<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>spazio &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
	<atom:link href="https://www.ecoseven.net/tag/spazio/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ecoseven.net</link>
	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Feb 2023 18:35:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
	<item>
		<title>Point Nemo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/point-nemo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2023 18:35:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[cimitero spaziale]]></category>
		<category><![CDATA[point nemo]]></category>
		<category><![CDATA[posto più lontano della terra]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=181270</guid>

					<description><![CDATA[Il posto più remoto del pianeta Terra Essendo la terra tonda (fino a prova contraria) è difficile immaginare un punto “remoto” della Terra. Qualcosina, anche un piccolo lembo di terra sperduto, dovrebbe essere vicino a questo “Point Nemo”! Invece il punto più vicino si trova nello spazio!! Si avete capito bene! Le forme di vita [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-181271" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/02/earth-1388003_1280.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/02/earth-1388003_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/02/earth-1388003_1280-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/02/earth-1388003_1280-1024x576.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/02/earth-1388003_1280-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Il posto più remoto del pianeta Terra</h3>
<p><span id="more-181270"></span></p>
<p>Essendo la terra tonda (fino a prova contraria) <strong>è difficile immaginare un punto “remoto” della Terra</strong>.</p>
<p>Qualcosina, anche un piccolo lembo di terra sperduto, dovrebbe essere vicino a questo “Point Nemo”!</p>
<p>Invece <strong>il punto più vicino si trova nello spazio</strong>!!</p>
<p>Si avete capito bene! Le forme di vita più vicine, non sono sulla Terra bensì nello spazio e più precisamente sulla stazione spaziale internazionale.</p>
<p>Inoltre sembra che sia considerato il “cimitero” di veicoli spaziali. Si perché essendo un punto così talmente remoto, <strong>viene utilizzato per far atterrare migliaia di dispositivi artificiali lanciati nello spazio</strong>.</p>
<h4>Per molti di loro non era mai previsto un viaggio di ritorno.</h4>
<p>Satelliti rotti, razzi abbandonati e vari pezzi di immondizia legati alla missione ora sfrecciano intorno al nostro pianeta a velocità spaventosamente elevate. Alcuni oggetti potrebbero viaggiare più velocemente di 16, 777 miglia all&#8217;ora (27, 000 chilometri orari). E <strong>la spazzatura genera spazzatura</strong>. Le collisioni possono generare ancora più detriti poiché pezzi inutili di spazzatura si scontrano violentemente l&#8217;uno con l&#8217;altro.</p>
<p>Questo è un problema serio per <strong>un mondo che è diventato dipendente dalle telecomunicazioni</strong> e dai segnali GPS. Più di un satellite attivo è stato distrutto da detriti spaziali e molti altri senza dubbio subiranno la stessa sorte.</p>
<h4>L&#8217;area è conosciuta come un &#8220;cimitero di veicoli spaziali&#8221;.</h4>
<p>Comprende un luogo di interesse geografico noto come Point Nemo (una parola latina che significa &#8220;nessuno&#8221;), ed è il più lontano possibile dalla terraferma senza lasciare la Terra. Sono circa le 2, 500 miglia (4, 023 chilometri) a est della Nuova Zelanda e le masse continentali più vicine sono le isole di Ducie, Moto Nui e Maher. Quindi, quando un&#8217;astronave condannata viene inviata lì, le probabilità che colpisca una persona &#8211; o anche una barca di passaggio &#8211; sono dannatamente scarse.</p>
<h4>Volete sapere come ci si arriva?</h4>
<p>Facile!</p>
<p><strong>Inserite queste coordinate nel vostro GPS [45º52.6S, 123º23.6W]</strong> e iniziate la navigazione, ma sappiate che si trova a quasi 2.700 chilometri dalla terraferma più vicina. Quindi dovrete prevedere altri 2.700 km per tonare!</p>
<p><em><strong>D.T.</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Microrganismi terrestri alla conquista di Marte</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/microrganismi-terrestri-alla-conquista-di-marte/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/microrganismi-terrestri-alla-conquista-di-marte/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 19:01:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Marte]]></category>
		<category><![CDATA[migrorganismi terresti]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[sopravvivenza su marte]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=91197</guid>

					<description><![CDATA[Secondo la NASA, alcuni microorganismi terresti, tipo la muffa nera, potrebbero sopravvivere su Marte Secondo una nuova ricerca degli scienziati della NASA e del Centro aerospaziale tedesco (DLR), alcuni microbi terrestri – tra cui, per esempio, la muffa nera – potrebbero sopravvivere alle condizioni ostili della superficie marziana. La ricerca è molto interessante e punta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-91198" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/03/red-planet-571902_1280-e1616152115827.jpg" alt="microrganismi terrestri" width="800" height="600" /></h3>
<h3>Secondo la NASA, alcuni microorganismi terresti, tipo la muffa nera, potrebbero sopravvivere su Marte</h3>
<p><span id="more-91197"></span></p>
<p>Secondo una nuova ricerca degli scienziati della NASA e del Centro aerospaziale tedesco (DLR), <strong>alcuni microbi terrestri</strong> – tra cui, per esempio, la muffa nera – <strong>potrebbero sopravvivere alle condizioni ostili della superficie marziana</strong>.</p>
<p>La ricerca è molto interessante e punta a migliorare la nostra comprensione di <strong>come la vita terrestre potrebbe sopravvivere su un pianeta diverso</strong>, arrivando perfino ad avere delle implicazioni per le future missioni spaziali.</p>
<p>In un esperimento, i ricercatori hanno inviato microrganismi nella stratosfera, il secondo strato principale dell&#8217;atmosfera terrestre sopra lo strato di ozono che rappresenta più da vicino le condizioni su Marte, utilizzando un pallone meteorologico.</p>
<p>Il contenitore, soprannominato MARSBOx (Microbes in Atmosphere for Radiation, Survival and Biological Outcomes experiment), è stato mantenuto sia alla pressione marziana che riempito con atmosfera marziana artificiale.</p>
<h4>Alcuni strati erano schermati dalle radiazioni, mentre altri no.</h4>
<p>Tra i microbi, uno in particolare ha resistito bene all&#8217;ambiente ostile: l<strong>a spora del fungo della muffa nera</strong>, come ha spiegato in una <a href="https://phys.org/news/2021-02-life-earth-temporarily-survive-mars.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dichiarazione </a>la microbiologa del DLR Marta Filipa Cortesão, prima autrice dello <a href="https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fmicb.2021.601713/full" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio </a>pubblicato sulla rivista Frontiers in Microbiology.</p>
<h4>L&#8217;esperimento potrebbe aiutarci a distinguere la vita extraterrestre, se mai ne incontreremo, dalla vita che ha semplicemente fatto l&#8217;autostop dalla Terra ed è arrivata altrove.</h4>
<p>E potrebbe persino salvare le vite degli astronauti durante i viaggi più lunghi nello spazio profondo, visto che alcuni microrganismi dannosi per salute dell&#8217;uomo potrebbero sopravvivere anche lì.</p>
<p>Come ha spiegato la ricercatrice Katharina Siems di DLR, però,</p>
<blockquote><p>&#8220;alcuni microbi potrebbero essere preziosi per l&#8217;esplorazione spaziale. Potrebbero aiutarci a produrre cibo e rifornimenti materiali indipendentemente dalla Terra, il che sarà cruciale quando siamo lontani da casa&#8221;.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/microrganismi-terrestri-alla-conquista-di-marte/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Strani oggetti nello spazio profondo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/strani-oggetti-nello-spazio-profondo/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/strani-oggetti-nello-spazio-profondo/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Dec 2020 12:06:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[lampi radio veloci]]></category>
		<category><![CDATA[oggetti misteriosi nello spazio]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<category><![CDATA[strani oggetti]]></category>
		<category><![CDATA[strani oggetti nello spazio]]></category>
		<category><![CDATA[universo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=76892</guid>

					<description><![CDATA[Gli astronomi sono sconcertati dagli strani oggetti che hanno trovato nello spazio profondo In un saggio scritto per The Conversation, il professore di Astrofisica della Western Sydney University Ray Norris ha spiegato come lui e i suoi colleghi abbiano individuato oggetti strani e dalla forma insolita nei recenti dati radioastronomici sullo spazio profondo. La collega [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-76899" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/night-photograph-2183637_1280-e1608726694770.jpg" alt="strani oggetti" width="800" height="533" /></h3>
<h3>Gli astronomi sono sconcertati dagli strani oggetti che hanno trovato nello spazio profondo</h3>
<p><span id="more-76892"></span></p>
<p>In un saggio scritto per<a href="https://theconversation.com/wtf-newly-discovered-ghostly-circles-in-the-sky-cant-be-explained-by-current-theories-and-astronomers-are-excited-142812" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> The Conversation</a>, il professore di Astrofisica della Western Sydney University Ray Norris ha spiegato come lui e i suoi colleghi abbiano <strong>individuato oggetti strani e dalla forma insolita</strong> nei recenti dati radioastronomici sullo spazio profondo.</p>
<p>La collega di Norris, Anna Kapinska, ha identificato per la prima volta &#8220;un&#8217;immagine di un cerchio spettrale di emissioni radio, sospesa nello spazio come un anello di fumo cosmico&#8221;, nel settembre 2019, ricorda il professore.</p>
<h4>&#8220;Nessuno di noi aveva mai visto niente di simile prima e non avevamo idea di cosa fosse&#8221;.</h4>
<p>Kapinska infatti <strong>l&#8217;ha chiamato &#8220;WTF?&#8221;</strong> – che, in inglese sarebbe &#8220;What the fuck?&#8221;, locuzione inglese per indicare incredulità.</p>
<p>Il team ha trovato questi oggetti esaminando i dati raccolti dal nuovo telescopio australiano Square Kilometer Array Pathfinder (ASKAP) – <strong>una serie di 36 antenne paraboliche identiche utilizzate per scansionare ampie fasce di cielo contemporaneamente</strong>.</p>
<p>I ricercatori <strong>li hanno chiamati ORC, &#8220;odd radio circles&#8221;, ovvero &#8220;strani cerchi radio&#8221;</strong>, e hanno subito usato altri radiotelescopi per assicurarsi che non fossero figli di un errore del software.</p>
<p>Hanno ritenuto che i cerchi misteriosi fossero &#8220;forse di pochi anni luce di diametro&#8221;, ma devono ancora capire quanto sono lontani da noi.</p>
<h4>Norris ha suggerito, tuttavia, che i cerchi potrebbero essere &#8220;oggetti nella nostra galassia&#8221;.</h4>
<p>Finora, il team ha escluso diverse teorie, inclusi i resti di stelle morenti, anelli di emissioni radio che circondano esplosioni di formazione stellare ed emissioni radio che escono da buchi neri supermassicci.</p>
<p>Norris e i suoi colleghi offrono alcune possibili spiegazioni, come dettagliato in un <a href="https://arxiv.org/abs/2006.14805" target="_blank" rel="noopener noreferrer">articolo </a>di prossima pubblicazione sulla rivista <em>Publications of the Astronomical Society of Australia</em>.</p>
<h4>Ad esempio, possono essere correlati a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lampo_radio_veloce" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lampi radio veloci</a>, potenti segnali provenienti dallo spazio che rimangono misteriosi.</h4>
<p>&#8220;Molto raramente abbiamo la sfida di imbatterci in un nuovo tipo di oggetto che nessuno ha mai visto prima, e cercare di capire di cosa si tratta&#8221;, ha scritto Norris su The Conversation.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/strani-oggetti-nello-spazio-profondo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anche nello spazio il cuore invecchia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/anche-nello-spazio-il-cuore-invecchia/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/anche-nello-spazio-il-cuore-invecchia/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2020 07:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[astronauti]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=70853</guid>

					<description><![CDATA[Trascorrere il tempo nello spazio fa invecchiare il cuore più velocemente? Anche se le agenzie spaziali di tutto il mondo proseguono con le loro missioni nello spazio profondo e con i progetti di insediamento sulla Luna e su Marte, non è ancora chiaro cosa possano fare al corpo umano i soggiorni prolungati nello spazio. Recentemente, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70854" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/heart-762564_1280.jpg" alt="cuore" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/heart-762564_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/heart-762564_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/heart-762564_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/heart-762564_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Trascorrere il tempo nello spazio fa invecchiare il cuore più velocemente?</h3>
<p><span id="more-70853"></span></p>
<p>Anche se le agenzie spaziali di tutto il mondo proseguono con le loro missioni nello spazio profondo e con i progetti di insediamento sulla Luna e su Marte, <strong>non è ancora chiaro cosa possano fare al corpo umano i soggiorni prolungati nello spazio</strong>.</p>
<p>Recentemente, per esempio, si è scoperto che <strong>tra le conseguenze possibili allo stare molto tempo in orbita, c&#8217;è un indebolimento del cuore</strong>, come racconta una <a href="https://www.nature.com/articles/s41526-020-00117-5" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca</a> pubblicata la scorsa settimana sulla rivista NPJ Microgravity.</p>
<p><strong>Poiché la vita in assenza di gravità richiede meno sforzo fisico, il cuore diventa decondizionato dallo stress e meno tollerante all&#8217;esercizio in futuro</strong> – secondo il team di ingegneri del Politecnico di Torino che si è occupato della ricerca, questa condizione assomiglia a una versione accelerata dell&#8217;invecchiamento.</p>
<p>Secondo i modelli del team, gli astronauti che stanno per periodi lunghi in assenza di gravità, finiscono per avere cuori simili a chi non ha mai fatto sport, vivendo una vita sedentaria.</p>
<h4>È una notizia abbastanza scioccante, soprattutto dato il rigore fisico dei test che gli astronauti devono affrontare prima del volo spaziale.</h4>
<p>&#8220;I risultati attuali sono utili per progettare futuri voli spaziali a lungo termine, individuare contromisure ottimali e comprendere lo stato di salute degli astronauti quando è richiesta la capacità fisica immediata al momento del ripristino della gravità parziale (ad esempio, nell&#8217;atterraggio sulla Luna/Marte)&#8221;, ha dichiarato l&#8217;autrice principale, l&#8217;ingegnere aerospaziale Stefania Scarsoglio, in un <a href="https://phys.org/news/2020-10-human-heart-space-mathematical.html" target="_blank" rel="noopener">comunicato stampa</a>.</p>
<h4>Fortunatamente, ci sono due aspetti positivi in questa scoperta non molto positiva.</h4>
<p>Il primo è che dà modo di sapere che <strong>gli astronauti devono continuare con l&#8217;esercizio fisico mentre sono in assenza di gravità per evitare la condizione di indebolimento</strong>; il secondo è che <strong>lo studio dei modi in cui lo spazio deteriora la salute del cuore potrebbe portare anche a nuove intuizioni</strong> che potranno aiutare il benessere cardiaco sulla Terra.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/anche-nello-spazio-il-cuore-invecchia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un reality show “spaziale”</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/un-reality-show-spaziale/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/un-reality-show-spaziale/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2020 18:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[deadline]]></category>
		<category><![CDATA[missione spaziale]]></category>
		<category><![CDATA[reality nello spazio]]></category>
		<category><![CDATA[reality show]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=68126</guid>

					<description><![CDATA[Appuntamento al 2023 con il primo reality show dallo spazio Space Hero, una società di produzione con sede negli Stati Uniti che afferma di essere la &#8220;prima compagnia di media spaziali&#8221;, ha annunciato di essersi assicurata un posto in una missione SpaceX del 2023 sulla Stazione Spaziale Internazionale. Riferisce Deadline, che il suo piano geniale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68130" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/earth-1004771_1280-e1601548847216.jpg" alt="reality show spaziale" width="800" height="532" /></h3>
<h3>Appuntamento al 2023 con il primo reality show dallo spazio</h3>
<p><span id="more-68126"></span></p>
<p><a href="https://www.linkedin.com/company/spacehero/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Space Hero</a>, una società di produzione con sede negli Stati Uniti che afferma di essere la &#8220;prima compagnia di media spaziali&#8221;, ha annunciato di essersi assicurata un posto in una missione SpaceX del 2023 sulla Stazione Spaziale Internazionale.</p>
<p>Riferisce <a href="https://deadline.com/2020/09/space-hero-astronaut-reality-series-international-space-station-reality-tv-1234575932/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Deadline</em></a>, che <strong>il suo piano geniale sarebbe quello di trasformare questa possibilità in una specie di reality show</strong> per fare in modo che concorrenti da tutto il mondo si contendano un biglietto per lo spazio.</p>
<p>I concorrenti dovranno superare una serie di sfide per testare la loro &#8220;forza fisica, mentale ed emotiva, qualità che sono essenziali per un astronauta nello spazio&#8221;, secondo <em>Deadline</em>.</p>
<p>Saranno poi gli spettatori di tutto il mondo a votare, in un episodio finale della serie, il concorrente che vogliono spedire nello spazio, grazie al posto a bordo di un modulo SpaceX Dragon.</p>
<h4>Le telecamere, quindi, seguiranno il suo viaggio sulla Stazione Spaziale Internazionale, dove il fortunato vincitore trascorrerà 10 giorni insieme a veri astronauti.</h4>
<p>&#8220;Vediamo il mondo cambiare davanti ai nostri occhi&#8221;, ha detto a <em>Deadline</em> il creatore del progetto Thomas Reemer. &#8220;In tempi come questi desideriamo guardare alle persone per le giuste ragioni, quindi è il momento di guardare tra di noi per trovare gli eroi che ispireranno un futuro luminoso&#8221;.</p>
<p><strong>In realtà, non si tratta del primo tentativo di realizzare un reality televisivo spaziale.</strong></p>
<p>Alla fine degli anni &#8217;90, c&#8217;era stato un progetto simile: originariamente si chiamava &#8220;Destinazione: Mir&#8221; – <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mir_(stazione_spaziale)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">MIR</a> era la stazione spaziale dell&#8217;Unione Sovietica che operò dal 1986 al 2001 – ma dovette essere cambiata in &#8220;Destinazione: Spazio&#8221; dopo che la Russia abbatté la sua stazione spaziale. Inutile dire che, in quel caso, nessuno ha mai messo piede in orbita.</p>
<p>Staremo a vedere se stavolta sarà diverso.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/un-reality-show-spaziale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>7</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando “ti scappa” ma sei nello spazio</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/quando-ti-scappa-ma-sei-nello-spazio/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/quando-ti-scappa-ma-sei-nello-spazio/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2020 06:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[lunar loo challenge]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=62699</guid>

					<description><![CDATA[La NASA lancia un concorso per la progettazione di un bagno da usare nello spazio Se sospendessimo la realtà ed entrassimo nella sitcom «The Big Bang Theory», a vincere la chiamata alle armi della NASA sarebbe sicuramente Howard Wolowitz, l&#8217;ingegnere che nella fortunata serie si occupa di creare proprio una toilette a gravità zero che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62702" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/astronaut-4456106_1280.jpg" alt="spazio" width="800" height="449" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/astronaut-4456106_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/astronaut-4456106_1280-300x168.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/astronaut-4456106_1280-768x431.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>La NASA lancia un concorso per la progettazione di un bagno da usare nello spazio</h3>
<p><span id="more-62699"></span></p>
<p>Se sospendessimo la realtà ed entrassimo nella sitcom «The Big Bang Theory», a vincere la chiamata alle armi della NASA sarebbe sicuramente Howard Wolowitz, l&#8217;ingegnere che nella fortunata serie si occupa di creare proprio una toilette a gravità zero che verrà utilizzata nella Stazione Spaziale Internazionale.</p>
<p>Eh già, perché se una cosa è certa è che <strong>espletare i propri bisogni nello spazio non è paragonabile a come questo succede sulla Terra.</strong></p>
<p>Poiché per il progetto lunare <a href="https://www.nasa.gov/specials/artemis/" target="_blank" rel="noopener">Artemis</a>, la NASA conta di (ri)andare sulla Luna entro il 2024, ci si sta preparando al viaggio in vari modi, compresi quelli che riguardano i nostri naturali bisogni meno poetici.</p>
<p>Per questo è stata lanciata la <a href="https://www.nasa.gov/lunar-loo-challenge/" target="_blank" rel="noopener">Lunar Loo Challenge</a>, una competizione, aperta fino al 17 agosto, che <strong>permetterà ai 3 migliori progetti di toilette spaziale di spartirsi un montepremi da 35.000 Dollari.</strong></p>
<p>Quello che chiede la NASA alla comunità scientifico-tecnica mondiale è che <strong>nell&#8217;ideare questi servizi igienici si pensi a dispositivi piccoli ed efficienti che siano in grado di funzionare sia nella microgravità che nella gravità lunare</strong> .</p>
<p>Tutti i servizi igienici già esistenti, infatti, ad esempio quello che opera nella Stazione spaziale internazionale (che purtroppo non è quello progettato da Howard Wolowitz), sono progettati solo per la microgravità.</p>
<p>Come riportato su <a href="https://www.herox.com/LunarLoo" target="_blank" rel="noopener">HeroX</a>, sito di connessione per questo genere di sfide, tornare sulla Luna entro il 2024 è un obiettivo ambizioso e la NASA sta già lavorando ad approcci per miniaturizzare e semplificare i servizi igienici esistenti.</p>
<p>Ma fare una chiamata all&#8217;intera comunità scientifica mondiale vuol dire sapere che ci saranno anche altri approcci alla risoluzione del problema, che vedranno in azione <strong>una mentalità diversa dalla tradizionale ingegneria aerospaziale.</strong></p>
<p>Inoltre, la sfida è aperta anche alla «prossima generazione di esploratori dello spazio, ingegneri e scienziati», quindi <strong>c&#8217;è anche una categoria Junior, per gli under 18, che vuole vedere come affrontano i più giovani</strong> – i vincitori tra loro riceveranno un riconoscimento pubblico e un oggetto di merchandising ufficiale con logo NASA.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/quando-ti-scappa-ma-sei-nello-spazio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>9</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una lattuga che viene dallo spazio</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/una-lattuga-che-viene-dallo-spazio/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/alimentazione/una-lattuga-che-viene-dallo-spazio/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2020 06:30:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[cibo extraterrestre]]></category>
		<category><![CDATA[coltivata]]></category>
		<category><![CDATA[lattuga]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Stazione Spaziale Internazionale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=51790</guid>

					<description><![CDATA[Positivo il bilancio di questa coltivazione extraterrestre: la lattuga non è solo buona, ma anche nutriente e sana. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Plant Science, la lattuga coltivata nello spazio non è solo deliziosa, ma è altrettanto nutriente e sicura da mangiare, esattamente come quella (molto meno esotica) che coltiviamo sulla Terra. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-51791" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/new1-8.jpg" alt="lattuga" width="798" height="431" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/new1-8.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/new1-8-300x162.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/new1-8-768x415.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></h3>
<h3>Positivo il bilancio di questa coltivazione extraterrestre: la lattuga non è solo buona, ma anche nutriente e sana.</h3>
<p><span id="more-51790"></span></p>
<p>Secondo uno <a href="https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fpls.2020.00199/full" target="_blank" rel="noopener">studio</a> pubblicato sulla rivista <strong>Frontiers in Plant Science</strong>, la lattuga coltivata nello spazio non è solo deliziosa, ma è altrettanto nutriente e sicura da mangiare, esattamente come quella (molto meno esotica) che coltiviamo sulla Terra.</p>
<p>«La capacità di coltivare alimenti freschi e sicuri per integrare gli alimenti confezionati degli astronauti nello spazio è stato un obiettivo importante per la NASA», si legge nel documento.</p>
<p>Dopo un esame approfondito della lattuga coltivata a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, <strong>i ricercatori hanno concluso che mostrava a malapena piccole differenze rispetto alla lattuga terrestr</strong>e – e queste differenze riguardavano i cambiamenti trascurabili nel contenuto di alcuni metalli, tra cui ferro, potassio e zinco.</p>
<h4>Gli astronauti hanno coltivato lattuga sulla Stazione Spaziale Internazionale tra il 2014 e il 2016.</h4>
<p>Un controllo della NASA sulla Terra ha replicato le condizioni esatte da confrontare in seguito e i risultati sono stati incoraggianti: <strong>le due lattughe erano quasi esattamente le stesse</strong>, perfino nelle comunità microbiche trovate sulle piante.</p>
<p>Sicuramente, c&#8217;è da dire che <strong>la coltivazione della lattuga è molto più facile rispetto ad altre verdure.</strong></p>
<p>«Pomodori e peperoni, che speriamo di coltivare quest&#8217;anno e il prossimo, avranno bisogno di condizioni di crescita simili», ha detto l&#8217; astronauta e ricercatrice del Kennedy Space Center Christina Khodadad ad <a href="https://astronomy.com/news/2020/03/before-we-settle-mars-scientists-must-pefect-growing-space-salad" target="_blank" rel="noopener">Astronomy</a>.</p>
<p>«Ma poiché impiegano molto più tempo a crescere (28 giorni contro 80 giorni), sono un investimento molto più grande di tempo e risorse».</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/alimentazione/una-lattuga-che-viene-dallo-spazio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>18</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La gravità degli incendi in Australia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/la-gravita-degli-incendi-in-australia/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/la-gravita-degli-incendi-in-australia/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2020 18:30:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[australia]]></category>
		<category><![CDATA[estesi]]></category>
		<category><![CDATA[incendi]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<category><![CDATA[visibili]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38982</guid>

					<description><![CDATA[L&#8217;estensione delle fiamme nel paese è così ampia che si può vedere dallo spazio L&#8217;Australia è nel mezzo di una catastrofe ambientale, con incendi violenti che fanno apparire parti della nazione come un vero inferno apocalittico. Per quanto già a vederla da qui, sulla Terra, la situazione sembra piuttosto disperante, vista dall&#8217;alto è ancora peggio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38981" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_wildfire-1105209_1280.jpg" alt="" width="798" height="489" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_wildfire-1105209_1280.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_wildfire-1105209_1280-300x184.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_wildfire-1105209_1280-768x471.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<h2>L&#8217;estensione delle fiamme nel paese è così ampia che si può vedere dallo spazio</h2>
<p>  <span id="more-38982"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Australia è nel mezzo di una catastrofe ambientale, con incendi violenti che fanno apparire parti della nazione come un vero inferno apocalittico.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto già a vederla da qui, sulla Terra, la situazione sembra piuttosto disperante, vista dall&#8217;alto è ancora peggio perché le immagini provenienti dallo spazio mostrano ancora più incredibilmente la portata della devastazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti <a href="https://gds.it/articoli/mondo/2020/01/08/gli-incendi-in-australia-visti-dallo-spazio-la-foto-dal-satellite-nasa-b344a265-75c8-4408-90ce-880d326591f3/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">siti</a>&nbsp;hanno pubblicato una serie di immagini e <a href="https://www.businessinsider.com/australia-wildfires-space-satellite-pictures-smoke-new-zealand-2020-1?IR=T" target="_blank" rel="noopener noreferrer">video</a>&nbsp;sugli incendi presi dallo spazio che mostrano come appare la situazione durante il giorno.<br />Ad oggi, gli incendi hanno ucciso almeno 26 persone e distrutto oltre 2.000 case, producendo circa 80.000 Km quadrati di fumo. Senza contare il numero di animali che sono morti: un milione, un numero che fa davvero venire i brividi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto è che ormai gli incendi sono così grandi, che stanno persino generando da sé dei fenomeni meteorologici che si autoalimentano – e secondo gli esperti, la situazione probabilmente peggiorerà prima di iniziare a migliorare.</p>
<p style="text-align: justify;">Come è successo tutto questo? Su <a href="https://www.ilpost.it/2020/01/08/incendi-australia-cause-cambiamento-climatico/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il post</a>&nbsp;al fine di combattere molte delle notizie false circolate in questi giorni, è stato riportato un post di FB di Giorgio Vacchiano, ricercatore in selvicoltura e pianificazione forestale dell’Università degli Studi di Milano che spiega che «In Australia, metà delle accensioni sono causate da fulmini, e metà dall’uomo per cause sia colpose che dolose (in Italia invece il 95 per cento ha cause antropiche, prevalentemente colpose)».</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studioso spiega che che «gli incendi più grandi tendono tuttavia a essere causati dai fulmini, perché interessano le aree più remote e disabitate, dove è meno probabile che arrivino le attività umane» ma che «è evidente che qui il problema non è cosa accende la fiamma, ma cosa la fa propagare una volta accesa».</p>
<p style="text-align: justify;">Le motivazioni, ben spiegate nel post, hanno anche a che fare con il riscaldamento globale, ovviamente. E ancora una volta, eccoci qua.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" data-mce-bogus="1" style="position: absolute; left: 0px; top: -25px; width: 10px; height: 10px; overflow: hidden;">
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" data-mce-bogus="1" style="position: absolute; left: 0px; top: -25px; width: 10px; height: 10px; overflow: hidden;">L&#8217;Australia è nel mezzo di una catastrofe ambientale, con incendi violenti che fanno apparire parti della nazione come un vero inferno apocalittico. Per quanto già a vederla da qui, sulla Terra, la situazione sembra piuttosto disperante, vista dall&#8217;alto è ancora peggio perché le immagini provenienti dallo spazio mostrano ancora più incredibilmente la portata della devastazione.</div>
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" data-mce-bogus="1" style="position: absolute; left: 0px; top: -25px; width: 10px; height: 10px; overflow: hidden;">Molti siti (https://gds.it/articoli/mondo/2020/01/08/gli-incendi-in-australia-visti-dallo-spazio-la-foto-dal-satellite-nasa-b344a265-75c8-4408-90ce-880d326591f3/) hanno pubblicato una serie di immagini e video (https://www.businessinsider.com/australia-wildfires-space-satellite-pictures-smoke-new-zealand-2020-1?IR=T) sugli incendi presi dallo spazio che mostrano come appare la situazione durante il giorno.</div>
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" data-mce-bogus="1" style="position: absolute; left: 0px; top: -25px; width: 10px; height: 10px; overflow: hidden;">Ad oggi, gli incendi hanno ucciso almeno 26 persone e distrutto oltre 2.000 case, producendo circa 80.000 Km quadrati di fumo. Senza contare il numero di animali che sono morti: un milione, un numero che fa davvero venire i brividi.</div>
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" data-mce-bogus="1" style="position: absolute; left: 0px; top: -25px; width: 10px; height: 10px; overflow: hidden;">Il punto è che ormai gli incendi sono così grandi, che stanno persino generando da sé dei fenomeni meteorologici che si autoalimentano – e secondo gli esperti, la situazione probabilmente peggiorerà prima di iniziare a migliorare.</div>
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" data-mce-bogus="1" style="position: absolute; left: 0px; top: -25px; width: 10px; height: 10px; overflow: hidden;">Come è successo tutto questo? Su Il post (https://www.ilpost.it/2020/01/08/incendi-australia-cause-cambiamento-climatico/) al fine di combattere molte delle notizie false circolate in questi giorni, è stato riportato un post di FB di Giorgio Vacchiano, ricercatore in selvicoltura e pianificazione forestale dell’Università degli Studi di Milano che spiega che «In Australia, metà delle accensioni sono causate da fulmini, e metà dall’uomo per cause sia colpose che dolose (in Italia invece il 95 per cento ha cause antropiche, prevalentemente colpose)». Lo studioso spiega che che «gli incendi più grandi tendono tuttavia a essere causati dai fulmini, perché interessano le aree più remote e disabitate, dove è meno probabile che arrivino le attività umane» ma che «è evidente che qui il problema non è cosa accende la fiamma, ma cosa la fa propagare una volta accesa».</div>
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" data-mce-bogus="1" style="position: absolute; left: 0px; top: -25px; width: 10px; height: 10px; overflow: hidden;">Le motivazioni, ben spiegate nel post, hanno anche a che fare con il riscaldamento globale, ovviamente. E ancora una volta, eccoci qua.</div>
</p></div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/la-gravita-degli-incendi-in-australia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>14</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Topi palestrati nello spazio</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/topi-palestrati-nello-spazio/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/topi-palestrati-nello-spazio/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2019 09:07:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[muscoli]]></category>
		<category><![CDATA[orbita]]></category>
		<category><![CDATA[perdita muscolare]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[topi]]></category>
		<category><![CDATA[topi muscolosi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38815</guid>

					<description><![CDATA[Space X sta per portare topi molto muscolosi alla Stazione Spaziale Internazionale&#160;per uno studio sulla perdita muscolare in orbita Chi lo avrebbe mai detto che tra gli ospiti della Stazione Spaziale Internazionale ci sarebbero stati anche loro? Un carico di 2.585 Kg di topi estremamente muscolosi sarà consegnato da un veicolo spaziale Dragon SpaceX, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38814" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_galaxy-2643089_1280.jpg" alt="" width="796" height="431" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_galaxy-2643089_1280.jpg 796w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_galaxy-2643089_1280-300x162.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_galaxy-2643089_1280-768x416.jpg 768w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /></p>
<h2>Space X sta per portare topi molto muscolosi alla Stazione Spaziale Internazionale&nbsp;per uno studio sulla perdita muscolare in orbita</h2>
<p>  <span id="more-38815"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Chi lo avrebbe mai detto che tra gli ospiti della Stazione Spaziale Internazionale ci sarebbero stati anche loro? Un carico di 2.585 Kg di topi estremamente muscolosi sarà consegnato da un veicolo spaziale Dragon SpaceX, che lo trasporterà sulla stazione spaziale insieme ad altre forniture e attrezzature.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scopo è uno studio che possa aiutare a garantire che i futuri astronauti rimangano sani mentre si trovano nello spazio.</p>
<p style="text-align: justify;">Per l&#8217;esperimento <a href="https://www.nasa.gov/mission_pages/station/research/experiments/explorer/Investigation.html#id=8075" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rodent Research-19</a>&nbsp;gli scienziati hanno ingegnerizzato geneticamente sulla Terra dei topi, in modo da indurgli la mancanza di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Miostatina" target="_blank" rel="noopener noreferrer">miostatina</a>, una proteina che limita la crescita dei muscoli degli animali. In questo modo hanno ottenuto dei topi che hanno circa il doppio della massa muscolare scheletrica dei topi normali.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre ad avere inviato topi super-muscolosi alla Stazione Spaziale Internazionale, ne hanno inviati anche altri normali che gli astronauti tratteranno direttamente lì con un farmaco sperimentale che inibisce la miostatina.</p>
<p style="text-align: justify;">La speranza dei ricercatori è che l&#8217;invio dei topi in un luogo in cui saranno sottoposti allo stesso ambiente di microgravità degli astronauti, possa fornire preziose informazioni sulla perdita muscolare negli umani e, quindi, su come l&#8217;uso della miostatina potrebbe eventualmente prevenire questa problematica – nello spazio ma anche sulla Terra.</p>
<p style="text-align: justify;">«Siamo entusiasti perché pensiamo che questo possa avere applicazioni anche per molte condizioni che le persone sperimentano qui sulla Terra, in cui la perdita di muscoli e ossa è un problema serio», ha detto il ricercatore Se-Jin Lee in un<a href="https://www.youtube.com/watch?v=gN70iTWoPgc" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> video</a>&nbsp;dell&#8217;ISS National Lab.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/topi-palestrati-nello-spazio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Coltivare la carne nello spazio</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ecoseven/coltivare-la-carne-nello-spazio/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ecoseven/coltivare-la-carne-nello-spazio/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2019 21:55:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[Aleph Farms]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[bioprinter 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Bioprinting]]></category>
		<category><![CDATA[Bistecca]]></category>
		<category><![CDATA[bistecca in laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[produzione carne]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<category><![CDATA[start up]]></category>
		<category><![CDATA[Stazione Spaziale Internazionale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38499</guid>

					<description><![CDATA[Gli astronauti fanno crescere per la prima volta la carne nello spazio, con una coltivazione in laboratorio Nel 2018, la startup israeliana di tecnologia alimentare Aleph Farms&#160;ha fatto un passo avanti nell&#8217;industria della carne di altissima qualità, creando la prima bistecca al mondo coltivata in laboratorio, un pezzo di carne di coltura cellulare che imitava [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38498" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Carne_in_laboratorio.jpg" alt="" width="795" height="397" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Carne_in_laboratorio.jpg 795w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Carne_in_laboratorio-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Carne_in_laboratorio-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></p>
<p>Gli astronauti fanno crescere per la prima volta la carne nello spazio, con una coltivazione in laboratorio</p>
<p>  <span id="more-38499"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2018, la startup israeliana di tecnologia alimentare <a href="https://www.aleph-farms.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Aleph Farms</em></a>&nbsp;ha fatto un passo avanti nell&#8217;industria della carne di altissima qualità, creando la prima bistecca al mondo coltivata in laboratorio, un pezzo di carne di coltura cellulare che imitava la consistenza e la struttura della carne del supermercato.</p>
<p style="text-align: justify;">La speranza della società è quella di poter un giorno fornire accesso a questo tipo di carni, nutrienti ma senza la necessità di uccidere gli animali, a tutti, sulla Terra. E anche nello spazio. Che non è un modo di dire, visto che gli astronauti hanno recentemente utilizzato il processo di <em>Aleph</em> per coltivare con successo della carne sulla Stazione Spaziale Internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo esperimento, unico nel suo genere, si è svolto nel segmento russo della Stazione Spaziale Internazionale il 26 settembre, secondo un <a href="https://www.prnewswire.com/news-releases/aleph-farms-successfully-completed-the-first-slaughter-free-meat-experiment-in-space-300932806.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a>&nbsp;di <em>Aleph</em>.<br />Gli astronauti hanno utilizzato una bioprinter 3D, sviluppata dalla società russa <em>3D Bioprinting Solutions,&nbsp;</em>per indurre le cellule bovine spedite dalla Terra a formare il tessuto muscolare, che avrebbe dato vita alla carne. In altre parole, hanno «coltivato» un piccolo pezzo di carne in microgravità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il successo dell&#8217;esperimento dimostra che questo processo di <em>Aleph</em> ha le capacità per funzionare anche in condizioni estremamente ostili e che, quindi, la carne coltivata può essere prodotta sempre e ovunque. Insomma, siamo di fronte (dopo i dovuti test e le dovute autorizzazioni) a un&#8217;importante potenzialità di produzione di cibo, che ci permetterebbe di risolvere molti dei problemi – sia sociali che economici ed ambientali – che opprimono il nostro pianeta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ecoseven/coltivare-la-carne-nello-spazio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>18</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
