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	<title>ricerche &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>La censura cinese in questa pandemia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 17:50:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[difficoltà]]></category>
		<category><![CDATA[governo cinese]]></category>
		<category><![CDATA[ricerche]]></category>
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					<description><![CDATA[La Cina sta cercando di sorvegliare attraverso la censura le ricerche sull&#8217;origine del Coronavirus In quello che sembra essere un altro tentativo di controllare la narrativa che circonda la pandemia di COVID-19, il governo cinese sta imponendo nuove restrizioni agli scienziati che tentano di ricercare l&#8217;origine del Coronavirus. Qualsiasi documento che si muove in quella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-52202" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/stay-at-home-5000635_1280.jpg" alt="censura" width="799" height="459" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/stay-at-home-5000635_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/stay-at-home-5000635_1280-300x172.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/stay-at-home-5000635_1280-768x441.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></h3>
<h3>La Cina sta cercando di sorvegliare attraverso la censura le ricerche sull&#8217;origine del Coronavirus</h3>
<p><span id="more-52201"></span></p>
<p>In quello che sembra essere un altro tentativo di controllare la narrativa che circonda la pandemia di COVID-19, <strong>il governo cinese sta imponendo nuove restrizioni agli scienziati che tentano di ricercare l&#8217;origine del Coronavirus</strong>.</p>
<p>Qualsiasi documento che si muove in quella direzione deve passare molti più controlli degli altri ed essere approvato dal governo prima di poter essere pubblicato, riferisce la <a href="https://edition.cnn.com/2020/04/12/asia/china-coronavirus-research-restrictions-intl-hnk/index.html" target="_blank" rel="noopener"><em>CNN</em></a>.</p>
<p>È molto importante che la controversa ricerca medica sia accuratamente esaminata prima che esca nel mondo, ovviamente, ma <strong>gli accademici che cercano di studiare il Coronavirus affermano che il governo sta imponendo una nuova censura</strong> mascherandola da rigore accademico.</p>
<p>«Penso che sia uno sforzo coordinato del governo cinese per controllare la narrazione e dipingerla come se l&#8217;epidemia non avesse avuto origine in Cina», ha detto alla <em>CNN</em> un ricercatore anonimo.</p>
<h4>«E non credo che tollereranno qualsiasi studio oggettivo che indaga sull&#8217;origine di questa malattia».</h4>
<p>Le nuove restrizioni hanno confuso molto i ricercatori. Alcuni hanno ipotizzato che il governo sia alle prese con una maggiore sensibilità su un argomento controverso. Altri hanno notato che<strong> hanno dovuto sempre sottoporsi a diversi giri di controlli per pubblicare i loro lavori su riviste prestigiose</strong>.</p>
<p>«Non sorprende che il governo cerchi di controllare la ricerca scientifica correlata in modo che i risultati non mettano in discussione la propria narrativa sull&#8217;origine del virus e la risposta del governo alla crisi», ha detto alla <em>CNN</em> Yanzhong Huang, ricercatore sulla salute globale presso il Council on Foreign Relations di Washington.</p>
<p>«Il pericolo è che quando la ricerca scientifica è soggetta ai bisogni dei potenti», ha aggiunto Huang, «indebolisce ulteriormente la credibilità della narrativa del governo, rendendo più convincenti le accuse di sottostima e disinformazione».</p>
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		<title>Nonne sub che aiutano gli scienziati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2019 21:57:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mare]]></category>
		<category><![CDATA[nonne]]></category>
		<category><![CDATA[ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[scuba]]></category>
		<category><![CDATA[serpente di mare]]></category>
		<category><![CDATA[snorkeling]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[Sette signore amanti dello snorkeling condividono le loro osservazioni con dei ricercatori per favorire la documentazione circa un velenoso serpente di mare Per più di un decennio, una coppia di scienziati ha ricercato il piccolo e innocuo serpente marino dalla testa di tartaruga (Emydocephalus annulatus) nella Nuova Caledonia del Pacifico sud-occidentale. Mentre i due ricercatori [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38675" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_sub_nonne.jpg" alt="" width="788" height="467" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_sub_nonne.jpg 788w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_sub_nonne-300x178.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_sub_nonne-768x455.jpg 768w" sizes="(max-width: 788px) 100vw, 788px" /></p>
<p>Sette signore amanti dello snorkeling condividono le loro osservazioni con dei ricercatori per favorire la documentazione circa un velenoso serpente di mare</p>
<p>  <span id="more-38676"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Per più di un decennio, una coppia di scienziati ha ricercato il piccolo e innocuo serpente marino dalla testa di tartaruga (<a href="https://www.ecoseven.net/(https:/en.wikipedia.org/wiki/Emydocephalus_annulatus)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Emydocephalus annulatus</a>) nella Nuova Caledonia del Pacifico sud-occidentale.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre i due ricercatori procedevano in questa ricerca, sono incorsi in ben sei osservazioni di un&#8217;altra specie: una creatura velenosa lunga un metro e mezzo e conosciuta come il serpente marino maggiore (<a href="https://www.ecoseven.net/(https:/en.wikipedia.org/wiki/Disteira_major)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hydrophis major</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2013, gli scienziati – la dottoressa Claire Goiran dell&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net/(https:/unc.nc/)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Università della Nuova Caledonia </a>e il professor Rick Shine dell&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net/(https:/www.mq.edu.au/)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Università australiana di Macquarie</a>&nbsp;– hanno deciso di dare un&#8217;occhiata più da vicino a questo serpente letale, ma hanno scoperto che trovarlo non era così semplice – tanto che, anche se sapevano esattamente cosa dovevano cercare, nel giro di 36 mesi sono riusciti a osservarlo solo 10 volte.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio per questo hanno deciso di rivolgersi alle «Fantastic grandmothers», ovvero un gruppo di sette nonne che praticano lo snorkeling e che, tutte tra i sessanta e i settanta anni, hanno offerto la loro assistenza agli scienziati.</p>
<p style="text-align: justify;">Praticando snorkeling in questo famoso luogo che si chiama Baie des citrons, hanno potuto fare delle fotografie che hanno dato molte informazioni agli scienziati riguardo al serpente di mare, facendogli scoprire di aver sottovalutato la presenza di questi animali nella baia.</p>
<p style="text-align: justify;">In un <a href="https://www.ecoseven.net/(https:/esajournals.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/ecs2.2877)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">articolo</a> pubblicato sulla rivista Ecosphere gli scienziati spiegano quello che hanno scoperto riguardo al serprento e rivelano che, grazie alle magnifiche sette, sono stati in grado di concludere che ci sono più di 249 esemplari nella baia.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Serve ancora dirlo? Sì: il riscaldamento globale è colpa nostra</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/serve-ancora-dirlo-si-il-riscaldamento-globale-e-colpa-nostra/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2019 08:26:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento temperature]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacciai]]></category>
		<category><![CDATA[ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Surriscaldamento globale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il consenso scientifico sui cambiamenti climatici raggiunge l’apice: secondo il 99% degli scienziati è colpa dell&#8217;uomo I ricercatori hanno pubblicato tre ulteriori studi a conferma della tesi che il cambiamento climatico esiste. E non solo: il 99% di loro ha raggiunto la stessa conclusione, ovvero che il surriscaldamento globale è reale e causato dall&#8217;attività umana [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" class=" size-full wp-image-38088" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Cambiamenti_climatici.jpg" alt="" class="caption" title="Gli effetti dei cambiamenti climatici " width="797" height="454" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Cambiamenti_climatici.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Cambiamenti_climatici-300x171.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Cambiamenti_climatici-768x437.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" />
<p>Il consenso scientifico sui cambiamenti climatici raggiunge l’apice: secondo il 99% degli scienziati è colpa dell&#8217;uomo</p>
<p>  <span id="more-38089"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno pubblicato tre ulteriori studi a conferma della tesi che il cambiamento climatico esiste. E non solo: il 99% di loro ha raggiunto la stessa conclusione, ovvero che il surriscaldamento globale è reale e causato dall&#8217;attività umana – con risultati che mostrano che il riscaldamento attuale non ha precedenti rispetto agli ultimi 2000 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se la maggior parte del negazionismo è sostenuto dalla politica o dalle aziende, e non dalla scienza, comunque continuano a essere fatte ricerche per sottolineare quanto sia preoccupante la situazione globale e per riconfermare che tutte le prove indicano che il cambiamento climatico esiste, nella speranza che l&#8217;opinione pubblica non si lasci condizionare.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ultimi tre studi (ecco: <a href="https://www.nature.com/articles/s41586-019-1401-2" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il primo</a>, <a href="https://www.nature.com/articles/s41561-019-0402-y" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il secondo</a>&nbsp;e <a href="https://www.nature.com/articles/s41561-019-0400-0" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il terzo</a>) sono stati pubblicati sulle riviste <em>Nature</em> e <em>Nature Geoscience</em> e raccontano come i picchi di temperatura negli ultimi decenni sono stati i più drammatici degli ultimi due millenni e che, anche se ci sono stati altri tipi di cambiamenti di temperatura, come i notevoli abbassamenti durante la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Piccola_era_glaciale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Piccola Era Glaciale</a>&nbsp;o simili, questi non hanno mai riguardato tutto il pianeta. Solo quando la responsabilità è passata dalle eruzioni vulcaniche alle dinamiche umane, si è raggiunto l&#8217;impatto record che ora imperversa in tutto il globo. Della delicata questione dell&#8217;aumento delle temperature e dello scioglimento dei ghiacciai, ne avevamo già parlato <a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/temperatura-record-in-antartide-17-5-gradi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui</a> su Ecoseven.</p>
<p style="text-align: justify;">Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno usato dati raccolti da prove su alberi, ghiaccio e sedimenti, che mostrano che i cambiamenti climatici non sono mai stati così gravi come adesso.</p>
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		<item>
		<title>Agopuntura: funziona davvero?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/agopuntura-funziona-davvero/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jun 2018 07:38:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[agopuntura]]></category>
		<category><![CDATA[ricerche]]></category>
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					<description><![CDATA[Potresti aver sentito molte dicerie sull’agopuntura. Facciamo chiarezza. Vi è mai capitato di sentire qualcuno dire, in metro o in tram, che l’agopuntura non funziona? Il 99% delle persone che lo afferma non l’ha mai sperimentata. Si tratta di un’affermazione nata dal fatto che i medici di base, fatta eccezione per alcune regioni dov’è persino [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36455" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_agopunturauno.jpg" alt="" width="800" height="404" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_agopunturauno.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_agopunturauno-300x152.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_agopunturauno-768x388.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Potresti aver sentito molte dicerie sull’agopuntura. Facciamo chiarezza.</p>
<p>  <span id="more-36456"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Vi è mai capitato di sentire qualcuno dire, in metro o in tram, che l’agopuntura non funziona? Il 99% delle persone che lo afferma non l’ha mai sperimentata. Si tratta di un’affermazione nata dal fatto che i medici di base, fatta eccezione per alcune regioni dov’è persino passata dalla mutua, non la prescrivono.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.minneapolis.va.gov/features/20180306_Opioid_study_JAMA.asp" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Secondo uno studio condotto dai ricercatori della Minneapolis VA</a>, pubblicato sul Journal of the American Medical Association, i farmaci oppiacei non funzionano meglio di quelli non oppiacei sul dolore. Gli stessi autori, tra l’altro, hanno affermato che le migliori soluzioni per il dolore cronico sono l’esercizio e la terapia fisica.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda l’agopuntura, i ricercatori canadesi hanno scoperto che si tratta di un mezzo sicuro per alleviare il dolore al collo; altri, che si tratta di un metodo efficace per il mal di schiena cronico, problema per il quale la medicina ha già affermato che <a href="https://www.ecoseven.net//?p=33275" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gli antinfiammatori sono quasi inutili</a>. Inoltre, secondo uno studio recente, sembra essere un metodo efficace nel tunnel carpale, <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4431843/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nella gestione del travaglio e nella paralisi di Bell</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3962314/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Uno studio pubblicato sul Chinese Medical Journal</a> ha dimostrato che, nelle ore successive al cesareo, le donne trattate con agopuntura o elettroagopuntura presentavano un dolore significativamente inferiore rispetto a quelle trattate con un placebo.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>I bevitori forti sono più a rischio di demenza</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ecoseven/i-bevitori-forti-sono-piu-a-rischio-di-demenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2018 09:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[alcool]]></category>
		<category><![CDATA[demenza]]></category>
		<category><![CDATA[ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[rischi]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[I mali legati al consumo di alcolici includono anche la demenza, lo suggerisce un nuovo studio I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre un milione di adulti in Francia a cui era stata diagnosticata la demenza tra il 2008 e il 2013. Hanno scoperto che il bere cronico e continuo era un importante fattore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35696" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_Alcol.jpg" alt="" width="800" height="493" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Alcol.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Alcol-300x185.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Alcol-768x473.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>I mali legati al consumo di alcolici includono anche la demenza, lo suggerisce un nuovo studio</p>
<p>  <span id="more-35697"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre un milione di adulti in Francia a cui era stata diagnosticata la demenza tra il 2008 e il 2013. Hanno scoperto che il bere cronico e continuo era un importante fattore di rischio per tutti i vari tipi di demenza, ma specialmente per la demenza precoce. Nel complesso, l&#8217;abuso di alcol è stato associato a un rischio tre volte maggiore per la demenza. L&#8217;alcol era un fattore rilevante nel 57% dei 57.000 casi di demenza con esordio precoce, che è la demenza che si sviluppa prima dei 65 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati dello studio, pubblicato sulla rivista «<a href="http://www.thelancet.com/journals/lanpub/article/PIIS2468-2667(18)30022-7/fulltext?elsca1=tlpr" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The Lancelet Public Health</a>»,&nbsp;suggeriscono che lo screening e il trattamento dell&#8217;abuso di alcol potrebbero ridurre il rischio di demenza quando è correlata all&#8217;alcol.</p>
<p style="text-align: justify;">«Il legame tra demenza e disturbi dell&#8217;uso di alcol ha bisogno di ulteriori ricerche, ma è probabilmente il risultato dell&#8217;alcol che porta a danni permanenti strutturali e funzionali al cervello. I disturbi legati all&#8217;uso di alcol aumentano anche il rischio di pressione alta, diabete, ictus, fibrillazione atriale e insufficienza cardiaca, che a loro volta possono aumentare il rischio di demenza vascolare», ha detto l&#8217;autore principale dello studio, il dottor Michael Schwarzinger in un comunicato stampa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi numeri hanno colpito molto perché i disturbi da consumo di alcol, per quanto sempre messi nel conto delle nostre azioni «responsabili» di un&#8217;eventuale demenza, non avevano mai dimostrato di esserlo così tanto. Questo porta a fare una seria riflessioni su alcune azioni che pensiamo non possano avere altre conseguenze sulla nostra salute, se non per un hang over da gestire o qualche mal di testa. Dobbiamo essere più attenti e lungimiranti e anche le istituzioni dovrebbero aiutarci a farlo, muovendosi in questo senso con misure – tassazioni e limitazioni – che possono portare a dissuaderci dall&#8217;abuso di alcol.</p>
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			</item>
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		<title>E se i batteri piovessero da cielo?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/e-se-i-batteri-piovessero-da-cielo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2018 12:29:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Batteri]]></category>
		<category><![CDATA[cielo]]></category>
		<category><![CDATA[ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuove ricerche suggeriscono che germi e batteri stanno cadendo dal cielo Come se non dovessimo già essere molto preoccupati per il resto, arrivano nuove ricerche a darci altri pensieri: a quanto pare, virus e batteri ci piovono sulla testa direttamente dal cielo. Gli scienziati riferiscono che un gran numero di tutti i tipi di germi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35601" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/02/images_batterio.jpg" alt="" width="800" height="443" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_batterio.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_batterio-300x166.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_batterio-768x425.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Nuove ricerche suggeriscono che germi e batteri stanno cadendo dal cielo</p>
<p>  <span id="more-35602"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Come se non dovessimo già essere molto preoccupati per il resto, arrivano nuove ricerche a darci altri pensieri: a quanto pare, virus e batteri ci piovono sulla testa direttamente dal cielo. Gli scienziati riferiscono che un gran numero di tutti i tipi di germi che sono presenti in circolazione, in realtà, cadono dall&#8217;atmosfera terrestre e quindi, un virus che ci arriva addosso potrebbe aver viaggiato da un altro continente per arrivare a noi.</p>
<p style="text-align: justify;">I germi vengono travolti dalla polvere del suolo e dagli spruzzi del mare mescolandosi al resto, in un&#8217;area chiamata troposfera libera, che si trova sopra i sistemi meteorologici ma sotto la stratosfera dove volano gli aerei. A quell&#8217;altezza, virus e batteri possono essere trasportati per migliaia di chilometri prima di ricadere sulla superficie terrestre ed è con questo meccanismo che arrivano a noi germi provenienti da ogni parte del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo <a href="https://www.nature.com/articles/s41396-017-0042-4" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, pubblicato di recente su «International Society for Microbial Ecology Journal», racconta che ogni giorno vengono depositati oltre 800 milioni di virus per metro quadrato sopra lo strato limite del pianeta e che i tassi di deposito per i virus sono da 9 a 461 volte maggiori rispetto a quelli dei batteri.</p>
<p style="text-align: justify;">«Circa 20 anni fa, abbiamo iniziato a trovare virus geneticamente simili che si verificano in ambienti molto diversi in tutto il mondo», ha detto il coautore senior dello studio, Curtis Suttle, virologo presso la <a href="https://www.ubc.ca/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">University of British Columbia</a>&nbsp;di Vancouver, in un comunicato stampa universitario. «Questa preponderanza di virus a lungo soggiorno che viaggiano nell&#8217;atmosfera probabilmente ne spiega il perché – è abbastanza probabile che un virus venga trasportato nell&#8217;atmosfera di un continente e depositato su un altro».</p>
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		<title>La barba è antigienica o ci difende dai batteri?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/la-barba-e-anti-igienica-o-ci-difende-dai-batteri/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2016 10:48:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[barba]]></category>
		<category><![CDATA[Batteri]]></category>
		<category><![CDATA[igiene]]></category>
		<category><![CDATA[ricerche]]></category>
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					<description><![CDATA[La barba è tornata di moda e gli ultimi studi non sono concordi sul suo ruolo dal punto di vista igienico Negli ultimi anni la barba è tornata di moda e si vedono sempre più uomini che la portano a tutte le età, anche se tra i giovani è particolarmente popolare. Secondo alcuni la barba [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30530" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/01/images_igallery_resized_ambientetest_Barba-17548-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>La barba è tornata di moda e gli ultimi studi non sono concordi sul suo ruolo dal punto di vista igienico</p>
<p>  <span id="more-30531"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Negli ultimi anni la barba è tornata di moda e si vedono sempre più uomini che la portano a tutte le età, anche se tra i giovani è particolarmente popolare.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Secondo alcuni la barba può facilitare le irritazioni e può nascondere milioni di batteri. Ad esempio uno studio condotto ad Albuquerque, negli Stati Uniti, su molti uomini barbuti ha rivelato che<a href="https://www.ecoseven.net//?p=25786" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> alcune barbe contenevano un livello di sporcizia allarmante.</a> </span></p>
<p>Si tratta di alcuni casi particolarmente sfortunati o la barba può diventare un coacervo di batteri?</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Ma ci sono studi che sono giunti a conclusioni molto diverse. <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24746610" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ad esempio questo, pubblicato dal Journal of Hospital Infection.</a></span></p>
<p>I ricercatori hanno passato un tampone sulle facce di 408 lavoratori di un ospedale, alcuni avevano la barba e altri ovviamente no.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Come si sa, gli ospedali sono un luogo dove si rischia di contrarre infezioni, quindi dei luoghi a rischio. E, a dispetto di quello che si poteva pensare, i soggetti più a rischio di contrarre infezioni erano quelli rasati, non coloro che sfoggiavano lunghe barbe.</span></p>
<p>Vi state chiedendo perché? <span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">I barbuti sono risultati più protetti rispetto allo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA), un batterio pericoloso e, come spiega il nome, resistente a molti antibiotici. </span></p>
<p>Il perché di questo risultato non è certo. I ricercatori pensano che sia dovuto alle micro abrasioni che si causano sulla pelle quando ci si rade. Queste renderebbero coloro che si fanno la barba frequentemente più esposti ai batteri.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Cosa hanno cercato su Google gli italiani nel 2015? La classifica</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/cosa-hanno-cercato-su-google-gli-italiani-nel-2015-la-classifica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2015 15:46:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco le parole più cercate nel web durante l&#8217;anno che si sta per concludere Quest&#8217;anno è iniziato con la tragica scomparsa di Pino Daniele, il celebre cantautore napoletano, e proprio lui è stato il nome più cercato su Google in questo 2015. Si trova al primo posto sia nella categoria &#8216;parole emergenti&#8217; che in quella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30074" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/12/images_igallery_resized_ambientetest_Pino_daniele-17313-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Ecco le parole più cercate nel web durante l&#8217;anno che si sta per concludere</p>
<p>  <span id="more-30075"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Quest&#8217;anno è iniziato con la tragica scomparsa di Pino Daniele, il celebre cantautore napoletano, e proprio lui è stato il nome più cercato su Google in questo 2015. Si trova al primo posto sia nella categoria &#8216;parole emergenti&#8217; che in quella &#8216;personaggi&#8217;.</span></p>
<p>A seguire troviamo due programmi televisivi, Grande Fratello e isola dei Famosi e in quarta posizione Parigi, per i tragici eventi di novembre. Immancabile Sanremo e a seguire uno dei film più discussi: 50 Sfumature di grigio. In settima posizione compare Miss Italia, in ottava l&#8217;Expo e a chiudere troviamo Charlie Hebdo e Valentino Rossi.</p>
<p><strong>Di seguito tutte le classifiche delle varie categorie</strong></p>
<h2>Parole emergenti</h2>
<p>1. Pino Daniele</p>
<p>2. Grande Fratello</p>
<p>3. Isola dei Famosi</p>
<p>4. Parigi</p>
<p>5. Sanremo 2015</p>
<p>6. 50 sfumature di grigio</p>
<p>7. Miss Italia 2015</p>
<p>8. Expo</p>
<p>9. Charlie Hebdo</p>
<p>10. Valentino Rossi</p>
<p> </p>
<h2>Personaggi emergenti</h2>
<p>1. Pino Daniele</p>
<p>2. Valentino Rossi</p>
<p>3. Sergio Mattarella</p>
<p>4. Laura Antonelli</p>
<p>5. Maria Grazia Capulli</p>
<p>6. Rocco Siffredi</p>
<p>7. Monica Scattini</p>
<p>8. Gabriel Garko</p>
<p>9. Alice Sabatini</p>
<p>10. Pietro Mennea</p>
<p> </p>
<h2>Mete di vacanza emergenti</h2>
<p>1. Follonica</p>
<p>2. Capo Verde</p>
<p>3. Palinuro</p>
<p>4. Creta</p>
<p>5. Bordighera</p>
<p>6. Napoli</p>
<p>7. Lido di Camaiore</p>
<p>8. Ponza</p>
<p>9. Numana</p>
<p>10. Tenerife</p>
<p> </p>
<h2>Perché emergenti</h2>
<p>1. Io leggo perché</p>
<p>2. No expo</p>
<p>3. 21 colpi di cannone</p>
<p>4. Si chiama patto del Nazareno</p>
<p>5. Perché hai due papà</p>
<p>6. La Grecia è in crisi</p>
<p>7. La luna è rossa</p>
<p>8. Si chiamano le Donatella</p>
<p>9. Cristian e Virginia si sono lasciati</p>
<p>10. Marino si è dimesso</p>
<p> </p>
<h2>Ricette emergenti</h2>
<p>1. Marmellata di fichi</p>
<p>2. Sex on the beach</p>
<p>3. Marmellata di ciliegie</p>
<p>4. Sospiri</p>
<p>5. Angel food cake</p>
<p>6. Pastiera napoletana</p>
<p>7. Dorayaki</p>
<p>8. Chiacchiere</p>
<p>9. Amatriciana</p>
<p>10. Nutellotti</p>
<p> </p>
<h2>Biglietti emergenti</h2>
<p>1. Expo</p>
<p>2. Lotteria Italia 2015</p>
<p>3. Finale Champions League</p>
<p>4. Juventus &#8211; Real Madrid</p>
<p>5. Inter &#8211; Milan</p>
<p>6. Juventus &#8211; Monaco</p>
<p>7. Finale Coppa Italia 2015</p>
<p>8. Inter &#8211; Juve</p>
<p>9. Ema 2015</p>
<p>10. Foo Fighters Cesena</p>
<p> </p>
<h2>Parole emergenti associate a 2015</h2>
<p>1. Miss italia 2015</p>
<p>2. Amici 2015</p>
<p>3. Oscar 2015</p>
<p>4. Isola dei famosi 2015</p>
<p>5. Lotteria Italia 2015</p>
<p>6. Tour de France 2015</p>
<p>7. Europei basket 2015</p>
<p>8. Festa della mamma 2015</p>
<p>9. Vuelta 2015</p>
<p>10. US open 2015</p>
<p> </p>
<h2>Cosa significa emergenti</h2>
<p>1. Gender</p>
<p>2. Transgender</p>
<p>3. Isis</p>
<p>4. Je suis Charlie</p>
<p>5. Codice tributo 3918</p>
<p>6. Suburra</p>
<p>7. Tbt</p>
<p>8. Grexit</p>
<p>9. Bae </p>
<p>10. Giubileo</p>
<p> </p>
<h2>Come fare emergenti</h2>
<p>1. le olive in salamoia</p>
<p>2. fattura elettronica</p>
<p>3. il gorgonzola in casa</p>
<p>4. chiamate con whatsapp</p>
<p>5. il pesto alla genovese in casa</p>
<p>6. i braccialetti con gli elastici</p>
<p>7. il nodo della cravatta</p>
<p>8. innamorare un uomo</p>
<p>9. i marron glace</p>
<p>10. i risvoltini</p>
<p> </p>
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		<title>Biofilm batterici sotto la lente di ingrandimento degli scienziati</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/biofilm-batterici-sotto-la-lente-di-ingrandimento-degli-scienziati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jul 2012 03:07:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Batteri]]></category>
		<category><![CDATA[biofilm]]></category>
		<category><![CDATA[patine batteri]]></category>
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		<category><![CDATA[studio biofilm]]></category>
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					<description><![CDATA[Il biofilm e’ una ‘comunità di microrganismi’ che vive e si riproduce su qualsiasi superficie in contatto con l’acqua e, in alcuni casi, può generare fenomeni dannosi per l’ambiente Avete mai sentito parlare di biofilm? Non è qualcosa da guardare in tv ovviamente, anche se, in un certo senso, è ‘osservabile’ e presente dentro di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-7416" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/07/images_igallery_resized_ambientetest_biofilm-5321-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il biofilm e’ una ‘comunità di microrganismi’ che vive e si riproduce su qualsiasi superficie in contatto con l’acqua e, in alcuni casi, può generare fenomeni dannosi per l’ambiente</p>
<p>  <span id="more-7417"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Avete mai sentito parlare di <strong>biofilm</strong>? Non è qualcosa da guardare in tv ovviamente, anche se, in un certo senso, è ‘osservabile’ e presente dentro di noi e, in generale, in qualsiasi ambiente acquatico. In pratica si tratta di particolari comunità di microrganismi (tra cui batteri, protozoi e funghi) talmente ben strutturati da formare delle sottilissime pellicole trasparenti e gelatinose che aderiscono alle superfici “umide” in grado di ospitarle: da una carie dentaria, al fondale di un <strong><a href="http://viaggiare.ecoseven.net/itinerari/percorsi-natura-il-lago-di-garda-tra-storia-e-natura" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lago</a></strong>, di un fiume o di un mare e in tutte quelle zone dove siano presenti anche solo poche tracce di acqua. Nonostante le sue notevoli caratteristiche di adattamento, il biofilm non viene ritenuto pericoloso o dannoso per la salute dell’uomo o dell’ambiente nel caso lo “strato pellicolare” rimanga estremamente sottile e coinvolga le specie batteriche più comuni. Diversamente, se lo strato aumentasse di molto la sua “massa”, con il coinvolgimento di varie specie batteriche e fungine, il biofilm sarebbe in grado di generare dei fenomeni dannosi, soprattutto in ambito tecnologico e ambientale.</p>
<p class="MsoNormal">Quest’ultimo aspetto del<strong> biofilm</strong> in particolare coinvolge ad esempio il settore navale, che generalmente identifica il biofilm come un deposito indesiderato di origine biologica (solitamente ammassato sulla carena delle imbarcazioni) in grado di corrodere e danneggiare seriamente qualsiasi materiale metallico. Per evitare che questa pericolosa sedimentazione si attacchi alla “corazza delle <a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/mare-goletta-verde-difende-le-coste-italiane" target="_blank" rel="noopener noreferrer">navi</a>”, vengono utilizzate abitualmente delle grandi quantità di sostanze chimiche tossiche (biocidi) che creano però un forte impatto sull&#8217;ambiente marino con il quale vengono a contatto. Tra le ricerche condotte per evitare proprio questo tipo di inquinamento, una delle più interessanti ha riguardato lo sviluppo del biosensore “Alvim” <a href="http://www.alvimcleantech.com/cms/" target="_blank" rel="noopener">http://www.alvimcleantech.com/cms/</a>, (ideato ad inizio 2012 da un gruppo di ricercatori dell&#8217;Istituto di Scienze Marine “Ismar” del CNR) in grado di fornire in tempo reale un accurato monitoraggio della presenza e lo sviluppo del biofilm nelle navi, permettendo in questo modo di ottimizzare i trattamenti di pulizia, evitando sprechi ed inutili immissioni tossiche nell’ambiente acquatico.</p>
<p class="MsoNormal">Alcuni studiosi del<strong> biofilm</strong>, della University of California di Berkeley e della Harvard University di Cambridge, hanno invece presentato i risultati di un nuovo metodo di osservazione ad altissima precisione (i dati sono stati pubblicati da qualche giorno sulla rivista “Science”) che chiariscono come nasce e si forma il biofilm. In particolare, attraverso un microscopio ottico a “super-risoluzione” (che permette un’analisi diretta ad altissima precisione dei campioni biologici in esame) sono state osservate le singole fasi di formazione del biofilm dalla sua “nascita” fino al suo “completamento”. Ciò permetterà di capire fino in fondo i “meccanismi evolutivi” di questa pellicola organica, consentendo di sviluppare “contromisure” più efficaci e meno impattanti per limitare la sua “pericolosità”.</p>
<p class="MsoNormal">(ml)</p>
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