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	<title>riutilizzo &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Lo Stow-Away Hotel</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2019 08:31:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[albergo]]></category>
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					<description><![CDATA[A Londra apre un albergo composto da 26 container riciclati Non è di certo la prima volta che il container da spedizione viene usato come materiale da costruzione economico: nel corso degli ultimi anni sono stati molti i progetti, in varie città del mondo, che hanno riutilizzato i container per creare qualcosa. La notizia recente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-38663" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_container-3118783_1280.jpg" alt="" width="799" height="460" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_container-3118783_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_container-3118783_1280-300x173.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_container-3118783_1280-768x442.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>A Londra apre un albergo composto da 26 container riciclati</p>
<p>  <span id="more-38664"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Non è di certo la prima volta che il container da spedizione viene usato come materiale da costruzione economico: nel corso degli ultimi anni sono stati molti i progetti, in varie città del mondo, che hanno riutilizzato i container per creare qualcosa.</p>
<p style="text-align: justify;">La notizia recente è che <strong>a Londra sono stati utilizzati container per fare un albergo.</strong> Infatti, da adesso, le persone che decideranno di soggiornare nel quartiere Waterloo potranno prenotare nel favoloso <a href="https://www.ecoseven.net/(https:/www.stow-away.co.uk/)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Stow-Away Hotel</a>, un hotel sostenibile costruito con 26 imponenti container riutilizzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Progettato dallo studio di architettura <a href="https://www.ecoseven.net/(http:/www.doonesilverkerr.com/)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Doone Silver Kerr</a>, Stow-Away è un edificio composto da diversi container lunghi quasi 9 metri, impilati per formare cinque piani. L&#8217;esterno dell&#8217;hotel è bianco, con grandi vetrate – una per ogni unità – che sono state realizzate, tagliando le estremità di ogni container. Intorno alle finestre sono state aggiunte delle «alette» in acciaio ad angolo per ombreggiare le stanze interne – e per rendere omaggio al passato industriale dei contenitori, la loro parte interna è stata dipinta di arancione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;hotel si basa sul concetto di «apart-hotel»</strong>, quindi è pensato sia per ospitare persone per piccoli soggiorni che per lunghi affitti, per questo le camere sono progettate per essere più simili a degli appartamenti che a delle camere d&#8217;albergo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni stanza è dotata di arredi pensati per poter sfruttare al meglio lo spazio limitato: un letto king-size, un&#8217;area salotto, un bagno in stile SPA con doccia, un angolo cottura con piastre elettriche, lavandini e lavastoviglie. Inoltre gli ospiti potranno godere di una serie di servizi moderni, tra cui aria condizionata, smart TV a schermo piatto e connessione Wi-Fi ad alta velocità gratuita.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;hotel container si trova a pochi passi dalla metropolitana di Waterloo, che è un enorme vantaggio per i viaggiatori ma anche un potenziale problema per il rumore, a cui si è ovviato grazie alla collazione di speciali cuscinetti di gomma tra i piani.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Strade di plastica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2019 13:26:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[Los Angeles]]></category>
		<category><![CDATA[manto stradale]]></category>
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					<description><![CDATA[A Los Angeles si vuole sostituire il cemento del manto stradale con la plastica riciclata Per gestire meglio i rifiuti di plastica e trasformarli in una risorsa preziosa – invece che un peso di cui liberarsi –, Los Angeles è in trattativa con la società di innovazione Technisoil per integrare in modo sostenibile la plastica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38619" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2020/02/images_Immagini_ottobre_2019_strade_plastica.jpg" alt="" width="800" height="456" /></p>
<p>A Los Angeles si vuole sostituire il cemento del manto stradale con la plastica riciclata</p>
<p>  <span id="more-38620"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Per gestire meglio i rifiuti di plastica e trasformarli in una risorsa preziosa – invece che un peso di cui liberarsi –, Los Angeles è in trattativa con la società di innovazione <a href="http://technisoil.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Technisoil</a> per integrare in modo sostenibile la plastica nelle strade della città. Grazie alla sostituzione di materiali stradali asfaltati con i con rifiuti di plastica riciclata, si punta a risparmiare sia sui costi di costruzione delle strade sia sulle attività di gestione dei rifiuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono proprio queste due questioni globali – ovvero l&#8217;eccesso di rifiuti di plastica e la manutenzione sostenibile delle strade – che stanno guidando Los Angeles e Technisoil verso il loro progetto di <strong>riutilizzo della plastica nelle strade</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La metodologia innovativa di integrazione sarà testata all&#8217;angolo tra la West First Street e la North Grand Avenue. Innanzitutto, i rifiuti di plastica verranno frammentati in pellet; poi questi pellet verranno fusi in un tipo di materiale a base di olio, chiamato bitume – il bitume è l&#8217;agente legante a base di petrolio nell&#8217;asfalto –; a quel punto, l&#8217;«olio di plastica» verrà miscelato con altri materiali di pavimentazione per creare un tipo di asfalto mescolato con la plastica.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo modo si avrà un&#8217;alternativa meno costosa rispetto al bitume o all&#8217;asfalto tradizionale e i tempi di lavoro saranno minori (l&#8217;asfalto impregnato di plastica riduce la quantità di petrolio nell&#8217;asfalto, quindi queste strade richiederanno meno tempo per il montaggio): insomma, si avrà una soluzione finanziariamente più fattibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, a livello ambientale, queste strade avranno un&#8217;impronta di carbonio inferiore a quelle tradizionali perché <strong>la plastica riproposta produce meno emissioni</strong>, senza contare che saranno molto resistenti – hanno una durata più lunga e sono sette volte più forti dell&#8217;asfalto normale – il che si traduce in una minore necessità di manutenzione stradale.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ambientalisti temono che la plastica fuoriesca e raggiunga i corsi d&#8217;acqua, ma sia la città di Los Angeles che Technisoil affermano di aver eseguito test che dimostrano il contrario.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>I was a Sari: un modello italiano d&#8217;impresa sostenibile e inclusiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2019 10:25:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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		<category><![CDATA[impresa e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[impresa sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando la moda incontra l’arte del riciclo e i diritti delle donne indiane &#160;“Il primo passo [di ogni economia] dev&#8217;essere quello di accendere l’interruttore della creatività di ogni persona”, sostiene MUHAMMAD YUNUS, Premio Nobel per la Pace 2006, padre del microcredito moderno. Ed è proprio ispirandosi al concetto d’impresa sociale, capace di coniugare economia e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-37970" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2020/02/images_foto2019_tessuto_seta.jpg" alt="" width="800" height="450" /></p>
<p>Quando la moda incontra l’arte del riciclo e i diritti delle donne indiane</p>
<p>  <span id="more-37971"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;“Il primo passo [di ogni economia] dev&#8217;essere quello di accendere l’interruttore della creatività di ogni persona”, sostiene <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Muhammad_Yunus" target="_blank" rel="noopener noreferrer">MUHAMMAD YUNUS</a>, Premio Nobel per la Pace 2006, padre del microcredito moderno. Ed è proprio ispirandosi al concetto d’impresa sociale, capace di coniugare economia e inclusione lavorativa di fasce deboli, che Stefano Funari ha fondato nel 2011 <a href="https://iwasasari.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>I was a Sari</em></a>.<a href="https://iwasasari.com/" target="_blank" rel="noopener"><br /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Da top manager in area media in Svizzera a imprenditore sociale in India, a fianco di donne e bambini degli slum, il percorso è stato intenso, sfidante, ma ricco di soddisfazioni.<br />Com’è stato possibile collegare moda, riuso ed emancipazione femminile?<br />Un giorno, a Mumbai, durante un’accaldata mattina di mercato, in una bottega nella quale si vendevano rotoli di vecchi sari l’esperienza dirigenziale ha incontrato l’idea originale: l’“upcycle”, il recupero della seta dei sari usati per trasformarli in accessori moda e nuovi capi d’abbigliamento. Solo dopo &#8211; trasferendosi in India e approfondendone la cultura &#8211; Stefano ha scoperto che tale pratica era già presente nella tradizione indiana, ma nessuno aveva mai pensato prima che proprio da ciò che era considerato scarto avrebbe potuto generarsi lavoro, formazione artigianale di alto livello, economia circolare e dignità delle persone di una comunità.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2012 si attiva la collaborazione con il <a href="http://www.fashioninprocess.com/the-collective" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fashion in Progress Collective</a> (FIP Collective) del Politecnico di Milano, un gruppo di ricerca multidisciplinare tutto al femminile anch’esso del Dipartimento di Design, che promuove l’evoluzione positiva e sostenibile del mondo del fashion e delle industrie creative. Vengono studiati nome del brand, logo e nel 2013 viene disegnata e realizzata la prima linea di prodotti.</p>
<p style="text-align: justify;">Bellezza, qualità e accessibilità dei prezzi incontrano riscatto sociale e competenza artigianale, perché per formare chi non ha mai lavorato richiede tempi lunghi e una buona dose di rischio, che le regole del mercato globale sono pronte ad ignorare.<br />Ma la “via del Sari” si è ramificata e da un laboratorio si è passati a cinque, nei quartieri della popolosa città, da risanare attraverso la seta e l’impegno quotidiano. Anche la linea di prodotto è cresciuta e si è diversificata, sino ad arrivare ad avere preziosi incarti di piccoli fazzoletti di seta per le bomboniere. Un <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=12914:prova-la-seta-per-i-pacchi-regalo-piu-green-e-piu-chic&amp;catid=69&amp;Itemid=2429" target="_blank" rel="noopener noreferrer">packaging </a>non certo comune, ma sicuramente ecologico.</p>
<p style="text-align: justify;">Per arrivare sino ad oggi, alle collaborazioni importanti con Oxfam Italia (che importa e distribuisce i prodotti attraverso il canale fair trade italiano) e Altro Mercato, sino a quella con Gucci, con il progetto “Now I can”. Nasce dalla scelta del marchio di lusso e della sua piattaforma <a href="http://equilibrium.gucci.com/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gucci Equilibrium</a>&nbsp;di sostenere I was a Sari. Attraverso la sua catena di fornitura di case da ricamo nella capitale commerciale indiana, la maison di lusso ha scelto di far insegnare l’affascinante arte del ricamo a mano dei karigari alle donne, divenute preziose e &#8211; di certo &#8211; ricercate artigiane.</p>
<p style="text-align: justify;">“Ero un Sari” e “Ora posso” racchiude, come in un cerchio perfetto, tutto il senso di un sogno diventato opportunità concreta di un’impresa dall’anima green e sociale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La seconda vita delle lampadine morte</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/la-seconda-vita-delle-lampadine-morte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jul 2018 06:11:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[fluorescenza]]></category>
		<category><![CDATA[lampadine]]></category>
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					<description><![CDATA[Una ditta canadese dà una nuova vita alle lampadine fluorescenti usandole nelle lampade da parete a induzione La Castor Design&#160;si è data al recupero e al riciclo e così, per arrivare alle luci da parete a induzione, parte dalle lampadine fluorescenti. Queste ultime funzionano quando una corrente elettrica ionizza il vapore di mercurio nel tubo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36899" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_nuovavitalampadine.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_nuovavitalampadine.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_nuovavitalampadine-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_nuovavitalampadine-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Una ditta canadese dà una nuova vita alle lampadine fluorescenti usandole nelle lampade da parete a induzione</p>
<p>  <span id="more-36900"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La <a href="http://castordesign.ca/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Castor Design</a>&nbsp;si è data al recupero e al riciclo e così, per arrivare alle luci da parete a induzione, parte dalle lampadine fluorescenti. Queste ultime funzionano quando una corrente elettrica ionizza il vapore di mercurio nel tubo, che emette una luce ultravioletta invisibile che eccita il rivestimento di fosforo, che quindi accende una luce visibile.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;azienda canadese ha deciso di prendere queste lampadine quando sono arrivate a fine corsa e accenderle grazie all&#8217;induzione elettromagnetica – ovvero alla produzione di tensione dovuta a un cambiamento nel campo magnetico.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;interno della scatola della lampada a induzione di questo marchio si trovano un circuito e una bobina di filo di rame avvolto attorno a un nucleo di ferro. L&#8217;interruttore a pedale della lampada da parete a induzione attiva un circuito all&#8217;interno della base della lampada, trasferendo energia attorno al nucleo di ferro, che quindi invia corrente elettrica attraverso il filo alla lampadina appoggiata nel portalampada. La corrente attivata stimola i gas all&#8217;interno della lampadina fluorescente, che a sua volta fa sì che la lampadina emetta luce.</p>
<p style="text-align: justify;">E così la <a href="http://castordesign.ca/induction-wall-light/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Induction Wall Light</a>&nbsp;– questo il nome della lampada – si occupa di ridare vita alle vecchie lampadine, che sono in rapida sparizione poiché vengono sostituite da LED più efficienti, più durevoli e senza mercurio. Questa lampada, infatti, può far funzionare qualsiasi lampadina fluorescente esausta se è ancora intatta – in questo modo, inoltre, si evita di distruggere le lampadine che, in questo modo, potrebbero rilasciare gas dannosi per l&#8217;ambiente.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Un tappo è per sempre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Mar 2018 07:48:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[colla]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[riulizzo]]></category>
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					<description><![CDATA[8 modi per dare nuova vita ai tappi di vino raccolti durante le feste E’ facile mettere da parte, al termine delle feste, un discreto numero di tappi di sughero, la cui destinazione è, la maggior pare delle volte, il secchio delle immondizie. Da oggi non sarà più così: ecco otto soluzioni per collezionatori seriali [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35852" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_tappi_riciclo.jpg" alt="" width="798" height="500" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_tappi_riciclo.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_tappi_riciclo-300x188.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_tappi_riciclo-768x481.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p style="text-align: justify;">8 modi per dare nuova vita ai tappi di vino raccolti durante le feste</p>
<p>  <span id="more-35853"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">E’ facile mettere da parte, al termine delle feste, un discreto numero di tappi di sughero, la cui destinazione è, la maggior pare delle volte, il secchio delle immondizie. Da oggi non sarà più così: ecco otto soluzioni per collezionatori seriali o, semplicemente, consumatori occasionali di vino.</p>
<p style="text-align: justify;">1. Ghirlanda o centrotavola: avete mai osservato quante brillanti soluzioni di recyclart esistano? Una spendida idea è quella di realizzare una ghirlanda. Basta incollare i tappi con la colla a caldo, formando una bella circonferenza, e abbellire il tutto con un nastro colorato o con i fiori secchi.</p>
<p style="text-align: justify;">2. Segnaposto: realizza, con un coltello, una bella fessura nei tuoi tappi. Potrai inserire così un foglietto con il nome dei tuoi invitati.</p>
<p style="text-align: justify;">3. Gioielli: basta un piccolo foro per rendere un tappo un ciondolo. I bambini impazziranno, ma vedrai…non solo loro.</p>
<p style="text-align: justify;">4. Bacheca: recupera, in casa, una vecchia cornice. Incollando, con la colla a caldo, i tappi potrai trasformarla in un’utile bacheca. Ricorda di tenere a portata di mano le puntine!</p>
<p style="text-align: justify;">5. Sottopentola: il sughero è un materiale eccellente per assorbire o trasferire calore. Perché non usarlo come sottopentola, per evitare di rovinare il tavolo del soggiorno? Basta prendere un cerchio da ricamo, sistemare i tappi, stringerli e fissare.</p>
<p style="text-align: justify;">6. Segnali da giardino: il sughero si comporta bene con il calore, ma anche con l’umidità. Inseriscilo nel tuo giardino, in cima agli spiedini, facendo una fessura. Potrai incastrare delle tabelline di legno con il nome delle tue piante officinali.</p>
<p style="text-align: justify;">7. Tappettino da bagno: che il sugero resista alla muffa si sa, ma non che possa essere impiegato per la realizzazione di un tappeto da doccia. Come sempre, basta la superficie adatta e la colla a caldo.</p>
<p style="text-align: justify;">8. Decorazione: i tappi possono essere usati interi o a metà. Un ottimo riutilizzo è quello che riguarda le candele. Appiccicati ai lati, potranno impedire alla cera di strabordare su tavoli e tavolini.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi sono solo otto piccoli suggerimenti: per tutto il resto, c’è la tua fantasia!</p>
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		<title>Pescare la plastica e farla diventare arredamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2018 13:15:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
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					<description><![CDATA[Un gruppo di «pescatori di plastica» di Amsterdam trasforma l&#8217;immondizia in mobili per l&#8217;ufficio La missione di Plastic Whale&#160;è duplice: non si limita a raccattare la plastica dalle acque – il fondatore Marius Smit ha definito&#160;la sua azienda «la prima azienda di pesca professione di plastica al mondo» –, ma si organizza anche per quello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35824" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_mobili_plastiche.jpg" alt="" width="799" height="501" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_mobili_plastiche.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_mobili_plastiche-300x188.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_mobili_plastiche-768x482.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Un gruppo di «pescatori di plastica» di Amsterdam trasforma l&#8217;immondizia in mobili per l&#8217;ufficio</p>
<p>  <span id="more-35825"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La missione di <a href="https://plasticwhale.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Plastic Whale</a>&nbsp;è duplice: non si limita a raccattare la plastica dalle acque – il fondatore Marius Smit ha definito&nbsp;la sua azienda «<a href="https://www.youtube.com/watch?v=54npb1YrnZI" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la prima azienda di pesca professione di plastica al mondo</a>» –, ma si organizza anche per quello che succede alla plastica dopo che è stata raccolta. La società di Amsterdam, infatti, con quella plastica crea dei mobili. Grazie alla collaborazione di <a href="https://lamaconcept.nl/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LAMA Concept</a> &nbsp;e <a href="https://vepa.nl/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vepa</a>, l&#8217;azienda è riuscita a progettare la collezione <a href="https://plasticwhale.com/circular-furniture/#story" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Circular Furniture</a>, realizzata con l&#8217;immondizia ripescata dai canali della città.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni anno, migliaia di persone, fornite di retino, salgono sulle barchette di Plastic Whale per rimuovere la plastica dai canali. Inizialmente, con quella plastica sono state create proprio le barche da pesca che adesso vengono utilizzate, ma poi Marius e il suo team hanno deciso di fare qualcosa di nuovo con quella spazzatura: mobili da ufficio – la società di design LAMA Concept li ha progettati e il produttore di mobili Vepa è stato chiamato a produrli e venderli.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono stati creati: un tavolo da riunione, delle sedie, una lampada e un pannello acustico, grazie alle bottiglie che vengono mescolate con acciaio riciclato nella base della sedia. L&#8217;ispirazione viene proprio dalle balene (whale, in inglese): la loro superficie ha ispirato il tavolo, la forma della coda il design delle sedie e il soffietto i pannelli acustici.<br />Quando un cliente non vuole più un mobile, può restituirlo a Vepa, che lo userà per crare nuovi pezzi e addirittura restituirà dei soldi lasciati in deposito. I mobili possono essere ordinati tramite rivenditori esclusivi con prezzi disponibili su richiesta – alcuni dei proventi andranno alle organizzazioni che combattono il problema della plastica, come <a href="https://www.sweepsmart.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SweepSmart</a>&nbsp;in India.</p>
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		<title>Gioielli in oro che vengono dalle schede madri riciclate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2018 12:19:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[gioielli]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[riutilizzo]]></category>
		<category><![CDATA[scheda madre]]></category>
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					<description><![CDATA[Un&#8217;azienda di computer ha collaborato con una designer per creare una linea di gioielli che ha il 99% di impatto in meno sul pianeta rispetto a quelli realizzati con oro estratto tradizionalmente Oro, argento, rame e palladio: i nostri telefoni sono pieni di metalli preziosi, eppure solo il 12,5% dell&#8217;elettronica viene riciclato in maniera responsabile [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35469" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/02/images_scheda_madre.jpg" alt="" width="800" height="551" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_scheda_madre.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_scheda_madre-300x207.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_scheda_madre-768x529.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;azienda di computer ha collaborato con una designer per creare una linea di gioielli che ha il 99% di impatto in meno sul pianeta rispetto a quelli realizzati con oro estratto tradizionalmente</p>
<p>  <span id="more-35470"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Oro, argento, rame e palladio: i nostri telefoni sono pieni di metalli preziosi, eppure solo il 12,5% dell&#8217;elettronica viene riciclato in maniera responsabile nel mondo – chissà quanti milioni di oro e argento vanno sprecati ogni anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Considerando quanto l&#8217;estrazione mineraria sia dannosa per l&#8217;ambiente, è abbastanza insensato non recuperare quei metalli e riutilizzarli. L&#8217;unica giustificazione, per ora – e come spesso accade –, è economica: l&#8217;estrazione mineraria è ancora abbastanza poco costosa da far continuare questi sprechi. Ma questo, ovviamente, non vale per tutti. Ci sono aziende che fanno scelte diverse, come è il caso della società informatica Dell&nbsp;che sta portando avanti una serie di progetti di riciclaggio progressivo, uno dei quali è una partnership con Nikki Reid, una gioielliera e stilista di moda di Los Angeles.</p>
<p style="text-align: justify;">Insieme, la Dell e la Reid, hanno appena lanciato una linea di gioielli realizzati interamente in oro riciclato (da 14 e 18 carati), raccolto da vecchie schede madri per computer. La linea si chiama «<a href="https://bayouwithlove.com/collections/jewelry" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The Circular Collection</a>» ed è un meraviglioso esempio di cosa sia possibile ottenere quando si pone il riutilizzo delle risorse come un affare prioritario.<br />Un comunicato stampa di «The Circular Collection» afferma che il processo di bonifica dell&#8217;oro ha un impatto ambientale inferiore del 99% rispetto all&#8217;oro estratto tradizionalmente. <br />La collezione è bellissima. I pezzi sono delicati, realizzati con opali di origine sostenibile. Hanno un prezzo compreso tra i 78 dollari (per un semplice anello) e i 348 dollari (per dei gemelli). Tutto è interamente fatto negli Stati Uniti.</p>
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		<title>60.000 bottiglie per arredare un negozio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Feb 2018 09:19:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[riutilizzo]]></category>
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					<description><![CDATA[Un negozio di Londra ricicla decine di migliaia bottiglie di plastica per crearsi il suo arredamento interno, stampandolo in 3D Si può dire che Bottletop, un marchio di «lusso sostenibile» che trasforma i materiali scartati in borsoni chic, prende molto a cuore la sua filosofia dei rifiuto zero visto che il suo nuovo negozio di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35467" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/02/images_bottiglie_di_plastica.jpg" alt="" width="800" height="579" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_bottiglie_di_plastica.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_bottiglie_di_plastica-300x217.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_bottiglie_di_plastica-768x556.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un negozio di Londra ricicla decine di migliaia bottiglie di plastica per crearsi il suo arredamento interno, stampandolo in 3D</p>
<p>  <span id="more-35468"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Si può dire che <a href="https://bottletop.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bottletop</a>, un marchio di «lusso sostenibile» che trasforma i materiali scartati in borsoni chic, prende molto a cuore la sua filosofia dei rifiuto zero visto che il suo nuovo negozio di punta di Londra, aperto su Regent Street, ha fatto grande notizia per i suoi arredamenti interni stampati in 3D e quasi interamente derivanti da bottiglie di plastica riciclate. Insieme alla <a href="http://krausearchitects.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Krause Architects</a>&nbsp;e alla <a href="http://www.ai-build.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ai Build</a>, Bottletop ha creato una partnership con la <a href="https://www.kuka.com/en-us" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Kuka</a>&nbsp;per stampare parti intere della propria boutique utilizzando un filamento ricavato dai rifiuti di plastica raccolti dalle strade di Delhi in India.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è anche una componente sociale nel processo: <a href="http://reflowfilament.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ReFlow</a>, la società olandese che produce il filamento, afferma di voler reinvestire parte dei suoi profitti in progetti di produzione locali.<br />Ispirato al lavoro di Paolo Zilli, senior associate presso <a href="http://www.zaha-hadid.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Zaha Hadid Architects</a>, il negozio Bottletop è il primo al mondo nella vendita al dettaglio che «contribuisce a un ecosistema positivo più ampio, in linea con i valori del lusso sostenibile, del design etico, dell&#8217;innovazione tecnica e della collaborazione interculturale», ha detto l&#8217;azienda stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">La plastica riciclata, inoltre, non è l&#8217;unico elemento sostenibile del negozio: ci sono pavimenti realizzati con pneumatici e una vela composta da migliaia di lattine di metallo sospese all&#8217;interno di una filigrana stampata in 3D – tutto riciclato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il negozio è ancora un lavoro in corso, letteralmente. I robot della KUKA stanno ancora producendo interi segmenti, il che significa che lo spazio si evolverà nel tempo e che, per un periodo limitato, i clienti potranno utilizzare i robot per stamparsi ciondoli personalizzati con il filato ReFlow.</p>
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		<title>Rifiuti elettrici per costruire mobili</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/rifiuti-elettrici-per-costruire-mobili/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2018 10:31:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[arredamento]]></category>
		<category><![CDATA[mobili]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti elettrici]]></category>
		<category><![CDATA[riutilizzo]]></category>
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					<description><![CDATA[Una collezione di arredamento che si basa sui rifiuti elettronici recuperati Milioni di tonnellate di rifiuti elettronici intasano le discariche ogni anno, ma lo Studio Formafantasma&#160;ha deciso di aiutare a combattere per liberarle. La missione per i designer italiani Andrea Trimarchi e Simone Farresin e per il loro studio con sede ad Amsterdam è quella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35379" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/01/images_rifiuti_elettrici.jpg" alt="" width="800" height="444" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_rifiuti_elettrici.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_rifiuti_elettrici-300x167.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_rifiuti_elettrici-768x426.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Una collezione di arredamento che si basa sui rifiuti elettronici recuperati</p>
<p>  <span id="more-35380"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Milioni di tonnellate di rifiuti elettronici intasano le discariche ogni anno, ma lo <a href="http://www.formafantasma.com/filter/home/news" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Studio Formafantasma</a>&nbsp;ha deciso di aiutare a combattere per liberarle. La missione per i designer italiani Andrea Trimarchi e Simone Farresin e per il loro studio con sede ad Amsterdam è quella di dare una nuova vita all&#8217;elettronica dismessa del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Partendo da questa filosofia, hanno appena svelato <a href="http://www.formafantasma.com/filter/home/Ore-Streams-1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ore Streams</a>, una nuova collezione di mobili per un ufficio <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Geek" target="_blank" rel="noopener">geek</a>&nbsp;e chic. <br />Secondo i progettisti, «la collezione di oggetti creati per Ore Streams agisce come un cavallo di Troia», usando la forma e il colore per avviare un&#8217;esplorazione più approfondita di come il design giochi un ruolo molto importante nella trasformazione delle risorse naturali in prodotti desiderabili.<br />Ore Streams è una collezione di mobili per ufficio che comprende una cabina, una scrivania, un tavolo, una sedia bassa e una serie di accessori come una lampada, una mensola e un bidone della spazzatura – tutti prodotti che sono stati realizzati con rifiuti elettronici, compresi materiali finiti e riciclati.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre molti designer si sforzano di mascherare i prodotti riutilizzati dandogli una nuova forma, il design di Formafantasma celebra le sue origini tecnologiche. A prima vista, l&#8217;arredamento può apparire come una qualsiasi marca di arredamento austero e contemporaneo, tuttavia gli oggetti hanno conservato molte delle loro caratteristiche originali.</p>
<p style="text-align: justify;">Per esempio: il tavolo minimalista incorpora una griglia di aerazione da un vecchio forno a microonde, insieme ai vecchi getti del telefono cellulare sul lato inferiore; il corpo originale del forno a microonde si trova all&#8217;interno di uno scaffale, mentre un&#8217;intera tastiera è stata inserita sul lato della scrivania.</p>
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		<title>Parigi ha un nuovo sottosuolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 2018 08:40:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[funghi]]></category>
		<category><![CDATA[parigi]]></category>
		<category><![CDATA[riutilizzo]]></category>
		<category><![CDATA[start up]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>
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					<description><![CDATA[Sotto la città nasce una massiccia fattoria che coltiva funghi e verdure La Caverne&#160;è una fattoria urbana unica che coltiva funghi, erbe e verdure sotto le strade di Parigi. Situata nel quartiere di La Chapelle, nel centro-nord di Parigi, La Caverne è di proprietà e gestione di Cycloponics, una start-up agricola che si è concentrata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35306" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/01/images_Underground_agricolo_di_Parigi.jpg" alt="" width="960" height="640" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_Underground_agricolo_di_Parigi.jpg 960w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_Underground_agricolo_di_Parigi-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_Underground_agricolo_di_Parigi-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Sotto la città nasce una massiccia fattoria che coltiva funghi e verdure</p>
<p>  <span id="more-35307"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lacaverne.co/en/cavern-urban-farm/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La Caverne</a>&nbsp;è una fattoria urbana unica che coltiva funghi, erbe e verdure sotto le strade di Parigi. Situata nel quartiere di La Chapelle, nel centro-nord di Parigi, La Caverne è di proprietà e gestione di <a href="https://cycloponics.co/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cycloponics</a>, una start-up agricola che si è concentrata sulla crescita di cibo locale sostenibile e sull&#8217;aumento delle economie locali.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di una fattoria sotterranea di circa 3.500 metri quadrati, si trova in un parcheggio precedentemente abbandonato al di sotto di un complesso residenziale di 300 unità. Il team di dieci persone che lavora per mantenere i sistemi idroponici in grado di coltivare verdure, garantisce la crescita ottimale del raccolto e poi vende questi prodotti sul mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti i tipi di funghi della fattoria vengono coltivati su concimi compostati mentre le verdure prosperano senza terra. Gli agricoltori di La Caverne raccolgono anche cicoria, una radice spesso utilizzata nel caffè, che non necessita di luce solare per crescere.</p>
<p style="text-align: justify;">Il team punta alla produzione di 54 tonnellate di verdura e funghi all&#8217;anno.<br />La posizione insolita di La Caverne riflette la filosofia di Cycloponics, che sottolinea anche l&#8217;importanza del riutilizzo e della conservazione delle risorse. «L&#8217;idea è di coltivare, all&#8217;interno dello stesso spazio, diverse specie di verdure che interagiscono in modo positivo», ha scritto Cycloponics in una nota. «Ad esempio: la CO2 generata dai funghi viene utilizzata dalle piantine per crescere e i materiali naturali sono compostati per le nostre coltivazioni».</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;azienda spera di espandere la rete di distribuzione attraverso la propria flotta elettrica di biciclette e veicoli, per i quali è attualmente necessario un finanziamento. La certezza è che man mano che Cycloponics crescerà, ispirerà sempre più agricoltori a somigliarle, a scavare in profondità, a trovare soluzioni e permettere che ogni cosa possibile riesca a crescere e prosperare.</p>
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