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	<title>poveri &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Apartheid climatico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2019 15:56:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[poveri]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[Un rapporto delle Nazioni Unite prevede che i poveri del mondo non saranno in grado di sfuggire alle fasi peggiori della crisi climatica: quindi sopravviveranno solo i ricchi Se andiamo avanti di questo passo, la catastrofe globale arriverà implacabile, nutrita dalla crescita incontrollata del cambiamento climatico e saranno molte le aree del mondo che diventeranno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-37859" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_girl-2754233_1280.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_girl-2754233_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_girl-2754233_1280-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_girl-2754233_1280-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un rapporto delle Nazioni Unite prevede che i poveri del mondo non saranno in grado di sfuggire alle fasi peggiori della crisi climatica: quindi sopravviveranno solo i ricchi</p>
<p>  <span id="more-37861"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Se andiamo avanti di questo passo, la catastrofe globale arriverà implacabile, nutrita dalla crescita incontrollata del cambiamento climatico e saranno molte le aree del mondo che diventeranno praticamente inabitabili, così come saranno molte le persone che non avranno i mezzi per affrontare il disastro.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <a href="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/srpovertyorg.files_.wordpress.com_2019_06_unsr-poverty-climate-change-a_hrc_41_39.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un nuovo rapporto</a> pubblicato dallo Human Rights Council delle Nazioni Unite ci troveremo quindi di fronte a una sorta di «apartheid climatico», che aprirà una frattura ancora più grande tra i ricchi e i poveri del mondo, poiché questi ultimi rimarranno senza mezzi per sfuggire ai peggiori effetti della crisi climatica, mentre i ricchi potranno trovare vari modi costosi di «refrigerarsi» ed evitare di subire le ondate di caldo.<br />Secondo il rapporto, 120 milioni di persone saranno spinti verso la povertà entro il 2030 proprio dal cambiamento climatico. E molte altre persone, invece, ne moriranno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente le diseguaglianze sono a monte, dice il report, visto che le 3,5 miliardi di persone più povere del mondo sono responsabili del 10% delle emissioni mondiali di gas serra, mentre il 10% percento più ricco della popolazione mondiale ne è responsabile per la metà. <br />Quindi anche se non se sono la causa, i poveri ne subiranno le conseguenze. <br />Un&#8217;ingiustizia che è causata, tra l&#8217;altro, da un atteggiamento completamente sbagliato, visto che la possibilità di «difendersi» dai <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=20274:qual-e-il-rapporto-tra-clima-e-sole&amp;catid=8&amp;Itemid=2429" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cambiamenti climatici</a> ha portato l&#8217;umanità ad adattarsi alla crisi climatica invece di agire per prevenirla o cercare di invertire i fenomeni che hanno nutrito e nutrono il riscaldamento globale.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Land Grabbing: numeri che fanno paura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2014 16:58:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[land grabbers]]></category>
		<category><![CDATA[land grabbing]]></category>
		<category><![CDATA[poveri]]></category>
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					<description><![CDATA[Che cos&#8217;è è land grabbing? Quali sono i numeri?    Il land grabbing è l’affito o l’acquisto di grandi appezzamenti di terra, da parte di Paesi ricchi in Paesi più poveri. Il costo del terreno è irrisorio, e per le imprese del Paese che economicamente è agiato è un vero affare. Benetton , un impresa italiana, ha acquistato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-21656" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_ambientetest_th__2_-13054-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Che cos&#8217;è è land grabbing? Quali sono i numeri? </p>
<p>  <span id="more-21657"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Il land grabbing è l’affito o l’acquisto di grandi appezzamenti di terra, da parte di Paesi ricchi in <a href="http://energia.ecoseven.net/fotovoltaico/bangladesh-a-dhaka-arriva-la-lilluminazione-solare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Paesi più poveri</a>. Il costo del terreno è irrisorio, e per le imprese del Paese che economicamente è agiato è un vero affare. Benetton , un impresa italiana, ha acquistato molti ettari di terra in Argentina.</p>
<p class="MsoNormal">‘Con il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=7288"><strong>land grabbing</strong></a> le multinazionali si sono accaparrate nel mondo 86 milioni di ettari negli ultimi 6 anni, 5 volte la superficie dell&#8217;Italia’, denuncia Eric Holt-Giménez, direttore di Food First, tra i relatori della conferenzaal Salone del Gusto e Terra Madre che ha affrontato il fenomeno dell&#8217;accaparramento dei terreni. ‘Bisogna creare dei forti movimenti sociali e cercare di cambiare le leggi. Questa l&#8217;unica soluzione’, dal momento che le vittime del land Grabbing sono numerose e diverse.</p>
<p class="MsoNormal">Ma quali sono i numeri del fenomeno? Alcuni dati recenti sul fenomeno arrivano da Grain.org, che ha documentato 416 investimenti di land grabbing dal 2006 al 2012, che hanno interessato quasi 35 milioni di ettari di terreno in 66 paesi destinati tutti alla produzione di colture alimentari.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">L&#8217;Africa è l&#8217;obiettivo primario dei <strong>land grabbers</strong>, ma sono ingenti  anche gli investimenti in America Latina, Asia ed Europa dell&#8217;Est. </p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<title>Italia: raddoppiati i poveri</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/italia-raddoppiati-i-poveri/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2014 07:20:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[aumenta povertà]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[poveri]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[È raddoppiato, dal 2007 al 2012, il numero dei poveri. Aumentati anche i segmenti coinvolti: Nord, famiglie con due figli, nuclei con capofamiglia di età inferiore a 35 anni   In Italia è raddoppiato il numero di poveri: se nel 2007, ultimo anno di crescita del Pil, erano 2,4 milioni (il 4,1% della popolazione), a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-19040" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/07/images_igallery_resized_ambientetest_images__1_-11761-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">È raddoppiato, dal 2007 al 2012, il numero dei poveri. Aumentati anche i segmenti coinvolti: Nord, famiglie con due figli, nuclei con capofamiglia di età inferiore a 35 anni</p>
<p>  <span id="more-19041"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><strong>In Italia è raddoppiato il numero di poveri</strong>: se nel 2007, ultimo anno di crescita del Pil, erano 2,4 milioni (il 4,1% della popolazione), a causa della crisi, nel 2012, vivevano in povertà assoluta 4,8 milioni di italiani, l&#8217;8% del totale. L’allarme arriva dal Rapporto ‘Il bilancio della crisi’, della Caritas.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Non solo. Oltre a far aumentare il numero di <strong>poveri</strong>, la <a href="È%20raddoppiato,%20dal%202007%20al%202012,%20il%20numero%20dei%20poveri.%20Aumentati%20anche%20i%20segmenti%20coinvolti:%20Nord,%20famiglie%20con%20due%20figli,%20nuclei%20con%20capofamiglia%20di%20età%20inferiore%20a%2035%20anni"><strong>crisi</strong></a> ha anche ‘allargato i propri confini’, coinvolgendo ‘il centro-nord, le famiglie con due figli, i nuclei con capofamiglia di età inferiore a 35 anni, le famiglie con componenti occupati’. Prima della crisi (2007) erano invece tra le file dei poveri soprattutto anziani, abitanti del Sud e famiglie numerose.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<title>Pisa: spesa gratis per i poveri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2013 13:20:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[poveri]]></category>
		<category><![CDATA[spesa gratis]]></category>
		<category><![CDATA[spesa poveri]]></category>
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					<description><![CDATA[A Pisa, nel popolare quartiere del Cep, la spesa per le famiglie povere e’ gratis   di Antonio Galdo   Un’intera Cittadella della solidarietà a Pisa, nel popolare quartiere del Cep, per aiutare le famiglie più svantaggiate: qui la spesa per i poveri è gratuita. Le famiglie disagiate possono ritirare una tessera a punti con la quale fare la spesa di generi alimentari [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-2058" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/06/images_igallery_resized_ambiente_non-sprecare-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">A Pisa, nel popolare quartiere del Cep, la spesa per le famiglie povere e’ gratis</p>
<p>  <span id="more-12935"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">di Antonio Galdo</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Un’intera Cittadella della solidarietà a <strong>Pisa</strong>, nel popolare quartiere del Cep, per aiutare le famiglie più svantaggiate: qui la spesa per i poveri è gratuita. Le famiglie disagiate possono ritirare una tessera a punti con la quale fare la spesa di generi alimentari freschi, prodotti in scatola e articoli di abbigliamento. La bella e concreta iniziativa è merito della collaborazione di diverse istituzioni: il comune di Pisa, la diocesi, la Fondazione Pisa che ha messo a disposizione una quota dei fondi dell’Otto per mille.</p>
<p class="MsoNormal">I prodotti vengono donati dalle Coop sul territorio, da Carrefour, dalle parrocchie, dal Banco alimentare, da istituzioni e da privati cittadini: una vera rete della solidarietà che si è messa in movimento per aiutare chi è particolarmente colpito dalla <strong>Grande Crisi</strong>. “Speriamo nella solidarietà e nella generosità di tutti” spiega don Emanuele Morelli, direttore della Caritas diocesiana di Pisa “Specie da parte di quelle aziende del settore agroalimentare della provincia che vorranno donarci le loro eccedenze di cibo e di prodotti che altrimenti andrebbero sprecate”.</p>
<p class="MsoNormal">Tra i doni sono compresi anche i vestiti e i giocattoli che le famiglie non usano più.La Cittadella della solidarietà di Pisa dimostra quante cose utili si possono fare, senza neanche grandi sforzi,coniugando la filosofia del Non sprecare con il dono. Un’iniziativa che dovrebbe essere replicata in tante altre città italiane.</p>
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		<title>Lisbona: raccolta cibo casa per casa, per ridurre lo spreco</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/lisbona-raccolta-cibo-casa-per-casa-per-ridurre-lo-spreco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2013 07:42:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[poveri]]></category>
		<category><![CDATA[ridurre spreco]]></category>
		<category><![CDATA[spreco di cibo]]></category>
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					<description><![CDATA[Per ridurre lo spreco di cibo, a Lisbona, alcuni volontari raccolgono gli alimenti non consumati da ristoranti, case e negozi e lo distribuiscono ai poveri   Ridurre lo spreco alimentare, aiutando chi ha bisogno: e’ questo lo scopo dell’iniziativa nata a Lisbona, dove un gruppo di cittadini volontari raccoglie il cibo non consumato in ristoranti,  [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-12445" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/06/images_igallery_resized_ambientetest_spreco_cibo-8239-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Per ridurre lo spreco di cibo, a Lisbona, alcuni volontari raccolgono gli alimenti non consumati da ristoranti, case e negozi e lo distribuiscono ai poveri</p>
<p>  <span id="more-12446"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Ridurre lo <strong>spreco alimentare</strong>, aiutando chi ha bisogno: e’ questo lo scopo dell’iniziativa nata a Lisbona, dove un gruppo di cittadini volontari raccoglie il cibo non consumato in ristoranti,  negozi e case di privati cittadini. Il cibo raccolto e, fortunatamente non sprecato, viene poi distribuito alle associazioni che si occupano di assistenza ai poveri.</p>
<p class="MsoNormal">L’iniziativa che riduce lo <a href="https://www.ecoseven.net//?p=10757"><strong>spreco di cibo</strong></a> si chiama <strong>Re-food</strong>: i volontari raccolgono quello che non è stato venduto o consumato nelle panetterie, nelle salumerie, nelle drogherie, nei supermercati e nella case di privati cittadini. Nel quartiere di Nossa Senhora de Fàtima, per esempio, hanno aderito all’iniziativa contro lo spreco alimentare già 115 locali, mentre i volontari che operano sono più di 300. A Telheiras, invece, operano 200 volontari, mentre i negozi che hanno aderito a Re-food sono 150. ‘Il nostro obiettivo è di coprire tutta la città entro il 2014, e trasformare Lisbona nella prima città europea dove lo spreco dei cibo è azzerato. Può sembrare un traguardo azzardato, ma vista l’enorme partecipazione che stiamo riscontrando in tutti i quartieri della città, penso che lo centreremo’ &#8211; ha affermato Hunter Halder, responsabile del progetto Re-Food.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Oltre ad evitare lo<a href="https://www.ecoseven.net//?p=10597"> <strong>spreco di cibo</strong></a> i volontari evitano anche l’immissione in aria di polveri sottili e inquinanti: la raccolta del cibo e la sua distribuzione avviene in bicicletta. </p>
<p class="MsoNormal">(gc)</p>
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