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	<title>prezzi &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Prezzi degli ortaggi: perché al supermercato non scendono mai (anche quando crollano nei campi)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 14:00:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Redazione Ecoseven – 24/06/2026 I prezzi degli ortaggi raccontano due storie opposte a seconda di dove si guarda. Nei campi, i prezzi all&#8217;origine — quelli che incassa l&#8217;agricoltore — oscillano in modo violento: nella primavera 2026 i pomodori da serra sono arrivati a costare il 143,7% in più rispetto a un anno prima, mentre il radicchio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecoseven</a> – 24/06/2026</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-320209 size-full" title="Prezzi degli ortaggi: banco di frutta e verdura al mercato in Italia" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/prezzi-ortaggi.webp" alt="prezzi degli ortaggi 2026" width="1236" height="824" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/prezzi-ortaggi.webp 1236w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/prezzi-ortaggi-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/prezzi-ortaggi-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/prezzi-ortaggi-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 1236px) 100vw, 1236px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="3:1-3:676;99-774"><strong>I prezzi degli ortaggi raccontano due storie opposte a seconda di dove si guarda. Nei campi, i prezzi all&#8217;origine — quelli che incassa l&#8217;agricoltore — oscillano in modo violento: nella primavera 2026 i pomodori da serra sono arrivati a costare il 143,7% in più rispetto a un anno prima, mentre il radicchio è crollato del 51,8% (dati <a href="https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2086" target="_blank" rel="noopener">ISMEA</a>). Al supermercato, invece, il prezzo che paghiamo si muove molto più lentamente: a inizio 2026 i vegetali freschi al consumo erano addirittura in lieve calo tendenziale (<a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/prezzi-al-consumo-maggio-2026/" target="_blank" rel="noopener">ISTAT</a>). Questa forbice tra campo e scaffale spiega perché la verdura &#8220;non scende mai&#8221; quando dovrebbe. Ecco da cosa dipende e cosa significa per chi fa la spesa.</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="5:1-5:501;776-1276">Capita a tutti: si legge che i prezzi agricoli sono crollati, ma al banco della frutta e verdura non cambia nulla. Non è un&#8217;impressione: è la conseguenza di come funziona la filiera ortofrutticola, dove il prezzo nei campi e quello sullo scaffale seguono dinamiche diverse. Per capirlo bisogna tenere separate due grandezze che spesso vengono confuse — il prezzo all&#8217;origine e il prezzo al consumo — e guardare i numeri ufficiali. È il secondo appuntamento della nostra rubrica sui prezzi alimentari.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="7:1-7:60;1278-1337">Prezzo all&#8217;origine e prezzo al consumo: due cose diverse</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="9:1-9:70;1339-1408">Partiamo dalla distinzione fondamentale, perché è la chiave di tutto.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="11:1-11:289;1410-1698">Il <strong>prezzo all&#8217;origine</strong> è quello che l&#8217;agricoltore riceve quando vende il suo prodotto. Lo rileva l&#8217;ISMEA (l&#8217;Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) e riflette in modo immediato ciò che accade nei campi: un raccolto abbondante lo fa crollare, una gelata lo fa schizzare.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="13:1-13:259;1700-1958">Il <strong>prezzo al consumo</strong> è quello che paghiamo noi alla cassa. Lo misura l&#8217;ISTAT, ed è la somma del prezzo all&#8217;origine più tutti i costi e i margini che si aggiungono lungo la filiera: trasporto, logistica, conservazione, distribuzione, vendita al dettaglio.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="15:1-15:201;1960-2160">La differenza è cruciale: il prezzo all&#8217;origine è solo una frazione di quello finale. Per questo, quando il prezzo nei campi crolla, sullo scaffale l&#8217;effetto arriva attenuato e in ritardo — se arriva.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="17:1-17:45;2162-2206">Nei campi: rincari (e crolli) da capogiro</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="19:1-19:241;2208-2448">I dati all&#8217;origine raccontano un mercato in fortissimo movimento. Secondo le rilevazioni ISMEA della primavera 2026, confrontando i prezzi con lo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, molti ortaggi mostravano aumenti a doppia o tripla cifra:</p>
<ul class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3" data-sourcepos="21:1-27:32;2450-2639">
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2" data-sourcepos="21:1-21:47;2450-2496"><strong>Pomodori da serra: +143,7%</strong> (a 2,55 €/kg)</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2" data-sourcepos="22:1-22:23;2497-2519"><strong>Finocchi: +62,7%</strong></li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2" data-sourcepos="23:1-23:23;2520-2542"><strong>Carciofi: +54,1%</strong></li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2" data-sourcepos="24:1-24:21;2543-2563"><strong>Carote: +49,6%</strong></li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2" data-sourcepos="25:1-25:25;2564-2588"><strong>Cavolfiori: +42,9%</strong></li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2" data-sourcepos="26:1-26:19;2589-2607"><strong>Fave: +37,0%</strong></li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2" data-sourcepos="27:1-27:32;2608-2639"><strong>Peperoni da serra: +32,4%</strong></li>
</ul>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="29:1-29:374;2641-3014">Attenzione, però: questi numeri non vanno letti come &#8220;la verdura costa il 143% in più al supermercato&#8221;. Sono prezzi all&#8217;origine, e quei rialzi misurano soprattutto un <strong>recupero rispetto ai livelli molto bassi del 2025</strong>, anno in cui diversi prodotti erano stati pagati pochissimo agli agricoltori. È un rimbalzo da una base depressa, non un&#8217;esplosione assoluta dei prezzi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="31:1-31:243;3016-3258">E non tutto sale. Nello stesso periodo alcuni ortaggi erano in netto calo all&#8217;origine: <strong>radicchio -51,8%</strong>, <strong>zucchine da serra -9,9%</strong>, <strong>patate comuni -7,1%</strong>, <strong>cavoli broccoli -5,9%</strong> — comparti che faticavano ancora a recuperare valore.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="33:1-33:42;3260-3301">Sullo scaffale: prezzi molto più calmi</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="35:1-35:104;3303-3406">Passando al prezzo al consumo, il quadro cambia radicalmente. Qui i movimenti sono molto più contenuti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="37:1-37:315;3408-3722">Secondo l&#8217;ISTAT, a maggio 2026 l&#8217;inflazione generale era al +3,2%, ma il &#8220;carrello della spesa&#8221; (i beni di uso quotidiano) cresceva molto meno, intorno al +1,9-2,3%. Soprattutto, gli <strong>alimentari non lavorati</strong> — la categoria che comprende frutta e verdura fresca — facevano da freno all&#8217;inflazione, non da spinta.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="39:1-39:344;3724-4067">C&#8217;è di più: a fine 2025 i prezzi al consumo dei &#8220;vegetali freschi o refrigerati diversi dalle patate&#8221; erano addirittura in <strong>calo tendenziale</strong> (-1,8% a dicembre, secondo l&#8217;ISTAT). In altre parole, mentre i prezzi all&#8217;origine di molti ortaggi rimbalzavano verso l&#8217;alto, sullo scaffale il consumatore vedeva variazioni minime o persino ribassi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="41:1-41:102;4069-4170">Questa è la forbice: due indicatori che, nello stesso periodo, possono muoversi in direzioni opposte.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="43:1-43:48;4172-4219">Perché lo scaffale &#8220;non scende&#8221; come i campi</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="45:1-45:127;4221-4347">Il motivo di questo scarto è strutturale, e vale la pena capirlo perché è la spiegazione che manca quasi sempre nel dibattito.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="47:1-47:370;4349-4718">Il primo fattore è la <strong>composizione del prezzo finale</strong>. Il costo della materia prima agricola è solo una parte di ciò che paghiamo: il resto è trasporto, refrigerazione, imballaggio, distribuzione e margine commerciale. Se il prodotto agricolo dimezza il suo prezzo ma rappresenta, poniamo, un terzo del prezzo finale, sullo scaffale il calo si riduce a una frazione.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="49:1-49:338;4720-5057">Il secondo è la <strong>vischiosità dei prezzi al dettaglio</strong>. I prezzi al supermercato tendono a salire in fretta quando i costi aumentano, e a scendere lentamente quando calano — un fenomeno noto agli economisti, lo stesso che si osserva con i carburanti. I margini della distribuzione tendono ad ampliarsi nelle fasi di ribasso all&#8217;origine.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="51:1-51:181;5059-5239">Il terzo è il <strong>ritardo temporale</strong>: i contratti di fornitura, le scorte e i listini fanno sì che le variazioni nei campi arrivino allo scaffale con settimane o mesi di sfasamento.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="53:1-53:57;5241-5297">Cosa muove i prezzi degli ortaggi: il ruolo del clima</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="55:1-55:117;5299-5415">C&#8217;è poi una causa di fondo che spiega le oscillazioni violente all&#8217;origine, ed è sempre più rilevante: il <strong>meteo</strong>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="57:1-57:477;5417-5893">Gli ortaggi nascono dall&#8217;agricoltura, che dipende dalle condizioni climatiche. Siccità, ondate di calore, gelate e alluvioni riducono i raccolti e provocano rincari improvvisi all&#8217;origine; al contrario, una stagione favorevole genera abbondanza e fa crollare i prezzi. Con il cambiamento climatico questi eventi estremi sono più frequenti, al punto che gli analisti osservano come il mercato ortofrutticolo si muova ormai &#8220;per shock&#8221; più che secondo cicli stagionali regolari.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="59:1-59:247;5895-6141">È questo che genera le montagne russe dei prezzi all&#8217;origine: un anno il pomodoro vale pochissimo per sovrapproduzione, l&#8217;anno dopo rimbalza perché il raccolto è andato male. Lo scaffale, più lento e mediato, assorbe e leviga queste oscillazioni.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="61:1-61:32;6143-6174">Cosa significa concretamente</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="63:1-63:80;6176-6255">Tradotto in indicazioni pratiche <a href="https://www.ecoseven.net/economia/prezzo-del-caffe-2026/" target="_blank" rel="noopener">per chi fa la spesa</a>, ecco cosa tenere a mente sui prezzi degli ortaggi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="65:1-65:318;6257-6574"><strong>Diffidare dei titoli allarmistici sui singoli prodotti.</strong> Un &#8220;+143% del pomodoro&#8221; si riferisce quasi sempre al prezzo all&#8217;origine e a un confronto annuo con una base bassa, non al prezzo che troverai al supermercato. Il dato vero per il tuo portafoglio è l&#8217;inflazione al consumo, che per la verdura resta contenuta.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="67:1-67:277;6576-6852"><strong>Seguire la stagionalità.</strong> Il modo più concreto per pagare meno la verdura è comprarla di stagione: è quando l&#8217;offerta è massima e i prezzi all&#8217;origine — e quindi anche quelli al dettaglio — sono più bassi. Un ortaggio fuori stagione o da serra costa strutturalmente di più.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="69:1-69:248;6854-7101"><strong>Non aspettarsi che lo scaffale &#8220;restituisca&#8221; subito i cali dei campi.</strong> Per la vischiosità dei prezzi al dettaglio, un crollo all&#8217;origine si traduce in piccoli ribassi al consumo, e con ritardo. È utile saperlo per avere aspettative realistiche.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="71:1-71:27;7103-7129">FAQ – Domande frequenti</h2>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="73:1-73:90;7131-7220">Perché i prezzi degli ortaggi al supermercato non scendono quando crollano nei campi?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="75:1-75:415;7222-7636">Perché il prezzo all&#8217;origine (quello che incassa l&#8217;agricoltore) è solo una parte del prezzo finale, che include trasporto, distribuzione e margini commerciali. Inoltre i prezzi al dettaglio tendono a salire in fretta e a scendere lentamente, e le variazioni dei campi arrivano allo scaffale con settimane o mesi di ritardo. Per questo un crollo all&#8217;origine si traduce, al massimo, in un piccolo ribasso al consumo.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="77:1-77:62;7638-7699">Di quanto sono aumentati i prezzi degli ortaggi nel 2026?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="79:1-79:398;7701-8098">Dipende da quale prezzo si guarda. All&#8217;origine, nella primavera 2026 alcuni ortaggi mostravano forti rialzi annui (pomodori da serra +143,7%, finocchi +62,7%, secondo ISMEA), ma si trattava soprattutto di un recupero rispetto ai prezzi molto bassi del 2025. Al consumo, invece, i vegetali freschi facevano da freno all&#8217;inflazione, con variazioni minime o addirittura in calo a inizio anno (ISTAT).</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="81:1-81:69;8100-8168">Qual è la differenza tra prezzo all&#8217;origine e prezzo al consumo?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="83:1-83:371;8170-8540">Il prezzo all&#8217;origine è quello che riceve l&#8217;agricoltore al momento della vendita, rilevato dall&#8217;ISMEA, e riflette direttamente ciò che accade nei campi. Il prezzo al consumo è quello che paghiamo alla cassa, misurato dall&#8217;ISTAT, e comprende anche i costi e i margini della filiera: trasporto, logistica, distribuzione e vendita. Il primo è solo una frazione del secondo.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="85:1-85:56;8542-8597">Perché i prezzi degli ortaggi oscillano così tanto?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="87:1-87:402;8599-9000">Soprattutto a causa del clima. L&#8217;agricoltura dipende dalle condizioni meteorologiche: siccità, ondate di calore, gelate e alluvioni riducono i raccolti facendo salire i prezzi, mentre le stagioni favorevoli generano abbondanza e li fanno scendere. Con il cambiamento climatico questi eventi estremi sono più frequenti, e il mercato ortofrutticolo si muove ormai &#8220;per shock&#8221; più che per cicli regolari.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="89:1-89:45;9002-9046">Come faccio a risparmiare sulla verdura?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="91:1-91:332;9048-9379">Il modo più efficace è comprare prodotti di stagione: è quando l&#8217;offerta è massima e i prezzi, sia all&#8217;origine sia al dettaglio, sono più bassi. Gli ortaggi fuori stagione o coltivati in serra costano strutturalmente di più. Confrontare i prezzi degli ortaggi tra punti vendita diversi e privilegiare i prodotti locali può aiutare ulteriormente.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="93:1-93:12;9381-9392">In breve</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="95:1-95:1042;9394-10435">I prezzi degli ortaggi seguono due dinamiche diverse a seconda di dove si guarda. All&#8217;origine, nei campi, oscillano in modo violento: nella primavera 2026 i pomodori da serra erano a +143,7% su base annua e altri ortaggi mostravano forti rialzi (ISMEA), ma si trattava soprattutto di un rimbalzo dai prezzi molto bassi del 2025, e non mancavano i crolli (radicchio -51,8%). Al consumo, invece, il prezzo che paghiamo si muove molto più lentamente: a inizio 2026 i vegetali freschi erano in lieve calo tendenziale e facevano da freno all&#8217;inflazione (ISTAT). La forbice tra campo e scaffale dipende dalla struttura del prezzo finale (la materia prima è solo una parte), dalla vischiosità dei prezzi al dettaglio e dai ritardi della filiera. A monte di tutto c&#8217;è il clima, che con eventi estremi sempre più frequenti fa muovere il mercato &#8220;per shock&#8221;. Per chi fa la spesa, la lezione pratica è doppia: diffidare dei titoli allarmistici sui singoli prodotti, che citano quasi sempre il prezzo all&#8217;origine, e comprare di stagione per pagare meno.</p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="99:1-99:535;10442-10976"><em>Questo articolo sui prezzi degli ortaggi ha finalità informative e divulgative. I dati provengono da fonti ufficiali (ISMEA per i prezzi all&#8217;origine, ISTAT per i prezzi al consumo) aggiornati alle rilevazioni più recenti disponibili; trattandosi di indicatori soggetti a revisione e a forte stagionalità, i valori possono variare nelle rilevazioni successive. <a href="https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2086" target="_blank" rel="noopener">I dati ISMEA sui prezzi all&#8217;origine si riferiscono alla rilevazione settimanale della primavera 2026</a>; <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/prezzi-al-consumo-maggio-2026/" target="_blank" rel="noopener">i dati ISTAT sui prezzi al consumo alle stime di maggio 2026</a> e ai dati definitivi di fine 2025.</em></p>
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		<title>Prezzi carburanti 24 giugno: Petrolio giù del 24%, diesel solo del 2,2%</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/economia/prezzi-carburanti-oggi-24-giugno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 08:38:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=320188</guid>

					<description><![CDATA[di Redazione Ecoseven – 24/06/2026 Prezzi carburanti oggi 24 giugno 2026 &#8211; Mentre il prezzo del greggio è crollato di quasi il 24% in un mese, alla pompa il calo è stato molto più lento: il diesel è sceso solo del 2,2% e la benzina del 6,1%, secondo le elaborazioni del Codacons sui dati MIMIT. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecoseven</a> – 24/06/2026</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-320189 size-full" title="Prezzi carburanti oggi: benzina e diesel al distributore a giugno 2026" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Prezzi-carburanti-oggi-24-giugno.webp" alt="Prezzi carburanti oggi 24 giugno" width="1235" height="824" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Prezzi-carburanti-oggi-24-giugno.webp 1235w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Prezzi-carburanti-oggi-24-giugno-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Prezzi-carburanti-oggi-24-giugno-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Prezzi-carburanti-oggi-24-giugno-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 1235px) 100vw, 1235px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="3:1-3:655;100-754"><strong>Prezzi carburanti oggi 24 giugno 2026 &#8211; Mentre il prezzo del greggio è crollato di quasi il 24% in un mese, alla pompa il calo è stato molto più lento: il diesel è sceso solo del 2,2% e la benzina del 6,1%, secondo le elaborazioni del Codacons sui dati MIMIT. Oggi, 24 giugno 2026, dopo il quattordicesimo giorno consecutivo di ribassi, la benzina self service sulla rete stradale è a 1,829 €/litro e il gasolio a 1,922 €/litro (Osservatorio prezzi MIMIT, rilevazione del 23 giugno). È il classico <a href="https://modena.cna.it/carburanti-leffetto-rocket-and-feathers-il-greggio-crolla-del-12-ma-alla-pompa-non-si-vede/#:~:text=C&#039;%C3%A8%20un%20fenomeno%20che,piume%20quando%20il%20greggio%20cala." target="_blank" rel="noopener">effetto &#8220;rocket and feathers&#8221;</a>: i prezzi salgono come razzi e scendono come piume. Ecco perché succede, quanto pesa sul portafoglio e cosa cambia con la scadenza del taglio accise del 3 luglio.</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="5:1-5:389;756-1144">C&#8217;è uno scarto numerico che salta agli occhi. Tra il 20 maggio e il 22 giugno 2026 il Brent, il greggio di riferimento europeo, è passato da circa 105 a meno di 80 dollari al barile: un crollo di quasi il 24%. Nello stesso periodo, però, i prezzi alla pompa sono scesi molto meno. È un fenomeno noto agli economisti e ai consumatori, e vale la pena capirlo nei dettagli, numeri alla mano.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="7:1-7:65;1146-1210">Prezzi carburanti oggi: i dati MIMIT aggiornati</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="9:1-9:258;1212-1469">Secondo l&#8217;ultima rilevazione dell&#8217;<a href="https://carburanti.mise.gov.it/ospzSearch/home" target="_blank" rel="noopener">Osservatorio prezzi del MIMIT</a>, i prezzi medi alla pompa in modalità self service sulla rete stradale nazionale sono al quattordicesimo giorno consecutivo di calo. Questi i valori di riferimento aggiornati al 23 giugno 2026:</p>
<ul class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3" data-sourcepos="11:1-16:30;1471-1722">
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2" data-sourcepos="11:1-11:50;1471-1520"><strong>Benzina self (rete stradale): 1,829 €/litro</strong></li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2" data-sourcepos="12:1-12:49;1521-1569"><strong>Diesel self (rete stradale): 1,922 €/litro</strong></li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2" data-sourcepos="13:1-13:47;1570-1616"><strong>Benzina self (autostrada): 1,926 €/litro</strong></li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2" data-sourcepos="14:1-14:46;1617-1662"><strong>Diesel self (autostrada): 2,013 €/litro</strong></li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2" data-sourcepos="15:1-15:30;1663-1692"><strong>GPL: circa 0,77 €/litro</strong></li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2" data-sourcepos="16:1-16:30;1693-1722"><strong>Metano: circa 1,56 €/kg</strong></li>
</ul>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="18:1-18:342;1724-2065">Si tratta di valori medi nazionali: il singolo distributore può praticare prezzi diversi a seconda della zona, del marchio e della modalità di rifornimento. Il calo del 23 giugno è stato generalizzato in tutta Italia, con poche eccezioni regionali in cui il prezzo è rimasto stabile o, in Sicilia, in lievissimo aumento (Osservatorio <a href="https://www.mimit.gov.it/it/" target="_blank" rel="noopener">MIMIT</a>).</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="20:1-20:57;2067-2123">Lo scarto tra petrolio e pompa: i numeri del fenomeno</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="22:1-22:325;2125-2449">Il cuore della questione sui prezzi carburanti oggi 24 giugno è la differenza tra il calo del greggio e quello al distributore. Secondo i dati elaborati dal Codacons sulle rilevazioni MIMIT, nell&#8217;ultimo mese il prezzo medio del diesel è calato da 1,980 a 1,937 euro al litro: appena il 2,2%. La benzina è scesa da 1,961 a 1,841 euro, con una flessione del 6,1%.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="24:1-24:257;2451-2707">In entrambi i casi, una riduzione molto inferiore a quella del petrolio. Per dare una proporzione: a fronte di un greggio sceso di quasi un quarto del suo valore, il diesel ha restituito al consumatore meno di un decimo di quel calo in termini percentuali.</p>
<table style="height: 214px;" width="671">
<tbody>
<tr>
<td width="129"><strong>Tipologia Carburante</strong></td>
<td width="131"><strong>Articolo attuale (self, rete stradale)</strong></td>
<td style="text-align: left;" width="152"><strong>Oggi – MIMIT 23 giugno (14° giorno di calo)</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="129">Benzina</td>
<td width="131">1,835 €/l</td>
<td width="152">1,829 €/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="129">Diesel</td>
<td width="131">1,930 €/l</td>
<td width="152">1,922 €/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="129">Benzina autostrada</td>
<td width="131">1,935 €/l</td>
<td width="152">1,926 €/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="129">Diesel autostrada</td>
<td width="131">2,025 €/l</td>
<td width="152">2,013 €/l</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="26:1-26:72;2709-2780">Perché i prezzi scendono lentamente: l&#8217;effetto &#8220;rocket and feathers&#8221;</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="28:1-28:226;2782-3007">Gli economisti lo chiamano <a href="https://modena.cna.it/carburanti-leffetto-rocket-and-feathers-il-greggio-crolla-del-12-ma-alla-pompa-non-si-vede/#:~:text=C&#039;%C3%A8%20un%20fenomeno%20che,piume%20quando%20il%20greggio%20cala." target="_blank" rel="noopener">effetto &#8220;rocket and feathers&#8221;</a> (razzo e piume): quando il greggio aumenta, i prezzi alla pompa salgono rapidamente, come un razzo; quando il greggio cala, scendono lentamente, come piume che planano.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="30:1-30:346;3009-3354">Le ragioni strutturali sono diverse. La prima è la <strong>composizione del prezzo</strong>: gran parte del costo finale di un litro di carburante è fatta di tasse (accise e IVA), che non dipendono dalle oscillazioni del greggio. La materia prima è solo una frazione del totale, quindi un crollo del petrolio si trasmette in modo attenuato sul prezzo finale.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="32:1-32:208;3356-3563">La seconda è il <strong>ritardo temporale</strong>: il carburante venduto oggi è stato spesso acquistato e raffinato settimane prima, a prezzi più alti. La discesa del greggio impiega tempo a raggiungere il distributore.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="34:1-34:537;3565-4101">La terza, denunciata dalle associazioni dei consumatori, riguarda possibili <strong>comportamenti di mercato</strong>: i margini di distributori e operatori tenderebbero ad ampliarsi nelle fasi di ribasso. Va detto con chiarezza che si tratta di posizioni delle associazioni (<a href="https://codacons.it/" target="_blank" rel="noopener">Codacons</a>, <a href="https://adocnazionale.it/" target="_blank" rel="noopener">Adoc</a>, <a href="https://www.assoutenti.it/" target="_blank" rel="noopener">Assoutenti</a>, <a href="https://www.unimpresa.it/" target="_blank" rel="noopener">Unimpresa</a>) e non di accertamenti definitivi: il Codacons si è detto pronto a presentare esposti alle Procure e all&#8217;Antitrust per verificare eventuali fenomeni speculativi o intese anticoncorrenziali, qualora i prezzi non scendano in modo deciso.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="36:1-36:210;4103-4312">La digitalizzazione dei prezzi e la comunicazione obbligatoria all&#8217;Osservatorio dovrebbero, in teoria, ridurre queste asimmetrie. I dati empirici, però, mostrano che la trasmissione verso il basso resta lenta.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="38:1-38:75;4314-4388">La scadenza del taglio accise del 3 luglio: cosa rischia il consumatore</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="40:1-40:142;4390-4531">C&#8217;è un secondo elemento che pesa sui prezzi carburanti oggi, ed è di natura fiscale. Il taglio delle accise attualmente in vigore scade il <strong>3 luglio 2026</strong>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="42:1-42:399;4533-4931">La misura, prorogata con il decreto MEF del 5 giugno (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 giugno), prevede uno sconto allineato tra benzina e diesel: 5 centesimi al litro di accisa, che diventano circa 6,1 centesimi al litro considerando l&#8217;effetto dell&#8217;IVA al 22%. Rispetto alle settimane precedenti, lo sconto sul gasolio è stato dimezzato (prima valeva il doppio, circa 12,2 centesimi).</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="44:1-44:393;4933-5325">Il punto critico è questo: <strong>in assenza di una nuova proroga, dal 4 luglio le accise tornerebbero al livello ordinario</strong>, con un rincaro automatico di circa 6 centesimi al litro su benzina e gasolio, indipendentemente dall&#8217;andamento del petrolio. Un aumento fiscale che annullerebbe buona parte del risparmio recente proprio all&#8217;inizio della stagione estiva, quando aumentano gli spostamenti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="46:1-46:385;5327-5711">Il governo non ha ancora deciso. Il ministro dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza energetica, <a href="https://www.mase.gov.it/portale/il-ministro-1" target="_blank" rel="noopener"><strong>Gilberto Pichetto Fratin</strong></a>, ha dichiarato il 23 giugno che la valutazione sui prezzi e sull&#8217;eventuale nuovo intervento sulle accise sarà fatta intorno al 6 luglio (dichiarazione a margine dell&#8217;assemblea di <a href="https://www.utilitalia.it/" target="_blank" rel="noopener">Utilitalia</a>). La decisione dipenderà <a href="https://www.ecoseven.net/economia/prezzi-benzina-e-diesel-3/" target="_blank" rel="noopener">dall&#8217;andamento del greggio</a> e dal gettito IVA di giugno.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="48:1-48:46;5713-5758">Cosa significa concretamente per chi guida</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="50:1-50:83;5760-5842">Da questo quadro derivano alcune indicazioni pratiche, utili a contenere la spesa.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="52:1-52:394;5844-6237"><strong>Confrontare i prezzi sul territorio.</strong> Poiché il calo medio è lento, la differenza la fa scegliere bene dove rifornirsi: nello stesso comune la forbice tra l&#8217;impianto più caro e quello più economico può superare i 15-20 centesimi al litro. Lo strumento ufficiale e gratuito è il portale Osservaprezzi Carburanti del MIMIT, che consente la ricerca per comune, indirizzo o tratta autostradale.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="54:1-54:225;6239-6463"><strong>Evitare per quanto possibile i rifornimenti in autostrada</strong>, dove i prezzi self restano nettamente più alti: oggi parliamo di circa 10 centesimi in più al litro per la benzina e 9 per il diesel rispetto alla rete stradale.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="56:1-56:225;6465-6689"><strong>Tenere d&#8217;occhio la scadenza del 3 luglio.</strong> Chi ha la possibilità di pianificare un pieno potrebbe valutare di farlo prima della possibile risalita fiscale, in attesa che il governo chiarisca se prorogare o meno lo sconto.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="58:1-58:27;6691-6717">FAQ – Domande frequenti sui prezzi carburanti oggi</h2>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="60:1-60:42;6719-6760">Quanto costano benzina e diesel oggi?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="62:1-62:342;6762-7103">Secondo l&#8217;Osservatorio prezzi MIMIT (rilevazione del 23 giugno 2026), la benzina self service sulla rete stradale è a 1,829 €/litro e il gasolio a 1,922 €/litro. In autostrada i valori self salgono a 1,926 €/litro per la benzina e 2,013 €/litro per il diesel. Sono valori medi nazionali: il singolo distributore può praticare prezzi diversi.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="64:1-64:69;7105-7173">Perché i prezzi carburanti oggi alla pompa scendono più lentamente del petrolio?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="66:1-66:380;7175-7554">Per tre ragioni principali: gran parte del prezzo finale è composta da tasse (accise e IVA) indipendenti dal greggio; il carburante venduto oggi è stato acquistato e raffinato settimane prima, a prezzi più alti; e secondo le associazioni dei consumatori i margini della distribuzione tenderebbero ad ampliarsi nelle fasi di ribasso. È il fenomeno noto come &#8220;rocket and feathers&#8221;.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="68:1-68:56;7556-7611">Quando scade il taglio delle accise sui carburanti?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="70:1-70:290;7613-7902">Il taglio attualmente in vigore scade il 3 luglio 2026. Prevede uno sconto di circa 6,1 centesimi al litro (IVA inclusa) su benzina e diesel. In assenza di una nuova proroga, dal 4 luglio le accise tornerebbero al livello ordinario, con un rincaro automatico di circa 6 centesimi al litro.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="72:1-72:57;7904-7960">Come faccio a trovare il distributore più economico?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="74:1-74:290;7962-8251">Il portale ufficiale Osservaprezzi Carburanti del MIMIT permette di cercare gli impianti per comune, indirizzo o tratta autostradale e confrontare i prezzi praticati. Nello stesso comune la differenza tra il distributore più caro e il più economico può superare i 15-20 centesimi al litro.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="76:1-76:52;8253-8304">Di quanto è sceso il petrolio nell&#8217;ultimo mese?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="78:1-78:281;8306-8586">Tra il 20 maggio e il 22 giugno 2026 il Brent è passato da circa 105 a meno di 80 dollari al barile, con un calo di quasi il 24%. Nello stesso periodo i prezzi alla pompa sono scesi molto meno: 2,2% il diesel e 6,1% la benzina, secondo le elaborazioni del Codacons sui dati MIMIT.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="80:1-80:12;8588-8599">In breve</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="82:1-82:782;8601-9382">Riguardo i prezzi carburanti oggi 24 giugno il petrolio è crollato di quasi il 24% in un mese, ma alla pompa il calo è stato molto più lento: 2,2% per il diesel e 6,1% per la benzina, secondo il Codacons. Oggi, dopo 14 giorni consecutivi di ribassi, la benzina self è a 1,829 €/litro e il gasolio a 1,922 €/litro (MIMIT, 23 giugno 2026). Il motivo è il classico effetto &#8220;rocket and feathers&#8221;: il peso delle tasse sul prezzo finale, i ritardi della filiera e, secondo le associazioni dei consumatori, l&#8217;ampliamento dei margini nelle fasi di ribasso. Attenzione alla scadenza del taglio accise del 3 luglio: senza una nuova proroga, dal 4 luglio i prezzi potrebbero risalire automaticamente di circa 6 centesimi al litro. Per risparmiare, conviene confrontare i prezzi sul portale MIMIT ed evitare i rifornimenti in autostrada.</p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="86:1-86:549;9389-9937"><em>Questo articolo sui prezzi carburanti oggi 24 giugno ha finalità informative e riporta dati soggetti ad aggiornamento quotidiano. Le ipotesi di speculazione riportate sono posizioni espresse dalle associazioni dei consumatori (Codacons, Adoc, Assoutenti, Unimpresa) e non costituiscono accertamenti definitivi. Fonti principali: Osservatorio prezzi MIMIT (rilevazione 23 giugno 2026); decreto MEF del 5 giugno 2026 (Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 giugno 2026); comunicati Codacons e associazioni dei consumatori; dichiarazioni del Ministro Gilberto Pichetto Fratin (23 giugno 2026).</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Prezzo dell&#8217;aceto: quanto incide l&#8217;inflazione sulla bottiglia?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/economia/prezzo-dell-aceto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 13:01:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo il pane, l&#8217;olio e il caffè, c&#8217;è un altro protagonista silenzioso delle nostre dispense che merita uno sguardo: l&#8217;aceto. È uno di quei prodotti che compriamo di rado, quasi distrattamente, e proprio per questo non ne percepiamo subito i rincari. Eppure anche il prezzo dell&#8217;aceto racconta, a modo suo, la storia dell&#8217;inflazione che ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-320001 size-full" title="Bottiglie di aceto di vino e balsamico sullo scaffale del supermercato" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/prezzo-dellaceto.webp" alt="prezzo dell'aceto" width="1536" height="1024" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/prezzo-dellaceto.webp 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/prezzo-dellaceto-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/prezzo-dellaceto-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/prezzo-dellaceto-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Dopo il pane, l&#8217;olio e il caffè, c&#8217;è un altro protagonista silenzioso delle nostre dispense che merita uno sguardo: l&#8217;aceto. È uno di quei prodotti che compriamo di rado, quasi distrattamente, e proprio per questo non ne percepiamo subito i rincari. Eppure anche il prezzo dell&#8217;aceto racconta, a modo suo, la storia dell&#8217;inflazione che ha attraversato gli ultimi anni — e nasconde un meccanismo curioso che riguarda da vicino il modo in cui le famiglie italiane fanno la spesa. Vediamo cosa sta succedendo.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Prezzo dell&#8217;aceto: un bene &#8220;rigido&#8221; ma non immune</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">il prezzo dell&#8217;aceto ha una particolarità che lo distingue da pane e caffè: lo si consuma poco e si compra di rado. Le famiglie ne acquistano poche bottiglie l&#8217;anno, e questo rende la domanda piuttosto &#8220;rigida&#8221;, cioè poco sensibile alle oscillazioni rispetto ad altri beni di consumo quotidiano. In teoria, dunque, dovrebbe risentire meno delle crisi e dell&#8217;inflazione.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">In teoria. Perché nella realtà, anche un prodotto a domanda rigida non è impermeabile al contesto. Per inquadrarlo basta un dato: secondo l&#8217;Autorità garante della concorrenza (<a href="https://www.agcm.it/media/comunicati-stampa/2026/1/IC58" target="_blank" rel="noopener">AGCM</a>), tra l&#8217;ottobre 2021 e l&#8217;ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentari in Italia sono cresciuti del 24,9%, quasi otto punti in più rispetto all&#8217;inflazione generale. In un&#8217;ondata simile, è difficile che una bottiglia di aceto resti ferma al suo prezzo di qualche anno fa.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il fenomeno dei &#8220;travasi&#8221;: come l&#8217;inflazione cambia il carrello</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Qui sta l&#8217;aspetto più interessante, ed è anche il più rivelatore di come ragioniamo davanti allo scaffale. Come ha spiegato il presidente di Federvini Giacomo Ponti, anche se l&#8217;aceto è un bene a domanda rigida, <a href="https://www.ecoseven.net/economia/inflazione-2026-torna-a-pesare/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;inflazione si fa sentire sui bilanci delle famiglie</a> con conseguenti &#8220;travasi&#8221; da una categoria di aceto all&#8217;altra.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Tradotto: quando i prezzi salgono e il portafoglio si assottiglia, il consumatore non smette di comprare aceto, ma cambia tipo. Così la crisi ha favorito l&#8217;aceto di vino — meno costoso e considerato più &#8220;poliedrico&#8221;, buono un po&#8217; per tutto — a scapito di prodotti più cari come il balsamico. Non è un caso che, a fronte di una penetrazione del balsamico nelle case italiane intorno al 20%, l&#8217;aceto non balsamico (di vino in testa) arrivi al 65%. L&#8217;aceto classico resta il più venduto in Italia sia in quantità sia in valore, e l&#8217;inflazione ne ha rafforzato il primato.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">È lo stesso fenomeno che gli analisti del largo consumo osservano un po&#8217; ovunque: carrelli più leggeri, attenzione spasmodica alla convenienza, &#8220;trading down&#8221; verso prodotti più economici a parità di funzione.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Le nuove pressioni del 2026: energia e Stretto di Hormuz</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Se l&#8217;inflazione degli anni scorsi era trainata soprattutto dai costi di materie prime ed energia, il 2026 porta con sé nuove incognite che toccano anche il mondo dell&#8217;aceto. Le tensioni in Medio Oriente e lo stallo nello Stretto di Hormuz hanno fatto salire i costi energetici e complicato i trasporti marittimi, con ricadute su tutta la filiera agroalimentare.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><a href="https://osservaprezzi.mise.gov.it/prezzi/livelli/beni-e-servizi-di-largo-consumo/archivio-rilevazioni-beni-e-servizi-di-largo-consumo" target="_blank" rel="noopener">Per il prezzo dell&#8217;aceto</a> c&#8217;è un fronte specifico: l&#8217;export. L&#8217;Aceto Balsamico di Modena IGP è uno dei prodotti agroalimentari italiani più esposti ai mercati internazionali — oltre il 90% va all&#8217;estero, in più di cento Paesi — e quindi tra i più vulnerabili a difficoltà logistiche e fluttuazioni dei costi. A questo si aggiunge il capitolo dazi USA, che ha pesato sulle esportazioni di vini, spirits e aceti verso gli Stati Uniti. Gli analisti avvertono che i listini dell&#8217;industria potrebbero essere adeguati ai maggiori costi nella seconda metà dell&#8217;anno: un elemento da tenere d&#8217;occhio per capire dove andrà il prezzo sullo scaffale italiano.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-320003 size-full" title="infografica prezzo dell'aceto" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/infografica-prezzo-dellaceto.webp" alt="infografica prezzo dell'aceto" width="864" height="1821" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/infografica-prezzo-dellaceto.webp 864w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/infografica-prezzo-dellaceto-142x300.webp 142w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/infografica-prezzo-dellaceto-486x1024.webp 486w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/infografica-prezzo-dellaceto-768x1619.webp 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/infografica-prezzo-dellaceto-729x1536.webp 729w" sizes="(max-width: 864px) 100vw, 864px" /></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">La scelta consapevole: qualità, uso e niente sprechi</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Cosa farne, da consumatori? L&#8217;aceto, in fondo, è un piccolo manuale di saper vivere. Primo: capire cosa serve davvero. Per condire un&#8217;insalata di tutti i giorni un buon aceto di vino fa egregiamente il suo lavoro, e costa meno; il balsamico di qualità — soprattutto le versioni invecchiate — ha senso riservarlo alle occasioni in cui ne apprezziamo davvero la complessità, evitando di &#8220;sprecarlo&#8221; dove non si sente.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Secondo: leggere l&#8217;etichetta, esattamente come abbiamo imparato a fare per <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.ecoseven.net/canali/speciali/speciale-acque-minerali/">le acque minerali</a>. Tra &#8220;Aceto Balsamico di Modena IGP&#8221;, &#8220;Tradizionale DOP&#8221; e generici &#8220;condimenti&#8221;, la differenza di prezzo riflette regole di produzione e invecchiamento molto diverse: sapere cosa si compra evita di pagare per un nome senza sostanza.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Terzo, e qui l&#8217;aceto dà il meglio di sé: non si butta quasi mai. È uno dei pochi prodotti della dispensa che ha una seconda vita fuori dalla cucina, come alleato per la pulizia delle superfici, per togliere i cattivi odori o per il bucato. In tempi di rincari, valorizzare un prodotto che dura, serve a più cose e si spreca poco è forse la risposta più sensata all&#8217;inflazione: non rinunciare, ma usare meglio quello che già abbiamo.</p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<h2 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Domande frequenti (FAQ)</h2>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Prezzo dell&#8217;aceto: quanto è aumentato con l&#8217;inflazione?</strong></h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">L&#8217;aceto è un bene a domanda rigida, quindi i suoi prezzi oscillano meno rispetto ad altri prodotti. Tuttavia non è immune al contesto: tra il 2021 e il 2025 i beni alimentari in Italia sono cresciuti del 24,9% secondo l&#8217;AGCM, e l&#8217;aceto ha seguito la tendenza generale, con effetti più marcati sulle tipologie più costose come il balsamico.</p>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Perché con la crisi si compra più aceto di vino e meno balsamico?</strong></h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">È il fenomeno dei &#8220;travasi&#8221; descritto da <a href="https://www.federvini.it/" target="_blank" rel="noopener">Federvini</a>: quando i prezzi salgono, le famiglie non smettono di comprare aceto ma passano a tipologie meno costose. L&#8217;aceto di vino, più economico e versatile, ha così guadagnato terreno sul balsamico, più caro. In Italia il non balsamico resta infatti il tipo più vendimento sia in quantità sia in valore.</p>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Il prezzo dell&#8217;aceto aumenterà ancora nel 2026?</strong></h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Diversi fattori spingono in quella direzione: l&#8217;aumento dei costi energetici e le difficoltà logistiche legate alle tensioni internazionali, oltre ai dazi sull&#8217;export. Gli analisti del largo consumo prevedono possibili adeguamenti dei listini nella seconda metà dell&#8217;anno, ma molto dipenderà dall&#8217;evoluzione del quadro internazionale.</p>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Conviene comprare aceto balsamico o di vino?</strong></h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Dipende dall&#8217;uso. Per il condimento quotidiano un buon aceto di vino è efficace ed economico; il balsamico, soprattutto nelle versioni IGP e DOP invecchiate, ha senso per le occasioni in cui se ne apprezza la complessità. Leggere l&#8217;etichetta aiuta a distinguere le diverse qualità e i relativi prezzi.</p>
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		<title>L&#8217;ombrellone sempre più caro: negli stabilimenti una giornata può costare 60 euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2016 11:03:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[ombrellone]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco la classifca delle regioni dove l&#8217;ombrellone è più caro e quelle dove uan giornata in spiaggia costa meno È arrivato il grande caldo e le famiglie italiane che cercano il mare per fuggire dall&#8217;afa si trovano davanti a un altro problema: il caro-ombrellone. I prezzi in media sono cresciuti del 2.4% rispetto allo scorso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31798" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/06/images_caro_ombrellone_Italia.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_caro_ombrellone_Italia.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_caro_ombrellone_Italia-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_caro_ombrellone_Italia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Ecco la classifca delle regioni dove l&#8217;ombrellone è più caro e quelle dove uan giornata in spiaggia costa meno</p>
<p>  <span id="more-31799"></span>  </p>
<p>È arrivato il grande caldo e le famiglie italiane che cercano il mare per fuggire dall&#8217;afa si trovano davanti a un altro problema: il caro-ombrellone.</p>
<p>I prezzi in media sono cresciuti del 2.4% rispetto allo scorso anno.<br />Una famiglia composta da due adulti e due bimbi può arrivare a spendere 59 aeuro per una giornata in spiaggia, con picchi di 78 se si contano alcune località della Sardegna.<br />Sono i dati emersi da un&#8217;indagine <a href="http://www.adocnazionale.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Adoc</a> diffusa dall&#8217;Adnkronos</p>
<p>C&#8217;è da dire che gli stabilimenti sono sempre più attrezzati e offrono a una clientela sempre più esigente ristoranti, discoteche, campi da beach volley, piscine super attrezzate&#8230;</p>
<p>Le Regioni che hanno aumentato i prezzi in misura maggiore sono Sardegna (+5,2%) e Campania (+4,1%), seguite da Puglia e Abruzzo (+3,8%), Basilicata e Marche (+3,7%). <br />I costi per l&#8217;utilizzo dei servizi ammontano a circa 30 euro, ma poi una famiglia aggiunge mediamente 25 euro per i servizi di ristorazione.</p>
<p>Facendo una media, la regione più economica per andare al mare è il Molise (48 euro al giorno), mentre la più cara è la Sardegna (78 euro).</p>
<p>Se si utilizzano solo le strutture senza fruire del servizio ristorazione le mete più convenienti sono Campania, Sicilia e Molise (25 euro), mentre per la Sardegna comunque bisogna sborsare 40 euro.</p>
<p>Scendendo nella classifica troviamo Liguria (39 euro), Toscana (36 euro), Veneto (32,5 euro), Emilia Romagna (30 euro). <br />Il Lazio in media costa 29 euro; 28 euro in Friuli Venezia Giulia, Marche e Basilicata. I prezzi sono più contenuti in Calabria (27,50 euro); poi troviamo Abruzzo e Puglia con 27 euro.</p>
<p>&#8216;Gli stabilimenti balneari, se ben gestiti, possono diventare il primo baluardo per la tutela dell’ambiente costiero e marittimo ed essere il giusto viatico per il rilancio del turismo, sia balneare che culturale, e dell’economia blu, legata al mare – spiega il presidente dell&#8217;Adoc, Roberto Tascini &#8211; il settore sicuramente non vive un buon momento, il calo delle presenze e degli investimenti degli ultimi anni, dovuto anche alla continua incertezza sulla durata delle concessioni, ha inciso profondamente sulla loro economia, soprattutto al Sud&#8217;. &#8216;Sarebbe opportuno &#8211; suggerisce Tascini &#8211; mantenere aperta la stagione balneare anche dopo la fine dell’estate, in particolare nelle Regioni più favorite dal clima. I prezzi più bassi nei periodi classicamente fuori stagione possono costituire un incentivo in più per le famiglie&#8217;.</p>
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		<title>Benzina e diesel: prezzi al ribasso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2015 11:14:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[diesel]]></category>
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					<description><![CDATA[Buone notizie sul fronte carburanti: prezzi al ribasso su tutto il territorio   Abbassano i prezzi di benzina e diesel. Dopo i tagli attuati da Eni e visti i prezzi al ribasso dei mercati internazionali, hanno deciso di riabbassare i prezzi anche TotalErg (-1,5 cent sulla benzina e -1 cent sul diesel), Esso (-1 cent [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-28616" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/09/images_igallery_resized_ambientetest_benzina_1024x576-16552-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Buone notizie sul fronte carburanti: prezzi al ribasso su tutto il territorio</p>
<p>  <span id="more-28617"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Abbassano i prezzi di benzina e diesel. Dopo i tagli attuati da Eni e visti i prezzi al ribasso dei mercati internazionali, hanno deciso di riabbassare i prezzi anche TotalErg (-1,5 cent sulla benzina e -1 cent sul diesel), Esso (-1 cent sulla verde), Q8-Shell (-1 cent su entrambi i prodotti) e Tamoil (-1 cent sui due carburanti).</p>
<p> </p>
<p>In particolare, in base all&#8217;elaborazione di Quotidiano Energia, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della verde va, a seconda dei diversi marchi, da 1,491 a 1,523 euro/litro (no-logo 1,488). Per il diesel si rilevano prezzi medi self che passano da 1,342 a 1,375 euro/litro (no-logo a 1,333). Quanto al servito, per la benzina i prezzi medi nazionali praticati sugli impianti colorati vanno da 1,572 a 1,675 euro/litro (no-logo a 1,515), il diesel da 1,429 a 1,542 euro/litro (no-logo a 1,362) e il Gpl da 0,570 a 0,596 euro/litro (no-logo a 0,559).</p>
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		<title>Gli italiani spendono sempre meno per la spesa alimentare</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/gli-italiani-spendono-sempre-meno-per-la-spesa-alimentare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 08:07:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[La crisi costringe 7 famiglie su 10 a modificare la scelta dei prodotti. A causa dell’aumento dei prezzi diminuiscono gli acquisti di frutta, pesce, carne, vino e olio a causa della crisi. Coldiretti analizza i dati Ismea e commenta l’andamento dell’inflazione nel mese di aprile 2013  Sempre più leggero il carrello della spesa delle famiglie [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-8163" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/09/images_igallery_resized_enogastronomia_spesa_alimentare-5679-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>La crisi costringe 7 famiglie su 10 a modificare la scelta dei prodotti. A causa dell’aumento dei prezzi diminuiscono gli acquisti di frutta, pesce, carne, vino e olio a causa della crisi. Coldiretti analizza i dati Ismea e commenta l’andamento dell’inflazione nel mese di aprile 2013</p>
<p>  <span id="more-12023"></span>  </p>
<p> <span style="line-height: 1.3em;">Sempre più leggero il <strong>carrello della <a href="https://www.ecoseven.net//?p=11584">spesa delle famiglie italiane</a></strong>. Pochi i prodotti base per l’alimentazione: dalla frutta (-4 per cento) al pesce (-5 per cento), dalla carne bovina (-6 per cento) al vino (-7 per cento) fino all’olio di oliva (-8 per cento). È quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Ismea del primo trimestre nel commentare l’andamento dell’inflazione nel mese di aprile 2013, diffuso dall’Istat dal quale si rileva che i prezzi per gli alimentari sono cresciuti del 2,7 per cento. La crisi ha costretto ben sette famiglie su dieci (71 per cento) a modificare la quantità e la qualità dei prodotti. Coldiretti sostiene che il 12,3 per cento degli italiani non è stato in grado di sedersi a tavola con un pasto adeguato in termini di apporto proteico almeno una volta ogni due giorni. Nel mese di aprile &#8211; continua la Coldiretti &#8211; i prezzi al consumo dei prodotti alimentari crescono per l’olio di oliva del 3,7 per cento, per i vini del 4,3 per cento, i vegetali freschi del 6,6 per cento e la frutta fresca che fa segnare il maggior rincaro del 8,2 per cento.</span></p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Occorrono interventi governativi per la ripresa dell’economia, come ad esempio – avverte <a href="https://www.ecoseven.net//?p=10194"><strong>Coldiretti</strong> </a>&#8211; la sospensione della prima rata Imu per i beni strumentali all’attività produttiva (terreni e fabbricati rurali) e precisa che se non si interverrà adeguatamente le imprese agricole saranno costrette ingiustamente a versare a giugno una rata pari a 346 milioni tra terreni e fabbricati strumentali. Ma è anche necessario scongiurare l’aumento Iva previsto per il primo di luglio 2013 per evitare ulteriori effetti depressivi sui consumi.</span></p>
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		<title>Prezzi benzina. L&#8217;Italia è il quarto paese piu&#8217; caro al mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Aug 2012 17:29:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[Carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi benzina]]></category>
		<category><![CDATA[Prezzo]]></category>
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					<description><![CDATA[Prezzo della benzina, l&#8217;Italia è il quarto paese più caro al mondo. Sul prezzo alla pompa pesano sempre di più le tasse, ma il greggio non è mai stato così caro Prezzo della benzina, l&#8217;Italia è ai piedi del podio mondiale. Secondo la classifica stilata da Bloomberg infatti, l&#8217;Italia è il quarto paese al mondo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-6316" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/05/images_igallery_resized_mobilita_inchiesta_quale_migliore_carburante_auto-4663-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Prezzo della benzina, l&#8217;Italia è il quarto paese più caro al mondo. Sul prezzo alla pompa pesano sempre di più le tasse, ma il greggio non è mai stato così caro</p>
<p>  <span id="more-7921"></span>   </p>
<p>Prezzo della benzina, l&#8217;Italia è ai piedi del podio mondiale. Secondo la classifica stilata da Bloomberg infatti, l&#8217;Italia è il quarto paese al mondo per il <a target="_blank" href="http://energia.ecoseven.net/news-energia/prezzo-della-benzina-aumenta-piu-cara-di-latte-e-pasta" rel="noopener noreferrer">costo della benzina</a>. La <strong>Norvegia</strong> è il paese in cui la benzina costa di più: prezzo alla pompa di 2,2 euro al litro. Il costo di un pieno si aggira mediamente sui 100 dollari (85 euro). Nella classifica è seguita da Turchia e Israele.</p>
<p>A pesare sul <a target="_blank" href="http://energia.ecoseven.net/news-energia/prezzo-della-benzina-aumenta-piu-cara-di-latte-e-pasta" rel="noopener noreferrer">prezzo della benzina</a> in Italia sono, per oltre il 50%, tasse e balzelli. L&#8217;ultimo dei quali introdotto nei giorni scorsi per finanziare la ricostruzione in Emilia Romagna.</p>
<p> <a target="_blank" href="http://energia.ecoseven.net/news-energia/prezzo-della-benzina-aumenta-piu-cara-di-latte-e-pasta" rel="noopener noreferrer">Il prezzo della benzina</a> non è però l&#8217;unico indicatore. La classifica cambia (&#8220;<strong>Pain at the pump</strong>&#8220;) se si considera il reddito medio. In questo caso, il primo posto spetta all&#8217;India con un costo al gallone di 4,5 dollari, mentre l&#8217;Italia scende al 34esimo posto. La ricca Norvegia scende dal podio e arriva in 52esima posizione. </p>
<p> Per il prezzo della benzina, come sottolinea IbTimes, il vero paradiso è il <strong>Venezuela</strong>. &#8220;Con i suoi 3 miliardi di barili estratti ogni giorno può permettersi 2 centesimi al litro (comprese le accise), con un costo medio di 5 euro a pieno.</p>
<p>(Red)</p>
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		<title>Zucchero è la base delle bioenergie. Si lavora a nuovo ibrido sostenibile</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/biomasse/zucchero-e-la-base-delle-bioenergie-si-lavora-a-nuovo-ibrido-sostenibile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 09:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biomasse]]></category>
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					<description><![CDATA[Pioneer HiBred e NexSteppe siglano accordo per mettere a punto una nuova qualità di sorgo zuccherino da usare come materia prima per i nuovi biocarburanti Due multinazionali &#8220;agricole&#8221; fanno squadra per sviluppare materie prime innovative per le rinnovabili, dai biocarburanti, alle bioenergie e i biomateriali. Pioneer Hi-Bred, leader mondiale nello sviluppo e fornitura di genetica [&#8230;]]]></description>
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<p>Pioneer HiBred e NexSteppe siglano accordo per mettere a punto una nuova qualità di sorgo zuccherino da usare come materia prima per i nuovi biocarburanti</p>
<p>  <span id="more-4561"></span>  </p>
<p>Due multinazionali &#8220;agricole&#8221; fanno squadra per sviluppare materie prime innovative per le rinnovabili, dai biocarburanti, alle bioenergie e i biomateriali. Pioneer Hi-Bred, leader mondiale nello sviluppo e fornitura di genetica vegetale avanzata, presente in oltre 90 paesi e NexSteppe, dedicata alla scoperta di materie prime percorribili, affidabili, economiche e sostenibili per le industrie di biocarburanti, bioenergie e biomateriali, hanno dato vita a una collaborazione tesa a sviluppare nuovi ibridi di sorgo zuccherino e di sorgo da biomassa ad alta resa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;obiettivo è quello di creare nuove e aggiuntive opzioni di materie prime per queste industrie in rapida evoluzione. L’accordo siglato tra i due gruppi prevede da parte di Dupont (controllante di Pioneer Hi Bred) un investimento azionario in NexSteppe fornendo risorse e tecnologie innovative per supportare la commercializzazione di nuovi ibridi di sorgo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo per rispondere alla crescente domanda di alternative sicure, accessibili e sostenibili ai combustibili fossili i cui prezzi hanno toccato livelli record. Il sorgo è naturalmente tollerante a siccità e calore e ha la capacità di crescere anche in aree con limitata piovosità, calde e dove è difficile coltivare altre specie agrarie. Ha un ciclo colturale relativamente breve ed è adatto per la rotazione e viene sempre più coltivato come prodotto vegetale per settori industriali di valore. Il sorgo zuccherino può essere usato come complemento alla canna nell’attuale sistema brasiliano di produzione di zucchero per gli impianti di etanolo, e come materia prima per biocarburanti innovativi e altri biomateriali ottenuti dagli zuccheri. Il sorgo a elevata biomassa è una coltura altamente produttiva che può essere usata per materie prime per produrre bioenergie e biocarburanti cellulosici. E lo zucchero è un importante materiale di partenza per le rinnovabili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nereo Brancusi</p>
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		<title>Il vino di Sicilia &#8216;scappa&#8217; in Asia e naviga nel Pacifico</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 09:23:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tutto è iniziato a luglio, quando la dogana russa cominciava ad alzare i prezzi minimi di riferimento. I produttori siciliani hanno iniziato a guardare in Asia e nel Pacifico, così sono sbarcati ad Hong Kong. Il vino siculo è pronto a &#8216;scappare&#8217; nell&#8217;Estremo Oriente Non pi&#249; solo Russia e Stati Uniti, ma il vino made [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3783" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/images_igallery_resized_enogastronomia_calice-di-vino-siciliano-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Tutto è iniziato a luglio, quando la dogana russa cominciava ad alzare i prezzi minimi di riferimento. I produttori siciliani hanno iniziato a guardare in Asia e nel Pacifico, così sono sbarcati ad Hong Kong. Il vino siculo è pronto a &#8216;scappare&#8217; nell&#8217;Estremo Oriente  </p>
<p> <span id="more-3784"></span>   </p>
<p>Non pi&ugrave; solo Russia e Stati Uniti, ma il <strong>vino made in Italy </strong>punta ora pi&ugrave; che mai ai paesi Bric. <strong>L&rsquo;Asia rappresenta il mercato del futuro </strong>anche per il vino di qualit&agrave;. E quello di Sicilia sbarca a Hong Kong. A dimostrare la nuova tendenza dell&rsquo;export vitivinicolo &egrave; la mappatura dei consumi internazionali, e la citt&agrave; asiatica rappresenta una piattaforma strategica e distributiva per tutto il commercio nei mercati dell&rsquo;area Asia-Pacifico.</p>
<p>Non a caso, l&rsquo;ex protettorato del Regno Unito, &egrave; stata la sede dell&rsquo;Hong Kong Wine &amp; Spirits Fair, diventata nel giro di pochi anni, una della campionarie di riferimento per il commercio dei vini in tutto il continente asiatico. Alla sua quarta edizione, che &egrave; svolta agli inizi di novembre, la Sicilia del vino sar&agrave; presente con una delegazione composta da ventuno aziende, guidata dall&rsquo;IRVV, che hanno preso posto all&rsquo;interno dello Stand Italia, gestito e coordinato dal &ldquo;Vinitaly in the World &ndash; Veronafiere&rdquo; e dall&rsquo;Istituto per il Commercio Estero.</p>
<p><strong>L&rsquo;Italia &egrave; stata proclamata partner dell&rsquo;importante fiera di Hong Kong </strong>e per questo pu&ograve; contare su una ribalta privilegiata per poter giocare un ruolo di primo piano. Quello del mercato asiatico infatti &egrave; uno scenario sempre pi&ugrave; interessato ad accogliere vini di territorio carichi di personalit&agrave; e non omologati. Tutto &egrave; nato a luglio scorso, quando &ndash; forse anche per via dell&rsquo;aumento da parte delle dogane russe dei prezzi minimi di riferimento per il vino italiano in entrata &ndash; la Sicilia organizzava una &ldquo;missione&rdquo; in estremo Oriente grazie al coordinamento dell&rsquo;Istituto Regionale della Vite. In modo che alcune aziende dell&rsquo;isola potessero prendere parte all&rsquo;incoming organizzato in Sicilia dall&rsquo; Hong Kong Trade Development Council (HKTDC). Ovvero l&rsquo;ente legale per la promozione del commercio estero di Hong Kong &#8211;&nbsp; nonch&eacute; organizzatore dell&rsquo;HKWSF &#8211; che ha portato nell&rsquo;isola operatori e buyers asiatici interessati a esportare vino siciliano.</p>
<p>Insomma, il made in Italy &ndash; secondo Pil nazionale con un fatturato di oltre 170 miliardi di euro l&rsquo;anno &ndash; punta sempre di pi&ugrave; all&rsquo;estero. Alla ricerca di mercati sempre nuovi e &ldquo;meno difficili&rdquo;.</p>
<p>(Nereo Brancusi)</p>
<p> &nbsp;</p>
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		<title>Giornata mondiale dell&#8217;alimentazione. La finanza specula anche sul grano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 08:49:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiere ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[fao]]></category>
		<category><![CDATA[giornata mondiale alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[I prezzi del grano sono scesi ad ottobre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del 25 per cento anche per effetto delle speculazioni finanziarie. Lo rileva una analisi della Coldiretti in occasione della Giornata Mondiale dell alimentazione promossa dalla Fao I prezzi del grano sono scesi ad ottobre rispetto allo stesso periodo dello scorso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3307" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/10/images_igallery_resized_ambiente_grano-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>I prezzi del grano sono scesi ad ottobre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del 25 per cento anche per effetto delle speculazioni finanziarie. Lo rileva una analisi della Coldiretti in occasione della Giornata Mondiale dell alimentazione promossa dalla Fao</p>
<p> <span id="more-3308"></span> </p>
<p>I prezzi del grano sono scesi ad ottobre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del 25 per cento anche per effetto delle speculazioni finanziarie che hanno provocato una insostenibile volatilita&rsquo; delle quotazioni che e&rsquo; causa della fame nel mondo e mette a rischio le coltivazioni e l allevamento in molti Paesi. </p>
<p>E&rsquo; quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della Giornata Mondiale dell alimentazione promossa dalla Fao, sulla base delle rilevazioni al Chicago Board of Trade (Cbot), il principale mercato finanziario delle materie prime, dove il grano e&rsquo; stato quotato in chiusura settimanale 6,2 dollari per bushel (17 centesimi di euro al chilo), dopo un anno di insostenibili oscillazioni delle quotazioni che ne rende imprevedibile l andamento in futuro. </p>
<p>Le quotazioni dei prodotti agricoli &#8211; denuncia la Coldiretti &#8211; sono infatti sempre piu fortemente condizionati dai movimenti di capitale che con la crisi si spostano con facilita&rsquo; dai mercati finanziari a quelli dei metalli preziosi come l oro fino alle materie prime come grano, mais e soia. Il risultato &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; e&rsquo; una insostenibile instabilita&rsquo; dei prezzi dei prodotti agricoli che dipende sempre meno dall andamento reale della domanda e dell offerta e sempre piu dai movimenti finanziari. </p>
<p>E gia&rsquo; grave che il sistema della finanza, dell economia di carta, si sia affermato sull economia reale, ma &#8211; continua la Coldiretti &#8211; applicarlo anche al cibo significa far morire di fame la gente. La globalizzazione dei mercati, a cui non ha fatto seguito quella della politica, ha portato ad un deficit di responsabilita&rsquo;, di onesta&rsquo; e di trasparenza che ha generato la crisi internazionale ed ha drammaticamente legittimato la derubricazione del tema cibo fino a farlo considerare una merce qualsiasi, come fosse un aspirapolvere o un frigorifero. </p>
<p>Gli effetti drammatici, legittimati sull altare di un libero mercato senza regole, vanno dalle speculazioni sulle materie prime agricole al furto di milioni di ettari di terre fertili a danno dei Paesi piu poveri, il cosiddetto land grabbing, fino alle grandi bugie sul potere salvifico degli organismi geneticamente modificati (Ogm), la cui diffusione sotto il pressing delle multinazionali e&rsquo; aumentata &#8211; continua la Coldiretti &#8211; insieme al numero degli affamati. </p>
<p>L&rsquo;emergenza alimentare non si risolve con i prezzi bassi all&rsquo;origine per i produttori perche&rsquo; questi non consentono all&rsquo;agricoltura di sopravvivere e con la chiusura delle imprese destrutturano il sistema che non e&rsquo; piu&rsquo; in grado di riprendersi anche in condizioni positive, conclude la Coldiretti &#8211; nel sottolineare che occorre investire nell&rsquo;agricoltura delle diverse realta&rsquo; del pianeta, dove servono prima di tutto politiche agricole regionali che sappiano potenziare le produzioni locali con la valorizzazione delle identita&rsquo; territoriali per sfuggire all&rsquo;omologazione che deprime i prezzi e aumenta la dipendenza dall&rsquo;estero. </p>
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