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	<title>Rifiuti umani &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Riciclare? Sì, ma a che pro?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2019 13:14:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio spiega che i tassi di riciclaggio aumentano quando le persone sanno in cosa verranno trasformati i loro rifiuti «Tanto poi buttano tutto insieme». «Guarda che fare la raccolta differenziata è inutile». «Ma davvero pensi che tutte queste bottiglie che impili con pazienza saranno riciclate?». Quante volte ci siamo sentiti dire queste frasi, quando [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-38555" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Riciclare.jpg" alt="" width="799" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Riciclare.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Riciclare-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Riciclare-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Uno studio spiega che i tassi di riciclaggio aumentano quando le persone sanno in cosa verranno trasformati i loro rifiuti</p>
<p>  <span id="more-38556"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">«Tanto poi buttano tutto insieme». «Guarda che fare la raccolta differenziata è inutile». «Ma davvero pensi che tutte queste bottiglie che impili con pazienza saranno riciclate?». Quante volte ci siamo sentiti dire queste frasi, quando abbiamo parlato delle nostre abitudini di differenziazione dei nostri scarti? Molte, perché le persone tendono a non fidarsi di quello che succede ai propri rifiuti una volta che sono stati buttati.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">E infatti secondo uno <a href="https://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/0022242919842167?journalCode=jmxa&amp;" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>&nbsp;ideato da un gruppo di psicologi, spiegare alle persone in cosa si trasformano i loro rifiuti contribuirebbe ad aumentare i tassi di riciclaggio.<br />Fino a questo momento, la retorica sul riciclaggio si è mossa a partire dall&#8217;instillare un senso di colpa riguardo all&#8217;ambiente e alle risorse sprecate, si è concentrata più che altro sul descrivere quanto sia meschino fregarsene del destino del pianeta ma, secondo gli psicologi, questo, anche se aiuta a pensare in potenza a quello che si dovrebbe fare, non sempre si risolve in delle azioni concrete. Per questo i ricercatori hanno deciso di indagare meglio su cosa potesse spingere le persone a riciclare.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno iniziato con un gruppo di 111 studenti universitari, a cui hanno chiesto di scarabocchiare su una carta straccia prima di guardare tre diverse pubblicità: una era un messaggio generico che mostrava dove dovevano buttare la carta e le altre due mostravano due cose diverse in cui quella carta sarebbe stata trasformata. Dopo aver completato il sondaggio, gli studenti sono stati invitati a smaltire la carta straccia: la metà di quelli che avevano letto il messaggio generico l&#8217;ha riciclata, mentre il tasso di riciclaggio è salito all&#8217;80% tra coloro che avevano visto gli annunci, che indicavano cosa quella carta sarebbe diventata.</p>
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		<title>L&#8217;era della plastica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 15:07:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[contaminazione ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Fossile]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo gli scienziati, questo periodo sarà ricordato per l&#8217;immensità di rifiuti non biodegradabili che si sta lasciando dietro, in forma ormai fossile Secondo un recente studio, pubblicato sulla rivista Science Advanced, l&#8217;inquinamento della plastica è diventato talmente abnorme che ormai si è depositato nella nostra documentazione fossile: bottiglie d&#8217;acqua, buste e microfibre sono i protagonisti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38380" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Era_della_plastica_CUT.jpg" alt="" width="808" height="419" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Era_della_plastica_CUT.jpg 808w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Era_della_plastica_CUT-300x156.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Era_della_plastica_CUT-768x398.jpg 768w" sizes="(max-width: 808px) 100vw, 808px" /></p>
<p>Secondo gli scienziati, questo periodo sarà ricordato per l&#8217;immensità di rifiuti non biodegradabili che si sta lasciando dietro, in forma ormai fossile</p>
<p>  <span id="more-38381"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Secondo un recente <a href="https://advances.sciencemag.org/content/5/9/eaax0587.full" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, pubblicato sulla rivista<em> Science Advanced</em>, <strong>l&#8217;inquinamento della plastica</strong> è diventato talmente abnorme che ormai <strong>si è depositato nella nostra documentazione fossile</strong>: bottiglie d&#8217;acqua, buste e microfibre sono i protagonisti di quella che già in molti chiamano «<strong><em>l&#8217;età della plastica</em></strong>».</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati spiegano che, ogni anno, <strong>nell&#8217;oceano</strong>, entrano <strong>dai 4,8 e i 12,7 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica</strong> e che visto che, «popolazioni più grandi producono più rifiuti e si prevede che la popolazione mondiale aumenterà in modo sproporzionato nelle regioni costiere», c&#8217;è da porsi l&#8217;enorme problema del deposito delle particelle di microplastica nei sedimenti oceanici costieri, che non farà che aumentare.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio si è posto questo problema analizzando «i sedimenti costieri del bacino di Santa Barbara, in California, per i cambiamenti storici nella deposizione della microplastica, utilizzando un nucleo scatolato, che copriva un intervallo tra il 1834 e il 2009». In questo modo, gli scienziati hanno potuto raccontare come l&#8217;aumento del deposito della plastica sia <strong>diventato esponenziale dopo il 1945</strong>, con un tempo di raddoppio di 15 anni, e come le particelle di plastica trovate siano principalmente fibre di tessuti sintetici, che indicano che le materie plastiche si muovono volontariamente sull&#8217;oceano attraverso le acque reflue.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="text-align: justify;">«</span>E così, dopo l&#8217;età della pietra, l&#8217;età del bronzo e quella del ferro, questa sarà l&#8217;età della plastica<span style="text-align: justify;">»</span></em>&nbsp;– lo ha detto il ricercatore capo, Jennifer Brandon, in un&#8217;<a href="https://www.theguardian.com/environment/2019/sep/04/plastic-pollution-fossil-record" target="_blank" rel="noopener noreferrer">intervista</a>&nbsp;al <em>The Guardian</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Scarti che diventano cibo nello spazio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2018 08:49:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[astronauti]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti umani]]></category>
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					<description><![CDATA[Presto gli astronauti potrebbero mangiare una crema fatta a partire dai rifiuti umani Ci chiediamo sempre cosa mangiano gli astronauti durante le loro missioni e forse la risposta che non vorremmo mai ci venisse fornita sta per diventare realtà: una sostanza ricavata dai rifiuti umani. Gli scienziati, infatti, hanno appena sviluppato un metodo che utilizza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35585" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/02/images_rifiuti_spaziali.jpg" alt="" width="800" height="421" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_rifiuti_spaziali.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_rifiuti_spaziali-300x158.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_rifiuti_spaziali-768x404.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Presto gli astronauti potrebbero mangiare una crema fatta a partire dai rifiuti umani</p>
<p>  <span id="more-35586"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Ci chiediamo sempre cosa mangiano gli astronauti durante le loro missioni e forse la risposta che non vorremmo mai ci venisse fornita sta per diventare realtà: una sostanza ricavata dai rifiuti umani.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati, infatti, hanno appena sviluppato un metodo che utilizza i microbi per distruggere i rifiuti solidi e liquidi fino a che non rimane solo una «melassa microbica» ad alto contenuto di proteine e grassi, qualità essenziali per le fonti alimentari necessarie per lunghi viaggi nello spazio. Inoltre, questo, aiuterebbe anche nello smaltimento dei rifiuti che è un problema davvero serio nelle missioni spaziali.<br />In sostanza, quello che i ricercatori hanno cercato di immaginare è di poter trattare i rifiuti in maniera istantanea con i microbi in modo che si producesse subito questa biomassa, commestibile direttamente o indirettamente – un metodo che risolverebbe il problema del peso di cibo da portarsi dietro, dello spazio che occupa sia lui che l&#8217;acqua per renderlo mangiabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio&nbsp;che racconta questo – c&#8217;è da dirlo: un po&#8217; strano – processo che riguarda la «digestione anaerobica», è stato pubblicato sulla rivista «Life Sciences in Space Research».</p>
<p style="text-align: justify;">Come ha spiegato uno dei ricercatori: «La digestione anaerobica è qualcosa che usiamo spesso sulla terra per il trattamento dei rifiuti. La novità del nostro lavoro consiste nel togliere i nutrienti da quella corrente e intenzionalmente immetterli in un reattore microbico per coltivare cibo».<br />Il metodo non è ancora pronto per essere lanciato su un veicolo spaziale, ma potrebbe essere il futuro del cibo nello spazio. Di fatto, l&#8217;acqua è già estratta dall&#8217;urina degli astronauti alla Stazione Spaziale Internazionale, mentre i rifiuti solidi vengono ancora espulsi nello spazio.</p>
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