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	<title>Siria &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>L&#8217;avanzata dell&#8217;ISIS mette a rischio la biodiversità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2015 12:33:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[estinzione]]></category>
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					<description><![CDATA[La guerra in Siria e in Iraq sta distruggendo tutto: persone, città, opere d&#8217;arte e mette anche in pericolo di estinzione alcune specie Un uccello raro potrebbe estinguersi a causa della presa di Palmira da parte dei miliziani dello stato islamico. I combattenti hanno infatti issato la bandiera nera su questa storica città della Siria, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-26290" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/05/images_igallery_resized_ambientetest_ibis_eremita-15383-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>La guerra in Siria e in Iraq sta distruggendo tutto: persone, città, opere d&#8217;arte e mette anche in pericolo di estinzione alcune specie</p>
<p>  <span id="more-26291"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Un uccello raro potrebbe estinguersi a causa della presa di Palmira da parte dei miliziani dello stato islamico. I combattenti hanno infatti issato la bandiera nera su questa storica città della Siria, un punto di snodo strategico a 200 km dalla capitale Damasco.</span></p>
<p>Una piccola colonia di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Geronticus_eremita" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ibis eremita </a>era stata trovata vicino alla città siriana nel 2002, al tempo si temeva che la specie fosse estinta nel medio oriente.</p>
<p>Tre uccelli tenuti in cattività sono stati liberati la settimana scorsa quando le autorità siriane hanno abbandonato la città: questo è un grave pericolo per la sopravvivenza della specie e, secondo la &#8220;<a href="http://www.spnl.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Society for the Protection of nature</a> del Libano, ritrovare la femmina è cruciale. Per questo è stata promessa una ricompensa di 1000 dollari per chi fornisse informazioni utili al ritrovamento dei volatili. La femmina è l&#8217;unica che conosce la rotta per la migrazione verso l&#8217;Etiopia e senza di lei gli altri uccelli in cattività sarebbero perduti.</p>
<p>Purtroppo gli unici esemplari della regione si trovano (o trovavano) a Palmira e la guerra mette a rischi la loro sopravvivenza. La Siria era uno dei pochi luoghi dove ancora si trovava l&#8217;Ibis; in questa situazione l&#8217;estinzione della specie si avvicina sempre di più.</p>
<p>Anche il nostro continente sotto questo punto di vista non se la passa benissimo: i<span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">n soli 30 anni l’Europa ha perso 421 milioni di uccelli. <a href="https://www.ecoseven.net//?p=21874" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecco le specie a rischio.</a></span></p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Un intero Paese al buio. E non per risparmiare energia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2015 16:25:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[luci]]></category>
		<category><![CDATA[luci Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[  A quattro anni dall&#8217;inizio del conflitto in Siria, l&#8217;83% delle luci del Paese si è spento Ci sono momenti in cui vorresti sprecare, anche energia. E questo è uno di quelli, vorremmo, infatti che tutte le luci della Siria fossero accese. Sì, perchè, l&#8217;83% delle luci in Siria si è spento dall&#8217;inizio del conflitto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-24625" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_igallery_resized_ambientetest_download__1_-14555-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">A quattro anni dall&#8217;inizio del conflitto in Siria, l&#8217;83% delle luci del Paese si è spento</p>
<p>  <span id="more-24626"></span>  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Ci sono momenti in cui vorresti sprecare, anche energia. E questo è uno di quelli, vorremmo, infatti che tutte le luci della Siria fossero accese. Sì, perchè, l&#8217;83% delle luci in Siria si è spento dall&#8217;inizio del conflitto (4 anni fa): lo testimoniano le immagini satellitari raccolte in uno studio condotto dai ricercatori delle Università di Wuhan in Cina e del Maryland negli Stati Uniti in collaborazione con la coalizione &#8216;With Syria&#8217;, composta da 130 ong.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le immagini satellitari mostrano che, nelle ore notturne, le<a href="https://www.ecoseven.net//?p=6" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> luci</a> visibili in Siria sono crollate dell&#8217;83%. &#8216;Le immagini satellitari sono la fonte di dati più obiettiva sul grado di devastazione della Siria su scala nazionale&#8217;, ha spiegato Xi Li, ricercatore e capo progetto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&#8216;Raccolte a 500 miglia dalla terra, queste immagini ci aiutano a comprendere la sofferenza e la paura che i cittadini siriani sperimentano ogni giorno, mentre il loro paese viene distrutto&#8217;, ha continuato Xi Li, precisando che &#8216;nelle aree più colpite, come Aleppo, quasi il 97% delle luci si sono spente&#8217;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">GC</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Armi chimiche Siria: arrivata a Gioia Tauro la Cape Ray</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/armi-chimiche-siria-arrivata-a-gioia-tauro-la-cape-ray/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2014 07:29:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[armi chimiche Siria]]></category>
		<category><![CDATA[cape ray]]></category>
		<category><![CDATA[Gioia Tauro]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ arrivata a Gioia Tauro la nave Cape Ray che si occupera’ di smaltire le sostanze chimiche in acque internazionali   La nave statunitense Cape Ray è arrivata a Gioia Tauro: domani verrà imbarcato sull’unità navale il carico di armi e sostanze chimiche requisito al regime siriano di Assad e, attualmente, in rotta verso la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-18647" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/07/images_igallery_resized_ambientetest_32d00a9a98c15895b25424ddd0656933-11556-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">E’ arrivata a Gioia Tauro la nave Cape Ray che si occupera’ di smaltire le sostanze chimiche in acque internazionali</p>
<p>  <span id="more-18648"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">La nave statunitense <a href="https://www.ecoseven.net//?p=18550">Cape Ray</a> è arrivata a Gioia Tauro: domani verrà imbarcato sull’unità navale il carico di armi e sostanze chimiche requisito al regime siriano di Assad e, attualmente, in rotta verso la Calabria a bordo del cargo danese Ark Futura.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">La nave <strong>Cape Ray</strong>, partita dal porto spagnolo di Rota, è giunta in porto accompagnata dalle motovedette della Guardia costiera. Si occuperà di smaltire le sostanze chimiche in acque internazionali.</p>
<p class="MsoNormal">gc </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La Cape Ray a Gioia Tauro l’11 febbraio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2014 09:19:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[armi chimiche]]></category>
		<category><![CDATA[Gioia Tauro]]></category>
		<category><![CDATA[nave Usa Cape ray]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[Dovrebbe arrivare a Gioia Tauro intorno all’11 di febbraio la nave Usa Cape ray incaricata di distruggere l’arsenale chimico Siriano, ma Damasco rallenta le operazioni   Smantellare tutto l’arsenale chimico della Siria, entro il 2014 sembra un’impresa impossibile. La nave Usa Cape Ray, l&#8217;unità della Marina statunitense incaricata di distruggere a bordo gli agenti chimici [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-15547" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/02/images_igallery_resized_ambientetest_cape_ray-9949-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Dovrebbe arrivare a Gioia Tauro intorno all’11 di febbraio la nave Usa Cape ray incaricata di distruggere l’arsenale chimico Siriano, ma Damasco rallenta le operazioni</p>
<p>  <span id="more-15548"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Smantellare tutto l’<strong>arsenale chimico della <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15468">Siria</a></strong>, entro il 2014 sembra un’impresa impossibile. La <strong>nave Usa Cape Ray</strong>, l&#8217;unità della Marina statunitense incaricata di distruggere a bordo gli agenti chimici più pericolosi,  è già partita alla volta di Gioia Tauro, dove attraccherà entro metà febbraio, probabilmente l’11, ma non sarà in grado di ‘lavorare subito’: a dirlo è il responsabile disarmo e sicurezza del ministero degli Esteri russo, Mikhail Ulyanov.</p>
<p class="MsoNormal">I ritardi nel carico di agenti chimici ‘stanno costringendo ad annullare fasi pianificate dell&#8217;operazione’. Al momento sono stati effettuati solo due carichi, a bordo dei cargo Taiko e Ark Futura, per complessive 54 tonnellate di materiale, ovvero meno del 5% del totale, ha fatto sapere il capo del Pentagono, Chuck Hagel. E questo carico, inoltre, non è quello destinato alla volta di Gioia Tauro</p>
<p class="MsoNormal">Il regime siriano sta consegnando le <strong>armi chimiche</strong> con una lentezza inaccettabile e questo fa infuriare gli usa. ‘Preferiremmo certamente che i siriani facessero il possibile per fare presto. Ma sono solo loro che possono decidere quando spostare le armi in maniera sicuro’, ha replicato Mikhail Ulyanov, citato da Interfax.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Cosa succederà alle armi chimiche siriane una volta arrivate a Gioia Turo? <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15468">Leggi l’intervista di Ecoseven.net a Antonio Palazzi, membro dell&#8217;USPID &#8211; Unione scienziati per il disarmo.</a></p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Acqua. In Siria gli antichi acquedotti romani combatteranno la siccita&#8217;</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/acqua/acqua-in-siria-gli-antichi-acquedotti-romani-combatteranno-la-siccita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jul 2012 06:54:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[acqua Siria]]></category>
		<category><![CDATA[crisi idrica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi idrica Siria]]></category>
		<category><![CDATA[progetto Onu Siria]]></category>
		<category><![CDATA[risorse idriche]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[Le Nazioni Unite hanno dato il via ad un progetto che aiutera&#8217; il nord della Siria a uscire fuori dalla crisi idrica: saranno riabilitati vecchi condotti costruiti da romani e arabi Un approccio innovativo quello del programma per le risorse idriche portato avanti dalle Nazioni Unite in Siria, che aiuterà la popolazione a superare i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-7139" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/07/images_igallery_resized_ambientetest_1274999504_68fdfc196b-5172-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Le Nazioni Unite hanno dato il via ad un progetto che aiutera&#8217; il nord della Siria a uscire fuori dalla crisi idrica: saranno riabilitati vecchi condotti costruiti da romani e arabi</p>
<p>  <span id="more-7140"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Un approccio innovativo quello del programma per le <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/acqua/acqua-emergenza-in-cina-trecento-milioni-di-cinesi-sono-senza" target="_blank" rel="noopener noreferrer">risorse idriche</a></strong> portato avanti dalle Nazioni Unite in Siria, che aiuterà la popolazione a superare i problemi della siccità soprattutto nelle zone di Aleppo e di Damasco.&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">Il nord della <strong>Siria</strong> è la regione più povera dove<strong> l&#8217;<a href="http://ambiente.ecoseven.net/acqua/acqua-nuovo-test-rapido-per-stabilire-qualita-del-mare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acqua </a>potabile viene comprata</strong> per quaranta dollari al mese e l&#8217;allarme idrico in questa parte del Medioriente risale al 2008, da allora non c&#8217;è più acqua. Il progetto prevede la riabilitazione dei vecchi condotti acquiferi costruiti dai romani e dagli arabi nell&#8217;antichità. Il&nbsp; lavoro di pulizia e di drenaggio delle acque stagnanti sotto i terreni ormai inariditi potrà aumentare la quantità d&#8217;acqua da utilizzare per le comunità locali e aumentare così il loro tenore di vita.</p>
<p class="MsoNormal">Già <strong>35 su 95 <a href="http://ambiente.ecoseven.net/acqua/stati-uniti-i-grandi-malati-di-acqua" target="_blank" rel="noopener noreferrer">falde acquifere</a> sono state riabilitate</strong> e ne hanno beneficiato circa 18000 persone. Il risanamento delle vecchie sorgenti aiuterà in maniera sostenibile le zone rurali ormai abbandonate da tempo dalla popolazione migrata nei centri urbani a causa dell&#8217;impatto socio-economico.</p>
<p class="MsoNormal">Chiara Palmieri</p>
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		<title>CRETA A PIEDI, UN SALTO NEL TEMPO DELLA CIVILTA&#8217;  &#8216;MINOICA&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 00:59:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
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					<description><![CDATA[Trekking a Creta, l&#8217;isola che nelle epoche passate dominava il mediterraneo. Un viaggio alla scoperta di un territorio che ha davvero tanto da raccontare. Un tempo era la culla di un fiorente impero marittimo, che animava il commercio nel mediterraneo tra l&#8217;Egitto, la Siria, le regioni a nord del mar Nero e l&#8217;Occidente. Una &#8217;porta&#8217; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-1261" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/04/images_igallery_resized_viaggiare_fotoarticolo-1566-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Trekking a Creta, l&#8217;isola che nelle epoche passate dominava il mediterraneo. Un viaggio alla scoperta di un territorio che ha davvero tanto da raccontare.</p>
<p> <span id="more-1262"></span> </p>
<p>Un tempo era la culla di un fiorente impero marittimo, che animava il commercio nel mediterraneo tra l&rsquo;Egitto, la Siria, le regioni a nord del mar Nero e l&rsquo;Occidente.</p>
<p>Una &rsquo;porta&rsquo; marina verso l&rsquo;oriente, che oggi si pu&ograve; riscoprire in chiave &rsquo;sostenibile&rsquo;.<br /> <strong>Creta</strong> &egrave; una grande isola a sud della <strong>Grecia</strong>. L&igrave; &egrave; nata la prima civilt&agrave; mediterranea che risale all&rsquo;et&agrave; del bronzo, circa nel 3000 a.C.. I &rsquo;<em>minoici&rsquo;</em>, che misero in piedi una delle civilt&agrave; pi&ugrave; all&rsquo;avanguardia dei tempi. <br /> Oggi il turista che ha intenzione di conoscerla e viverla a fondo ha una grande possibilit&agrave;: girarla a piedi, continuamente in bilico tra costa ed entroterra. Senza strumenti tecnologici, niente telefonini, i-pod o simili. Solo le proprie gambe. Visitare i sentieri sul mare, i villaggi dell&rsquo;interno, le <strong>gole di Aradena</strong>, la chiesetta bizantina di <strong>Agios Pavlos</strong>, le <strong>gole di Samaria</strong>, quelle di <strong>Agiua Irini</strong>, passando per le rovine di <strong>Lissos</strong>, fino a <strong>Paleohora</strong>, dove termina la settimana di trekking.</p>
<p>Nel percorso capiter&agrave; di incrociare gli agrimi, le tipiche capre selvatiche che assomigliano a camosci. <br /> La partenza &egrave; prevista per il 29 aprile, il rientro l&rsquo;8 maggio. L&rsquo;organizzazione, manco a dirlo, &egrave; affidata alla &rsquo;<em>Compagnia dei cammini</em>&rsquo;.</p>
<p style="text-align: right;">Umberto Di Giacomo</p>
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