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	<title>province italiane più a rischio &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Cancro e inquinamento atmosferico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2022 17:05:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
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					<description><![CDATA[Nello studio sono state individuate le province italiane più a rischio I tumori sono oggi la seconda causa di morte al mondo dopo le malattie cardiovascolari. Durante gli ultimi decenni di ricerca sul cancro, lo stile di vita e alcuni fattori casuali e genetici come l’obesità, l’alcolismo, il fumo, le abitudini sedentarie sono state collegate [&#8230;]]]></description>
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<h3>Nello studio sono state individuate le province italiane più a rischio</h3>
<p><span id="more-172424"></span></p>
<p>I tumori sono oggi la <strong>seconda causa di morte al mondo dopo le malattie cardiovascolari</strong>. Durante gli ultimi decenni di ricerca sul cancro, lo stile di vita e alcuni fattori casuali e genetici come l’obesità, l’alcolismo, il fumo, le abitudini sedentarie sono state collegate allo sviluppo dei tumori e al tasso di mortalità.</p>
<p>Ma anche essendo collegati allo sviluppo dei carcinomi, non ne sono cause scatenanti: gli studi hanno dimostrato come vi sia un consenso emergente sul fatto che <strong>l&#8217;inquinamento ambientale dovrebbe essere considerato uno dei principali fattori scatenanti</strong>.</p>
<p>In questo studio dettagliato su scala nazionale che non ha precedenti, dal titolo “<em>The spatial association between environmental pollution and long-term cancer mortality in Italy</em>” condotto dall’Università Alma Mater Studiorum di Bologna e dall’Università degli studi di Bari, il Cnr e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e pubblicato sulla rivista <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0048969722055383" target="_blank" rel="noopener">Science of the Total Environment</a>, sono stati analizzati i <strong>legami tra mortalità data dal cancro, fattori socio-economici e fonti di inquinamento ambientale in Italia</strong>, sia a livello regionale che nazionale, utilizzando l’IA.</p>
<h4>I risultati dello studio</h4>
<p>Nel complesso è stato osservato che la mortalità per cancro non ha una distribuzione casuale o spaziale e <strong>supera la media nazionale soprattutto quando l&#8217;inquinamento ambientale è più alto</strong>, nonostante le abitudini di vita più sane.</p>
<p>Sono state analizzate 35 fonti ambientali di inquinamento e l’analisi ha dimostrato che al primo posto per quanto riguarda la lotta alla mortalità data dal cancro vi è la qualità dell’aria, seguita da aree da bonificare, aree urbane e densità dei veicoli a motore.</p>
<p>Altre fonti ambientali di inquinamento si sono dimostrate rilevanti per la mortalità di alcuni tipi specifici di cancro. Ad esempio, la qualità dell’aria e l’uso di pesticidi possono essere collegate all’aumento di mortalità per i tumori che interessano l’apparato gastrointestinale; l’aumento delle aree urbane invece ai tumori che interessano il sistema respiratorio.</p>
<p><strong>Le province più a rischio</strong></p>
<p>Su 107 province italiane, <strong>al primo posto si trova quella di Lodi</strong> seguita da Napoli, Bergamo, Pavia, Sondrio, Cremona, Gorizia, Caserta, Brescia e Piacenza. Il centro Italia vede al primo posto Viterbo (11°) seguita da Roma (18°), mentre al sud Napoli è seguita solo da Caserta (8°) nella classifica delle prime dieci città con alto tasso di mortalità per tumore.</p>
<p>Alla luce di questi risultati allarmanti, il gruppo di studio ha richiesto una riorganizzazione delle priorità della ricerca e della cura sul cancro che consideri la <strong>riduzione e la prevenzione della contaminazione ambientale </strong>come un&#8217;azione prioritaria da attuare nella dura lotta contro il cancro.</p>
<p><strong><em>Luna Riillo</em></strong></p>
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