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	<title>sanità &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Wed, 11 Mar 2020 16:26:11 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Come siamo messi con le pandemie?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jul 2018 14:21:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[h1n1]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
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		<category><![CDATA[spagnola]]></category>
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					<description><![CDATA[A 100 anni dall&#8217;influenza spagnola, gli scienziati dicono che, nonostante i progressi tecnologici, non siamo ancora pronti ad affrontare le emergenze La più grande epidemia della storia del mondo si è verificata nel 1918, 100 anni fa: l&#8217;influenza spagnola. Il virus dell&#8217;influenza H1N1&#160;ha ucciso più di 50 milioni di persone e ne ha infettate oltre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-36763" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_surgery-1807541_1920.jpg" alt="" width="797" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_surgery-1807541_1920.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_surgery-1807541_1920-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_surgery-1807541_1920-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<p>A 100 anni dall&#8217;influenza spagnola, gli scienziati dicono che, nonostante i progressi tecnologici, non siamo ancora pronti ad affrontare le emergenze</p>
<p>  <span id="more-36764"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La più grande epidemia della storia del mondo si è verificata nel 1918, 100 anni fa: l&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Influenza_spagnola" target="_blank" rel="noopener noreferrer">influenza spagnola</a>. Il virus dell&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Influenzavirus_A_sottotipo_H1N1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">influenza H1N1</a>&nbsp;ha ucciso più di 50 milioni di persone e ne ha infettate oltre 500 milioni a livello globale.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio in vista di questo centenario, i ricercatori hanno deciso di farsi una domanda: cosa ci succederebbe oggi di fronte a una simile pandemia? Saremmo pronti ad affrontarla?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099(18)30364-5/fulltext" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un articolo</a>&nbsp;pubblicato su «The Lancet Infectious Diseases» dice che la risposta è no. <br />«La risposta è tristemente no: non sappiamo quale virus causerà la prossima pandemia, non c&#8217;è modo di sviluppare e dispiegare rapidamente un vaccino efficace contro un virus pandemico, le differenze nella qualità dei sistemi sanitari ostacolano una pronta risposta e i dati di sorveglianza su l&#8217;influenza ha grandi lacune», così hanno scritto i ricercatori nell&#8217;editoriale. «Una pandemia influenzale rappresenta una minaccia reale che potrebbe essere gestita solo con una risposta rapida ed efficace da parte sia dei governi nazionali che della comunità sanitaria internazionale, cosa che non è stata vista per il più recente trauma principale di una malattia infettiva mortale, l&#8217;emergenza di Malattia del virus Ebola nell&#8217;Africa occidentale nel 2014-2016».</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i ricercatori, per rispondere bene a una situazione di allarme ci si dovrebbe poter appoggiare su tre pilastri: vaccinazione preventiva, sorveglianza dell&#8217;epidemia e capacità di risposta degli edifici atti alla cura.</p>
<p style="text-align: justify;">Facciamolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Arriverà una nuova pandemia, anche se non sappiamo quando e non dobbiamo rischiare di farci trovare impreparati.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La stimolazione cerebrale è un modo efficace per aumentare la resistenza</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/la-stimolazione-cerebrale-e-un-modo-efficace-per-aumentare-la-resistenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 15:26:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[elettricità]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Stimolazione cerebrale]]></category>
		<category><![CDATA[Stimolazione elettrica]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuove ricerche dimostrano che sollecitare il cervello con lievi correnti elettriche potrebbe effettivamente migliorare la prestazione atletica Si sente dire molto spesso che le strategie mentali sono importanti nello sport. Oltre alla preparazione atletica e all&#8217;esercizio necessari per affrontare la corsa, il nuoto, le grande distanze percorse con la biciclette, anche il cervello è un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35111" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_Stimolazione_cerebrale.jpg" alt="" width="634" height="347" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Stimolazione_cerebrale.jpg 634w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Stimolazione_cerebrale-300x164.jpg 300w" sizes="(max-width: 634px) 100vw, 634px" /></p>
<p>Nuove ricerche dimostrano che sollecitare il cervello con lievi correnti elettriche potrebbe effettivamente migliorare la prestazione atletica</p>
<p>  <span id="more-35112"></span>  </p>
<p>Si sente dire molto spesso che le strategie mentali sono importanti nello sport. Oltre alla preparazione atletica e all&#8217;esercizio necessari per affrontare la corsa, il nuoto, le grande distanze percorse con la biciclette, anche il cervello è un grande alleato della nostra resistenza, riuscendo ad avere una gestione del dolore. Quindi è chiaro che così come si può allenare il corpo, in questo senso, si può anche allenare la mente.&nbsp;</p>
<p>Da qui a lasciare che sia la scienza a farlo, però, il passo è più complicato e anche più inquietante. Pensare che si possa passare al livello successivo di controllo della propria resistenza grazie a una «stimolazione elettrica trasncranica a corrente continua» non è così facile.</p>
<p>Secondo un <a href="http://www.brainstimjrnl.com/article/S1935-861X(17)30931-2/fulltext" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuovo studio</a>&nbsp;pubblicato sulla rivista «Brain Stimulation», questa stimolazione elettrica è il modo in cui la scienza, facendo passare una lieve corrente elettrica attraverso il nostro cranio, riesce a migliorare le nostre prestazioni atletiche complessive.</p>
<p>Nello studio, i ricercatori hanno analizzato 12 ciclisti e hanno scoperto che la «stimolazione» faceva aumentare l&#8217;attività cerebrale dell&#8217;area associata alla contrazione muscolare, riducendo la percezione dello sforzo e aumentando la resistenza degli atleti, in termini di tempo in cui potevano andare avanti a pedalare.<br />Nonostante possa sembrare roba fantascientifica, non lo è, è talmente reale che la start-up <a href="https://www.haloneuro.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Halo Neuroscience</a>&nbsp;ha creato un dispositivo – l&#8217;Halo Sport – che anche sembra molto simile a una cuffia per ascoltare la musica, in realtà è uno stimolatore e alimentatore del cervello che usa correnti elettriche simili a quelle utilizzate nello studio e che si può comprare e usare a casa.</p>
<p>Come la mettiamo? Quanta paura avremmo di provarlo?</p>
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		<title>Un nuovo test economico e rapido per scovare batteri nell’acqua</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/un-nuovo-test-economico-e-rapido-per-scovare-batteri-nell-acqua/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2017 07:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[acqua inquinata]]></category>
		<category><![CDATA[E. coli]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[Scovare l&#8217;E.Coli spendendo 140 volte meno rispetto al costo attuale dei test L’acqua inquinata è un serio problema in alcune zone del mondo dove mancano dei sistemi di purificazione.&#160; Le insidie ovviamente non si vedono ad occhio nudo ma, a causa di alcuni batteri contenuti nell’”oro blu”, le persone nei paesi in via di sviluppo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-34480" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_test_acqua_inquinata.jpg" alt="" width="700" height="525" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_test_acqua_inquinata.jpg 700w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_test_acqua_inquinata-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Scovare l&#8217;E.Coli spendendo 140 volte meno rispetto al costo attuale dei test</p>
<p>  <span id="more-34481"></span>  </p>
<p>L’acqua inquinata è un serio problema in alcune zone del mondo dove mancano dei sistemi di purificazione.&nbsp;</p>
<p>Le insidie ovviamente non si vedono ad occhio nudo ma, a causa di alcuni batteri contenuti nell’”oro blu”, le persone nei paesi in via di sviluppo possono correre seri rischi.</p>
<p>Dei <a href="https://uwaterloo.ca/news/news/researchers-develop-cheaper-faster-test-e-coli-drinking" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricercatori canadesi dell’università di Waterloo</a> hanno sviluppato un nuovo sistema per l&#8217;individuazione di eventuali batteri di Escherichia Coli nell&#8217;acqua. È una tecnologia che potrebbe rivelarsi utile e salvare molte vite nelle aree rurali o nei Paesi in via di sviluppo.</p>
<p>Al giorno d’oggi i test costano circa 70 dollari e bisogna attendere fino a tre giorni per avere delle risposte. Questo nuovo metodo fornisce risposte in meno di tre ore a un prezzo irrisorio: 50 centesimi.</p>
<p>Questo sistema, ha spiegato Sushanta Mitra, direttore del Waterloo Institute for Nanotechnology, potrebbe &#8220;offrire test dell&#8217;acqua accessibili e di routine per aiutare miliardi di persone in aree in via di sviluppo a non ammalarsi&#8221;. Il fondo della striscia di carta, spiega il team, è ricoperto di zucchero, che in acqua inizia a dissolversi. I batteri di E. coli sono attratti da questa reazione chimica e rimangono intrappolati nella cartina porosa. La cartina contiene una particolare miscela chimica che a contatto con i batteri comincia a colorarsi di rosso. Con elevati livelli di contaminazione i ricercatori hanno ottenuto risultati in appena mezz&#8217;ora.</p>
<p>I batteri di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=32512" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Escherichia Coli</a> sono causa di disturbi, malattie e in alcuni casi possono portare alla morte.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>In arrivo la riforma del ticket sanitario?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/in-arrivo-la-riforma-del-ticket-sanitario/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2017 08:50:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzin]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[ticket]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ministro: “Abbiamo una disparità dei ticket tra Nord e Sud spaventosa” Le regioni e il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, devono incontrarsi per discutere l’eventuale abolizione dei ticket sanitari. &#8220;Abbiamo una disparità dei ticket tra Nord e Sud spaventosa&#8221;, aveva spiegato Lorenzin, &#8220;a cui poi si aggiungono fenomeni come quelli delle liste di attesa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33603" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/04/images_ticket-sanitario.jpg" alt="" width="680" height="380" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/04/images_ticket-sanitario.jpg 680w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/04/images_ticket-sanitario-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /></p>
<p>Il ministro: “Abbiamo una disparità dei ticket tra Nord e Sud spaventosa”</p>
<p>  <span id="more-33604"></span>  </p>
<p>Le regioni e il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, devono incontrarsi per discutere l’eventuale abolizione dei ticket sanitari.</p>
<p>&#8220;Abbiamo una disparità dei ticket tra Nord e Sud spaventosa&#8221;, aveva spiegato Lorenzin, &#8220;a cui poi si aggiungono fenomeni come quelli delle liste di attesa e della fuoriuscita dal servizio pubblico&#8221;. Nell&#8217;ambito di una &#8220;sana e intelligente spending review sulla sanità&#8221; è quindi possibile che i ticket, che attualmente &#8220;valgono 3 miliardi circa su 113 miliardi che è il Fondo complessivo sanitario&#8221;, vengano aboliti.</p>
<p>Anche per i vaccini si andrà nella stessa direzione: <a href="ambiente/news-ambiente/piu-vaccini-gratis-e-senza-ticket-parola-del-ministro?highlight=WyJ0aWNrZXQiXQ==" target="_blank" rel="noopener noreferrer">si estende la platea di coloro che lo otterranno gratuitamente.</a></p>
<p>Il ticket venne introdotto nel 1982. Ora si paga un contributo per le prestazioni specialistiche (visite, esami strumentali e analisi di laboratorio), le prestazioni di pronto soccorso, le cure termali e le prestazioni farmaceutiche, solo nelle Regioni che hanno autonomamente deciso di introdurli.</p>
<p>Alcuni cittadini, sulla base di particolari situazioni di reddito associate all&#8217;età o alla condizione sociale, o del riconoscimento dello stato di invalidità e in altri casi particolari, sono esentati dal pagamento del ticket.</p>
<ul>
<li>I cittadini in difficoltà economica attualmente sono esonerati dal pagamento del ticket, nello specifico:</li>
<li>Cittadini di età inferiore a 6 anni e superiore a 65 anni, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro (CODICE E01);</li>
<li>Disoccupati e loro familiari a carico appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (CODICE E02);</li>
<li>Titolari di pensioni sociali e loro familiari a carico (CODICE E03);</li>
<li>Titolari di pensioni al minimo di età superiore a 60 anni e loro familiari a carico, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (CODICE E04).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>In 5 regioni le cure sono “sotto la soglia minima”. Lo spiega il Ministro Lorenzin</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/in-5-regioni-le-cure-sono-sotto-la-soglia-minima-lo-spiega-il-ministro-lorenzin/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2017 08:45:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[I conti stanno migliorando, ma la qualità del servizio in queste regioni è sotto la media La qualità dei servizi e il livello delle cure erogate dal Servizio sanitario è “sotto la soglia minima” in cinque regioni. Lo spiega il Ministro Lorenzin che, in un&#8217;intervista all&#8217;ANSA, anticipa i primi dati 2015 sull&#8217;attuazione dei Lea e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33590" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/03/images_Lorenzin.jpg" alt="" width="700" height="467" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_Lorenzin.jpg 700w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_Lorenzin-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>I conti stanno migliorando, ma la qualità del servizio in queste regioni è sotto la media</p>
<p>  <span id="more-33591"></span>  </p>
<p>La qualità dei servizi e il livello delle cure erogate dal Servizio sanitario è “sotto la soglia minima” in cinque regioni.</p>
<p>Lo spiega il Ministro Lorenzin che, in un&#8217;intervista all&#8217;ANSA, anticipa i primi dati 2015 sull&#8217;attuazione dei Lea e avanza una proposta per il &#8216;superamento&#8217; dell&#8217;attuale modello del commissariamento.</p>
<p>&#8220;I conti in questi anni sono molto migliorati anche se ci sono ancora troppe regioni commissariate o in piano di rientro che riescono a non andare in rosso solo grazie alle coperture, ovvero all&#8217;aumento delle aliquote fiscali previste dai piani di rientro o a risorse proprie di bilancio”, ha spiegato il ministro.</p>
<p>Che però sottolinea il punto preoccupante: “se possiamo dire che i piani di rientro e i commissariamenti hanno funzionato sotto il profilo economico, lo stesso non può dirsi per le cure. Attraverso il sistema di monitoraggio dei Lea, il ministero verifica continuamente lo stato di salute della Sanità del Paese e in alcuni casi i progressi non sono stati molti. Anzi, alcune Regioni hanno addirittura peggiorato i risultati. Insomma sul fronte dell&#8217;erogazione delle cure, i piani di rientro e i commissariamenti hanno mostrato molte lacune”.</p>
<p>Sotto la media (il minimo è 160 punti) troviamo Calabria (147 punti), Molise (156), Puglia (155), Sicilia (153) e Campania con 99 punti.</p>
<p>Lorenzin indica anche la rotta per invertire questa tendenza: &#8220;I commissariamenti come li abbiamo immaginati fino ad oggi hanno fatto il loro tempo. Anche perché se è importante aver rimesso in ordine i conti, a pagarne le conseguenze non possono essere i cittadini che vedono ridotte quantità e qualità delle cure, oltre a dover pagare tasse più alte. Per questo credo che dovremmo agire in maniera più mirata. Possiamo per esempio pensare di ridare alle regioni la capacità decisionale completa, senza alibi. Ma noi come stato centrale dovremmo tempestivamente intervenire commissariando le singole aziende sanitarie a fronte di standard bassi di erogazione dei servizi sanitari ai cittadini. Vuol dire che il direttore generale, amministrativo, sanitario lo decidiamo noi dando un tempo definito per la riorganizzazione della singola azienda ed esercitando poteri sostitutivi completi&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Calo vaccini, i medici: “rischiamo un caso polio o difterite&#8221;</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/calo-vaccini-i-medici-rischiamo-un-caso-polio-o-difterite/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2017 11:35:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[Sui vaccini c’è “un sovraccarico di informazioni fuorvianti, distorte, illusorie o in malafede” Il Ministero della salute ha diffuso i dati sulla recrudescenza del morbillo in Italia (+230%) e il Comitato centrale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici è intervenuto per commentare i nuovi dati: “Come medici, prima ancora che come Ordine, siamo seriamente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33523" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/03/images_vaccini.jpg" alt="" width="800" height="535" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_vaccini.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_vaccini-300x201.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_vaccini-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Sui vaccini c’è “un sovraccarico di informazioni fuorvianti, distorte, illusorie o in malafede”</p>
<p>  <span id="more-33524"></span>  </p>
<p>Il Ministero della salute ha diffuso i dati sulla recrudescenza del morbillo in Italia (+230%) e il Comitato centrale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici è intervenuto per commentare i nuovi dati: “Come medici, prima ancora che come Ordine, siamo seriamente preoccupati: ci aspettiamo un caso di poliomielite o difterite da un momento all&#8217;altro”.</p>
<p>&#8220;Impossibile &#8211; osserva la Fnomceo &#8211; non correlare questo aumento abnorme con il calo delle coperture vaccinali, in gran parte dovuto al numero crescente di genitori che rifiutano contro le evidenze scientifiche consolidate di vaccinare i loro figli, mettendo a rischio non solo quei bambini, ma i loro compagni di asilo, scuola, giochi, parenti e tutta la popolazione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Anche noi medici dobbiamo farci un serio esame di coscienza: ogni volta che senza una valida controindicazione sconsigliamo la vaccinazione, anche solo non dando noi per primi l&#8217;esempio, e ancor più quando sistematicamente svalutiamo questa pratica giocando sulle paure e sulle emozioni che sono naturali per qualsiasi genitore &#8211; prosegue la Federazione &#8211; commettiamo infrazione deontologica. E non perché lo abbiamo affermato noi come Fnomceo, con il documento approvato a luglio dal Consiglio nazionale, ma perché andiamo contro le evidenze scientifiche, abiuriamo alla nostra professione e alla nostra coscienza, mettendo a rischio migliaia di vite&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ci rivolgiamo quindi a tutti i genitori, a tutti i cittadini: è con loro che vogliamo e dobbiamo ricostruire un&#8217;alleanza a tutela della salute di tutti. Noi siamo a disposizione &#8211; concludono i medici &#8211; singolarmente per un consiglio, prima ancora che per la prestazione sanitaria, e come istituzione per gestire correttamente il sovraccarico di informazioni fuorvianti, distorte, illusorie o in malafede&#8221;.</p>
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		<title>La nuova lista delle cure gratuite. Il ministro: “passaggio storico”</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/la-nuova-lista-delle-cure-gratuite-il-ministro-passaggio-storico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2017 11:22:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzin]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sanità pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[SSN]]></category>
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					<description><![CDATA[Più vaccini, maggiori tutele per la maternità e anche nuove coperture per le malattie croniche e protesi tecnologiche È stato aggiornato, dopo 15 anni, l’elenco delle prestazioni gratuite per i Livelli essenziali di assistenza (Lea).&#160; Ci saranno più vaccini, maggiori tutele per la maternità e anche nuove coperture per le malattie croniche e protesi tecnologiche. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33520" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/03/images_sanita.jpg" alt="" width="620" height="300" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_sanita.jpg 620w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_sanita-300x145.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p>Più vaccini, maggiori tutele per la maternità e anche nuove coperture per le malattie croniche e protesi tecnologiche</p>
<p>  <span id="more-33521"></span>  </p>
<p>È stato aggiornato, dopo 15 anni, l’elenco delle prestazioni gratuite per i Livelli essenziali di assistenza (Lea).&nbsp;</p>
<p>Ci saranno più vaccini, maggiori tutele per la maternità e anche nuove coperture per le malattie croniche e protesi tecnologiche. Secondo il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, si tratta di un passaggio storico.</p>
<p><strong>Maternità</strong><br />Tutte le donne potranno accedere gratuitamente a:</p>
<p>• diagnosi prenatale con test combinato e, solo in caso di rischio elevato, amniocentesi o villocentesi, indipendente dall&#8217;età della donna;<br />• corsi di accompagnamento alla nascita;<br />• assistenza in puerperio;<br />• colloquio con lo psicologo in caso di disagio emotivo in gravidanza e/o in puerperio;<br />• visita specialistica di genetica medica ed eventuali indagini genetiche, disposte dal medico, in caso di aborti ripetuti</p>
<p><strong>Vaccini e screening neonatale</strong><br />Verranno introdotti nuovi vaccini come l&#8217;anti-Papillomavirus, l&#8217;anti &#8211; Pneumococco e l&#8217;anti-meningococco, oltre anche all&#8217;estensione a nuovi destinatari. Per il papillomavirus ad esempio il vaccino viene erogato anche agli adolescenti maschi. Viene introdotto lo screening neonatale per la sordità e la cataratta congenita; estensione a tutti i nuovi nati dello screening neonatale anche per le malattie metaboliche ereditarie.</p>
<p><strong>Procreazione assistita</strong><br />Sino ad oggi le prestazioni di procreazione medicalmente assistita erano erogate solo in regime di ricovero, mentre sono state inserite nel nuovo nomenclatore della specialistica ambulatoriale tutte le prestazioni necessarie nelle diverse fasi del percorso di procreazione medicalmente assistita, omologa ed eterologa. Per tutte le spese connesse alle prestazioni di raccolta, conservazione e distribuzione di cellule riproduttive finalizzate alla PMA eterologa, è previsto un contributo il cui importo è fissato dalle singole Regioni.</p>
<p><strong>Celiachia</strong><br />Da malattia rara diventa malattia cronica. Sono mantenute in esenzione tutte le prestazioni di specialistica ambulatoriale comprese nei LEA, utili al monitoraggio della patologia e alla prevenzione delle complicanze e degli eventuali aggravamenti. Come per tutte le malattie croniche sarà sufficiente una certificazione di malattia, redatta da uno specialista del Servizio sanitario nazionale, per ottenere il nuovo attestato di esenzione. Viene mantenuta la disciplina della concessione degli alimenti per celiaci</p>
<p><strong>Endometriosi</strong><br />Viene inserita nell&#8217;elenco delle patologie croniche e invalidanti, negli stadi clinici più avanzati (&#8216;moderato&#8217; e &#8216;grave&#8217;) riconoscendo a queste pazienti il diritto ad usufruire in esenzione di alcune prestazioni specialistiche di controllo. Si stimano circa 300.000 esenzioni</p>
<p><strong>Protesi</strong><br />Sono inclusi tra i destinatari delle protesi anche persone affette da alcune malattie rare e gli assistiti in assistenza domiciliare integrata. Il nuovo nomenclatore dell’assistenza protesica consentirà, tra l&#8217;altro, di prescrivere:</p>
<p>• strumenti e software di comunicazione alternativa e aumentativa;<br />• tastiere adattate per persone con gravissime disabilità;<br />• dispositivi per il puntamento con lo sguardo;<br />• apparecchi acustici a tecnologia digitale;<br />• dispositivi per allarme e telesoccorso;<br />• posaterie e suppellettili adattati per le persone con disabilità motorie;<br />• scooter elettrici a quattro ruote;<br />• carrozzine con sistema di verticalizzazione, bariatriche e per assistiti affetti da distonie;<br />• sollevatori fissi e carrelli servoscala per ambienti interni;<br />• maniglioni , braccioli e supporti per l&#8217;ambiente bagno;<br />• ausili (sensori e telecomandi) per di controllo degli ambienti;<br />• protesi ed ortesi di tecnologie innovative</p>
<p><strong>Malattie rare</strong> <br />L’elenco verrà ampliato mediante l&#8217;inserimento di più di 110 nuove entità tra singole malattie rare e gruppi di patologie. Ad esempio, sono inserite nell&#8217;elenco: la sarcoidosi; la sindrome di Guillain &#8211; Barré ; la fibrosi polmonare idiopatica</p>
<p><strong>Patologie croniche</strong><br />Revisione dell’elenco delle malattie croniche 12 vengono spostate tra le malattie croniche alcune patologie già esenti come malattie rare, quali: malattia celiaca, sindrome di Down, sindrome di Klinefelter, connettiviti indifferenziate. Importanti revisioni sono apportate anche all’elenco delle malattie croniche. Ad esempio: sono introdotte nuove patologie esenti : bronco &#8211; pneumopatia cronico ostruttiva (stadi clinici &#8216;moderato&#8217;, &#8216;grave&#8217; e &#8216;molto grave&#8217; ), osteomielite cronica, patologie renali croniche, rene policistico autosomico dominante, endometriosi (stadi clinici &#8216;moderato&#8217; e &#8216;grave&#8217;), sindrome da talidomide.</p>
<p><strong>Disturbi spettro acustico</strong><br />Il nuovo decreto recepisce la legge n . 134 del 2015 , che prevede l&#8217;aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza per la diagnosi precoce, la cura e il trattamento individualizzato dei disturbi dello spettro autistico</p>
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		<title>Nuova terapia contro cancro al cervello: fino a 2 anni di vita in più</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/nuova-terapia-contro-cancro-al-cervello-fino-a-2-anni-di-vita-in-piu/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2017 10:38:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
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					<description><![CDATA[Le immunoterapie e le terapie geniche, al momento in fase sperimentale, ad esempio, potrebbero prolungare la sopravvivenza fino a 2 anni Negli ultimi anni le cure al cancro al cervello hanno fatto dei buoni passi in avanti; lo ha spiegato Alessandro Olivi, ordinario di neurochirurgia dell&#8217;Università Cattolica del sacro Cuore di Roma, in occasione dell&#8217;inaugurazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33266" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/02/images_tumore-al-cervello.jpg" alt="" width="744" height="435" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_tumore-al-cervello.jpg 744w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_tumore-al-cervello-300x175.jpg 300w" sizes="(max-width: 744px) 100vw, 744px" /></p>
<p>Le immunoterapie e le terapie geniche, al momento in fase sperimentale, ad esempio, potrebbero prolungare la sopravvivenza fino a 2 anni</p>
<p>  <span id="more-33267"></span>  </p>
<p>Negli ultimi anni le cure al cancro al cervello hanno fatto dei buoni passi in avanti; lo ha spiegato Alessandro Olivi, ordinario di neurochirurgia dell&#8217;Università Cattolica del sacro Cuore di Roma, in occasione dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno accademico 2016-2017: &#8220;Ogni anno si riscontrano 22 nuovi casi di tumori cerebrali ogni 100 mila persone. Le ripercussioni socioeconomiche di tale malattia, per pazienti e familiari, possono essere molto onerose. Ma le scoperte sul fronte scientifico e tecnologico avanzano e potranno tradursi in tangibili benefici per i pazienti. Le immunoterapie e le terapie geniche, al momento in fase sperimentale, ad esempio, potrebbero prolungare la sopravvivenza fino a 2 anni&#8221;</p>
<p>&#8220;I progressi ottenuti durante le ultime decadi, che ci hanno visto in prima linea &#8211; spiega all&#8217;Adnkronos &#8211; devono ascriversi sia al campo della ricerca biologica e traslazionale sia a quello dello sviluppo di tecnologie chirurgiche avanzate&#8221;.</p>
<p>Olivi porta ad esempio l’esperienza del Brain Tumor laboratory della Johns Hopkins University di Baltimora, negli Stati Uniti, dove ha prestato 33 anni di attività clinico-accademica prima di unirsi, un anno fa, al corpo docente della Cattolica.</p>
<p>&#8220;L&#8217;università americana ha sviluppato un nuovo trattamento loco-regionale che consente, con l’uso di polimeri biodegradabili, la somministrazione locale ad alta concentrazione di agenti anti-tumorali, evitando quindi la esposizione tossica sistemica. Nel 1995 questo nuovo trattamento è stato approvato dalla Fda e messo a disposizione dei pazienti con le forme più aggressive di tumori cerebrali, introducendo per la prima volta un&#8217;arma in più a disposizione dei clinici&#8221;, spiega.</p>
<p>&#8220;Sono allo studio terapie nuove come le immunoterapie, ancora in fase sperimentale, i trattamenti checkpoint inhibitors &#8211; prosegue Olivi &#8211; Poi c&#8217;è il grosso capitolo della terapia genica, ancora agli inizi della sperimentazione, attraverso la quale si cambia la produzione delle proteine del tumore che possono diventare il target di trattamenti molto mirati, che lasciano intatto il tessuto sano circostante. Con queste metodologie si può prolungare la sopravvivenza da qualche mese a un paio d&#8217;anni. Per esempio le terapie loco-regionali hanno portato a un prolungamento della sopravvivenza da 11 a 24 mesi&#8221;.</p>
<p>Olivi ha anche parlato dei progressi a cui abbiamo assistito dal punto di vista chirurgico; si tratta di &#8220;un&#8217;esplosione di tecnologie sofisticate che ci consentono di poter aggredire e rimuovere lesioni un tempo considerate inoperabili. Dalla messa a punto di interventi con assistenza ad immagini, allo sviluppo di mappaggi e monitoraggi fisiologici delle aree cerebrali funzionali&#8221;. Tecniche che &#8220;oggi consentono di conservare funzioni essenziali a pazienti sottoposti a interventi neurochirurgici in zone estremamente delicate. Alla Johns Hopkins abbiamo potuto mettere a punto tecniche bioptiche per raggiungere aree come il tronco cerebrale, una volta considerate &#8216;off limit&#8217;, e affinare l&#8217;acquisizione di immagini preoperatorie a risonanza magnetica per la visualizzazione diretta di fasci nervosi profondi cerebrali consentendone la loro salvaguardia&#8221;.</p>
<p>Per l&#8217;esperto, &#8220;l&#8217;introduzione e l’espansione di tecniche microscopiche ed endoscopiche accompagnate da un miglioramento esponenziale della risoluzione delle immagini intraoperatorie, consente di raggiungere aree recondite della base cranica e visualizzare patologie e strutture neurovascolari con dovizie di particolari e chiarezza cristallina&#8221;.</p>
<p>Le ultime considerazioni riguardano il rapporto tra Italia e Stati Uniti nella ricerca sul tumore al cervello: &#8220;L&#8217;Italia paga la scarsità fondi ma ci sono molte risorse umane che danno contributi straordinari. Servono più risorse per trovare una cura, ci stiamo arrivando ma le risorse nazionali e europee sono limitate. L&#8217;Italia potrebbe associarsi a gruppi multicentrici di trial clinici internazionali. Può dare una buona statistica di pazienti operati e affetti dalla patologia e, coinvolgendoli negli studi, potrebbe dare il suo contributo alla verifica di nuove cure che devono essere provate da un punto di vista clinico&#8221;.</p>
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		<title>Le infezioni contratte in ospedale causano più morti degli incidenti stradali</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/le-infezioni-contratte-in-ospedale-causano-piu-morti-degli-incidenti-stradali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 10:59:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Antibioici]]></category>
		<category><![CDATA[Batteri]]></category>
		<category><![CDATA[infezione]]></category>
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		<category><![CDATA[salute]]></category>
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		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo perché ogni anno, il 5-8% dei pazienti ricoverati contrae un’infezione all’ospedale Sembra un paradosso, ma fa più morti l’ospedale che la strada. Nel nostro paese le infezioni ospedaliere causano, ogni anno, più vittime degli incidenti stradali: 4.500-7.000 morti da un lato, 3.419 dall’altro. Questo perché ogni anno, il 5-8% dei pazienti ricoverati contrae un’infezione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33260" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/02/images_ospedale.jpg" alt="" width="736" height="475" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_ospedale.jpg 736w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_ospedale-300x194.jpg 300w" sizes="(max-width: 736px) 100vw, 736px" /></p>
<p>Questo perché ogni anno, il 5-8% dei pazienti ricoverati contrae un’infezione all’ospedale</p>
<p>  <span id="more-33261"></span>  </p>
<p>Sembra un paradosso, ma fa più morti l’ospedale che la strada. Nel nostro paese le infezioni ospedaliere causano, ogni anno, più vittime degli incidenti stradali: 4.500-7.000 morti da un lato, 3.419 dall’altro.</p>
<p>Questo perché ogni anno, il 5-8% dei pazienti ricoverati contrae un’infezione all’ospedale. Si tratta di 450-700 mila casi, soprattutto infezioni urinarie, della ferita chirurgica, polmoniti e sepsi. E tutto ciò ha un costo significativo per le casse pubbliche: per ogni infezione ospedaliera si stimano circa 9.000-10.500 euro.</p>
<p>&#8220;I microrganismi causa di infezioni associate alle procedure assistenziali, tra le quali quelle contratte in ospedale, provengono sia da flora batterica endogena, cioè già presente nel paziente, che esogena, cioè provenienti dall’esterno – spiega all’Adnkronos Nicola Petrosillo, direttore del Dipartimento Clinico e di Ricerca in Malattie Infettive dell’Irccs Lazzaro Spallanzani di Roma – Non dobbiamo dimenticare che spesso parliamo di persone fragili, debilitate e con basse difese immunitarie, e di pazienti frequentemente affetti da comorbosità, cioè altre malattie non infettive, renali, cardiache, respiratorie, oncologiche, oppure pazienti critici in terapia intensiva sottoposti a varie e prolungate procedure invasive&#8221;</p>
<p>Purtroppo in alcuni reparti si fa un largo uso di antibiotici e questo fa aumentare la presenza di microrganismi resistenti al farmaco d’elezione che dovrebbe debellarlo. Purtroppo, <a href="https://www.ecoseven.net//?p=33081" target="_blank" rel="noopener noreferrer">se non ci fossero gli antibiotici nel mondo morirebbero 300 milioni di persone entro il 2050</a>.</p>
<p>L’analisi dei costi delle infezioni ospedaliere (mediante database amministrativi) è stato lo scopo della ricerca &#8216;Burden economico delle infezioni ospedaliere in Italia&#8217;, realizzata da Francesco Saverio Mennini, Research Director Ceis Economic Evaluation and HTA, Università di Roma Tor Vergata. Fonte dei dati sono state le schede di dimissione ospedaliera (Sdo) nazionali e regionali (con data di dimissione compresa tra il 1 gennaio 2006 ed il 31 dicembre 2014).</p>
<p>“La prospettiva del nostro studio – ha spiegato Mennini all’Adnkronos – è quella di mettere in luce quanto pesano, in termini di impatto economico diretto e indiretto&#8221; le infezioni ospedaliere &#8220;in Italia, sia dal punto di vista della salute del paziente, sia della loro incidenza sul Ssn. Partendo dal presupposto che, come prova lo studio, le infezioni ospedaliere compaiano in circa 3 casi ogni 1.000 ricoveri acuti in regime ordinario, la loro valorizzazione mediante valutazione delle giornate aggiuntive per singolo Drg ha comportato una stima media annua di € 69,1 milioni. Mentre la valorizzazione mediante Drg specifici (418 e 579) ha comportato una stima media annua di € 21,8 milioni. Numeri che devono far riflettere soprattutto sul tema dell’appropriatezza, cioè sull’adozione di misure innovative, come trattamenti e device tecnologici, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’assistenza nel limite delle risorse disponibili&#8221;.</p>
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		<title>Salute: il 26% degli italiani rinuncia alle cure</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/salute-il-26-degli-italiani-rinuncia-alle-cure/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2017 11:19:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema Sanitario Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[SSN]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo anni di tagli il nostro sistema sanitario si contrae, lo spiega l&#8217;Associazione italiana ospedalità privata Tempi difficili per gli italiani che devono ricorrere alle cure del sistema sanitario. Molti infatti rinviano le cure o addirittura rinunciano: rientra in questa categoria il 26% dei nostri concittadini Lo spiega il 14° Rapporto annuale &#8216;Ospedali &#38; Salute [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33145" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/01/images_sanita.jpg" alt="" width="620" height="300" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_sanita.jpg 620w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_sanita-300x145.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p>Dopo anni di tagli il nostro sistema sanitario si contrae, lo spiega l&#8217;Associazione italiana ospedalità privata</p>
<p>  <span id="more-33146"></span>  </p>
<p>Tempi difficili per gli italiani che devono ricorrere alle cure del sistema sanitario. Molti infatti rinviano le cure o addirittura rinunciano: rientra in questa categoria il 26% dei nostri concittadini</p>
<p>Lo spiega il 14° Rapporto annuale &#8216;Ospedali &amp; Salute 2016&#8217; che disegna un &#8220;sistema in deflazione&#8221;. Il report, realizzato da Ermeneia, è stato presentato oggi a Roma da Gabriele Pelissero, presidente nazionale <a href="http://www.aiop.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Aiop, l&#8217;Associazione italiana ospedalità privata.</a></p>
<p>Secondo i dati degli ultimi anni, ripresi dall’Adnkronos, una diminuzione dei servizi si accompagna a maggiori costi per i cittadini: dal 2009 al 2014 si riducono i numeri dei posti letto (-9,2%), dei ricoveri (-18,3%), delle giornate di degenza (-14%), del personale (-9% tra il 2010 e il 2014); dal 2009 al 2015 aumentano in parallelo gli oneri per gli utenti, con i ticket per le prestazioni che crescono del 40,6%, le visite intramoenia a pagamento presso gli ospedali pubblici del 21,9% e i ticket per i farmaci del 76,7%.</p>
<p>Nel triennio 2012-2014, infatti, la spesa sanitaria pubblica risulta ancorata al 6,8% del Pil, mentre risulta in crescita quella degli altri Paesi G7 (8,2%). Anche la spesa ospedaliera pubblica complessiva è ferma nel nostro Paese al 3,9% del Pil. Esiste poi una deflazione da inefficienza della &#8216;macchina&#8217; ospedaliera pubblica che non riesce a &#8216;liberare&#8217; risorse, come invece potrebbe, secondo Aiop, qualora fosse in grado di rivedere in maniera significativa le proprie modalità organizzative e gestionali. Se ciò avvenisse, le risorse recuperate sarebbero investite per migliorare le strutture, le attrezzature e i servizi per i pazienti.</p>
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