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	<title>Riduzione emissioni &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Plant by Design: frutta coltivata in laboratorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2023 08:53:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[frutta in laboratorio]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli obiettivi sono quelli di ridurre le emissioni e lo spreco alimentare Plant by Design è un programma quinquennale che sarà portato avanti da un gruppo di ricerca del Plant &#38; Food Research in Nuova Zelanda, che ha voluto sfruttare le tecnologie già impiegate per produrre la carne coltivata in laboratorio, ma adattandole alle esigenze [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-203712" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/09/test-214185_1280.jpg" alt="" width="1280" height="847" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/09/test-214185_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/09/test-214185_1280-300x199.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/09/test-214185_1280-1024x678.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/09/test-214185_1280-768x508.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Gli obiettivi sono quelli di ridurre le emissioni e lo spreco alimentare</h3>
<p><span id="more-203711"></span></p>
<p><em>Plant by Design</em> è un programma quinquennale che sarà portato avanti da un gruppo di ricerca del <a href="https://www.plantandfood.com/en-nz/" target="_blank" rel="noopener">Plant &amp; Food Research</a> in Nuova Zelanda, che ha voluto sfruttare le tecnologie già impiegate per produrre la carne coltivata in laboratorio, ma adattandole alle esigenze della frutta.</p>
<p><strong>La produzione alimentare sostenibile è diventata una priorità globale</strong> a causa dell&#8217;espansione della popolazione mondiale e dell&#8217;urgente necessità di ridurre l&#8217;impatto ambientale dell&#8217;agricoltura tradizionale.</p>
<p>Questa tecnologia utilizza tecniche avanzate di coltivazione cellulare e ingegneria genetica per <strong>produrre frutta di alta qualità in un ambiente controllato</strong>, presentando numerosi vantaggi rispetto all&#8217;agricoltura tradizionale:</p>
<ol>
<li><em><strong>Riduzione dell’impatto ambientale</strong></em></li>
</ol>
<p>La coltivazione di frutta in laboratorio riduce notevolmente l&#8217;uso di terra, acqua e pesticidi rispetto alle coltivazioni all&#8217;aperto. Non è necessario disboscamento per creare terreni agricoli, e i bisogni idrici sono significativamente inferiori. Inoltre, la tecnologia riduce la necessità di utilizzare pesticidi chimici, poiché l&#8217;ambiente controllato può essere mantenuto sterile.</p>
<ol start="2">
<li><em><strong>Produzione fuori stagione</strong></em></li>
</ol>
<p>Con la produzione in laboratorio <strong>la frutta può essere coltivata in qualsiasi momento dell&#8217;anno</strong>, indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne. Questo permette di ottenere frutta fresca in qualsiasi momento, riducendo la dipendenza dalle importazioni stagionali e contribuendo a ridurre la migrazione di prodotti in tutto il mondo.</p>
<ol start="3">
<li><em><strong>Personalizzazione del gusto</strong></em></li>
</ol>
<p>La tecnologia consente anche la personalizzazione delle caratteristiche della frutta, come il suo sapore e il suo valore nutrizionale. È possibile adattare il prodotto alle preferenze dei consumatori e alle esigenze dietetiche, aprendo la strada a una vasta gamma di opzioni innovative.</p>
<ol start="4">
<li><em><strong>Riduzione dello spreco alimentare</strong></em></li>
</ol>
<p>L’obiettivo è quello di creare <strong>frutta priva delle parti che solitamente vengono buttate via</strong>, come i torsoli o le scorze, contribuendo anche in questo modo a ridurre gli sprechi alimentari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le prime sperimentazioni sono state effettuate su pesche, mele, ciliegie, uva e nettarine.</p>
<p><strong><em>Luna Riillo</em></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Arriva Blue X</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2021 18:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia dalle onde]]></category>
		<category><![CDATA[energia del moto ondoso]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[onde]]></category>
		<category><![CDATA[Riduzione emissioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Arriva un nuovo dispositivo per la raccolta di energia dalle onde La Mocean Energy, una società con sede nel Regno Unito che si occupa di energia del moto ondoso, ha presentato di recente Blue X, un prototipo di macchina che verrà utilizzato proprio per raccogliere energia dalle onde. Con un peso di 38 tonnellate e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-99394" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/waves-2211925_1280-1-e1620151930831.jpg" alt="energia del moto ondoso" width="800" height="533" /></h3>
<h3>Arriva un nuovo dispositivo per la raccolta di energia dalle onde</h3>
<p><span id="more-99388"></span></p>
<p>La <a href="https://www.mocean.energy/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mocean Energy</a>, una società con sede nel Regno Unito che si occupa di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Energia_del_moto_ondoso" target="_blank" rel="noopener noreferrer">energia del moto ondoso</a>, ha presentato di recente Blue X, un <strong>prototipo di macchina che verrà utilizzato proprio per raccogliere energia dalle onde.</strong></p>
<h4>Con un peso di 38 tonnellate e una lunghezza di 20 metri, il prototipo sarà testato sul sito di Scapa Flow dell&#8217;European Marine Energy Centre (<a href="http://www.emec.org.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">EMEC</a>).</h4>
<p>Se le prove andranno secondo i piani, il macchinario verrà spostato nel sito di test Billia Croo dell&#8217;EMEC per le prove su più larga scala.</p>
<p>Il programma di test è supportato dalla Wave Energy Scotland (<a href="https://www.waveenergyscotland.co.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">WES</a>), un organismo istituito dal governo scozzese per supervisionare lo <strong>sviluppo dell&#8217;energia del moto ondoso</strong>, che lo sovvenziona attraverso il suo programma Novel Wave Energy Converter e con un fondo di 3,3 milioni di sterline (circa 3,8 milioni di Euro) che sono state elargite al progetto.</p>
<h4>Si prevede che la macchina Blue X sarà collegata a una batteria subacquea il prossimo anno e verrà utilizzata per alimentare un veicolo sottomarino telecomandato.</h4>
<p>Il governo scozzese è <strong>molto impegnato nel combattere il cambiamento climatico</strong> e ha già implementato misure per raggiungere i suoi obiettivi, che sono molto ambiziosi – il paese ha detto di voler <strong>ridurre le emissioni di carbonio del 75% entro il 2030</strong>.</p>
<p>Attraverso il suo Piano per il <a href="https://www.gov.scot/policies/climate-change/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cambiamento climatico</a>, il governo sostiene tecnologie come Blue X per raggiungere emissioni nette zero entro il 2045.</p>
<p>A quanto spiegato da Mocean Energy, l&#8217;energia delle maree potrebbe alimentare 50 milioni di case e tagliare 50 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno se si decidesse semplicemente di utilizzare l&#8217;1% di tutta l&#8217;energia del moto ondoso disponibile a livello globale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Abbasso le emissioni!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 18:30:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo di Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[C40]]></category>
		<category><![CDATA[gas serra]]></category>
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					<description><![CDATA[Trenta delle più grandi città al mondo hanno raggiunto i loro traguardi sulla riduzione delle emissioni di carbonio La comunità internazionale sta cercando da tempo di impegnarsi per alleviare l&#8217;aumento delle temperature in tutto il mondo e le relative catastrofi climatiche che questo induce. In parte ci sta riuscendo. Infatti, secondo un recente rapporto, 30 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38523" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_URG_Traguardo_emissioni.jpg" alt="" width="799" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_URG_Traguardo_emissioni.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_URG_Traguardo_emissioni-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_URG_Traguardo_emissioni-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Trenta delle più grandi città al mondo hanno raggiunto i loro traguardi sulla riduzione delle emissioni di carbonio</p>
<p>  <span id="more-38524"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La comunità internazionale sta cercando da tempo di impegnarsi per alleviare l&#8217;aumento delle temperature in tutto il mondo e le relative catastrofi climatiche che questo induce. In parte ci sta riuscendo. Infatti, secondo un recente <a href="https://www.c40.org/press_releases/30-of-the-world-s-largest-most-influential-cities-have-peaked-greenhouse-gas-emissions" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rapporto</a>, 30 delle più grandi città del mondo – tutte aderenti al <a href="https://www.c40.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>C40 Cities Climate Leadership Group</em></a>&nbsp;– hanno raggiunto i loro traguardi circa le emissioni di gas serra.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Convenzione_quadro_delle_Nazioni_Unite_sui_cambiamenti_climatici" target="_blank" rel="noopener noreferrer">UNFCCC</a>) dell&#8217;accordo di Parigi, emanata per la prima volta nel 2016, i paesi di tutto il mondo – e le loro rispettive città, alcune delle quali membri del C40 – hanno concordato di ridurre il riscaldamento globale, mantenendo la temperatura collettiva in tutto il pianeta non superiore agli 1,5°C. Per garantire ciò, i paesi che hanno firmato l&#8217;accordo di Parigi hanno fissato obiettivi per ridurre drasticamente le loro emissioni di gas serra.</p>
<p style="text-align: justify;">Già prima dell&#8217;accordo di Parigi, però, alcuni paesi hanno iniziato a muoversi in maniera <em>green</em> e a raggiungere risultati, che poi sono aumentati man mano da quando, nel 2005, l&#8217;organizzazione multinazionale conosciuta come C40 è stata fondata. Il gruppo ha iniziato con 18 grandi città e da allora è cresciuto in maniera molto significativa, fino ad arrivare a rilevare, oggi, che 30 delle città più grandi e influenti del mondo hanno raggiunto i rispettivi obiettivi, riguardo le emissioni di gas serra. Le 30 città includono: Atene, Austin, Barcellona, Berlino, Boston, Chicago, Copenaghen, Heidelberg, Lisbona, Londra, Los Angeles, Madrid, Melbourne, Milano, Montreal, New Orleans, New York City, Oslo, Parigi, Filadelfia, Portland, Roma, San Francisco, Stoccolma, Sydney, Toronto, Vancouver, Venezia, Varsavia e Washington DC.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>La grande Honda rinnovabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 11:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[anidride carbonica]]></category>
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					<description><![CDATA[La casa automobilistica giapponese fa il più grande acquisto di energia rinnovabile mai fatto da qualsiasi altro produttore di macchine La multinazionale Honda Motor Company, con sede a Tokyo, ha recentemente comprato una quantità di energia pulita rinnovabile, che è il più grande acquisto mai fatto da una casa automobilistica – come raccontato nel suo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38507" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_energia_rinnovabile_Honda_CUT.jpg" alt="" width="808" height="405" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_energia_rinnovabile_Honda_CUT.jpg 808w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_energia_rinnovabile_Honda_CUT-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_energia_rinnovabile_Honda_CUT-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 808px) 100vw, 808px" /></p>
<p>La casa automobilistica giapponese fa il più grande acquisto di energia rinnovabile mai fatto da qualsiasi altro produttore di macchine</p>
<p>  <span id="more-38508"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La multinazionale <a href="https://global.honda/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Honda Motor Company</em></a>, con sede a Tokyo, ha recentemente comprato una quantità di energia pulita rinnovabile, che è il più grande acquisto mai fatto da una casa automobilistica – come raccontato nel suo <a href="https://hondanews.com/en-US/honda-corporate/releases/release-19c0ab426cedc9ace6bbf40053006f80-honda-secures-auto-industrys-largest-renewable-energy-purchase-resulting-in-60-reduction-in-co2-emissions-from-its-north-american-manufacturing-operations" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a>. L&#8217;elettricità verrà utilizzata per compensare le emissioni delle sue fabbriche statunitensi, consentendo così a Honda di ridurre le emissioni di gas serra del 60% nei suoi impianti di produzione nordamericani.</p>
<p style="text-align: justify;">A seguito del diffuso dibattito pubblico e dell&#8217;aumento delle pressioni normative, i produttori di automobili (e non solo) non hanno altra scelta che modificare i loro modelli di <em>business</em>, in modo da poter aiutare i paesi e le persone ad affrontare la sfida della riduzione del biossido di carbonio. Non sorprende, quindi, che un numero crescente di case automobilistiche si stia rivolgendo a fonti rinnovabili, come il vento e il sole, per ottenere rendimenti sostenibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il comunicato, la Honda attualmente ottiene circa il 21% della potenza delle sue operazioni in Nord America da fonti di energia a basse o zero emissioni, ma non basta. Per questo, la speranza è quella di migliorare grazie al più grande acquisto di energia rinnovabile dell&#8217;industria automobilistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo accordo di Honda sull&#8217;energia pulita prevede l&#8217;acquisto di energia eolica da un parco eolico dell&#8217;Oklahoma e l&#8217;approvvigionamento di energia da un parco solare del Texas. Le proiezioni mostrano che, con questo acquisto di energia pulita, Honda potrà compensare annualmente 800.000 tonnellate di emissioni di anidride carbonica grazie all&#8217;acquisto di VPPA. Ciò equivale a compensare quanto generano 100.000 famiglie statunitensi con l&#8217;uso dell&#8217;energia domestica, dice la Honda nel suo comunicato stampa.</p>
<p style="text-align: justify;">I VPPA, ovvero i <em>Virtual Power Purchase Agreement</em>, stanno diventando un mezzo sempre più popolare tra le grandi aziende che cercano di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica: si tratta di accordi di acquisto di energia, che permettono di acquistare energia rinnovabile che non va direttamente alle strutture dell&#8217;azienda – Honda, in questo caso specifico – ma viene, invece, immesso nella rete elettrica nazionale, «de-carbonizzandola».</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>In UK le auto elettriche da sole non bastano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2019 12:41:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo rapporto del Regno Unito, bisogna iniziare a usare anche le bici Un recente rapporto del comitato scientifico e tecnologico della Camera dei Comuni britannica&#160;ha esaminato le tecnologie necessarie per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni del Regno Unito ed ha riportato delle conclusioni molto interessanti per tutti noi. A quanto pare, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38432" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Mobilit%C3%A0_alternativa_UK.jpg" alt="" width="794" height="395" /></p>
<p>Secondo un nuovo rapporto del Regno Unito, bisogna iniziare a usare anche le bici</p>
<p>  <span id="more-38434"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Un recente <a href="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/publications.parliament.uk_pa_cm201719_cmselect_cmsctech_1454_1454.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rapporto</a> del comitato scientifico e tecnologico della Camera dei Comuni britannica&nbsp;ha esaminato le tecnologie necessarie per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni del Regno Unito ed ha riportato delle conclusioni molto interessanti per tutti noi. <br />A quanto pare, nel lungo periodo, avere dei veicoli di proprietà, a uso individuale, non potrà essere compatibile con la decarbonizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo questo studio, infatti, <strong>il settore dei trasporti</strong>, che è importante per tutti, <strong>nel Regno Unito è il settore maggiormente responsabile delle emissioni</strong> e quindi il governo dovrebbe anticipare il divieto di vendita di nuove auto e furgoni convenzionali proposto a partire dal 2035. Ma non solo, accanto all&#8217;eliminazione del commercio delle auto, che cancella anche le emissioni associate alla fabbricazione dei veicoli, <strong>il governo dovrebbe anche sviluppare una strategia per stimolare un sistema di trasporto a basse emissioni</strong>, con metriche e obiettivi precisi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ridurre il numero dei veicoli richiesti, si dovrebbe poi <strong>promuovere e migliorare il trasporto pubblico</strong>, incoraggiandone l&#8217;uso al posto dell&#8217;auto privata e, non ultimo, si dovrebbe <strong>supportare la possibilità di camminare e di usare le biciclette</strong>, con incentivi e sviluppo di infrastrutture a sostegno. <br />La cosa che stupisce del rapporto è che è poco confortante per quanto riguarda i veicoli elettrici, sia le bici che le auto, perché sostiene che i rari minerali richiesti per le batterie dei veicoli elettrici si stanno esaurendo rapidamente – e che, oltretutto, quelle risorse provengono da paesi instabili, che sfruttano la manodopera in maniere non chiare.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, che si sia d&#8217;accordo o no, quello che la Camera dei Comuni ci vuole dire è che ci dobbiamo impegnare di più, più dei veicoli ibridi e più degli elettrici. È chiaro che, anche se parlano per la popolazione inglese, quello che dicono vale anche per tutti gli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Alimentare un&#8217;isola dal mare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 19:54:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il più grande impianto solare al mondo in mare è in un resort alle Maldive Il resort Lux* South Ari Atoll delle Maldive è una struttura a cinque stelle, situata sulla bellissima isola di Dhidhoofinolhu, ed è diventata famosa per aver iniziato una collaborazione con l&#8217;azienda di tecnologia solare galleggiante SwimSol, che fornisce il suo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38386" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Resort_Maldive_CUT.jpg" alt="" width="808" height="404" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Resort_Maldive_CUT.jpg 808w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Resort_Maldive_CUT-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Resort_Maldive_CUT-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 808px) 100vw, 808px" /></p>
<p>Il più grande impianto solare al mondo in mare è in un resort alle Maldive</p>
<p>  <span id="more-38387"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il resort <em>Lux* South Ari Atoll</em> delle Maldive è una struttura a cinque stelle, situata sulla bellissima isola di Dhidhoofinolhu, ed è diventata famosa per aver iniziato una collaborazione con l&#8217;azienda di tecnologia solare galleggiante <a href="https://swimsol.com/#lagoon" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>SwimSol</em></a>, che fornisce il suo sistema brevettato <em>SolarSea</em> per aiutare nella fornitura dell&#8217;energia.</p>
<p style="text-align: justify;">La tecnologia <em>SolarSea</em> è <strong>la più grande centrale solare del mondo situabile in mare</strong> e, in questo caso, aiuta a raccogliere energia solare per alimentare l&#8217;isola, resistendo alle condizioni spesso brutali causate da onde, tempeste e acqua salata.</p>
<p style="text-align: justify;">Il resort sta puntando da tempo a varie innovazioni per raggiungere l&#8217;obiettivo di ridurre al minimo la sua impronta ecologica e, infatti, prima di SolarSea, stava già utilizzando un sistema per il tetto, sempre della <em>SwimSol</em>. A questo, adesso, però, si sono aggiunte 12 piattaforme <em>SolarSea</em> sul mare, <strong>pannelli solari galleggianti che non fanno solo risparmiare denaro ma riducono l&#8217;impronta di carbonio del resort</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La capacità solare della proprietà è aumentata del 40% e ha raggiunto i 678 kWp – abbastanza per alimentare tutte le ville degli ospiti del resort nelle ore di punta. In questo modo, il <em>Lux* South Ari Atoll</em> sta risparmiando più di 260.000 litri di gasolio all&#8217;anno, che sono quelli che un tempo erano necessari per produrre la stessa quantità di energia, tramite i motori a combustione.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ospiti possono vedere quello che accade, grazie a <strong>«localizzatore solare» in diretta</strong>, che è disponibile nelle ville e che <strong>mostra sia l&#8217;energia prodotta che il diesel e le emissioni di anidride carbonica risparmiati</strong>. <br />Oltretutto, le piattaforme solari galleggianti offrono anche riparo ai giovani pesci e, stando in superficie, sono anche in grado di stare ben al di sopra delle barriere coralline e delle creature che abitano dei fondali marini.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Un cemento che cattura anidride carbonica</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/un-cemento-che-cattura-anidride-carbonica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2019 14:23:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[calcestruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[cemento]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[LafargeHolcim]]></category>
		<category><![CDATA[Riduzione emissioni]]></category>
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					<description><![CDATA[LafargeHolcim ha prodotto un calcestruzzo «quasi buono» che riduce le emissioni del 70% La produzione di cemento è responsabile fino all&#8217;8% delle emissioni annuali di CO2 – che è il motivo per cui questo materiale viene accusato spesso di essere il più distruttivo presente sulla Terra. Sapendo di questo problema, i produttori hanno cercato dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38272" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Cemento_ed_emissioni_CUT.jpg" alt="" width="803" height="413" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Cemento_ed_emissioni_CUT.jpg 803w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Cemento_ed_emissioni_CUT-300x154.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Cemento_ed_emissioni_CUT-768x395.jpg 768w" sizes="(max-width: 803px) 100vw, 803px" /></p>
<p>LafargeHolcim ha prodotto un calcestruzzo «quasi buono» che riduce le emissioni del 70%</p>
<p>  <span id="more-38273"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La produzione di cemento è responsabile fino all&#8217;8% delle emissioni annuali di CO2 – che è il motivo per cui questo materiale viene accusato spesso di essere il più distruttivo presente sulla Terra. Sapendo di questo problema, i produttori hanno cercato dei modi per ridurne l&#8217;impronta, lavorando soprattutto sulle due fonti principali da cui provengono le emissioni di carbonio: il riscaldamento del forno e la reazione chimica che produce il cemento, a partire dal carbonato di calcio.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="https://www.lafargeholcim.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LafargeHolcim</a></em>, <strong>la più grande azienda di cemento al mondo</strong>, con sede negli Stati Uniti, sta cercando di ridurre la produzione di carbonio da parte di questo materiale da un po&#8217; di tempo, nonostante abbia notato l&#8217;assenza di un vero interesse commerciale degli acquirenti in questo senso.<br />Recentemente, <a href="https://www.lafargeholcim.us/lafargeholcim-and-solidia-technologies-announce-first-us-commercial-expansion?utm_source=web%20page&amp;utm_medium=LinkedIn&amp;utm_campaign=Solidia%20press%20release" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l&#8217;azienda ha comunicato</a>&nbsp;che <strong>venderà cemento a basse emissioni di CO2</strong> per l&#8217;industria dei prefabbricati negli Stati Uniti, grazie a una collaborazione tecnologica con <em><a href="https://www.solidiatech.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Solidia Technologies</a>,</em>che va avanti da sei anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prodotto creato utilizza un legante speciale – prodotto a temperature più basse – e subisce un processo di indurimento brevettato che utilizza anidride carbonica, anziché acqua. Aggiungendo e assorbendo CO2, <em>Solidia Concrete</em> raggiunge la resistenza in meno di 24 ore, a differenza del calcestruzzo tradizionale, che impiega 28 giorni per raggiungerla. In questo modo, riduce del 70% l&#8217;impronta di carbonio complessiva del calcestruzzo prefabbricato e <strong>diminuisce le emissioni dell&#8217;industria del cemento fino al 40%</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Uk, Germania e Australia: calano le emissioni nel 2014</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/news-energia/uk-germania-e-australia-calano-le-emissioni-nel-2014/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2014 10:39:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Riduzione emissioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Buone notizie: le politiche dei governi e i comportamenti dei cittadini possono fare la differenza. Ma ora non possiamo abbassare la guardia Il 2014 si chiude con una buona notizia che speriamo sia di buon auspicio per un 2015 sempre più amico dell&#8217;ambiente: il Regno Unito quest&#8217;anno ha consumato meno energia rispetto a cinque anni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-23049" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/12/images_igallery_resized_ambientetest_Riduzione_consumi_UK_2014-13735-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="p1">Buone notizie: le politiche dei governi e i comportamenti dei cittadini possono fare la differenza. Ma ora non possiamo abbassare la guardia</p>
<p>  <span id="more-23050"></span>  </p>
<p class="p1"><span style="line-height: 1.3em;">Il 2014 si chiude con una buona notizia che speriamo sia di buon auspicio per un 2015 sempre più amico dell&#8217;ambiente: il Regno Unito quest&#8217;anno ha consumato meno energia rispetto a cinque anni fa, nonostante l&#8217;economi sia in crescita. Un risparmio del 10%, rende noto la </span><a href="http://www.bbc.com/news/business-30518649" target="_blank" style="line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer">Bbc</a><span style="line-height: 1.3em;">.</span></p>
<p class="p1">La Germania segue lo stesso trend, arrivando al minimo consumo dai tempi dell&#8217;unificazione. Il carbone è addirittura sceso del 7.9%, segno che gli investimenti nelle energie rinnovabili iniziano a dare i propri frutti.</p>
<p class="p1">Andando dall&#8217;altra parte del mondo segnaliamo il buon risultato dell&#8217;Australia, che ha visto la maggior riduzione di emissioni del decennio.</p>
<p class="p1">Queste buone notizie sono anche la prova che tante piccole azioni individuali, dall&#8217;illuminazione a led all&#8217;uso della bicicletta, possono avere un impatto reale quando molte persone si mettono in gioco.</p>
<p class="p1">Serve anche il costante impegno dei governi per sostenere la crescita delle rinnovabili: purtroppo quest&#8217;anno il primo ministro australiano Tony Abbott ha abolito la carbon tax, <span class="s1">la tassa che  imponeva alle aziende del paese che inquinavano di più di pagare 23 dollari australiani (circa 18 euro) per ogni tonnellata prodotta di gas serra.</span></p>
<p class="p3">Allo stesso modo, il premier inglese <a href="http://www.businessgreen.com/bg/news/2387164/david-cameron-declares-uk-has-enough-onshore-wind-farms" target="_blank" rel="noopener noreferrer">David Cameron si è dimostrato ostile verso la crescita dell&#8217;eolico nel Regno Unito</a>.</p>
<p> </p>
<p class="p1">I dati quindi dimostrano che tante piccole azioni individuali funzionano, ma anche delle politiche sensibili nel medio periodo danno buoni frutti e per questo sarebbe un limite se i governi cambiassero direzione proprio ora.</p>
<p class="p1">a.po</p>
]]></content:encoded>
					
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