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	<title>record &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Mon, 01 Nov 2021 15:35:50 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La temperatura più fredda mai registrata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2021 07:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[freddo]]></category>
		<category><![CDATA[laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[record]]></category>
		<category><![CDATA[scienziati]]></category>
		<category><![CDATA[temperatura più fredda]]></category>
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					<description><![CDATA[Battuto il record in un laboratorio Nel difficile percorso di avvicinamento allo zero assoluto, un team di ricercatori tedeschi ha fatto un grande passo in avanti – anzi, vicino allo zero. Gli scienziati, infatti, hanno recentemente battuto il record per la temperatura più fredda mai misurata in un laboratorio, raggiungendo la temperatura agghiacciante di 38 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124699" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/flasks-606612_1280.jpg" alt="temperatura più fredda" width="800" height="532" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/flasks-606612_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/flasks-606612_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/flasks-606612_1280-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">Battuto il record in un laboratorio</h3>
<p><span id="more-124698"></span></p>
<p align="justify">Nel difficile percorso di avvicinamento allo zero assoluto, un team di ricercatori tedeschi ha fatto un grande passo in avanti – anzi, vicino allo zero. Gli scienziati, infatti, hanno recentemente battuto il record per la <strong>temperatura più fredda mai misurata in un laboratorio</strong>, raggiungendo la temperatura agghiacciante di 38 trilionesimi di grado sopra ai -273,15 Celsius (la temperatura più bassa raggiungibile teoricamente).</p>
<p align="justify">Secondo quanto riportato da <a href="https://www.livescience.com/coldest-temperature-ever" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Live Science</a>, il team stava studiando le proprietà quantistiche di un cosiddetto quinto stato della materia: il condensato di Bose-Einstein (BEC), un derivato del gas che esiste solo in condizioni di ultrafreddo.</p>
<h4 align="justify">Come sappiamo, la temperatura è una misura della vibrazione molecolare: più un insieme di molecole si muove, maggiore è la temperatura collettiva.</h4>
<p align="justify"><strong>Lo zero assoluto, quindi, è il punto in cui si ferma tutto il movimento molecolare</strong> – meno 273,15 gradi C, appunto, o 0 gradi Kelvin nella scala Kelvin, la scala appositamente sviluppata per raccontare le temperature estremamente fredde.</p>
<p align="justify">In questo esperimento da record, gli scienziati hanno intrappolato una nuvola di circa 100.000 atomi di rubidio gassoso in un campo magnetico all&#8217;interno di una camera a vuoto. Quindi, hanno raffreddato la camera verso il basso, a circa <strong>2 miliardesimi di grado Celsius sopra lo zero assoluto,</strong> che sarebbe stato di per sé un record mondiale. Ma poi non si sono fermati e, nel tentativo di imitare le condizioni dello spazio profondo, hanno portato la loro configurazione alla torre di caduta di Brema dell&#8217;Agenzia spaziale europea e hanno lanciato la camera a vuoto in una caduta libera che ha consentito al BEC di fluttuare senza inibizione per gravità, rallentando rallentato il movimento molecolare degli atomi di rubidio fino quasi a zero.</p>
<p align="justify">Il <strong>BEC risultante è rimasto a 38 picokelvin, ovvero 38 trilionesimi di Kelvin, per circa 2 secondi</strong>, stabilendo &#8220;un record assoluto negativo&#8221;, ha riferito il team in un articolo pubblicato su <a href="https://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/PhysRevLett.127.100401" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Physical Review Letters</a>.</p>
<p align="justify">I ricercatori dello studio hanno affermato che, in teoria, potrebbero sostenere questa temperatura fino a 17 secondi in condizioni veramente senza peso, come nello spazio.</p>
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		<title>Poco, troppo poco ghiaccio al Polo Nord</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/poco-troppo-poco-ghiaccio-al-polo-nord/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 May 2018 08:31:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacci]]></category>
		<category><![CDATA[Polo Nord]]></category>
		<category><![CDATA[record]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ghiaccio del mare di Bering è arrivato a un livello di record&#160; negativo, quest&#8217;anno, che non raggiungeva dal 1979 Il livello del ghiaccio del Mar glaciale Artico è davvero basso, ma non è il solo, anche quello del Mare di Bering&#160;lo è: secondo il National Snow and Ice Data Center (NSIDC), il ghiaccio di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36355" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/05/images_polonordrecord.jpg" alt="" width="797" height="403" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_polonordrecord.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_polonordrecord-300x152.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_polonordrecord-768x388.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<p>Il ghiaccio del mare di Bering è arrivato a un livello di record&nbsp; negativo, quest&#8217;anno, che non raggiungeva dal 1979</p>
<p>  <span id="more-36356"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il livello del ghiaccio del Mar glaciale Artico è davvero basso, ma non è il solo, anche quello del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mare_di_Bering" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mare di Bering</a>&nbsp;lo è: secondo il National Snow and Ice Data Center (<a href="https://nsidc.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">NSIDC</a>), il ghiaccio di questo mare posizionato a sud dell&#8217;Alaska (e connesso con il Mar glaciale Artico da uno stretto) è al livello più basso che sia mai stato registrato dal 1979.</p>
<p style="text-align: justify;">Come <a href="https://twitter.com/AlaskaWx/status/997094015978885120" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha scritto su Twitter</a> il meteorologo Rick Thoman, il livello del ghiaccio del Mare di Bering è il 5% di quello che dovrebbe essere normalmente a metà maggio: «non rimane quasi più nulla, tranne il ghiaccio vicino alle spiagge nelle aree protette». <br /><a href="http://nsidc.org/arcticseaicenews/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">NSIDC</a>&nbsp;ha spiegato che, già ad aprile, il ghiaccio del Mare glaciale Artico copriva un&#8217;area di 980.000 chilometri quadrati in meno della media a cui si è attestato dal 1981 al 2010 e che una situazione simile si era già verificata nel 2016.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel Mare di Bering, il livello del ghiaccio ha iniziato a scendere a febbraio, quando invece sarebbe dovuto salire, poi è aumentato leggermente a marzo, ma alla fine ha proceduto verso il tracollo totale ad aprile. Colpa degli oceani caldi, certo, che hanno portato le temperature della sua superficie a livelli record e poiché le acque calde sono difficili da congelare, questo ha innescato (e innesca) un meccanismo ancora più complesso da scardinare per la formazione del ghiaccio – che, infatti, latita.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo ha tutta una serie di conseguenze, con infiltrazioni di acqua che scongelano in anticipo anche altri ghiacciai e il sempre maggiore aumento sia delle temperature dell&#8217;oceano che di quelle della Terra – senza contare il via a fenomeni come l&#8217;erosione delle coste, le grandi tempeste e le onde.<br />Una situazione molto preoccupante se si pensa, oltretutto, che ci sono ancora altri 4 mesi di caldo davanti a noi.</p>
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		<title>La stella più lontana mai vista</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/la-stella-piu-lontana-mai-vista/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2018 08:23:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[record]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<category><![CDATA[stella]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli astronomi individuano una stella a 9 miliardi di anni luce di distanza dalla Terra Grazie a un evento cosmico causale, gli scienziati sono riusciti a vedere una stella che altrimenti sarebbe rimasta sconosciuta a causa della grandissima distanza che la divide dalla Terra – ben 9 miliardi di anni luce. Un articolo&#160;pubblicato sulla rivista [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36065" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_stellapiulontana.jpg" alt="" width="798" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_stellapiulontana.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_stellapiulontana-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_stellapiulontana-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p>Gli astronomi individuano una stella a 9 miliardi di anni luce di distanza dalla Terra</p>
<p>  <span id="more-36066"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a un evento cosmico causale, gli scienziati sono riusciti a vedere una stella che altrimenti sarebbe rimasta sconosciuta a causa della grandissima distanza che la divide dalla Terra – ben 9 miliardi di anni luce.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.nature.com/articles/s41550-018-0430-3" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un articolo</a>&nbsp;pubblicato sulla rivista «Nature Astronomy» racconta la scoperta di questa stella, denominata MACS J1149 Lensed Star 1 o, più semplicemnte, Icarus. Tutto è stato possibile grazie a un particolare evento, chiamato <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anello_di_Einstein" target="_blank" rel="noopener noreferrer">anello di Einstein</a>, che ha generato la deformazione della luce proveniente dalla stella in modo che la si potesse individuare: quello che è successo è che il passaggio di un oggetto di grandi dimensioni ha piegato lo spaziotempo generando una lente gravitazionale che si è allineata con la stella e con l&#8217;osservatore dando modo alla luce della stella di mostrarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;autore principale dello studio stava guardando le immagini di una supernova registrate dal telescopio spaziale Hubble della Nasa quando si è accorto di questa luce intensa che mostrava che molto lontano un oggetto era stato ingrandito grazie all&#8217;ammasso galattico. Così è stata scoperta Icarus, una stella di tipo B – ovvero, come spesso viene chiamata a causa del colore che irradia, un supergigante blu –, una stella più calda, più massiccia e più luminosa del nostro sole – eppure, se non fosse stato per il fenomeno cosmico di ingrandimento non saremmo comunque riusciti a vederla.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa scoperta, oltre a segnare l&#8217;evento davvero incredibile di aver individuato per la prima volta una stella così lontana, segna anche il primato di aver individuato una stella singola e stabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli astronomi hanno detto che l&#8217;evento potrebbe ripetersi, offrendogli l&#8217;opportunità di vedere Icarus qualche altra volta nei prossimi anni.</p>
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		<item>
		<title>Il primato delle fragole in materia di pesticidi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/il-primato-delle-fragole-in-materia-di-pesticidi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2018 07:56:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[fragole]]></category>
		<category><![CDATA[pesticidi]]></category>
		<category><![CDATA[record]]></category>
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					<description><![CDATA[Ancora una volta le fragole sono prime nella classifica americana «Dirty Dozen», che valuta in quale frutta e verdura vengono trovate le maggiori percentuali di pesticidi «Dirty dozen» vuol dire «sporca dozzina», è così che si chiama la lista che, ogni anno, viene pubblicata dall&#8217;Environmental Working Group (EWG) per denunciare gli alimenti che contengono più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36033" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_fragole_chimica.jpg" alt="" width="798" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_fragole_chimica.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_fragole_chimica-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_fragole_chimica-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p>Ancora una volta le fragole sono prime nella classifica americana «Dirty Dozen», che valuta in quale frutta e verdura vengono trovate le maggiori percentuali di pesticidi</p>
<p>  <span id="more-36034"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">«Dirty dozen» vuol dire «sporca dozzina», è così che si chiama la lista che, ogni anno, viene pubblicata dall&#8217;Environmental Working Group (<a href="https://www.ewg.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">EWG</a>) per denunciare gli alimenti che contengono più pesticidi.</p>
<p style="text-align: justify;">La EWG è un&#8217;organizzazione senza scopo di lucro che si occupa di salute umana e ambiente e che anche quest&#8217;anno ha raccontato come più del 98% dei campioni di fragole aveva residui di almeno un pesticida – un singolo campione è stato trovato con tracce di almeno 20 diversi pesticidi. Non è una novità che le fragole siano in testa visto che i dodici alimenti non cambiano molto di anno in anno. Infatti il «Dirty dozen» di quest&#8217;anno include gli stessi 12 tipi di frutta e verdura che erano presenti nell&#8217;elenco dell&#8217;anno scorso: fragole, spinaci, pesche nettarine, mele, uva, pesche, ciliegie, pere, pomodori, sedano, patate, peperoni dolci – in ordine decrescente di presenza di pesticidi. </p>
<p style="text-align: justify;">La EWG, inoltre, pubblica anche il rapporto dei «Clean 15», ovvero i prodotti in cui è meno probabile che troviamo residui di pesticidi. Anche in questo caso la lista è quasi identica a quella dell&#8217;anno scorso, a parte l&#8217;uscita di scena del pompelmo che ha lasciato l&#8217;ultimo spazio della classifica ai broccoli. In ordine decrescente di «pulizia», gli alimenti sono: avocado, mais dolce, ananas, cavolo, cipolle, piselli dolci, papaia, asparago, mango, melanzana, melone verde, kiwi, melone di Cantalupo, cavolfiore e broccoli.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori di EWG creano queste classifiche sulla base dei test di laboratorio effettuati dalla FDA e sul Pesticide Testing Program del Dipartimento dell&#8217;Agricoltura degli Stati Uniti. L&#8217;analisi per il 2018 includeva quasi 39.000 campioni, in cui sono stati riscontrati 230 diversi pesticidi e prodotti per la degradazione dei pesticidi.<br />Anche se questa classifica riguarda alimenti che stanno dall&#8217;altra parte dell&#8217;Oceano Atlantico, ci ricorda quanto sia importante lavare sempre tutti i prodotti che mangiamo: anche se l&#8217;acqua non eliminerà del tutto i residui di pesticidi, aiuterà di certo a ridurre virus e batteri sui prodotti.</p>
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		<title>L&#8217;ittiosauro più grande del mondo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/l-ittiosauro-piu-grande-del-mondo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2018 13:18:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[dinosauro]]></category>
		<category><![CDATA[Fossile]]></category>
		<category><![CDATA[ittiosauro]]></category>
		<category><![CDATA[record]]></category>
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					<description><![CDATA[Scoperto un enorme fossile di ittiosauro vissuto 205 milioni di anni fa Nel sud-ovest del Regno Unito, è stato trovato un fossile di un ittiosauro&#160;che potrebbe davvero essere il più grande animale di questa specie mai trovato. Si tratta della mandibola di un ittiosauro di 205 milioni di anni, vissuto, secondo i risultati dello studio&#160;pubblicati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35997" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_dinosaurotrovato.jpg" alt="" width="799" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_dinosaurotrovato.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_dinosaurotrovato-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_dinosaurotrovato-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Scoperto un enorme fossile di ittiosauro vissuto 205 milioni di anni fa</p>
<p>  <span id="more-35998"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Nel sud-ovest del Regno Unito, è stato trovato un fossile di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ichthyosauria" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un ittiosauro</a>&nbsp;che potrebbe davvero essere il più grande animale di questa specie mai trovato. Si tratta della mandibola di un ittiosauro di 205 milioni di anni, vissuto, secondo i risultati dello <a href="http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0194742" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>&nbsp;pubblicati sulla rivista «PLOS», più o meno intorno al periodo dell&#8217;estinzione del tardo Triassico-Giurassico.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Gli esperti hanno stimato che il corpo dell&#8217;ittiosauro fosse lungo circa 25 metri e hanno spiegato che le ossa isolate e frammentarie, proprio a causa delle grandi dimensioni di questi esemplari vissuti durante quel periodo, possono essere facilmente scambiate per quelle dei dinosauri – come è successo in passato. </p>
<p style="text-align: justify;">Si è potuto osservare che l&#8217;osso ritrovato faceva parte della mascella inferiore di un ittiosauro gigante grazie alla possibilità di averlo potuto confrontare con altri esemplari – incluso il più grande ittiosauro mai conosciuto, lo shastasauride <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Shonisauru" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Shonisaurus sikanniensis</a>, che era lungo circa 21 metri. Essendo partiti da un pezzo di mascella, gli esperti hanno dovuto usare un fattore di scala per capire le dimensioni dell&#8217;ittiosauro e hanno scoperto che era circa il 25% percento più grande dello Shonisaurus.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ittiosauri erano rettili marini, molto simili ai delfini come aspetto, ma comunque appartenenti alla classe delle «lucertole». Si è scoperto, grazie a ritrovamenti precedenti, che a differenza dei dinosauri erano capaci di dare alla luce piccoli già formati con un vero e proprio «parto» e non con una deposizione di uova. Non si può dire con precisione a quale gruppo di vertebrati moderni siano parenti: alcuni ricercatori hanno suggerito che potrebbero essere stati un ramo dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Diapsida" target="_blank" rel="noopener noreferrer">diapsidi</a>, vertebrati tetrapodi che comprendono dinosauri, uccelli, pterosauri e altro ancora; altri ricercatori dicono che sono gli antenati delle tartarughe marine.</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso, questa è stata una scoperta davvero notevole, «gigante» in più di un aspetto.</p>
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		<title>Il più grande dinosauro del mondo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/il-piu-grande-dinosauro-del-mondo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2018 08:43:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[dinosauri]]></category>
		<category><![CDATA[dinosauro]]></category>
		<category><![CDATA[gigante]]></category>
		<category><![CDATA[record]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono state ritrovate in Scozia le impronte di un antico sauropoda che risulta avere un record di grandezza tra i dinosauri Sono a dozzine le orme che sono state ritrovate in Scozia e che sono state riconosciute come appartenenti ad antichi sauropodi,&#160;una specie di dinosauri che gli scienziati ritengono possa essere la più grande di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35952" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_dinosaur-novita.jpg" alt="" width="799" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_dinosaur-novita.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_dinosaur-novita-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_dinosaur-novita-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Sono state ritrovate in Scozia le impronte di un antico sauropoda che risulta avere un record di grandezza tra i dinosauri</p>
<p>  <span id="more-35953"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Sono a dozzine le orme che sono state ritrovate in Scozia e che sono state riconosciute come appartenenti ad antichi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sauropoda" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sauropodi</a>,&nbsp;una specie di dinosauri che gli scienziati ritengono possa essere la più grande di sempre.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Queste impronte, vecchie di 170 milioni di anni, sono anche le più antiche mai scoperte in Scozia: sono state trovate in una laguna sull&#8217;isola di Skye, vicino a un gruppo di impronte di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Theropoda" target="_blank" rel="noopener noreferrer">teropodi</a>, i più antichi cugini del Tyrannosaurus Rex. Questo vuol dire che carnivori ed erbivori coabitavano negli stessi luoghi. </p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati ritengono che i sauropodi che hanno lasciato le impronte fossero lunghi almeno 15 metri e pesassero più di 10 tonnellate, mentre invece si pensa che i teropodi fossero alti almeno un metro e ottanta. In totale, i ricercatori hanno documentato circa 50 impronte nei pressi del Brothers&#8217; Point dell&#8217;isola di Skye, sulla penisola di Trotternish – un luogo umido e selvaggio che ha reso molto difficile per gli scienziati studiare le impronte sul posto e infatti ci sono stati molti sostegni per riuscire a farlo, tipo l&#8217;uso di droni che ha aiutato in particolare nella creazione di una mappa del sito di scavo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è la seconda volta che l&#8217;isola scozzese dimostra di essere una fonte di fossili di dinosauro: nonostante il suo ambiente difficile, il sito aveva già dato modo di trovare impronte di sauropodi, su rocce più vecchie, dimostrando la presenza di questa specie per un lasso di tempo più lungo rispetto a quello che ci si sarebbe aspettato.<br />Per chi volesse saperne di più, <a href="http://sjg.lyellcollection.org/content/early/2018/04/02/sjg2017-016" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lo studio</a>&nbsp;è stato pubblicato sulla rivista «Scottish Journal of Geology».</p>
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		<title>La lotta per il record di grandezza di una batteria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Mar 2018 11:10:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[australia]]></category>
		<category><![CDATA[batteria]]></category>
		<category><![CDATA[record]]></category>
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					<description><![CDATA[Un miliardario inglese vuole superare Elon Musk nella costruzione della più grande batteria del mondo Si chiama Sanjeev Gupta il miliardario britannico che sta costruendo la batteria più grande del mondo in Australia Meridionale, cercando di battere il record di Elon Musk – che è quello che detiene il titolo del progetto di batteria più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35795" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_batteria_gigante.jpg" alt="" width="800" height="499" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_batteria_gigante.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_batteria_gigante-300x187.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_batteria_gigante-768x479.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un miliardario inglese vuole superare Elon Musk nella costruzione della più grande batteria del mondo</p>
<p>  <span id="more-35796"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Si chiama Sanjeev Gupta il miliardario britannico che sta costruendo la batteria più grande del mondo in Australia Meridionale, cercando di battere il record di Elon Musk – che è quello che detiene il titolo del progetto di batteria più grande del mondo. Ed è proprio l&#8217;Australia del Sud, tra l&#8217;altro, a ospitare <a href="https://www.ecoseven.net//?p=35052" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tale gigantesca batteria</a>&nbsp;da 100 MW, che ha le dimensioni di un campo da calcio – e che è entrata in funzione lo scorso novembre. Gupta prevede di costruire una batteria da 120 MW e di farlo in un magazzino di Whyalla Steelworks, acquistato l&#8217;anno scorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo che una tempesta ha causato un incredibile blackout in tutto il Sud dell&#8217;Australia nel 2017, lo stato si è sentito spinto a trovare soluzioni che potessero proteggere la sua rete energetica dalle interruzioni future. È per questo che ha iniziato a investire nelle energie rinnovabili – e investirà 7,8 milioni di dollari nel progetto di Gupta. <br />Il magazzino <a href="http://www.simec.com/energy/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SIMEC ZEN Energy</a>&nbsp;sarà situato 300 Km nord di Adelaide, a Port Augusta. La <a href="http://www.gfgalliance.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">GFG Alliance</a>&nbsp;di Gupta ha acquistato l&#8217;anno scorso il colosso dalla Artium, un&#8217;azienda in difficoltà – di cui fa parte la Whyalla Steelworks.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre l&#8217;anno scorso, Elon Musk si era impegnato a costruire il suo impianto in Australia Meridionale in 100 giorni – o il progetto sarebbe stato gratuito. L&#8217;ha realizzato in soli 63 giorni. Ora che è in funzione, la batteria di Musk è collegata a un parco eolico gestito dalla società energetica <a href="https://www.neoen.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Neoen</a>&nbsp;e fornisce energia sufficiente per alimentare 8.000 case per 24 ore durante un blackout.<br />Non ci resta che aspettare per vedere come lavora la sua concorrenza e se Gupta riuscirà a prendersi il titolo di Musk.</p>
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		<title>12 cose spettacolari sulle sequoie giganti</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/12-cose-spettacolari-sulle-sequoie-giganti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2016 10:08:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[piante]]></category>
		<category><![CDATA[record]]></category>
		<category><![CDATA[sequoia]]></category>
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					<description><![CDATA[Le sequoie sono alberi che sembrano grattacieli: a parte questo, che altro sappiamo? Le Sequoiadendron giganteum&#160;sono gli alberi più grandi e antichi del mondo: ecco un po&#8217; di fatti davvero interessanti sul loro conto. 1. Possono vivere fino a 3000 anni.2. Possono avere rami con un diametro fino a 2,5 metri.3. Hanno esigenze climatiche molto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32818" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/11/images_153828648-d2de9b36-6d12-4aad-bd69-ac44ae95b8d7.jpg" alt="" width="600" height="339" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_153828648-d2de9b36-6d12-4aad-bd69-ac44ae95b8d7.jpg 600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_153828648-d2de9b36-6d12-4aad-bd69-ac44ae95b8d7-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Le sequoie sono alberi che sembrano grattacieli: a parte questo, che altro sappiamo?</p>
<p>  <span id="more-32819"></span>  </p>
<p>Le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sequoiadendron_giganteum" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sequoiadendron giganteum</a>&nbsp;sono gli alberi più grandi e antichi del mondo: ecco un po&#8217; di fatti davvero interessanti sul loro conto.</p>
<p>1. Possono vivere fino a 3000 anni.<br />2. Possono avere rami con un diametro fino a 2,5 metri.<br />3. Hanno esigenze climatiche molto particolari: crescono solamente in una fascia di poco più di 400 Km di un bosco di conifere sulle pendici occidentali delle montagne della Sierra Nevada, tra i 1500 e i 2100 metri di altitudine.<br />4. La loro corteccia può crescere fino a poco meno di un metro di spessore.<br />5. La più grande delle sequoie è alta come un edificio di 26 piani.<br />6. Alcuni sequoie giganti rare sono più alte di 90 metri, ma è la grandezza della circonferenza a distinguerle: di solito hanno più di 6 metri di diametro, ma possono arrivare fino a 10 – bisogna immaginare sei persone stese a terra una dopo l&#8217;altra per coprire questa larghezza.<br />7. L&#8217;albero più alto del mondo è Hyperion, una Sequoia sempervirens di 115,55 metri, mentre l&#8217;albero più grande del mondo per volume è Generale Sherman, una sequoia gigante, che ha 1487 metri cubi di volume.<br />8. Generale Sherman non è solo il più grande albero in vita, ma anche l&#8217;organismo vivente con il volume più grande sul pianeta: a 2.100 anni, pesa 1,2 milioni di Kg, è alto 83,80 metri ed ha una circonferenza a terra di 31,3 metri. Ha rami con più di 2 metri di diametro. <br />9. Le sequoie giganti sono la terza specie arborea più longeva: prima di loro in classifica ci sono solo i pini (che sono la specie più antica con i loro 5.000 anni di storia) e i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fitzroya_cupressoides" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cipressi della Patagonia</a><br />10. Sono incredibilmente resistenti: resistono al marcire dei funghi e ai coleotteri xilofagi; la loro corteccia resiste persino alla fiamma. Essi devono tutta questa forza alla presenza di acidi tannici.<br />11. Le sequoie giganti si riproducono solo da semi che a volte rimangono nelle pigne per 20 anni. Gli incendi boschivi contribuiscono ad aprire le pigne che poi riescono a germogliare sul suolo nudo e bruciato. <br />12. Il successo riproduttivo di questi grandi alberi è incredibile: ogni albero deve produrre solo un erede nel corso della sua vita lunga migliaia di anni per far sì che la specie persista.</p>
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		<title>Un miliardo di persone su Facebook lo stesso giorno: è record</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2015 11:54:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[record]]></category>
		<category><![CDATA[zuckerberg]]></category>
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					<description><![CDATA[Record di accessi giornalieri per il social network: abbattuta la barriera del miliardo di utenti Lunedì 24 agosto un abitante della terra ogni sette si è connesso a Facebook. È la prima volta che così tante persone usano lo stesso giorno una piattaforma web. Si può proprio parlare di globalizzazione. Esulta il fondatore del social [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-28340" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/08/images_igallery_resized_ambientetest_facebook-16415-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Record di accessi giornalieri per il social network: abbattuta la barriera del miliardo di utenti</p>
<p>  <span id="more-28341"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Lunedì 24 agosto un abitante della terra ogni sette si è connesso a Facebook. È la prima volta che così tante persone usano lo stesso giorno una piattaforma web. Si può proprio parlare di globalizzazione. Esulta il fondatore del social network da 200 miliardi di dollari Mark Zuckerberg che ha rivoluzionato il modo di comunicare (per lo meno quello digitale) del genere umano.</span></p>
<p>Lunedì si sono connesse un miliardo di persone, ma gli iscritti sono di più: siamo sul miliardo e mezzo, anche se non tutti lo utilizzano ogni giorno.</p>
<p>&#8216;Mai avevamo raggiunto l&#8217;obiettivo di un miliardo in un giorno solo&#8217;, commenta Zuckerberg orgoglioso della continua crescita di Facebook: &#8216;Questo è solo l&#8217;inizio per connettere il mondo intero&#8217;.</p>
<p>Prosegue poi il fondatore del social network: &#8216;un mondo più aperto e connesso è un mondo migliore, porta ad una economia più forte con più opportunità e una società più forte che riflette i valori di tutti&#8217;. </p>
<p> </p>
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		<title>Shell Eco-marathon 2013: da Rotterdam ad Atene con un solo litro di carburante</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/news-mobilita/shell-eco-marathon-2013-da-rotterdam-ad-atene-con-un-solo-litro-di-carburante/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 May 2013 06:47:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Atene]]></category>
		<category><![CDATA[carburante]]></category>
		<category><![CDATA[record]]></category>
		<category><![CDATA[Rotterdam]]></category>
		<category><![CDATA[shell eco-marathon]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovi record sono stati raggiunti alla Shell Eco-marathon 2013, come percorrere la distanza che separa Rotterdam e Atene con un solo litro di carburante Mobilità sostenibile, nuovi record con veicoli progettati dagli studenti. Percorrere la distanza che separa Rotterdam e Atene con un solo litro di carburante: è questo il “successo” segnato, dopo tre giornate di gara sulle strade di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-12114" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/05/images_igallery_resized_ambientetest_atene-8047-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Nuovi record sono stati raggiunti alla Shell Eco-marathon 2013, come percorrere la distanza che separa Rotterdam e Atene con un solo litro di carburante</p>
<p>  <span id="more-12115"></span>  </p>
<p>Mobilità sostenibile, nuovi record con veicoli progettati dagli studenti. Percorrere la distanza che separa <a href="https://www.ecoseven.net//?p=8234"><strong>Rotterdam</strong></a> e <strong>Atene</strong> con un solo litro di carburante: è questo il “successo” segnato, dopo tre giornate di gara sulle strade di Rotterdam, in occasione della<strong> Shell Eco-marathon 2013</strong> che ha posto sul podio team provenienti da 9 paesi. Ben 183 team di studenti provenienti da 24 paesi si sono misurati su un circuito urbano con veicoli da loro progettati e realizzati, fissando cinque nuovi record. L&#8217;obiettivo era percorrere la maggiore distanza con l&#8217;equivalente di 1 kwh o di 1 litro di carburante. Non solo. L&#8217;edizione 2013 ha segnato anche il record di visitatori dello <strong>Shell Energy Lab</strong>, un &#8221;experience centre&#8221; per persone di tutte le eta&#8217; dedicato al futuro dell&#8217;energia, della tecnologia e della mobilita&#8217;. <br />Nella categoria Urban Concept, il team francese Poytech Nantes ha stabilito un nuovo record nella categoria &#8216;Battery Electric&#8217; con 145,7 km per kwh percorsi (41,7 km per kwh in piu&#8217; rispetto allo scorso anno), mentre il team tedesco Schluchtspecht proveniente dalla University of Applied Sciences Offenburg ha migliorato il record con 315,4 km/l. Nella categoria Prototipi, il team francese Scs Pasquet ha battuto il precedente record nella categoria &#8216;battery-electric&#8217; con il risultato di 1.224,1 km/kWh. Il team favorito, il francese Microjoule-La Joliverie, si e&#8217; posizionato ancora una volta in testa alla categoria prototipi alimentati a benzina percorrendo 2.980,3 km con un litro equivalente, cioe&#8217; la distanza che separa Rotterdam da Atene. <br />(g.cat.)</p>
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