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	<title>sclerosi &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Sclerosi multipla e rischi di cancro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 06:16:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[sclerosi]]></category>
		<category><![CDATA[sclerosi multipla]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, una sclerosi multipla di lunga durata potrebbe essere legata a maggiori rischi cancerogeni La sclerosi multipla è una malattia difficile da gestire e con cui convivere, ma secondo un nuovo studio norvegese di lunga durata potrebbe anche aumentare le possibilità di incorrere nel cancro. Complessivamente, il rischio più elevato era basso: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-37954" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_cancroslerosi.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_cancroslerosi.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_cancroslerosi-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_cancroslerosi-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Secondo un nuovo studio, una sclerosi multipla di lunga durata potrebbe essere legata a maggiori rischi cancerogeni</p>
<p>  <span id="more-37955"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=20211:come-rinforzare-il-sistema-immunitario&amp;catid=136&amp;Itemid=2512" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sclerosi multipla</a> è una malattia difficile da gestire e con cui convivere, ma secondo <a href="https://www.researchgate.net/publication/315774687_Survival_and_cause_of_death_in_multiple_sclerosis_A_60-year_longitudinal_population_study" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un nuovo studio</a> norvegese di lunga durata potrebbe anche aumentare le possibilità di incorrere nel cancro.</p>
<p style="text-align: justify;">Complessivamente, il rischio più elevato era basso: solo il 12%. Tuttavia, il rischio di alcuni tumori specifici – come il cancro del sistema nervoso centrale (cervello, midollo spinale e nervo ottico) e le neoplasie urinarie – era di circa il 50% più alto nelle persone con sclerosi multipla rispetto alle altre; inoltre, i tumori respiratori avevano circa due terzi di probabilità in più di verificarsi (ed erano molto connessi all&#8217;abuso di fumo).</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio, presentato al congresso della <a href="https://www.ean.org/oslo2019/5th-Congress-of-the-European-Academy-of-Neurology-Oslo-2019.3649.0.html" target="_self" rel="noopener noreferrer">European Academy of Neurology</a>&nbsp;di Oslo, non ha sollevato preoccupazioni solo per le persone affette da sclerosi multipla. Sette decenni di ricerche hanno suggerito che i fratelli dei malati, anche se non erano a loro volta affetti da sclerosi multipla, avevano un rischio aumentato dell&#8217;80% di tumori del sangue, come la leucemia, rispetto ai loro fratelli e alle persone della popolazione generale sana.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, poiché i fratelli condividono gli stessi geni e le stesse esposizioni ambientali, i ricercatori hanno affermato che i risultati potrebbero indicare una causa condivisa tra la sclerosi multipla e i tumori del sangue.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio, condotto dalla <a href="https://www.researchgate.net/profile/Nina_Grytten2" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricercatrice Nina Grytten</a> dell&#8217;<a href="https://helse-bergen.no/en/steder/haukeland" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ospedale universitario di Haukeland</a>, ha incluso dati su quasi 55.000 persone nate tra il 1930 e il 1979 in Norvegia. Quasi 7.000 persone erano affette da sclerosi multipla e 9.000 erano fratelli di persone affette da sclerosi multipla ma che non avevano quella malattia. Infine, c&#8217;erano anche quasi 38.000 persone che non avevano la malattia né parenti malati.</p>
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		<title>Sclerosi multipla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2018 13:30:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazione]]></category>
		<category><![CDATA[mielina]]></category>
		<category><![CDATA[origine]]></category>
		<category><![CDATA[sclerosi]]></category>
		<category><![CDATA[sclerosi multipla]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio canadese mette in discussione quanto si ipotizzava fino a oggi sulle cause scatenanti Il team di ricercatori dell’Università di Calgary, in Canada, affermano che le lesioni biochimiche della mielina sembrano scatenare la risposta immunitaria che porta a ulteriori danni e non viceversa. Questo mette in discussione la teoria che la sclerosi multipla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36196" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/05/images_nerves-346928_1920.jpg" alt="" width="799" height="397" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_nerves-346928_1920.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_nerves-346928_1920-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_nerves-346928_1920-768x382.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Un nuovo studio canadese mette in discussione quanto si ipotizzava fino a oggi sulle cause scatenanti</p>
<p>  <span id="more-36197"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il team di ricercatori dell’Università di Calgary, in Canada, affermano che le lesioni biochimiche della mielina sembrano scatenare la risposta immunitaria che porta a ulteriori danni e non viceversa. Questo mette in discussione la teoria che la sclerosi multipla sia all’origine della malattia autoimmune.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ la passione che ha spinto Andrew Caprariello a dedicare la borsa post-dottorato, presa all’Università di Calgary, all’esplorazione di nuove ipotesi sulla sclerosi multipla. Di qui lo sviluppo di <a href="http://www.pnas.org/content/early/2018/05/03/1721115115" target="_blank" rel="noopener noreferrer">una nuova radicale teoria</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">“Mi sono sempre chiesto cosa sarebbe successo se la sclerosi multipla avesse avuto inizio dal cervello e gli attacchi al sistema immunitario fossero una conseguenza del danno cerebrale”, ha affermato Caprariello.</p>
<p style="text-align: justify;">Al momento, infatti, questa è considerata una malattia autoimmune degenerativa. L’infiammazione al cervello si verifica quando il sistema immunitario attacca il materiale protettivo posto attorno alle fibre nervose del cervello, detto mielina. Il pensiero comune è che le cellule immunitarie entrino inizialmente nel cervello, causando i danni alla mielina che danno inizio alla sclerosi.</p>
<p style="text-align: justify;">“Da anni si afferma che l’attacco immunitario da inizio alla malattia. Tuttavia, i nostri risultati mostrano che potrebbe esserci qualcosa che accade in profondità e danneggia la mielina, che poi scatena gli attacchi immunitari”, afferma Stys, con cui Caprariello collabora, neurologo e professore presso il Dipartimento di Neuroscienze Cliniche presso il CSM.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questo risultato alla mano, i ricercatori hanno iniziato a studiare trattamenti per fermare la degenerazione della mielina, per vedere se ciò potesse ridurre o interrompere la risposta autoimmune secondaria. Collaborando con l’Università di Toronto, hanno scoperto che, mirando a un trattamento che proteggesse la mielina per fermare il deterioramento, l’attacco immunitario si fermava e l’infiammazione al cervello non si verificava mai.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa scoperta apre nuove porte. Fino ad ora il trattamento mirava al sistema immunitario e, mentre i farmaci antinfiammatori possono essere molto efficaci, hanno un beneficio limitato negli stati successivi della malattia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gruppo di ricerca è stato finanziato dal Brain and Mental Health Strategic Research Fund, istituito dall’Office of the Vice-President (Research) a UCalgary per sostenere studi innovativi e interdisciplinari nell’ambito della strategia di ricerca sulla salute mentale e cerebrale.</p>
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		<title>Sclerosi multipla: le staminali danno speranza di guarigione</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/sclerosi-multipla-le-staminali-danno-speranza-di-guarigione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2014 07:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cura sclerosi multipla]]></category>
		<category><![CDATA[sclerosi]]></category>
		<category><![CDATA[sclerosi multipla]]></category>
		<category><![CDATA[staminali]]></category>
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					<description><![CDATA[Curare la sclerosi multipla con le staminali: uno studio internazionale dona nuova speranza   Le staminali sembrano essere la giusta cura contro la sclerosi multipla: uno studio internazionale, coordinato dall&#8217;Italia, sull&#8217;impiego delle cellule staminali mesenchimali nei pazienti con sclerosi multipla, fa ben sperare. Di tutto questo se ne parla a Boston dove, in occasione del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-20293" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/09/images_igallery_resized_ambientetest_th__5_-12376-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Curare la sclerosi multipla con le staminali: uno studio internazionale dona nuova speranza</p>
<p>  <span id="more-20294"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Le<strong> staminali</strong> sembrano essere la giusta cura contro la <a href="https://www.ecoseven.net//?p=20178"><strong>sclerosi multipla</strong></a>: uno studio internazionale, coordinato dall&#8217;Italia, sull&#8217;impiego delle cellule staminali mesenchimali nei pazienti con sclerosi multipla, fa ben sperare. Di tutto questo se ne parla a Boston dove, in occasione del congresso Ectrims/Actrims (l&#8217;European Committee for Treatment and and Research in Multiple Sclerosisi e l&#8217;omologo americano), si riunisce anche l&#8217;International Steering Committee (Isc) del Progetto Mesems.</p>
<p class="MsoNormal">Lo studio sulle <strong>staminali</strong> per la cura della sclerosi multipla coinvolge ricercatori clinici e di base di nove nazioni (Italia, Spagna, Francia, Inghilterra, Svezia, Danimarca, Svizzera, Canada e Australia), ed è il primo studio internazionale di fase II, effettuato in doppio cieco, per sperimentare la sicurezza di un trattamento con cellule staminali mesenchimali su pazienti con SM.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">‘Sono 81 &#8211; ricorda l&#8217;Associazione italiana sclerosi multipla &#8211; i pazienti reclutati sinora: il 50% dei 160 previsti dal trial; circa 73 (pari al 90% del totale dei reclutati) hanno ricevuto almeno un&#8217;iniezione di trattamento con mesenchimali oppure di placebo; mentre 51 hanno ricevuto entrambe le iniezioni e 27 hanno concluso lo studio’.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<title>Meno sale a tavola, per tenere sotto controllo la Sclerosi multipla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2014 08:02:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[sale]]></category>
		<category><![CDATA[sclerosi]]></category>
		<category><![CDATA[sclerosi multipla]]></category>
		<category><![CDATA[sclerosi multipla sale]]></category>
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					<description><![CDATA[Diminuire la quantità di sale o eliminare proprio questo ingrediente dalla dieta permette di tenere sotto controllo la Sclerosi Multipla   La sclerosi multipla si previene anche a tavola. Basta diminuire la quantità di sale o eliminare proprio questo ingrediente dalla dieta per tenere sotto controllo l’evoluzione della malattia. A dirlo è uno uno studio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-10134" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/01/images_igallery_resized_ambientetest_cosa_utilizzare_al_posto_del_sale_da_cucina-6824-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Diminuire la quantità di sale o eliminare proprio questo ingrediente dalla dieta permette di tenere sotto controllo la Sclerosi Multipla</p>
<p>  <span id="more-20178"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">La <strong>sclerosi multipla</strong> si previene anche a tavola. Basta diminuire la <strong>quantità di sale</strong> o eliminare proprio questo ingrediente dalla dieta per tenere sotto controllo l’evoluzione della malattia. A dirlo è uno uno studio dell&#8217;Istituto di ricerca in neurologia di Buenos Aires, in collaborazione con l&#8217;università Harvard, pubblicato Journal of Neurology, Neurosurgery &amp; Psychiatry.</p>
<p class="MsoNormal">Gli esperti, coordinati da Mauricio Farez di Buenos Aires e da Francisco Quintana di Harvard, hanno seguito per due anni 70 malati, osservando meticolosamente il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=9306"><strong>consumo di sale</strong></a> in relazione ai sintomi, allo sviluppo della patologia e ai risultati delle Risonanze magnetiche. I risultati hanno mostrato che ‘che i pazienti che consumavano una quantità moderata (da 2 a 4 grammi al giorno) o elevata (dai 4,8 grammi) di sale avevano una malattia più &#8216;attiva&#8217; rispetto a chi assumeva meno di due grammi al giorno’, ha spiegato Farez in un&#8217;intervista al quotidiano francese Le Figaro.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Per misurare l&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=19086"><strong>assunzione di sale</strong></a> i ricercatori si sono basati sui valori di sodio rilevati nell&#8217;urina. I dati hanno dimostrato che il rischio di ricadute aumentavano di tre volte nel consumo moderato e di 4 oltre i 4,8 grammi al giorno.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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