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	<title>resilienza &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>I robot devono avere paura della morte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Dec 2019 20:37:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo gli scienziati, per migliorare le prestazioni dei robot, bisogna fargli temere costantemente la fine Secondo le ricerche dei neuroscienziati dell&#8217;Università della California del Sud, i robot hanno bisogno di uno stimolo per lavorare meglio, quindi quello che suggeriscono di fare è programmarli per temere la morte. Il ricercatore capo di questa ricerca, Antonio Damasio, [&#8230;]]]></description>
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<h2>Secondo gli scienziati, per migliorare le prestazioni dei robot, bisogna fargli temere costantemente la fine</h2>
<p>  <span id="more-38799"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Secondo le ricerche dei neuroscienziati dell&#8217;Università della California del Sud, i robot hanno bisogno di uno stimolo per lavorare meglio, quindi quello che suggeriscono di fare è programmarli per temere la morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ricercatore capo di questa ricerca, Antonio Damasio, un luminare nel campo dell&#8217;intelligenza e del cervello, e il ricercatore Kingson Man suggeriscono che il modo di creare robot resilienti non è renderli impenetrabilmente forti, ma piuttosto renderli vulnerabili, al fine di introdurre idee come la moderazione e la strategia di autoconservazione. In questo modo, si otterranno scelte migliori una produttività maggiorata.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo finale, secondo l&#8217;<a href="https://www.nature.com/articles/s42256-019-0103-7" target="_blank" rel="noopener noreferrer">articolo</a>&nbsp;redatto da questi due ricercatori e pubblicato su Nature Machine Intelligence, è quello di costruire robot e sistemi di intelligenza artificiale in grado di valutare il proprio comportamento e in questo senso, apprendere che le loro stesse azioni potrebbero portarli alla loro morte: in questo modo, possono imparare – come facciamo noi mortali – a esercitare moderazione quando è appropriato.</p>
<p style="text-align: justify;">Le conseguenze di questa metodologia sono quelle che possiamo immaginare: sentimenti simulati, o almeno qualunque sia l&#8217;equivalente robotico dei nostri sentimenti – che ci permetterebbe, finalmente, di condividere con i nostri aiutanti meccanici quell&#8217;incubo esistenziale che è la mortalità e commiserarci insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, la paura della morte potrebbe davvero essere un importante tassello di crescita lungo la strada che porta alla «vera» intelligenza artificiale: una maniera innovativa con cui materiali e computer sempre più complessi potrebbero portare le macchine verso di noi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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