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	<title>regioni &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>“Dopo siccità e roghi, fermare la caccia”, l’appello di Verdi e Lipu</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Sep 2017 09:21:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
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					<description><![CDATA[Non è il caso di riaprire la stagione venatoria dopo i disastri ambientali di quest&#8217;estate Le Regioni hanno consentito le pre-aperture della stagione venatoria, ma l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) lo aveva sconsigliato dopo le emergenze siccità e incendi che hanno già messo a dura prova la fauna del nostro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-34449" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_caccia.jpg" alt="" width="564" height="292" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_caccia.jpg 564w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_caccia-300x155.jpg 300w" sizes="(max-width: 564px) 100vw, 564px" /></p>
<p>Non è il caso di riaprire la stagione venatoria dopo i disastri ambientali di quest&#8217;estate</p>
<p>  <span id="more-34450"></span>  </p>
<p>Le Regioni hanno consentito le pre-aperture della stagione venatoria, ma l’<a href="http://www.isprambiente.gov.it/it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ispra</a> (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) lo aveva sconsigliato dopo le emergenze siccità e incendi che hanno già messo a dura prova la fauna del nostro Paese.</p>
<p>“È una cosa che va fermata: le istituzioni, il governo, il Ministero dell&#8217;Ambiente prendano posizione e intervengano con i poteri sostitutivi. Non è possibile, in questo momento in cui i Canadair ancora volano e la superficie bruciata è oltre i 125.000 ettari, consentire l&#8217;apertura della stagione venatoria, a partire addirittura da domani”. Lo ha detto il presidente nazionale della <a href="http://www.lipu.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lipu</a> (Lega italiana protezione uccelli), Fulvio Mamone Capria, nel corso di una conferenza stampa congiunta con i Verdi davanti a Montecitorio.</p>
<p>“Il fuoco in Italia ha distrutto ad oggi in Italia una superficie pari al Comune di Roma &#8211; ha spiegato il coordinatore nazionale dei <a href="http://verdi.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Verdi</a>, Angelo Bonelli -. A Roma nel mese di agosto abbiamo avuto la temperatura media più alta degli ultimi 40 anni, 31,1 gradi. Noi chiediamo al governo e al Ministero dell&#8217;Ambiente di sospendere l&#8217;attività venatoria: a fronte di una grave aggressione alla biodiversità, non si può consentire di cacciare. Inoltre chiediamo che la riforma Madia che ha messo a spasso 7000 forestali, che fanno di tutto salvo spegnere gli incendi, sia assolutamente rivista”.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Caccia, governo contro regioni per far rispettare regole europee</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/caccia-governo-contro-regioni-per-far-rispettare-regole-europee/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2016 11:03:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Serve un&#8217;azione del governo per far rispettare alle regioni le leggi a tutela degli uccelli  Arriva un brutto segnale dalle regioni italiane che sembrano non interessarsi delle regole europee sulla caccia. È dovuto intervenire il governo per ripristinare la legalità. Come spiega il WWF, sette regioni avevano stabilito nei propri calendari venatori la chiusura dell’attività [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-30516" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/01/images_igallery_resized_ambientetest_Caccia_in_Italia-17538-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Serve un&#8217;azione del governo per far rispettare alle regioni le leggi a tutela degli uccelli </p>
<p>  <span id="more-30517"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Arriva un brutto segnale dalle regioni italiane che sembrano non interessarsi delle regole europee sulla caccia. È dovuto intervenire il governo per ripristinare la legalità.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Come spiega il WWF, sette regioni avevano stabilito nei propri calendari venatori la chiusura dell’attività al 31 gennaio per tre specie migratrici: tordo  bottaccio, beccaccia e cesena. Ma per queste specie la caccia va chiusa inderogabilmente il 20 gennaio, come prevedono le regole europee a tutela della fauna  selvatica e della biodiversità.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Il motivo è semplice: queste specie si trovano ora già nella fase prenuziale o di riproduzione, periodi  in cui non vanno assolutamente cacciate.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Ecco le regioni incriminate: Toscana, Calabria, Liguria, Marche, Puglia, Lombardia e Umbria. Il governo in questo caso ha imposto lo stop al 20 gennaio 2016; così ha evitato di aggravare la già pesante procedura di infrazione avviata nei confronti dell’Italia dalla  Commissione europea (Eu-Pilot 6955/2014).</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">&#8216;Riteniamo sconcertante ed incomprensibile il persistere di molte regioni  italiane nel non  voler applicare le regole europee  sull’attività venatoria, sottoponendo così la fauna selvatica – che ricordiamo essere patrimonio europeo e internazionale, non proprietà  dei governi locali né tantomeno dei cacciatori &#8211;   ad una pericolosa diminuzione   a causa dell’eccessivo e sconsiderato prelievo venatorio e ad  una altrettanto pericolosa situazione di infrazione  con l’Europa che porta poi inevitabilmente a condanne, anche di ordine economico&#8217;, spiega il WWF.</span></p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=8753" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un buon esempio: Il Costa Rica impone il divieto di caccia, per custodire e conservare la biodiversità.</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Rifiuti: le multe Ue saranno pagate da Comuni e Regioni</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/rifiuti-le-multe-ue-saranno-pagate-da-comuni-e-regioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2015 08:05:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[galletti]]></category>
		<category><![CDATA[multe]]></category>
		<category><![CDATA[multe rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[regioni]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[Saranno le Regioni e i comuni a pagare le multe Ue sui rifiuti che potrebbero arrivare all&#8217;Italia    A pagare le multe Ue sui rifiuti saranno Regioni e Comuni. ‘Come immagine la paghiamo tutti la multa &#8211; osserva &#8211; ma come tasca la pagheranno solo i cittadini che hanno votato per quegli amministratori che li [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-25869" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/05/images_igallery_resized_ambientetest_th-15172-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Saranno le Regioni e i comuni a pagare le multe Ue sui rifiuti che potrebbero arrivare all&#8217;Italia </p>
<p>  <span id="more-25870"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">A pagare le multe Ue sui<a href="ambiente/rifiuti" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> rifiuti </a>saranno Regioni e Comuni. ‘Come immagine la paghiamo tutti la multa &#8211; osserva &#8211; ma come tasca la pagheranno solo i cittadini che hanno votato per quegli amministratori che li hanno portati in queste condizioni. Mi dispiace per loro’, ha affermato il ministro dell&#8217;Ambiente, Gian Luca Galletti, intervenendo a Roma alla presentazione del libro &#8216;La raccolta differenziata&#8217; di Daniele Fortini e Nadia Ramazzini.</p>
<p class="MsoNormal">‘Non è lo Stato che prende le multe &#8211; rileva Galletti &#8211; la responsabilità è in capo a Regioni e Comuni e sono loro che pagheranno. Nessuno pensi che quelle Regioni che hanno fatto gli impianti e si sono adeguate paghino anche per quelle che non lo hanno fatto’.</p>
<p class="MsoNormal">Diversa, invece, è la situazione per le discariche: per quanto riguarda ‘le discariche la situazione è più a macchia di leopardo’.</p>
<p class="MsoNormal">‘Io da ministro dell&#8217;Ambiente punto ad arrivare ad una raccolta differenziata al 100%. Questo è il mondo a cui tutti aspiriamo. Ma la realtà è diversa. In mezzo c&#8217;è una fase di transizione, nella quale dobbiamo capire bene cosa fare. La discarica è molto peggio dei termovalorizzatori’, sottolinea ancora il ministro.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">‘Se vogliamo arrivare a &#8216;discarica zero&#8217; serve un cambio culturale e anche della cultura industriale’, conclude Galletti.</p>
<p class="MsoNormal">gc </p>
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		<title>Rifiuti elettronici: la classifica delle regioni italiane che riciclano di più</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2015 09:51:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indefinita-2]]></category>
		<category><![CDATA[Ecodom]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[RAEE]]></category>
		<category><![CDATA[regioni]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti elettrici ed elettronici]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2014 abbiamo evitato l&#8217;immissione di 850 mila tonnellate di Co2 grazie alla corretta gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici Vecchi frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, computer, forni: ogni anno produciamo tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici. Se fossero abbandonati come &#8216;normali&#8217; rifiuti sarebbe un danno enorme per l&#8217;ambiente. Ecodom, il principale consorzio italiano per il recupero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-23253" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/01/images_igallery_resized_ambientetest_RAEE-13851-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Nel 2014 abbiamo evitato l&#8217;immissione di 850 mila tonnellate di Co2 grazie alla corretta gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici<br /></span></p>
<p>  <span id="more-23254"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Vecchi frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, computer, forni: ogni anno produciamo tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici. Se fossero abbandonati come &#8216;normali&#8217; rifiuti sarebbe un danno enorme per l&#8217;ambiente.<a href="http://www.ecodom.it/it-it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Ecodom</a>, il principale consorzio italiano per il recupero e il riciclaggio degli elettrodomestici, rende note le cifre del 2014: sono 75.900 le tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici raccolti e correttamente smaltiti. </span></p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">È un’attività che ha consentito il riciclo di ben 45.139 tonnellate di ferro, 2.166 tonnellate di alluminio, 1.775 tonnellate di rame e 7.839 tonnellate di plastica, evitando l’immissione in atmosfera di oltre 850.000 tonnellate di anidride carbonica.</span></p>
<p>Il trend è fortunatamente in crescita rispetto al 2013 di circa 6,8 punti percentuali. Alcune differenze si notano a seconda del materiale: </p>
<ul>
<li><span style="line-height: 1.3em;">+0,3% per il Raggruppamento R1 (che comprende frigoriferi e condizionatori)</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">+13,3% per R2 (lavatrici, lavastoviglie, cappe, forni, scalda-acqua), con 40.300 tonnellate</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">+2,7% per R4 (come piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica, apparecchi di illuminazione), con 500 tonnellate di RAEE trattate.</span></li>
</ul>
<p>E di fronte a questi dati l&#8217;ambiente sorride: oltre alla riduzione della quantità di Co2 immessa in atmosfera, le materie prime ottenute dal riciclo delle 75.900 tonnellate di elettrodomestici trattati quest’anno hanno consentito un risparmio di oltre 78.200.000 kWh di energia elettrica rispetto a quanto necessario per estrarre materiale &#8216;vergine&#8217;.</p>
<p>Di seguito la graduatoria completa delle regioni per RAEE gestiti da Ecodom nel 2014:</p>
<ol>
<li><span style="line-height: 1.3em;">Lombardia: con 15.821 tonnellate di RAEE gestiti (6.286 tonnellate di R1, 9.430 tonnellate di R2 e 105 tonnellate di R4), pari a 15.455.000 kWh di energia risparmiata e 154.400 tonnellate di CO2 non immesse nell’atmosfera;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">Toscana: con 7.798 tonnellate di RAEE gestiti (2.953 tonnellate di R1, 4.790 tonnellate di R2 e 55 tonnellate di R4), pari a 7.495.000 kWh di energia risparmiata e 72.660 tonnellate di CO2 non immesse nell’atmosfera;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">Veneto: con 7.551 tonnellate di RAEE gestiti (3.525 tonnellate di R1, 3.971 tonnellate di R2 e 55 tonnellate di R4), pari a 7.825.000 kWh di energia risparmiata e 86.500 tonnellate di CO2 non immesse nell’atmosfera;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">Emilia Romagna: con 7.407 tonnellate di RAEE gestiti (2.797 tonnellate di R1, 4.546 tonnellate di R2 e 64 tonnellate di R4), pari a 7.130.000 kWh di energia risparmiata e 68.710 tonnellate di CO2 non immesse nell’atmosfera;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">Piemonte: con 5.878 tonnellate di RAEE gestiti (3.043 tonnellate di R1, 2.790 tonnellate di R2 e 45 tonnellate di R4), pari a 6.345.000 kWh di energia risparmiata e 74.350 tonnellate di CO2 non immesse nell’atmosfera;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">Campania: con 4.481 tonnellate di RAEE gestiti (3.605 tonnellate di R1, 850 tonnellate di R2 e 26 tonnellate di R4), pari a 5.912.000 kWh di energia risparmiata e 87.760 tonnellate di CO2 non immesse nell’atmosfera;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">Lazio: con 4.114 tonnellate di RAEE gestiti (2.141 tonnellate di R1, 1.956 tonnellate di R2 e 17 tonnellate di R4), pari a 4.427.000 kWh di energia risparmiata e 52.440 tonnellate di CO2 non immesse nell’atmosfera;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">Sicilia: con 4.024 tonnellate di RAEE gestiti (1.818 tonnellate di R1, 2.205 tonnellate di R2 e 1 tonnellata di R4), pari a 4.064.000 kWh di energia risparmiata e 44.430 tonnellate di CO2 non immesse nell’atmosfera;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">Sardegna: con 3.444 tonnellate di RAEE gestiti (1.306 tonnellate di R1, 2.125 tonnellate di R2 e 13 tonnellate di R4), pari a 3.287.000 kWh di energia risparmiata e 32.100 tonnellate di CO2 non immesse nell’atmosfera;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">Liguria: con 3.183 tonnellate di RAEE gestiti (1.471 tonnellate di R1, 1.697 tonnellate di R2 e 15 tonnellate di R4), pari a 3.269.000 kWh di energia risparmiata e 35.890 tonnellate di CO2 non immesse nell’atmosfera;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">Trentino Alto Adige: con 2.131 tonnellate di RAEE gestiti (620 tonnellate di R1, 1.497 tonnellate di R2 e 14 tonnellate di R4), pari a 1.891.000 kWh di energia risparmiata e 15.300 tonnellate di CO2 non immesse nell’atmosfera;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">Puglia: con 1.930 tonnellate di RAEE gestiti (1.345 tonnellate di R1 e 585 tonnellate di R2), pari a 2.349.000 kWh di energia risparmiata e 32.780 tonnellate di CO2 non immesse nell’atmosfera;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">Marche: con 1.902 tonnellate di RAEE gestiti (943 tonnellate di R1, 934 tonnellate di R2 e 25 tonnellate di R4), pari a 2.036.000 kWh di energia risparmiata e 23.060 tonnellate di CO2 non immesse nell’atmosfera;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">Friuli- Venezia Giulia: con 1.831 tonnellate di RAEE gestiti (700 tonnellate di R1, 1.097 tonnellate di R2 e 34 tonnellate di R4), pari a 1.813.000 kWh di energia risparmiata e 17.230 tonnellate di CO2 non immesse nell’atmosfera;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">Calabria: con 1.474 tonnellate di RAEE gestiti (791 tonnellate di R1 e 683 tonnellate di R2), pari a 1.596.000 kWh di energia risparmiata e 19.380 tonnellate di CO2 non immesse nell’atmosfera;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">Umbria: con 1.106 tonnellate di RAEE gestiti (633 tonnellate di R1, 467 tonnellate di R2 e 6 tonnellate di R4), pari a 1.243.000 kWh di energia risparmiata e 15.470 tonnellate di CO2 non immesse nell’atmosfera;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">Abruzzo: con 1.056 tonnellate di RAEE gestiti (763 tonnellate di R1, 284 tonnellate di R2 e 9 tonnellate di R4), pari a 1.320.000 kWh di energia risparmiata e 18.470 tonnellate di CO2 non immesse nell’atmosfera;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">Valle d’Aosta: con 378 tonnellate di RAEE gestiti (81 tonnellate di R1, 285 tonnellate di R2 e 12 tonnellate di R4), pari a 328.000 di kWh energia risparmiata e 1.970 tonnellate di CO2 non immesse nell’atmosfera;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">Basilicata: con 211 tonnellate di RAEE gestiti (169 tonnellate di R1, 33 tonnellate di R2 e 9 tonnellate di R4), pari a 287.000 kWh di energia risparmiata e 4.040 tonnellate di CO2 non immesse nell’atmosfera;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">Molise: con 137 tonnellate di RAEE gestiti (72 tonnellate di R1 e 65 tonnellate di R2), pari a 151.000 kWh di energia risparmiata e 1.820 tonnellate di CO2 non immesse nell’atmosfera.</span></li>
</ol>
<p>Con i materiali recuperati negli ultimi dieci anni si potrebbero<a href="https://www.ecoseven.net//?p=22376" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> costruire 42 torri Eiffel</a>!</p>
<p>a.po</p>
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