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	<title>progetto &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Dal tabacco vaccini, anticorpi e cosmetici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2018 15:01:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Al via il progetto europeo Newcotiana per trasformare le piante di tabacco in future biofabbriche di farmaci e cosmetici Tra soli tre anni il tabacco, nello specifico le piante di Nicotiana tabacum e Nicotiana benthamiana, potrebbero fornire molecole benefiche da utilizzare nell’industria farmaceutica e cosmetica, in particolare per la produzione di vaccini, anticorpi e cosmetici. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-35721" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_Tabacco.jpg" alt="" width="799" height="502" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Tabacco.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Tabacco-300x188.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Tabacco-768x483.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Al via il progetto europeo Newcotiana per trasformare le piante di tabacco in future biofabbriche di farmaci e cosmetici</p>
<p>  <span id="more-35722"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Tra soli tre anni il tabacco, nello specifico le piante di Nicotiana tabacum e Nicotiana benthamiana, potrebbero fornire molecole benefiche da utilizzare nell’industria farmaceutica e cosmetica, in particolare per la produzione di vaccini, anticorpi e cosmetici. A sancirlo, il progetto dell’Unione Europea “Newcotiana” che coinvolge 19 realtà europee e australiane, tra centri di ricerca (per l’Italia l’<a href="http://www.enea.it/it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ENEA</a>) e aziende. A coordinare il tutto, l&#8217;Istituto di biologia molecolare e cellulare del Consiglio delle ricerche spagnolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le piante verranno riprogrammate attraverso tecnologie di miglioramento basate sul DNA ricombinante chiamate ‘New Plant Breeding Techniques’ (NPBT): in poche parole, si tratterà di piante modificate geneticamente ma non transgeniche, quasi identiche a quelle derivate dai metodi più tradizionali della mutagenesi casuale e dell’incrocio.<br />La coltivazione del tabacco, che in tre decenni è diminuito di circa sei volte sia in Europa che in Italia, vivrà quindi un momento di grande floridità grazie alla sua conversione e all’investimento di 7,2 milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">La scelta di condurre sperimentazaioni proprio su questo tipo di pianta dipende dalla profonda conoscenza geneteica, dalla facile manipolazione, dall’estraneità al campo alimentare e dalla grossa resa in biomassa, condizione perfetta per il ‘molecular farming’.</p>
<p style="text-align: justify;">“Le specie che useremo sono il tabacco coltivato Nicotiana tabacum e la sua cugina australiana Nicotiana benthamiana, che è stata già utilizzata nel ‘molecular farming’ per la produzione del farmaco sperimentale anti-Ebola ZMAPP”, spiega Giovanni Giuliano, genetista dell’ENEA. “Su queste piante verranno utilizzate differenti tecniche di miglioramento genetico, tra cui l’innovativo CRISPR/Cas9 che consente di effettuare con estrema precisione il ‘taglia-e-cuci’ del DNA. In questo modo saremo in grado di modificare la composizione genetica delle piante di tabacco che, anzichè produrre nicotina, diventeranno future biofabbriche di farmaci e cosmetici”, prosegue Giuliano. “Nei laboratori ENEA ci dedicheremo in particolare alla produzione delle piccole molecole, come carotenoidi con funzione protettiva per l’occhio e alcaloidi piridinici utili nella cura palliativa di malattie come sclerosi multipla e Alzheimer”, conclude il ricercatore ENEA che rappresenta l’Italia nel progetto Newcotiana.</p>
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		<title>Gas: Russia blocca progetto South Stream?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/gas/gas-russia-blocca-progetto-south-stream/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 09:37:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[gas Putin]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[progetto South Stream]]></category>
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					<description><![CDATA[Putin minaccia di bloccare il progetto del South Stream, ma Renzi non si preoccupa Il progetto South Stream, il condotto di gas che dovrebbe unire direttamente Russia ed Unione Europea, eliminando ogni Paese extra-comunitario dal transito , potrebbe non essere mai realizzato. Il progetto è fortemente  contestato e condizionato dalla procedura di infrazione Ue e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-22519" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/12/images_igallery_resized_ambientetest_350px_South_Stream_map-13483-250-200-90-c.png" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Putin minaccia di bloccare il progetto del South Stream, ma Renzi non si preoccupa</p>
<p>  <span id="more-22520"></span>  </p>
<p>Il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=18216">progetto South Stream</a>, il condotto di <a href="energia/gas">gas</a> che dovrebbe unire direttamente Russia ed Unione Europea, eliminando ogni Paese extra-comunitario dal transito , potrebbe non essere mai realizzato. Il progetto è fortemente  contestato e condizionato dalla procedura di infrazione Ue e così Putin ha minacciato di sospendere la costruzione, anche se l&#8217;azienda &#8216;dichiara di non aver ricevuto alcuna comunicazione di formale interruzione del contratto dal cliente South Stream Transport&#8217;. La società precisa che &#8216;l&#8217;attività operativa è pertanto in corso&#8217; e che &#8216;le modalità di interruzione dei lavori e di eventuale cancellazione sono disciplinate contrattualmente&#8217;.</p>
<p>Il probabile stop non preoccupa l&#8217;Italia. Meglio, non preoccupa Matteo Renzi: &#8216;era fortemente contestato e condizionato dalla procedura di infrazione Ue, un progetto che noi non consideriamo fondamentale per l&#8217; Italia, quindi la decisione di bloccarlo non è un elemento di preoccupazione&#8217;, ha sostenuto il premier. &#8216;C&#8217;è poi il tema di scelte strategiche con la Russia, i Paesi dell&#8217;Est e i Paesi africani, così come l&#8217;amicizia strategica che ci lega all&#8217;Algeria e porta l&#8217;Eni e l&#8217;Enel ad essere realtà importanti&#8217;.</p>
<p>gc</p>
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		<title>Progetto INCENSe: 6 mln di euro alle PMI europee per lo sviluppo delle rinnovabili</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/news-energia/progetto-incense-6-mln-di-euro-alle-pmi-europee-per-lo-sviluppo-delle-rinnovabili/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 13:58:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Il progetto INCENSe mette a disposizione due bandi da 6 milioni di euro alle PMI e le start up europee per lo sviluppo di tecnologie green in sinergia con le energie rinnovabili Due bandi da 6 milioni di euro alle PMI e le start up europee per lo sviluppo di tecnologie green in sinergia con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-21297" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_energia_bando.rinnovabili.INCENSe-12879-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il progetto INCENSe mette a disposizione due bandi da 6 milioni di euro alle PMI e le start up europee per lo sviluppo di tecnologie green in sinergia con le energie rinnovabili</p>
<p>  <span id="more-21298"></span>  </p>
<p>Due bandi da 6 milioni di euro alle PMI e le start up europee per lo sviluppo di tecnologie green in sinergia con le energie rinnovabili. Con questa &#8216;mission&#8217; il progetto Ue &#8216;<a href="http://www.incense-accelerator.com./" target="_blank" rel="noopener noreferrer">INCENSe</a>&#8216; (INternet Cleantech ENablers Spark) intende promuovere l&#8217;innovazione e l’occupazione nel settore energetico realizzando prodotti e servizi ecosostenibili ad alta tecnologia, sfruttando tutte le potenzialità dell’ICT.</p>
<p>Il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17443" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>progetto</strong></a> &#8216;INCENSe&#8217;, in particolare, metterà a disposizione il budget complessivo di 6 milioni rivolto ad un massimo di 42 PMI o start up europee. I due bandi del progetto saranno pubblicati rispettivamente uno da ottobre 2014 a gennaio 2015, ed il secondo, da giugno a settembre 2015. La partecipazione al programma Ue è rivolta nello specifico a quelle realtà aziendali impegnate nei settori dell&#8217;efficienza energetica e della domotica, ma anche energie <a href="https://www.ecoseven.net//?p=20767" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>rinnovabili</strong></a>, smart grid, sistemi di accumulo, soluzioni avanzate di diagnostica e automazione, e-mobility, sicurezza informatica, digitalizzazione dell’energia attraverso l&#8217;ICT e ogni altro utilizzo della tecnologia informatica e di internet, che possa contribuire alla sostenibilità, al miglioramento del settore energetico o a nuovi servizi nell’ottica delle smart city.</p>
<p>Le aziende vincitrici saranno inoltre messe in contatto con investitori specializzati e avranno una corsia preferenziale alla selezione della prossima edizione di <a href="http://lab.enel.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Enel Lab</a>, l’incubatore d’impresa di Enel, e al Next Step Challenge, di Accelerace. </p>
<p>Il progetto &#8216;INCENSe&#8217;, in pratica, è un incubatore d’impresa realizzato da un consorzio coordinato dal gruppo Enel e cofinanziato dal <a href="http://ec.europa.eu/research/fp7/index_en.cfm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Seventh Framework Programme</a> della UE.</p>
<p>Il programma, è presentato nei giorni scorsi a Monaco di Baviera allo European Conference on the Future Internet. Per maggiori dettagli sui bandi &#8216;INCENSe&#8217; è possibile fare riferimento a questo <a href="http://www.incense-accelerator.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito</a>.</p>
<p>(ml)</p>
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		<title>Caccia delle microplastiche, arriva a Napoli il veliero Tara</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/caccia-delle-microplastiche-arriva-a-napoli-il-veliero-tara/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2014 16:02:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Un viaggio di sedicimila km nel Mediterraneo per studiare gli effetti di questi microframmenti sull&#8217;ambiente marino e sulla biodiversita&#8217; E&#8217; Napoli la tappa italiana del viaggio di Tara Mediterranée, il veliero protagonista del progetto di esplorazione scientifica volto a quantificare la presenza delle microplastiche nel Mediterraneo e i conseguenti effetti sull&#8217;ambiente, la biodiversità, la salute [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21256" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_ambiente_veliero_ambiente-12856-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Un viaggio di sedicimila km nel Mediterraneo per studiare gli effetti di questi microframmenti sull&#8217;ambiente marino e sulla biodiversita&#8217;</p>
<p>  <span id="more-21257"></span>  </p>
<p>E&#8217; Napoli la tappa italiana del viaggio di Tara Mediterranée, il veliero protagonista del progetto di esplorazione scientifica volto a quantificare la presenza delle microplastiche nel Mediterraneo e i conseguenti effetti sull&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?attachment_id=3" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>ambiente</strong></a>, la biodiversità, la salute dell&#8217;uomo. A Napoli il veliero si fermerà dal 9 al 13 ottobre, ma il suo viaggio dura sette mesi, da maggio a novembre 2014, è composto da 22 tappe in 11 diversi Paesi per un totale di sedicimila chilometri. Già finora purtroppo l&#8217;esplorazione ha mostrato risultati preoccupanti: nel Mare Nostrum c&#8217;è molta più plastica di quanta ne vediamo, si parla di almeno 250 miliardi di microframmenti. Le microplastiche hanno dimensioni minime (tra gli 0.3 e i 20 millimetri di lunghezza) ma ciò non le rende meno dannose. Basta pensare che impiegano circa trecento anni per decomporsi.</p>
<p>A Napoli, il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=13603" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>veliero</strong></a> Tara effettuerà naturalmente dei prelievi di campioni delle acque del golfo ma l&#8217;appuntamento avrà anche carattere divulgativo e informativo con un ricco programma di eventi, conferenze e incontri tra ricercatori, studenti, pubblico e istituzioni.</p>
<p>Il programma è curato dalla stazione zoologica partenopea Anton Dohrn (<a href="http://www.szn.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.szn.it</a>) che partecipa al progetto con alcuni suoi ricercatori come Daniele Iudicone (il cui compito è identificare il ruolo delle correnti marine nel determinare la diversità planctonica), Maria Grazia Mazzocchi (studiosa del plancton che vive insieme ai frammenti di microplastica), Gabriele Procaccini (esperto di diversità molecolare degli organismi marini) e Adriana Zigone (che rileva al microscopio la biodiversità del fitoplancton raccolto da Tara). Tutti gli esperti hanno partecipato anche alla missione precedente “Tara Oceans” che ha studiato gli effetti del riscaldamento globale sulla biodiversità nei mari del mondo.</p>
<p>AS</p>
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		<title>Isolamondo, un viaggio e vela che unisce le isole del Mediterraneo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/news-viaggiare/isolamondo-un-viaggio-e-vela-che-unisce-le-isole-del-mediterraneo/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Oct 2014 15:36:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ricche di storia, cultura e meraviglie naturali ma troppo spesso considerate solo fugace meta turistica. Un invito a riscoprirle Dalla Corsica a Pianosa, da Ventotene a Procida. Isolamondo è un progetto che vuole valorizzare il grande patrimonio naturale e umano delle isole del Mediterraneo, diffondendo la conoscenza di queste terre meravigliose e dei loro abitanti. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21250" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_viaggiare_isolamondo-12853-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Ricche di storia, cultura e meraviglie naturali ma troppo spesso considerate solo fugace meta turistica. Un invito a riscoprirle</p>
<p>  <span id="more-21251"></span>  </p>
<p>Dalla Corsica a Pianosa, da Ventotene a Procida. Isolamondo è un progetto che vuole valorizzare il grande patrimonio naturale e umano delle isole del Mediterraneo, diffondendo la conoscenza di queste terre meravigliose e dei loro abitanti. Isolamondo vuole mettere in contatto le piccole comunità insulari e sviluppare progetti comuni, per favorire la diffusione della Cultura Mediterranea, nel segno della libertà, della conoscenza e della tolleranza. Lo strumento scelto è la vela, che sfrutta l’energia pulita del vento e ricorda gli antichi legami che univano le comunità delle isole ai tempi dei Fenici o dei Greci.</p>
<p>Il progetto contesta il pregiudizio che vuole le comunità insulari chiuse in se stesse. La ricchezza di storia e cultura del bacino del Mediterraneo è straordinaria: da quando l’uomo ha iniziato a navigare le genti del Mediterraneo si spostano fra sponde continentali e isole contaminandosi e arricchendosi di sapere. Di questa cultura millenaria le isole sono delle banche dati eccezionali, perché hanno una caratteristica unica: vi si giunge solo per <a href="viaggiare/mare" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>mare</strong></a> e solo uomini con motivazioni e capacità straordinarie le hanno raggiunte nel corso dei millenni. Contaminazioni giunte da terre lontane e isolamento, hanno dato origine ad un patrimonio culturale di grande importanza. Per gli stessi principi di selezione e isolamento le isole sono luoghi speciali anche per il regno animale e vegetale.</p>
<p>Il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17443" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>progetto</strong></a> vuole allora difendere e valorizzare con orgoglio questo patrimonio culturale e genetico per spiegarlo e farlo conoscere al mondo con l’aiuto di tutte le comunità insulari.</p>
<p>IsolaMondo si rivolge a tutti, ma in particolare a bimbi e ragazzi che saranno gli ambasciatori e gli attori principali del progetto. Dal 10 al 19 ottobre Isolamondo farà tappa nelle isole tirreniche: partirà dall&#8217;Elba per toccare il Giglio e poi Ponza, Ventotene e, per la prima volta, Procida. Tra gli appuntamenti, escursioni, incontri con le scuole, storie e racconti delle isole. Il progetto ha una <a href="https://it%20it.facebook.com/pages/IsolaMondo/175907392509969" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pagina facebook</a> dedicata.</p>
<p>AS</p>
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		<title>Nasce la Rete europea contro i reati ambientali</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/nasce-la-rete-europea-contro-i-reati-ambientali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2014 14:56:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Avvocati ambientalisti di tutta l&#8217;Unione europea si uniscono per garantire in tutti i 28 stati membri l&#8217;applicazione della direttiva comunitaria 2008/99/CE Una rete di avvocati e professionisti capaci di unirsi per combattere i crimini contro l&#8217;ambiente. Nasce REDA (Rete europea contro i reati ambientali), una rete di esperti del settore legale che, collaborando con le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21244" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_ambiente_rete.reati_.ambientali-12850-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Avvocati ambientalisti di tutta l&#8217;Unione europea si uniscono per garantire in tutti i 28 stati membri l&#8217;applicazione della direttiva comunitaria 2008/99/CE</p>
<p>  <span id="more-21245"></span>  </p>
<p>Una rete di avvocati e professionisti capaci di unirsi per combattere i crimini contro l&#8217;ambiente. Nasce REDA (Rete europea contro i reati ambientali), una rete di esperti del settore legale che, collaborando con le maggiori associazioni ambientaliste, mettono insieme competenze ed esperienze per rafforzare il contrasto dei crimini contro l&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?attachment_id=3" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>ambiente</strong></a>. </p>
<p>Il progetto è coordinato da SEO/BirdLife e BirdLife International finanziato per lo più dal Programma di Giustizia penale dell&#8217;Unione europea con la finalità di migliorare l&#8217;applicazione della direttiva europea che sanziona condotte come la gestione illecita di rifiuti pericolosi e materiale radioattivo, il commercio di specie protette o la vendita di sostanze che distruggono l&#8217;ozono. Come primo compito la REDA elaborerà una relazione su come è stata recepita la direttiva 2008/99/CE nei 28 Stati membri della UE e su come viene applicata nei tribunali nazionali. Da questa relazione sarà possibile evidenziare lacune e mancanze che impediscono un&#8217;applicazione coerente e efficace delle norme europee. </p>
<p>La direttiva purtroppo non viene infatti applicata in maniera uniforme in tutti gli Stati e anche di queste differenze approfittano i criminali ambientali che, con i loro delitti, non solo mettono a rischio la salute e l&#8217;ambiente ma provocano anche gravi danni all&#8217;economia legale.</p>
<p>Verranno inoltre organizzati tre convegni durante i quali verranno approfonditi temi come la caccia illegale, l&#8217;avvelenamento della fauna selvatica e la distruzione dell’<a href="https://www.ecoseven.net//?p=16962" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>habitat</strong></a>.</p>
<p>AS</p>
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		<title>Il sole in classe</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2014 14:32:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il progetto formativo dell&#8217;Anter per diffondere la conoscenza e il corretto utilizzo delle energie rinnovabili fra gli studenti Energie rinnovabili a misura di bambino. Il progetto “Il sole in classe”, realizzato da Anter (Associazione Nazionale Tutela Energie Rinnovabili) è nato per diffondere la conoscenza e il corretto utilizzo delle energie rinnovabili fra i bambini e i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21238" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_energia_rinnovabili_bambini-12847-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il progetto formativo dell&#8217;Anter per diffondere la conoscenza e il corretto utilizzo delle energie rinnovabili fra gli studenti</p>
<p>  <span id="more-21239"></span>  </p>
<p>Energie rinnovabili a misura di bambino. Il progetto “Il sole in classe”, realizzato da <a href="http://www.anteritalia.org" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Anter</a> (Associazione Nazionale Tutela Energie Rinnovabili) è nato per diffondere la conoscenza e il corretto utilizzo delle energie rinnovabili fra i <a href="https://www.ecoseven.net//?p=20475" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>bambini</strong></a> e i ragazzi di scuole elementari e medie. Le energie pulite vengono così spiegate con i linguaggi adatti ai più piccoli: cartoni animati, giochi e dimostrazioni dal vivo. I bambini vengono invitati a riflettere su quanta energia utilizziamo ogni giorno e sulle modalità di produzione. I piccoli potranno così scoprire che ci sono fonti di energia che possono far male a noi e al mondo che abbiamo intorno e altre invece che sono “amiche” dell&#8217;ambiente. Finora sono stati organizzati 115 eventi, coinvolti oltre 600 insegnanti e più di 12.000 ragazzi in tutta Italia. Le scuole hanno risposto con entusiasmo con la tipica “voglia di cambiare il mondo” dei più piccoli.</p>
<p>Il percorso formativo proposto ai ragazzi prevede un loro continuo coinvolgimento e i delegati Anter rimangono pazientemente a disposizione degli studenti per soddisfare tutte le loro domande e curiosità: dal funzionamento di un&#8217;auto elettrica a quello degli impianti eolici, dal perchè le case non hanno gli impianti fotovoltaici a quali conseguenze porta l&#8217;uso del petrolio e del carbone per la produzione di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=6" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>energia</strong></a>.</p>
<p>Anter è un’associazione no-profit nata in Toscana nel 2009 per promuovere e tutelare la diffusione delle energie rinnovabili in Italia. In poco tempo ha coinvolto oltre 200mila cittadini, a dimostrazione  dell’interesse che questo argomento genera in Italia, non solo per gli aspetti ecologici, ma anche per le opportunità economiche e lavorative.</p>
<p>Per maggiori informazioni è possibile consultare la <a href="//it-it.facebook.com/pages/Il-Sole-in-Classe/1476903459200278" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pagina Facebook</a> dedicata al progetto.</p>
<p>AS</p>
<p> </p>
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		<title>E se la sopraelevata d&#8217;asfalto diventasse un giardino?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2014 12:08:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A Roma partono i lavori per l&#8217;abbattimento di una parte della tangenziale est che potrebbe diventare un lungo parco pensile con orti e vigneti Entro fine ottobre partirà la gara per l&#8217;abbattimento di una parte della tangenziale est di Roma. Più esattamente verrà abbattuta quella parte di striscia d&#8217;asfalto che passa davanti alla stazione Tiburtina [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21041" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_mobilita_tangeziale_est_orto-12745-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>A Roma partono i lavori per l&#8217;abbattimento di una parte della tangenziale est che potrebbe diventare un lungo parco pensile con orti e vigneti</p>
<p>  <span id="more-21042"></span>  </p>
<p>Entro fine ottobre partirà la gara per l&#8217;abbattimento di una parte della tangenziale est di Roma. Più esattamente verrà abbattuta quella parte di striscia d&#8217;asfalto che passa davanti alla stazione Tiburtina da poco riqualificata grazie ad un complesso progetto di restyling. </p>
<p>Il progetto prevede l&#8217;abbattimento di circa 500 metri di viadotto e delle sei rampe che oggi collegano l&#8217;asse stradale alla via Tiburtina, oltre alla riqualificazione delle aree davanti alla stazione. L&#8217;obiettivo del Comune è quello di dare poi il via ad un processo partecipato e condiviso con cittadini e associazioni per la riqualificazione della vecchia Tangenziale anche attraverso la realizzazione di spazi verdi. </p>
<p>A tal fine un progetto è stato già realizzato dall’<a href="http://www.associazioneres.org" target="_blank" rel="noopener noreferrer">associazione RES</a> che prevede la realizzazione di un giardino pensile sulla Tangenziale. Una striscia verde lunga due chilometri e larga venti metri, secondo un modello simile a quello realizzato in altre grandi capitali europee, capace di cambiare in modo radicale il volto del quadrante est di Roma.  </p>
<p>Il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17443" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>progetto</strong></a> che si chiama &#8216;Africoltura urbana in tangenziale&#8217; è un bell&#8217;esempio di partecipazione dei cittadini. Infatti è stato elaborato dall&#8217;architetto canadese Nathalie Grenon, studio Sartogo associati, segretario generale dell&#8217;associazione Res, sostenuto da Campagna Amica della Coldiretti e realizzato insieme a professionisti e cittadini romani che hanno contribuito gratuitamente. </p>
<p>Nei 40mila metri quadri recuperati troverebbero spazio orti urbani, campi di calcetto, tennis e bocce, uno skate park, un vigneto, un meleto sulla rampa di ponte Lanciani e persino un mercato rionale a km 0 con copertura realizzata in <a href="energia/fotovoltaico" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>fotovoltaico</strong></a> e in vendita i prodotti realizzati sul posto. Il tutto totalmente autosufficiente, grazie alla raccolta delle acque reflue, alle vasche di fitodepurazione e ai pannelli solari, e completo di pista ciclabile e stazioni di bike sharing.</p>
<p>Le risorse potrebbero venire dai fondi europei: ci vorrebbero 9 milioni per vedere il progetto realizzato in meno di due anni.</p>
<p>AS</p>
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		<title>150 nuovi orti urbani per le case di Roma</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2014 07:52:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Gruppo Batelli sta portando avanti un progetto che prevede di realizzare 150 nuovi orti urbani ai bordi della tenuta della Marcigliana, sulla Salaria Le zone verdi della città di Roma sono destinate ad aumentare, grazie allo sfruttamento di alcune aree da dedicare alla realizzazione di 150 nuovi orti urbani. Il progetto che prevede la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21063" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_abitare_orti_urbani_Roma-12756-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il Gruppo Batelli sta portando avanti un progetto che prevede di realizzare 150 nuovi orti urbani ai bordi della tenuta della Marcigliana, sulla Salaria</p>
<p>  <span id="more-21064"></span>  </p>
<p>Le zone verdi della città di Roma sono destinate ad aumentare, grazie allo sfruttamento di alcune aree da dedicare alla realizzazione di 150 nuovi orti urbani. Il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17443" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>progetto</strong></a> che prevede la realizzazione dei nuovi orti, viene portato avanti dall’azienda ‘Gruppo Batelli’, con l’obiettivo di riqualificare la zona ai bordi della tenuta della Marcigliana sulla Salaria.</p>
<p>L’iniziativa è stata ribattezzata con il nome ‘Horti della Marcigliana’ e vedrà la riqualificazione di un primo lotto di terreni di 56 mq, destinati ad essere coltivati e pronti per essere lasciati a disposizione dei nuovi abitanti delle case a Marcigliana.</p>
<p>I nuovi <a href="https://www.ecoseven.net//?p=14667" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>orti</strong></a>, in particolare, verranno assegnati agli ‘inquilini’ della Marcigliana attraverso un apposito bando e saranno tutti già dotati di impianto di innaffiamento e gabbiotto degli attrezzi. I futuri agricoltori riceveranno l’aiuto della Facoltà agraria di Perugia che ha realizzato un manuale di ‘Linee guida per la progettazione l’allestimento e la gestione di orti urbani’.</p>
<p>(ml)</p>
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		<title>Mai piu&#8217; Daniza: ecco come funziona il piano per salvare la lince iberica</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2014 08:40:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[lince iberica]]></category>
		<category><![CDATA[orsa]]></category>
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					<description><![CDATA[Da 100 a 320 esemplari, il progetto di reintroduzione della lince in Andalusia ha previsto anche la sensibilizzazione della popolazione Tra gli animali a rischio estinzione in Europa, uno dei più minacciati è senza dubbio la lince iberica. Per fortuna l&#8217;uomo si è mosso e ha avviato una serie di piani di ripopolamento nel suo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-20937" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_ambiente_lince_iberica_estinzione-12744-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Da 100 a 320 esemplari, il progetto di reintroduzione della lince in Andalusia ha previsto anche la sensibilizzazione della popolazione</p>
<p>  <span id="more-20938"></span>  </p>
<p>Tra gli animali a rischio estinzione in Europa, uno dei più minacciati è senza dubbio la lince iberica.</p>
<p>Per fortuna l&#8217;uomo si è mosso e ha avviato una serie di piani di ripopolamento nel suo habitat. In Andalusia tali progetti hanno dati buoni frutti, sebbene non manchino le criticità. Il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17443" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>progetto</strong></a> ha previsto non soltanto di liberare esemplari nati in cattività ma ha guardato più a lontano con piani di accrescimento delle prede naturali della lince (soprattutto conigli) e piani di sensibilizzazione ed educazione della popolazione per evitare episodi di bracconaggio o incontri al cardiopalma, ottenendo così il sostegno sociale al progetto (e qui viene subito in mente il caso dell&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=20990" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>orsa</strong></a> Daniza e di un cercatore di funghi un po&#8217; troppo curioso).  Nel 2002, quando sono partiti i primi progetti di conservazione, erano rimasti a malapena 100 esemplari di lince. Il piano ha previsto anche l&#8217;apertura di un allevamento per poterle poi reintrodurle in aree attentamente selezionate. Le prime reintroduzioni sono avvenute nel 2009 e in 4 anni 34 individui sono stati rimessi in libertà mostrando un ottimo adattamento e comportamenti del tutto simili a quelli dei loro compagni nati in libertà. Il programma sembra dare i suoi frutti e nel 2012 si è stimata una popolazione di linci pari a 320 esemplari. Certo, i problemi non mancano. Una percentuale ancora troppo alta di linci muore vittima del bracconaggio o investita dalle auto. In ogni caso, il Global Re-Introduction perspectives 2013, il documento elaborato dal gruppo di specialisti dello IUCN/SSC considera il progetto un successo.</p>
<p>AS</p>
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