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	<title>siccità &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
	<lastBuildDate>Fri, 15 Jul 2022 13:08:51 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Come lavarsi usando meno acqua</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/come-lavarsi-usando-meno-acqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2022 13:08:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[lavarsi risparmiando acqua]]></category>
		<category><![CDATA[risparmiare acqua]]></category>
		<category><![CDATA[riutilizzo dell'acqua]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[Cinque consigli per non sprecare l’acqua nei momenti di igiene personale Secondo le stime, entro il 2025, quasi 2 miliardi di persone non avranno abbastanza acqua per svolgere le attività quotidiani per cui è indispensabile: cucinare, bere, pulire. In media un europeo consuma 170 litri di acqua al giorno, mentre un americano 370 litri. Un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="justify"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-157468" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/07/lavarsi-usando-meno-acqua.jpg" alt="" width="1280" height="869" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/07/lavarsi-usando-meno-acqua.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/07/lavarsi-usando-meno-acqua-300x204.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/07/lavarsi-usando-meno-acqua-1024x695.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/07/lavarsi-usando-meno-acqua-768x521.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3 align="justify">Cinque consigli per non sprecare l’acqua nei momenti di igiene personale</h3>
<p><span id="more-157466"></span></p>
<p align="justify">Secondo le stime, entro il 2025, <b>quasi 2 miliardi di persone non avranno abbastanza acqua</b> per svolgere le attività quotidiani per cui è indispensabile: cucinare, bere, pulire.</p>
<p align="justify">In media <b>un europeo consuma 170 litri di acqua al giorno</b>, mentre un americano 370 litri. Un terzo di questa viene impiegata nell’igiene personale.</p>
<p align="justify">Ecco <b>cinque accorgimenti da introdurre nella routine quotidian</b>a per evitare di sprecare questa risorsa importante e fondamentale.</p>
<ol>
<li>
<p align="justify"><u>No bagni, si alle docce (BREVI)</u></p>
</li>
</ol>
<p align="justify"><b>Fare la doccia fa risparmiare almeno la metà di litri d’acqua</b> di quando si deve riempire la vasca per immergersi. Durante la doccia consumiamo circa 11 litri d’acqua al minuto. <b>Chiudi i rubinetti dell’acqua mentre ti stai insaponando</b>, per evitare che scorra senza una funzione. Utilizza una playlist di canzoni breve, di massimo 5 minuti ed esci dalla doccia appena finisce.</p>
<ol start="2">
<li>
<p align="justify"><u>No ai risciacqui</u></p>
</li>
</ol>
<p align="justify">Se utilizzi shampoo e balsamo, <b>prediligi i brand che creano formule miste</b>, che necessitano di un solo risciacquo. Diverse aziende si stanno impegnando per creare prodotti che sono più facili da risciacquare, contribuendo al risparmio di acqua e di tempo.</p>
<ol start="3">
<li>
<p align="justify"><u>Utilizza prodotti a secco</u></p>
</li>
</ol>
<p align="justify">In alternativa puoi utilizzare shampoo e balsamo a secco, che <b>non prevedono nessun tipo di risciacquo</b>, utilizzo di acqua e di doccia. Questi prodotti puntano al risparmio dell’acqua anche nell’utilizzo, infatti richiedono il 20% di acqua in meno.</p>
<ol start="4">
<li>
<p align="justify"><u>Chiudi i rubinetti</u></p>
</li>
</ol>
<p align="justify">Quando ti insaponi le mani, ti lavi i denti, pulisci il piano cottura <b>ricordati sempre di chiudere i rubinetti e di non lasciare l’acqua scorrere inutilmente</b>. Per regolare il flusso dell’acqua e preservarne qualche litro esistono anche soluzioni di <b>aeratori che ne dimezzano la portata</b> in commercio.</p>
<ol start="5">
<li>
<p align="justify"><u>Riutilizza l’acqua</u></p>
</li>
</ol>
<p align="justify"><b>Installare un sistema di riciclo delle acque grigie </b>ti permetterà di risparmiare tantissima acqua in casa. Potrai riutilizzarla per innaffiare il giardino o le piante, per lavare a terra, per scaricarla nel water.</p>
<p align="justify"><i><b>Luna Riillo</b></i></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Siccità: riemersa antica città dalle acque del Tigri</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/siccita-riemersa-antica-citta-dalle-acque-del-tigri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2022 08:05:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[antica città riemersa]]></category>
		<category><![CDATA[bacino idrico di mosul]]></category>
		<category><![CDATA[iraq]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
		<category><![CDATA[tigri]]></category>
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					<description><![CDATA[Potrebbe trattarsi di Zakhiku, antica città risalente all’Età del Bronzo Dovrebbe avere 3.400 anni l’antica città riemersa dalle acque del Tigri in Iraq, nel bacino idrico di Mosul. La grande siccità che ha colpito l’Iraq questo inverno ha fatto riemergere questo sito che era già conosciuto negli anni Ottanta, quando venne costruito il bacino. L&#8217;Iraq [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="justify"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-155825" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/07/antica-citta-riemersa-iraq.jpg" alt="" width="1280" height="851" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/07/antica-citta-riemersa-iraq.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/07/antica-citta-riemersa-iraq-300x199.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/07/antica-citta-riemersa-iraq-1024x681.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/07/antica-citta-riemersa-iraq-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3 align="justify">Potrebbe trattarsi di Zakhiku, antica città risalente all’Età del Bronzo</h3>
<p><span id="more-155824"></span></p>
<p align="justify">Dovrebbe avere <b>3.400 anni l’antica città riemersa dalle acque del Tigri</b> in Iraq, nel bacino idrico di Mosul. La grande siccità che ha colpito l’Iraq questo inverno ha fatto riemergere questo sito che era già conosciuto negli anni Ottanta, quando venne costruito il bacino.</p>
<p align="justify">L&#8217;Iraq è uno dei paesi del mondo più colpiti dal cambiamento climatico. Il sud del paese, in particolare, soffre da mesi di estrema siccità. Per evitare che i raccolti si seccassero, grandi quantità di acqua sono state prelevate dal <b>serbatoio di Mosul</b> &#8211; il più importante deposito d&#8217;acqua dell&#8217;Iraq – a partire da dicembre. <b>Questo </b><b>ha portato</b><b> alla ricomparsa di una città dell&#8217;Età del Bronzo</b> che era stata sommersa decenni fa senza alcuna indagine archeologica preliminare. È <b>situata nelle vicinanze</b><b> </b><b>di</b><b> Kemune</b>, nella regione del Kurdistan iracheno.</p>
<p align="justify">Un gruppo di ricerca guidato dagli archeologi tedeschi <b>Ivana Puljiz</b> e <b>Peter Pfälzner</b>, si sono messi in moto per effettuare tutte le osservazioni necessarie, prima che le acque la ricoprano.</p>
<h4 align="justify">Lo studio dell’antica città</h4>
<p align="justify">Oltre a un palazzo che era già stato documentato in una campagna archeologica tenutasi nel 2018, sono stati scoperti <b>diversi altri grandi edifici</b>: una massiccia fortificazione con mura e torri, un monumentale edificio di stoccaggio a più piani e un complesso industriale.</p>
<p align="justify">Il vasto complesso urbano <b>risale al tempo dell&#8217;Impero dei Mittani</b> che regnarono dal 1550-1350 a.C. e che controllava gran parte della Mesopotamia settentrionale e della Siria.</p>
<p align="justify"><b>Il team è rimasto sbalordito dallo stato di</b> <b>conservazione delle costruzioni</b> composte di mattoni di fango essiccati al sole, rimasti sott’acqua per almeno quaranta anni. Questa buona conservazione è il risultato di un terremoto avvenuto intorno al 1350 a.C., durante il quale le parti superiori crollate delle mura seppellirono gli edifici.</p>
<p align="justify">Di particolare interesse è la scoperta di <b>cinque vasi in ceramica che contenevano un archivio di oltre 100 tavolette cuneiformi </b>risalenti al periodo medio-assiro, poco dopo il terremoto che colpì la città.</p>
<p align="justify">Alcune di esse sono ancora sigillate nelle loro buste di argilla e potranno essere lette: i ricercatori <b>sperano che questo ritrovamento fornirà informazioni importanti</b> sulla fine del periodo dei Mittani e l&#8217;inizio del dominio Assiro nella regione.</p>
<p align="justify"><i><b>Luna Riillo</b></i></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Clima, a cosa dovremo prepararci, secondo gli scienziati, nei prossimi anni</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/clima-a-cosa-dovremo-prepararci-secondo-gli-scienziati-nei-prossimi-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2020 07:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[gas serra]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[Se gli esseri umani continuano a riscaldare il pianeta, questo è il futuro che potrebbe riguardare tutti Secondo i ricercatori dell&#8217;University of Queensland in Australia, il nostro pianeta sarà probabilmente colpito da diverse &#8220;mega-siccità&#8221; – il che significa siccità che durano più di due decenni – per colpa, in gran parte, dei cambiamenti climatici. Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71732" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/landscape-1653069_1280-e1605119298591.jpg" alt="siccità" width="800" height="571" /></h3>
<h3>Se gli esseri umani continuano a riscaldare il pianeta, questo è il futuro che potrebbe riguardare tutti</h3>
<p><span id="more-71729"></span></p>
<p>Secondo i ricercatori dell&#8217;University of Queensland in Australia, <strong>il nostro pianeta sarà probabilmente colpito da diverse &#8220;mega-siccità&#8221;</strong> – il che significa siccità che durano più di due decenni – per colpa, in gran parte, dei cambiamenti climatici.</p>
<p>Il team ha studiato i documenti geologici del periodo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Interglaciazione_Riss-W%C3%BCrm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Eemiano</a>, che vanno da 129.000 a 116.000 anni fa, <strong>la penultima volta in cui il pianeta era tra le ere glaciali e quindi era più caldo e più arido e hanno scoperto</strong>, come ha detto in una <a href="https://phys.org/news/2020-10-evidence-mega-droughts.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nota</a> il professore della University of Queensland Hamish McGowan, &#8220;che, in passato, una quantità simile di riscaldamento è stata associata a condizioni di mega-siccità in tutto il sud-est dell&#8217;Australia&#8221;.</p>
<h4>&#8220;Queste condizioni più secche hanno prevalso per secoli, a volte per più di 1000 anni, con gli eventi di El Niño che molto probabilmente aumentavano la loro gravità&#8221;.</h4>
<p>Studiando le stalagmiti nelle grotte del Nuovo Galles del Sud, in Australia, il team ha scoperto che le precipitazioni erano state significativamente ridotte durante il periodo Eemiano.</p>
<p>Sicuramente, tra allora e ora, c&#8217;è una differenza cruciale: durante il periodo Eemiano, il riscaldamento è stato causato dai cambiamenti dell&#8217;inclinazione e dell&#8217;orbita terrestre, mentre <strong>oggi sono i gas serra i responsabili del clima più caldo</strong>.</p>
<h4>&#8220;Sono risultati allarmanti, in una lunga lista di scoperte allarmanti che gli scienziati del clima hanno divulgato negli ultimi decenni&#8221;, ha detto McGowan.</h4>
<p>&#8220;Ci auguriamo che questa nuova ricerca consenta <strong>nuove intuizioni sul nostro clima futuro e sui rischi che potrebbe comportare, come la siccità e gli incendi boschivi associati</strong>&#8220;, ha detto. &#8220;Ma, cosa importante, se gli esseri umani continuano a riscaldare il pianeta, questo è il futuro che potrebbe riguardare tutti&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>22 MARZO: GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/acqua/22-marzo-giornata-mondiale-dellacqua/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2020 07:08:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[22 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[Qual è la condizione dell’acqua potabile in Italia? La nostra acqua del rubinetto è sicura anche rispetto al COVID19? Con 34,2 miliardi di metri cubi, 9,4 dei quali per uso civile, l’Italia si conferma, tra i 28 Paesi dell’Unione Europea, quello con il maggior prelievo di acqua potabile. L’inizio del nuovo anno, poi, ha segnato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49809" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/drops-of-water-578897_1280.jpg" alt="giornata mondiale dell'acqua" width="798" height="442" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/drops-of-water-578897_1280.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/drops-of-water-578897_1280-300x166.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/drops-of-water-578897_1280-768x425.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></h3>
<h3>Qual è la condizione dell’acqua potabile in Italia? La nostra acqua del rubinetto è sicura anche rispetto al COVID19?</h3>
<p><span id="more-49808"></span></p>
<p><strong>Con 34,2 miliardi di metri cubi, 9,4 dei quali per uso civile, </strong>l’Italia si conferma, tra i 28 Paesi dell’Unione Europea, quello con il maggior prelievo di acqua potabile.</p>
<p>L’inizio del nuovo anno, poi, ha segnato un <strong>-75% delle precipitazioni rispetto al 2019</strong>, con una <strong>temperatura superiore di 1,65 gradi</strong> rispetto alla media storica.</p>
<p><strong>Come si è mosso il settore in questo periodo di emergenza pandemia e quanto è sicura la nostra rete idrica?</strong></p>
<p>“In questi giorni di emergenza legata al coronavirus – <strong>spiega il presidente di Utilitalia, Giovanni Valotti</strong> &#8211; i servizi pubblici essenziali dell’acqua, insieme a quelli di ambiente, energia e gas, sono regolari e garantiti, e continueranno ad esserlo da parte di tutte le imprese associate alla Federazione. La rapida organizzazione dei servizi rispetto alle attività operative e la disponibilità di tutti i dipendenti dei diversi settori, cui va il nostro ringraziamento, insieme all’adozione dello smart working e alla gestione digitale di diverse funzioni di contatto con la clientela, stanno consentendo continuare ad assicurare servizi fondamentali per tutti i cittadini. <strong>L’acqua del rubinetto, come hanno confermato recentemente l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute, è di ottima qualità e assolutamente sicura rispetto ai rischi di trasmissione del virus</strong>: si tratta di un bene da preservare e, una volta finita l’emergenza, sarà necessario tornare a ragionare sulle azioni da mettere in campo per salvaguardarla, anche perché ci stiamo lasciando alle spalle un inverno eccezionalmente siccitoso”.</p>
<p>Il numero di investimenti infrastrutturali che dovrebbero essere realizzati per contrastare i fenomeni di siccità sono <strong>734, pari a 50 euro per abitante l’anno per un periodo di 4 anni:</strong> si tratta di serbatoi, nuovi approvvigionamenti, riutilizzo delle acque reflue, riduzione delle dispersioni e interconnessioni tra acquedotti.</p>
<p>Tra gli investimenti già pianificati, il <strong>75% sono destinati a interventi per la costruzione di collegamenti di schemi idrici (3,1 miliardi) e per la riduzione delle dispersioni (2,3 miliardi).</strong> Seguono gli investimenti per nuovi approvvigionamenti (606 milioni), per serbatoi e invasi (359 milioni), per dissalatori (202 milioni) e per il riuso delle acque reflue (43 milioni).</p>
<p>La realizzazione di tali interventi comporterebbe <strong>una maggiore quantità di acqua disponibile</strong> – intesa come acqua recuperata o come acqua supplementare prodotta &#8211; <strong>stimata in 1,7 miliardi di mc/anno</strong>.</p>
<p><em>“Gli eventi siccitosi e quelli alluvionali – </em><strong>continua Valotti</strong><em> &#8211; non possono più essere considerati avvenimenti eccezionali ma eventi dalla ricorrenza ciclica, pertanto devono essere affrontati con interventi e processi strutturali sostenibili nel lungo periodo.</em>”.</p>
<p>Restano comunque elementi di criticità rispetto allo <strong>stato delle infrastrutture (rete idrica)</strong>, dovute in prevalenza alla vetustà delle reti e degli impianti: <strong>le perdite di rete sono superiori al 42%,</strong> mentre il <strong>60% delle infrastrutture è stato messo in posa oltre 30 anni fa</strong> (percentuale che sale al 70% nei grandi centri urbani); il 25% di queste supera i 50 anni (arrivando al 40% nei grandi centri urbani).</p>
<p>Negli ultimi anni gli <strong>investimenti </strong>realizzati dagli operatori industriali sono saliti fino a <strong>44 euro annui per abitante </strong>(con un aumento vicino al 30% negli ultimi 7 anni), ma per raggiungere i migliori standard europei bisognerebbe salire a 80 euro. Al momento il tasso nazionale di rinnovo della rete si attesta a <strong>3,8 metri per chilometro</strong>, il che vuol dire che al livello attuale di investimenti occorrerebbero <strong>250 anni</strong> per sostituire l’intera rete.</p>
<h4>Quale può essere allora la soluzione per compensare periodi siccitosi?</h4>
<p>Il <strong>riuso di acque depurate in agricoltura</strong>. Specialmente quando la sofferenza maggiore riguarda l’approvvigionamento da acque superficiali &#8211; cioè fiumi, laghi, bacini, e sorgenti – esposte al caldo e in generale ai cambiamenti climatici.</p>
<p>Ogni anno in Europa vengono “trattati” nei depuratori più di 40 miliardi di metri cubi di acque reflue, ma ne vengono “riusati” soltanto 964 milioni.</p>
<p><strong>In Italia – dove si trattano e si riusano ogni anno solo il 2% delle acque reflue</strong>. Andrebbero applicati all’acqua gli <strong>stessi principi dell’economia circolare</strong> per ottenere effetti virtuosi.</p>
<p><strong>La siccità invernale, poi, è in costante crescita e con essa </strong>la crisi idrica nazionale soprattutto in Puglia, Basilicata e Sicilia. L’Italia ha visto negli ultimi anni il susseguirsi di situazioni climatiche estreme, in termini di temperature raggiunte nonché di scarsità di precipitazioni. Ciò ha causato diffusi regimi idrologici di magra, la <strong>mancata ricostituzione delle scorte naturali</strong> (nevai, ghiacciai, falde, laghi) e una maggiore richiesta di acqua per qualunque attività umana.</p>
<p>L’acqua, un bene essenziale in esaurimento, dovrà essere sempre di più oggetto di una nuova e più radicata cultura antispreco e del riuso ed <strong>elemento trainante del green new deal</strong></p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Salviamo gli axolotl dall&#8217;estinzione</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/salviamo-gli-axolotl-dallestinzione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2020 07:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[anfibio]]></category>
		<category><![CDATA[axolotl]]></category>
		<category><![CDATA[axolotl da laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[perdita habitat]]></category>
		<category><![CDATA[rischio estinzione]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli axolotl sono degli animali che hanno da sempre affascinato tutti per le loro qualità da salvaguardare Gli axolotl sono degli animali che hanno da sempre affascinato tutti per le loro qualità da salvaguardare Sia gli appassionati di animali domestici che gli scienziati stanno cercando di salvare da una più che possibile estinzione gli axolotl, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Gli axolotl sono degli animali che hanno da sempre affascinato tutti per le loro qualità da salvaguardare</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49024" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/axolotl-2193331_1280.jpg" alt="axolotl" width="800" height="457" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/axolotl-2193331_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/axolotl-2193331_1280-300x171.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/axolotl-2193331_1280-768x439.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Gli axolotl sono degli animali che hanno da sempre affascinato tutti per le loro qualità da salvaguardare</p>
<p><span id="more-49023"></span></p>
<p>Sia gli appassionati di animali domestici che gli scienziati stanno cercando di salvare da una più che possibile estinzione gli axolotl, scientificamente conosciuti come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ambystoma_mexicanum" target="_blank" rel="noopener">Ambystoma mexicanum</a>, che sono delle salamandre davvero particolari e misteriose, interessanti per molti aspetti, ma soprattutto per il loro <strong>potere di rigenerazione e autorigenerazione</strong> – superiore a quello di tutti gli altri animali.</p>
<p>Nonostante il fatto che <strong>gli axolotl siano gli anfibi più ampiamente distribuiti nei negozi di animali</strong> e nei laboratori di ricerca, la <strong>International Union for the Conservation of Nature</strong> (IUCN) li ha inseriti nella sua <a href="https://www.iucnredlist.org/species/1095/3229615" target="_blank" rel="noopener">Red List</a>, delineando i rischi di estinzione legati alla <strong>perdita di habitat</strong>, all&#8217;<strong>inquinamento delle acque</strong>, alla forte concorrenza con specie non native, alla <strong>predazione da parte di specie invasive</strong>, alla <strong>siccità</strong> provocata dai cambiamenti climatici, alle malattie e alla consanguineità.</p>
<p>Inoltre, Poiché essi respirano attraverso la loro pelle altamente permeabile, sono incredibilmente <strong>sensibili all&#8217;inquinamento</strong>, che influenza negativamente la salute, la crescita e lo sviluppo.</p>
<p>In effetti, è proprio la popolarità di questi animali presso l&#8217;industria di animali domestici e di laboratorio che impedisce agli axolotl di estinguersi completamente – quello che sicuramente attrae di più di questo animale è il fatto che anche da adulto conserva tratti larvali, caratteristiche giovanili che lo fa sembrare un girino che non ha mai attraversato la metamorfosi che permette alle altre salamandre di abbandonare l&#8217;acqua e di vivere una vita sulla terra.</p>
<p>Il suo habitat naturale è il sistema di canali di Città del Messico – in effetti è proprio per questo che si chiama <strong>Ambystoma mexicanum</strong> – ma purtroppo, <strong>gli axolotl endemici di quella zona stanno diminuendo drasticamente</strong>.</p>
<p>Proprio perché non è possibile salvare quelli presenti in natura, che gli axolotl sono molto allevati in cattività.</p>
<p>Il problema è che, per una maggiore diversità genetica, il ceppo allevato in laboratorio deve essere incrociato con quello selvaggio che però sta scomparendo.</p>
<p>Quindi il rischio è che scompaia anche l&#8217;axolotl da allevamento, facendo scomparire questa specie per sempre.</p>
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		<title>In Australia sta finendo l&#8217;acqua</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2019 21:41:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[australia]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[crisi ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[crisi idrica]]></category>
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					<description><![CDATA[Le città australiane si stanno avvicinando rapidamente al Day Zero, il giorno in cui l&#8217;ultima acqua si esaurirà Con l&#8217;intensificarsi del cambiamento climatico globale, l&#8217;Australia è stata duramente colpita da un&#8217;ondata senza precedenti di siccità e carenze idriche. Sono oltre una dozzina le città dell&#8217;Australia orientale che sono colpite da questa problematica e le autorità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38332" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Acqua_in_Australia.jpg" alt="" width="798" height="416" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Acqua_in_Australia.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Acqua_in_Australia-300x156.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Acqua_in_Australia-768x400.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p>Le città australiane si stanno avvicinando rapidamente al Day Zero, il giorno in cui l&#8217;ultima acqua si esaurirà</p>
<p>  <span id="more-38333"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Con l&#8217;intensificarsi del cambiamento climatico globale, l&#8217;<strong>Australia</strong> è stata duramente colpita da un&#8217;ondata senza precedenti di <strong>siccità e carenze idriche</strong>. Sono oltre <strong>una dozzina le città</strong> dell&#8217;Australia orientale che sono colpite da questa problematica e le autorità affermano che potrebbero restargli solo pochi mesi prima di <strong>rimanere completamente senza acqua</strong> – il che, quindi, potrebbe avvenire prima della fine dell&#8217;anno, mostrando una realtà terrificante di un mondo che è davvero sull&#8217;orlo di un collasso ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <a href="https://www.afp.com/en/news-hub" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Agence France-Presse</em></a>, le fattorie sono già agli sgoccioli (molti contadini hanno deciso di non piantare niente quest&#8217;anno), i negozi stanno chiudendo e le persone sono seriamente preoccupate per la loro sopravvivenza. Se non bastasse la mancanza di piogge e il caldo intenso e prolungato, ci si mettono anche i grandi incedi a consumare incredibili quantità di acqua.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati affermano che le condizioni meteorologiche estreme sono esacerbate dai <strong>cambiamenti climatici</strong>, checché ne dica (e ne abbia detto in passato) il governo che, «ansioso di sostenere l&#8217;enorme settore minerario e la possibilità di esportare il carbone del paese, ha respinto gli appelli affinché la lotta ai cambiamenti climatici costituisse una priorità, poiché questo avrebbe minato la crescita economica». Il risultato è che ora si deve correre ai ripari per rispondere alla crisi esplosa improvvisamente, con trivellazioni, nuove conduttore, dighe e altre metodologie di recupero idrico.</p>
<p style="text-align: justify;">Le autorità australiane non possono aggiustare il clima, ma devono comunque muoversi perché <strong>è in gioco davvero molto in questa crisi</strong>: tutto, dalla salute all&#8217;economia del paese, potrebbe collassare insieme all&#8217;ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Siccità: la situazione è critica in Toscana, Emilia e nei grandi laghi del nord</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2017 08:04:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[Quest&#8217;estate sarà ricordata per la grande siccità. I dati delle regioni del centro nord preoccupano Roma ha rischiato di vedere razionata l’acqua, ma il pericolo, per il momento, è scampato. Ma il problema siccità non è certo archiviato. Molte zone del Paese soffrono, anche al Nord, dove anche il lago Maggiore è sceso sotto la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33974" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/06/images_siccita.jpg" alt="" width="750" height="505" /></p>
<p>Quest&#8217;estate sarà ricordata per la grande siccità. I dati delle regioni del centro nord preoccupano</p>
<p>  <span id="more-34294"></span>  </p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=34262" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Roma ha rischiato di vedere razionata l’acqua</a>, ma il pericolo, per il momento, è scampato. Ma il problema siccità non è certo archiviato. Molte zone del Paese soffrono, anche al Nord, dove anche il lago Maggiore è sceso sotto la media stagionale, mentre gli altri grandi bacini stanno rapidamente avvicinandosi ai minimi storici.</p>
<p>In Emilia Romagna, il Consorzio di bonifica Emilia Centrale ha dovuto sospendere, per la prima volta in 70 anni, la derivazione irrigua dal torrente Enza, in località Cerezzola, per garantire il minimo deflusso vitale in una situazione di portata estremamente ridotta in alveo.</p>
<p>“Per capire la gravità della situazione, basta un dato: mediamente, alla vigilia del grande caldo, i bacini dell’Emilia Romagna contenevano complessivamente 16 milioni di metri cubi d’acqua; quest’anno erano poco più di 2… e non siamo ancora a metà della stagione irrigua!”: il commento è di Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), nonché imprenditore agricolo modenese.</p>
<p>Anche sulla pianura bolognese del Consorzio di bonifica Renana la pioggia è diminuita mediamente del 30%. Qui, come nelle altre parti d’Italia, gli operatori consorziali, organizzati anche su turni di 24 ore, hanno garantito gli apporti idrici possibili per limitare i danni all’agricoltura.</p>
<p>Un esempio di assoluto rilievo arriva dalla Toscana, dove la necessaria sospensione delle derivazioni irrigue a causa del basso livello idrico del lago di Massaciuccoli (la prosecuzione dei prelievi avrebbe provocato danni legati sia alla carenza d&#8217;acqua che alla probabile ingressione di acqua salata dal mare) avrebbe compromesso oltre 500 ettari di culture (mais, ortaggi…), comportando anche problemi ambientali, legati all’insufficiente ricambio delle acque.</p>
<p>Il Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord ha immediatamente proposto un’ipotesi alternativa: immettere nella rete irrigua acqua fresca, derivante non più dal lago, ma dal fiume Serchio mediante la riattivazione di un impianto idrovoro, dismesso in comune di Vecchiano. Grazie alla rapida convocazione del tavolo sull’emergenza idrica del lago Massaciuccoli (conosciuto nel mondo come “il lago di Puccini”), da parte della Regione Toscana, è stato possibile in pochi giorni esaminare e condividere la proposta, dando una risposta rapida ed efficace alle esigenze del mondo agricolo e del territorio: l’ente consortile, infatti, provvederà, oltre che alla riattivazione dell’impianto e quindi all’acqua per l’agricoltura, anche al monitoraggio della salinità delle acque lacustri.</p>
<p>“È questa la capacità operativa e progettuale, la sussidiarietà legata alla vicinanza al territorio di cui andiamo orgogliosi – commenta Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – Va anche sottolineata, l’efficacia del metodo concertativo da noi sostenuto e che ha visto tutti gli enti coinvolti impegnarsi per trovare soluzioni, in pochi giorni, ad una delle situazioni di crisi idrica, più gravi degli ultimi decenni in Toscana. Senza il contributo di tutti non sarebbe stato possibile.”</p>
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		<title>Stop acqua a Roma? Il Ministro: “a rischio servizi sanitari”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2017 09:26:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzin]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[Lorenzin chiede che sia assicurata l&#8217;acqua in tutte le strutture che erogano assistenza sanitaria Roma rischia di rimanere senz’acqua, o meglio, di subire un razionamento. Ciò comporterà delle interruzioni a seconda delle zone con tempistiche tutte da definire.&#160; Sulla questione è intervenuto il Ministro della Salute Lorenzin: &#8220;Un&#8217;eventuale sospensione della erogazione di acqua a Roma, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33375" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/02/images_lorenzin.jpg" alt="" width="800" height="494" /></p>
<p>Lorenzin chiede che sia assicurata l&#8217;acqua in tutte le strutture che erogano assistenza sanitaria</p>
<p>  <span id="more-34280"></span>  </p>
<p>Roma rischia di rimanere senz’acqua, o meglio, di subire un razionamento. Ciò comporterà delle interruzioni a seconda delle zone con tempistiche tutte da definire.&nbsp;</p>
<p>Sulla questione è intervenuto il Ministro della Salute Lorenzin: &#8220;Un&#8217;eventuale sospensione della erogazione di acqua a Roma, anche a fronte dello straordinario incremento delle temperature nelle ultime settimane, potrebbe pregiudicare gravemente il livello igienico sanitario di tutte le strutture ricettive e di ristorazione e degli uffici pubblici, nonché delle strutture ove vengono alloggiati animali, ma soprattutto potrebbe comportare gravi pregiudizi per la erogazione dei servizi sanitari essenziali&#8221;.</p>
<p>Roma Capitale, spiega Lorenzin, &#8220;conta complessivamente 5 presidi ospedalieri di base, 11 presidi ospedalieri sede di Dipartimento Emergenza-urgenza Accettazione (Dea), 6 presidi ospedalieri sede di Dea di II livello ivi incluso l&#8217;Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, 29 presidi ospedalieri non dotati di pronto soccorso, per un totale di circa 13 mila posti letto&#8221;.</p>
<p>Per questo il Ministro ha chiesto al Presidente Zingaretti e al Sindaco Raggi di verificare accuratamente che, pur nell&#8217;emergenza, sia assicurata una presenza continua e sufficiente di risorse idriche in tutte le strutture che erogano assistenza sanitaria e socio-sanitaria ai cittadini, nonché in tutte le strutture ove vengono alloggiati gli animali, nel Comune di Roma Capitale, tale da garantire, senza interruzione alcuna, i servizi sanitari e socio-sanitari essenziali e, soprattutto, di verificare che non sia messa a rischio la salute dei pazienti, nonché il benessere animale.</p>
<p>&#8220;Seguirò l&#8217;evolversi dell&#8217;emergenza idrica ed i miei Uffici &#8211; ha concluso &#8211; collaboreranno con l&#8217;Amministrazione regionale e comunale, perché si eviti che tale situazione di emergenza possa arrecare pregiudizio alla salute umana e animale&#8221;.</p>
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		<title>Siccità, il Ministro Galletti: “commissariare Comuni”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2017 10:11:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[galletti]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
		<category><![CDATA[sistema idrico]]></category>
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					<description><![CDATA[Una parte consistente dei problemi della Capitale e dei rischi che oggi corre sono da ricollegare alle intollerabili perdite di rete Il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti interviene sulla crisi idrica che si sta verificandoi in molte zone d’Italia: &#8220;Ci sono oggi Regioni dove, nonostante l&#8217;esercizio dei poteri sostitutivi e le numerose diffide inviate da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34271" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/images_Gian_Luca_Galletti.jpg" alt="" width="800" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Gian_Luca_Galletti.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Gian_Luca_Galletti-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Gian_Luca_Galletti-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Una parte consistente dei problemi della Capitale e dei rischi che oggi corre sono da ricollegare alle intollerabili perdite di rete</p>
<p>  <span id="more-34272"></span>  </p>
<p>Il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti interviene sulla crisi idrica che si sta verificandoi in molte zone d’Italia: &#8220;Ci sono oggi Regioni dove, nonostante l&#8217;esercizio dei poteri sostitutivi e le numerose diffide inviate da parte del ministero, non sono stati istituiti enti di ambito o, anche se istituiti, non sono operativi. Credo che il commissariamento di quei Comuni che non aderiscono ancora oggi agli Enti d&#8217;ambito, ne abbiamo un esempio sul lago di Bracciano, sia necessario e indifferibile”.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=34240" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La lotta alla siccità parte da noi: ecco le 10 regole per risparmiare acqua.</a></p>
<p>&#8220;La Pianificazione ambientale non può in alcun modo essere vista in maniera distinta da quella del servizio idrico integrato&#8221; &#8211; spiega Galletti &#8211; un &#8220;percorso&#8221; in cui &#8220;esistono, inutile nasconderlo, alcune difficoltà&#8221;. Il ministro, ricordando il lavoro degli Osservatori dedicati a favorire la &#8220;gestione ottimale&#8221; dell&#8217;acqua &#8211; rileva che &#8220;per fronteggiare la situazione&#8221;, la siccità, &#8220;abbiamo avviato un metodo di tipo &#8216;proattivo&#8217;, basato sul costante monitoraggio delle variabili idrometeorologiche e delle disponibilità idriche, sul continuo aggiornamento degli scenari, sull&#8217;individuazione e sulla predisposizione di misure ed interventi di prevenzione&#8221;.</p>
<p>“Il presupposto di tutto questo &#8211; spiega il Ministro è la riforma strutturale messa in campo con la nuova governance del settore. La riforma, attesa da tempo, oltre a riallineare l&#8217;Italia con quanto richiesto dall&#8217;Europa, ha previsto la riduzione del numero degli Enti: da 7 Autorità di bacino nazionali e 30 Autorità di bacino interregionali e regionali siamo passati a 7 Autorità distrettuali, di cui 2 insulari&#8221;.</p>
<p>Al momento gli occhi sono puntati sulla capitale. “La situazione di Roma è, allo stato, quella che preoccupa maggiormente. E&#8217; chiaro a tutti che una parte consistente dei problemi della Capitale e dei rischi che oggi corre siano da ricollegare alle intollerabili perdite di rete che caratterizzano la sua infrastrutturazione idrica. Questo è un problema antico, su cui bisogna una volta per tutte finalmente intervenire”.</p>
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		<title>Siccità: allarme anche per gli animali del Bioparco di Roma. “È la prima volta in 100 anni”</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/siccita-allarme-anche-per-gli-animali-del-bioparco-di-roma-e-la-prima-volta-in-100-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jul 2017 12:24:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Bioparco]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono anche 1.200 animali a rischio in caso di razionamento idrico a Roma A Roma è allarme siccità, una condizione che preoccupa i cittadini, ma che mette a rischio anche la vita degli animali del Bioparco.&#160; Federico Coccia, presidente della Fondazione Bioparco, sta mettendo a punto un piano per garantire l’approvvigionamento idrico del parco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34261" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/images_bioparco_siccita_Roma.jpg" alt="" width="550" height="367" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_bioparco_siccita_Roma.jpg 550w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_bioparco_siccita_Roma-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></p>
<p>Ci sono anche 1.200 animali a rischio in caso di razionamento idrico a Roma</p>
<p>  <span id="more-34262"></span>  </p>
<p>A Roma è allarme siccità, una condizione che preoccupa i cittadini, ma che mette a rischio anche la vita degli animali del Bioparco.&nbsp;</p>
<p>Federico Coccia, presidente della Fondazione Bioparco, sta mettendo a punto un piano per garantire l’approvvigionamento idrico del parco romano anche in caso di un eventuale razionamento dell’acqua .</p>
<p>“Per il Bioparco l’acqua è un bene fondamentale &#8211; ha spiegato a Repubblica – serve non solo per far abbeverare i 1.200 animali ospitati nella struttura, ma anche per pulire le aree dove vivono e rifornire i laghi artificiali”.</p>
<p>“In cento anni di attività non era mai capitato di dover fronteggiare un’emergenza idrica di cui, tra l’altro, non abbiamo avuto alcuna comunicazione da parte del Campidoglio e Acea” spiega il presidente della Fondazione Bioparco.</p>
<p>Coccia è preoccupato: “Come veterinario non posso dirmi tranquillo – spiega nella stessa intervista – perché come gli esseri umani, anche gli animali senza acqua non possono vivere”.</p>
<p>GLi elefanti bevono tra i 50 e 100 litri di acqua al giorno, alcuni tipi di rettili devono essere inumiditi, gli ippopotami vivono nell’acqua. Ci sono 1.200 animali a rischio in caso di razionamento idrico.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=34240" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La lotta alla siccità parte da noi: ecco le 10 regole per risparmiare acqua.</a></p>
]]></content:encoded>
					
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