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	<title>reddito &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Italia, Ocse: reddito e salute sopra la media</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2015 06:35:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[OCSE]]></category>
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					<description><![CDATA[Ocse:  In Italia, reddito e salute sopra la media, arrancano istruzione, occupazione, ambiente e soddisfazione personale   Una fotografia che in pochi si aspettavano e che, forse, in tanti criticheranno. E’ quella che emerge dai risultati del Better life Index realizzato dal &#8216;Ocse, in collaborazione con Expo 2015 di cui è partner ufficiale, lanciato anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-26082" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/05/images_igallery_resized_ambientetest_images-15277-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Ocse:  In Italia, reddito e salute sopra la media, arrancano istruzione, occupazione, ambiente e soddisfazione personale</p>
<p>  <span id="more-26083"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Una fotografia che in pochi si aspettavano e che, forse, in tanti criticheranno. E’ quella che emerge dai risultati del <a href="http://www.oecdbetterlifeindex.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Better life Index</a> realizzato dal &#8216;Ocse, in collaborazione con Expo 2015 di cui è partner ufficiale, lanciato anche in Italiano. In base alle risposte di oltre 3.600 persone, in Italia c’è equilibrio tra lavoro e vita, mentre reddito e salute sono sopra la media. Arrancano, invece istruzione, occupazione, ambiente e soddisfazione personale. La ricerca prende in considerazione 11 fattori benessere in 36 Paesi (quelli che fanno parte dell&#8217;Ocse più Brasile e Russia).</p>
<p>Nella classifica, l&#8217;Italia si posiziona al 13/mo posto nell&#8217;equilibrio lavoro-vita, al 14/mo nel reddito e al 17/mo nella salute.  Male, invece, in tutti gli altri campi: nelle relazioni sociali siamo in 21/ma posizione, nell&#8217;impegno civile in 23/ma, in abitazione e in sicurezza in 24/ma, in soddisfazione personale e in ambiente in 27/ma. Posizioni di retroguardia anche per occupazione (29) e istruzione (21).</p>
<p> </p>
<p>Non solo. La ricerca fornisce indicazioni anche sulle disparità tra le varie regioni nei diversi ambiti: particolarmente evidente la differenza che c&#8217;è tra il migliore (provincia di Bolzano che si trova nel 15% di testa tra tutte le regioni Ocse) e il peggiore (Campania, ultima) nell&#8217;occupazione. Ampie differenze regionali esistono anche in materia di sicurezza (ai poli opposti provincia di Trento e Calabria),<a href="https://www.ecoseven.net//?attachment_id=3" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> ambiente</a> (Sardegna la migliore, Lombardia la peggiore) e reddito (ancora provincia di Bolzano e Campania). Bene la salute, con 18 regioni sopra la media.</p>
<p>gc </p>
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		<title>L’auto di famiglia incide fino al 25% sul reddito</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/auto/l-auto-di-famiglia-incide-fino-al-25-sul-reddito/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Aug 2013 16:32:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[automobile]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Possedere una macchina ha un&#8217;incidenza sul reddito medio netto delle famiglie italiane quantificabile tra il 12% e il 25%      Tra manutenzione, assicurazione, parcheggi, pedaggi autostradali, un&#8217;automobile di media cilindrata costa a chi la possiede 4.556 euro l&#8217;anno, spesa che ha un&#8217;incidenza sul reddito medio netto delle famiglie italiane quantificabile tra il 12% e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-13403" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/08/images_igallery_resized_ambientetest_img1024_700_dettaglio2_immatricolazioni_auto-8770-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Possedere una macchina ha un&#8217;incidenza sul reddito medio netto delle famiglie italiane quantificabile tra il 12% e il 25% </p>
<p>  <span id="more-13404"></span>  </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Tra manutenzione, assicurazione, parcheggi, pedaggi autostradali, un&#8217;<a href="mobilita/auto"><strong>automobile</strong></a> di media cilindrata costa a chi la possiede 4.556 euro l&#8217;anno, spesa che ha un&#8217;incidenza sul reddito medio netto delle famiglie italiane quantificabile tra il 12% e il 25% (a seconda se si possiede una o più auto). A questi costi &#8216;diretti&#8217;, poi, bisogna aggiungere quelli &#8216;sanitari&#8217; tra incidenti stradali, effetti delle emissioni inquinanti e dell&#8217;inquinamento acustico derivanti dal traffico: 750 euro l&#8217;anno per ogni cittadino europeo. Calcolando tutto questo, il trasporto privato costa a una famiglia media italiana 17 volte in più rispetto a quello pubblico. Eppure l&#8217;Italia e&#8217; seconda solo al Lussemburgo per numero di autovetture private: 606 per ogni 1000 abitanti.</p>
<p>Sono alcuni dati dell&#8217;<strong>Osservatorio Eurispes sulla <a href="https://www.ecoseven.net//?p=4">Mobilità e i Trasporti</a></strong> che sono stati presentati ieri al Meeting di Rimini. Dati che parlano di costi importanti in tempi di crisi e che aprono la strada a un paradosso: &#8220;Ci preoccupiamo tanto dell&#8217;Imu, ma ci sfugge completamente l&#8217;incidenza sull&#8217;economia familiare che hanno i costi della non gestione dei trasporti in Italia&#8221;, commenta all&#8217;Adnkronos Carlo Tosti, direttore dell&#8217;Osservatorio. Urgente correre ai ripari e mettere in campo politiche concrete e realizzabili in tempi brevi, in grado di sciogliere il nodo della mobilità, valorizzando il trasporto pubblico privato a discapito di quello privato, soprattutto quando si parla di grandi aree metropolitane.</p>
<p>Sulle grandi aree metropolitane si e&#8217; concentrato lo studio dell&#8217;<strong>Osservatorio Eurispes</strong> che confluirà nel Libro Bianco che sarà presentato a dicembre, con un&#8217;anteprima il 28 ottobre a Milano in occasione di Citytech. </p>
<p>L&#8217;Osservatorio ha analizzato il fenomeno della rapida estensione geografica di alcune città che in Italia riguarda 9 realtà: Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Torino, Roma e Venezia. &#8220;Queste nove aree sono rappresentative del 35% del Pil nazionale &#8211; spiega Tosti &#8211; qui insistono i 13 maggiori nodi ferroviari, il 60% dei passeggeri degli scali aeroportuali, il 33% delle banche, oltre il 40% degli atenei. Su queste aree metropolitane &#8211; sottolinea &#8211; e&#8217; urgente avviare una forte, rapida e decisa politica di trasporti di merci e persone&#8221;.</p>
<p>Secondo i dati dell&#8217;<strong>Osservatorio Eurispes su Mobilità e Trasporti</strong>, se mediamente in Europa si trasporta tra il 14% e il 16% delle merci per via ferroviaria, questa percentuale in Italia scende vertiginosamente al 4,75% e resta forte l&#8217;incidenza del trasporto su gomma (69,34%); la via marittima si attesta sul 25,87% mentre l&#8217;incidenza del trasporto aereo si ferma al di sotto dell&#8217;1%.</p>
<p>Insomma, tutta una progettualità da rifare, per quanto riguarda il <strong>trasporto</strong>, di persone e cose. &#8220;Fino ad oggi non ci sono stati progetti veri e propri e questo lo abbiamo pagato con risultati lontani dalle aspettative &#8211; aggiunge Tosti &#8211; spesso gli operatori non riescono a soddisfare le esigenze territoriali per la mancata realizzazione di investimenti ma anche per la disordinata e non regolata cresita dei centri urbani&#8221;.</p>
<p>La sfida, è dunque quella di realizzare progetti in grado di far passare le grandi aree urbane dalla predilizione per il trasporto privato a quello collettivo, &#8220;una rivoluzione copernicava dei <strong>trasporti</strong>&#8221; secondo Tosti che preveda attenzione all&#8217;intermodalità, alla mobilità soft (dalle aree pedonali alle piste ciclabili), all&#8217;infomobilità e agli &#8216;investimenti in scenari di crisi&#8217;, e cioè: &#8220;al posto degli investimenti faraonici che non hanno copertura finanziaria ne&#8217; certezza di tempi, oggi servono investimenti intelligenti in grado di generare risultati nel breve periodo per realizzare città a misura d&#8217;uomo&#8221;.</p>
<p>(gc)</p>
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		<title>La crisi economica nelle tasche degli italiani. Infografica</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/la-crisi-economica-nelle-tasche-degli-italiani-infografica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2013 12:21:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[italiani e crisi]]></category>
		<category><![CDATA[reddito]]></category>
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					<description><![CDATA[Numeri, cifre, andamenti della crisi economica per le famiglie italiane nell&#8217;infografica di Ecoseven.net. Come stiamo reagendo a questa difficoltà di sistema? Quali sono i numeri della crisi economica che incidono direttamente sulle tasche degli italiani? Quant&#8217;è il reddito medio di un italiano e di quanto è variato in quasi vent&#8217;anni?  E poi, con quali sentimenti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-12906" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/07/images_igallery_resized_ambientetest_crisi_economica_cipro_mercato_italia__1_-8516-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Numeri, cifre, andamenti della crisi economica per le famiglie italiane nell&#8217;infografica di Ecoseven.net. Come stiamo reagendo a questa difficoltà di sistema?</p>
<p>  <span id="more-12908"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Quali sono i numeri della </span><strong style="line-height: 1.3em;">crisi economica</strong><span style="line-height: 1.3em;"> che incidono direttamente sulle tasche degli italiani? Quant&#8217;è il reddito medio di un italiano e di quanto è variato in quasi vent&#8217;anni? </span></p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">E poi, con quali sentimenti stiamo vivendo questo periodo di <strong>crisi economica</strong>? Paura, rabbia, indifferenza, voglia di sfida, egoismo, rassegnazione, sono solo alcuni degli stati d&#8217;animo che gli italiani stanno vivendo.</span></p>
<p>Nell&#8217;infografica che vi proponiamo di seguito potrete verificare numeri e andamenti di tutti questi elementi.</p>
<p> <img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-12907" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/07/images_igallery_original_ambientetest_001-8515.png" border="0" width="700" height="2000" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" /></p>
<p> </p>
<p>(gc)</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;agricoltura del futuro e&#8217; sociale: promette lavoro, reddito e tutela dell&#8217;ambiente</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/l-agricoltura-del-futuro-e-sociale-promette-lavoro-reddito-e-tutela-dell-ambiente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 09:41:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>
		<category><![CDATA[Inea]]></category>
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		<category><![CDATA[sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[In Italia sono 365 le aziende che fanno parte ufficialmente della rete soldiale. Ma sono oltre 3000 i disabili che sono inseriti nel mondo del lavoro. E 4000 coloro ch usufruiscono dei servizi offerti Agricoltura come settore multifunzionale che fa da trait-d&#8217;union tra il concetto di produzione, di tutela ambientale e di sostegno solidale. &#200; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-4268" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/12/images_igallery_resized_enogastronomia_agricoltura_568-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>In Italia sono 365 le aziende che fanno parte ufficialmente della rete soldiale. Ma sono oltre 3000 i disabili che sono inseriti nel mondo del lavoro. E 4000 coloro ch usufruiscono dei servizi offerti</p>
<p> <span id="more-4269"></span>  </p>
<p>Agricoltura come settore multifunzionale che fa da trait-d&rsquo;union tra  il concetto di produzione, di tutela ambientale e di sostegno solidale.  &Egrave; l&rsquo;agricoltura sociale, forte in paesi come Olanda, Germania e Gran  Bretagna, che unisce l&rsquo;utile sociale all&rsquo;utile economico. Anche perch&eacute;  tutto questo, se messo in rete e supportato da un&rsquo;organizzazione  adeguata e risorse sufficienti, si trasforma in mercato.</p>
<p>In pratica  consente di valorizzare il settore primario e mobilizzare risorse ancora  inespresse promuovendo progetti che da un lato rappresentano servizi  per i pi&ugrave; svantaggiati, e dall&rsquo;altro rappresentano opportunit&agrave; di lavoro  per gli imprenditori. L&rsquo;istituto nazionale di economia agraria ha  condotto un&rsquo;indagine conoscitiva sul settore per sensibilizzare il mondo  politico ad approntare una normativa che possa garantire lo sviluppo in  Italia di Agricoltura sociale che oggi coinvolge ufficialmente solo 365  aziende agricole.</p>
<p>Anche attraverso fondi nazionali ed europei.  &ldquo;L&rsquo;agricoltura sociale &ndash; spiega il presidente della commissione  Agricoltura della Camera dei deputati Paolo Russo &ndash; coniuga  comportamenti etici e capacit&agrave; produttiva in un mix in grado di  valorizzare persone e specificit&agrave; territoriali&rdquo;. Oggi la Rete solidale  riunisce le aziende agricole che affiancano alla propria attivit&agrave;  principale legata alla produzione, progetti a sfondo sociale, che creano  occupazione per persone diversamente abili, ex detenuti, ragazzi delle  sezioni carcerarie minorili, ex tossicodipendenti, ed offrono servizi  (ippoterapia, riabilitazione) alle categorie pi&ugrave; deboli, come gli  anziani. In Italia oltre 3000 disabili sono inseriti lavorativamente  nelle fattorie sociali e 4000 persone usufruiscono dei loro servizi di  assistenza. Le produzioni interessate sono quelle biologiche, che  &quot;avvicinano&quot; alla natura chi lavora la terra.</p>
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