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	<title>ravenna &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Patrimoni Unesco: 1996, Monumenti paleocristiani di Ravenna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2021 06:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
		<category><![CDATA[emilia romagna]]></category>
		<category><![CDATA[monumenti paleocristiani]]></category>
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		<category><![CDATA[patrimoni Unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia Ravenna, antica città d’arte e cultura, città del mosaico, testimone del suo ruolo nella storia, prima come capitale dell&#8217;Impero Romano d&#8217;Occidente nel 402 d.C., poi attraverso il V e il VI secolo, come residenza degli Ostrogoti di Teodorico,  ed in seguito capitale dell&#8217;Esarcato di Bisanzio in Italia. La [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103239" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/basilica-1949089_1280-e1621954987750.jpg" alt="monumenti paleocristiani a ravenna" width="800" height="600" /></h3>
<h3>Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia</h3>
<p><span id="more-103228"></span></p>
<p>Ravenna, antica città d’arte e cultura, città del mosaico, testimone del suo ruolo nella storia, prima come <strong>capitale dell&#8217;Impero Romano d&#8217;Occidente</strong> nel 402 d.C., poi attraverso il V e il VI secolo, come <strong>residenza degli Ostrogoti di Teodorico</strong>,  ed in seguito <strong>capitale dell&#8217;Esarcato di Bisanzio </strong>in Italia.</p>
<p>La magnificenza di quei periodi ha lasciato a Ravenna un’ eredità di opere che mostrano una grande abilità artistica ed una meravigliosa miscela di tradizione greco-romana, iconografia cristiana e stili orientali e occidentali.</p>
<h4>Sono proprio i monumenti paleocristiani di Ravenna ad essere divenuti un sito seriale annoverato tra i <a href="http://whc.unesco.org/en/list/788" target="_blank" rel="noopener noreferrer">patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel 1996</a>.</h4>
<p>La città conserva un complesso di <strong>otto monumenti</strong> tardo antichi unici al mondo per ricchezza e qualità artistica delle decorazioni.</p>
<p>Questi forniscono una notevole testimonianza delle relazioni e dei contatti artistici e religiosi di un importante periodo della storia culturale europea. Edifici di culto decorati con marmi pregiati, stucchi e mosaici, riflettono i principali eventi storici, politici e religiosi che hanno avuto luogo a Ravenna.</p>
<p>Al fine di comprendere lo straordinario valore della città dei Ravenna e dei suoi otto monumenti patrimonio dell’Umanità, è necessario conoscerli nel dettaglio.</p>
<p>A partire dal <strong>Mausoleo di Galla Placidia</strong>, una piccola costruzione in cotto che risale alla prima metà del V secolo, riccamente decorata all&#8217;interno con mosaici suggestivi su uno sfondo blu scuro che  riflettono la tradizione architettonica romana occidentale.</p>
<p>Questo mausoleo, molto simile alle grandi tombe monumentali pagane, é interamente rivestito all’interno dai simboli cristiani dell’immortalità e della vita eterna. La struttura e le immagini del mausoleo sono rievocative della vita e della morte della principessa imperiale Galla Placidia coinvolta nella storia dell’impero del padre Teodosio il Grande.</p>
<p>Il <strong>Battistero Neoniano</strong> risale al V secolo e costituisce un esempio raffinato e perfettamente conservato di battistero paleocristiano decorato con marmi intarsiati, stucchi e mosaici multicolori nella cupola. Il Battistero prende il nome dal vescovo Neone che fece decorare a mosaico tutta la cupola interna, arricchendola con meravigliosi stucchi che rappresentavano i profeti. Questi elementi di pregio, per perfezione musiva e conservazione monumentale, rendono il Battistero Neoniano uno dei più importanti dell’antichità cristiana.</p>
<p>Il <strong>Battistero degli Ariani</strong> fu costruito verso la fine del  V secolo, durante il periodo più splendente del regno dei Goti. Il Battistero presenta una pianta ottagonale  e conserva splendidi mosaici, tra cui il Battesimo di Cristo, e dettagli iconografici che riflettono i principi della fede ariana.</p>
<h4>Il <strong>Mausoleo di Teodorico</strong> è la più celebre costruzione funeraria degli Ostrogoti.</h4>
<p>Il misterioso edificio fu fatto realizzare dal re goto Teodorico nel 520 d.C. nei pressi della necropoli per farne il proprio sepolcro. Grande esempio di arte della tarda antichità, venne costruito con grandi blocchi di pietra d’Istria e si sviluppa su due piani, coperto da un unico grande masso tra i più grandi monoliti al mondo usato come cupola. Al piano superiore si presenta un grande sarcofago a vasca di porfido che probabilmente  conteneva le spoglie di Teodorico, rimosse durante il dominio bizantino.</p>
<p>La <strong>Cappella Arcivescovile</strong>, costruita verso la metà del 400 d.C., è l’unico monumento di natura ortodossa ad essere stato realizzato durante il regno di Teodorico.  Conosciuta anche come Cappella di Sant&#8217;Andrea, è l&#8217;antico oratorio dell&#8217;Episcopio ravennate,  e si presenta con una pianta a forma di croce, dotata di un vestibolo completamente marmoreo nella parte inferiore e ricco di mosaici di straordinaria unicità in quella superiore.</p>
<p>Nell’opera musiva dell’atrio risulta molto evidente il messaggio anti-ariano, che rappresenta il Cristo Guerriero, con la Croce sulla spalla, nell&#8217;atto di schiacciare le belve dell&#8217;eresia, atto di rivendicazione ideologica contro l&#8217;allora dominante governo politico dell&#8217;ariano Teodorico.</p>
<h4>Sempre sotto il regno di Teodorico, per la pratica del culto ariano, venne costruita la <strong>Basilica di Sant&#8217;Apollinare Nuovo.</strong></h4>
<p>Tra le Basiliche di Ravenna è quella più carica di storia, sintesi del regno ostrogoto di Teodorico e dell’impero di Giustiniano. Un monumento artisticamente sublime, i cui mosaici appartengono alla tradizione stilistica romana e allo stesso tempo mostrano il forte influsso bizantino.</p>
<p>La <strong>Basilica di San Vitale</strong>, invece, fu  iniziata sotto il dominio dei Goti nel 527, ma fu consacrata nel 548 sotto il dominio bizantino, nell’epoca di Giustiniano. La Basilica, a pianta ottagonale, rappresenta una delle più alte realizzazioni dell&#8217;architettura bizantina in Italia e combina elementi della tradizione occidentale e orientale. I mosaici rappresentano certamente il complesso musivo più importante dell’arte cristiana del periodo tardo-antico.</p>
<p>A cinque chilometri da Ravenna, fuori dalle mura dell’antico centro portuale, si presenta la <strong>Basilica di Sant’Apollinare in Classe</strong>, un edificio di culto del 549 tra i più illustri della chiesa ravvenate. L’imponente monumento si erge a dominare la pianura con le sue grandiose forme basilicali, il suo campanile cilindrico e  la spazialità degli interni.</p>
<p>Il centro di questa basilica ecclesiale è occupato da una delle più splendide manifestazioni divine dell’antichità cristiana, la grande trasfigurazione simbolica che occupa l’intero catino absidale in tessere di mosaico dove la croce della resurrezione emerge in posizione dominante.</p>
<p>Gli edifici paleocristiani di Ravenna sono testimonianze uniche dei contatti e degli sviluppi artistici in un periodo altamente significativo dello sviluppo culturale in Europa. Costituiscono una magnifica sintesi di arte e architettura religiosa e funeraria tra il V e il VI secolo d.C.</p>
<p>I mosaici sono tra i migliori esempi sopravvissuti di questa forma d&#8217;arte in Europa ed il loro notevole significato si riscontra nella fusione di motivi e tecniche occidentali e orientali.</p>
<h4>La particolare bellezza ed importanza di questi monumenti è stata una caratteristica che ha conferito a <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/ravenna-capitale-italiana-della-cultura-2015/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ravenna anche il titolo di capitale italiana della cultura nel 2015</a>.</h4>
<p>I <a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=26" target="_blank" rel="noopener noreferrer">monumenti paleocristiani di Ravenna</a>  rappresentano un capolavoro del genio creativo dell’uomo e mostrano un importante interscambio di valori umani, in un lungo arco temporale, sugli sviluppi dell’architettura e delle arti monumentali. In più sono una traccia unica di una civiltà scomparsa e costituiscono uno straordinario esempio di un insieme architettonico che illustra  importanti fasi nella storia umana.</p>
<p>L&#8217;autenticità degli otto monumenti che compongono questo sito è elevata, nonostante tutti abbiano subito varie modifiche nel corso dei secoli dalla loro costruzione originaria. Ma questi cambiamenti  hanno un loro intrinseco valore storico e come tali non incidono negativamente sulla loro autenticità complessiva.</p>
<h4>La proprietà seriale include tutti gli elementi necessari per dimostrare il suo eccezionale valore universale.</h4>
<p>Il gruppo di otto monumenti che costituisce il sito comprende gli esempi più rappresentativi dello sviluppo architettonico e artistico tra il V e il VI secolo d.C., in particolare per quanto riguarda l&#8217;arte musiva.</p>
<p>Proprio la tradizione culturale e la tecnica del mosaico, che svolgono un ruolo attivo nell&#8217;identità culturale della città, vengono mantenute vive attraverso una serie di attività volte a promuovere la conoscenza, la formazione, la conservazione e la valorizzazione dell&#8217;arte musiva.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>RAVENNA: Capitale Italiana della Cultura 2015</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2020 07:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
		<category><![CDATA[capitale culturale]]></category>
		<category><![CDATA[capitali d'Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Ravenna, la città del mosaico dal fascino mistico Una regione dalle autentiche tradizioni come l’Emilia Romagna presenta un luogo di particolare importanza. Ravenna, la città del mosaico a due passi dal mare Adriatico, è un centro antico colmo d’arte e cultura. Il considerevole valore storico ne caratterizza i suoi aspetti. Una città che per ben tre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-73524" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/mosaics-1669527_1280-e1606824436535.jpg" alt="ravenna" width="800" height="600" /></h3>
<h3>Ravenna, la città del mosaico dal fascino mistico</h3>
<p><span id="more-73517"></span></p>
<p>Una regione dalle autentiche tradizioni come l’<a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-l-emilia-romagna/">Emilia Romagna</a> presenta un luogo di particolare importanza. <strong>Ravenna</strong>, la città del mosaico a due passi dal mare Adriatico, è un centro antico colmo d’arte e cultura.</p>
<p>Il considerevole valore storico ne caratterizza i suoi aspetti. Una città che per ben tre volte è stata eletta capitale, prima dell&#8217;Impero Romano d&#8217;Occidente, poi del Regno ostrogoto sotto Teodorico, ed infine dell&#8217;Impero bizantino in Europa.</p>
<p>La magnificenza di quei periodi ha lasciato una grande eredità di monumenti e testimonianze culturali, diventati in seguito patrimoni dell’umanità, che vale sicuramente la pena visitare per la loro incredibile bellezza e unicità.</p>
<h4>A partire dalla <strong>Basilica di San Vitale</strong>, uno dei monumenti più importanti dell&#8217;arte paleocristiana in Italia, in particolar modo per i suoi incantevoli mosaici.</h4>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-73519" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/basilica-1949089_1280-e1606823064136.jpg" alt="" width="800" height="600" /></p>
<p>Una basilica a pianta ottagonale che fu finanziata da Giuliano Argentario su ordine del vescovo Ecclesio e consacrata nel 548 d.C. dall&#8217;arcivescovo Massimiano.</p>
<p>L&#8217;influenza orientale assume qui un ruolo dominante sia da un punto di vista architettonico, perché unisce elementi della tradizione orientale e occidentale, sia della decorazione musiva che illustra in modo chiaro l&#8217;ideologia e la religiosità del periodo imperiale di Giustiniano.</p>
<p>Appena entrati nella basilica di San Vitale si viene conquistati dagli alti spazi, dalle stupende decorazioni musive dell&#8217;abside e dagli affreschi barocchi della cupola. Nel presbiterio, su un lato del pavimento ottagonale, è rappresentato un labirinto. Le piccole frecce partono dal centro e attraversoun precorso tortuoso si dirigono verso il nucleo centrale della Basilica.</p>
<p>Il labirinto, nei primi anni della cristianità, era spesso usato come simbolo del peccato e del percorso da intraprendere verso la purificazione. Trovare la via d&#8217;uscita dal labirinto rappresentava un atto di rinascita. Una volta completato il percorso del labirinto del pavimento di San Vitale si possono alzare gli occhi verso l&#8217;altare e ammirare i mosaici, tra i più belli della cristianità.</p>
<h4>Una menzione importante merita la <strong>Basilica di Sant’Apollinare Nuovo</strong>, fatta costruire da Teodorico, re degli Ostrogoti, accanto al suo palazzo tra il 493 e il 526 d.C.</h4>
<p>In origine fu adibita a Chiesa palatina di culto ariano, ma dopo la riconquista bizantina e la consacrazione al culto ortodosso, a metà del VI secolo, fu intitolata a San Martino, vescovo di Tours.</p>
<p>Secondo la tradizione, la basilica assunse il suo nome attuale solo intorno al IX secolo dopo che vi furono traferite le reliquie di sant&#8217;Apollinare, primo vescovo di Ravenna, dall&#8217;omonima basilica di Classe per sottrarle al pericolo delle scorrerie dei pirati. In quell&#8217;occasione ricevette la sua intitolazione a Sant&#8217;Apollinare, detta &#8220;Nuovo&#8221; per distinguerla da un&#8217;altra chiesa dallo stesso nome presente in città.</p>
<p>La Basilica presenta una facciata timpanata, contornata da lesene e ricamata da una grande e larga bifora in marmo, sormontata da altre due piccolissime aperture, l&#8217;una a fianco dell&#8217;altra. In origine era racchiusa da un quadriportico, ma attualmente è preceduta da un semplice e armonioso portico di marmo del XVI secolo. Sul lato destro il bel campanile cilindrico in mattoni, caratteristico delle costruzioni ravennati, che risale al IX-X secolo.</p>
<p>Al suo interno si può ancora notare la meravigliosa decorazione musiva dell&#8217;antica costruzione che, dal punto vista stilistico, iconografico e ideologico consente di seguire l&#8217;evoluzione del mosaico parietale bizantino dall&#8217;età di Teodorico a quella di Giustiniano. Le 26 scene sulla natura e la vita di Cristo, risalenti al periodo di Teodorico, rappresentano il più grande ciclo monumentale del Nuovo Testamento e il più antico fra quelli realizzati a mosaico.</p>
<h4>La <strong>Basilica di Sant’Apollinare in Classe</strong>, invece, si presenta maestosa e solenne a pochi chilometri dal centro di Ravenna.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-73520" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/SantApollinare_in_Classe_Ravenna-scaled-e1606823185473.jpg" alt="" width="800" height="476" /></p>
<p>Costruita e finanziata, nella prima metà del VI secolo, dal banchiere Giuliano Argentario per il volere del vescovo Ursicino,  fu consacrata nel 549 d.C. e  dedicata a Sant&#8217;Apollinare, primo vescovo di Ravenna, sul luogo del suo martirio e dove erano presenti i resti di alcune parti delle sue spoglie.</p>
<p>La chiesa è stata definita il più grande esempio di basilica paleocristiana. Nonostante le spoliazioni subite nel corso dei secoli, la basilica conserva ancora la bellezza della struttura originaria e sono da ammirare, al suo interno, sia gli splendidi mosaici policromi presenti nell’abside che gli antichi sarcofagi marmorei degli arcivescovi disposti lungo le navate laterali.</p>
<p>Tra le altre bellezze monumentali di Ravenna si annovera il <strong>Mausoleo di Galla Placidia</strong>, dedicato alla sorella dell&#8217;imperatore Onorio, responsabile, quest’ultimo, del trasferimento della capitale dell&#8217;Impero Romano d&#8217;Occidente da Milano a Ravenna nel 402 d.C.</p>
<p>Lo stesso imperatore fece costruire questo piccolo mausoleo a croce latina per sé tra il 425 e il 450 d.C., ma non fu mai utilizzato in tal senso perché l&#8217;imperatrice, morta a Roma nel 450 d.C., fu seppellita in questa città.</p>
<p>All’esterno il mausoleo si presenta molto semplice e modesto, soprattutto se confrontato con la ricchezza della decorazione musiva interna, che splende ancora di più grazie alla luce che si diffonde attraverso le finestre di alabastro.</p>
<p>La parte inferiore delle pareti interne è rivestita da marmi, mentre la zona superiore è interamente decorata da mosaici che ricoprono pareti, archi e cupola. Nel corso dei secoli le innumerevoli stelle della cupola hanno stimolato la sensibilità e la fantasia di ogni visitatore.</p>
<p>I temi illustrati all’interno dell’edificio, che rispecchiano sia la tradizione artistica ellenistico-romana che quella cristiana, sviluppano a più livelli interpretativi il tema della vittoria della vita eterna sulla morte.</p>
<h4>A questo segue l’imponente <strong>Mausoleo di Teodorico</strong>, fatto costruire dallo stesso re ostrogoto nel 520 d.C. come propri luogo di sepoltura.</h4>
<p>Il mausoleo, interamente realizzato in blocchi di pietra d&#8217;Istria, si suddivide in due ordini sovrapposti.</p>
<p>Al di sopra del mausoleo domina una grande cupola monolitica, dal diametro di 10,76 metri e dall’altezza di 3,09 metri, coronata da dodici anse che mostrano i nomi di otto Apostoli e di quattro Evangelisti.</p>
<p>Da una nicchia si accede al livello inferiore la cui destinazione, si presume, fosse quella di una cappella con pianta a croce, usata in origine per servizi liturgici. Al piano superiore, invece, si entra attraverso una piccola scala esterna.</p>
<p>Qui è collocata una vasca di porfido in cui probabilmente fu sepolto lo stesso Teodorico, le cui spoglie furono rimosse durante il dominio bizantino, in seguito dell&#8217;editto di Giustiniano del 561 d. C. quando il mausoleo venne trasformato in oratorio e consacrato al culto ortodosso.</p>
<h4>Un importante edificio di culto di Ravenna è sicuramente il suo <strong>Duomo.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-73521" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/Veduta_Duomo_di_ravenna_e_Battistero_Neoniano-scaled-e1606823302864.jpg" alt="" width="800" height="533" /></p>
<p>Una chiesa completamente ricostruita tra il 1734-45 su disegno di Giovanni Francesco Buonamici nel luogo in cui, alla fine del IV secolo, il vescovo Urso aveva edificato la chiesa cattedrale della città, definita appunto Basilica Ursiana.</p>
<p>Attraverso l&#8217;attuale facciata si accede all&#8217;interno della chiesa, disegnata a tre navate e tre campate. La cupola, con i suoi quasi cinquanta metri, completamente affrescata da Giovan Battista e Andrea Barbiani, poggia su un alto tamburo sormontato da una lanterna ed elegantemente diviso da otto finestroni. Il campanile di forma circolare, posizionato a lato del Duomo, è invece databile al X secolo, mentre della prima costruzione rimane qualche frammento conservato al <strong>Museo Arcivescovile.</strong></p>
<p>Proprio quest’ultimo si trova al primo e secondo piano dell&#8217;antico e vasto Palazzo dell&#8217;Arcivescovado di Ravenna. Un museo che accoglie numerose opere d&#8217;arte provenienti dall&#8217;antica cattedrale e da altre costruzioni ora distrutte. In particolare, la struttura ospita la famosa <strong>cattedra di Massimiano</strong>, una delle più celebri opere in avorio eseguita da artisti bizantini nel VI secolo d.C.</p>
<h4>Ma all’interno del Museo Arcivescovile è presente anche un altro elemento di grande pregio come la <strong>Cappella di Sant’Andrea</strong>.</h4>
<p>Unico esempio di cappella arcivescovile paleocristiana giunta intatta fino ai giorni nostri, fu costruita dal vescovo Pietro II tra il 494 e il 519 d. C. come oratorio privato dei vescovi cattolici durante il regno di Teodorico, quando il culto dominante era quello ariano.</p>
<p>Un oratorio paleocristiano a croce greca decorato con splendidi mosaici e dedicato originariamente a Cristo. La cappella, in seguito, fu intitolata a Sant&#8217;Andrea, le cui reliquie vennero trasportate da Costantinopoli a Ravenna attorno alla metà del VI secolo.</p>
<p>Tutte le decorazioni interne tendono a glorificare la figura del Cristo in un&#8217;interpretazione chiaramente anti-ariana che rappresenta il Cristo Guerriero, con la Croce sulla spalla, nell&#8217;atto di schiacciare le belve dell&#8217;eresia.</p>
<p>Un atto di rivendicazione ideologica contro l&#8217;allora dominante governo politico di Teodorico. Le immagini dei Martiri, degli Apostoli e degli Evangelisti contribuiscono anch&#8217;essi a sottolineare il concetto di glorificazione di Cristo, come evidente affermazione dell&#8217;ortodossia cattolica.</p>
<h4>A nord del Duomo di Ravenna si posiziona il <strong>Battistero Neoniano.</strong></h4>
<p>Uno dei più antichi monumenti ravennati probabilmente edificato attorno agli inizi del V secolo su iniziativa del Vescovo Urso. Al tempo del vescovo Neone, invece, tra il 450 e il 475 d. C., fu oggetto di importanti lavori di restauro che portarono al rifacimento della cupola, ma soprattutto alla realizzazione della decorazione interna che si può contemplare attualmente.</p>
<p>Il battistero, dalla forma ottagonale, presenta lati alternativamente rettilinei e absidati, ricamati in alto da una finestra con arco a tutto sesto e porte interrate. L&#8217;interno, organizzato in due ordini di arcate sovrapposte, presenta marmi nella parte inferiore, stucchi nell&#8217;area mediana e mosaici di evidente influenza ellenistico-romana nella zona superiore.</p>
<p>Al centro della cupola un grande medaglione illustra la scena del battesimo di Cristo, raffigurato immerso sino alla vita nelle acque del fiume Giordano. Questa rappresentazione, ad oggi, costituisce la più antica testimonianza di una scena del battesimo di Cristo eseguita a mosaico in un edificio monumentale. Attorno al medaglione, in una prima fascia su fondo blu, spiccano le figure dei dodici apostoli, suddivisi in due schieramenti e capeggiati da San Pietro e San Paolo.</p>
<p>Un altro notevole edificio di culto è <strong>il Battistero degli Ariani.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-73522" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/Battistero_degli_ariani_int_mosaico_della_cupola_07_apostoli-e1606823607160.jpg" alt="" width="800" height="446" /></p>
<p>L&#8217;unico battistero conosciuto ad essere stato costruito propriamente per il culto ariano in Italia ed retto verso al fine del V secolo quando ormai Teodorico aveva consolidato il suo dominio. Il re ostrogoto decise di far convivere pacificamente i Goti di culto ariano e i latini di culto ortodosso, questi ultimi seguaci della dottrina canonica riconosciuta dalla Chiesa e dall&#8217;Impero romano d&#8217;Oriente, mantenendo le due popolazioni separate, creando così una distinzione tra i rispettivi quartieri e la costruzione dei corrispondenti edifici di culto in città.</p>
<p>Vicino all&#8217; attuale via Diaz, a Ravenna, Teodorico fece costruire una basilica per gli ariani, l&#8217;attuale chiesa dello Spirito Santo, che fu modificata nelle epoche seguenti, ed un battistero ad essa anticamente collegato, oggi detto &#8220;degli Ariani&#8221; per distinguerlo dal più antico Battistero Neoniano &#8220;degli Ortodossi&#8221;.</p>
<h4>L&#8217;edificio, interrato per circa due metri, ha forma ottagonale e presenta quattro piccole absidi all&#8217;esterno.</h4>
<p>Al suo interno non resta nulla degli stucchi e ornamenti che sicuramente rivestivano le pareti. L&#8217;unica parte decorata è rappresentata dalla cupola, rivestita da mosaici raffiguranti il corteo dei dodici apostoli e, nel tratto centrale, il battesimo di Cristo immerso nell&#8217;acqua fino ai fianchi.</p>
<p>Pur essendoci similitudini con le rappresentazioni presenti nel Battistero Neoniano, da cui trae ispirazione, il mosaico degli Ariani testimonia il culto della corte di Teodorico, fondato sulla figura di Cristo allo stesso tempo divina e terrena.</p>
<p>Nel Battistero degli Ariani, infatti, gli stessi apostoli rendono omaggio al grande trono gemmato sormontato dalla croce, dai cui bracci pende un drappo dal colore rosso intenso, espressione della fisicità del Cristo e della sua umana sofferenza.</p>
<h4>All’interno dell’Abbazia camaldolese, invece, è ospitato un altro spazio di grande interesse culturale come la storica <strong>Biblioteca Classense</strong>, istituita nel 1512.</h4>
<p>Per tre secoli l&#8217;Abbazia è stata oggetto di continui ampliamenti, divenendo nel corso del tempo uno dei più grandi e maestosi monumenti dell&#8217;Ordine Camaldolese.</p>
<p>All’interno delle sale e lungo i corridoi della biblioteca sono ancora visibili opere di numerosi artisti eseguite fra il XVI e il XVIII secolo. L’Aula Magna o Libreria è una sala affascinante, realizzata a cavallo fra Seicento e Settecento dall&#8217;abate Pietro Canneti, abbellita da statue, stucchi ed opere lignee finemente intagliate e decorata con affreschi e dipinti di Francesco Mancini.</p>
<p>L’intero complesso della biblioteca è un vero e proprio gioiello architettonico e artistico, con i suoi chiostri monumentali, il grande refettorio cinquecentesco, dal 1921 Sala Dantesca, e l’antica sacrestia della chiesa di San Romualdo, tutti spazi riccamente decorati.</p>
<p>La biblioteca ospita una grande raccolta di volumi appartenenti a varie tipologie documentarie, tra cui opere a stampa antiche e moderne, manoscritti, incisioni, mappe, documenti d&#8217;archivio e materiale multimediale. Il patrimonio librario a stampa della Biblioteca Classense si stima complessivamente in circa 800.000 unità bibliografiche.</p>
<p>La maggior parte delle collezioni è di ambito umanistico, alle quali si affianca un consistente nucleo di opere di argomento scientifico. La sezione dedicata ai Fondi Antichi riveste un’importanza considerevole per la presenza di volumi databili tra il XV e il XVIII secolo e circa settecento manoscritti, di cui la metà si può collocare tra il X ed il XVI secolo.</p>
<h4>A Ravenna, una tappa quasi obbligatoria è la <strong>Domus dei Tappeti di Pietra</strong>, uno dei più importanti siti archeologici italiani scoperti negli ultimi decenni.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-73523" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/800px-Domus_dei_Tappeti_di_Pietra_Ravenna.png" alt="" width="800" height="403" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/800px-Domus_dei_Tappeti_di_Pietra_Ravenna.png 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/800px-Domus_dei_Tappeti_di_Pietra_Ravenna-300x151.png 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/800px-Domus_dei_Tappeti_di_Pietra_Ravenna-768x387.png 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un complesso di strutture edilizie riconducibili all&#8217;età romana repubblicana e al periodo bizantino.</p>
<p>Molto interessante un palazzetto di cui sono stati individuati quattordici ambienti e tre cortili. Tutte le stanze dell&#8217;edificio erano pavimentate in tarsia di marmo o a mosaico con eleganti geometrie e inserti figurati in tessere policrome. I &#8220;tappeti di pietra&#8221;, dopo il loro restauro, sono stati ricollocati nel luogo dove sono stati scoperti, un ambiente sotterraneo appositamente realizzato al quale si accede dalla chiesa di Sant&#8217;Eufemia.</p>
<p>La Chiesa settecentesca e l&#8217;annesso Oratorio dei Cento Preti del XV secolo sono stati oggetto di un progetto di recupero degli spazi edilizi esistenti e della creazione del collegamento con lo scavo archeologico dei mosaici bizantini. L&#8217;opera è stata realizzata dall&#8217;Arcidiocesi nel programma degli interventi finanziati dalla legge per il Giubileo.</p>
<p>Un&#8217;operazione culturale che, nel suo complesso, va oltre la semplice conservazione del monumento e diventa esperienza unica ed esemplare, al fine di beneficiare di una parte della città dal grande significato storico-religioso.</p>
<p>La cultura, a Ravenna, non si esaurisce con i suoi monumenti, ma viene ampliata dalla presenza di una grande offerta di musei di notevole importanza.</p>
<h4>A sottolineare la caratteristica principale della città,  il più particolare è sicuramente il <strong>Museo TAMO- Tutta l’avventura del Mosaico</strong>, ospitato nel Complesso di San Nicolò.</h4>
<p>Una mostra permanente, interattiva e multimediale, dedicata all’arte del mosaico in tutte le sue forme espressive, che ogni anno rinnova e accresce le proprie collezioni. L’affascinante percorso museale conduce tra gli eccezionali reperti del patrimonio musivo di Ravenna e del suo territorio dall&#8217;età antica fino a giungere, attraverso il periodo tardoantico e medievale, alle produzioni di artisti moderni e contemporanei e a saggi di mosaico industriale.</p>
<p>Tamo non è un museo nel senso classico del termine, ma una cittadella del mosaico, un viaggio affascinante per ammirare, scoprire, conoscere e sperimentare quest&#8217;arte antica. L&#8217;esposizione presenta un impianto fortemente innovativo, caratterizzato da allestimenti interattivi e multimediali, da strumenti di lavoro, materiali, ricostruzioni animate e soluzioni tecnologiche avanzate.</p>
<h4>Dal 2012 TAMO. Mosaici tra Inferno e Paradiso rappresenta la nuova sezione del museo dedicata a opere a soggetto dantesco.</h4>
<p>Oltre venti pannelli di grande pregio, alcuni anche di grande formato, commissionate nel 1965 dal Comune di Ravenna a grandi artisti italiani del ‘900 per celebrare il VII centenario della nascita di Dante.</p>
<p>Un altro importante spazio è il <strong>MAR &#8211; Museo d&#8217;Arte della Città di Ravenna, </strong>che si trova all&#8217;interno del complesso monumentale della Loggetta Lombardesca, il monastero cinquecentesco dell&#8217;adiacente Abbazia di Santa Maria in Porto.</p>
<p>Dell’ originario edificio cinquecentesco resta solo il chiostro dalle proporzioni rinascimentali, l’impianto degli spazi e l’elegante loggia a cinque archi, divenuta l&#8217;emblema dell’intero complesso. Il museo, oltre ad essere sede di numerose e importanti mostre d&#8217;arte temporanee, ospita tre collezioni permanenti all&#8217;interno dei suoi spazi architettonici e della sua Pinacoteca.</p>
<p>Queste riguardano dipinti e sculture, databili tra il XIV e il XIX secolo, tra cui spicca la statua di Guidarello Guidarelli di Tullio Lombardo del 1525, una raccolta moderna di opere riconducibili al  XIX secolo, in cui merita un&#8217;attenzione particolare un bellissimo disegno di Gustav Klimt, ed infine una collezione di mosaici contemporanei con opere comprese tra la metà del &#8216;900 e oggi.</p>
<h4>Il <strong>Museo Nazionale di Ravenna</strong>, invece, è situato nel complesso monumentale di San Vitale e raccoglie importanti reperti archeologici da scavi di epoca romana e bizantina.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-73525" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/Ravenna_Museo_nazionale_03.jpg" alt="" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/Ravenna_Museo_nazionale_03.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/Ravenna_Museo_nazionale_03-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/Ravenna_Museo_nazionale_03-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Il nucleo originario del patrimonio museale fu costituito nel Settecento dalla paziente ricerca e cura dagli eruditi monaci delle grandi abbazie cittadine.</p>
<p>Al primo piano sono esposti, nell’ordinata architettura benedettina, i leggiadri bronzetti rinascimentali, una pregevole raccolta di avori, una sezione dedicata alle ceramiche e un&#8217;affascinante collezione di armi antiche.</p>
<p>Tra i reperti di maggior prestigio sono esposti capitelli in marmo orientale, sarcofagi decorati e altri manufatti di V e VI secolo. I più noti sono quelli provenienti dai monumenti paleocristiani e bizantini, tra cui la croce da San Vitale e il disegno preparatorio al mosaico di Sant’Apollinare in Classe.</p>
<h4>Ma Ravenna è anche celebre perché ospita la <strong>Tomba di Dante.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-73526" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/Tomba_di_Dante_Ravenna_3.jpg" alt="" width="800" height="531" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/Tomba_di_Dante_Ravenna_3.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/Tomba_di_Dante_Ravenna_3-300x199.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/Tomba_di_Dante_Ravenna_3-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Costruita tra il 1780 e il 1782 per volontà del cardinal legato Luigi Valenti Gonzaga e su progetto dell&#8217;architetto ravennate Camillo Morigia. Le spoglie del sommo poeta, dopo essere state a lungo nascoste dai frati francescani, per essere sottratte ai Fiorentini che le avevano richieste, furono rinvenute nel 1865 e da quel momento riposano nella Tomba.</p>
<p>Una struttura edificata secondo i contemporanei dettami neoclassici, con l’intenzione di restituire nobiltà e decoro alla sepoltura del sommo poeta, fino ad allora ospitata all&#8217;interno di una semplice cappellina. L&#8217;interno fu rivestito di marmi policromi per il Centenario dantesco del 1921, mentre sulla parete di fronte all&#8217;entrata è posizionato il lo splendido bassorilievo con il ritratto di Dante, scolpito da Pietro Lombardo nel 1483.</p>
<p>A fianco del mausoleo dantesco si trova il giardino con il <strong>Quadrarco di Braccioforte,</strong> antico oratorio, che prende nome da una leggenda secondo la quale due fedeli prestarono un giuramento invocando il “braccio forte” di Cristo, la cui immagine era posta in quel luogo. Nel Quadrarco sono presenti due sarcofagi del V secolo, poi riutilizzati dalle famiglie ravennati dei Pignata e dei Traversari, mentre al centro del giardino, un dosso verdeggiante ricorda il luogo in cui furono conservate le spoglie dantesche durante la Seconda Guerra Mondiale.</p>
<p>La Tomba di Dante, il giardino con il Quadrarco e i chiostri francescani, nei quali ha sede il Museo Dantesco, fanno parte della cosiddetta “Zona del Silenzio”, l&#8217;area di rispetto che circonda il luogo della sepoltura del poeta e che assunse l&#8217;aspetto attuale nel 1936, con il progetto dell&#8217;architetto Giorgio Rosi.</p>
<h4>Durante tutto il mese di settembre in questi luoghi si svolgono celebrazioni ed eventi spettacolari in onore del Sommo Poeta.</h4>
<p>Settembre, infatti, è il mese che la città dedica interamente a Dante Alighieri con appuntamenti culturali e letture internazionali della Divina Commedia.</p>
<p>L’offerta culturale di Ravenna, però, è ricca e diversificata in ogni stagione. Tra gli appuntamenti da non perdere sicuramente trova spazio il <strong>Ravenna Festival</strong>. Un evento che a giugno e luglio di ogni anno ogni anno vede esibirsi i migliori artisti e direttori d’orchestra a livello internazionale. A seguire, nel mese di luglio e agosto, Mosaico di Notte, che propone l’apertura dei monumenti fino alle 23.00 e rassegne collaterali.</p>
<p>Il secondo fine settimana di ottobre Ravenna si illumina con la Notte d&#8217;Oro, la notte bianca della città, in cui poesia, musica, mosaico e mistero si succedono fino all’alba.  A cadenza biennale, da ottobre a novembre, ha luogo Ravenna Mosaico, il primo Festival Internazionale dedicato al mosaico contemporaneo.</p>
<h4>Un’altra caratteristica di Ravenna riguarda sicuramente anche la sua <strong>cultura gastronomica</strong>.</h4>
<p>Piadina romagnola, cappelletti con il ragù, passatelli in brodo, fichi caramellati con il morbido formaggio squacquerone. Ecco alcuni dei piatti tipici di Ravenna realizzati con pasta fatta in casa a cui si aggiungono le minestre asciutte e in brodo che occupano comunque un ruolo importante nei menù tipici locali.</p>
<p>Grigliate di carne e pesce sono presenti in tutti i migliori ristoranti della città. A tutti questi piatti si abbinano perfettamente vini locali come Sangiovese e Trebbiano e i dolci, genuini e tradizionali, come i tortelli ripieni di marmellate, le ciambelle e le crostate, da inzuppare in vini amabili come il bianco Albana o come la rossa Cagnina.</p>
<p>Un altro dolce tipico sono le <strong>Caterine</strong>, biscotti a forma di bambolina, di gallina o di galletto, ricoperti di cioccolata e rifiniti con decorazioni di zucchero colorato. Non si conosce la loro origine, ma il 25 novembre di ogni anno, nel giorno di Santa Caterina, vengono sfornati e regalati a bambini e bambine.</p>
<p>La <strong>Torta Teodora</strong>, invece, nata nel 2002, deve il suo nome all’imperatrice di Bisanzio, moglie del grande Giustiniano I, rappresentata nel mosaico dell’area absidale della Chiesa di San Vitale. Gli ingredienti della torta sono principalmente prodotti tipici locali come pinoli, farina gialla di mais, burro, uova, zucchero a velo, ma anche mandorle tritate e cannella, visti i legami di Ravenna con l&#8217;Oriente.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
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		<title>Incidente tra due navi al largo di Marina di Ravenna</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Dec 2014 10:04:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[  Due mercantili si sono scontrati a circa due miglia al largo delle coste di Marina di Ravenna       Incidente in mare, al largo di Marina di Ravenna, dove due mercantili si sono scontrati a circa due miglia al largo delle coste. Si tratta di una nave battente bandiera del Belise e una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-23034" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/12/images_igallery_resized_ambientetest_C_4_articolo_2086680_upiImagepp-13725-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Due mercantili si sono scontrati a circa due miglia al largo delle coste di Marina di Ravenna</p>
<p> </p>
<p>  <span id="more-23035"></span>  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Incidente in mare, al largo di Marina di Ravenna, dove due mercantili si sono scontrati a circa due miglia al largo delle coste. Si tratta di una nave battente bandiera del Belise e una turca; a bordo c&#8217;erano 11 persone. La nave turca sembrerebbe affondata. Alcuni membri dell&#8217;equipaggio sarebbero dispersi in mare, altri feriti.</p>
<p> </p>
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		<title>Rifiuti: inaugurato Disitrat, un impianto che rigenera i fanghi industriali</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 07:50:17 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Fanghi industriali]]></category>
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					<description><![CDATA[Inaugurato Disitrat, l’impianto che rigenera i rifiuti industriali, per poi riutilizzarli nelle miniere tedesche o nella bonifica e la copertura delle discariche esaurite Disitrat, l’impianto di Hera che da nuova vita ai rifiuti, è stato inaugurato a Ravenna il 20 Aprile. Disistrat, eccellenza a livello europeo per l’impianto innovativo, è un impianto all’avanguardia in grado [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-6005" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/04/images_igallery_resized_ambiente_Simbolo_del_Riciclo-4467-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Inaugurato Disitrat, l’impianto che rigenera i rifiuti industriali, per poi riutilizzarli nelle miniere tedesche o nella bonifica e la copertura delle discariche esaurite</p>
<p>  <span id="more-6006"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"><strong>Disitrat</strong>, l’impianto di Hera che da nuova vita ai <strong><a href="ambiente/rifiuti-2/trovare-una-via-alternativa-alla-discarica" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rifiuti</a></strong>, è stato inaugurato a Ravenna il 20 Aprile. Disistrat, eccellenza a livello europeo per l’impianto innovativo, è un impianto all’avanguardia in grado di smaltire<strong> fanghi industriali</strong> di varia natura e di recuperarne fino al cinquanta percento, da riutilizzare poi nelle miniere tedesche dismesse o per la bonifica e la copertura delle discariche esaurite.</p>
<p class="MsoNormal">L&#8217;impianto <strong>Disitrat</strong> che da&#8217; nuova vita ai <strong>rifiuti</strong> avrà un impatto ambientale in termini di emissioni, odori e rumori inferiore rispetto all’impianto precedente, costruito circa 20 anni fa e che Disitrat va a sostituire. L’impianto di Hera, inoltre, permetterà di trattare una maggiore varietà di fanghi industriali rispetto all’impianto esistente, ora &nbsp;in via di dismissione. &nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">Grazie al nuovo<strong> impianto che rigenera i<a href="ambiente/rifiuti-1/troppa-discarica-e-poca-raccolta-differenziata-gli-errori-dellitalia" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> rifiuti</a> industriali</strong>, i fanghi, sia liquidi che solidi, potranno ora subire un trattamento di stabilizzazione all’avanguardia che ridurrà le quantità smaltite in discarica. L’impianto lavorerà in sinergia con il polo ambientale di Hera, situato in via Baiona, dove parte dei liquidi, dopo un primo trattamento, arriveranno per la bonifica finale tramite una condotta di quattro chilometri. Secondo il permesso della Provincia saranno 150mila tonnellate l’anno i materiali speciali che potranno essere trattati &nbsp;dall’impianto. L’obiettivo è quello di arrivare a un recupero pari al 50 percento dei materiali. &nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">(GC)</p>
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		<title>Ravenna diventa sostenibile e punta sull&#8217;efficienza energetica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 14:05:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[città sostenibili]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza energetica Ravenna]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[ravenna]]></category>
		<category><![CDATA[Ravenna diventa sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento fonti rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[La citta’ di Ravenna diventa sostenibile, adottando misure per l’efficienza energetica e lo sfruttamento di fonti rinnovabili. I cambiamenti saranno finanziati dall’Ue Ravenna diventa sostenibile e si trasforma in una città verde. La città di mare si è dotata di mini-impianti eolici lungo i moli che vanno verso il mare, di impianti fotovoltaici sugli edifici [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-5145" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/02/images_igallery_resized_energia_250px_PiazzaPopulo01-3900-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>La citta’ di Ravenna diventa sostenibile, adottando misure per l’efficienza energetica e lo sfruttamento di fonti rinnovabili. I cambiamenti saranno finanziati dall’Ue</p>
<p>  <span id="more-5146"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Ravenna diventa sostenibile e si trasforma in una città verde. La città di mare si è dotata di mini-impianti eolici lungo i moli che vanno verso il mare, di impianti fotovoltaici sugli edifici nella zona portuale e di&nbsp; colonnine finalizzate alla ricarica dei mezzi elettrici. E anche di una ‘smart grid’, ovvero di una rete energetica intelligente, che combini in modo ottimale la produzione energetica da fonti tradizionali e da fonti rinnovabili.</p>
<p class="MsoNormal">Il tutto si realizza nel progetto&nbsp;Ravenna Green Port, proposto ufficialmente dalla Provincia di Ravenna e dall&#8217;Autorità portuale alla Regione Emilia-Romagna.</p>
<p class="MsoNormal">L&#8217;obiettivo di sfruttare le energie verdi nello scalo romagnolo potrebbe essere finanziato con i fondi strutturali dell&#8217;Unione europea. Per dar vita alla &#8216;smart grid&#8217;, poi, la cui fattibilità sarà verificata, c&#8217;e&#8217; l&#8217;idea di sostituire con la rete elettrica almeno una parte dei consumi delle navi in sosta, oggi soddisfatti dai motori. Con effetti in termini di efficienza energetica e riduzione delle emissioni.&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">(GC)</p>
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		<title>Mobilita&#8217; sostenibile. Ecco le citta&#8217; che puntano sulle auto a metano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 08:52:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto]]></category>
		<category><![CDATA[auto ecologiche]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Euromobility]]></category>
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		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ravenna]]></category>
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					<description><![CDATA[Con quasi un&#8217;auto su cinque alimentata a metano, Ravenna, Ferrara e Bologna si confermano come le città che piùpuntano sul gas per la loro mobilità sostenibile. I dati resi pubblici da Euromobility &#160; Ravenna, Ferrara e Bologna: con una media di circa il 18%, sono queste le principali citta&#8217; italiane che hanno deciso di trasformare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-47" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2010/11/images_igallery_resized_mobilita_da-tradizionale-ad-ibrida-l-auto-diventa-ecologica-a-basso-costo-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Con quasi un&#8217;auto su cinque alimentata a metano, Ravenna, Ferrara e Bologna si confermano come le città che piùpuntano sul gas per la loro mobilità sostenibile. I dati resi pubblici da Euromobility <span id="more-4728"></span> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ravenna, Ferrara e Bologna: con una media di circa il 18%, sono queste le principali citta&#8217; italiane che hanno deciso di trasformare il loro parco auto in vetture a Gpl e metano. E&#8217; questo il quadro che emerge dal quinto Rapporto &#8216;Mobilita&#8217; sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 citta&#8221; elaborato dall&#8217;associazione dei Mobility Manager Euromobility con il patrocinio del Ministero dell&#8217;Ambiente, nel 2010 nelle localita&#8217; prese in esame &#8211; capoluoghi di Regioni e Province autonome e citta&#8217; con piu&#8217; di 100.000 abitanti.</p>
<p> Le auto a GPL sono aumentate, rispetto all&#8217;anno precedente, del 19,7% e quelle a metano del 7,8%. Vanno a tutto gas Ravenna, Ferrara e Bologna, con una media intorno al 18%, seguite da Padova, Reggio Emilia, Forlì, Ancona, Rimini, Parma e Modena, con quote tra il 16,94 e il 12,60%. &#8221;Negli ultimi anni &#8211; sottolinea Alessandro Tramontano, presidente del Consorzio Ecogas &#8211; l&#8217;emergenza inquinamento e i contributi statali hanno spinto molti automobilisti a scegliere GPL e metano. Oltre alla liberta&#8217; di circolazione in caso di limitazioni al traffico, i carburanti gassosi consentono notevoli risparmi sul pieno, tra il 50 e il 60%&#8221;.</p>
<p> La media nelle 50 citta&#8217; e&#8217; passata dal 6,06% del 2009 al 7,04 del 2010. Il GPL dal 4,27% del 2009 al 5,11 del 2010; il metano dall&#8217;1,79 all&#8217;1,93.</p>
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		<title>Nasce l&#8217;eco-supermercato: zero sprechi, e consumi energetici ridotti del 40 per cento</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 14:23:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non spreca niente, riduce i consumi energetici del 40% rispetto ai supermercati tradizionali, porta praticamente a zero le emissioni di Co2, è illuminato grazie ad un sistema di camini solari. E&#8217; il primo eco-supermercato, che aprirà il prossimo 22 settembre in provincia di Ravenna di Antonio Galdo www.nonsprecare.it L&#8217;eco-supermercato non spreca nulla. Il 22 settembre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-2882" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/09/images_igallery_resized_energia_non-sprecare_817-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Non spreca niente, riduce i consumi energetici del 40% rispetto ai supermercati tradizionali, porta praticamente a zero le emissioni di Co2, è illuminato grazie ad un sistema di camini solari. E&#8217; il primo eco-supermercato, che aprirà il prossimo 22 settembre in provincia di Ravenna</p>
<p> <span id="more-2883"></span> </p>
<p>di Antonio Galdo<br /> www.nonsprecare.it</p>
<p> L&rsquo;eco-supermercato non spreca nulla. Il 22 settembre apre a Conselice, in provincia di Ravenna, un grande punto vendita ecologico della Coop Adriatica, pensato e realizzato con l&rsquo;idea di rappresentare un nuovo modello di sostenibilit&agrave; nel settore della grande distribuzione. L&rsquo;innovazione pi&ugrave; importante riguarda i consumi energetici, ridotti del 40 per cento rispetto ad altri supermercati che pure sono stati costruiti applicando le norme pi&ugrave; recenti in materia ambientale. Come? L&rsquo;intera struttura &egrave; alimentata da energie rinnovabili, con un impatto in termini di C02 pari a zero, e attraverso una rete di camini solari la luce naturale viene indirizzata all&rsquo;interno del supermercato. Si riduce cos&igrave; l&rsquo;illuminazione artificiale, l&rsquo;abbaglio di luci elettriche, accese tutto il giorno, che di solito colpisce i consumatori quando entrano in questo tipo di negozi. Il sistema di riscaldamento e di condizionamento, attraverso una pompa di calore geotermico, modula le zone climatiche nelle diverse aree del negozio. Il cassiere che lavora alcune ore nella stessa postazione, infatti, ha esigenze diverse rispetto al cliente che entra ed esce nel giro di minuti: a parte il risparmio, in questo modo, si eviter&agrave; il tormento delle casalinghe che quando vanno a fare la spesa in un supermercato sono costrette a essere investite da temperature glaciali (d&rsquo;estate) e torride (d&rsquo;inverno). Il calore di scarto dei frigoriferi &egrave; recuperato e utilizzato per scaldare l&rsquo;acqua sanitaria,&nbsp; mentre una sofisticata tecnologia consente di recuperare le acque piovane: servono a rifornire i servizi igienici ed a innaffiare le aree verdi esterne. La lotta agli sprechi nel nuovo eco-supermercato di Coop Adriatica coinvolge, ovviamente, anche i consumatori. Una serie di prodotti, a partire dai detersivi, sono messi in vendita senza confezioni, sfusi, e se proprio il cliente non pu&ograve; rinunciare ai contenitori di vario materiale, pu&ograve; spacchettare i prodotti all&rsquo;uscita, liberarsi dagli imballaggi consegnandoli in un apposito banco, evitando cos&igrave; di appesantire la catena dei rifiuti che parte dalle nostre case (ricordiamolo: gli imballaggi valgono quasi la met&agrave; della spazzatura). Quanto all&rsquo;acqua, si pu&ograve; risparmiare evitando l&rsquo;acquisto di quella minerale (siamo i terzi consumatori al mondo di questi prodotti,&nbsp; con relative confezioni di plastica) e rifornendosi di acqua della rete locale, anche frizzante, erogata da un distributore della multi utility Hera. Una pista ciclabile e pedonale, infine, collega l&rsquo;eco-supermercato con il centro del paese, e chi dovesse scegliere un mezzo di trasporto elettrico potr&agrave; ricaricarlo dalle colonnine di Coop Adriatica che forniscono energia. Risultato: i clienti del maxi negozio potranno rinunciare all&rsquo;uso dell&rsquo;auto, un altro risparmio in termini di benzina, parcheggio e impatto ambientale. E un altro tassello di questo microcosmo di un mondo pi&ugrave; sostenibile.</p>
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