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	<title>slow food &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Menu for Change: la prima campagna internazionale sul rapporto tra cambiamento climatico e cibo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Sep 2017 09:18:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
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					<description><![CDATA[Slow Food, Petrini sul clima: “Non c’è qualità alimentare senza rispetto dell’ambiente” Menu for Change è una campagna di comunicazione e raccolta fondi internazionale che evidenzia la relazione tra produzione alimentare e clima che cambia, annuncia. È promossa da Slow Food e il suo fondatore, Carlo Petrini, spiega: “A chi si domanda perché un’associazione che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-34530" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_Menu_for_change.jpg" alt="" width="700" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_Menu_for_change.jpg 700w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_Menu_for_change-300x193.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Slow Food, Petrini sul clima: “Non c’è qualità alimentare senza rispetto dell’ambiente”</p>
<p>  <span id="more-34531"></span>  </p>
<p>Menu for Change è una campagna di comunicazione e raccolta fondi internazionale che evidenzia la relazione tra produzione alimentare e clima che cambia, annuncia. È promossa da Slow Food e il suo fondatore, Carlo Petrini, spiega: “A chi si domanda perché un’associazione che si occupa di cultura alimentare dovrebbe promuovere una campagna sulle questioni del cambiamento climatico, posso rispondere questo: è incosciente chi si bea della qualità alimentare di un prodotto senza chiedersi se a monte c’è distruzione dell’ambiente e sfruttamento del lavoro”.</p>
<p>La campagna <a href="https://donate.slowfood.com/it/menu-for-change/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Menu for Change</a> spiega che ognuno di noi può fare la differenza scegliendo cosa mangiare dato che dal campo alla tavola, la produzione di cibo è responsabile di un terzo delle emissioni totali di gas serra. (Ma ne è anche la prima vittima).</p>
<p>Tutti noi, continua Petrini, siamo responsabili di quello che mangiamo e anche di quello che coltiviamo: “Il più grande terreno da coltivare è la lotta allo spreco. Tutte le istituzioni internazionali ripetono che siccome nel 2050 saremo 9 miliardi e mezzo “bisogna produrre più cibo”, ma già oggi abbiamo cibo per 12 miliardi di viventi. <a href="https://www.ecoseven.net//?p=34512" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Significa che un’ampia parte di quello che viene raccolto, trasformato e venduto finisce nella pattumiera</a>”.</p>
<p>L’impatto del cambiamento climatico può essere devastante, come spiegano agli allevatori del Sud del mondo. Tumal Orto Galibe, pastore del nord del Kenya, racconta che negli ultimi quindici anni “perfino l’aspettativa di vita si è ridotta. Nelle comunità dei pastori abbiamo visto un aumento delle patologie. Ed è sempre più difficile adattarsi a un clima che cambia nell’arco di mesi mentre prima cambiava nei decenni: nell’aprile di quest’anno, in una sola notte di piogge improvvise e torrenziali ho perso più di 230 capi di bestiame”.<br />Un produttore di formaggi della delegazione cubana interviene per spiegare che l’isola ha già ceduto terreno al mare ed è stata battuta di recente da cinque diversi uragani, la cui potenza è correlata alla crescente temperatura delle acque. L’uragano Irma possedeva una potenza pari a 7mila miliardi di watt (circa 2 volte le bombe usate durante la guerra mondiale) e ha lasciato il 40% della popolazione priva di elettricità, danneggiando la parte più turistica del Paese.</p>
<p>I ricercatori della Società Meteorologica Italiana Guglielmo Ricciardi e Alessandra Buffa spiegano: «Dal 2030 la riduzione dei raccolti vedrà un aumento esponenziale dei danni rispetto ai benefici».</p>
<p>Il settore agricolo è tra i più impattanti in termini di gas serra: con il 21% di emissioni è secondo solo alle attività legate all’energia (37%). La fermentazione enterica degli allevamenti industriali copre il 70% di questo dato.<br />«Non ci dobbiamo però concentrare solo sulla valutazione delle attività principali, &#8211; avvertono i meteorologi &#8211; ma valutare le attività di preproduzione (mangimi e concimi) e di postproduzione (trasporto, stoccaggio, packaging). Le emissioni di CO2, poi, non sono l’unico parametro da considerare: vanno tenuti in conto anche il contesto geografico di produzione, la qualità dei suoli e il loro livello di tossicità e l’uso in quanto risorsa scarsa, l’utilizzo di acqua e di biosfera (water footprint e ecological footprint)”.<br />Sebbene anche la Fao sottolinei la necessità di andare verso un’indagine multiprospettica, che tenga conto degli influssi del cambiamento climatico su sicurezza alimentare, nutrizione e perdita di biodiversità, siamo ancora lontani dall’avere una visione complessiva della filiera.</p>
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		<title>No ai formaggi con il latte in polvere. Firma la petizione</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/no-ai-formaggi-con-il-latte-in-polvere-firma-la-petizione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2015 06:07:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi latte in polvere]]></category>
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		<category><![CDATA[slow food]]></category>
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					<description><![CDATA[Slow Food lancia una raccolta di firme, attraverso Change.org, a sostegno della legge italiana del 1974 che vieta l&#8217;uso di latte in polvere per yogurt, caciotte, robiole e mozzarelle   No ai formaggi realizzati con il latte il polvere. Slow Food prova a salvare tradizione e la qualità italiana, lanciando una raccolta di firme, attraverso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-27601" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/07/images_igallery_resized_ambientetest_formaggi-16036-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Slow Food lancia una raccolta di firme, attraverso Change.org, a sostegno della legge italiana del 1974 che vieta l&#8217;uso di latte in polvere per yogurt, caciotte, robiole e mozzarelle</p>
<p>  <span id="more-27602"></span>  </p>
<p> </p>
<p>No ai<a href="https://www.ecoseven.net//?p=21736" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> formaggi</a> realizzati con il latte il polvere. Slow Food prova a salvare tradizione e la qualità italiana, lanciando una raccolta di firme, attraverso Change.org, a sostegno della legge italiana del 1974 che vieta l&#8217;uso di latte in polvere per yogurt, caciotte, robiole e mozzarelle.</p>
<p> </p>
<p>Con la raccolta firme si vuole &#8216;mobilitare l&#8217;opinione pubblica, consumatori e pastori, contadini e casari, artigiani e chef, sull&#8217;ultimo attacco della burocrazia europea alla produzione agroalimentare di qualità italiana. Abbiamo tempo fino alla fine di luglio per sostenere il ministro Martina che ha già affermato di volere difendere la legge italiana e, con essa, centinaia di piccole produzioni ed il patrimonio di latti, mestieri, tecniche, tradizioni e comunità che custodiscono&#8217;, afferma Slow Food. &#8216;I prodotti lattiero-caseario con il latte in polvere sono l&#8217;ultimo tentativo di livellare verso il basso la qualità dei cibi, a favore delle grandi aziende interessate più al profitto che non alla biodiversità&#8217;</p>
<p>gc</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Slow Food Day: il 18 aprile eventi in tutta Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2015 09:17:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[slow food]]></category>
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					<description><![CDATA[Il cibo &#8216;lento&#8217; è protagonista di molti eventi in tutta Italia sabato 18 aprile Sabato 18 aprile prendete la vita (e il cibo) con calma: è lo Slow Food Day, l&#8217;evento, giunto alla quinta edizione, in cui l&#8217;omonima associazione celebra la propria visione del cibo: buono, pulito e giusto &#8216;Vogliamo accendere i riflettori sul cibo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-25301" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/04/images_igallery_resized_ambientetest_Slow_Food_Day-14898-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Il cibo &#8216;lento&#8217; è protagonista di molti eventi in tutta Italia sabato 18 aprile<br /></span></p>
<p>  <span id="more-25302"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Sabato 18 aprile prendete la vita (e il cibo) con calma: è lo Slow Food Day, l&#8217;evento, giunto alla quinta edizione, in cui l&#8217;omonima associazione celebra la propria visione del cibo: buono, pulito e giusto</span></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">&#8216;Vogliamo accendere i riflettori sul cibo ottenuto nel rispetto della sostenibilità ambientale, della territorialità e della salubrità, che fatica a emergere nel mare magnum degli attuali sistemi di produzione e distribuzione alimentari che hanno progressivamente appiattito qualità e identità delle produzioni&#8217;, spiega a</span><a href="http://www.primapress.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=20964:tutti-in-piazza-arriva-lo-slow-food-day" target="_blank" style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer"> Primapress</a><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;"> Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia. </span></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">&#8216;Tutti i giorni noi abbiamo una grande responsabilità quando scegliamo il cibo da mettere sulla nostra tavola, anche se spesso non ce ne rendiamo conto. Ecco perché vogliamo riflettere tutti insieme sull’importanza delle etichette, del packaging utilizzato, della stagionalità e delle ricchezze dei luoghi in cui viviamo. Quando facciamo la spesa dobbiamo essere curiosi, vigili e lungimiranti&#8217;. Poi pone l&#8217;accento sull&#8217;aspetto sociale della tavola: &#8216;il cibo è sinonimo di piacere, di convivialità, di gioia. Con i suoi molti eventi lo Slow Food Day 2015 sarà appunto il simbolo di questa condivisione, in cui assaggiare, conoscere e scoprire gusti diversi. Non dimentichiamoci inoltre che il 18 aprile si invitano anche i cittadini di tutto il mondo a scendere in piazza contro i trattati di libero scambio, a sostegno di un’economia rivolta allo sviluppo dei popoli e del pianeta. Molte le piazze coinvolte, da Sondrio a Bari, da Torino a Trieste&#8217;.</span></p>
<p>Il programma completo è disponibile sul <a href="http://www.slowfood.it/slowfoodday/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito di Slow Food</a></p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Latte materno, alimento slow food</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2015 11:28:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[latte materno]]></category>
		<category><![CDATA[latte slow food]]></category>
		<category><![CDATA[slow food]]></category>
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					<description><![CDATA[Il latte materno è un alimento ricco di nutrienti, economico ed ecosostenibile   Latte materno ‘slow food’. Questo alimento è ‘il primo che l&#8217;essere umano incontra nel suo lungo percorso alimentare e a ricca biodiversità’, afferma Riccardo Davanzo, neonatologo dell&#8217;ospedale Burlo Garofolo di Trieste sul sito della struttura. Il neonatologo chiede quindi che anche EXPO [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-24705" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_igallery_resized_ambientetest_th__3_-14594-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il latte materno è un alimento ricco di nutrienti, economico ed ecosostenibile</p>
<p>  <span id="more-24706"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Latte materno ‘slow food’. Questo alimento è ‘il primo che l&#8217;essere umano incontra nel suo lungo percorso alimentare e a ricca biodiversità’, afferma Riccardo Davanzo, neonatologo dell&#8217;ospedale Burlo Garofolo di Trieste sul sito della struttura. Il neonatologo chiede quindi che anche <a href="http://www.expo2015.org/it" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>EXPO 2015</strong></a> dovrebbe trasmettere alle future generazioni il messaggio che l&#8217;allattamento al seno non solo è una norma naturale, ma anche un intervento globale di sostenibilità, ecocompatibilità ed equità.</p>
<p>‘In un mondo in cui le risorse alimentari vanno rispettate &#8211; rileva &#8211; il latte materno rappresenta l&#8217;alimento sostenibile per eccellenza, consumato dal bambino proprio sul luogo di produzione, in equilibrio con l&#8217;ecosistema’. Scegliere il latte artificiale, significa scegliere un prodotto di  ‘qualità inferiore, con maggior impiego di risorse ambientali dall&#8217;allevamento di mucche da latte &#8211; continua &#8211; allo sfruttamento in eccesso di pascoli, processi di inscatolamento o imbottigliamento del prodotto in polvere o liquido. La produzione di latte da parte della madre vede invece solo leggermente aumentati i suoi bisogni nutrizionali per far fronte alla lattazione. L&#8217;efficienza di produzione è quindi la massima possibile, col minor spreco’.</p>
<p> </p>
<p>Le conoscenze alla base dell&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=24660" target="_blank" rel="noopener noreferrer">allattamento</a> materno ‘meritano di essere quindi mantenute nel tempo &#8211; sostiene Davanzo &#8211; trasmesse attraverso le generazioni e l&#8217;allattamento al seno è patrimonio nutrizionale da salvaguardare a livello individuale e sociale &#8211; conclude &#8211; Il modello culturale che ispira l&#8217;allattamento e il rapporto intimo fra madre e bambino porta in sé valori di tolleranza, flessibilità, rispetto, interazione fra individui’.</p>
<p>gc</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Se il junk food non piace più&#8230;</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ecoseven/se-il-junk-food-non-piace-piu/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2015 16:33:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Expo]]></category>
		<category><![CDATA[expo 2015]]></category>
		<category><![CDATA[fast food]]></category>
		<category><![CDATA[Mc Donald’s]]></category>
		<category><![CDATA[slow food]]></category>
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					<description><![CDATA[I profitti di Mc Donald&#8217;s sono in caduta libera, il mercato sta cambiando e il gigante fatica a tenere il passo La crisi di Mc Donald&#8217;s Mc Donald&#8217;s è stato per anni il simbolo del fast food, una maniera di consumare e concepire il cibo che sembrava l&#8217;unica via moderna all&#8217;alimentazione, legata a uno stile [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-2759" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/08/images_igallery_resized_benessere_cibo-spazzatura-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">I profitti di Mc Donald&#8217;s sono in caduta libera, il mercato sta cambiando e il gigante fatica a tenere il passo<br /></span></p>
<p>  <span id="more-24627"></span>  </p>
<h2>La crisi di Mc Donald&#8217;s</h2>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Mc Donald&#8217;s è stato per anni il simbolo del fast food, una maniera di consumare e concepire il cibo che sembrava l&#8217;unica via moderna all&#8217;alimentazione, legata a uno stile di vita votato al consumismo e alla velocità. Il tutto condito da un marketing aggressivo e scientifico che sembrava potesse garantire alla popolare catena di hamburger e patatine a una crescita costante. Infatti il marchio è conosciuto in ogni angolo del mondo e il <a href="http://www.statista.com/statistics/274326/big-mac-index-global-prices-for-a-big-mac/">prezzo del Big Mac</a> è universalmente riconosciuto come uno strumento molto pragamatico per capire il costo della vita in un paese e il potere di acquisto di una valuta.</span></p>
<p>Ma le campagne pubblicitari alla lunga non possono nascondere il fatto che il cibo servito è di bassa qualità e ricco di grassi e zuccheri. La dieta del fast-food è universalmente riconosciuta come poco salutare.</p>
<p>Le vendite nei ristoranti aperti da più di un anno sono calate dell&#8217;1,7% a livello globale e sono calate addirittura del 4% nel mercato statunitense, che si considera la patria del fast food.</p>
<h2>I nuovi concorrenti</h2>
<p>La concorrenza di altre catene più salutari si fa sentire e i consumatori sono sempre più coscienti ed esigenti sul cibo che si apprestano a mangiare. Sta emergendo negli Stati Uniti la catena<a href="http://www.chipotle.com/en-US/default.aspx?type=default" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Chipotle mexican grill </a>che nel 2014 ha registrato il boom: ricavi per 4,11 miliardi di dollari e un aumento annuo del 28,5% e utili per 445,4 milioni di dollari. </p>
<h2>Il cambio al timone</h2>
<p>Mc Donald&#8217;s ha recentemente cambiato amministratore delegato: Steve Easterbrook ha preso il posto di Don Thompson e ora dovrà capire la formula per rilanciare l&#8217;azienda. Certo che i consumatori sono sempre più attenti e il marchio Mc Donald&#8217;s è il simbolo stesso del junk food, il cibo spazzatura, e ciò non lo aiuterà nell&#8217;impresa.</p>
<h2>Expo 2015: Slow Food vs Mc Donald&#8217;s</h2>
<p>La catena cercherà di rilanciarsi anche con la presenza all&#8217;Expo di Milano. Non sono mancate le polemiche perché uno dei grandi interrogativi della manifestazione è come nutrire il piante in futuro e il modello Mc Donald&#8217;s, pur &#8216;ripulito&#8217;, non sembra l&#8217;ipotesi migliore. <a href="http://www.slowfood.it/mcdonalds-tra-gli-sponsor-dellevento-expo-si-trasforma-un-campo-di-battaglia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Slow food </a>considera la presenza di Mc Donald&#8217;d un autogoal clamoroso per la manifestazione: &#8216;con i suoi 36.000 ristoranti dislocati in 120 Paesi del mondo McDonald’s lo sta già “nutrendo”, il pianeta, dando ogni giorno da mangiare a 70 milioni di persone e foraggiando un tipo di agricoltura che è tutto il contrario rispetto a quella che da sempre molte organizzazioni, tra cui evidentemente anche Slow Food, s’impegnano a sostenere. D’altra parte, la presenza di Slow Food e di altre organizzazioni della società civile racconterà una storia completamente diversa: quella di un pianeta che può e deve nutrirsi salvaguardando la biodiversità, tutelando le piccole produzioni, promuovendo il rispetto nei confronti delle risorse naturali e delle comunità contadine.&#8217;</p>
<p>C&#8217;è anche chi ritiene che il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=18603" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cibo spazzatura crei dipendenza</a> come le droghe, l&#8217;alcool e il gioco d&#8217;azzardo.</p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>Agricoltura, la Regione Toscana a difesa della biodiversita’</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/agricoltura-la-regione-toscana-a-difesa-della-biodiversita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 07:12:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione Regione Toscana e Slow Food]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[slow food]]></category>
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					<description><![CDATA[La Regione Toscana e Slow Food rinnovano il protocollo per favorire la diffusione di prodotti agroalimentari di qualita&#8217;, dell’agricoltura sostenibile e dell’educazione alimentare per i cittadini La Regione Toscana e Slow Food difendono il buon cibo e l&#8217;ambiente.&#160;Prodotti agroalimentari di qualità, agricoltura sostenibile, salvaguardia della biodiversità e dei saperi tradizionali, educazione alimentare per i cittadini, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-6247" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/05/images_igallery_resized_enogastronomia_vino_nobile_montepulciano-4619-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>La Regione Toscana e Slow Food rinnovano il protocollo per favorire la diffusione di prodotti agroalimentari di qualita&#8217;, dell’agricoltura sostenibile e dell’educazione alimentare per i cittadini</p>
<p>  <span id="more-6248"></span>  </p>
<p>La <strong>Regione <a href="http://viaggiare.ecoseven.net/itinerari/francigena-la-vecchia-vita-di-pellegrinaggio-meta-di-turismo-sostenibile" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Toscana</a></strong> e <strong>Slow Food</strong> difendono il<strong> <a href="http://alimentazione.ecoseven.net/ricette/ricetta-frittelle-con-fave-piselli-e-carciofi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">buon cibo</a></strong> e l&#8217;ambiente.&nbsp;Prodotti agroalimentari di qualità, <strong>agricoltura sostenibile</strong>, salvaguardia della biodiversità e dei saperi tradizionali, educazione alimentare per i cittadini, in particolare i giovani, filiera corta e maggiori opportunità di godere di cibi genuini per i consumatori, selezione delle iniziative che si ispirino ai criteri ‘buono, pulito, giusto’: sono questi gli obiettivi principali del protocollo che rinnova l&#8217;alleanza fra Regione Toscana e Fondazione Slow Food per la Biodiversita&#8217; Onlus.</p>
<p class="MsoNormal">Il protocollo tra la&nbsp;<strong>Regione <a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/siccita-e-pioggia-toscana-e-veneto-in-stato-di-crisi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Toscana</a></strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Slow Food</strong>&nbsp;ribadisce la volontà di concordare azioni, attività e iniziative volte alla difesa dell’agricoltura italiana, affinchè essa diventi parte integrante dell&#8217;identità culturale di un popolo. Nel documento, inoltre, si chiede che vengano ridotte le distanze alimentari e che i consumatori possano avere tutte le informazioni utili (processi di produzione e origine) sui prodotti acquistati,</p>
<p class="MsoNormal">La collaborazione tra la <strong>Regione Toscana</strong> e <strong>Slow Food</strong> è ormai una alleanza che dura negli anni e che punta alla <strong>produzione di qualità</strong> che tenga conto sia della bontà dei prodotti sia della difesa dell’ambiente.</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;(GC)</p>
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		<title>W il sughero, il senso della campagna di Slow wine</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 11:06:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>
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					<description><![CDATA[Dai tempi che furono il sughero è sempre stato accostato al vino, lo aiuta ad evolversi e a restare vivo, per questo la Guida Slow wine ha lanciato una campagna che vede importanti partners protagonisti, Gambero Rosso, Wwf e Slow food editore La guida Slow wine lancia la campagna di promozione del sughero, quale migliore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-760" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/03/images_igallery_resized_enogastronomia_sughero-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="sommario">Dai tempi che furono il sughero è sempre stato accostato al vino, lo aiuta ad evolversi e a restare vivo, per questo la Guida Slow wine ha lanciato una campagna che vede importanti partners protagonisti, Gambero Rosso, Wwf e Slow food editore</p>
<p>  <span id="more-761"></span>  </p>
<p>La guida Slow wine lancia la campagna di promozione del sughero, quale migliore materiale per i tappi per la conservazione del vino.Grazie alle sue caratteristiche intrinseche, il sughero ha un legame inscindibile con il vino che risale ai tempi antichi. Si tratta, infatti, di un materiale naturale che aiuta il vino a restare vivo e ad evolversi nel tempo preservandone correttamente gusto, charme e raffinatezza. Una sostanza unica che rappresenta anche un patrimonio fondamentale per l’ecologia del nostro pianeta, un habitat ideale per varie specie animali e uno strumento in piu’ per proteggere l’ecosistema.<br /> &#8220;Abbiamo scelto la campagna di promozione del sughero come partner &#8211; sottolinea Giancarlo Gariglio, curatore della Guida Slow Wine &#8211; in quanto ne condividiamo appieno la filosofia. Il sughero resta per noi la migliore soluzione naturale per conservare il vino; inoltre, sostenendo il consumo e la tutela delle foreste di sughero, contribuiamo alla salvaguardia di un ecosistema importante e dell’ambiente’. L’iniziativa e’ stata presentata a Roma nei giorni scorsi in vista del Vinitaly che si svolgera’ ad aprile, in cui la Campagna del Sughero sara’ ancora a fianco di Slow Food Editore con uno spazio per approfondire il tema del sughero e della sua tutela. La campagna, che prevede numerose attivita’ rivolte al consumatore e agli operatori del settore, e’ supportata da partner prestigiosi come Slow Food Editore, Gambero Rosso e Wwf. (fonte: adnkronos)</p>
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