha deciso di introdurre, entro il 2020, </span></span></span><span><span><span>una &#8220;</span></span></span><span><span><span>tariffazione puntuale</span></span></span><span><span><span>&#8221; che non calcolerà la tassa in base alla metratura dell&#8217;appartamento ma sulla </span></span></span><span><span><span>quantità effettiva di rifiuti prodotti</span></span></span><span><span><span>. È una decisione che in tanti aspettavano e che si spera possa essere estesa in tutta Italia.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span><span><span>La nuova norma, che si basa sul principio &#8216;chi inquina, paga&#8217;, si spera sia un incentivo ad adottare buone abitudini nella gestione dei rifiuti anche in casa, aiutando la Regione a raggiungere gli obiettivi prefissati (</span></span></span><span><span><span>raccolta differenziata</span></span></span><span><span><span> al 73%, riduzione del 25% della produzione pro-capite dei rifiuti urbani, riciclaggio al 70%, contenimento delle discariche e autosufficienza regionale).</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">Non è tutto. Le nuove norme dell&#8217;Emilia Romagna prevedono anche dei <span><span><span>nuovi incentivi rivolti ai Comuni</span></span></span><span><span><span> che inviano meno rifiuti allo smaltimento.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span><span><span>gc</span></span></span></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Troppo cibo nella spazzatura: un impegno concreto</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/troppo-cibo-nella-spazzatura-un-impegno-concreto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2014 14:17:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alimetazione]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[spazzatura]]></category>
		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco l’impegno concreto di Metro Italia per evitare lo spreco di cibo, un problema da risolvere presto   Ancora troppo cibo finisce nella spazzatura. Nonostante negli ultimi quattro mesi sembra cresciuta la sensibilità delle famiglie, è passata da 213 grammi di settembre a 198 di gennaio scorso la quantità media di alimenti finita nella pattumiera [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-15606" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/02/images_igallery_resized_ambientetest_images__2_-9982-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Ecco l’impegno concreto di Metro Italia per evitare lo spreco di cibo, un problema da risolvere presto</p>
<p>  <span id="more-15607"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Ancora troppo <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15587"><strong>cibo</strong></a> finisce nella spazzatura. Nonostante negli ultimi quattro mesi sembra cresciuta la sensibilità delle famiglie, è passata da 213 grammi di settembre a 198 di gennaio scorso la quantità media di alimenti finita nella pattumiera ogni settimana. Ma a sprecare, oltre a famiglie e singoli cittadini, sono anche aziende, rivenditori, agricoltori: tutti devono impegnarsi.  </p>
<p class="MsoNormal">Ad impegnarsi contro lo spreco di cibo è anche<a href="http://www.metro.it/public/Home"><strong> METRO Cash and Carry Italia</strong></a>, che per la prima  giornata di Prevenzione dello Spreco Alimentare rafforza ulteriormente l’impegno per la gestione delle eccedenze alimentari, in linea con i principi e i valori della propria Responsabilità Sociale. Un impegno concreto nato nel 2010 dalla collaborazione con la Fondazione Banco Alimentare Onlus che, consolidatasi nel tempo, ha permesso di sviluppare in questi anni una costante espansione delle iniziative su scala nazionale.</p>
<p class="MsoNormal">La partnership con Banco Alimentare ha visto &#8211; solo nel 2013 &#8211; la cessione di prodotti alimentari, freschi e secchi, per un valore pari a circa 250.000 euro con il coinvolgimento di oltre il 25% dei punti vendita in Italia. Per il 2014 METRO Italia estenderà il progetto di gestione delle eccedenze alimentari ad altri 14 punti vendita, concentrati nelle grandi città dove è garantita la copertura logistica proprio di Banco Alimentare.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">‘Il nostro impegno quotidiano per contribuire attivamente alla riduzione delle eccedenze alimentari nasce dall’attenzione che <strong>METRO Italia</strong> nutre nei confronti di tematiche sociali così rilevanti e vicine alla nostra identità di Business. – dichiara Philippe Palazzi, Amministratore Delegato di METRO Italia Cash and Carry – La volontà di abbattere queste eccedenze si concretizza innanzitutto attraverso la pianificazione e la gestione dei flussi logistici e di rifornimento nei punti vendita. Abbiamo rafforzato la collaborazione con la Fondazione Banco Alimentare Onlus e in questo modo, grazie all’impegno congiunto, abbattiamo gli sprechi trasformandoli in risorse. L’iniziativa del Ministero dell’Ambiente per lo sviluppo del Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare rappresenta un’ulteriore opportunità per tutti gli attori della filiera agroalimentare, uno stimolo per prendere parte a un modello produttivo e commerciale dalla forte rilevanza socio-economica.’</p>
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		<title>Napoli: lo spreco dei rifiuti, che finiscono in Olanda</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/napoli-lo-spreco-dei-rifiuti-che-finiscono-in-olanda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2013 11:23:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[spazzatura]]></category>
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					<description><![CDATA[Fino ad oggi sono partite 64 navi dirette in Olanda con la spazzatura dei napoletani: grazie a noi gli olandesi producono energia risparmiando 5mila barili di petrolio     di  Antonio Galdo   Lo sdoppiamento della personalità è considerato dalla scienza un disturbo dissociativo, con in quale nello stesso uomo convivono due distinte persone, spesso in conflitto. Qualcosa del genere traspare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-2084" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/06/images_igallery_resized_abitare_non-sprecare-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Fino ad oggi sono partite 64 navi dirette in Olanda con la spazzatura dei napoletani: grazie a noi gli olandesi producono energia risparmiando 5mila barili di petrolio</p>
<p>  <span id="more-12928"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">di </p>
<p class="MsoNormal">Antonio Galdo</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Lo sdoppiamento della personalità è considerato dalla scienza un disturbo dissociativo, con in quale nello stesso uomo convivono due distinte persone, spesso in conflitto. Qualcosa del genere traspare dalle prese di posizione di Daniele Fortini, esperto di rifiuti e amministratore delegato dell’Asia, la partecipata del comune di <strong>Napoli</strong> che si occupa proprio dei servizi di<strong> igiene<a href="https://www.ecoseven.net//?attachment_id=3"> ambientale</a></strong>, e innanzitutto della raccolta e dello smaltimento dell’immondizia. Fortini scrive libri, tiene conferenze e fa discorsi in pubblico con i quali sottolinea, in modo documentato, l’assurdo caso dei rifiuti che non riusciamo a eliminare e siamo costretti a vendere, pagando in denaro contante, all’estero dove invece vengono sfruttati per ridurre la spesa pubblica, produrre energia e migliorare l’ambiente.</p>
<p class="MsoNormal">Qualche sera fa, parlando all’assemblea nazionale di <a href="http://www.federambiente.it/%E2%80%8E" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Federambient</a>e, di cui è presidente, Fortini ha citato i numeri del caso <strong>Napoli</strong>. Il più assurdo d’Italia. Finora dal capoluogo della Campania sono partite 64 navi dirette in Olanda con la spazzatura dei napoletani. Ogni carico, in media, vale 3mila tonnellate di immondizia con una spesa per l’amministrazione pubblica di 360mila euro. Gli olandesi, a loro volta, con questa quantità di <a href="ambiente/rifiuti"><strong>rifiuti</strong></a> producono energia risparmiando 5mila barili di petrolio e versando al fisco 76mila euro. Conclusione: noi abbiamo città sporche e inquinate, al limite del collasso come nel caso di Napoli, spendiamo un mare di soldi per esportare spazzatura, mentre gli olandesi vivono in città pulite e grazie alla conversione dei rifiuti risparmiano quattrini che poi vengono destinati ai servizi pubblici. E la differenza sta nel fatto che loro hanno gli impianti, noi l’immondizia che non sappiamo dove piazzare.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Il racconto è sconcertante e non fa una piega, anche dal punto di vista della semplice logica. Peccato però che Fortini è la stessa persona, ecco lo sdoppiamento, che guida la società comunale incaricata del servizio di <strong>raccolta e smaltimento a Napoli.</strong> Ed è lui che, tra un libro e un discorso, ha dato il via libera a una nuova gara di appalto con la quale Asia e Sapna, la società controlla dalla provincia, pagheranno quasi 5 milioni di euro per trasportare, nei prossimi otto mesi, 45mila tonnellate di spazzatura dei napoletani nella solita Olanda. Qualche domanda, a questo punto, diventa naturale. Fortini ha parlato con il sindaco De Magistris, il suo datore di lavoro, dell’assurdità del meccanismo che ha denunciato nei suoi interventi? Ha spiegato come e perché gli impianti, in assoluta sicurezza, servono e non sono una fonte di pericoli per la salute dei cittadini? Ha condiviso le sue teorie con il presidente dell’Asia, Enrico Angelone, che sembra avere tutte altre idee in materia? Concludendo l’intervento all’assemblea di Federambiente, Fortini ha detto: «I rifiuti possono diventare una risorsa». Ha perfettamente ragione, peccato che a Napoli sono ancora un problema e uno spreco.</p>
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