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	<title>prodotto di qualità &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Piq: ecco il Prodotto interno qualità, che valuta l&#8217;olio nazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2015 09:03:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[Piq]]></category>
		<category><![CDATA[prodotto]]></category>
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					<description><![CDATA[Arriva il Prodotto interno qualità, strumento utile per valutare la buona qualità dell&#8217;olio nazionale   La qualità dell&#8217;olio extra vergine di oliva italiano non è tutta uguale. A dirlo è il primo Piq &#8211; Prodotto interno qualità &#8211; sulla filiera oleicola, realizzato da Fondazione Symbola e Crea in collaborazione con Coldiretti e Unaprol, secondo il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-26959" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/06/images_igallery_resized_ambientetest_foto_44_1-15718-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span><span><span>Arriva il Prodotto interno qualità, strumento utile per valutare la buona qualità dell&#8217;olio nazionale</span></span></span></p>
<p>  <span id="more-26960"></span>  </p>
<p> </p>
<p><span><span><span>La qualità dell&#8217;<a href="alimentazione/vino" target="_blank" rel="noopener noreferrer">olio extra vergine di oliva </a>italiano non è tutta uguale. A dirlo è il primo Piq &#8211; Prodotto interno qualità &#8211; sulla filiera oleicola, realizzato da Fondazione Symbola e Crea in collaborazione con Coldiretti e Unaprol, secondo il quale ben il 40% dell&#8217;olio extra vergine di oliva italiano è di qualità superiore rispetto al resto.</span></span></span></p>
<p><span><span><span>Il Piq identifica non solo il buon olio da un punto di vista organolettico, ma soprattutto quell&#8217;olio che è frutto di una filiera che dalla terra alla bottiglia, riserva le giuste attenzioni verso ambiente, capitale umano, gestione di risorse e rifiuti e che riduce i fitofarmaci e rispetta i parametri di qualità salutistica. Il Piq sarà un importante strumento per valutare gli oli in commercio e saper scegliere meglio.</span></span></span></p>
<p><span><span><span>Non è un caso, infatti, che il Piq prenda in considerazione ben 102 indicatori, dal contenimento dei costi di consumo dell&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=4735" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acqua</a> alla certificazione bio, alla quota di olio recuperato sul totale distribuito. Facciamo un esempio concreto: se i costi per fitofarmaci e fertilizzanti aumentano, incidendo sui margini aziendali, e contemporaneamente calano i prezzi alla vendita delle olive, le aziende risultano sotto stress a discapito della qualità.</span></span></span></p>
<p> </p>
<p><span><span><span>La buona qualità del nostro olio non basta, però, a soddisfare la domanda interna. Nonostante l&#8217;Italia, infatti, copra da sola il 20% della produzione comunitaria, nel 2014 si è registrato un allarmante aumento del 38% di olio di importazione, contestuale al calo di oltre il 35% dei raccolti nazionali. </span></span></span></p>
<p><span><span><span>gc</span></span></span></p>
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		<title>Vino, in arrivo nuove Doc per la Puglia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/prodotti-tipici/vino-in-arrivo-nuove-doc-per-la-puglia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2013 07:42:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia]]></category>
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					<description><![CDATA[Cinque nuove denominazioni d’origine controllata arricchiranno la qualita&#8217; riconosciuta del patrimonio vitivinicolo pugliese. In arrivo anche un marchio a difesa del rosato Made in Puglia Negroamaro, Primitivo, Nero di Troia, Terre di Otranto e Fiano di Puglia. Il patrimonio vitivinicolo pugliese si arricchirà di cinque nuovi vini a denominazione d’origine controllata. Il 20 gennaio la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-10394" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/01/images_igallery_resized_enogastronomia_vino_rosato-6988-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Cinque nuove denominazioni d’origine controllata arricchiranno la qualita&#8217; riconosciuta del patrimonio vitivinicolo pugliese. In arrivo anche un marchio a difesa del rosato Made in Puglia</p>
<p>  <span id="more-10395"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Negroamaro, Primitivo, Nero di Troia, Terre di Otranto e Fiano di Puglia. Il <strong>patrimonio vitivinicolo pugliese</strong> si arricchirà di cinque nuovi <strong><a href="http://alimentazione.ecoseven.net/vino" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vini</a></strong> a denominazione d’origine controllata. Il 20 gennaio la firma del disciplinare del Fiano di Puglia. In seguito, si avrà il Negroamaro Doc, il Primitivo Doc, il Nero di Troia Doc (già istituito), e Terre di Otranto Doc che comprende più vitigni tradizionali.&nbsp;<span style="font-size: 13px;">L’annuncio è arrivato dal governatore pugliese Nichi Vendola e dall’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Dario Stefàno nel corso della conferenza stampa sul riconoscimento attribuito alla Puglia dalla rivista internazionale Wine Enthusiast che ha eletto il &#8216;tacco d’Italia&#8217; tra le &#8217;10 Best Wine Travel Destinations 2013&#8242;, la top ten delle migliori mete dell’enoturismo di tutto il mondo.&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;">La<strong> <a href="http://alimentazione.ecoseven.net/vino/vino-la-regione-puglia-stanzia-45-milioni-a-sostegno-delle-imprese" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Regione Puglia</a></strong> ha rifiutato trenta denominazioni prive di valore identitario ed un’unica macrodenominazione &#8216;Puglia&#8217;. Si aggiungerà, invece, ai Doc già registrati il nuovo marchio &#8216;Prodotto di qualità della Puglia&#8217;, risultato di un emendamento presentato a Bruxelles in difesa dei rosati Made in Puglia che rappresentano la metà dell’intera produzione nazionale, mentre la produzione in bottiglia, negli ultimi tre anni, è triplicata passando dal 21% del 2009 al 61% del 2012. Tutto questo sarà presentato al <strong>Vinitaly</strong> (il Salone internazionale del vino di Verona), dal 7 al 10 aprile, insieme ad una indagine statistica condotta dall’Università &#8216;Bocconi&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">(dp)<br /><span style="font-size: 9.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Arial','sans-serif'; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-theme-font: minor-latin; color: black; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;"> <br /> </span></p>
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