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	<title>scomparsa &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Dove sono finiti i pinguini reali?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Aug 2018 08:37:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[estinzione]]></category>
		<category><![CDATA[pinguini]]></category>
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		<category><![CDATA[rischio]]></category>
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					<description><![CDATA[Circa il 90% della più grande colonia di pinguini al mondo è misteriosamente scomparsa Un recente studio, confermato da nuove immagini satellitari, mostra che restano solo 200.000 dei due milioni di pinguini reali&#160;che hanno vissuto sull&#8217;isola francese di Île aux Cochons fin dal 1982. La drastica scomparsa di questi pinguini è un evento sconcertante che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-37011" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/08/images_costellazionidipinguino.jpg" alt="" width="800" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_costellazionidipinguino.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_costellazionidipinguino-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_costellazionidipinguino-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Circa il 90% della più grande colonia di pinguini al mondo è misteriosamente scomparsa</p>
<p>  <span id="more-37012"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.cambridge.org/core/journals/antarctic-science/article/massive-decline-of-the-worlds-largest-king-penguin-colony-at-ile-aux-cochons-crozet/E254E3E24DE3BDC523B25FA3A3261584" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un recente studio</a>, confermato da nuove immagini satellitari, mostra che restano solo 200.000 dei due milioni di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aptenodytes_patagonicus" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pinguini reali</a>&nbsp;che hanno vissuto sull&#8217;isola francese di Île aux Cochons fin dal 1982. La drastica scomparsa di questi pinguini è un evento sconcertante che gli scienziati stanno ancora cercando di capire – ma, come primo colpevole, ovviamente, stanno pensando al cambiamento climatico.</p>
<p style="text-align: justify;">La remota Île aux Cochons, che si trova a metà strada tra la punta dell&#8217;Africa e l&#8217;Antartide, è nota per ospitare la più grande colonia di pinguini reali del mondo, ma sta diventando anche tristemente nota poiché ne sta anche raccontando il collasso.</p>
<p style="text-align: justify;">La Lista Rossa <a href="http://www.iucnredlist.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">IUCN</a>&nbsp;delle specie minacciate continua a elencare questa specie in quelle che destano minore preoccupazione, nonostante il recente calo dei numeri, ma sono molti gli scienziati in allarme.<br />Le cause più probabili per quello che sta succedendo sono, come dicevamo prima, i cambiamenti climatici, ma si aggiungono a questo gli eventi che ne sono derivano – per esempio le malattie o la diminuzione del cibo – quindi non si tratterebbe di una causa singola, ma di una serie di fattori che si sono mescolati, aggravandosi l&#8217;uno con l&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">La notizia è particolarmente scoraggiante per le coppie di pinguini reali, perché depongono solo un uovo alla volta quando nidificano. Poi, lo trasportano in mezzo ai loro piedi, covandolo alternandosi, a intervalli di alcune settimane, e incubando il pulcino fino a quando non si schiude, in un processo che richiede più di due mesi. Poiché i pinguini non nidificano tutto l&#8217;anno, con il cibo che diventa sempre più scarso e l&#8217;insorgere di malattie, non sembra probabile un rapido ripopolamento.</p>
<p style="text-align: justify;">È il caso di fare qualcosa.&nbsp;Staremo a vedere cosa succederà.</p>
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		<title>Addio parco nazionale dello Stelvio: verrà smembrato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2015 13:29:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[parco nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Pericolo]]></category>
		<category><![CDATA[scomparsa]]></category>
		<category><![CDATA[Stelvio]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ottantesimo compleanno è vicino, ma ministero e regioni allentano le tutele sul più grande parco nazionale delle Alpi A rischio il parco nazionale dello Stelvio: tre poche settimane potrebbe vedere modificato il proprio status. Come denuncia Legambiente: &#8216;potrebbe non esistere più già nelle prossime settimane, se il Consiglio dei Ministri dovesse avallare l&#8217;intesa sottoscritta dal [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-24579" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_igallery_resized_ambientetest_Stelvio-14532-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">L&#8217;ottantesimo compleanno è vicino, ma ministero e regioni allentano le tutele sul più grande parco nazionale delle Alpi<br /></span></p>
<p>  <span id="more-24580"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">A rischio il parco nazionale dello Stelvio: tre poche settimane potrebbe vedere modificato il proprio status. Come denuncia <a href="http://www.legambiente.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Legambiente</a>: &#8216;potrebbe non esistere più già nelle prossime settimane, se il Consiglio dei Ministri dovesse avallare l&#8217;intesa sottoscritta dal Ministero dell&#8217;Ambiente, dalla Regione Lombardia e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano, per modificarne radicalmente la governance e le tutele&#8217;.</span></p>
<p>Il parco, istituito nel lontano 1935, secondo il piano, lascerebbe il posto a una serie di parchi provinciali che però godrebbero di un livello di protezione molto inferiore.</p>
<p>&#8216;Sarebbe il primo caso in Europa di declassamento, ci auguriamo quindi che il Presidente Renzi e il ministro dell’Ambiente Galletti vogliano evitare in extremis di danneggiare anche a livello internazionale tutto il nostro sistema di aree protette&#8217;, ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente.</p>
<p>L&#8217;ente che governava il parco è andato incontro a una serie di gravi problemi: scarsa collaborazione da parte di regione e province, problemi di regolarizzazione del personale, presenza eccessivamente burocratica del Ministero dell&#8217;Ambiente. </p>
<p>&#8216;Anziché innovare e semplificare il sistema di gestione dell&#8217;area protetta – ha continuato Cogliati Dezza &#8211; si preferisce scinderla in tre unità separate che potranno decidere ciascuna, in regime di totale autonomia e in nome di un malinteso e irresponsabile decentramento, di allentare vincoli o addirittura di stralciare porzioni di territorio. E’ difficile comprendere come il Ministero dell&#8217;Ambiente possa aver siglato un&#8217;intesa con la quale lo Stato, oltre a dismettere il finanziamento dell&#8217;ente, rinuncia ad esercitare qualsiasi funzione di controllo nei confronti di un parco nazionale di questa importanza e notorietà&#8217;.</p>
<p>Questo &#8216;spezzatino amministrativo&#8217; rischia seriamente di compromettere il senso del parco e lasciarlo in balia degli eventi. </p>
<p>&#8216;Il nuovo schema di governo non avrà più nemmeno lontanamente i requisiti per essere considerato parco nazionale, e con questo le Alpi perderanno la loro più grande area protetta. Ci appelliamo al Governo affinché non avalli una simile decisione – ha dichiarato Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia -, altrimenti sarà inevitabile ricorrere  alle istituzioni internazionali per evitare il primato europeo di declassamento di un parco nazionale&#8217;.</p>
<p>Pensare che nei ghiacci dello Stelvio vive<a href="https://www.ecoseven.net//?p=3387" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> il microrganismo che potrebbe sconfiggere l&#8217;inquinamento</a>. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell&#8217;Ortles-Cevedale dell&#8217;Istituto di Microbiologia della facoltà di Agraria dell&#8217;Università Cattolica di Piacenza, che per tre anni ha studiato la biodiversità microbiologica dei ghiacciai.</p>
<p>a.po</p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;"> </span></p>
<p> </p>
<p> </p>
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