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	<title>risorse rinnovabili &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Arriva una nuova bioplastica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2021 06:20:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[acido cinnamico]]></category>
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					<description><![CDATA[Il nuovo materiale è composto da tre semplici elementi Nonostante i notevoli vantaggi offerti dalla plastica, gli attuali approcci alla loro produzione, utilizzo e smaltimento non sono sostenibili e rappresentano una seria minaccia per l&#8217;ambiente e la salute umana. Per questo, sono in molti a puntare sulla lavorazione ecologica della plastica, anche se non è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-119057" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/disposable-plastic-tableware-plates-forks-spoons-c-7K6Q3M4.jpg" alt="bioplastica" width="800" height="534" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/disposable-plastic-tableware-plates-forks-spoons-c-7K6Q3M4.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/disposable-plastic-tableware-plates-forks-spoons-c-7K6Q3M4-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/disposable-plastic-tableware-plates-forks-spoons-c-7K6Q3M4-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3 style="text-align: left;" align="center">Il nuovo materiale è composto da tre semplici elementi</h3>
<p><span id="more-119056"></span></p>
<p align="justify">Nonostante i notevoli vantaggi offerti dalla plastica, gli attuali approcci alla loro produzione, utilizzo e smaltimento non sono sostenibili e rappresentano una seria minaccia per l&#8217;ambiente e la salute umana.</p>
<h4 align="justify">Per questo, sono in molti a puntare sulla lavorazione ecologica della plastica, anche se non è una sfida tecnologica facile.</h4>
<p align="justify">Uno <a href="https://www.nature.com/articles/s41893-021-00743-1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, pubblicato su Nature Sustainability, racconta come hanno raccolto questa sfida i ricercatori dell’Università di Göttingen, in Germania, che hanno realizzato <strong>una nuova bioplastica a partire dalla cellulosa</strong> (che è il principale costituente delle pareti cellulari delle piante ed è il polimero naturale più abbondante sulla terra), <strong>acqua a temperatura ambiente e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Acido_cinnamico" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acido cinnamico</a></strong>. Hanno trovato un metodo sostenibile per realizzare questo nuovo polimero idroplastico chiamato cinnamato di cellulosa, che si chiama &#8220;<strong>hydrosetting</strong>&#8221; (&#8220;idroindurimento&#8221;) e utilizza la pressione.</p>
<h4 align="justify">Grazie a questo metodo, i ricercatori sono riusciti a produrre una varietà di forme semplicemente immergendo la bioplastica in acqua e lasciandola asciugare all&#8217;aria.</h4>
<p align="justify">Le forme modellate hanno mantenuto la loro stabilità a lungo termine e potrebbero essere rimodellate più e più volte in una varietà di forme 2D e 3D. Sebbene la plastica non debba essere utilizzata per il contatto diretto con l&#8217;acqua (poiché perderebbe la sua forma) può trattenere l&#8217;acqua ed essere utilizzata in condizioni di umidità. Inoltre, <strong>questa bioplastica ha mostrato proprietà meccaniche di alta qualità</strong> rispetto alle plastiche attualmente ampiamente utilizzate.</p>
<p align="justify">&#8220;<em>La nostra ricerca fornisce un metodo fattibile per progettare altre idroplastiche ecocompatibili da risorse rinnovabili</em>&#8220;, ha detto, secondo un <a href="https://www.uni-goettingen.de/en/3240.html?id=6348" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a>, il professor Kai Zhang dell&#8217;Università di Göttingen.</p>
<p align="justify">&#8220;<em>Questo dovrebbe aprire nuove strade di ricerca, stimolando un&#8217;ulteriore esplorazione di altre bioplastiche sostenibili con proprietà meccaniche superiori e nuove caratteristiche</em>&#8220;.</p>
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		<title>Giornata mondiale della Terra: cos&#8217;e’ e come si misura l&#8217;impronta ecologica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 13:39:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cos'è l'impronta ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata mondiale della Terra]]></category>
		<category><![CDATA[impronta ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[risorse]]></category>
		<category><![CDATA[risorse rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[Cos&#8217;è, come si calcola e cosa dovrebbe insegnarci l&#8217;impronta ecologica, l&#8217;indicatore che rivela quanto sono sostenibili prodotti, consumi, stili di vita ed abitudini Tra i molti indicatori utilizzati per confrontare la “sostenibilità” di prodotti, servizi, comportamenti, consumi, uno dei più utilizzati è sicuramente l&#8217;impronta ecologica, o “Footprint”, concetto dal quale sono nati diversi altri indicatori, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-5996" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/04/images_igallery_resized_ambiente_impronta_ecologica1-4457-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Cos&#8217;è, come si calcola e cosa dovrebbe insegnarci l&#8217;impronta ecologica, l&#8217;indicatore che rivela quanto sono sostenibili prodotti, consumi, stili di vita ed abitudini <span id="more-5997"></span> </p>
<p class="MsoNormal">Tra i molti indicatori utilizzati per confrontare la “<strong>sostenibilità</strong>” di prodotti, servizi, comportamenti, consumi, uno dei più utilizzati è sicuramente l&#8217;impronta ecologica, o “Footprint”, concetto dal quale sono nati diversi altri indicatori, come il “carbon footprint”.</p>
<p class="MsoNormal">Ma cos&#8217;è, e come si misura l&#8217;<strong>impronta ecologica</strong>?</p>
<p class="MsoNormal">L&#8217;<strong>impronta ecologica</strong> misura la “porzione di pianeta”, ovvero l&#8217;area produttiva di terreno e di mare, necessaria a rigenerare le risorse consumate da una determinata popolazione e per assorbirne i rifiuti.&nbsp;Naturalmente, quando si parla di impronta ecologica di un bene, si parla dell&#8217;area produttiva necessaria a rigenerare le risorse utilizzate per produrlo, spostarlo, renderlo fruibile, ed infine assorbire i rifiuti derivanti dalla sua produzione e del suo utilizzo.</p>
<p class="MsoNormal">Questo misuratore ci dice quindi quanti “<strong>Pianeta Terra</strong>” sono necessari ad assicurarci il nostro attuale modello di vita. E sono più di uno.<br />L&#8217;impronta ecologica è calcolata mettendo in relazione la quantità di un certo bene consumato (es. grano, riso, mais, cereali, carni, ecc.) con una costante di rendimento espressa in chilogrammi per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ettaro">ettaro</a>. Il risultato è una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Superficie">superficie</a> espressa in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ettaro">ettari</a>.</p>
<p class="MsoNormal">Per calcolare l&#8217;impatto dei consumi di energia, questa viene convertita in tonnellate equivalenti di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anidride_carbonica">anidride carbonica</a>, ed il calcolo viene effettuato considerando la quantità di terra forestata necessaria per assorbire le suddette tonnellate di CO2.</p>
<p class="MsoNormal">Il concetto di impronta ecologica su introdotto nel 1992 da William Rees e Mathis Wackernagel, che nel 2003 ha fondato il Global Footprint Network, e dal 1999 il Wwf aggiorna periodicamente il calcolo dell&#8217;impronta ecologica nel suo report “Living Planet Report”.</p>
<p class="MsoNormal">Come riconosciuto dagli stessi autori l&#8217;impronta ecologica è un indice che presenta molti limiti ed alcuni errori. Riduce tutto alla sola unità dell&#8217;estensione di terreno, restituendo una dimensione sicuramente parziale del problema del corretto utilizzo delle risorse, ha forti limiti nel calcolo dell&#8217;energia utilizzata e nella stima del rendimento, ma soprattutto non tiene in considerazione l&#8217;inquinamento ad eccezione della Co2. Questo vuol dire che la situazione è a dire il vero peggiore di quella che il calcolo dell&#8217;impronta ecologica mostra.</p>
<p class="MsoNormal">Nonostante ciò, il calcolo dell&#8217;impronta ecologica ci dice che stiamo consumando le nostre risorse troppo in fretta e male. Ovvero consumiamo più risorse di quante il nostro pianeta è in grado di produrne nello stesso periodo. Stiamo, in pratica, intaccando il capitale naturale che dovrebbe spettare ai nostri figli.</p>
<p class="MsoNormal">Pensiamo per un attimo all&#8217;impronta ecologica degli italiani: ogni italiano (secondo i dati del Wwf riferiti al 2002) ha una impronta ecologica di 3,84 unità equivalenti, mentre il nostro territorio (mari, monti, pascoli, pianure e coltivazioni italiane) ha una capacità produttiva di 1,18 unità equivalenti a persona.&nbsp;Questo significa che, se le nostre abitudini di vita e consumo non cambiano, per assicurare energia, cibo ed acqua a tutti gli italiani occorrono circa 3 paesi come l&#8217;Italia.</p>
<p class="MsoNormal"><a target="_blank" href="http://ad-emea.doubleclick.net/clk;256457361;80135279;n" rel="noopener noreferrer">Scopri Eating Planet 2012</a></p>
<p class="MsoNormal">(VG)</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
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