<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>satelliti &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
	<atom:link href="https://www.ecoseven.net/tag/satelliti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ecoseven.net</link>
	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
	<lastBuildDate>Mon, 18 Jan 2021 11:27:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
	<item>
		<title>Se i satelliti diventano di legno</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/se-i-satelliti-diventano-di-legno/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/se-i-satelliti-diventano-di-legno/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2021 07:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[riduzione rifiuti spaziali]]></category>
		<category><![CDATA[satelliti]]></category>
		<category><![CDATA[satelliti di legno]]></category>
		<category><![CDATA[satelliti e inquinamento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=80712</guid>

					<description><![CDATA[Il primo satellite al mondo in legno: inquina di meno e non rischia di caderci in testa L&#8217;azienda giapponese Sumitomo Forestry sta collaborando con l&#8217;Università di Kyoto per sviluppare il primo satellite in legno al mondo. I due enti hanno già avviato ricerche per determinare la possibilità di utilizzare il legno nello spazio. Questa ricerca metterà [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-80716" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/01/spacex-693229_1280-e1610969240185.jpg" alt="satellite" width="800" height="450" /></h3>
<h3>Il primo satellite al mondo in legno: inquina di meno e non rischia di caderci in testa</h3>
<p><span id="more-80712"></span></p>
<p>L&#8217;azienda giapponese <a href="https://sfc.jp/english/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sumitomo Forestry</a> sta collaborando con l&#8217;Università di Kyoto per <strong>sviluppare il primo satellite in legno al mondo</strong>.</p>
<p>I due enti hanno già avviato ricerche per determinare la possibilità di utilizzare il legno nello spazio. Questa ricerca <strong>metterà alla prova la crescita degli alberi e l&#8217;uso del legno in ambienti estremi sulla Terra</strong>.</p>
<p>Se questi test avranno successo, il progetto spera di introdurre al mondo questo satellite in legno entro il 2023.</p>
<h4>Secondo Sumitomo Forestry, i satelliti in legno forniscono una soluzione ideale per ridurre la spazzatura spaziale.</h4>
<p>Gli esperti spaziali ci hanno avvertito da tempo sui pericoli dell&#8217;aumento della spazzatura causata dai satelliti: <strong>il World Economic Forum stima che circa 6.000 satelliti stanno girando intorno alla Terra, di cui il 60% sono defunti</strong>.</p>
<p>I satelliti spesso vengono lanciati nello spazio per usi diversi. Sfortunatamente, <strong>una volta che hanno terminato il loro lavoro, rimangono nello spazio e si disintegrano lentamente</strong>, rilasciando particelle di allumina o altri metalli nell&#8217;atmosfera superiore – pezzi che possono rimanere nell&#8217;atmosfera per secoli.</p>
<h4>Oltre all&#8217;inquinamento atmosferico, i satelliti stessi rappresentano anche un potenziale rischio in caso di caduta sulla Terra.</h4>
<p>Secondo i ricercatori dell&#8217;Università di Kyoto, <strong>i satelliti in legno possono disintegrarsi nello spazio senza produrre spazzatura pericolosa per la vita</strong>. Una volta che un satellite ha servito al suo scopo, si disgregherà lentamente, evitando così la creazione di spazzatura spaziale aggiuntiva.</p>
<p>Secondo quanto raccontato da <a href="https://www.bbc.com/news/business-55463366" target="_blank" rel="noopener noreferrer">BBC News</a>, la società di ricerca Euroconsult prevede che se tutti i fattori rimangono costanti, <strong>circa 990 satelliti verranno lanciati nello spazio ogni anno nel corso del prossimo decennio</strong>.</p>
<h4>Ciò significa che potremmo avere circa 15.000 satelliti in orbita attorno alla Terra entro il 2028.</h4>
<p>Oggi, <strong>SpaceX di Elon Musk ha già lanciato più di 900 satelliti Starlink nello spazio e la società prevede di dispiegarne altri migliaia</strong>. Senza piani di sostenibilità, questi sforzi non faranno che aumentare esponenzialmente il problema della spazzatura spaziale.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/se-i-satelliti-diventano-di-legno/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>16</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Satelliti scambiati per UFO</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/satelliti-scambiati-per-ufo/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/satelliti-scambiati-per-ufo/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2019 12:58:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[avvistamenti]]></category>
		<category><![CDATA[montana]]></category>
		<category><![CDATA[satelliti]]></category>
		<category><![CDATA[ufo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38923</guid>

					<description><![CDATA[La gente continua a scambiare i satelliti di SpaceX per avvistamenti di navicelle aliene In diverse piccole città del Montana, le persone hanno recentemente segnalato agli amministratori avvistamenti di «strane luci» nel cielo notturno, spingendo le autorità locali a dovergli spiegare che si trattava di luci generate dai satelliti lanciati dalla società spaziale SpaceX e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38922" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_gennaio_2020_science-fiction-1924249_1280.jpg" alt="" width="800" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_gennaio_2020_science-fiction-1924249_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_gennaio_2020_science-fiction-1924249_1280-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_gennaio_2020_science-fiction-1924249_1280-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2>La gente continua a scambiare i satelliti di SpaceX per avvistamenti di navicelle aliene</h2>
<p>  <span id="more-38923"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In</strong> diverse piccole città del <strong>Montana</strong>, <strong>le persone hanno recentemente segnalato agli amministratori avvistamenti di «strane luci» nel cielo notturno</strong>, spingendo le autorità locali a dovergli spiegare che si trattava di luci generate dai satelliti lanciati dalla società spaziale SpaceX e non di UFO che stavano facendo una ricognizioni per poter attaccare la Terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Come riporta <a href="https://gizmodo.com/starlink-satellites-produce-wave-of-ufo-sightings-in-th-1840678429" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gizmodo</a>, finora, SpaceX ha lanciato 120 satelliti come parte della sua costellazione di Starlink con trasmissione a banda larga e prevede di aggiungerne altre migliaia nel prossimo futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Dato che stanno orbitando attorno alla Terra ad un&#8217;altitudine relativamente bassa, i satelliti spesso possono essere visti ad occhio nudo, e questa non è la prima volta che le persone li scambiano per veicoli spaziali alieni – a maggio, anche alcune persone dei Paesi Bassi pensavano che i satelliti fossero UFO.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa più preoccupante, però, è questi satelliti Starlink sono anche estremamente visibili agli strumenti astronomici presenti sulla Terra e quindi stanno distraendo gli scienziati, facendo apparire brillanti strisce di luce durante le loro ampie indagini del cielo notturno.</p>
<p style="text-align: justify;">SpaceX ha risposto alle preoccupazioni degli astronomi annunciando che coprirà uno dei satelliti che sarà lanciato nelle prossime settimane con una vernice non riflettente – anche come test, per vedere se esiste un metodo per ridurre la quantità di luce riflessa dall&#8217;oggetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è detto però che questo renda, in qualche modo, i satelliti invisibili anche al più sensibile degli strumenti astronomici e questo è davvero un guaio, visto che, come ha detto a Gizomondo l&#8217;astronomo Cliff Johnson della Northwestern University, anche se «attualmente i satelliti sono più un fastidio che un problema reale», quando cresceranno in numero (come è stato annunciato) potrebbero diventare davvero una grana spaziale.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/satelliti-scambiati-per-ufo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>13</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le lune intorno a Saturno</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/le-lune-intorno-a-saturno/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/le-lune-intorno-a-saturno/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 18:14:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[astronomi]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[nuove lune]]></category>
		<category><![CDATA[rocce spaziali]]></category>
		<category><![CDATA[satelliti]]></category>
		<category><![CDATA[Saturno]]></category>
		<category><![CDATA[Scoperta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38522</guid>

					<description><![CDATA[Gli astronomi hanno appena scoperto altre 20 lune che galleggiano intorno al pianeta Dopo questa nuova scoperta, il numero totale di lune intorno a Saturno è arrivato a 82 ed è così che, superando le 79 lune di Giove, il pianeta è diventato il pianeta più orbitato del sistema solare – se si ignora il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38521" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_URG_lune_Saturno.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_URG_lune_Saturno.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_URG_lune_Saturno-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_URG_lune_Saturno-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Gli astronomi hanno appena scoperto altre 20 lune che galleggiano intorno al pianeta</p>
<p>  <span id="more-38522"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Dopo questa nuova scoperta, il numero totale di lune intorno a Saturno è arrivato a 82 ed è così che, superando le 79 lune di Giove, il pianeta è diventato il pianeta più orbitato del sistema solare – se si ignora il vasto numero di satelliti creati dall&#8217;uomo, che intasano il cielo intorno alla Terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Il merito di questa notizia è del <a href="http://dtm.carnegiescience.edu/news/twenty-new-moons-found-orbiting-saturn" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Carnegie Institute</em></a>. Gli scienziati sperano che, grazie alla possibilità di uno sguardo più attento sull&#8217;assortimento di rocce spaziali, si possa anche poter capire com&#8217;era il sistema solare quando si è formato per la prima volta Saturno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non solo: i ricercatori si stanno anche divertendo nel tentativo di organizzare un <a href="https://carnegiescience.edu/NameSaturnsMoons" target="_blank" rel="noopener noreferrer">concorso</a>&nbsp;per dare i nomi alle nuove lune.&nbsp;Chiaramente, ci sono regole che servono a filtrare l&#8217;arrivo dei suggerimenti più assurdi – che gli utenti di Internet ci hanno abituato ad aspettarci – e sono le seguenti:&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp; &#8211; 2 nomi dovranno essere basati sulla mitologia Inuit,<br />&nbsp; &#8211; 7 dovranno ispirarsi alla mitologia norrena,<br />&nbsp; &#8211; 1 dovrà essere preso dalla mitologia gallica.</p>
<p style="text-align: justify;">Ognuna delle lune appena scoperte è larga circa tre miglia (equivalenti a poco meno di 5 Km), una piccola frazione delle dimensioni di Encelado, la luna saturniana che gli astronomi stanno attualmente indagando nella speranza di trovarci dei segni di vita.<br />Di fatto, però, la loro piccola dimensione potrebbe dire molto sui violenti primi giorni del sistema solare, secondo l&#8217;astronomo del <em>Carnegie Institute</em> e leader del progetto Scott Sheppard, che sospetta che le lune siano frammenti di satelliti più grandi e antichi.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/le-lune-intorno-a-saturno/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>24</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La danza (tecnologica) della pioggia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/la-danza-tecnologica-della-pioggia/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/la-danza-tecnologica-della-pioggia/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2018 08:51:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[meteo]]></category>
		<category><![CDATA[Pioggia]]></category>
		<category><![CDATA[satelliti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=35957</guid>

					<description><![CDATA[Un nuovo sistema di produzione della pioggia in Cina potrebbe aumentare di ben 10 miliardi di metri cubi le precipitazioni atmosferiche Per rispondere ai bisogni cinesi di acqua, il paese, grazie al supporto della China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC), si sta concentrando su un enorme sistema di modifica del clima e ha appena [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35956" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_pioggia_metodi.jpg" alt="" width="800" height="374" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_pioggia_metodi.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_pioggia_metodi-300x140.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_pioggia_metodi-768x359.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un nuovo sistema di produzione della pioggia in Cina potrebbe aumentare di ben 10 miliardi di metri cubi le precipitazioni atmosferiche</p>
<p>  <span id="more-35957"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Per rispondere ai bisogni cinesi di acqua, il paese, grazie al supporto della China Aerospace Science and Technology Corporation (<a href="http://english.spacechina.com/n16421/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CASC</a>), si sta concentrando su un enorme sistema di modifica del clima e ha appena iniziato a testare una tecnologia che potrebbe aumentare le precipitazioni nell&#8217;Altopiano tibetano di ben 10 miliardi di metri cubi, ogni anno.</p>
<p style="text-align: justify;">A quanto pare, l&#8217;idea è quella di costruire decine di migliaia di camere attraverso le montagne tibetane per generare pioggia su un&#8217;area di circa 1,6 milioni di chilometri quadrati – uno spazio davvero enorme. Queste camere bruceranno combustibile solido per creare ioduro d&#8217;argento, un agente di «semina» per le nuvole, con una struttura cristallina simile al ghiaccio. Hanno detto che le camere saranno situate su delle creste ripide che si affacciano sopra al monsone dell&#8217;Asia meridionale: colpendo la montagna, il vento produrrà una corrente verso l&#8217;alto che porterà le particelle nelle nuvole per provocare la pioggia.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie ai dati in tempo reale di 30 satelliti meteorologici – ciascuno dei quali osserva il tempo dei monsoni sopra l&#8217;Oceano Indiano – sarà possibile guidare quotidianamente il funzionamento delle camere, attingendo anche all&#8217;uso di droni e di altri dispositivi aerei necessari per massimizzare l&#8217;impatto del sistema.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si tratta di un&#8217;idea completamente nuova, ma di certo si tratta della prima volta in cui viene proposta una applicazione su una così larga scala: in questo senso la Cina potrebbe davvero fare scuola. Gli scienziati che lavorano sul progetto hanno riferito che, per ora, i risultati sono molto promettenti. <br />Staremo a vedere cosa succederà.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/la-danza-tecnologica-della-pioggia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Si chiama “Nemo” il cimitero delle navicelle spaziali</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/si-chiama-nemo-il-cimitero-delle-navicelle-spaziali/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/si-chiama-nemo-il-cimitero-delle-navicelle-spaziali/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Apr 2018 13:14:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[CImitero]]></category>
		<category><![CDATA[navicella spaziale]]></category>
		<category><![CDATA[navicelle]]></category>
		<category><![CDATA[satelliti]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>
		<category><![CDATA[tiagong]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=35877</guid>

					<description><![CDATA[Le stazioni spaziali e le navicelle dismesse riposano nei fondali dell’Oceano Pacifico. Non troppo distante anche Tiangong-1 Tra le 2.15 e le 2.17 (ora italiana) del 2 aprile, la stazione spaziale cinese Tiagong-1 ha raggiunto le sue “ colleghe” nell’Oceano Pacifico meridionale. Nonostante si temesse un destino differente, si è fermata lì, non troppo distante [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35876" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_Satelliti_cimitero.jpg" alt="" width="808" height="506" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_Satelliti_cimitero.jpg 808w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_Satelliti_cimitero-300x188.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_Satelliti_cimitero-768x481.jpg 768w" sizes="(max-width: 808px) 100vw, 808px" /></p>
<p>Le stazioni spaziali e le navicelle dismesse riposano nei fondali dell’Oceano Pacifico. Non troppo distante anche Tiangong-1</p>
<p>  <span id="more-35877"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Tra le 2.15 e le 2.17 (ora italiana) del 2 aprile, la stazione spaziale cinese Tiagong-1 ha raggiunto le sue “ colleghe” nell’Oceano Pacifico meridionale. Nonostante si temesse un destino differente, si è fermata lì, non troppo distante dal Punto Nemo, dove riposano centinaia di satelliti e stazioni spaziali. Così riporta l’agenzia cinese di stato Xinhua, confermando quanto riportato dal sito Satview che ha seguito le ultime orbite della stazione spaziale cinese. Ovviamente, a raggiungere il punto, non sono state otto tonnellate e mezzo di stazione, ma quello che ne è rimasto dopo il passaggio attraverso l’atmosfera.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Punto Nemo è il punto più lontano dalle terre emerse , posto a circa 2700 km dalla prima costa, e, per questo, chiamato anche polo oceanico dell’inaccessibilità. Una zona così remota da renderla perfetta per il “parcheggio” o meglio la “sepoltura” dei relitti spaziali. Tra gli ospiti, anche il relitto della storica stazione spaziale Mir.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l’Oceano Pacifico non è l&#8217;unico punto di destinazione finale dei vecchi satelliti. Per ridurre il numero di detriti circolanti attorno alla Terra, gli scienziati stanno spedendo le navicelle “pensionate” anche nelle cosiddette orbite cimitero (graveyard orbits) dette anche orbite di spazzatura o orbite di smaltimento, lontane dalle orbite operative comuni.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/si-chiama-nemo-il-cimitero-delle-navicelle-spaziali/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Piccoli satelliti a energia idrica per il futuro dell&#8217;esplorazione dello spazio</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/piccoli-satelliti-a-energia-idrica-per-il-futuro-dell-esplorazione-dello-spazio/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/piccoli-satelliti-a-energia-idrica-per-il-futuro-dell-esplorazione-dello-spazio/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Nov 2017 11:45:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Cubesat]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[satellite]]></category>
		<category><![CDATA[satelliti]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=34840</guid>

					<description><![CDATA[Un team di ricercatori ha progettato un sistema di propulsione a vapore acqueo che potrebbe rendere i piccoli satelliti più efficaci di quelli grandi Quando si parla di satelliti, generalmente le persone immaginano strutture enormi che richiedono milioni per essere prodotte e mantenute, ma i CubeSat&#160;sono satelliti miniaturizzati, cubi molto piccoli, più convenienti, economici e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34839" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_cubesat_NASA.jpg" alt="" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_cubesat_NASA.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_cubesat_NASA-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_cubesat_NASA-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un team di ricercatori ha progettato un sistema di propulsione a vapore acqueo che potrebbe rendere i piccoli satelliti più efficaci di quelli grandi</p>
<p>  <span id="more-34840"></span>  </p>
<p>Quando si parla di satelliti, generalmente le persone immaginano strutture enormi che richiedono milioni per essere prodotte e mantenute, ma i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/CubeSat" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CubeSat</a>&nbsp;sono satelliti miniaturizzati, cubi molto piccoli, più convenienti, economici e facili da gestire dei satelliti tradizionali.&nbsp;</p>
<p>L&#8217;ultimo sviluppo della propulsione dei CubeSat potrebbe presto vedere l&#8217;utilizzo del vapore acqueo per manovrare le missioni spaziali, facendo diventare questo hardware il favorito nelle esplorazioni future. L&#8217;acqua non è solo sicura da usare, ma è anche abbondante nel nostro sistema solare.</p>
<p>Dietro questo progetto idraulico c&#8217;è un team della <a href="http://www.purdue.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Purdue University</a>&nbsp;che ha coinvolto un certo numero di studenti universitari come parte di un corso di progettazione di un prototipo di CubeSat, presentato alla 31a Conferenza AIAA/USU sui <a href="https://www.smallsat.org/index" target="_blank" rel="noopener noreferrer">piccoli satelliti</a>, che è stato fatto utilizzando prodotti commercialmente disponibili a un costo relativamente basso.</p>
<p>Il nuovo sistema di propulsione – chiamato Film-Evaporation MEMS Tunable Array o propulsore FEMTA – utilizza piccoli ugelli di dieci micrometri di diametro e riscaldatori che trasformano l&#8217;acqua in vapore e forniscono la spinta.</p>
<p>Prima di questa proposta, i CubeSat sono stati sempre utilizzati accanto alle loro controparti più grandi visto che non avevano un sistema di propulsione proprio: erano quindi obbligati ad essere lanciati mentre erano a bordo di un&#8217;altra imbarcazione e venivano utilizzati per compiti come il servizio internet, le osservazioni ambientali e la sorveglianza militare.</p>
<p>Con questo nuovo sistema di propulsione basato sull&#8217;acqua, invece, potrebbero essere utilizzati per occupazioni di gran lunga più importanti, come le missioni e l&#8217;esplorazione.</p>
<p>Il team universitario è ansioso di vedere il sistema impiegato in una missione spaziale reale e sta perseguendo un brevetto perché questo avvenga, intanto sta riducendo ulteriormente il peso, il volume e l&#8217;energia necessari per utilizzare efficacemente il proprio CubeSat.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/piccoli-satelliti-a-energia-idrica-per-il-futuro-dell-esplorazione-dello-spazio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Galileo: al via lancio dei primi due satelliti operativi del sistema europeo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/galileo-al-via-lancio-dei-primi-due-satelliti-operativi-del-sistema-europeo/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/galileo-al-via-lancio-dei-primi-due-satelliti-operativi-del-sistema-europeo/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Aug 2014 06:56:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Galileo]]></category>
		<category><![CDATA[lancio Satelliti]]></category>
		<category><![CDATA[satelliti]]></category>
		<category><![CDATA[satelliti Galileo]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=19846</guid>

					<description><![CDATA[Si amplia e si definisce sempre piu’ Galileo, il programma satellitare tutto europeo: i primi due satelliti operativi del sistema stanno per essere lanciati nello spazio   Due satelliti di Galileo, programma di navigazione satellitare dell’Ue, stanno per essere lanciati nello spazio. Il tutto avverrà con molta probabilità domani (l’appuntamento era fissato per oggi, alle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-19845" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/08/images_igallery_resized_ambientetest_8a59bd69d431cfdc6289c3816c7357d1-12145-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Si amplia e si definisce sempre piu’ Galileo, il programma satellitare tutto europeo: i primi due satelliti operativi del sistema stanno per essere lanciati nello spazio</p>
<p>  <span id="more-19846"></span>  </p>
<p> </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Due <a href="https://www.ecoseven.net//?p=13701">satelliti </a>di Galileo, <a href="http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-935_en.htm" target="_blank" rel="noopener">programma di navigazione satellitare dell’Ue</a>, stanno per essere lanciati nello spazio. Il tutto avverrà con molta probabilità domani (l’appuntamento era fissato per oggi, alle 14.31 CET, ma è stato rinviato a causa del maltempo), presso lo spazioporto europeo nei ptressi di KouRou, nella Guyana Francese,</span><span style="line-height: 1.3em;"> </span></p>
<p>I due <a href="https://www.ecoseven.net//?p=18568">satelliti</a>, denominati Dorse a Milena, si sommano agli altri 4 che sono già in orbita, ma sono i primi di una nuova serie interamente di proprietà della Ue. L&#8217;attesa è grande, visto che il lancio dei due nuovi satelliti, che raggiungono i quattro &#8216;gemelli&#8217;, segna l&#8217;inizio della fase di piena capacità operativa del sistema Galileo.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Una rete satellitare tutta Europea ha numerosi vantaggi: migliorerà, per esempio, la precisione dei navigatori installati su auto e telefoni cellulari, ma anche la sicurezza dei sistemi di trasporto su strada e rotaia e la velocità di reazione alle situazioni di emergenza.</p>
<p>gc</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/galileo-al-via-lancio-dei-primi-due-satelliti-operativi-del-sistema-europeo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>8</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Muos di Niscemi, scienziati: il rischio c’è ed è rilevante</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/muos-di-niscemi-scienziati-il-rischio-c-e-ed-e-rilevante/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/muos-di-niscemi-scienziati-il-rischio-c-e-ed-e-rilevante/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2014 11:09:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[muos]]></category>
		<category><![CDATA[satelliti]]></category>
		<category><![CDATA[telecomunicazioni satellitari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=16315</guid>

					<description><![CDATA[In audizione davanti alle commissioni Sanità e Ambiente del Senato il professor Zucchetti boccia il sistema di telecomunicazioni satellitare statunitense. Ma gli esperti si dividono     Il rischio Muos “c’è ed è rilevante” per gli abitanti di Niscemi e dintorni. A dirlo stavolta non sono gli attivisti siciliani che manifestano contro il sistema di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-16314" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/03/images_igallery_resized_ambientetest_download-10371-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">In audizione davanti alle commissioni Sanità e Ambiente del Senato il professor Zucchetti boccia il sistema di telecomunicazioni satellitare statunitense. Ma gli esperti si dividono</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p>  <span id="more-16315"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Il <strong>rischio Muos</strong> “c’è ed è rilevante” per gli abitanti di Niscemi e dintorni. A dirlo stavolta non sono gli attivisti siciliani che manifestano contro il sistema di telecomunicazioni satellitare della marina militare statunitense ma un gruppo di esperti davanti alla commissione Sanità e Ambiente del Senato. <span style="line-height: 1.3em;">Nella seduta congiunta dei due organismi parlamentari, </span><strong style="line-height: 1.3em;">Massimo Zucchetti, professore di protezione delle radiazioni del Politecnico di Torino</strong><span style="line-height: 1.3em;"> ha presentato un rapporto di oltre 170 pagine elaborato da un gruppo di scienziati di cui fa parte.</span></p>
<p class="MsoNormal">Nel documento ci sono affermazioni preoccupanti e gli scienziati prendono una posizione chiara: “Ne sconsigliamo l&#8217;installazione”.</p>
<p class="MsoNormal">Il <strong>M.U.O.S. (Mobile User Objective System)</strong> è un moderno sistema di <strong>telecomunicazioni satellitare</strong> della marina militare statunitense, composto da cinque satelliti geostazionari e quattro stazioni di terra, di cui una a Niscemi, in provincia di Caltannisetta. Le altre tre, già operative sono a Chesapeake in Virginia, Wahiawa alle Hawaii, Geraldton, nell&#8217;ovest dell&#8217;Australia.</p>
<p class="MsoNormal">Ogni stazione è dotata di tre grandi parabole del diametro di 18,4 metri e due antenne alte 149 metri. Il sistema sarà utilizzato per il coordinamento capillare di tutti i sistemi militari statunitensi dislocati nel globo, in particolare i droni, aerei senza pilota che saranno allocati anche a Sigonella.</p>
<p class="MsoNormal">Sui rischi dei campi elettromagnetici gli esperti sono in realtà divisi. L&#8217;Istituto Superiore di Sanità e l&#8217;Ispra ascoltati in audizione ritengono non ci siamo pericoli per la salute poiché i rischi sarebbero “al di sotto dei limiti previsti”. “In nessun caso le emissioni elettromagnetiche superano i limiti di legge”, ha detto il direttore generale dell&#8217;Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Stefano Laporta.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Il gruppo di scienziati guidato da Zucchetti, invece, ritiene che a Niscemi il<strong> Muos</strong> ricade “in un contesto di grave inquinamento ambientale, che non può essere ulteriormente inquinato con altre installazioni”. Il loro parere si è formato sulla base di “quattromila studi sperimentali che riportano effetti a medio e a lungo termine dei campi elettromagnetici” e la valutazione finale, secondo Zucchetti, deve essere fatta “secondo le norme Cei previste dalla legge italiana, mentre non vale fare riferimento alla legge Usa che è meno restrittiva”. Molto duro è anche Marcello D&#8217;Amore, professore emerito presso la facoltà di Ingegneria e ordinario di elettrotecnica all&#8217;università La Sapienza di Roma che in commissione ha detto di trovare “di una superficialità imbarazzante”  il rapporto di conformità redatto dalla Us Navy in merito all&#8217;installazione del Muos. Non terrebbe conto della sismicità dell&#8217;area e della vicinanza di tre aeroporti. </p>
<p class="MsoNormal">as</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/muos-di-niscemi-scienziati-il-rischio-c-e-ed-e-rilevante/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>16</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La biodiversita&#8217; si difende dallo spazio</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/la-biodiversita-si-difende-dallo-spazio/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/la-biodiversita-si-difende-dallo-spazio/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 08:27:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[rocchini]]></category>
		<category><![CDATA[satelliti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=2584</guid>

					<description><![CDATA[Premiato dalla Earth and Space Foundation l&#8217;italiano Duccio Rocchini, per essersi distinto come miglior ricercatore nel campo della stima della biodiversità per immagini satellitari. Presto a difendere la natura saranno i satelliti in orbita intorno alla Terra Duccio Rocchini e&#8217; il primo ricercatore italiano premiato dalla Earth and Space Foundation, un ente senza scopo di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-2583" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/08/images_igallery_resized_ambiente_immagini-satellitari-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Premiato dalla Earth and Space Foundation l&#8217;italiano Duccio Rocchini, per essersi distinto come miglior ricercatore nel campo della stima della biodiversità per immagini satellitari. Presto a difendere la natura saranno i satelliti in orbita intorno alla Terra</p>
<p> <span id="more-2584"></span> </p>
<p>Duccio Rocchini e&rsquo; il primo ricercatore italiano premiato dalla Earth and Space Foundation, un ente senza scopo di lucro internazionale con sede in California che si propone dal 1994 di riconoscere il lavoro effettuato da scienziati che applicano le immagini satellitari allo studio dell&rsquo;ambiente terrestre.</p>
<p>Rocchini fa parte del gruppo di ricerca GIS e telerilevamento, coordinata da Markus Neteler, del Centro Ricerca e Innovazione dell&rsquo;Istituto Agrario di San Michele all&rsquo;Adige (Tn) e si e&rsquo; distinto come miglior ricercatore nel campo della stima della biodiversita&rsquo; da immagini satellitari.</p>
<p>Rocchini e&rsquo; attualmente coordinatore di un network di ricercatori internazionali che include i piu&rsquo; importanti istituti europei e statunitensi e che ha come oggetto la ricerca nel settore telerilevamento applicato all&rsquo;ecologia spaziale. I metodi sviluppati da Rocchini permettono la stima della biodiversita&rsquo; da dati acquisiti da piattaforme spaziali ed hanno ricadute dirette sulla gestione delle aree protette.</p>
<p>Oltre alla profonda esperienza maturata nel proprio specifico ambito di studio, le numerose collaborazioni strette dal ricercatore con vari istituti europei e statunitensi segnano un ulteriore arricchimento nella rete di contatti internazionali del Centro Ricerca e Innovazione.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/la-biodiversita-si-difende-dallo-spazio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
