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	<title>sisma &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Terremoto in Venezuela: la vicinanza di Ecoseven al popolo venezuelano e come aiutare chi ha perso tutto</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/terremoto-in-venezuela/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 16:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[di Redazione Ecoseven – 26/06/2026 Terremoto in Venezuela &#124; La Redazione di Ecoseven esprime il più profondo cordoglio e la più sincera vicinanza al popolo venezuelano, da un doppio, devastante terremoto. Due scosse di magnitudo 7.2 e 7.5, a soli 39 secondi di distanza l&#8217;una dall&#8217;altra, hanno raso al suolo interi quartieri tra Caracas e lo Stato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecosev</a><a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">en</a> – 26/06/2026</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-320299 size-full" title="Soccorritori tra le macerie dopo il terremoto in Venezuela del 24 giugno 2026, solidarietà al popolo venezuelano" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Terremoto-in-Venezuela-solidarieta-Ecoseven.webp" alt="Terremoto in Venezuela: la vicinanza di Ecoseven" width="1192" height="654" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Terremoto-in-Venezuela-solidarieta-Ecoseven.webp 1192w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Terremoto-in-Venezuela-solidarieta-Ecoseven-300x165.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Terremoto-in-Venezuela-solidarieta-Ecoseven-1024x562.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Terremoto-in-Venezuela-solidarieta-Ecoseven-768x421.webp 768w" sizes="(max-width: 1192px) 100vw, 1192px" /></p>
<p><strong>Terremoto in Venezuela | La Redazione di Ecoseven esprime il più profondo cordoglio e la più sincera vicinanza al popolo venezuelano, da un doppio, devastante terremoto. Due scosse di magnitudo 7.2 e 7.5, a soli 39 secondi di distanza l&#8217;una dall&#8217;altra, hanno raso al suolo interi quartieri tra <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Caracas" target="_blank" rel="noopener">Caracas</a> e lo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_Guaira#:~:text=La%20Guaira%20%C3%A8%20il%20principale,di%20cui%20%C3%A8%20il%20porto." target="_blank" rel="noopener">Stato di La Guaira</a>: secondo l&#8217;United States Geological Survey è il sisma più potente che il Paese abbia conosciuto negli ultimi 126 anni. Il bilancio, ancora provvisorio e purtroppo in continuo aggravamento, parla di centinaia di vittime, migliaia di feriti e decine di migliaia di dispersi. In un momento così doloroso, la solidarietà concreta e gli aiuti umanitari sono la cosa più importante: in fondo a questo articolo trovi i canali umanitari ufficiali per aiutare chi ha perso tutto.</strong></p>
<h2>Terremoto in Venezuela: cosa è successo?</h2>
<p>Nella serata del 24 giugno 2026 (la notte in Italia), il nord del Venezuela è stato colpito da una sequenza sismica di eccezionale violenza. La prima scossa, di magnitudo 7.2, ha avuto epicentro nell&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mor%C3%B3n_(Venezuela)" target="_blank" rel="noopener">area di Morón,</a> a circa 170-200 chilometri a ovest di Caracas; <strong>appena 39 secondi</strong> <strong>dopo</strong>, una seconda scossa ancora più forte, di magnitudo 7.5, ha colpito pochi chilometri più a sudovest, a una profondità ridotta. A queste sono seguite numerose repliche.</p>
<p>La combinazione di due terremoti così potenti e ravvicinati, con ipocentri superficiali, ha moltiplicato la capacità distruttiva. Lo Stato costiero di La Guaira, a nord della capitale, è l&#8217;area più devastata: vi sono crollati oltre cento edifici. Gravi danni anche a Caracas e negli Stati di Aragua, Carabobo, Falcón, Miranda e Yaracuy. L&#8217;aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía è stato chiuso per i danni gravissimi, complicando l&#8217;arrivo dei soccorsi; in molte zone sono saltate elettricità, acqua e comunicazioni, ed è stata sospesa l&#8217;erogazione del gas per prevenire esplosioni.</p>
<h2>Un bilancio drammatico e ancora provvisorio</h2>
<p>I numeri del terremoto in Venezuela vanno letti con cautela, perché cambiano di ora in ora mentre i soccorritori scavano tra le macerie. Le autorità venezuelane hanno riferito di un bilancio salito ad almeno 589 vittime accertate, con migliaia di feriti. La cifra più angosciante riguarda però i dispersi: una piattaforma online creata per iniziativa popolare, dedicata alla ricerca delle persone scomparse, raccoglie decine di migliaia di segnalazioni di familiari senza notizie.</p>
<p>Si stima che circa 70.000 famiglie siano rimaste senza casa. Dietro ogni numero ci sono persone, storie, comunità intere sconvolte. È bene ricordare che il Venezuela affrontava già da anni una grave crisi economica e umanitaria: secondo le Nazioni Unite, ancora prima del sisma quasi otto milioni di persone necessitavano di assistenza. Il terremoto si abbatte quindi su una popolazione già fragile, e questo rende l&#8217;emergenza ancora più severa.</p>
<h2>I più vulnerabili: i bambini</h2>
<p>In ogni catastrofe, sono i più piccoli a pagare il prezzo più alto. L&#8217;UNICEF stima che 3,9 milioni di bambini vivano nelle aree colpite dal terremoto. Per loro i rischi non si esauriscono con le scosse: ferite, separazione dalle famiglie, sfollamento, traumi psicologici e l&#8217;interruzione di servizi essenziali come l&#8217;assistenza sanitaria, l&#8217;acqua potabile e l&#8217;istruzione. Garantire protezione, cure e supporto psicologico ai bambini è una delle priorità della risposta umanitaria nelle prossime settimane.</p>
<h2>La mobilitazione internazionale e il ruolo dell&#8217;Italia</h2>
<p>Di fronte alla dimensione del terremoto in Venezuela, la comunità internazionale si è messa in moto rapidamente. Sotto il coordinamento dell&#8217;Ufficio <a href="https://unric.org/" target="_blank" rel="noopener">ONU</a> per gli affari umanitari (<a href="https://www.unocha.org/" target="_blank" rel="noopener">OCHA</a>) e della rete <a href="https://insarag.org/" target="_blank" rel="noopener">INSARAG</a>, decine di squadre di ricerca e soccorso provenienti da tutto il mondo stanno raggiungendo il Venezuela, con circa un migliaio di soccorritori complessivi da Paesi di ogni continente.</p>
<p>Anche l&#8217;Italia ha risposto. <a href="https://www.esteri.it/it/ministero/" target="_blank" rel="noopener">La Farnesina</a>, attraverso l<a href="https://ambcaracas.esteri.it/it/" target="_blank" rel="noopener">&#8216;ambasciata a Caracas</a>, sta verificando la situazione dei numerosi connazionali nel Paese (in Venezuela risiede una vasta comunità di origine italiana), mentre è previsto l&#8217;invio di un team di specialisti della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco esperti nel soccorso urbano. La Federazione Internazionale di <a href="https://cri.it/" target="_blank" rel="noopener">Croce Rossa</a> e <a href="https://www.ifrc.org/" target="_blank" rel="noopener">Mezzaluna Rossa</a> (IFRC) ha lanciato un appello di emergenza per sostenere la Croce Rossa venezuelana nell&#8217;assistenza a centinaia di migliaia di persone.</p>
<h2>Come possiamo aiutare aiutare concretamente</h2>
<p>La vicinanza, per essere autentica, può tradursi in gesti concreti. Per chi desidera contribuire, è fondamentale rivolgersi solo a canali ufficiali e verificati, evitando raccolte fondi improvvisate o non tracciabili che spesso proliferano in queste circostanze. Ecco le organizzazioni accreditate che stanno operando per l&#8217;emergenza in Venezuela:</p>
<ol>
<li><strong>Croce Rossa Italiana</strong>: <a href="https://cri.it/2026/06/25/terremoto-venezuela-al-via-la-raccolta-fondi-della-croce-rossa/" target="_blank" rel="noopener">ha attivato una raccolta fondi</a> dedicata all&#8217;emergenza Venezuela, a sostegno del lavoro della Croce Rossa venezuelana già impegnata in ricerca, soccorso e supporto medico e psicologico.</li>
<li><strong><a href="https://www.ifrc.org/" target="_blank" rel="noopener">IFRC</a> (Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa)</strong>: coordina l&#8217;appello internazionale per garantire alloggi temporanei, assistenza sanitaria, acqua e supporto psicosociale.</li>
<li><a href="https://www.unicef.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>UNICEF</strong></a>: concentra gli aiuti sui bambini e sulle famiglie, con cure mediche, acqua potabile, spazi sicuri e sostegno psicologico.</li>
<li><a href="https://www.caritas.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Caritas</strong></a>: la rete Caritas venezuelana ha aperto centri di raccolta per distribuire acqua, alimenti non deperibili e medicinali essenziali.</li>
<li><strong>Verifica sempre l&#8217;ente</strong>: prima di donare, controlla che l&#8217;organizzazione sia riconosciuta e che il canale di pagamento sia quello ufficiale del sito dell&#8217;ente.</li>
<li><strong>Diffida delle catene sui social</strong>: link a raccolte personali non verificate e messaggi che chiedono pagamenti immediati sono spesso fonte di truffe.</li>
<li><strong>L&#8217;informazione è già un aiuto</strong>: condividere notizie verificate e canali ufficiali contribuisce a indirizzare bene la generosità di tutti.</li>
</ol>
<h2>Una riflessione sul terremoto in Venezuela: la prevenzione salva vite</h2>
<p>Senza nulla togliere al momento del cordoglio, questa tragedia ricorda a tutti una verità che riguarda anche il nostro Paese: <a href="https://www.ecoseven.net/categoria/ambiente/news-ambiente/" target="_blank" rel="noopener">nessuna nazione è immune dal rischio sismico</a>, e la preparazione fa la differenza tra la vita e la morte. La qualità delle costruzioni, il rispetto delle norme antisismiche, i piani di emergenza e l&#8217;educazione al rischio sono gli strumenti che, nel tempo, riducono il numero delle vittime. È un insegnamento che vale per il Venezuela come per l&#8217;Italia, anch&#8217;essa terra ad alta sismicità. Ricordarlo non è una lezione, ma un modo per onorare chi non c&#8217;è più, impegnandoci a costruire comunità più sicure.</p>
<h2>In breve sul Terremoto in Venezuela</h2>
<p>Il 24 giugno 2026 un doppio terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5 ha colpito il nord del Venezuela, il più forte degli ultimi 126 anni, devastando Caracas e soprattutto lo Stato di La Guaira. Il bilancio, provvisorio e in aggiornamento, conta centinaia di vittime, migliaia di feriti, decine di migliaia di dispersi e circa 70.000 famiglie senza casa, in un Paese già provato da una lunga crisi umanitaria. La Redazione di Ecoseven si stringe con commozione attorno al popolo venezuelano. A chi vuole trasformare la vicinanza in aiuto concreto, ricordiamo di rivolgersi solo ai canali ufficiali — Croce Rossa Italiana, IFRC, UNICEF, Caritas — diffidando delle raccolte non verificate. E, mentre piangiamo le vittime, raccogliamo anche il loro insegnamento più prezioso: la prevenzione e la sicurezza delle costruzioni salvano vite.</p>
<hr />
<p><em>Attenzione: Questo articolo sul Terremoto in Venezuela è prima di tutto un attestato di solidarietà verso il popolo venezuelano colpito duramente da ben due fenomeni sismici gravi. L&#8217;articolo mira anche a diffondere e condividere i contatti con tutti gli enti ufficiali chiamati ad intervenire nella tragedia. Le informazioni sono aggiornate al 26 giugno 2026, e relative a un evento in corso: i dati su vittime, feriti e dispersi sono provvisori e soggetti a continui aggiornamenti da parte delle autorità. Fonti: <a href="https://www.usgs.gov/" target="_blank" rel="noopener">United States Geological Survey (USGS)</a> per i dati sismici; dichiarazioni delle autorità venezuelane e dell&#8217;Unità di Crisi della Farnesina; Nazioni Unite (OCHA, UNICEF); Croce Rossa Italiana e Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC). Per donazioni, fare riferimento esclusivamente ai siti ufficiali degli enti citati.</em></p>
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		<title>Il rilancio delle zone colpite dal sisma passa da turismo ambientale</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/news-viaggiare/il-rilancio-delle-zone-colpite-dal-sisma-passa-da-turismo-ambientale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2017 10:38:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Aigae]]></category>
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					<description><![CDATA[Accordo tra Legambiente e Aigae. Il turismo escursionistico acquisisce sempre più importanza anche a fini occupazionali Il rilancio delle zone colpite dal sisma passa anche dal turismo ambientale. Accordo tra Aigae e Legambiente Il turismo sostenibile può essere uno strumento importante per rilanciare i territori del centro Italia colpiti dal sisma.Lo conferma un accordo firmato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-33208" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/01/images_escursionismo_Umbria.jpg" alt="" width="590" height="324" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_escursionismo_Umbria.jpg 590w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_escursionismo_Umbria-300x165.jpg 300w" sizes="(max-width: 590px) 100vw, 590px" /></p>
<p>Accordo tra Legambiente e Aigae. Il turismo escursionistico acquisisce sempre più importanza anche a fini occupazionali</p>
<p>  <span id="more-33209"></span>  </p>
<p>Il rilancio delle zone colpite dal sisma passa anche dal turismo ambientale. Accordo tra Aigae e Legambiente</p>
<p>Il turismo sostenibile può essere uno strumento importante per rilanciare i territori del centro Italia colpiti dal sisma.<br />Lo conferma un accordo firmato da <a href="https://www.legambiente.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Legambiente</a> e <a href="http://www.aigae.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Aigae</a> (Associazione italiana guide ambientali italiane escursionistiche) che pone le basi per un lavoro congiunto.</p>
<p>“In questi giorni il nostro pensiero va ai dispersi, ai familiari, a chi ha perso la casa e tutto il resto. Il nostro cuore è con loro – ha dichiarato il presidente dell’Aige Spinetti – ma è doveroso pensare anche al rilancio del turismo in tutte le aree colpite, appena possibile, per poter risollevare l’economia delle zone&#8221;.</p>
<p>In Italia, &#8220;soprattutto in scenari di elevata qualità ambientale quali le aree protette &#8211; continua Spinetti &#8211; il turismo escursionistico acquisisce sempre più importanza anche a fini occupazionali e di pianificazione di processi di sviluppo locale; grazie alla diffusione di nuove professionalità, può costituire un volano per favorire nuova occupazione anche in territori spesso definiti marginali”.</p>
<p>L&#8217;accordo “favorirà lo sviluppo di progetti didattici di educazione ambientale – aggiunge Spinetti – e di formazione professionale ma anche di promozione turistica dei territori italiani e non solo di quelli colpiti dal sisma, potendo contare anche sulla fattiva collaborazione con Enti locali e nazionali. Siamo profondamente soddisfatti di tale accordo e continueremo a lavorare costantemente sul territorio grazie anche alle tante e riconosciute professionalità interne ad Aigae, quali geologi, biologi, archeologi, naturalisti ed esperti di geo-turismo e turismo ambientale ed escursionistico”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Potrebbero arrivare nuove forti scosse. Ecco i luoghi più a rischio</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/potrebbero-arrivare-nuove-forti-scosse-ecco-i-luoghi-piu-a-rischio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2017 09:55:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Italia]]></category>
		<category><![CDATA[geologia]]></category>
		<category><![CDATA[sisma]]></category>
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					<description><![CDATA[Il pericolo non è finito. Lungo la faglia potrebbero esserci altre forti scosse Purtroppo non possiamo negarlo: il pericolo di nuove forti scosse è reale e le aree già colpite dal sisma potrebbero risentirne. Dobbiamo attenderci altri terremoti, anche con magnitudo 7. La Commissione grandi rischi ha identificato tre aree che non hanno registrato terremoti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-33181" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/01/images_Terremoto.jpg" alt="" width="840" height="525" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_Terremoto.jpg 840w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_Terremoto-300x188.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_Terremoto-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></p>
<p>Il pericolo non è finito. Lungo la faglia potrebbero esserci altre forti scosse</p>
<p>  <span id="more-33205"></span>  </p>
<p>Purtroppo non possiamo negarlo: il pericolo di nuove forti scosse è reale e le aree già colpite dal sisma potrebbero risentirne. Dobbiamo attenderci altri terremoti, anche con magnitudo 7.</p>
<p>La <a href="http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/commissione_grandi_rischi.wp" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Commissione grandi rischi</a> ha identificato tre aree che non hanno registrato terremoti recenti di grandi dimensioni ma hanno il potenziale di produrne.</p>
<p>Questi segmenti sono localizzati sul proseguimento verso Nord e verso Sud della faglia del Monte Vettore-Gorzano, e sul sistema di faglie che collega le aree già colpite dagli eventi di L&#8217;Aquila del 2009 e di Colfiorito del 1997 &#8211; rappresentano &#8220;aree sorgente di possibili futuri terremoti&#8221;.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=4783" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come si forma un terremoto?</a></p>
<p>Ecco una sintesi del verbale, rilanciata dall’Adnkronos:</p>
<p>&#8220;La sequenza sismica che ha colpito l’Appennino Centrale su una lunghezza complessiva di oltre 70 km, ha avuto sino ad ora quattro momenti principali di rilascio sismico: il 24 agosto, con l’evento di M6 di Amatrice; il 26 ottobre, con due eventi principali di M5.4 e M5.9 che hanno esteso la sismicità verso nord; il 30 ottobre, con l’evento di M6.5 che ha ribattuto la zona a cavallo degli eventi precedenti; il 18 gennaio, con 4 eventi di magnitudo M5.0-5.5, su una lunghezza di circa 10 km nella parte meridionale della sequenza, nell’area di Montereale, che si ricongiungono alla sismicità aquilana del 2009.</p>
<p>Si tratta di una singola sequenza sismica. L&#8217;area era già stata colpita da sequenze simili e da grandi terremoti in passato, in particolare dall’evento del 1639, e non era stata interessata dagli eventi recenti di Colfiorito (1997) e dell&#8217;Aquila (2009). Questa sequenza può essere considerata come tipica dell’attività sismica appenninica, e come tale aspettata sulla base della storia sismica e del contesto sismo-tettonico regionale.</p>
<p>Un aspetto della sismicità di questa regione è la possibilità che le sequenze possano avere una ripresa e propagarsi alle aree limitrofe, come già avvenuto ad esempio per la sequenza del 1703 (con una durata di oltre un anno e due eventi di magnitudo tra 6.5 e 7 a distanza di un mese), del 1639 (almeno due eventi comparabili a distanza di una settimana), di Colfiorito (1997, M6.0, con una sequenza di sei eventi di magnitudo oltre 5.2 su una durata di sei mesi) e ora nella zona di Amatrice, con tre eventi di Mw5.9-6.5negli ultimi cinque mesi.</p>
<p>La Commissione conferma l’impianto interpretativo già formulato a seguito degli eventi del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre. Ad oggi non ci sono evidenze che la sequenza sismica sia in esaurimento. La Commissione identifica tre aree contigue alla faglia principale responsabile della sismicità in corso, che non hanno registrato terremoti recenti di grandi dimensioni e hanno il potenziale di produrre terremoti di elevata magnitudo (M6-7). Questi segmenti – localizzati rispettivamente sul proseguimento verso Nord e verso Sud della faglia del Monte Vettore-Gorzano e sul sistema di faglie che collega le aree già colpite dagli eventi di L’Aquila del 2009 e di Colfiorito del 1997 – rappresentano aree sorgente di possibili futuri terremoti.</p>
<p>I recenti eventi hanno prodotto importanti episodi di fagliazionesuperficiale che ripropongono il problema della sicurezza delle infrastrutture critiche quali le grandi dighe.</p>
<p>La Commissione esprime la sua vicinanza alla popolazione colpita dalla sequenza e si complimenta con il DPC per l’efficacia con cui sta affrontando l’emergenza&#8221;.</p>
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		<title>Roma è a rischio sismico? Il parere del geologo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/roma-e-a-rischio-sismico-il-parere-del-geologo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2017 11:20:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[rischio sismico]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[sisma]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[Quanto è a rischio terremoti la capitale? Le aree colpite con maggiore intensità dal sisma non sono distanti da Roma, la città italiana più popolosa. Ovviamente molti abitanti della capitale si sono chiesti se ci sia il rischio di forti scosse anche nella città eterna.&#160; &#8220;Roma, come tutto il territorio italiano, è esposta a rischio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33193" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/01/images_Roma_a_rischio_sismico.jpg" alt="" width="580" height="374" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_Roma_a_rischio_sismico.jpg 580w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_Roma_a_rischio_sismico-300x193.jpg 300w" sizes="(max-width: 580px) 100vw, 580px" /></p>
<p>Quanto è a rischio terremoti la capitale?</p>
<p>  <span id="more-33194"></span>  </p>
<p>Le aree colpite con maggiore intensità dal sisma non sono distanti da Roma, la città italiana più popolosa. Ovviamente molti abitanti della capitale si sono chiesti se ci sia il rischio di forti scosse anche nella città eterna.&nbsp;</p>
<p>&#8220;Roma, come tutto il territorio italiano, è esposta a rischio sismico, ma ha un grado di rischio più basso, e quindi una possibile magnitudo più bassa&#8221;. Lo ha spiegato all&#8217;AdnKronos il geologo Gian Vito Graziano, ex presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi.</p>
<p>&#8220;La sismicità di un&#8217;area va intesa con due parametri fondamentali &#8211; spiega il geologo &#8211; la magnitudo attesa (cioè cosa possiamo aspettarci in una certa zona d&#8217;Italia in termini di sisma, la magnitudo che può raggiungere) che si calcola attraverso le serie storiche, e la frequenza con la quale questi terremoti così severi si verificano. Unendo questi dati, in qualche modo si può avere una proiezione di quello che ci si può aspettare in quel dato territorio&#8221;.</p>
<p>Come spiega il geologo, Roma non è vicina a zone sismogenetiche, cioè in grado di originare terremoti; bisogna spostarsi sulla zona dei colli o dei laghi per avere delle strutture tettoniche più attive.</p>
<p>&#8220;Nella storia della Capitale si sono verificate scosse che hanno causato danni &#8211; sottolinea l&#8217;ex presidente del Cng &#8211; e sono sempre state legate ai sismi avvenuti nella zona in cui sono accaduti quelli di ieri, e le cui ripercussioni si sono avvertite anche a Roma Nord. Non è la sismicità di Roma, ma la sismicità dell&#8217;Appennino che si ripercuote su Roma&#8221;.</p>
<p>Ma perché nella Capitale, il terremoto si è avvertito in modo così intenso? &#8220;Lo sciame di ieri si è verificato in una zona più a sud rispetto ad Amatrice &#8211; conclude Graziano &#8211; quindi l&#8217;intensità è stata severa, essendosi originato a una distanza non particolarmente elevata da Roma. Per questo nella Capitale le scosse sono state avvertite in modo così intenso&#8221;.</p>
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		<title>Solo il 13% delle scuole è costruito con criteri antisismici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Nov 2016 12:03:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[rischio sismico]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[sisma]]></category>
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					<description><![CDATA[Il sistema italiano lentamente migliora ma il numero di scuole antisismiche è ancora troppo basso Rispetto allo scorso anno il numero delle scuole antisismiche è cresciuto di 4 punti, ma ci tratta ancora di una percentuale minima del totale degli edifici: siamo a quota 12,8%. E solo una scuola su due ha certificati di collaudo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32676" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/11/images_3593fafc-d67e-47c9-adc3-8e78de6e1614_large.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_3593fafc-d67e-47c9-adc3-8e78de6e1614_large.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_3593fafc-d67e-47c9-adc3-8e78de6e1614_large-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_3593fafc-d67e-47c9-adc3-8e78de6e1614_large-1024x576.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_3593fafc-d67e-47c9-adc3-8e78de6e1614_large-768x432.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_3593fafc-d67e-47c9-adc3-8e78de6e1614_large-1200x675.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il sistema italiano lentamente migliora ma il numero di scuole antisismiche è ancora troppo basso</p>
<p>  <span id="more-32677"></span>  </p>
<p>Rispetto allo scorso anno il numero delle scuole antisismiche è cresciuto di 4 punti, ma ci tratta ancora di una percentuale minima del totale degli edifici: siamo a quota 12,8%.</p>
<p>E solo una scuola su due ha certificati di collaudo e idoneità statica, ma purtoppo<a href="https://www.ecoseven.net//?p=22126" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> una scuola italiana su due sitrova in zone a rischo sismico</a>.</p>
<p>Sono i dati del XVII Rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente, l&#8217;indagine annuale sulla qualità dell&#8217;edilizia scolastica e dei servizi della scuola dell&#8217;infanzia, primaria e secondaria di primo grado (realizzata su un campione di quasi 6mila scuole dei capoluoghi di Provincia).</p>
<p>&#8220;In questi ultimi anni sul fronte dell&#8217;edilizia scolastica si è aperta una nuova fase, che ha visto la nascita di una Struttura di Missione presso la Presidenza del Consiglio e l&#8217;arrivo di risorse ad hoc. Ma la strada è ancora in salita &#8211; sottolinea Legambiente &#8211; se da una parte sono 7,4 i miliardi stanziati e 27.721 gli interventi avviati, le riqualificazioni procedono troppo a rilento, soprattutto quelle relative all&#8217;adeguamento sismico e all&#8217;efficientamento energetico&#8221;.</p>
<p>Vediamo i numeri diffusi dall’associazione ambientalista: su 43.072 scuole in Italia solo il 9,2% degli interventi ha inciso su questi temi negli ultimi dieci anni. In particolare, sono 382 gli interventi di adeguamento sismico, 1960 quelli di efficientamento energetico, 423 quelli per l&#8217;installazione di rinnovabili realizzati, e infine, 1216 i Mutui Bei che tra gli interventi ammissibili prevedono anche l&#8217;adeguamento alle norme antisismiche e l&#8217;efficientamento energetico.</p>
<p>&#8220;Nonostante i finanziamenti, gli edifici scolastici italiani rischiano di rimanere insicuri e di continuare a spendere ogni anno 1,3 miliardi di euro per l&#8217;energia. Per molti Comuni, infatti, i bandi rimangono inaccessibili e i progetti più urgenti di messa in sicurezza e riqualificazione energetica non partono&#8221;, spiega Legambiente.</p>
<p>Il 65,1% delle scuole italiane è stato costruito prima dell&#8217;entrata in vigore della normativa antisismica del 1974 e il 90,4% prima della legge in materia di efficienza energetica (1991). Il 40% delle scuole si trova in aree a rischio sismico e il 3% in aree a rischio idrogeologico. Sul fronte della sicurezza antisimica, anche se cresce la percentuale media degli edifici che hanno effettuato verifiche di vulnerabilità sismica, che passa da circa il 25% dello scorso anno al 31%, rimane troppo bassa la media nazionale di quelli costruiti secondo criteri antisismici, meno del 13%.</p>
<p>Anche in questo settore emergono delle preoccupanti differenze tra il nord e il sud della penisola: capoluoghi di provincia del Sud dichiarano di avere 3 scuole su 4 in aree a rischio sismico e una necessità di interventi di manutenzione urgenti che è del 58,4%, quasi 20 punti percentuali in più della media nazionale. Il Nord, invece, mantiene una discreta capacità di investimenti, ad esempio nella manutenzione straordinaria, con 62.807 euro ad edificio, cifre in media cinque volte maggiore delle altre aree del Paese.</p>
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		<title>Gli psicoterapeuti ci spiegano come affrontare il panico da terremoto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 10:31:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo]]></category>
		<category><![CDATA[sisma]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[Le conseguenze psicologiche del sisma vanno affrontate. Ecco i consigli degli esperti &#8220;Dopo le ulteriori scosse di terremoto, come quella di ieri, che hanno provocato il panico in gran parte della popolazione, in allarme già dal 24 agosto, non bisogna sottovalutare le conseguenze della paura che inevitabilmente ha contagiato molte persone&#8221;. Lo spiega all’Adnkronos la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32635" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/11/images_terremoto-centroitalia1009-620x372.jpg" alt="" width="620" height="372" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_terremoto-centroitalia1009-620x372.jpg 620w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_terremoto-centroitalia1009-620x372-300x180.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p>Le conseguenze psicologiche del sisma vanno affrontate. Ecco i consigli degli esperti</p>
<p>  <span id="more-32636"></span>  </p>
<p>&#8220;Dopo le ulteriori scosse di terremoto, come quella di ieri, che hanno provocato il panico in gran parte della popolazione, in allarme già dal 24 agosto, non bisogna sottovalutare le conseguenze della paura che inevitabilmente ha contagiato molte persone&#8221;. Lo spiega all’Adnkronos la psicoterapeuta Paola Vinciguerra, presidente dell&#8217;Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) e supervisore Emdr.</p>
<p>Le persone più esposte sarebbero quelle nella fascia d’età 40-45 dato che &#8220;hanno il peso delle responsabilità familiari, quindi casa, figli, genitori anziani. Tuttavia chiunque può sviluppare crisi d’ansia che possono degenerare&#8221;.</p>
<p>&#8220;Se avete avuto un attacco di panico, se vi siete sentiti bloccati con la sensazione di morire, anche con sudore freddo e palpitazioni dopo aver sentito la casa ballare violentemente sotto i vostri piedi e, nei casi peggiori, dopo aver visto abitazioni crollare, avete vissuto un&#8217;esperienza traumatica molto forte che lascia strascichi e che va affrontata &#8211; avverte Vinciguerra &#8211; altrimenti il trauma può strutturare uno stato ansioso permanente&#8221;.</p>
<p>Secondo l’esperta, la cosa più importante è evitare l’isolamento: “È bene scambiare ciò che si è vissuto, è necessario non disperdere energie nell&#8217;idea di affrontare da soli e dimenticare, le nostre risorse debbono essere risparmiate e protette per affrontare le mille difficoltà che la vita ci riserba&#8221;.</p>
<p>Secondo la psicoterapeuta, &#8220;la cosa migliore sarebbe riuscire ad intervenire prima che il trauma venga interiorizzato. Ci sono varie tecniche, ma già da subito ognuno può mettere in atto la strategia dell&#8217;agire: cercare di riprendere la routine facendo cose anche banali, purché siano consuete può essere utile ad affrontare la situazione e combattere il senso di impotenza che questa situazione inevitabilmente ci porta a provare&#8221;.</p>
<p>Ma cosa fare? &#8220;Agire, agire e agire&#8221;, ripete Vinciguerra. &#8220;Le condotte di evitamento non fanno che rafforzare il nostro senso d&#8217;insicurezza e inadeguatezza &#8211; spiega la psicoterapeuta &#8211; quando siamo in ansia tendiamo a creare una catena di pensieri allarmanti che dobbiamo cercare di spezzare&#8221;.</p>
<p>Per affrontare queste situazioni difficili, la psicoterapeuta fornisce 4 consigli:</p>
<p>1) Bisogna imparare a respirare in maniera diaframmatica e profonda in modo da riuscire ad abbassare i livelli di adrenalina che il nostro cervello produce automaticamente in caso percepisca un pericolo.</p>
<p>2) Meglio evitare di esporci costantemente alle immagini che ci vengono proposte dalla televisione. Non ridurrà l’ansia, anzi ci farà ottenere l’effetto opposto.</p>
<p>3) Difficoltà a dormire? Meglio concentrarsi su un episodio bello della nostra vita e contare all’indietro da 100 a 0. Dobbiamo assolutamente cercare di fermare il pensiero allarmante che ci farà sentire sempre più minacciati.</p>
<p>4) Dobbiamo trasmettere tranquillità ai figli con l&#8217;esempio, mantenendo la calma e cercando di portare anche loro a riprendere le attività normali. Inutile però nascondere le informazioni, perché ne verrebbero comunque a conoscenza. Bisogna spiegare ai più piccoli che la televisione riporta casi eccezionali e quello che hanno visto non fa parte della normalità. Per i più piccoli si può ricorrere anche alle favole, inventate racconti che contemplino la terra che trema e un lieto fine, cercando però sempre di trasmettere calma e gioco.</p>
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		<title>Perché i terremoti avvengono di notte?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2016 11:44:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Amatrice]]></category>
		<category><![CDATA[geologia]]></category>
		<category><![CDATA[l’aquila]]></category>
		<category><![CDATA[sisma]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[Molti terremoti nella nostra storia sono avvenuti di notte, ma è un puro caso Gli ultimi terremoti che hanno colpito il nostro paese, questo nel centro Italia, quello dell’Aquila e quello in Emilia Romagna sono avvenuti sempre di notte, attorno alle quattro. Una domanda sorge spontanea: c’è un perché? Semplicemente no, è una pura e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32205" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/08/images_Terremoto_Amatrice.jpg" alt="" width="1024" height="617" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Terremoto_Amatrice.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Terremoto_Amatrice-300x181.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Terremoto_Amatrice-768x463.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Molti terremoti nella nostra storia sono avvenuti di notte, ma è un puro caso</p>
<p>  <span id="more-32206"></span>  </p>
<p>Gli ultimi terremoti che hanno colpito il nostro paese, questo nel centro Italia, quello dell’Aquila e quello in Emilia Romagna sono avvenuti sempre di notte, attorno alle quattro. Una domanda sorge spontanea: c’è un perché?</p>
<p>Semplicemente no, è una pura e tragica casualità.</p>
<p>Il giorno e la notte non hanno alcuna influenza sui terremoti, fenomeni che si sviluppano a chilometri di profondità sotto la crosta terrestre. Non esiste nessun “orologio geologico”, si tratta di una pura e semplice casualità.</p>
<p>Fatalità molti terremoti nel nostro paese si sono verificati di sera o di notte. Ricordiamo queste tragiche date:</p>
<ol>
<li>Irpinia e Basilicata (23.11.1980): ore 19.34</li>
<li>Friuli Venezia Giulia (06.05.1976): ore 21.00</li>
<li>Messina (28.12.1908): ore 4.20</li>
<li>Calabria (tra Cosenza e Nicotera, 08.09.1905): ore 1.43</li>
</ol>
<p>Il Terremoto preoccupa un po’ tutti. Soprattutto perché non può essere previsto.<a href="https://www.ecoseven.net//?p=4783" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Ma cos’è? E come si forma? Prova a spiegarvelo Ecoseven.net in una scheda</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Terremoto: viaggi in treno gratuiti per sfollati, residenti e Protezione civile</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/terremoto-viaggi-in-treno-gratuiti-per-sfollati-residenti-e-protezione-civile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2016 11:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Amatrice]]></category>
		<category><![CDATA[sisma]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[treni]]></category>
		<category><![CDATA[treno]]></category>
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					<description><![CDATA[Le ferrovie in aiuto delle vittime e dei soccorritori con treni gratuiti Le Ferrovie dello Stato hanno comunicato in una nota che fino al trenta settembre i cittadini sfollati, i residenti dei comuni colpiti dal sisma e gli operatori della Protezione Civile possono usufruire di un viaggio gratuito di andata e ritorno sui treni regionali [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32201" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/08/images_Treno_per_terremotati.jpg" alt="" width="999" height="609" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Treno_per_terremotati.jpg 999w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Treno_per_terremotati-300x183.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Treno_per_terremotati-768x468.jpg 768w" sizes="(max-width: 999px) 100vw, 999px" /></p>
<p>Le ferrovie in aiuto delle vittime e dei soccorritori con treni gratuiti</p>
<p>  <span id="more-32202"></span>  </p>
<p>Le Ferrovie dello Stato hanno comunicato in una nota che fino al trenta settembre i cittadini sfollati, i residenti dei comuni colpiti dal sisma e gli operatori della Protezione Civile possono usufruire di un viaggio gratuito di andata e ritorno sui treni regionali e della lunga e media percorrenza per qualsiasi destinazione in Italia.</p>
<p>L’azienda del trasporto su rotaia spiega che &#8220;per ottenere il biglietto gli aventi diritto dovranno presentare un&#8217;apposita credenziale che dovrà essere rilasciata dalle Autorità locali di Protezione Civile presenti su tutto il territorio nazionale&#8221;.</p>
<p>Il gruppo Fs, che è anche membro del comitato operativo della Protezione civile ha fornito fin da subito kit di primo soccorso contenenti generi alimentari e di conforto per le <a href="https://www.ecoseven.net//?p=32200" target="_parent" rel="noopener noreferrer">popolazioni vittime del sisma</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Il 70% degli edifici italiani crollerebbe con un terremoto</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/il-70-degli-edifici-italiani-crollerebbe-con-un-terremoto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2016 12:12:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Antisismico]]></category>
		<category><![CDATA[edifici]]></category>
		<category><![CDATA[enea]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[sisma]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo l&#8217;Enea gran parte delle nostre case sono vecchie e costruite senza criteri antisismici Gli edifici italiani non sono pronti a reggere l’impatto di un sisma, nonostante molte zone del paese siano a rischio terremoti. E non si parla solo di abitazioni private: anche scuole, ospedali e molti altri edifici strategici. A lanciare l’allarme è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30478" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/01/images_igallery_resized_ambientetest_Terremoto_Italia_-17518-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Secondo l&#8217;Enea gran parte delle nostre case sono vecchie e costruite senza criteri antisismici</p>
<p>  <span id="more-30479"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Gli edifici italiani non sono pronti a reggere l’impatto di un sisma, nonostante molte zone del paese siano a rischio terremoti. E non si parla solo di abitazioni private: anche scuole, ospedali e molti altri edifici strategici.</span></p>
<p>A lanciare l’allarme è lo speciale ì &#8216;100 anni di Ingegneria Sismica&#8217;, pubblicato sulla Rivista &#8216;Energia, Ambiente e Innovazione&#8217; dell’<a href="/www.enea.it/it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ENEA </a>(Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) nel centenario del terremoto di Avezzano che provocò 30mila vittime e la distruzione di una ventina di centri abitati.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">&#8216;La maggior parte delle nostre costruzioni ha più di 50 anni ed è stata realizzata in fretta, senza adeguati controlli, facilitando l’uso di sistemi e materiali scadenti”, spiega Paolo Clemente, dirigente di ricerca ENEA che ha curato lo Speciale. “Inoltre, interventi architettonici e/o strutturali impropri, hanno spesso accelerato gli effetti legati alla vetustà ed al degrado, acuiti da una manutenzione carente, se non del tutto assente&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Ma a fronte di una situazione preoccupante per la maggior parte degli edifici, l’Italia vanta delle punte di eccellenza a livello mondiale: ‘L’Italia è tra i paesi leader a livello mondiale per numero di strutture protette da sistemi antisismici &#8211; quinta in classifica dopo paesi molto più popolosi come Giappone, Cina, Russia, Stati Uniti &#8211; e prima in Europa per l’applicazione dell’isolamento e della dissipazione di energia a edifici, ponti e  viadotti. Nel mondo, inoltre, siamo primi in assoluto per dispositivi ‘antiterremoto’ a tutela del patrimonio culturale&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Secondo Enea, per proteggere gli edifici dai terremoti bisogna seguire queste due strade:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">rendere la struttura sufficientemente robusta, affinché possa resistere al massimo terremoto atteso nella zona in cui sorge;</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">applicare dispositivi di isolamento sismico che riducono drasticamente le azioni sismiche trasmesse dal terreno alla struttura;</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Nel mondo si contano 23mila strutture dotate di sistemi antisismici; il Giappone guida la classifica con 6.600.</span></p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=4783" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Il Terremoto preoccupa un po’ tutti. Soprattutto perché non può essere previsto. Ma cos’è? E come si forma? Proviamo a spiegarlo qui. </span></a></p>
<p> </p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/gowykaqEUcc" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p> </p>
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		<title>Sciame sismico interessa l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2015 14:25:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[sciame sismico]]></category>
		<category><![CDATA[scosse]]></category>
		<category><![CDATA[sisma]]></category>
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					<description><![CDATA[Si sono veriicate più di 20 scosse di terremoto al largo delle scosse abruzzesi   Preoccupa un pochino lo sciame sismico che da giorni sta interessando il Mare Adriatico. Una serie di scosse di terremoto (più di 20) si sono verificate al largo delle coste abruzzesi. Il primo terremoto, di magnitudo 3.9 Richter, si è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-29953" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/12/images_igallery_resized_ambientetest_terremoto-17251-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Si sono veriicate più di 20 scosse di terremoto al largo delle scosse abruzzesi</p>
<p>  <span id="more-29954"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Preoccupa un pochino lo sciame sismico che da giorni sta interessando il Mare Adriatico. Una serie di scosse di terremoto (<span><span>più di 20</span></span>) si sono verificate <span><span>al largo delle coste abruzzesi.</span></span></p>
<p><span> <span>Il primo terremoto, di magnitudo 3.9 Richter, si è verificato alle 4.21 del mattino del 6 dicembre ed è stato subito seguito da un altro di magnitudo 4.2 Richter. Alle  17.24 si è verificata la scossa più forte, di magnitudo 4.3 Richter.</span></span></p>
<p> </p>
<p><span><span>L’ipocentro era compreso fra 5 e 35 chilometri di profondità.</span></span></p>
<p><span><span>gc </span></span></p>
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