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	<title>seta &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Fibre di seta per modellare i muscoli scheletrici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Mar 2021 12:44:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[baco da seta]]></category>
		<category><![CDATA[fibre di seta]]></category>
		<category><![CDATA[modellare i muscoli scheletrici]]></category>
		<category><![CDATA[muscoli scheletrici]]></category>
		<category><![CDATA[seta]]></category>
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					<description><![CDATA[I ricercatori usano fibre di seta per combattere l&#8217;atrofia muscolare Quando gli scienziati cercano di comprendere una malattia e testarne i trattamenti, generalmente coltivano cellule modello su una superficie di plastica piatta (si pensi alla piastra di Petri). Ma la crescita delle cellule su una superficie bidimensionale ha i suoi limiti, principalmente perché il tessuto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-92657" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/03/silkworm-2766232_1280-e1616849068920.jpg" alt="fibre di seta" width="800" height="600" /></h3>
<h3>I ricercatori usano fibre di seta per combattere l&#8217;atrofia muscolare</h3>
<p><span id="more-92650"></span></p>
<p>Quando gli scienziati cercano di comprendere una malattia e testarne i trattamenti, generalmente coltivano cellule modello su una superficie di plastica piatta (si pensi alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Piastra_di_Petri" target="_blank" rel="noopener noreferrer">piastra di Petri</a>).</p>
<h4>Ma la crescita delle cellule su una superficie bidimensionale ha i suoi limiti, principalmente perché il tessuto muscolare è tridimensionale.</h4>
<p>Per questo, i ricercatori della Utah State University (USU) stanno usando <strong>la seta del baco da seta per far crescere le cellule muscolari scheletriche</strong>: per migliorare i metodi tradizionali di coltura cellulare e, si spera, per portare a migliori trattamenti per l&#8217;atrofia muscolare.</p>
<p>Gli scienziati hanno sviluppato una <strong>superficie di coltura cellulare tridimensionale</strong> facendo crescere le cellule su fibre di seta avvolte attorno a un telaio acrilico.</p>
<p>Il team ha utilizzato<strong> sia seta di bachi da seta tradizionali che transgenici</strong> – che vuol dire che la seta è prodotta da bachi modificati con geni della seta di ragno.</p>
<p>È la prima volta che la seta transgenica è stata utilizzata per la modellazione dei muscoli scheletrici, come raccontano gli autori nello <a href="https://pubs.acs.org/doi/10.1021/acsbiomaterials.0c00987" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio </a>pubblicato su ACS Biomaterials Science &amp; Engineering .</p>
<p>Le cellule coltivate sulla seta hanno dimostrato di <strong>imitare più da vicino il muscolo scheletrico umano rispetto a quelle coltivate sulla solita superficie di plastica</strong>, mostrando maggiore flessibilità meccanica e maggiore espressione dei geni necessari per la contrazione muscolare.</p>
<h4>La seta del baco da seta ha anche incoraggiato il corretto allineamento delle fibre muscolari, un elemento necessario per una robusta modellazione muscolare.</h4>
<p>&#8220;L&#8217;obiettivo generale della mia ricerca è costruire modelli in vitro migliori&#8221;, ha affermato Elizabeth Vargis, professore associato di ingegneria biologica presso l&#8217;USU, in un<a href="https://www.sciencedaily.com/releases/2021/03/210309185656.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> comunicato stampa</a>.</p>
<blockquote><p>&#8220;I ricercatori coltivano cellule su queste piattaforme 2D, che non sono molto realistiche, ma ci forniscono molte informazioni. Sulla base di questi risultati, di solito passano a un modello animale, quindi passano a studi clinici, dove la stragrande maggioranza di loro fallisce. Sto cercando di incrementare quel primo passo sviluppando modelli in vitro più realistici di tessuto normale e malato&#8221;.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pacchi regalo&#8230; di seta!</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/prova-la-seta-per-i-pacchi-regalo-piu-green-e-piu-chic/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Dec 2018 08:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[pacchi]]></category>
		<category><![CDATA[pacco regalo]]></category>
		<category><![CDATA[regali]]></category>
		<category><![CDATA[seta]]></category>
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					<description><![CDATA[Basta carta, nastro adesivo e fiocchi che poi finiscono nella spazzatura: prova un pacco regalo di seta, per uno stile unico Impacchettare i regali è una tradizione, un momento speciale di ogni vigilia: anche l’occhio vuole la sua parte, ed è un peccato non valorizzare il dono che abbiamo scelto con tanta cura. Ma dove [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-22974" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/12/images_fabric-540136_640.jpg" alt="" width="640" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/12/images_fabric-540136_640.jpg 640w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/12/images_fabric-540136_640-300x188.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Basta carta, nastro adesivo e fiocchi che poi finiscono nella spazzatura: prova un pacco regalo di seta, per uno stile unico</span></p>
<p>  <span id="more-22975"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 1.3em; font-size: 12pt;">Impacchettare i regali è una tradizione, un momento speciale di ogni vigilia: anche l’occhio vuole la sua parte, ed è un peccato non valorizzare il dono che abbiamo scelto con tanta cura.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Ma dove finiscono le pregiate carte da regalo, i nastri, i fiocchi, una volta che il dono è stato aperto? Molte volte nella spazzatura. </span><br /><span style="font-size: 12pt;">Moltiplicate questo per tutti i regali che ci scambiamo durante le feste e capirete la quantità di rifiuti che produciamo solo per incartare i regali (che spesso hanno già un loro packaging!).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;"><a href="http://www.bobowrap.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un’azienda americana </a>propone delle carte da regalo che non sono di carta, bensì di seta: belle, eleganti, si avvolgono attorno al regalo senza bisogno di nastro adesivo o forbici e soprattutto possono essere riutilizzate in molte maniere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Ovviamente il prezzo è l’unica nota dolente, la seta costa ben di più della carta, ma dona grande eleganza e diventa parte integrante del nostro dono.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Le soluzioni sono tante: con fiocco, senza, per due bottiglie, per gioielli, a forma di caramella…ecco alcuni video per confezionare <a href="http://www.bobowrap.com/howtos.html%20" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pacchi regalo di seta</a>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La risposta ai batteri viene dalla seta</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/la-risposta-ai-batteri-viene-dalla-seta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jun 2018 06:30:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[antibatterico]]></category>
		<category><![CDATA[Batteri]]></category>
		<category><![CDATA[seta]]></category>
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					<description><![CDATA[Inventato un materiale innovativo che uccide i batteri cattivi se illuminato da una luce verde I ricercatori dell’Indiana e della Corea&#160;hanno creato un materiale ibrido a partire dalle proteine fluorescenti rosse (mKate2) e dalla seta. Questo, se esposto alla luce verde, infatti, rilascia molecole che uccidono batteri e altri pericolosi agenti patogeni. La seta prodotta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36568" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_setarossaantibatterica.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_setarossaantibatterica.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_setarossaantibatterica-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_setarossaantibatterica-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Inventato un materiale innovativo che uccide i batteri cattivi se illuminato da una luce verde</p>
<p>  <span id="more-36569"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1002/advs.201700863" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I ricercatori dell’Indiana e della Corea</a>&nbsp;hanno creato un materiale ibrido a partire dalle proteine fluorescenti rosse (mKate2) e dalla seta. Questo, se esposto alla luce verde, infatti, rilascia molecole che uccidono batteri e altri pericolosi agenti patogeni.</p>
<p style="text-align: justify;">La seta prodotta dai bachi da seta si presta a tanti utilizzi: tolto l’abbigliamento, può essere utilizzata per creare materiali innovativi e strutture adatte a ospitare altri nanomateriali funzionali, come in questo caso dove il nano materiale è rappresentato dalle proteine.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un prodotto completamente naturale, più sicuro dei convenzionali mezzi &#8211; fotocatalitici o attivati dalla luce &#8211; già usati per uccidere gli agenti patogeni. Questi, infatti, usano semiconduttori potenzialmente pericolosi per l’uomo e richiedono l&#8217;attivazione attraverso la luce ultravioletta, che è cancerogena.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo materiale fluorescente, invece, chiede per l’attivazione la luce visibile verde, innocua per l’uomo: nel momento in cui i raggi entrano in contatto col tessuto avviene una reazione simile alla fotocatalisi a luce visibile.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno testato il materiale sull’Escherichia coli: la seta fluorescente è stata illuminata da una debole luce verde per 60 minuti e il tasso di sopravvivenza del batterio è sceso del 45%.</p>
<p style="text-align: justify;">Quali potrebbero essere le prime applicazioni? Pellicole, bendaggi e tessuti.</p>
<p style="text-align: justify;">A proposito di antibatterici… lo sapevate che dovremmo smettere di usare i saponi? <a href="https://www.ecoseven.net//?p=32128" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Qui sei studi che spiegano perché</a>.</p>
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		<title>Migliorare il processo di filtrazione con la seta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2016 08:45:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[filtro]]></category>
		<category><![CDATA[seta]]></category>
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					<description><![CDATA[I ricercatori del MIT hanno scoperto nella seta la chiave per poter filtrare in maniera più ecologica, più efficace e meno costosa I ricercatori del MIT&#160;e della Tufts University hanno trovato nella seta molto di più che un semplice tessuto raffinato per i vestiti: studiando questa materia, infatti, si sono resi conto di poter estrarre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32304" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/09/images_seta_filtro.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_seta_filtro.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_seta_filtro-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_seta_filtro-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>I ricercatori del MIT hanno scoperto nella seta la chiave per poter filtrare in maniera più ecologica, più efficace e meno costosa</p>
<p>  <span id="more-32305"></span>  </p>
<p>I <a href="http://web.mit.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricercatori del MIT</a>&nbsp;e della <a href="https://www.tufts.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tufts University</a> hanno trovato nella seta molto di più che un semplice tessuto raffinato per i vestiti: studiando questa materia, infatti, si sono resi conto di poter estrarre piccoli blocchi del tessuto, chiamati nanofibrille, che migliorano notevolmente le tecniche di filtrazione.</p>
<p>In passato, altri avevano provato ad estrarre queste nanofibrille dalla seta, ma avevano in gran parte fallito: per questo i ricercatori hanno raccontato dettagliatamente il loro processo in un<a href="http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/acs.nanolett.6b01195?journalCode=nalefd&amp;#.V0ObeBMZfTc." target="_blank" rel="noopener noreferrer"> documento </a>pubblicato di recente sulla rivista Nano Letters.</p>
<p>A quanto dicono i ricercatori, queste nanofibrille possono essere trasformate in membrane avanzate di filtrazione una volta estratte secondo il loro processo in quattro fasi – processo che coinvolge una esfoliazione della seta, un&#8217;estrazione delle nanofibrille con le onde ultrasoniche e una filtrazione sottovuoto. Loro hanno utilizzato le fibre di seta provenienti dai bachi da seta addomesticati. Queste nuove membrane non sono solo più efficaci per la filtrazione, essendo molto flessibili e non dissolvendosi nell&#8217;acqua, ma sono anche più rispettose dell&#8217;ambiente e meno costose (i costi di un pezzo di membrana avanzata va dai 5 ai 51 centesimi di dollaro, mentre un pezzo comparabile di membrana commerciale costa 1,20 dollari).</p>
<p>Le nuove membrane sono state progettate grazie ad una collaborazione tra diversi dipartimenti: scienziati dei materiali, ingegneri civili, informatici e biomedici hanno lavorato tutti insieme per portare a termine questo studio e, adesso, grazie a loro, queste membrane possono essere usate nella ricerca, nella produzione alimentare e nella filtrazione dell&#8217;acqua .</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Giubbotti antiproiettili tessuti dai ragni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2016 09:43:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Dragon Silk]]></category>
		<category><![CDATA[esercito]]></category>
		<category><![CDATA[seta]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;esercito degli Stati Uniti potrebbe essere protetto grazie a questa seta prodotta da aracnidi geneticamente modificati Dragon Silk&#160;è una tipologia di seta di ragno filata da bachi da seta geneticamente modificati – che può sembrare roba da fantascienza, ma che in realtà potrebbe diventare una delle armi di difesa per la protezione delle truppe degli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32145" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/08/images_Dragon_silk.jpg" alt="" width="818" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Dragon_silk.jpg 818w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Dragon_silk-300x165.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Dragon_silk-768x422.jpg 768w" sizes="(max-width: 818px) 100vw, 818px" /></p>
<p>L&#8217;esercito degli Stati Uniti potrebbe essere protetto grazie a questa seta prodotta da aracnidi geneticamente modificati</p>
<p>  <span id="more-32146"></span>  </p>
<p><a href="http://www.kraiglabs.com/kraig-biocraft-laboratories-creates-fiber-that-is-stronger-than-spider-silk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dragon Silk</a>&nbsp;è una tipologia di seta di ragno filata da bachi da seta geneticamente modificati – che può sembrare roba da fantascienza, ma che in realtà potrebbe diventare una delle armi di difesa per la protezione delle truppe degli Stati Uniti.&nbsp;</p>
<p>Creata dai <a href="http://www.kraiglabs.com/kraig-biocraft-laboratories-creates-fiber-that-is-stronger-than-spider-silk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Kraig Biocraft Laboratories</a>, questa fibra viene presentata dalla società come la più forte e la più flessibile tra quelle prodotte fino ad oggi e, siccome si dice che potrebbe arrivare a proteggere contro le pallottole, il Dipartimento della Difesa ha deciso di assegnare alla Kraig Biocraft una concessione da 100.000 dollari, con l&#8217;obiettivo di utilizzare la Dragon Silk per le applicazioni anti-balistiche, come i giubbotti antiproiettili per i soldati.</p>
<p>Cinque volte più dura dell&#8217;acciaio e tre volte forte quanto il Kevlar, la seta di ragno è una delle sostanze più forti conosciute dall&#8217;uomo, ma è notoriamente molto difficile da coltivare. I ragni, infatti, sono territoriali e cannibali – quindi mantenere un assortimento costante è complicato – e, inoltre, anche la produzione di massa è un problema. La Kraig Biocraft ci è riuscita sfruttando la ricerca che ha isolato le proteine che creano la seta di ragno e ha sviluppato una tecnologia che portasse il DNA del ragno nei bachi da seta.</p>
<p>Grazie, quindi, a questi aracnidi geneticamente modificati, la società fornirà all&#8217;esercito una serie di «pacchetti su cui sparare», con diversi spessori, diversi tipi di filato e diverse tecniche di costruzione, in modo da capire quali sono – se ci sono – le caratteristiche migliori per loro. Se i test dovessero risultare positivi, la società potrebbe ricevere fino a 1 milione di dollari per portare avanti il lavoro.</p>
<p>Al di là di questo specifico utilizzo, la Dragon silk potrebbe anche avere un ruolo nelle procedure chirurgiche. Staremo a vedere.</p>
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		<title>Blue Economy: la seta per fertilizzare i campi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/esperto-dello-sport/blue-economy-la-seta-per-fertilizzare-i-campi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2015 16:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esperto dello sport]]></category>
		<category><![CDATA[bachi da seta]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazione]]></category>
		<category><![CDATA[gunter Pauli]]></category>
		<category><![CDATA[metalli pesanti]]></category>
		<category><![CDATA[seta]]></category>
		<category><![CDATA[seta fertilizzare campi]]></category>
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					<description><![CDATA[La seta come fertilizzante e materiale per sostituire i metalli pesanti: ne gioverebbe l’ambiente e l’economia Seta per fertilizzare i suoli. Addio metalli pesanti come il Titanio, la coltivazione diventa più ecologica ed  economica, grazie alla Blue Economy, la nuova economia pensata da Gunter Pauli, fondatore di Zeri. In realtà, a scoprire tutte le potenzialità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-23457" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/01/images_igallery_resized_ambientetest_th-13961-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">La seta come fertilizzante e materiale per sostituire i metalli pesanti: ne gioverebbe l’ambiente e l’economia</p>
<p>  <span id="more-23458"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 11.8181819915771px; line-height: 1.3em;">Seta per fertilizzare i suoli. Addio metalli pesanti come il Titanio, la coltivazione diventa più ecologica ed  economica, grazie alla Blue Economy, la nuova economia pensata da <a href="http://www.gunterpauli.com/Gunter_Pauli/Home.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Gunter Pauli</strong></a>, fondatore di</span><a href="http://zeri.org/ZERI/Home.html" target="_blank" style="font-size: 11.8181819915771px; line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer"> Zeri</a><span style="font-size: 11.8181819915771px; line-height: 1.3em;">. In realtà, a scoprire tutte le potenzialità della seta è stato Fritz Vollrath, docente al dipartimento  di zoologia dell’Università di Oxford, che nel 1992 diete vita ad un vero e proprio studio sui bachi e sul ‘frutto’ da loro prodotto.  Il team di lavoro di Vollrath mise anche a punto, ispirandosi ai ragni e servendosi solo di acqua e pressione, una gamma di strumenti medici commercializzata dalla Oxford biomaterials.</span></p>
<p class="MsoNormal">La capacità della <a href="https://www.ecoseven.net//?p=22975"><strong>seta</strong></a> di sostituire i metalli pesanti, la rendono anche un ottimo elemento non solo per la fertilizzazione dei campi, ma anche un materiale per realizzare oggetti da cucina. Se mai dovesse avvenire la sostituzione, la domanda di <a href="ambiente/news-ambiente/blue-economy-lo-sai-che-il-rasoi-puo-esser-realizzato-con-la-seta">seta</a> crescerebbe a dismisura, ma è vero anche che diminuirebbero le richieste dei metalli e quindi l’attività estrattiva di essa, con conseguenze sul fronte del lavoro.  A far fronte a questo è la seta stessa ‘Dato che i bachi da seta si nutrono delle foglie dei gelsi, piantagioni intensive di questi alberi potrebbero fornire cibo, energia, rigenerazione dei suoli e posti di lavoro’, si legge sul libro Blue Economy.  Nellòa pratica, entro 10 anni il numero di persone coinvolte e impiegate in questo settore potrebbe raggiungere 1.250.000.</p>
<p class="MsoNormal">Un buon risultato per l’ambiente e il portafoglio.</p>
<p class="MsoNormal">gc </p>
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		<title>Moda, sempre piu&#8217; eco i vestiti del futuro</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 12:05:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Filato naturale, lana, sughero, rafia e seta sono gli ingredienti per i vestiti del futuro. La ricetta del nuovo guardaroba impiega tutte materie prime naturali Lana. Sughero. Rafia. Seta. Non sono certo materiali nuovi con cui creare i tessuti, ma si rinnovano. O meglio rinnovano il nostro guardarobe. Lo sogliano dei filati artificiali per farlo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-4386" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/12/images_igallery_resized_benessere_lana-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Filato naturale, lana, sughero, rafia e seta sono gli ingredienti per i vestiti del futuro. La ricetta del nuovo guardaroba impiega tutte materie prime naturali</p>
<p> <span id="more-4387"></span>   </p>
<p>Lana. Sughero. Rafia. Seta. Non sono certo materiali nuovi con cui creare i tessuti, ma si rinnovano. O meglio rinnovano il nostro guardarobe. Lo sogliano dei filati artificiali per farlo vestire solo di materie prime naturali.</p>
<p> &nbsp;</p>
<p>Sono loro infatti i protagonosti della passerella ecosostenibile. La moda lanciata dal Carlo d&rsquo;Inghilterra nel 2008, prende piede in tutto il mondo, influenzando Tokio, Dusseldorf, Amsterdam, Oslo, New York e Madrid. Nell&rsquo;autunno del 2012 anche Italia, Francia e Cina potranno vantare una passerella verde.</p>
<p> &nbsp;</p>
<p>Naturali sono anche i colori, estratti da piante, foglie, bacche e radici. Sono inoltre dermatologicamente testati. La caratteristica dei coloranti vegetali &egrave; che provengono da fonti rinnovabili e sono biodegradabili.</p>
<p>Un&rsquo;innovazione, questa, che far&agrave; certamente bene alla nostra pelle e al nostro corpo. Spesso non ci diamo troppo peso, ma i vestiti che indossiamo quotidianamente possono essere una fonte di pericolo diretta per la nostra salute e quella del Pianeta.</p>
<p> &nbsp;</p>
<p>(GC)<br /> &nbsp;</p>
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