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	<title>sanità &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Manifesto Health-AI 2026: la sanità del futuro secondo UCID Lazio, tra intelligenza artificiale ed etica</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/manifesto-health-ai-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:16:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[di Redazione Ecoseven – 02/07/2026 Il 1° luglio 2026, alla Regione Lazio, è stato presentato il Manifesto Health-AI 2026 «Singolarità tecnologica verso malattia zero»: un documento che propone una sanità proattiva e universale, costruita attorno a un principio netto, riassunto durante il convegno dallo psichiatra Tonino Cantelmi: il medico, dal punto di vista tecnico, è già sostituibile [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecosev</a><a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">en</a> – 02/07/2026</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-320464 size-full" title="Manifesto Health-AI 2026 su intelligenza artificiale e sanità del futuro" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/AI-e-sanita-2026.webp" alt="Manifesto Health-AI 2026, sanità e intelligenza artificiale" width="1217" height="649" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/AI-e-sanita-2026.webp 1217w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/AI-e-sanita-2026-300x160.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/AI-e-sanita-2026-1024x546.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/AI-e-sanita-2026-768x410.webp 768w" sizes="(max-width: 1217px) 100vw, 1217px" /></p>
<p><strong>Il 1° luglio 2026, alla Regione Lazio, è stato presentato il Manifesto Health-AI 2026 «Singolarità tecnologica verso malattia zero»: un documento che propone una sanità proattiva e universale, costruita attorno a un principio netto, riassunto durante il convegno dallo psichiatra Tonino Cantelmi: il medico, dal punto di vista tecnico, è già sostituibile dall&#8217;intelligenza artificiale. La vera domanda aperta, secondo il Manifesto, è quale ruolo resterà all&#8217;essere umano nella cura.</strong></p>
<p>Il convegno «<a href="https://ucid.it/blog/2026/06/20/health-ai-2026-intelligenza-dati-e-persone-incontro-del-gruppo-ucid-lazio-1luglio-2026-ore-1000/" target="_blank" rel="noopener">Health-AI 2026: Intelligenza, Dati e Persone</a>», promosso dall&#8217;UCID Lazio (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) nella Sala Tevere della Regione Lazio, ha riunito istituzioni, clinici, giuristi ed esperti di sanità digitale attorno a un tema che sta diventando centrale nel dibattito sanitario italiano: come integrare l&#8217;intelligenza artificiale in un sistema sanitario senza perdere la centralità della persona.</p>
<h2>Cos&#8217;è il convegno Health-AI 2026 e chi lo ha promosso</h2>
<p>L&#8217;evento si è svolto mercoledì 1° luglio 2026, dalle 10 alle 13:30, nella Sala Tevere della Regione Lazio, in via Cristoforo Colombo a Roma. È stato organizzato dalla Commissione Sanità dell&#8217;UCID Lazio, presieduta da Moreno Di Legge, che ne è stato anche il responsabile organizzativo. I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali di Giuseppe Pedrizzi, Presidente Regionale dell&#8217;UCID, e si sono conclusi con una tavola rotonda moderata da Tonino Cantelmi, Professore Associato di Psicopatologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma e componente del Comitato Nazionale per la Bioetica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. La parte organizzativa e logistica è stata curata da <a href="https://eventi.dreamcom.it/enrol/index.php?id=472" target="_blank" rel="noopener">DreamCom</a>, business unit del Gruppo Dream Srl, provider ECM accreditato presso AGENAS.</p>
<h2>Il Manifesto Health-AI 2026 «Singolarità tecnologica verso malattia zero»: i quattro pilastri</h2>
<p>Cuore della giornata è stata la presentazione del Manifesto, promosso dall&#8217;Istituto di Terapia Cognitivo-Interpersonale (ITCI) con la direzione scientifica della ASL Rieti e illustrato da Angelo Barbato, Direttore Sanitario della stessa ASL. Il documento propone un modello di sanità proattiva e universale, costruito su quattro pilastri interconnessi:</p>
<ul>
<li><strong>l&#8217;intelligenza artificiale</strong>, per predire e personalizzare le cure;</li>
<li><strong>la nanotecnologia</strong>, orientata alla rigenerazione biologica e cellulare;</li>
<li><strong>la medicina di popolazione</strong>, come garanzia di equità e accesso per l&#8217;intera comunità;</li>
<li><strong>la dimensione etica</strong>, che preservi la centralità della persona attraverso un approccio integrato — scientifico, umano, sociale e spirituale.</li>
</ul>
<p>L&#8217;obiettivo dichiarato, riassunto nel titolo del Manifesto Health-AI 2026, è una traiettoria verso la &#8220;malattia zero&#8221;: una sanità che non si limiti a curare ma che punti sempre più sulla prevenzione e sulla personalizzazione, grazie all&#8217;incrocio tra dati, algoritmi predittivi e nuove tecnologie biomediche.</p>
<h2>«Il medico è già sostituibile dalla AI»: cosa intende Cantelmi</h2>
<p>Il passaggio più diretto del convegno è arrivato dalla riflessione di Tonino Cantelmi, che ha spostato il baricentro della discussione dal piano tecnologico a quello etico. Secondo Cantelmi, l&#8217;accelerazione dell&#8217;intelligenza artificiale è ormai un dato di fatto, non più in discussione: il sistema è già in grado di automigliorarsi e di autoriprodursi, in una corsa che definisce inarrestabile. Il problema, ha sottolineato, non è più tecnologico ma riguarda quale società si voglia costruire attorno a questa trasformazione.</p>
<p>In ambito sanitario, secondo Cantelmi, questo si traduce in una domanda scomoda ma inevitabile: se il medico è già sostituibile sul piano tecnico dall&#8217;intelligenza artificiale, quale sarà il ruolo dell&#8217;essere umano nella cura? La sua risposta, diventata il titolo con cui l&#8217;intervento è stato ripreso da diverse testate, è che il sistema sanitario avrà bisogno non tanto di medici in senso tradizionale, quanto di &#8220;specialisti in umanità&#8221; — professionisti la cui competenza distintiva sia proprio la capacità relazionale, empatica ed etica che l&#8217;intelligenza artificiale non replica.</p>
<h2>Governance dei dati, etica e sussidiarietà: i tre pilastri della fiducia</h2>
<p>Il filo conduttore dell&#8217;intera giornata sul Manifesto Health-AI 2026 è stato un principio condiviso da tutti i relatori: <a href="https://www.ecoseven.net/canali/scienze/tecnologia/umanoide-a-grandezza-naturale/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;intelligenza artificiale in sanità</a> funziona solo se è fidata, e la fiducia si costruisce su tre elementi. Il primo è la governance dei dati sanitari, affrontata dall&#8217;avvocato cassazionista Silvano Mazzantini. Il secondo è l&#8217;etica applicata alla tecnologia, tema trasversale a tutti gli interventi. Il terzo è un modello di sussidiarietà e solidarietà che metta la persona prima dell&#8217;algoritmo, approfondito dal contributo di Don Massimo Angelelli, dell&#8217;Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della <a href="https://www.chiesacattolica.it/" target="_blank" rel="noopener">Conferenza Episcopale Italiana</a>.</p>
<p>Sul fronte più operativo, Giuseppe Quintavalle, Direttore Generale della ASL Roma 1, ha portato la prospettiva di chi gestisce concretamente l&#8217;organizzazione dei servizi sanitari, discutendo di come immaginare la sanità del prossimo futuro alla luce di questi strumenti.</p>
<h2>Il messaggio del convegno</h2>
<p>Per chi lavora o si informa su sanità e tecnologia, il messaggio del convegno non è tanto un allarme quanto un&#8217;indicazione di direzione: l&#8217;automazione di diagnosi, previsione del rischio e gestione dei dati clinici è già una realtà tecnica, e il dibattito si sta spostando rapidamente dal &#8220;se&#8221; l&#8217;intelligenza artificiale entrerà in sanità al &#8220;come&#8221; garantire che lo faccia in modo affidabile, trasparente e centrato sulla persona. I temi al centro del Manifesto Health-AI 2026 — governance dei dati, etica applicata, medicina di popolazione — sono gli stessi su cui, nei prossimi anni, si giocherà buona parte della regolamentazione sanitaria italiana ed europea in materia di intelligenza artificiale.</p>
<h2>FAQ – Domande frequenti</h2>
<h3>Cos&#8217;è il Manifesto Health-AI 2026 «Singolarità tecnologica verso malattia zero»?</h3>
<p>È un documento presentato il 1° luglio 2026 al convegno Health-AI 2026, promosso dall&#8217;Istituto di Terapia Cognitivo-Interpersonale con la direzione scientifica della ASL Rieti. Propone un modello di sanità proattiva e universale basato su quattro pilastri: intelligenza artificiale, nanotecnologia, medicina di popolazione ed etica.</p>
<h3>Cosa intendeva Cantelmi dicendo che il medico è già sostituibile dall&#8217;AI?</h3>
<p>Tonino Cantelmi si riferiva alla capacità tecnica dell&#8217;intelligenza artificiale di svolgere molte funzioni diagnostiche e predittive proprie della professione medica. La sua riflessione sposta però il problema sul piano etico: la vera domanda, secondo lui, è quale ruolo debba restare all&#8217;essere umano, con l&#8217;ipotesi che si passi da &#8220;medici&#8221; a &#8220;specialisti in umanità&#8221;.</p>
<h3>Chi ha promosso il convegno Health-AI 2026?</h3>
<p>Il convegno è stato promosso dall&#8217;UCID Lazio (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti), attraverso la sua Commissione Sanità presieduta da Moreno Di Legge, e si è svolto il 1° luglio 2026 nella Sala Tevere della Regione Lazio a Roma.</p>
<h3>Su cosa si basa la fiducia nell&#8217;intelligenza artificiale applicata alla sanità, secondo il Manifesto?</h3>
<p>Su tre elementi: la governance dei dati sanitari, l&#8217;etica applicata alla tecnologia e un modello di sussidiarietà e solidarietà che metta la persona prima dell&#8217;algoritmo, temi affrontati rispettivamente dall&#8217;avvocato Silvano Mazzantini e da Don Massimo Angelelli durante il convegno.</p>
<h3>Chi è Tonino Cantelmi?</h3>
<p>È professore associato di Psicopatologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma e componente del Comitato Nazionale per la Bioetica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha moderato la tavola rotonda conclusiva del convegno Health-AI 2026.</p>
<h2>In breve</h2>
<p>Al convegno UCID Lazio è stato presentato il Manifesto Health-AI 2026, «Singolarità tecnologica verso malattia zero», che propone una sanità proattiva basata su intelligenza artificiale, nanotecnologia, medicina di popolazione ed etica. Al centro della discussione, la riflessione di Tonino Cantelmi: il medico è già tecnicamente sostituibile dall&#8217;intelligenza artificiale, ma la sfida etica è definire il ruolo dell&#8217;essere umano nella cura, con l&#8217;ipotesi di &#8220;specialisti in umanità&#8221; accanto alla componente tecnologica. La fiducia nell&#8217;AI in sanità, secondo il Manifesto, si costruisce su governance dei dati, etica applicata e modelli che mettano la persona prima dell&#8217;algoritmo.</p>
<p><em>ATTENZIONE: questo articolo sul ha finalità informative e riporta i contenuti di un convegno pubblico e di un documento programmatico; non costituisce indicazione clinica né posizione ufficiale di enti sanitari nazionali. Fonti: comunicato stampa del convegno Health-AI 2026 (1° luglio 2026); sito ufficiale di Tonino Cantelmi (toninocantelmi.it); UCID – Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (ucid.it); Mediterranews.</em></p>
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		<title>ISTAT e Euromonitor: 5,8 milioni rinunciano a curarsi mentre il wellness è in boom</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/rinunciano-a-curarsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2026 17:44:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
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		<category><![CDATA[economia del benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[di Redazione Ecoseven – 28/06/2026 Gli italiani rinunciano a curarsi? Mentre il marketing globale celebra il consumatore disposto a pagare di più per integratori, dispositivi e prodotti &#8220;scientificamente formulati&#8221;, in Italia 5,8 milioni di persone — il 9,9% della popolazione — nel 2024 hanno rinunciato a una visita o a un esame di cui avevano bisogno, secondo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecosev</a><a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">en</a> – 28/06/2026</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-320351 size-full" title="Rinuncia alle cure: sala d'attesa sanitaria in Italia " src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Gli-italiani-rinunciano-a-curarsi.webp" alt="GLi italiani rinunciano a curarsi?" width="1236" height="824" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Gli-italiani-rinunciano-a-curarsi.webp 1236w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Gli-italiani-rinunciano-a-curarsi-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Gli-italiani-rinunciano-a-curarsi-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Gli-italiani-rinunciano-a-curarsi-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 1236px) 100vw, 1236px" /></p>
<p><strong>Gli italiani rinunciano a curarsi? Mentre il marketing globale celebra il consumatore disposto a pagare di più per integratori, dispositivi e prodotti &#8220;scientificamente formulati&#8221;, in Italia 5,8 milioni di persone — il 9,9% della popolazione — nel 2024 hanno rinunciato a una visita o a un esame di cui avevano bisogno, secondo i <a href="https://www.istat.it/it/archivio/aspetti-della-vita-quotidiana" target="_blank" rel="noopener">dati ISTAT presentati in audizione sulla manovra</a>. È il paradosso dell&#8217;economia del benessere: cresce come mercato premium proprio mentre, per una fetta crescente di famiglie, la salute di base diventa un lusso.</strong> Capire questa frattura aiuta a leggere meglio i propri consumi e a distinguere il benessere che fa bene da quello che è solo marketing.</p>
<h2>Cosa dice il marketing: il benessere come mercato in crescita</h2>
<p>Ogni anno le grandi società di analisi dei consumi fotografano le tendenze d&#8217;acquisto globali. Per il 2026,<a href="https://www.euromonitor.com/newsroom/press-releases/november-2025/euromonitor-international-unveils-global-consumer-trends-for-2026" target="_blank" rel="noopener"> <strong>Euromonitor International</strong></a> ha individuato tra i quattro trend principali quello che ha battezzato &#8220;<a href="https://www.marketsandmarkets.com/Market-Reports/corporate-wellness-solution-market-110760130.html?gad_source=1&amp;gad_campaignid=17066595796&amp;gbraid=0AAAAADxY7Szi7Z40OelbYFzZstzkja_vA&amp;gclid=Cj0KCQjwjIPSBhCCARIsABGyK7u-gDCt-XqUzJopEilyPY6PQH2hYRDO-0yNW9Uf6cg06a0PuvQxjv0aAp5tEALw_wcB" target="_blank" rel="noopener">Rewired Wellness</a>&#8220;: una domanda crescente di soluzioni per il benessere ad alta tecnologia e &#8220;medicalmente validate&#8221;.</p>
<p>I numeri che accompagnano questa tendenza sono significativi. La spesa globale dei consumatori in beni e servizi per la salute è prevista raggiungere i 6.900 miliardi di dollari nel 2026. Tre consumatori su quattro dichiarano di monitorare un parametro di salute (sonno, alimentazione, attività fisica) con un&#8217;app o un dispositivo. E il 49% si dice disposto a pagare il 10% in più per prodotti di bellezza con una formulazione scientifica.</p>
<p>È il ritratto di un consumatore che investe nel proprio benessere, sposta budget verso integratori, wearable, cosmesi hi-tech e servizi personalizzati. Un mercato in espansione, su cui le aziende puntano con decisione. Ma è solo metà del quadro, e la metà più visibile.</p>
<h2>Cosa dice la realtà: Gli italiani rinunciano a curarsi?</h2>
<p>L&#8217;altra metà la raccontano i dati ISTAT, e il contrasto è netto. Nel 2024 il 9,9% della popolazione italiana — circa 5,8 milioni di persone — ha dichiarato di aver rinunciato negli ultimi dodici mesi a una visita specialistica o a un accertamento diagnostico di cui aveva bisogno. Un anno prima, nel 2023, la quota era del 7,6% (4,5 milioni di persone): in dodici mesi il fenomeno è cresciuto in modo marcato.</p>
<p>Le ragioni della rinuncia sono due, e spesso si intrecciano. La prima sono le lunghe liste di attesa, indicate dal 6,8% della popolazione: una quota più che raddoppiata rispetto al 2,8% del 2019. La seconda sono i motivi economici, l&#8217;impossibilità di sostenere il costo della prestazione, indicati dal 5,3% e anch&#8217;essi in aumento. Quando il servizio pubblico non riesce a dare una risposta in tempi accettabili, l&#8217;alternativa è pagare di tasca propria nel privato; e chi non può permetterselo, semplicemente, rinuncia.</p>
<p>Il dato più rivelatore è un altro: nel 2024 la spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie è perfino diminuita del 2,5%. Non perché gli italiani avessero meno bisogno di curarsi, ma perché una parte di loro ha tagliato anche su questo. La rinuncia colpisce soprattutto gli adulti tra i 45 e i 64 anni, gli anziani over 65 e in misura maggiore le donne.</p>
<h2>Perché i due dati non si contraddicono</h2>
<p>A prima vista sembra un controsenso: come può il benessere essere un mercato in boom se milioni di persone rinunciano a curarsi? In realtà i due fenomeni descrivono due mondi diversi, e proprio per questo vanno letti insieme.</p>
<p>Il &#8220;benessere&#8221; del marketing è in larga parte un mercato di beni e servizi voluttuari: integratori, abbonamenti, dispositivi, cosmesi avanzata, alimenti funzionali. È rivolto a chi ha reddito disponibile da investire nell&#8217;ottimizzazione di sé, e cresce proprio puntando su questa fascia. La &#8220;salute&#8221; dei dati ISTAT è invece il bisogno di base: la visita cardiologica, la risonanza, l&#8217;esame del sangue di controllo. Riguarda tutti, ma pesa di più su chi ha meno.</p>
<p>Il risultato è un&#8217;economia del benessere a due velocità. Da un lato un segmento premium che si espande; dall&#8217;altro una sanità essenziale che, per una quota crescente di popolazione, diventa difficile da raggiungere. Non è che gli italiani &#8220;scelgano&#8221; gli integratori al posto della visita medica: sono spesso persone diverse, in condizioni economiche diverse. La frattura non è nei comportamenti individuali, ma nella distribuzione delle possibilità.</p>
<p>Capire questa frattura ha conseguenze pratiche su come ciascuno gestisce la propria spesa <a href="https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/google-health/" target="_blank" rel="noopener">per il benessere</a>. Ecco alcuni valutazioni utili.</p>
<ol>
<li><strong>Distinguere il benessere &#8220;necessario&#8221; da quello &#8220;voluttuario&#8221;.</strong> Una visita di controllo prescritta è salute; un integratore alla moda spesso è consumo. Il primo viene prima del secondo.</li>
<li><strong>Diffidare del &#8220;medicalmente validato&#8221; come slogan.</strong> Molti prodotti premium usano un linguaggio scientifico senza prove cliniche solide alle spalle. La formulazione &#8220;scientifica&#8221; non garantisce un beneficio reale.</li>
<li><strong>Conoscere le alternative pubbliche.</strong> Per molte prestazioni esistono percorsi nel SSN o agevolazioni che riducono i costi: vale la pena informarsi prima di pagare il privato.</li>
<li><strong>Attenzione alle liste di attesa come trappola di spesa.</strong> Quando l&#8217;attesa nel pubblico è lunga, si è spinti verso il privato a pagamento: conoscere i propri diritti (classi di priorità, tempi massimi garantiti) aiuta a non spendere inutilmente.</li>
<li><strong>La prevenzione di base conviene più del gadget.</strong> Esami di screening, attività fisica e alimentazione equilibrata incidono sulla salute più di gran parte dei prodotti &#8220;wellness&#8221; a pagamento.</li>
<li><strong>Valutare i wearable per quello che sono.</strong> Un dispositivo che monitora il sonno o i passi può motivare, ma non sostituisce un controllo medico: è uno strumento, non una cura.</li>
<li><strong>Riconoscere la propria posizione nella frattura.</strong> Chi ha disponibilità può spendere con consapevolezza; chi è in difficoltà ha diritto a cercare i canali pubblici e gli aiuti esistenti, senza vergogna.</li>
</ol>
<h2>FAQ – Domande frequenti</h2>
<h3>Quanti italiani rinunciano a curarsi?</h3>
<p>Secondo i dati ISTAT, nel 2024 il 9,9% della popolazione italiana, pari a circa 5,8 milioni di persone, ha dichiarato di aver rinunciato a una visita specialistica o a un esame diagnostico di cui aveva bisogno. È un netto aumento rispetto al 7,6% del 2023 (4,5 milioni di persone). Le cause principali sono le lunghe liste di attesa (6,8% della popolazione) e i motivi economici (5,3%).</p>
<h3>Cos&#8217;è l&#8217;economia del benessere?</h3>
<p>Con &#8220;economia del benessere&#8221; si indica l&#8217;insieme dei beni e servizi legati alla salute e al benessere personale: dalla sanità ai prodotti per la cura di sé, dagli integratori ai dispositivi per il monitoraggio della salute. È un settore in forte crescita: la spesa globale in beni e servizi per la salute è prevista raggiungere i 6.900 miliardi di dollari nel 2026, secondo Euromonitor. Comprende però sia bisogni essenziali, come le cure mediche, sia consumi voluttuari, come molti prodotti &#8220;wellness&#8221;.</p>
<h3>Perché le famiglie spendono di più per il benessere ma rinunciano alle cure?</h3>
<p>In realtà si tratta spesso di persone e situazioni diverse, non delle stesse famiglie che scelgono gli integratori al posto delle cure. Il mercato del benessere premium cresce trainato da chi ha reddito disponibile da investire, mentre la rinuncia alle cure riguarda soprattutto chi ha difficoltà economiche o si scontra con liste di attesa troppo lunghe. I due fenomeni convivono e descrivono una società in cui le possibilità di accesso alla salute sono distribuite in modo diseguale.</p>
<h3>Conviene pagare per prodotti &#8220;scientificamente formulati&#8221;?</h3>
<p>Dipende dalle prove che li sostengono. Il fatto che un prodotto sia presentato come &#8220;scientificamente formulato&#8221; o &#8220;medicalmente validato&#8221; non garantisce di per sé un beneficio reale: spesso è un linguaggio di marketing. Prima di spendere, è utile verificare se esistono studi indipendenti a supporto e, per questioni di salute, confrontarsi con un medico. Per molti obiettivi di benessere, prevenzione, attività fisica e alimentazione equilibrata hanno un impatto maggiore e un costo inferiore.</p>
<h3>Quanto pesa la spesa sanitaria privata sulle famiglie italiane?</h3>
<p>Nel 2023 le famiglie italiane hanno contribuito alla spesa sanitaria complessiva con circa il 23-26% del totale, con risorse proprie. L&#8217;Italia è tra i Paesi UE con il più alto contributo privato. Nel 2024, però, questa spesa diretta è diminuita del 2,5%: un segnale che, di fronte ai costi, una parte delle famiglie ha tagliato anche sulla salute, rinunciando a prestazioni invece di pagarle nel privato.</p>
<h2>In breve</h2>
<p>L&#8217;economia del benessere viene spesso raccontata come un mercato in pieno boom: 6.900 miliardi di dollari di spesa globale prevista nel 2026, consumatori disposti a pagare un premium per prodotti hi-tech e &#8220;scientificamente formulati&#8221;. Ma in Italia questa narrazione convive con un dato che la ridimensiona: nel 2024, 5,8 milioni di persone (il 9,9%) hanno rinunciato a curarsi, per liste di attesa o per costi, e la spesa sanitaria privata delle famiglie è perfino calata. Non è una contraddizione, ma una frattura: il benessere come consumo voluttuario cresce tra chi può permetterselo, mentre la salute di base diventa più difficile da raggiungere per chi ha meno. Per il lettore, la lezione pratica è distinguere il benessere necessario da quello venduto come tale, mettere la prevenzione e le cure essenziali prima dei gadget, e conoscere i canali pubblici e gli aiuti disponibili.</p>
<hr />
<p><em>ATTENZIONE: Questo articolo su  ha finalità informative e divulgative e non sostituisce il parere di un medico né una consulenza economica o fiscale. In caso di necessità di cure è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico e informarsi sui percorsi del Servizio Sanitario Nazionale e sulle agevolazioni disponibili, senza rinunciare alle prestazioni necessarie. Fonti principali: <a href="https://www.istat.it/it/archivio/aspetti-della-vita-quotidiana" target="_blank" rel="noopener">ISTAT, indagine &#8220;Aspetti della vita quotidiana&#8221; e audizione sulla manovra 2026</a> (dato sulla rinuncia alle cure: 9,9% della popolazione, 5,8 milioni di persone nel 2024); <a href="https://noi-italia.istat.it/" target="_blank" rel="noopener">ISTAT, dati sulla spesa sanitaria 2023-2024</a>; <a href="https://www.euromonitor.com/newsroom/press-releases/november-2025/euromonitor-international-unveils-global-consumer-trends-for-2026" target="_blank" rel="noopener">Euromonitor International, Top Global Consumer Trends 2026</a> (trend &#8220;Rewired Wellness&#8221;; il dato sul 49% disposto a pagare un premium si riferisce specificamente ai prodotti di bellezza con formulazione scientifica, non ai prodotti per il benessere in generale). I dati sulla rinuncia alle cure derivano da indagine campionaria e possono essere soggetti ad approfondimenti interpretativi.</em></p>
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		<title>Medicina di laboratorio: la sfida dei biologi sui tagli alle tariffe</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/medicina-di-laboratorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:16:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è un mondo della sanità che lavora lontano dai riflettori, eppure è decisivo per ogni diagnosi: quello dei laboratori di analisi. È da lì, dal referto che il medico legge per capire cosa abbiamo, che passa una parte enorme delle nostre cure. Proprio a questo mondo è dedicata la svolta annunciata a Milano dalla Federazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-320008 size-full" title="Biologo al lavoro in un laboratorio di analisi cliniche" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/diagnostica-e-tariffe.webp" alt="medicina di laboratorio" width="1693" height="929" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/diagnostica-e-tariffe.webp 1693w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/diagnostica-e-tariffe-300x165.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/diagnostica-e-tariffe-1024x562.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/diagnostica-e-tariffe-768x421.webp 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/diagnostica-e-tariffe-1536x843.webp 1536w" sizes="(max-width: 1693px) 100vw, 1693px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">C&#8217;è un mondo della sanità che lavora lontano dai riflettori, eppure è decisivo per ogni diagnosi: quello dei laboratori di analisi. È da lì, dal referto che il medico legge per capire cosa abbiamo, che passa una parte enorme delle nostre cure. Proprio a questo mondo è dedicata la svolta annunciata a Milano dalla <a href="https://www.fnob.it/" target="_blank" rel="noopener">Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB)</a>, che ha messo al centro il futuro della medicina di laboratorio italiana: da una parte le promesse della medicina di precisione, dall&#8217;altra una battaglia tutta politica, quella sui tagli alle tariffe. Riprendiamo i punti principali dell&#8217;intervista al presidente Vincenzo D&#8217;Anna e proviamo a leggerne il significato.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">L&#8217;evento di Milano e la posta in gioco</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La cornice è quella dell&#8217;NH Milano Congress Center di Milanofiori, ad Assago, dove la FNOB ha promosso l&#8217;evento formativo &#8220;<a href="https://www.fnob.it/2026/06/17/rivoluzione-diagnostica-a-milano-i-biologi-tracciano-il-futuro-della-medicina-di-precisione-e-abbattono-il-muro-dei-tagli-tariffari-intervista-di-vincenzo-danna/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Pillole di Approfondimento della Medicina di Laboratorio dal punto di vista dei Biologi</strong></a>&#8220;, con crediti ECM. Un&#8217;occasione che ha chiamato a raccolta la comunità dei biologi italiani — circa 60.000 professionisti — per delineare i nuovi confini della diagnostica avanzata.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il tema di fondo per la medicina di laboratorio è il cambiamento epocale che attraversa il settore: la genomica e l&#8217;intelligenza artificiale applicata alla morfologia digitale stanno riscrivendo la pratica clinica. In questo scenario, la Federazione rivendica con forza la centralità del biologo. Come hanno sottolineato le responsabili scientifiche <a href="https://www.fnob.it/organigramma-cnbl/" target="_blank" rel="noopener">Antonietta Foggiano</a> e <a href="https://www.fnob.it/organigramma-cnbl/" target="_blank" rel="noopener">Sabrina Buoro</a>, queste &#8220;pillole&#8221; nascono per fornire ai professionisti strumenti concreti per leggere il presente e anticipare il futuro, con il biologo che si conferma garante dell&#8217;interpretazione del dato clinico.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il nodo centrale: economie di scala e tagli lineari</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il cuore politico dell&#8217;intervista riguarda un meccanismo tecnico ma dalle conseguenze concrete: il rapporto tra volumi di prestazioni e tagli alle tariffe. Il presidente <a href="https://www.fnob.it/organigramma-cnbl/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Vincenzo D&#8217;Anna</strong> </a>ha annunciato che la Federazione presenterà al Ministero della Salute una proposta per superare l&#8217;attuale modello fondato sulle cosiddette economie di scala.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il ragionamento è il seguente: per anni il Ministero ha ridotto i rimborsi partendo dal presupposto che, all&#8217;aumentare del numero di analisi effettuate, i costi di gestione calino in proporzione, generando risparmi automatici. Secondo D&#8217;Anna questo automatismo non regge più. Oltre un certo numero di prestazioni, ha sostenuto, non esiste una corrispondente economia di scala: di conseguenza, tagliare le tariffe basandosi sui volumi sarebbe un criterio ormai superato. Una presa di posizione netta, che la Federazione intende tradurre in una proposta formale.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Le due richieste: nomenclatore e ruolo del biologo</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La proposta della FNOB punta a due obiettivi dichiarati. Il primo è una revisione complessiva al rialzo del nomenclatore tariffario, cioè il listino delle prestazioni rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale. Il secondo è il pieno riconoscimento economico della prestazione professionale dei direttori di laboratorio.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Su quest&#8217;ultimo punto D&#8217;Anna ha insistito su un concetto che va oltre la questione economica: il biologo non è un mero esecutore, perché l&#8217;interpretazione del dato clinico è un elemento cruciale, di cui occorre riconoscere il valore. È il passaggio che lega la rivendicazione di categoria alla qualità della diagnosi: dietro ogni referto, sostiene la Federazione, c&#8217;è un lavoro interpretativo che incide direttamente sul percorso di cura del paziente.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">A rafforzare questa visione, nell&#8217;intervista interviene anche<a href="https://www.linkedin.com/in/pierangelo-clerici-18564312b/" target="_blank" rel="noopener"> Pierangelo Clerici</a>, presidente A.M.Cl.I. e FISMeLab, secondo cui lo scopo del professionista di laboratorio è confrontarsi costantemente con l&#8217;innovazione per consentire una diagnostica migliore e un intervento più efficace del clinico sul paziente. L&#8217;obiettivo ultimo, viene ribadito, resta la guarigione del paziente, raggiungibile solo attraverso innovazione e collaborazione interdisciplinare.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">La chiave di lettura: perché riguarda tutti noi</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Fin qui la notizia. Ma vale la pena aggiungere una considerazione, perché un tema che sembra interno a una professione tocca in realtà ciascuno di noi. La medicina di laboratorio è uno snodo invisibile ma essenziale del nostro sistema di cure: quel foglio di numeri che spesso non sappiamo nemmeno leggere è il punto in cui la scienza incontra la nostra salute concreta, e su cui il medico decide come intervenire.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">In quest&#8217;ottica, la questione di <a href="https://www.ecoseven.net/lavoro/il-lavoro-sta-finendo-no/" target="_blank" rel="noopener">come vengono finanziati e valorizzati i laboratori</a> smette di essere un dettaglio contabile. Se è vero che ogni sistema sanitario deve fare i conti con risorse limitate — e lo è — è altrettanto vero che la diagnostica è uno di quegli ambiti in cui risparmiare troppo a monte può costare di più a valle, in termini di diagnosi mancate o tardive. La proposta della FNOB, al di là degli interessi di categoria che pure sono legittimi, ha il merito di porre una domanda che ci riguarda da vicino: nell&#8217;era della medicina di precisione, quanto siamo disposti a investire perché la diagnosi che riceviamo sia la migliore possibile? La risposta, come spesso accade in sanità, è anche una questione di &#8220;saper vivere&#8221; collettivo: riconoscere il valore di ciò che ci tiene in salute, prima che diventi il costo di ciò che ci è mancato.</p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<h2 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Domande frequenti (FAQ)</h2>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Che cos&#8217;è la medicina di laboratorio?</strong></h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">È la branca della sanità che si occupa delle analisi cliniche — dal sangue ai tessuti — necessarie per diagnosticare e monitorare le malattie. Il biologo che vi opera garantisce l&#8217;accuratezza del dato analitico e collabora con il medico nell&#8217;interpretazione dei risultati, contribuendo alla diagnosi.</p>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Cosa ha proposto la Federazione dei Biologi a Milano?</strong></h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Attraverso il presidente Vincenzo D&#8217;Anna, la FNOB ha annunciato la presentazione al Ministero della Salute di una proposta per superare il modello dei tagli alle tariffe basato sulle economie di scala, chiedendo una revisione al rialzo del nomenclatore tariffario e il riconoscimento economico del ruolo dei direttori di laboratorio.</p>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Cosa significa &#8220;economie di scala&#8221; nella medicina di laboratorio e nei tagli alle tariffe?</strong></h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">È il principio secondo cui, all&#8217;aumentare del numero di prestazioni erogate, i costi di gestione calerebbero, giustificando rimborsi più bassi. Secondo la Federazione dei Biologi, questo automatismo non è più valido oltre un certo volume di analisi, e quindi i tagli lineari alle tariffe andrebbero rivisti.</p>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Perché la questione della medicina di laboratorio e delle tariffe dei laboratori riguarda i pazienti?</strong></h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Perché la qualità e la sostenibilità dei laboratori incidono sugli esami diagnostici di cui tutti possono avere bisogno. Una diagnostica adeguatamente finanziata e professionisti valorizzati sono condizioni che, secondo la categoria, contribuiscono all&#8217;accuratezza delle diagnosi e quindi all&#8217;efficacia delle cure.</p>
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		<title>Come siamo messi con le pandemie?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/come-siamo-messi-con-le-pandemie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jul 2018 14:21:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[h1n1]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[spagnola]]></category>
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					<description><![CDATA[A 100 anni dall&#8217;influenza spagnola, gli scienziati dicono che, nonostante i progressi tecnologici, non siamo ancora pronti ad affrontare le emergenze La più grande epidemia della storia del mondo si è verificata nel 1918, 100 anni fa: l&#8217;influenza spagnola. Il virus dell&#8217;influenza H1N1&#160;ha ucciso più di 50 milioni di persone e ne ha infettate oltre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36763" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_surgery-1807541_1920.jpg" alt="" width="797" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_surgery-1807541_1920.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_surgery-1807541_1920-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_surgery-1807541_1920-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<p>A 100 anni dall&#8217;influenza spagnola, gli scienziati dicono che, nonostante i progressi tecnologici, non siamo ancora pronti ad affrontare le emergenze</p>
<p>  <span id="more-36764"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La più grande epidemia della storia del mondo si è verificata nel 1918, 100 anni fa: l&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Influenza_spagnola" target="_blank" rel="noopener noreferrer">influenza spagnola</a>. Il virus dell&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Influenzavirus_A_sottotipo_H1N1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">influenza H1N1</a>&nbsp;ha ucciso più di 50 milioni di persone e ne ha infettate oltre 500 milioni a livello globale.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio in vista di questo centenario, i ricercatori hanno deciso di farsi una domanda: cosa ci succederebbe oggi di fronte a una simile pandemia? Saremmo pronti ad affrontarla?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099(18)30364-5/fulltext" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un articolo</a>&nbsp;pubblicato su «The Lancet Infectious Diseases» dice che la risposta è no. <br />«La risposta è tristemente no: non sappiamo quale virus causerà la prossima pandemia, non c&#8217;è modo di sviluppare e dispiegare rapidamente un vaccino efficace contro un virus pandemico, le differenze nella qualità dei sistemi sanitari ostacolano una pronta risposta e i dati di sorveglianza su l&#8217;influenza ha grandi lacune», così hanno scritto i ricercatori nell&#8217;editoriale. «Una pandemia influenzale rappresenta una minaccia reale che potrebbe essere gestita solo con una risposta rapida ed efficace da parte sia dei governi nazionali che della comunità sanitaria internazionale, cosa che non è stata vista per il più recente trauma principale di una malattia infettiva mortale, l&#8217;emergenza di Malattia del virus Ebola nell&#8217;Africa occidentale nel 2014-2016».</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i ricercatori, per rispondere bene a una situazione di allarme ci si dovrebbe poter appoggiare su tre pilastri: vaccinazione preventiva, sorveglianza dell&#8217;epidemia e capacità di risposta degli edifici atti alla cura.</p>
<p style="text-align: justify;">Facciamolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Arriverà una nuova pandemia, anche se non sappiamo quando e non dobbiamo rischiare di farci trovare impreparati.</p>
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		<title>La stimolazione cerebrale è un modo efficace per aumentare la resistenza</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/la-stimolazione-cerebrale-e-un-modo-efficace-per-aumentare-la-resistenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 15:26:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[elettricità]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Stimolazione cerebrale]]></category>
		<category><![CDATA[Stimolazione elettrica]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuove ricerche dimostrano che sollecitare il cervello con lievi correnti elettriche potrebbe effettivamente migliorare la prestazione atletica Si sente dire molto spesso che le strategie mentali sono importanti nello sport. Oltre alla preparazione atletica e all&#8217;esercizio necessari per affrontare la corsa, il nuoto, le grande distanze percorse con la biciclette, anche il cervello è un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35111" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_Stimolazione_cerebrale.jpg" alt="" width="634" height="347" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Stimolazione_cerebrale.jpg 634w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Stimolazione_cerebrale-300x164.jpg 300w" sizes="(max-width: 634px) 100vw, 634px" /></p>
<p>Nuove ricerche dimostrano che sollecitare il cervello con lievi correnti elettriche potrebbe effettivamente migliorare la prestazione atletica</p>
<p>  <span id="more-35112"></span>  </p>
<p>Si sente dire molto spesso che le strategie mentali sono importanti nello sport. Oltre alla preparazione atletica e all&#8217;esercizio necessari per affrontare la corsa, il nuoto, le grande distanze percorse con la biciclette, anche il cervello è un grande alleato della nostra resistenza, riuscendo ad avere una gestione del dolore. Quindi è chiaro che così come si può allenare il corpo, in questo senso, si può anche allenare la mente.&nbsp;</p>
<p>Da qui a lasciare che sia la scienza a farlo, però, il passo è più complicato e anche più inquietante. Pensare che si possa passare al livello successivo di controllo della propria resistenza grazie a una «stimolazione elettrica trasncranica a corrente continua» non è così facile.</p>
<p>Secondo un <a href="http://www.brainstimjrnl.com/article/S1935-861X(17)30931-2/fulltext" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuovo studio</a>&nbsp;pubblicato sulla rivista «Brain Stimulation», questa stimolazione elettrica è il modo in cui la scienza, facendo passare una lieve corrente elettrica attraverso il nostro cranio, riesce a migliorare le nostre prestazioni atletiche complessive.</p>
<p>Nello studio, i ricercatori hanno analizzato 12 ciclisti e hanno scoperto che la «stimolazione» faceva aumentare l&#8217;attività cerebrale dell&#8217;area associata alla contrazione muscolare, riducendo la percezione dello sforzo e aumentando la resistenza degli atleti, in termini di tempo in cui potevano andare avanti a pedalare.<br />Nonostante possa sembrare roba fantascientifica, non lo è, è talmente reale che la start-up <a href="https://www.haloneuro.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Halo Neuroscience</a>&nbsp;ha creato un dispositivo – l&#8217;Halo Sport – che anche sembra molto simile a una cuffia per ascoltare la musica, in realtà è uno stimolatore e alimentatore del cervello che usa correnti elettriche simili a quelle utilizzate nello studio e che si può comprare e usare a casa.</p>
<p>Come la mettiamo? Quanta paura avremmo di provarlo?</p>
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		<title>Un nuovo test economico e rapido per scovare batteri nell’acqua</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/un-nuovo-test-economico-e-rapido-per-scovare-batteri-nell-acqua/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2017 07:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[acqua inquinata]]></category>
		<category><![CDATA[E. coli]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[Scovare l&#8217;E.Coli spendendo 140 volte meno rispetto al costo attuale dei test L’acqua inquinata è un serio problema in alcune zone del mondo dove mancano dei sistemi di purificazione.&#160; Le insidie ovviamente non si vedono ad occhio nudo ma, a causa di alcuni batteri contenuti nell’”oro blu”, le persone nei paesi in via di sviluppo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34480" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_test_acqua_inquinata.jpg" alt="" width="700" height="525" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_test_acqua_inquinata.jpg 700w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_test_acqua_inquinata-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Scovare l&#8217;E.Coli spendendo 140 volte meno rispetto al costo attuale dei test</p>
<p>  <span id="more-34481"></span>  </p>
<p>L’acqua inquinata è un serio problema in alcune zone del mondo dove mancano dei sistemi di purificazione.&nbsp;</p>
<p>Le insidie ovviamente non si vedono ad occhio nudo ma, a causa di alcuni batteri contenuti nell’”oro blu”, le persone nei paesi in via di sviluppo possono correre seri rischi.</p>
<p>Dei <a href="https://uwaterloo.ca/news/news/researchers-develop-cheaper-faster-test-e-coli-drinking" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricercatori canadesi dell’università di Waterloo</a> hanno sviluppato un nuovo sistema per l&#8217;individuazione di eventuali batteri di Escherichia Coli nell&#8217;acqua. È una tecnologia che potrebbe rivelarsi utile e salvare molte vite nelle aree rurali o nei Paesi in via di sviluppo.</p>
<p>Al giorno d’oggi i test costano circa 70 dollari e bisogna attendere fino a tre giorni per avere delle risposte. Questo nuovo metodo fornisce risposte in meno di tre ore a un prezzo irrisorio: 50 centesimi.</p>
<p>Questo sistema, ha spiegato Sushanta Mitra, direttore del Waterloo Institute for Nanotechnology, potrebbe &#8220;offrire test dell&#8217;acqua accessibili e di routine per aiutare miliardi di persone in aree in via di sviluppo a non ammalarsi&#8221;. Il fondo della striscia di carta, spiega il team, è ricoperto di zucchero, che in acqua inizia a dissolversi. I batteri di E. coli sono attratti da questa reazione chimica e rimangono intrappolati nella cartina porosa. La cartina contiene una particolare miscela chimica che a contatto con i batteri comincia a colorarsi di rosso. Con elevati livelli di contaminazione i ricercatori hanno ottenuto risultati in appena mezz&#8217;ora.</p>
<p>I batteri di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=32512" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Escherichia Coli</a> sono causa di disturbi, malattie e in alcuni casi possono portare alla morte.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>In arrivo la riforma del ticket sanitario?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/in-arrivo-la-riforma-del-ticket-sanitario/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2017 08:50:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzin]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[ticket]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ministro: “Abbiamo una disparità dei ticket tra Nord e Sud spaventosa” Le regioni e il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, devono incontrarsi per discutere l’eventuale abolizione dei ticket sanitari. &#8220;Abbiamo una disparità dei ticket tra Nord e Sud spaventosa&#8221;, aveva spiegato Lorenzin, &#8220;a cui poi si aggiungono fenomeni come quelli delle liste di attesa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33603" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/04/images_ticket-sanitario.jpg" alt="" width="680" height="380" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/04/images_ticket-sanitario.jpg 680w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/04/images_ticket-sanitario-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /></p>
<p>Il ministro: “Abbiamo una disparità dei ticket tra Nord e Sud spaventosa”</p>
<p>  <span id="more-33604"></span>  </p>
<p>Le regioni e il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, devono incontrarsi per discutere l’eventuale abolizione dei ticket sanitari.</p>
<p>&#8220;Abbiamo una disparità dei ticket tra Nord e Sud spaventosa&#8221;, aveva spiegato Lorenzin, &#8220;a cui poi si aggiungono fenomeni come quelli delle liste di attesa e della fuoriuscita dal servizio pubblico&#8221;. Nell&#8217;ambito di una &#8220;sana e intelligente spending review sulla sanità&#8221; è quindi possibile che i ticket, che attualmente &#8220;valgono 3 miliardi circa su 113 miliardi che è il Fondo complessivo sanitario&#8221;, vengano aboliti.</p>
<p>Anche per i vaccini si andrà nella stessa direzione: <a href="ambiente/news-ambiente/piu-vaccini-gratis-e-senza-ticket-parola-del-ministro?highlight=WyJ0aWNrZXQiXQ==" target="_blank" rel="noopener noreferrer">si estende la platea di coloro che lo otterranno gratuitamente.</a></p>
<p>Il ticket venne introdotto nel 1982. Ora si paga un contributo per le prestazioni specialistiche (visite, esami strumentali e analisi di laboratorio), le prestazioni di pronto soccorso, le cure termali e le prestazioni farmaceutiche, solo nelle Regioni che hanno autonomamente deciso di introdurli.</p>
<p>Alcuni cittadini, sulla base di particolari situazioni di reddito associate all&#8217;età o alla condizione sociale, o del riconoscimento dello stato di invalidità e in altri casi particolari, sono esentati dal pagamento del ticket.</p>
<ul>
<li>I cittadini in difficoltà economica attualmente sono esonerati dal pagamento del ticket, nello specifico:</li>
<li>Cittadini di età inferiore a 6 anni e superiore a 65 anni, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro (CODICE E01);</li>
<li>Disoccupati e loro familiari a carico appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (CODICE E02);</li>
<li>Titolari di pensioni sociali e loro familiari a carico (CODICE E03);</li>
<li>Titolari di pensioni al minimo di età superiore a 60 anni e loro familiari a carico, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (CODICE E04).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>In 5 regioni le cure sono “sotto la soglia minima”. Lo spiega il Ministro Lorenzin</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/in-5-regioni-le-cure-sono-sotto-la-soglia-minima-lo-spiega-il-ministro-lorenzin/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2017 08:45:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[I conti stanno migliorando, ma la qualità del servizio in queste regioni è sotto la media La qualità dei servizi e il livello delle cure erogate dal Servizio sanitario è “sotto la soglia minima” in cinque regioni. Lo spiega il Ministro Lorenzin che, in un&#8217;intervista all&#8217;ANSA, anticipa i primi dati 2015 sull&#8217;attuazione dei Lea e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33590" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/03/images_Lorenzin.jpg" alt="" width="700" height="467" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_Lorenzin.jpg 700w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_Lorenzin-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>I conti stanno migliorando, ma la qualità del servizio in queste regioni è sotto la media</p>
<p>  <span id="more-33591"></span>  </p>
<p>La qualità dei servizi e il livello delle cure erogate dal Servizio sanitario è “sotto la soglia minima” in cinque regioni.</p>
<p>Lo spiega il Ministro Lorenzin che, in un&#8217;intervista all&#8217;ANSA, anticipa i primi dati 2015 sull&#8217;attuazione dei Lea e avanza una proposta per il &#8216;superamento&#8217; dell&#8217;attuale modello del commissariamento.</p>
<p>&#8220;I conti in questi anni sono molto migliorati anche se ci sono ancora troppe regioni commissariate o in piano di rientro che riescono a non andare in rosso solo grazie alle coperture, ovvero all&#8217;aumento delle aliquote fiscali previste dai piani di rientro o a risorse proprie di bilancio”, ha spiegato il ministro.</p>
<p>Che però sottolinea il punto preoccupante: “se possiamo dire che i piani di rientro e i commissariamenti hanno funzionato sotto il profilo economico, lo stesso non può dirsi per le cure. Attraverso il sistema di monitoraggio dei Lea, il ministero verifica continuamente lo stato di salute della Sanità del Paese e in alcuni casi i progressi non sono stati molti. Anzi, alcune Regioni hanno addirittura peggiorato i risultati. Insomma sul fronte dell&#8217;erogazione delle cure, i piani di rientro e i commissariamenti hanno mostrato molte lacune”.</p>
<p>Sotto la media (il minimo è 160 punti) troviamo Calabria (147 punti), Molise (156), Puglia (155), Sicilia (153) e Campania con 99 punti.</p>
<p>Lorenzin indica anche la rotta per invertire questa tendenza: &#8220;I commissariamenti come li abbiamo immaginati fino ad oggi hanno fatto il loro tempo. Anche perché se è importante aver rimesso in ordine i conti, a pagarne le conseguenze non possono essere i cittadini che vedono ridotte quantità e qualità delle cure, oltre a dover pagare tasse più alte. Per questo credo che dovremmo agire in maniera più mirata. Possiamo per esempio pensare di ridare alle regioni la capacità decisionale completa, senza alibi. Ma noi come stato centrale dovremmo tempestivamente intervenire commissariando le singole aziende sanitarie a fronte di standard bassi di erogazione dei servizi sanitari ai cittadini. Vuol dire che il direttore generale, amministrativo, sanitario lo decidiamo noi dando un tempo definito per la riorganizzazione della singola azienda ed esercitando poteri sostitutivi completi&#8221;.</p>
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		<title>Calo vaccini, i medici: “rischiamo un caso polio o difterite&#8221;</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/calo-vaccini-i-medici-rischiamo-un-caso-polio-o-difterite/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2017 11:35:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[Sui vaccini c’è “un sovraccarico di informazioni fuorvianti, distorte, illusorie o in malafede” Il Ministero della salute ha diffuso i dati sulla recrudescenza del morbillo in Italia (+230%) e il Comitato centrale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici è intervenuto per commentare i nuovi dati: “Come medici, prima ancora che come Ordine, siamo seriamente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33523" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/03/images_vaccini.jpg" alt="" width="800" height="535" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_vaccini.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_vaccini-300x201.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_vaccini-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Sui vaccini c’è “un sovraccarico di informazioni fuorvianti, distorte, illusorie o in malafede”</p>
<p>  <span id="more-33524"></span>  </p>
<p>Il Ministero della salute ha diffuso i dati sulla recrudescenza del morbillo in Italia (+230%) e il Comitato centrale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici è intervenuto per commentare i nuovi dati: “Come medici, prima ancora che come Ordine, siamo seriamente preoccupati: ci aspettiamo un caso di poliomielite o difterite da un momento all&#8217;altro”.</p>
<p>&#8220;Impossibile &#8211; osserva la Fnomceo &#8211; non correlare questo aumento abnorme con il calo delle coperture vaccinali, in gran parte dovuto al numero crescente di genitori che rifiutano contro le evidenze scientifiche consolidate di vaccinare i loro figli, mettendo a rischio non solo quei bambini, ma i loro compagni di asilo, scuola, giochi, parenti e tutta la popolazione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Anche noi medici dobbiamo farci un serio esame di coscienza: ogni volta che senza una valida controindicazione sconsigliamo la vaccinazione, anche solo non dando noi per primi l&#8217;esempio, e ancor più quando sistematicamente svalutiamo questa pratica giocando sulle paure e sulle emozioni che sono naturali per qualsiasi genitore &#8211; prosegue la Federazione &#8211; commettiamo infrazione deontologica. E non perché lo abbiamo affermato noi come Fnomceo, con il documento approvato a luglio dal Consiglio nazionale, ma perché andiamo contro le evidenze scientifiche, abiuriamo alla nostra professione e alla nostra coscienza, mettendo a rischio migliaia di vite&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ci rivolgiamo quindi a tutti i genitori, a tutti i cittadini: è con loro che vogliamo e dobbiamo ricostruire un&#8217;alleanza a tutela della salute di tutti. Noi siamo a disposizione &#8211; concludono i medici &#8211; singolarmente per un consiglio, prima ancora che per la prestazione sanitaria, e come istituzione per gestire correttamente il sovraccarico di informazioni fuorvianti, distorte, illusorie o in malafede&#8221;.</p>
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		<title>La nuova lista delle cure gratuite. Il ministro: “passaggio storico”</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/la-nuova-lista-delle-cure-gratuite-il-ministro-passaggio-storico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2017 11:22:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzin]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sanità pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[SSN]]></category>
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					<description><![CDATA[Più vaccini, maggiori tutele per la maternità e anche nuove coperture per le malattie croniche e protesi tecnologiche È stato aggiornato, dopo 15 anni, l’elenco delle prestazioni gratuite per i Livelli essenziali di assistenza (Lea).&#160; Ci saranno più vaccini, maggiori tutele per la maternità e anche nuove coperture per le malattie croniche e protesi tecnologiche. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33520" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/03/images_sanita.jpg" alt="" width="620" height="300" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_sanita.jpg 620w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_sanita-300x145.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p>Più vaccini, maggiori tutele per la maternità e anche nuove coperture per le malattie croniche e protesi tecnologiche</p>
<p>  <span id="more-33521"></span>  </p>
<p>È stato aggiornato, dopo 15 anni, l’elenco delle prestazioni gratuite per i Livelli essenziali di assistenza (Lea).&nbsp;</p>
<p>Ci saranno più vaccini, maggiori tutele per la maternità e anche nuove coperture per le malattie croniche e protesi tecnologiche. Secondo il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, si tratta di un passaggio storico.</p>
<p><strong>Maternità</strong><br />Tutte le donne potranno accedere gratuitamente a:</p>
<p>• diagnosi prenatale con test combinato e, solo in caso di rischio elevato, amniocentesi o villocentesi, indipendente dall&#8217;età della donna;<br />• corsi di accompagnamento alla nascita;<br />• assistenza in puerperio;<br />• colloquio con lo psicologo in caso di disagio emotivo in gravidanza e/o in puerperio;<br />• visita specialistica di genetica medica ed eventuali indagini genetiche, disposte dal medico, in caso di aborti ripetuti</p>
<p><strong>Vaccini e screening neonatale</strong><br />Verranno introdotti nuovi vaccini come l&#8217;anti-Papillomavirus, l&#8217;anti &#8211; Pneumococco e l&#8217;anti-meningococco, oltre anche all&#8217;estensione a nuovi destinatari. Per il papillomavirus ad esempio il vaccino viene erogato anche agli adolescenti maschi. Viene introdotto lo screening neonatale per la sordità e la cataratta congenita; estensione a tutti i nuovi nati dello screening neonatale anche per le malattie metaboliche ereditarie.</p>
<p><strong>Procreazione assistita</strong><br />Sino ad oggi le prestazioni di procreazione medicalmente assistita erano erogate solo in regime di ricovero, mentre sono state inserite nel nuovo nomenclatore della specialistica ambulatoriale tutte le prestazioni necessarie nelle diverse fasi del percorso di procreazione medicalmente assistita, omologa ed eterologa. Per tutte le spese connesse alle prestazioni di raccolta, conservazione e distribuzione di cellule riproduttive finalizzate alla PMA eterologa, è previsto un contributo il cui importo è fissato dalle singole Regioni.</p>
<p><strong>Celiachia</strong><br />Da malattia rara diventa malattia cronica. Sono mantenute in esenzione tutte le prestazioni di specialistica ambulatoriale comprese nei LEA, utili al monitoraggio della patologia e alla prevenzione delle complicanze e degli eventuali aggravamenti. Come per tutte le malattie croniche sarà sufficiente una certificazione di malattia, redatta da uno specialista del Servizio sanitario nazionale, per ottenere il nuovo attestato di esenzione. Viene mantenuta la disciplina della concessione degli alimenti per celiaci</p>
<p><strong>Endometriosi</strong><br />Viene inserita nell&#8217;elenco delle patologie croniche e invalidanti, negli stadi clinici più avanzati (&#8216;moderato&#8217; e &#8216;grave&#8217;) riconoscendo a queste pazienti il diritto ad usufruire in esenzione di alcune prestazioni specialistiche di controllo. Si stimano circa 300.000 esenzioni</p>
<p><strong>Protesi</strong><br />Sono inclusi tra i destinatari delle protesi anche persone affette da alcune malattie rare e gli assistiti in assistenza domiciliare integrata. Il nuovo nomenclatore dell’assistenza protesica consentirà, tra l&#8217;altro, di prescrivere:</p>
<p>• strumenti e software di comunicazione alternativa e aumentativa;<br />• tastiere adattate per persone con gravissime disabilità;<br />• dispositivi per il puntamento con lo sguardo;<br />• apparecchi acustici a tecnologia digitale;<br />• dispositivi per allarme e telesoccorso;<br />• posaterie e suppellettili adattati per le persone con disabilità motorie;<br />• scooter elettrici a quattro ruote;<br />• carrozzine con sistema di verticalizzazione, bariatriche e per assistiti affetti da distonie;<br />• sollevatori fissi e carrelli servoscala per ambienti interni;<br />• maniglioni , braccioli e supporti per l&#8217;ambiente bagno;<br />• ausili (sensori e telecomandi) per di controllo degli ambienti;<br />• protesi ed ortesi di tecnologie innovative</p>
<p><strong>Malattie rare</strong> <br />L’elenco verrà ampliato mediante l&#8217;inserimento di più di 110 nuove entità tra singole malattie rare e gruppi di patologie. Ad esempio, sono inserite nell&#8217;elenco: la sarcoidosi; la sindrome di Guillain &#8211; Barré ; la fibrosi polmonare idiopatica</p>
<p><strong>Patologie croniche</strong><br />Revisione dell’elenco delle malattie croniche 12 vengono spostate tra le malattie croniche alcune patologie già esenti come malattie rare, quali: malattia celiaca, sindrome di Down, sindrome di Klinefelter, connettiviti indifferenziate. Importanti revisioni sono apportate anche all’elenco delle malattie croniche. Ad esempio: sono introdotte nuove patologie esenti : bronco &#8211; pneumopatia cronico ostruttiva (stadi clinici &#8216;moderato&#8217;, &#8216;grave&#8217; e &#8216;molto grave&#8217; ), osteomielite cronica, patologie renali croniche, rene policistico autosomico dominante, endometriosi (stadi clinici &#8216;moderato&#8217; e &#8216;grave&#8217;), sindrome da talidomide.</p>
<p><strong>Disturbi spettro acustico</strong><br />Il nuovo decreto recepisce la legge n . 134 del 2015 , che prevede l&#8217;aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza per la diagnosi precoce, la cura e il trattamento individualizzato dei disturbi dello spettro autistico</p>
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