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	<title>Rivoluzione verde &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Giovani e agricoltura, le aziende italiane sono tra le piu&#8217; green</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 10:20:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’agricoltura è l’unico settore produttivo ad avere un bilancio ambientale in positivo, torna la Rivoluzione verde con le aziende “green&#8221;. I giovani i più ecofriendly Torna la Rivoluzione verde attraverso un modello di impresa agricola &#8220;green&#8221; con cui i giovani si candidano protagonisti per vincere la sfida dei cambiamenti climatici. Tra le parole d&#8217;ordine: riciclo [&#8230;]]]></description>
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<p class='sommario'>L’agricoltura è l’unico settore produttivo ad avere un bilancio ambientale in positivo, torna la Rivoluzione verde con le aziende “green&#8221;. I giovani i più ecofriendly  </p>
<p> <span id="more-3796"></span>   </p>
<p>Torna la <strong>Rivoluzione verde </strong>attraverso un modello di impresa agricola &ldquo;green&rdquo; con cui i giovani si candidano protagonisti per vincere la sfida dei cambiamenti climatici. Tra le parole d&rsquo;ordine: <strong>riciclo degli scarti agricoli, razionalizzazione dei consumi energetici e coltivazioni a basso impatto ambientale</strong>. Si tratta di un modello agricolo innovativo che punta sull&rsquo;ecosostenibililit&agrave; come fonte di reddito.</p>
<p>Per esempio: un&rsquo;alimentazione energetica a pannelli solari, trattori a biodiesel, veicoli elettrici, tecniche colturali rispettose dell&rsquo;ecosistema e concimazioni a basso impatto, valorizzazione degli scarti agricoli per la produzione di energia da biomasse, ampie superfici dedicate ai boschi, tecniche d&rsquo;irrigazione volte al risparmio idrico e sistemi di compostaggio. Sono i giovani che si dimostrano pi&ugrave; attenti a una condotta eco-friendly. Le cifre parlano chiaro: stando ai dati della Confederazione italiana agricoltori, nel centro Italia quattro aziende su dieci praticano agricoltura multifunzionale, mentre si passa a 5 casi su 10 se si guarda alle attivit&agrave; di aziende giovani. Allo stesso modo, tra gli agricoltori &lsquo;junior&rsquo; il 5 per cento pratica un&rsquo;agricoltura pi&ugrave; innovativa, rispetto al 3 per cento di &lsquo;over 40&rsquo;. Il settore primario &egrave; l&rsquo;unico comparto produttivo a vantare un bilancio ambientale positivo.</p>
<p>La quota del 5,4 per cento con cui l&rsquo;agricoltura incide positivamente sulle emissioni di gas serra &egrave; infatti bilanciata dall&rsquo;assorbimento del 5,8 per cento degli stessi gas attivato dal comparto forestale. Come se non bastasse il contributo delle emissioni italiane di derivazione agricola &egrave; al di sotto della media europea, che &egrave; pari al 10,2 per cento per l&rsquo;Ue a 15. Ma molte le prime questioni da risolvere per garantire la conservazione della biodiversit&agrave; agricola. A cominciare dal risparmio idrico, reso urgente dal pericolo desertificazione, che interessa ben il 21,3 per cento del territorio italiano e il 41,1 per cento delle regioni centro-meridionali del paese. Proprio per tutelare il futuro della biodiversit&agrave; i giovani agricoltori della Cia hanno proposto la creazione di una<strong> rete nazionale della biodiversit&agrave;</strong>. Vale a dire una banca dati on line che riunisce i semi dei cultivar italiani, concepita per preservare, scambiare e ripiantare le tante specie agricole a rischio di estinzione.</p>
<p>(Nereo Brancusi)</p>
<p> &nbsp;</p>
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		<title>Dal Pc all&#8217; aratro, al G20 Bill Gates parla di agricoltura. E invoca una Rivoluzione Verde</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 23:01:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 75 per cento di tutti gli affamati del mondo vive in zone rurali. Prendere esempio da Cina e Brasile che hanno fatto fruttare gli aiuti ricevuti per ridurre fame e povertà A scendere in campo per l&#8217;agricoltura sar&#224; Bill Gates in persona. Al G20 di Cannes il fondatore di Microsoft non parler&#224; di informatica, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3629" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/images_igallery_resized_enogastronomia_bill-gates-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Il 75 per cento di tutti gli affamati del mondo vive in zone rurali. Prendere esempio da Cina e Brasile che hanno fatto fruttare gli aiuti ricevuti per ridurre fame e povertà </p>
<p> <span id="more-3630"></span>  </p>
<p> A scendere in campo per l&rsquo;agricoltura sar&agrave; Bill Gates in persona. Al G20 di Cannes il fondatore di Microsoft non parler&agrave; di informatica, ma di agricoltura. Il miliardario &ldquo;rivale&rdquo; di Steve Jobs, gi&agrave; da qualche anno &egrave; molto attivo in una serie di progetti nei Paesi pi&ugrave; poveri del mondo, come Etiopia, Kenya e Somalia. Praticamente in quel &ldquo;Sud del mondo&rdquo; in cui la malnutrizione &egrave; ancora il primo problema da superare.</p>
<p>Secondo gli ultimi dati della Fao infatti, sono 925 i milioni di affamati nel mondo, dei quali il 98 per cento vive nei Paesi in via di sviluppo. Ma il dato che maggiormente induce a riflessione &egrave; che il 75 per cento di tutti gli affamati del mondo vive in zone rurali. Vale a dire in economie che dipendono totalmente o quasi &ndash; come quella asiatica o africana &ndash; dal settore primario. Anche perch&eacute; non ci sono alternative di reddito o di impiego. L&rsquo;esempio da seguire, secondo Gates, &egrave; quello del Brasile e della Cina. I cosiddetti paesi Bric che sono stati in grado di far &ldquo;fruttare&rdquo; gli aiuti ricevuti dai paesi sviluppati per ridurre la povert&agrave; del proprio territorio. Praticamente quella che invoca Bill Gates &egrave; una nuova Rivoluzione verde.</p>
<p>Termine coniato per l&rsquo;approccio innovativo nato in Messico nel 1944 che tendeva a incrementare la produzione agricola attraverso l&rsquo;accoppiamento di variet&agrave; vegetali geneticamente selezionate a sufficienti dosi di fertilizzanti, acqua ed altri prodotti agrochimici. Anche perch&eacute; il miglior investimento per ridurre la povert&agrave; &ndash; ha dimostrato di recente la Banca Mondiale &ndash; &egrave; quello di lavorare verso lo sviluppo dell&rsquo;agricoltura. Sempre a patto che i &ldquo;venti grandi&rdquo; del mondo mantengano tutti gli impegni presi per la promozione alimentare stanziati nel G8 del 2009, quando era presente per l&rsquo;Italia Luca Zaia. Ovvero 22 miliardi di dollari.</p>
<p>Nereo Brancusi</p>
<p> <i style="font-size: 11px; line-height: normal;"><br /> </i></p>
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