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	<title>scioglimento ghiacciai &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Scioglimento dei ghiacciai: rischio prossima pandemia?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/scioglimento-dei-ghiacciai-rischio-prossima-pandemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2022 16:16:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
		<category><![CDATA[rischio prossima pandemia]]></category>
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		<category><![CDATA[virus nei ghiacci]]></category>
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					<description><![CDATA[Il riscaldamento climatico potrebbe liberare virus vecchi migliaia di anni Uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B. ha portato alla luce una scoperta nelle acque del lago Hazen, il più grande della regione artica, all’interno del quale si nasconderebbe materiale genetico virale che se scongelato potrebbe infettare gli organismi circostanti. Questo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-171872" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/11/scioglimento-ghiaccio.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/11/scioglimento-ghiaccio.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/11/scioglimento-ghiaccio-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/11/scioglimento-ghiaccio-1024x576.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/11/scioglimento-ghiaccio-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Il riscaldamento climatico potrebbe liberare virus vecchi migliaia di anni</h3>
<p><span id="more-171870"></span></p>
<p>Uno <a href="https://royalsocietypublishing.org/doi/10.1098/rspb.2022.1073" target="_blank" rel="noopener">studio pubblicato</a> sulla rivista <em>Proceedings of the Royal Society B. </em>ha portato alla luce una scoperta nelle acque del <strong>lago Hazen</strong>, il più grande della regione artica, all’interno del quale si nasconderebbe materiale genetico virale che se scongelato potrebbe infettare gli organismi circostanti.</p>
<p>Questo studio è stato condotto perché il cambiamento climatico sta rapidamente trasformando gli ambienti e <strong>sta diventando fondamentale quantificare il potenziale di ricadute in nuove pandemie</strong> che potrebbero essere causate da spillover.</p>
<p>Il team specifica che per effettuare l’analisi è stato “<em>fatto ricorso a un approccio di metagenomica focalizzato su due ambienti, il suolo e i sedimenti lacustri dal lago di Hazen, il più grande lago d&#8217;acqua dolce dell&#8217;Alto Artico al mondo. Abbiamo usato il DNA e l&#8217;RNA per ricostruire la virosfera del lago sia nei suoi sedimenti che nei suoli, e la sua gamma di ospiti eucariotici. Abbiamo quindi stimato il rischio di fuoriuscita misurando la congruenza tra gli alberi filogenetici dell&#8217;ospite virale e quello eucariotico, e mostrato che il rischio di fuoriuscita aumenta con il deflusso dal ghiacciaio, un indicatore del cambiamento climatico. Se il cambiamento climatico dovesse spostare anche la gamma di specie di potenziali vettori virali e serbatoi verso nord, l&#8217;Alto Artico potrebbe diventare un terreno fertile per le pandemie emergenti</em>”.</p>
<h4>I precedenti</h4>
<p>Nel 2016 a causa di un’ondata di caldo anomala e di un conseguente scioglimento del permafrost, in Siberia scoppiò un caso di <strong>antracite</strong>, che si rivelò essersi conservata nella carcassa di una renna: il virus è passato all’uomo e vi fu anche una vittima, un bambino.</p>
<p>Anche nel 2014 sempre nel <strong>permafrost siberiamo</strong> fu ritrovato e risvegliato un <strong>virus gigante</strong> che pare fosse ospite del ghiacciaio da ormai 30.000 anni.</p>
<p><strong>Non è semplice prevedere eventuali spillover</strong>, poiché, affinché avvenga il contagio, il virus e l’organismo ospitante devono trovarsi nello stesso ambiente. Ma a causa del cambiamento tanti animali stanno emigrando e spostandosi e di conseguenza diventa complicato calcolare in maniera precisa le variabili.</p>
<p><strong><em>Luna Riillo</em></strong></p>
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		<item>
		<title>Lo scioglimento dei ghiacciai: potrebbe essere più rischioso del previsto</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/lo-scioglimento-dei-ghiacciai-potrebbe-essere-piu-rischioso-del-previsto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Nov 2021 07:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[agenti patogeni mortali nei ghiacciai]]></category>
		<category><![CDATA[artico]]></category>
		<category><![CDATA[Groenlandia scioglimento ghiacciai]]></category>
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		<category><![CDATA[scorie nucleari]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo scioglimento dell&#8217;Artico potrebbe rilasciare scorie nucleari e agenti patogeni mortali Tra i motivi per cui lo scioglimento dei ghiacciai dovrebbe seriamente preoccuparci, oltre all&#8217;innalzamento del mare e al contribuito che darà – che dà già – alla devastazione degli ecosistemi in tutto il mondo, c&#8217;è anche il fatto che lo scioglimento dei ghiacciai può [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124538" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/antarctica-5163636_1280.jpg" alt="scioglimento dell'artico" width="800" height="532" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/antarctica-5163636_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/antarctica-5163636_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/antarctica-5163636_1280-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">Lo scioglimento dell&#8217;Artico potrebbe rilasciare scorie nucleari e agenti patogeni mortali</h3>
<p><span id="more-124537"></span></p>
<p align="justify">Tra i motivi per cui lo scioglimento dei ghiacciai dovrebbe seriamente preoccuparci, oltre all&#8217;innalzamento del mare e al contribuito che darà – che dà già – alla devastazione degli ecosistemi in tutto il mondo, c&#8217;è anche il fatto che <strong>lo scioglimento dei ghiacciai può provocare rischi chimici e biologici</strong>, dati da componenti che il ghiaccio sigillava in modo sicuro ma che ora&#8230;</p>
<p align="justify">Secondo una <a href="https://www.nature.com/articles/s41558-021-01162-y" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca </a>pubblicata sulla rivista<strong> Nature Climate Change</strong>, questi rischi includono virus e batteri antichi o sconosciuti, sostanze chimiche tossiche e persino scorie nucleari.</p>
<p align="justify">Il permafrost artico è stato un focolaio di attività industriali, estrazione di risorse e persino test nucleari sovietici, secondo <a href="https://www.bbc.com/news/uk-wales-58724710" target="_blank" rel="noopener noreferrer">BBC</a>, il che significa che ci sono un sacco di rifiuti pericolosi in agguato all&#8217;interno e in attesa di essere rilasciati se continuiamo a bruciare il pianeta.</p>
<h4 align="justify">Racconta BBC che nel permafrost vivono sigillate oltre 100 diverse specie di microbi che sono resistenti ai farmaci antibiotici.</h4>
<p align="justify">È facile immaginare che disastro potrebbe accadere se questi microbi finissero per infettare persone o altri organismi, visto che non avremmo trattamenti di difesa pronti. Potrebbe anche succedere la <strong>follia di dover affrontare contemporaneamente microbi di epoche diverse</strong>.</p>
<p align="justify">Il dottor Arwyn Edwards, della Aberystwyth University, coautore dello studio, ha dichiarato a BBC che<strong> i cambiamenti nel clima e nell&#8217;ecologia dell&#8217;Artico influenzeranno ogni parte del pianeta</strong>.</p>
<h4 align="justify">L&#8217;Artico &#8220;<em>è stato a lungo un congelatore per una serie di cose nocive, non solo per i gas serra</em>&#8220;, ha detto a BBC.</h4>
<p align="justify">&#8220;<em>Ciò che dovrebbe preoccuparci è quanto dobbiamo ancora imparare sull&#8217;Artico, quanto sia importante per tutti i nostri futuri e perché vale la pena proteggerlo</em>&#8220;.</p>
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		<title>Facciamo il punto con lo scioglimento globale del ghiaccio</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/facciamo-il-punto-con-lo-scioglimento-globale-del-ghiaccio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2021 19:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[conseguenze riscaldamento globale]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacciai]]></category>
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		<category><![CDATA[scioglimento ghiaccio]]></category>
		<category><![CDATA[scioglimento globale dei ghiacci]]></category>
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					<description><![CDATA[E se il livello di scioglimento dei ghiacci fosse peggio di quanto immaginiamo? Secondo i risultati recentemente pubblicati dalla rivista The Cryosphere, il ghiaccio si sta sciogliendo a una velocità record in tutto il mondo. Ha detto Thomas Slater, autore principale dello studio e ricercatore dell&#8217;Università di Leeds, che le conseguenze della perdita di ghiaccio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85530" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/02/iceberg-4488537_1280-e1613514653324.jpg" alt="scioglimento dei ghiacci" width="800" height="449" /></h3>
<h3>E se il livello di scioglimento dei ghiacci fosse peggio di quanto immaginiamo?</h3>
<p><span id="more-85529"></span></p>
<p>Secondo i risultati recentemente pubblicati dalla rivista <a href="https://www.the-cryosphere.net/about/news_and_press/2021-01-25_review-article-earths-ice-imbalance.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>The Cryosphere</em></a>, <strong>il ghiaccio si sta sciogliendo a una velocità record in tutto il mondo. </strong></p>
<p>Ha detto Thomas Slater, autore principale dello studio e ricercatore dell&#8217;Università di Leeds, che <strong>le conseguenze della perdita di ghiaccio si faranno sentire a livello globale</strong>.</p>
<p>I dati dei ricercatori mostrano che i tassi di perdita di ghiaccio sono in linea con lo scenario peggiore tra quelli immaginati dall&#8217;Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), una delle principali autorità in materia di clima a livello globale.</p>
<p>Il documento ha rivelato che <strong>nel periodo tra il 1994 e il 2017 sono andate perse circa 28 trilioni di tonnellate di ghiaccio</strong>, una quantità equivalente a una calotta di di 100 metri di spessore che copre il Regno Unito, spiega l&#8217;Università di Leeds in un <a href="http://www.leeds.ac.uk/news/article/4756/global_ice_loss_increases_at_record_rate" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a>.</p>
<h4>Chiaramente, è tutta colpa del riscaldamento globale.</h4>
<p>I ricercatori hanno studiato il tasso globale di perdita di ghiaccio negli ultimi 23 anni analizzando i dati satellitari. Durante il periodo di studio, c&#8217;è stato un aumento di circa il 57% nello scioglimento dei ghiacci. Negli anni &#8217;90, la perdita è stata di 0,8 trilioni di tonnellate all&#8217;anno, ma da allora è aumentata a 1,2 trilioni di tonnellate nel 2017.</p>
<p>Secondo Inès Otosaka, coautrice del rapporto e ricercatrice di dottorato presso l&#8217;Università di Leeds, <strong>la perdita di ghiaccio avrà effetti significativi sul livello del mare e sulle sorgenti di acqua dolce.</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Oltre a contribuire all&#8217;innalzamento medio globale del livello del mare, i ghiacciai di montagna sono anche fondamentali come risorsa di acqua dolce per le comunità locali&#8221;, ha detto Otosaka nel comunicato stampa. &#8220;Il ritiro dei ghiacciai in tutto il mondo è quindi di importanza cruciale, sia su scala locale che globale&#8221;.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>E se si sciogliesse il permafrost?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/e-se-si-sciogliesse-il-permafrost/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2020 12:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[artico]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[carbonio]]></category>
		<category><![CDATA[disgelo]]></category>
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		<category><![CDATA[scioglimento del permafrost]]></category>
		<category><![CDATA[scioglimento ghiacciai]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova ricerca racconta il potenziale devastante dello scioglimento del permafrost Come sappiamo, il permafrost è un terreno tipico delle regioni molto fredde e consta di un suolo ghiacciato che, quindi, in determinate condizioni e con determinate temperature – indotte dai cambiamenti climatici – potrebbe sciogliersi. Secondo una nuova ricerca se questo accadesse sarebbe devastante per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-73172" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/polar-3648375_1280-e1606488637911.jpg" alt="permafrost" width="800" height="533" /></h3>
<h3>Una nuova ricerca racconta il potenziale devastante dello scioglimento del permafrost</h3>
<p><span id="more-73171"></span></p>
<p>Come sappiamo, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Permafrost" target="_blank" rel="noopener noreferrer">permafrost</a> <strong>è un terreno tipico delle regioni molto fredde e consta di un suolo ghiacciato</strong> che, quindi, in determinate condizioni e con determinate temperature – indotte dai cambiamenti climatici – potrebbe sciogliersi.</p>
<p>Secondo una nuova ricerca se questo accadesse sarebbe devastante per il pianeta e per tutti noi.</p>
<p>La ricerca si è basata su uno studio storico. Come racconta <a href="https://www.eenews.net/climatewire/stories/1063716469" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>E&amp;E News</em></a>, negli ultimi 27.000 anni, <strong>il permafrost dell&#8217;Artico si è scongelato o ha collassato in tre diverse occasioni rilasciando nell&#8217;aria</strong>, ogni volta, <strong>enormi quantità di carbonio sequestrato</strong>.</p>
<h4>Se il cambiamento climatico globale continua incontrollato, questo è quello che ci potrebbe accadere.</h4>
<p>Quello che racconta lo specifico della <a href="https://advances.sciencemag.org/content/6/42/eabb6546" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca</a>, pubblicata su <em>Science Advances</em>, è che <strong>durante i precedenti disgeli, la quantità di carbonio rilasciata dal permafrost è aumentata di un intero ordine di grandezza</strong> rispetto ai livelli pre-scongelamento.</p>
<p>Questo significa che se vogliamo gestire il cambiamento climatico e prevenire i peggiori risultati, <strong>è necessario agire il prima possibile</strong> – altrimenti potremmo causare una cascata inesorabile di rilascio di carbonio mentre l&#8217;Artico si scioglie.</p>
<p>Tra l&#8217;altro, se è nostra intenzione raggiungere gli obiettivi climatici stabiliti nell&#8217;accordo di Parigi, <strong>è vitale mitigare questo disgelo</strong>, poiché il carbonio rilasciato dal permafrost compenserebbe ampiamente le riduzioni delle emissioni che realizziamo.</p>
<p>&#8220;Qualsiasi rilascio dallo scongelamento del permafrost significa che c&#8217;è ancora meno spazio per il rilascio di gas serra di origine antropica nel budget del sistema Terra-clima prima che vengano raggiunte soglie pericolose&#8221;, ha detto Örjan Gustafsson, coautore dello studio e ricercatore dell&#8217;Università di Stoccolma, su <em>E&amp;E News</em>.</p>
<p>&#8220;L&#8217;unico modo per limitare le emissioni di gas serra legate al permafrost è <strong>mitigare il riscaldamento climatico abbassando le emissioni di gas serra di origine antropica</strong>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Neve rossa come il sangue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2020 19:01:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[alga]]></category>
		<category><![CDATA[antartide]]></category>
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		<category><![CDATA[neve rossa]]></category>
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		<category><![CDATA[scioglimento ghiacciai]]></category>
		<category><![CDATA[Surriscaldamento globale]]></category>
		<category><![CDATA[watermelon snow]]></category>
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					<description><![CDATA[In Antartide, è stata fotografata una neve di un colore tutt&#8217;altro che rassicurante In Antartide, è stata fotografata una neve di un colore tutt&#8217;altro che rassicurante Un post sulla pagina Facebook del Ministero dell&#8217;Istruzione e della Scienza ucraino ha mostrato una foto davvero inquietante: una stazione di ricerca su un&#8217;isola appena al largo della costa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>In Antartide, è stata fotografata una neve di un colore tutt&#8217;altro che rassicurante</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49040" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/Watermelon_Snow_-_King_George_Island.jpg" alt="neve" width="800" height="417" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/Watermelon_Snow_-_King_George_Island.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/Watermelon_Snow_-_King_George_Island-300x156.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/Watermelon_Snow_-_King_George_Island-768x400.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>In Antartide, è stata fotografata una neve di un colore tutt&#8217;altro che rassicurante</p>
<p><span id="more-49038"></span></p>
<p>Un<a href="https://www.facebook.com/UAMON/posts/3335112826515272" target="_blank" rel="noopener"> post</a> sulla pagina Facebook del <strong>Ministero dell&#8217;Istruzione e della Scienza ucraino</strong> ha mostrato una foto davvero inquietante: una stazione di ricerca su un&#8217;isola appena al largo del<strong>la costa più settentrionale dell&#8217;Antartide coperta di neve rossa come il sangue.</strong></p>
<p>La scena aveva l&#8217;aspetto cruento della scena di un delitto, ma in realtà era il risultato dell&#8217;opera di un&#8217;<strong>alga microscopica dai pigmenti rossi</strong> chiamata <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Chlamydomonas_nivalis" target="_blank" rel="noopener">Chlamydomonas nivalis</a>, che ha prosperato nell&#8217;acqua gelida mentre la calda estate da record dell&#8217;Antartide scioglieva il ghiaccio.</p>
<p>Quando l&#8217;estate colpisce le regioni polari, infatti, queste alghe fioriscono, macchiando la neve e il ghiaccio attorno ad essa di un rosso simile al sangue, come spiega <a href="https://www.livescience.com/antarctica-bleeds-watermelon-snow.html" target="_blank" rel="noopener">Live Science</a>.</p>
<p><strong>Il fenomeno è stato notato per la prima volta da Aristotele</strong> migliaia di anni fa e viene spesso definito «watermelon snow» (ovvero neve d&#8217;anguria), a causa del suo profumo dolce e del colore – da noi viene chiamata «<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Neve_rossa" target="_blank" rel="noopener">neve rossa</a>» .</p>
<p>Ciò che fa diventare di questo colore le alghe in fiore sono gli stessi pigmenti che danno alle carote e alle angurie – appunto – la loro tinta: i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carotenoidi" target="_blank" rel="noopener">carotenoidi</a>.</p>
<h4>Anche se è un interessantissimo fenomeno naturale, questa colorazione fa anche sciogliere il ghiaccio più velocemente.</h4>
<p>Il colore rosso, infatti, permette una minore riflessione della luce sulla neve, facendo assorbire più calore e quindi provocando uno scioglimento più veloce.</p>
<p>Lo scioglimento accelerato, di conseguenza, provoca la crescita di più alghe e peggiora il fenomeno, come in <strong>una spirale negativa</strong>.</p>
<p>Come racconta Live Science, non è la prima volta che succede una cosa del genere: a gennaio, le alghe in fiore hanno fatto sì che la schiuma del mare ingoiasse la costa di una città spagnola e, in passato, fioriture di alghe simili avevano fatto diventare blu le coste intorno alle isole del Mar Cinese Orientale.</p>
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		<title>Incombe una minaccia sui sistemi d&#8217;acqua dolce</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/incombe-una-minaccia-sui-sistemi-d-acqua-dolce/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2019 17:49:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[acque dolci]]></category>
		<category><![CDATA[approvigionamento]]></category>
		<category><![CDATA[approvvigionamento]]></category>
		<category><![CDATA[rischio]]></category>
		<category><![CDATA[scioglimento ghiacciai]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo scioglimento dei ghiacci indotto dai cambiamenti climatici mette a rischio l&#8217;approvvigionamento globale di acque dolci Uno studio&#160;recentemente pubblicato su Nature racconta che i sistemi di acqua dolce generati dai ghiacciai sono fortemente minacciati dai cambiamenti climatici. Chiamati «torri d&#8217;acqua» di montagna, questi sistemi forniscono acqua alle comunità del bacino a valle generando e immagazzinando [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38875" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_water-1246178_1280.jpg" alt="" width="800" height="459" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_water-1246178_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_water-1246178_1280-300x172.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_water-1246178_1280-768x441.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2>Lo scioglimento dei ghiacci indotto dai cambiamenti climatici mette a rischio l&#8217;approvvigionamento globale di acque dolci</h2>
<p>  <span id="more-38876"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Uno <a href="https://www.nature.com/articles/s41586-019-1822-y" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>&nbsp;recentemente pubblicato su Nature racconta che i sistemi di acqua dolce generati dai ghiacciai sono fortemente minacciati dai cambiamenti climatici.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiamati «torri d&#8217;acqua» di montagna, questi sistemi forniscono acqua alle comunità del bacino a valle generando e immagazzinando grandi quantità di acqua dalla pioggia e dalla neve ad alta quota.</p>
<p style="text-align: justify;">Sfortunatamente, con il fatto che lo scioglimento dei ghiacci sta diventando più pronunciato, i modelli di precipitazione sono interrotti, mettendo a loro volta a rischio la capacità di stoccaggio di queste torri d&#8217;acqua.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio avverte che l&#8217;esaurimento delle riserve di acqua dolce e le gravi carenze idriche diventeranno più evidenti e che bisogna riuscire a fare prevenzione. Per questo, la narrazione sui cambiamenti climatici deve cambiare, arrivando anche ad includere discussioni sullo scioglimento e la perdita del ghiaccio montano e non solo sull&#8217;innalzamento del livello del mare.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca, scritta da 32 scienziati provenienti da tutto il mondo, ha riconosciuto 78 regioni montuose come «torri d&#8217;acqua» cruciali, esse si trovano principalmente in Asia, Europa e nelle Americhe – sulla base dello studio, le torri d&#8217;acqua asiatiche sono le più vulnerabili, in particolare il sistema idrico dell&#8217;Indo.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio ha quantificato per la prima volta l&#8217;approvvigionamento idrico naturale proveniente dalle montagne e la domanda di acqua da parte della società, col fine di poter arrivare a fare proiezioni sul futuro e a mostrare quali sono le zone più vulnerabili a queste mancanze.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, ne è risultato che, visto l&#8217;affidamento che c&#8217;è nei confronti di queste torri, gli ecosistemi montani devono essere assolutamente salvaguardati.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>A causa del cambiamento climatico, emergono nuove isole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2019 09:21:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[artico]]></category>
		<category><![CDATA[nuove isole]]></category>
		<category><![CDATA[scioglimento ghiacciai]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono emerse cinque nuove isole dallo scioglimento dei ghiacci nell&#8217;Artico russo Nel 2016, grazie a delle immagini satellitari, la Marina Russa aveva per la prima volta individuato queste cinque nuove isole, emerse a causa dello scioglimento dei ghiacciai indotto dai cambiamenti climatici. Solo ora, grazie a una recente spedizione, le isole sono state confermate e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38653" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_isole.jpg" alt="" width="799" height="468" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_isole.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_isole-300x176.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_isole-768x450.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Sono emerse cinque nuove isole dallo scioglimento dei ghiacci nell&#8217;Artico russo</p>
<p>  <span id="more-38654"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2016, grazie a delle immagini satellitari, l<strong>a Marina Russa aveva per la prima volta individuato queste cinque nuove isole</strong>, emerse a causa dello scioglimento dei ghiacciai indotto dai cambiamenti climatici.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo ora, grazie a una recente spedizione, le isole sono state confermate e mappate, dimostrando una volta di più – qualora servisse – come la frequenza dello scioglimento del ghiaccio ci avverta in modo lampante che gli impatti climatici stanno colpendo più duramente e prima del previsto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È noto che il riscaldamento globale influenzi negativamente l&#8217;Artico</strong>: i ghiacciai e la neve non fanno che assottigliarsi e cambiare di stato e, se i livelli di emissioni di gas serra continueranno ad aumentare, l&#8217;ONU prevede che circa il 70% del permafrost potrebbe essere perso entro il 2100.</p>
<p style="text-align: justify;">Delle cinque isole ancora senza nome, la più piccola misura 900 metri quadrati e la più grande misura 54.500 metri quadrati. La loro comparsa conferma quello che avevano detto le <strong>Nazioni Unite</strong> riguardo al fatto che, <strong>tra il 2015 e il 2019, si sarebbe registrata una perdita di ghiacciaio maggiore di qualsiasi altro periodo di cinque anni</strong>: avevano ragione.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nuove isole si trovano in prossimità del ghiacciaio Vylki, al largo della costa dell&#8217;arcipelago di Novaya Zemlya, a nord-ovest della terraferma russa. I filmati forniti dalla spedizione hanno mostrato che uccelli marini, trichechi e orsi polari popolano già le coste delle isole.</p>
<p style="text-align: justify;">È interessante notare come il restringimento della calotta glaciale abbia aperto le rotte marittime nell&#8217;Artico, rendendole più navigabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa scoperta, comunque, si porta dietro molte <strong>conseguenze geopolitiche</strong> oltre che ambientali, visto che l&#8217;Artico potrebbe diventare, in futuro, un&#8217;autostrada molto contestata e un centro di risorse naturali come petrolio, gas naturale, depositi minerali e persino pesci.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Cosa sta succedendo al nostro pianeta?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2019 11:48:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[alghe]]></category>
		<category><![CDATA[anidride carbonica]]></category>
		<category><![CDATA[aumento temperature oceani]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
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		<category><![CDATA[gas serra]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacciai]]></category>
		<category><![CDATA[scioglimento ghiacciai]]></category>
		<category><![CDATA[Surriscaldamento globale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il report dell&#8217;IPCC ci racconta lo stato degli oceani, del ghiaccio polare e della crisi climatica Il Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC), che è l&#8217;organismo responsabile della comunicazione sul deterioramento dello stato del nostro clima, ha riconosciuto ufficialmente la situazione degli oceani come una componente critica nella crisi indotta dai cambiamenti climatici. Come è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38480" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_URG_Report_cambiamenti_oceani_e_ghiacci.jpg" alt="" width="801" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_URG_Report_cambiamenti_oceani_e_ghiacci.jpg 801w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_URG_Report_cambiamenti_oceani_e_ghiacci-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_URG_Report_cambiamenti_oceani_e_ghiacci-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 801px) 100vw, 801px" /></p>
<p>Il report dell&#8217;IPCC ci racconta lo stato degli oceani, del ghiaccio polare e della crisi climatica</p>
<p>  <span id="more-38481"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (<a href="https://www.ipcc.ch/srocc/home/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">IPCC</a>), che è l&#8217;organismo responsabile della comunicazione sul deterioramento dello stato del nostro clima, ha riconosciuto ufficialmente la situazione degli oceani come una componente critica nella crisi indotta dai cambiamenti climatici. Come è noto, il riscaldamento globale e il conseguente aumento delle temperature oceaniche stanno sciogliendo le calotte glaciali e i ghiacciai e stanno contribuendo all&#8217;innalzamento del livello del mare. Inoltre, le acque calde influenzano i livelli di ossigeno nell&#8217;oceano e man mano che questi fenomeni accelerano verso un punto di non ritorno, gli ecosistemi della natura vengono sconvolti e si arriverà al punto in cui anche la società umana ne risentirà.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <a href="https://www.ipcc.ch/srocc/download-report/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rapporto</a>, che si intitola <em>Special Report on the Ocean and Cryosphere in a Changing Climate</em>, si basa su quasi 7.000 articoli di ricerca e segna una pietra miliare per tutte le discussioni e i dibattiti che verranno. Quello che dice, in sostanza, è che se le cose rimangono come sono ora, lo sconvolgimento ecologico è imminente.</p>
<p style="text-align: justify;">I nostri oceani, infatti, oltre ad ospitare un habitat importante a cui molti esseri viventi, inclusi gli umani, si affidano per il cibo e il sostentamento, assorbono anche collettivamente più di un quarto dell&#8217;anidride carbonica prodotta dall&#8217;uomo e oltre il 90% del calore generato dalle emissioni di gas serra, fornendo contemporaneamente metà dell&#8217;ossigeno creato sul nostro pianeta. Svolgono, insomma, un ruolo significativo nella regolazione climatica globale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto che essi siano colpiti da questa crisi climatica e che abbiano aumentato le loro temperature, fa sì che abbiano meno possibilità di trattenere l&#8217;ossigeno, portando alla successiva acidificazione dell&#8217;oceano. Inoltre, le acque più calde imbiancano le barriere coralline e comportano un aumento delle complicazioni nella chimica dell&#8217;acqua, in modo che sia le fioriture batteriche che quelle algali diventino più comuni. La biodiversità marina ne risente, la pesca ne risente e le estinzioni di massa diventano inevitabili.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Lo scioglimento della Groenlandia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/lo-scioglimento-della-groenlandia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2019 12:23:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Calotta Polare]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacciai]]></category>
		<category><![CDATA[Groenlandia]]></category>
		<category><![CDATA[incendi]]></category>
		<category><![CDATA[scioglimento]]></category>
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					<description><![CDATA[La calotta glaciale della Groenlandia ha perso 197 miliardi di tonnellate di ghiaccio nel corso del mese di luglio Durante il mese di luglio, la seconda lastra di ghiaccio più grande del mondo ha perso 197 miliardi di tonnellate di ghiaccio e ha aumentato i livelli del mare di circa mezzo millimetro. Si tratta della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38253" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Ghiacciaio_Groenlandia_CUT.jpg" alt="" width="802" height="440" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Ghiacciaio_Groenlandia_CUT.jpg 802w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Ghiacciaio_Groenlandia_CUT-300x165.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Ghiacciaio_Groenlandia_CUT-768x421.jpg 768w" sizes="(max-width: 802px) 100vw, 802px" /></p>
<p>La calotta glaciale della Groenlandia ha perso 197 miliardi di tonnellate di ghiaccio nel corso del mese di luglio</p>
<p>  <span id="more-38254"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Durante il mese di luglio, la seconda lastra di ghiaccio più grande del mondo ha perso 197 miliardi di tonnellate di ghiaccio e ha aumentato i livelli del mare di circa mezzo millimetro. Si tratta della <strong>calotta glaciale della Groenlandia</strong> che, per intenderci, subito dopo, nel solo giorno di ferragosto, <strong>ha perso 11 miliardi di tonnellate di ghiaccio superficiale</strong> a seguito di un crollo che ha riversato tutto nell&#8217;oceano.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiaramente non è inusuale che la calotta glaciale si sciolga durante l&#8217;estate, ma di solito questo processo inizia alla fine di maggio, mentre quest&#8217;anno è successo settimane prima. Poi, oltretutto, come hanno riferito i meteorologi, luglio è stato uno dei mesi più caldi mai registrati nel mondo – per intenderci, le temperature medie globali per questo luglio sono state in linea e forse più alte del luglio 2016, che detiene il record attuale, secondo i dati preliminari riportati dal&nbsp;<a href="https://climate.copernicus.eu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Copernicus Climate Change Service</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa vuol dire di preciso tutto questo? Vuol dire che questo clima bizzarro potrebbe tradursi, alla fine, in <strong>uno dei più grandi scioglimenti dei ghiacci della Groenlandia dal 1950</strong>. La stagione dello scioglimento, infatti, di solito si protrae fino alla fine di agosto e ci si potrebbe trovare di fronte a delle perdite davvero sostanziali.<br />Lo scioglimento dei ghiacci non è l&#8217;unico problema che affligge l&#8217;Artico, poiché <strong>l&#8217;area ha anche subito incendi</strong>&nbsp;che, secondo quanto affermano gli scienziati, potrebbero essere dovuti alle alte temperature – da giugno, il servizio di monitoraggio dell&#8217;atmosfera di <em>Copernicus</em> ha osservato più di 100 intensi incendi nel circolo polare artico.</p>
<p style="text-align: justify;">Sia i recenti incendi che lo scioglimento dei ghiacci nel circolo polare artico sono tutti forti indicatori di problemi causati dai cambiamenti climatici.&nbsp;A causa di questo fenomeno, inoltre, l’inevitabile fusione dei ghiaccai libererà oltre mille miliardi di <a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/ambiente-piu-plastica-in-mare-a-causa-dello-scioglimento-dei-ghiacci.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">piccoli pezzi plastica nei nostri oceani</a>, come sostiene il rapporto ‘<a href="https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/2014EF000240" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Global Warming Releases Microplastic Legacy Frozen in Arctic Sea Ice</em></a>’, di cui si è già occupato Ecoseven.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Studiare la fusione dei ghiacciai grazie alla tecnologia aerospaziale</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/studiare-la-fusione-dei-ghiacciai-grazie-alla-tecnologia-aerospaziale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2014 13:16:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[fusione]]></category>
		<category><![CDATA[fusione ghiacciai]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacciai]]></category>
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		<category><![CDATA[setellite]]></category>
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					<description><![CDATA[Il progetto Levissima Spedizione Ghiacciai cerca di studiare il fenomeno di fusione dei ghiacciai nell&#8217;Alta Valtellina Studiare la fusione dei ghiacciai grazie alla tecnologia aerospaziale. E’ questo l’obiettivo del progetto ‘Levissima Spedizione Ghiacciai’ che, grazie alla collaborazione dell’Università di Milano per studiare, attraverso le più innovative tecniche e attrezzature aerospaziali, la fusione dei ghiacciai nell’Alta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21182" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_ambiente_fusione_ghiaccio_montagne_italiane-12819-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il progetto Levissima Spedizione Ghiacciai cerca di studiare il fenomeno di fusione dei ghiacciai nell&#8217;Alta Valtellina</p>
<p>  <span id="more-21183"></span>  </p>
<p>Studiare la fusione dei ghiacciai grazie alla tecnologia aerospaziale. E’ questo l’obiettivo del progetto ‘Levissima Spedizione Ghiacciai’ che, grazie alla collaborazione dell’Università di Milano per studiare, attraverso le più innovative tecniche e attrezzature aerospaziali, la fusione dei ghiacciai nell’Alta Valtellina.</p>
<p>Grazie all’ausilio di un sistema di telerilevamento aereo, di un <a href="https://www.ecoseven.net//?p=3020" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>satellite</strong></a> della NASA e di una stazione meteorologica scientificamente avanzata, potranno quindi essere acquisite delle immagini ad altissima risoluzione per lo studio dei cambiamenti dei ghiacciai italiani, permettendo una descrizione approfondita dei processi che ne determinano la fusione.</p>
<p>I ghiacciai sono una risorsa preziosa e sensibile e secondo il ‘Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani’ (da poco concluso dai ricercatori dell’Università degli Studi di Milano) e negli ultimi 50 anni il numero dei <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17159" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>ghiacciai</strong></a> italiani è aumentato, passando da 824 a 896, ma la superficie complessiva si è ridotta di oltre un terzo. Obiettivo del progetto è quindi quello di contribuire a spiegare i meccanismi che negli ultimi anni stanno accelerando i processi di fusione e quindi la riduzione areale e volumetrica del ‘cuore freddo’ delle nostre montagne. Il fine ultimo del programma di ricerca è ovviamente quello di preservare il patrimonio freddo delle montagne italiane.</p>
<p>Attualmente, lo studio dei ricercatori, si sta concentrando sul cosiddetto ‘black carbon’ (scientificamente è l’aerosol prodotto dall’incompleta combustione delle biomasse), ossia quella polvere e fuliggine direttamente responsabile dello scioglimento dei ghiacciai. Il ‘black carbon’ infatti rende meno bianchi e riflettenti la neve e il ghiaccio, incrementando così la radiazione solare assorbita e quindi la fusione.</p>
<p>Una delle sfide più impegnative della ricerca scientifica in questo campo è quindi quella di verificare il cambiamento della ‘pelle’ del ghiacciaio, del suo colore e studiare l’influenza di questo fenomeno sulla sua ‘salute’, ossia sulla fusione e la quantità di acqua che viene rilasciata. I primi esperimenti svolti nel corso dell’estate 2014, grazie anche al passaggio di un satellite della NASA e all’utilizzo di uno speciale drone (sviluppato in collaborazione con Agricola2000) hanno portato a risultati molto incoraggianti.</p>
<p>Il nuovo progetto, ideato dai Ricercatori dell’Università di Milano e realizzato anche grazie al contributo tecnologico dell’Associazione EvK2CNR, è partito sul Ghiacciaio Dosdé Orientale, nel gruppo Piazzi, il laboratorio en plain air posto nel cuore freddo delle Alpi Lombarde da cui sgorga l’acqua Levissima. Per maggiori informazioni è possibile consultare questo <a href="http://www.levissima.it/levissima-per-la-natura/amore-per-il-ghiaccio/progetto-di-ricerca" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito</a>.</p>
<p>(ml)</p>
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